Aule gelide alla Lombardo Radice, classi trasferite in altri spazi

Disagi e proteste alla scuola Lombardo Radice di Menfi, dove le basse temperature all’interno delle aule hanno costretto la dirigente scolastica a una soluzione d’emergenza: spostare le classi in altri spazi cittadini per garantire lo svolgimento delle lezioni.
Nei locali dell’istituto, infatti, i termosifoni risultano spenti e gli ambienti sono diventati impraticabili. Gli studenti, secondo quanto denunciato, sono stati costretti a seguire le lezioni in condizioni difficili, tra aule gelide, cappotti indossati durante l’orario scolastico, coperte e borse di acqua calda.
Neppure i rimedi provvisori annunciati dal sindaco, dopo l’intervento del vicepresidente del Consiglio comunale Noto, avrebbero prodotto risultati concreti. Le stufette elettriche previste come soluzione temporanea non sarebbero state sufficienti a garantire temperature adeguate.
Di fronte al perdurare della situazione, la dirigente scolastica ha deciso di interdire alcune aule, redistribuendo le classi tra l’aula magna, la biblioteca comunale e la torre federiciana, nel tentativo di tutelare studenti e personale.
Sulla vicenda intervengono i consiglieri comunali di “Verso Menfi”, che definiscono «inaccettabile» quanto sta accadendo e chiedono una soluzione definitiva al problema del riscaldamento del plesso Lombardo Radice. Il gruppo consiliare ha annunciato la presentazione di una interrogazione per fare chiarezza sulle responsabilità e sui tempi di intervento.
«Chiediamo al sindaco di assegnare la delega alla Pubblica istruzione a uno degli assessori – dichiarano i consiglieri di opposizione –. Assistiamo da tempo a una gestione basata sull’emergenza, una modalità che la comunità scolastica di Menfi non può più tollerare».

Videosorveglianza non autorizzata in un locale di Sciacca, rimozione e sanzione

Un impianto di videosorveglianza installato senza le necessarie autorizzazioni è stato individuato dall’Ispettorato nazionale del lavoro nel corso di un controllo effettuato a Sciacca nei giorni scorsi. L’accertamento rientra in una più ampia attività ispettiva condotta dal personale dell’Ispettorato della provincia di Agrigento tra il 13 e il 16 gennaio 2026, finalizzata al contrasto del lavoro irregolare e alla tutela della salute e sicurezza dei lavoratori nei settori dell’edilizia e del commercio.

Nel caso di Sciacca, l’ispezione ha riguardato un esercizio commerciale. Riscontrata l’assenza delle autorizzazioni previste dalla normativa vigente, gli ispettori hanno disposto la rimozione dell’impianto e applicato la relativa sanzione.

I controlli, che hanno interessato anche i comuni di Favara, Agrigento e Canicattì, hanno portato complessivamente all’individuazione di tre lavoratori in nero, alla rilevazione di diverse violazioni in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro e all’adozione di provvedimenti di sospensione delle attività, oltre all’irrogazione di sanzioni e ammende per diverse migliaia di euro.

Ruba l’incasso al datore di lavoro,  intervento dei carabinieri a Salemi

Un giovane straniero di 20 anni  è stato denunciato per aver rubato l’incasso al proprio datore di lavoro a Salemi. L’intervento è stato eseguito dai carabinieri della Stazione di Salemi, attivati dopo la segnalazione di un allevatore della zona.

Secondo quanto denunciato, l’uomo si sarebbe accorto della sottrazione dell’incasso mensile subito dopo l’allontanamento improvviso di un proprio dipendente. Il giovane, infatti, si sarebbe dileguato rapidamente, facendo sorgere il sospetto che fosse stato lui a rubare il denaro custodito dall’azienda.

Le indagini

A seguito della richiesta di intervento, i militari dell’Arma hanno avviato gli accertamenti raccogliendo gli elementi informativi necessari. Le verifiche hanno permesso di identificare il dipendente sospettato del furto e di stimare l’ammontare della somma sottratta, quantificata tra i 5.000 e i 6.000 euro.

I carabinieri hanno quindi avviato le ricerche concentrandosi sui luoghi abitualmente frequentati dal giovane, con l’obiettivo di rintracciarlo nel più breve tempo possibile e verificare la fondatezza della denuncia.

Dopo una serie di passaggi sul territorio, i carabinieri hanno rintracciato il 20enne romeno, senza fissa dimora, in contrada Baronia. Al momento del controllo, il giovane è stato trovato in possesso di 5.850 euro in contanti, somma compatibile con quella denunciata.

Il ritrovamento del denaro ha rafforzato il quadro accusatorio nei confronti del giovane portando i militari a procedere con la denuncia per furto.

