Scicli, cede un tombino: donna resta incastrata e si ferisce gravemente

Un tombino che cede all’improvviso, una caduta violenta e una donna rimasta incastrata per diversi minuti. È accaduto ieri sera, intorno alle 19.30, in via Vitaliano Brancati, a Scicli.
La vittima, una donna di 62 anni, stava scendendo dal marciapiede quando ha poggiato il piede sulla griglia del tombino, che ha improvvisamente ceduto facendola precipitare all’interno. L’impatto le ha provocato la frattura di quattro costole, oltre ad altre contusioni.
Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia locale e i sanitari del 118, che hanno estratto la donna dal tombino e l’hanno trasferita in ospedale per le cure necessarie. Le sue condizioni, pur serie, non sarebbero tali da metterne in pericolo la vita.
L’area è stata immediatamente transennata per evitare ulteriori rischi ai pedoni. La polizia municipale ha avviato accertamenti tecnici per chiarire le cause del cedimento della griglia e verificare eventuali responsabilità legate alla manutenzione.

Niscemi, la collina cede: frana attiva, zona rossa e famiglie senza ritorno

“L’intera collina sta crollando sulla piana di Gela: le parole del capo della Protezione civile nazionale, Fabio Ciciliano, non lasciano spazio a interpretazioni: la frana che interessa il territorio di Niscemi è pienamente attiva e la situazione è critica.
Il quadro è emerso durante il sopralluogo e la riunione operativa al Centro operativo comunale, alla presenza del presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, del capo della Protezione civile regionale Salvo Cocina, della componente scientifica guidata dal professor Nicola Casagli, del prefetto Donatella Licia Messina e del sindaco Massimiliano Conti.
Secondo le analisi tecniche, non è coinvolta solo la parte visibile del versante: l’intero corpo della collina è in movimento verso la piana di Gela. Per questo è stata disposta una zona rossa fino a 150 metri dalla “nicchia di distacco”, cioè dal tratto asfaltato rimasto intatto. Una misura prudenziale ma necessaria, che ha già portato all’evacuazione di circa 1.500 persone e all’inagibilità di decine di immobili.
«Ci sono abitazioni che non potranno essere recuperate – ha dichiarato Ciciliano – e sarà necessario definire un piano di delocalizzazione definitiva per chi vi abitava». Una prospettiva dura, che segna un punto di non ritorno per molte famiglie.
Il presidente Schifani ha parlato di una situazione grave e in evoluzione, chiarendo che non si tratta di un evento improvviso come un terremoto, ma di un fenomeno dinamico che richiede monitoraggio continuo. «È evidente – ha affermato – che molte persone non potranno più tornare nelle loro case».
Sul fronte dell’emergenza, la Regione sta garantendo l’assistenza sanitaria, il riallaccio dei servizi essenziali, in particolare del gas, e il potenziamento delle squadre operative. Ma il nodo centrale resta quello abitativo.
«Chi perderà la casa non resterà senza casa», ha assicurato Schifani. La Regione si è impegnata a finanziare un programma di ricollocazione, che prevede la realizzazione di nuovi alloggi e l’utilizzo di immobili già esistenti, con copertura pubblica dei costi. Un impegno ribadito anche nel ruolo di commissario straordinario appena nominato.
La frana di Niscemi non è solo un’emergenza geologica: è una crisi sociale, che impone risposte rapide, trasparenti e durature. Ora la priorità è la sicurezza. Subito dopo, la dignità di chi ha perso tutto.

Frana a Niscemi, sopralluogo del presidente Schifani e riunione al Coc

Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, è giunto a Niscemi dove ha effettuato un sopralluogo nella zona interessata dalla frana che ha colpito una parte del paese. Successivamente sta partecipando alla riunione al Centro operativo comunale per fare il punto sui danni causati alla popolazione dagli smottamenti del terreno e sugli interventi da mettere in atto a sostegno delle tantissime famiglie che hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni.

All’incontro hanno partecipato, fra gli altri, il capo del dipartimento nazionale della Protezione civile, Fabio Ciciliano, il dirigente generale della Protezione civile regionale, Salvo Cocina, il prefetto di Caltanissetta, Donatella Licia Messina, l’assessore alla Salute, Daniela Faraoni, il sindaco di Niscemi, Massimiliano Conti, il soggetto attuatore della Struttura commissariale contro il dissesto idrogeologico, Sergio Tumminello, e il segretario generale dell’Autorità di bacino, Leonardo Santoro.

Nel corso della riunione, il capo del dipartimento della Protezione civile nazionale Fabio Ciciliano ha commentato: “L’intera collina sta crollando sulla piana di Gela. Abbiamo fatto un primo sopralluogo con la componente scientifica del centro di competenza del Dipartimento della Protezione civile, il professore Nicola Casagli, che ha messo in evidenza non solo quello che è visibile ma che in realtà è l’intera collina che sta scendendo verso la piana di Gela”.

Lezione di intelligenza artificiale all’Amato Vetrano di Sciacca

Presso l’istituto “Calogero Amato Vetrano” di Sciacca si è svolta una lezione laboratoriale dedicata all’intelligenza artificiale e al machine learning, rivolta agli studenti delle classi I J e II J dell’indirizzo Informatica e Telecomunicazioni.
L’attività ha avuto come obiettivo quello di avvicinare i ragazzi ai principi fondamentali dell’IA attraverso un approccio pratico e interattivo, trasformando concetti complessi in esperienze concrete. La lezione di intelligenza artificiale ha permesso agli studenti di comprendere come una macchina possa apprendere, riconoscere dati e restituire risultati basati su modelli matematici.

Lezione di intelligenza artificiale con strumenti digitali innovativi

La lezione è stata condotta da Luigi Lo Mascolo, esperto esterno di tecnologie digitali e intelligenza artificiale, con il supporto dei docenti di informatica Michele La Bella e Paolo Ciaccio.
Durante l’incontro, gli studenti hanno lavorato con la piattaforma Teachable Machine, sperimentando direttamente la costruzione di modelli di apprendimento automatico. I ragazzi hanno creato un dataset organizzato in cartelle, contenente immagini reperite online e suddivise per categorie specifiche.
Questo materiale è stato utilizzato per addestrare la macchina, consentendole di riconoscere le caratteristiche distintive di ogni classe. La lezione di intelligenza artificiale ha così mostrato in modo chiaro come funziona il processo di training di un modello di machine learning.

Test in tempo reale e comprensione dei risultati

Conclusa la fase di addestramento, il sistema è stato testato in tempo reale.
Attraverso la webcam o tramite input sonori, gli studenti hanno fornito nuovi dati alla macchina, che ha restituito una percentuale di riconoscimento per ciascuna categoria appresa. Questo passaggio ha consentito di comprendere concetti fondamentali come la classificazione, la probabilità e l’attendibilità dei risultati.
Un’esperienza che ha reso visibili i meccanismi alla base di molte tecnologie oggi utilizzate in ambito digitale.

L’innovazione digitale al centro del percorso educativo

L’iniziativa si inserisce pienamente nella visione educativa dell’Istituto Calogero Amato Vetrano, guidato dalla dirigente scolastica Nellina Librici, da sempre attenta ai temi dell’innovazione e alle opportunità offerte dall’intelligenza artificiale.
La lezione di intelligenza artificiale rappresenta un esempio concreto di didattica innovativa, capace di coinvolgere attivamente gli studenti e di prepararli alle competenze richieste dal mondo tecnologico contemporaneo.

Studenti protagonisti dell’apprendimento

Attraverso strumenti semplici ma efficaci come Teachable Machine, i ragazzi hanno potuto osservare direttamente come nascono i modelli di apprendimento automatico e come vengono utilizzati per il riconoscimento di immagini e suoni.
L’attività ha dimostrato come l’intelligenza artificiale possa essere insegnata in modo accessibile, stimolante e vicino alla realtà quotidiana degli studenti, rafforzando il ruolo della scuola come luogo di sperimentazione e crescita verso il futuro digitale.