L’intera somma recuperata è stata successivamente restituita all’avente diritto, ponendo fine alla vicenda sotto il profilo economico.

Zen 2, emergenza idrica nei padiglioni: appello ad Amap per la regolarizzazione del servizio

Nei padiglioni dello Zen 2 l’accesso all’acqua resta un problema irrisolto. L’assenza dei misuratori idrici impedisce a molti abitanti degli alloggi popolari di avere un rapporto contrattuale regolare con il gestore del servizio. Una condizione che ha spinto comitati civici e realtà associative del quartiere a sollecitare un intervento diretto dell’Amap.
Secondo quanto denunciato, la mancanza di strumenti di misurazione, accordi formali e di una gestione ufficiale dell’infrastruttura idrica lascia i residenti in una sorta di limbo amministrativo, privandoli di un diritto fondamentale. Da qui la richiesta di avviare un percorso di normalizzazione che consenta agli inquilini di diventare utenti riconosciuti.
Un passaggio decisivo, spiegano dal territorio, sarebbe la realizzazione di una ricognizione puntuale degli abitanti effettivi dei complessi residenziali. Informazioni che dovrebbero essere condivise anche con l’Iacp, impegnato a ricostruire il quadro delle assegnazioni e a individuare eventuali occupazioni senza titolo.
Nel frattempo, il gestore dell’acquedotto starebbe concentrando gli sforzi sulla eliminazione dei collegamenti non autorizzati, considerati uno dei nodi centrali della vicenda. Il tema è già approdato sui tavoli istituzionali, accompagnato da una relazione tecnica dettagliata che descrive la presunta rete di condotte irregolari che correrebbe nel sottosuolo dei grandi edifici residenziali.
Una situazione complessa che richiede, secondo i promotori dell’iniziativa, un’azione coordinata tra enti e istituzioni per garantire trasparenza, legalità e servizi essenziali agli abitanti dello Zen 2.

Messinese, sciame sismico all’alba tra Militello Rosmarino e Alcara Li Fusi

La terra continua a tremare nel Messinese. Dopo la scossa di magnitudo 4.0 registrata alle 14.54 di ieri a Militello Rosmarino, i sismografi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia hanno rilevato una decina di eventi sismici tra il pomeriggio di domenica e le prime ore di questa mattina, tutti con epicentro nell’area compresa tra Militello Rosmarino e Alcara Li Fusi, sui Nebrodi.
L’evento più significativo della notte è stato registrato alle 5.17, con una scossa di magnitudo 3.5, localizzata a circa quattro chilometri da Militello Rosmarino e a una profondità di nove chilometri. Poco dopo, alle 5.47, un’altra scossa di magnitudo 2.7 è stata segnalata nel territorio di Alcara Li Fusi.
Lo sciame sismico ha preso avvio nel primo pomeriggio di ieri con il terremoto di magnitudo 4.0 e si è protratto per tutta la giornata: alle 14.58 una scossa di magnitudo 2.1 nei pressi di Militello Rosmarino; alle 15.35 e 16.16 due eventi di magnitudo 2.4 e 2.0 con epicentro ad Alcara Li Fusi. Altri movimenti tellurici sono stati registrati alle 17.33, 21.04, 21.50 e 22.20, fino a una nuova scossa alle 2.12 della notte, tutte con magnitudo compresa tra 2.0 e 2.6.
Secondo l’Ingv, si è trattato di eventi di modesta entità, difficilmente percepiti dalla popolazione, che confermano tuttavia una fase di persistente attività sismica nel territorio nebroideo. Al momento non si segnalano danni a persone o cose.

Acireale, evacuazioni nelle zone costiere per mareggiate

A seguito dell’allerta meteo di livello rosso diramata dalla Protezione civile regionale per rischio idrogeologico e idraulico, il sindaco di Acireale, Roberto Barbagallo, ha firmato un’ordinanza urgente a tutela della pubblica incolumità.

Il provvedimento dispone l’evacuazione temporanea e immediata di alcuni immobili situati nelle aree costiere maggiormente esposte alle mareggiate.
Nel dettaglio, l’ordinanza riguarda le abitazioni delle vie Garitta e Rapallo e del Lungomare Martinez, nella frazione di Capo Mulini, oltre a quelle di via Molino, nella frazione di Santa Maria La Scala. La misura ha efficacia immediata e resterà in vigore fino alle ore 8 di martedì 21 gennaio, salvo eventuali aggiornamenti legati all’evoluzione delle condizioni meteorologiche.
Per i cittadini che non fossero in grado di trovare autonomamente una sistemazione alternativa, l’amministrazione comunale ha attivato il Centro operativo comunale (Coc), contattabile al numero 095/895545, per fornire assistenza e supporto logistico.
Dal Comune arriva l’invito alla massima prudenza: «Si richiama tutta la cittadinanza a un elevato senso di responsabilità, a seguire scrupolosamente le indicazioni delle autorità competenti e a limitare gli spostamenti allo stretto necessario», si legge nella nota diffusa dall’amministrazione.