Agrigento, maxi operazione dei Carabinieri nel settore oleario: 24 indagati per frode e riciclaggio

Vasta operazione dei Carabinieri a tutela della qualità agroalimentare e del Made in Italy nel comparto oleario.

I militari del Reparto Carabinieri Tutela Agroalimentare di Messina, con il supporto del Comando Provinciale di Agrigento, hanno eseguito 24 decreti di perquisizione nei confronti di altrettanti soggetti indagati per associazione a delinquere finalizzata alla frode in commercio, al riciclaggio e alla violazione della normativa sulle accise.
L’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Agrigento, è finalizzata al sequestro probatorio di documentazione e materiale informatico e riguarda un presunto gruppo criminale radicato nel territorio agrigentino, ritenuto dedito alla commercializzazione di olio contraffatto, spacciato come olio extravergine di oliva.
Secondo quanto emerso dalle indagini, condotte dal Reparto Specializzato dell’Arma per la Tutela Agroalimentare, l’organizzazione avrebbe operato almeno dal 2022 e fino ad oggi, distribuendo il prodotto adulterato in tutte le province della Sicilia, sul territorio nazionale e anche all’estero, in particolare in Germania.
Gli indagati avrebbero reperito ingenti quantitativi di sostanze oleose che, attraverso la miscelazione con betacarotene e clorofilla rameica – come accertato dagli esami di laboratorio dell’Istituto Centrale Repressione Frodi del Masaf – venivano vendute come extravergine di oliva a basso costo a esercizi commerciali, privati e laboratori alimentari.
I proventi dell’attività illecita sarebbero stati successivamente riciclati e autoriciclati mediante false fatturazioni, emesse da imprese individuali riconducibili agli stessi indagati e formalmente operanti nel settore dei prodotti agricoli.
Ulteriore profilo di illegalità riguarda l’uso di benzina e carburante agricolo acquistato ad accisa ridotta, impiegato per alimentare i mezzi utilizzati nella distribuzione quotidiana del prodotto adulterato sull’intero territorio regionale e oltre i confini nazionali.
Le indagini preliminari sono tuttora in corso per la completa ricostruzione dei fatti e delle responsabilità individuali e proseguono sotto il costante coordinamento della Procura di Agrigento.

Maltempo, anche Menfi e Ribera nell’elenco della Protezione Civile per i risarcimenti

Dopo i primi stanziamenti disposti per fronteggiare l’emergenza causata dalla furia di Harry, la Protezione Civile regionale ha ufficializzato l’elenco dei Comuni siciliani colpiti dall’evento calamitoso. Un passaggio fondamentale che consentirà a cittadini e imprese dei territori interessati di accedere ai fondi destinati ai risarcimenti per i danni subiti.
Per quanto riguarda la provincia di Agrigento, sono numerosi i centri inseriti nella lista. Si tratta dei Comuni di Agrigento, Camastra, Favara, Licata, Lampedusa e Linosa, Lucca Sicula, Menfi, Montallegro, Naro, Palma di Montechiaro, San Biagio Platani, Santo Stefano Quisquina, Ribera e Villafranca Sicula, oltre al Libero Consorzio comunale di Agrigento.
L’inclusione nell’elenco ufficiale rappresenta un riconoscimento formale dello stato di difficoltà vissuto da questi territori e apre la strada alle procedure per la richiesta dei ristori. Nelle prossime settimane sono attese indicazioni operative da parte della Regione sulle modalità di presentazione delle domande e sull’erogazione dei contributi.
Un segnale atteso da amministrazioni locali, cittadini e operatori economici, che ora confidano in tempi rapidi per il sostegno necessario alla ripresa.

Francesco Carlino: “Una preghiera fotografare la Madonna del Soccorso” (Video)

Inaugurata ieri sera la mostra di foto, pitture e ceramiche sulla Madonna del Soccorso che si svolge nello studio fotografico di Francesco Carlino, in corso Vittorio Emanuele.

L’esposizione raccoglie una selezione di scatti realizzati nel corso degli anni da Francesco Carlino e dalla moglie Daniela, immagini che raccontano con sensibilità e profondità la devozione, i riti e i momenti più intensi legati al culto della Madonna.