Il problema non è il sito web. È partire dagli strumenti sbagliati.

C’è una domanda che torna ciclicamente, quasi ossessivamente, tra freelance e piccoli imprenditori:

“Mi serve davvero un sito?”
“Devo fare pubblicità per trovare clienti?”

Sono domande comprensibili, ma anche fuorvianti.
Perché spostano l’attenzione sugli strumenti, quando il vero problema è quasi sempre un altro.


Il falso dilemma: sito sì o sito no

Negli anni ho visto discussioni infinite tra chi sostiene che “senza sito non esisti” e chi, al contrario, afferma che “il sito non serve a niente”.

La verità è che hanno ragione entrambi… e torto entrambi.

Un sito può funzionare molto bene.
Ma può anche diventare un enorme spreco di tempo, energia e denaro.

La differenza non la fa il sito in sé, ma il contesto in cui viene inserito.


Quando il sito diventa un centro di costo

Molti professionisti partono da qui:

  • rifanno il sito
  • curano il design
  • ottimizzano le pagine
  • magari investono anche in advertising

Eppure, dopo mesi, i risultati non arrivano.

Non perché il sito sia “fatto male”, ma perché:

  • non è chiaro chi si sta cercando di aiutare
  • non è chiaro che problema si risolve
  • non è chiaro perché qualcuno dovrebbe contattarti proprio ora

In assenza di queste risposte, anche il sito più professionale del mondo non converte.
E ogni euro speso in pubblicità diventa un costo, non un investimento.


Strumenti e strategia non sono la stessa cosa

Qui c’è l’errore più comune.

Il sito è uno strumento.
La pubblicità è uno strumento.
I software, le piattaforme, le automazioni sono strumenti.

Ma nessuno strumento, da solo, è una strategia.

La strategia viene prima, e riguarda:

  • la chiarezza della proposta
  • la capacità di generare conversazioni
  • il contatto reale con il mercato

Senza questo lavoro preliminare, si costruisce nel vuoto.


Partire dal modello, non dalla vetrina

Un approccio più sostenibile — soprattutto all’inizio — è partire da modelli più leggeri.

Modelli che permettono di:

  • parlare con le persone giuste
  • capire cosa le blocca davvero
  • testare messaggi e proposte
  • raccogliere feedback reali

Solo dopo, quando il modello è chiaro e validato, il sito smette di essere una scommessa e diventa un acceleratore.

In quel momento:

  • ha senso investirci
  • ha senso fare advertising
  • ha senso strutturare funnel e automazioni

Non prima.


Perché questo approccio riduce rischi e frustrazione

Partire dal modello invece che dagli strumenti:

  • riduce i costi iniziali
  • evita investimenti “alla cieca”
  • aumenta la comprensione del proprio mercato
  • rende ogni strumento più efficace quando viene introdotto

Non è un approccio “anti-sito” o “anti-ads”.
È un approccio pro-ordine delle priorità.


La domanda giusta da porsi

Forse, allora, la domanda non è:

“Qual è lo strumento migliore?”

Ma piuttosto:

“Quanto è chiaro oggi il mio modello di acquisizione clienti?”

Perché quando quella risposta è solida, gli strumenti smettono di essere un problema.
E tornano a essere quello che dovrebbero sempre essere: alleati, non soluzioni magiche.

Negli ultimi mesi mi sono reso conto che molte delle difficoltà di cui si discute — sito, advertising, piattaforme — nascono tutte dallo stesso punto: partire dagli strumenti prima di aver chiarito il modello.

È un tema che ho approfondito anche in una guida pratica, pensata per chi vuole strutturare questo passaggio in modo più leggero e sostenibile, senza investimenti prematuri e senza affidarsi a scorciatoie.

Prima di chiedersi cosa usare, spesso vale la pena fermarsi a chiarire da dove partire.

Altra vittima sulla Palermo-Sciacca, muore un trentottenne

Si chiamava Giovanni Schiro’, di Piana degli Albanesi, e aveva 38 anni la nuova vittima di un incidente stradale sulla Palermo-Sciacca.

Per cause ancora in fase di accertamento, due auto si sono scontrate, intorno all’1,30, all’altezza dello svincolo di San Giuseppe Jato.