Le fotografie sono state allestite nella saletta interna del laboratorio e arricchiscono anche la vetrina che si affaccia su corso Vittorio Emanuele, offrendo a cittadini e visitatori un suggestivo percorso visivo anche dall’esterno.

La mostra raccoglie i lavori di fotografi, pittori e ceramisti di Sciacca e del territorio e rappresenta un ulteriore tassello artistico e culturale che si inserisce nel ricco calendario di iniziative in programma da qui al mese di agosto, pensate per celebrare il quarto centenario della liberazione della peste per intercessione della Madonna del Soccorso, un anniversario di grande valore storico, religioso e identitario per la comunità saccense.

“Per me fotografare la Madonna e’ una preghiera”, dice Carlino che ha beneficiato, per l’allestimento, dell’aiuto di Fabio Piazza.

All’inaugurazione era presente anche l’arciprete don Calogero Lo Bello, che ha impartito la benedizione, sottolineando il significato spirituale dell’iniziativa e il valore della memoria condivisa attraverso l’arte e l’immagine.

La mostra è visitabile negli orari di apertura del laboratorio fotografico.

Operazione antidroga della polizia di Messina: 15 arresti in 3 province

È in corso una vasta operazione antidroga della Polizia di Stato di Messina che coinvolge tre province della Sicilia orientale. Gli agenti stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip su richiesta della Procura della Repubblica di Messina, nei confronti di 15 indagati.
I reati ipotizzati, a vario titolo, sono associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e spaccio al dettaglio di cocaina, hashish e marijuana.
All’esecuzione del provvedimento partecipano circa 100 agenti della Squadra mobile delle Questure di Messina, Catania e Siracusa, insieme a personale dello Scico di Catania e Messina, ai Reparti prevenzione crimine e alle unità cinofile della Polizia di Stato.
L’operazione è tuttora in corso e nelle prossime ore potrebbero emergere ulteriori dettagli sull’indagine.

Assalto al bancomat delle Poste ad Aci San Filippo: fallisce il colpo, danni all’edificio

Tentato furto nella notte all’ufficio postale di Aci San Filippo, frazione di Aci Catena, in provincia di Catania. Ignoti hanno utilizzato dell’esplosivo per cercare di asportare la cassaforte del bancomat, provocando una violenta deflagrazione che ha fatto crollare un’intera parete del locale.
Nonostante l’esplosione, i malviventi non sono riusciti a portare via nulla e si sono dati alla fuga prima dell’arrivo dei carabinieri. L’edificio ha riportato danni significativi e, in un primo momento, era stato dichiarato inagibile.
Successivamente, a seguito di un sopralluogo tecnico, l’immobile è stato nuovamente dichiarato agibile. Sul caso indagano i carabinieri della Compagnia di Acireale e del Comando provinciale di Catania, impegnati nell’individuazione dei responsabili.

Ribera, viola il divieto di avvicinamento e aggredisce la “rivale”: arrestata 35enne

Nonostante fosse già sottoposta al divieto di avvicinamento alla persona offesa, avrebbe continuato a perseguitarla fino ad arrivare all’aggressione fisica in strada. Per questo motivo i carabinieri di Ribera hanno arrestato una trentacinquenne del posto, indagata per atti persecutori.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la donna avrebbe ripetutamente violato le prescrizioni imposte dall’autorità giudiziaria, arrivando a insultare, minacciare e offendere una trentenne per motivi personali. Una condotta reiterata nel tempo che avrebbe generato nella vittima un grave stato di ansia e paura.
Stanca dei continui soprusi, la persona offesa si è infine rivolta ai carabinieri, che hanno avviato gli accertamenti del caso. Alla luce delle continue violazioni delle misure cautelari, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Sciacca ha disposto per la trentacinquenne gli arresti domiciliari con obbligo di braccialetto elettronico.
L’intervento tempestivo delle forze dell’ordine ha permesso di interrompere una situazione di forte tensione e di tutelare la vittima, già provata dal comportamento persecutorio dell’indagata.