L’impatto è stato tra una Fiat 500 e una Nissan Micra. Schiro’ era alla guida della Micra. Il conducente della Fiat 500, un uomo di 42 anni, è stato trasferito all’ospedale di Partinico e non è in pericolo di vita.

Sciacca, parcheggi nel caos: interrogazione del consigliere Giuseppe Catanzaro

Il consigliere comunale Giuseppe Catanzaro ha presentato un’interrogazione con risposta scritta e orale al Sindaco di Sciacca Fabio Termine, al Presidente del Consiglio comunale Ignazio Messina e agli assessori competenti, per accendere i riflettori sulle criticità del servizio parcheggi nel centro storico e nelle aree di accesso.
Secondo Catanzaro, i parcheggi rappresentano una risorsa strategica per l’accessibilità del centro storico, la sua vivibilità e il sostegno concreto al commercio locale. Tuttavia, diverse aree risultano oggi penalizzate da degrado, carenze gestionali e mancanza di controlli.
Tra gli esempi citati, Piazza Luigi Sturzo, in zona Porta Palermo, presenta gravi problemi legati allo stato del manto stradale, alla segnaletica e al funzionamento dei parcometri, mentre i lavori di riqualificazione annunciati tardano ad avviarsi. In Piazza Guglielmo Marconi, nonostante il limite di sosta di 60 minuti, si registra quotidianamente la permanenza di auto per diverse ore senza adeguati controlli.

In Piazza Mariano Rossi, invece, si attendono ancora interventi di ammodernamento già annunciati, come l’attivazione delle casse automatiche.
Il consigliere sottolinea inoltre come la carenza di personale della Polizia Municipale incida negativamente sul rispetto delle regole, riducendo di fatto la disponibilità reale di posti auto. A ciò si aggiunge l’assenza, negli anni 2023, 2024 e 2025, di iniziative significative da parte dell’Amministrazione per migliorare o potenziare il servizio.
Nell’interrogazione si chiede all’Amministrazione quali misure intenda adottare per migliorare la qualità del servizio parcheggi, potenziare i controlli, intervenire sulla segnaletica e valutare l’eventuale supporto della Protezione Civile. Vengono inoltre richiesti dati sulle entrate derivanti dalla sosta a pagamento nelle principali piazze cittadine (Luigi Sturzo, Mariano Rossi e Saverio Friscia) per le annualità 2024 e 2025.
Catanzaro chiede infine se nel 2026 siano previsti nuovi parcheggi in centro storico, anche per ciclomotori, se sia confermata la gestione pubblica dei parcheggi di Piazza Mariano Rossi e se sia in programma un piano di trasporto urbano per valorizzare le aree di sosta più distanti dal centro.

Scuole aperte a Sciacca, molti studenti restano a casa

È stato un lungo pomeriggio di attesa quello di ieri per il bollettino della Protezione Civile Regionale che sancisce il livello di allerta meteo. Da giorni era stato annunciato il peggioramento delle condizioni atmosferiche sull’Isola a causa dei forti venti di scirocco e delle precipitazioni consistenti.
Il maltempo ha colpito in particolare la parte orientale della Sicilia, dove oggi è stata diramata l’allerta rossa nel Messinese. Scuole chiuse anche nel Catanese, nel Ragusano e nel Siracusano. Allerta gialla, invece, nell’Agrigentino, dove alcuni sindaci – tra cui quelli di Agrigento e Ribera – hanno scelto in via precauzionale di sospendere le attività didattiche. A Sciacca, al contrario, il sindaco Fabio Termine ha deciso di mantenere aperte le scuole.
Una scelta che, però, non ha impedito un alto numero di assenze. Nella mattinata odierna, infatti, la presenza degli studenti nei quattro istituti scolastici cittadini complessivamente è risultata fortemente ridotta. Le assenze sono state contenute solo al Liceo Classico “Fazello”.
Negli istituti con un’alta percentuale di studenti pendolari si sono invece registrati numeri particolarmente bassi. All’“Amato Vetrano” gli studenti presenti erano soltanto 35, mentre al “Don Michele Arena” si sono contate in media due o tre presenze per classe. Situazione analoga al “Bonachia”, il Liceo Artistico, dove la partecipazione è stata scarsa.
Più contenute, ma comunque significative, le assenze al Liceo Scientifico “Enrico Fermi”, con alcune sezioni completamente vuote e altre con classi dimezzate.
«Troppo allarmismo creato dai media – ha dichiarato la dirigente scolastica Maria Paola Raia –. Sono assolutamente d’accordo con la decisione del sindaco: oggi non vi era alcun presupposto per sospendere le lezioni».