Palermo, confermata in appello la condanna a 14 anni per la sorella del boss Denaro


La Corte d’Appello di Palermo ha confermato la condanna a 14 anni di reclusione per associazione mafiosa inflitta in primo grado a Rosalia Messina Denaro, sorella del boss di Cosa nostra Matteo Messina Denaro.
I giudici hanno però respinto l’appello presentato dalla Procura generale in merito al riconoscimento di un ruolo direttivo della donna all’interno dell’organizzazione mafiosa. Secondo la Corte, non sono emersi elementi sufficienti per attribuirle una posizione apicale in Cosa nostra, pur confermando la sua appartenenza all’associazione.
Nel dispositivo, la Corte ha inoltre disposto la confisca del denaro sequestrato all’imputata, con l’eccezione della argenteria di famiglia, ritenuta estranea alle attività illecite contestate.
Nel giudizio d’appello l’accusa è stata rappresentata dai procuratori generali Umberto De Giglio e Carlo Marzella.
La sentenza conferma il quadro accusatorio già delineato in primo grado e si inserisce nel più ampio filone giudiziario che ha fatto luce sulla rete di fiancheggiatori che per anni ha sostenuto la latitanza e gli affari del boss di Castelvetrano.

Palermo, operaio muore cadendo da un’impalcatura durante lavori di riparazione

Tragedia sul lavoro a Palermo, dove un operaio di 40 anni, Alessio La Targia, ha perso la vita in seguito a una caduta da un’impalcatura all’interno di un capannone industriale.

L’incidente è avvenuto in via Emiro Giafar, mentre l’uomo stava eseguendo alcuni interventi di riparazione per conto di una ditta.
Secondo le prime ricostruzioni, la caduta si è rivelata fatale. Quando i sanitari del 118 sono giunti sul posto, per l’operaio non c’era ormai più nulla da fare: i soccorritori ne hanno constatato il decesso.
Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i carabinieri, che hanno avviato le indagini per chiarire l’esatta dinamica dei fatti. Accertamenti in corso anche da parte dei tecnici dello Spresal dell’Asp di Palermo, che stanno verificando il rispetto delle norme di sicurezza all’interno del cantiere.
Al centro delle verifiche vi sono le dotazioni di sicurezza presenti al momento dell’incidente e la posizione lavorativa della vittima, per stabilire se fosse regolarmente assunto. Il capannone è stato posto sotto sequestro per consentire gli accertamenti tecnici.
L’ennesimo incidente mortale sul lavoro riaccende l’attenzione sul tema della sicurezza nei cantieri e nei luoghi di lavoro, una piaga che continua a mietere vittime anche in Sicilia.

Ginevra Cardella a The Voice Kids, da Palermo al team di Loredana Bertè

Arriva da Palermo una nuova protagonista di The Voice Kids su Rai 1. Si chiama Ginevra Cardella, ha 12 anni e, sotto la guida di Antonella Clerici, ha già scritto una pagina importante della sua giovane storia artistica. L’ingresso nel team di Loredana Bertè.

Sul palco, Ginevra ha portato anche una presenza capace di arrivare dritta al pubblico. Un talento che cresce grazie a studio, passione e sacrificio. La giovane artista è infatti una delle punte di diamante della scuola di canto e musica moderna “Con noi è tutta un’altra musica” di Palermo, diretta da Noemi Fiotti.

Seguita dal vocal coach Benny Giaconia e dagli assistenti coach Ilenia Imbergamo e Aurora D’Agostino, Ginevra ha costruito una sicurezza scenica rara per la sua età.

Siracusa, armi nascoste nel vano ascensore: la Polizia sequestra una mitragliatrice e una pistola clandestina

Gli agenti della Polizia di Stato in servizio presso la Squadra Mobile della Questura di Siracusa hanno sequestrato due armi nel corso di un’attività mirata al contrasto della detenzione abusiva di armamenti.
Le operazioni si sono concentrate in alcune palazzine di via Algeri, dove gli investigatori hanno effettuato perquisizioni domiciliari.

In uno degli stabili, all’interno della fossa dell’ascensore e nella parte superiore del vano, i poliziotti hanno rinvenuto una pistola mitragliatrice marca Česká Zbrojovka, modello Vz 26, calibro 7,62 x 25 Tokarev, di produzione ceca, completa di due caricatori bifilari.
Nello stesso luogo è stata trovata anche una pistola marca Valtro, modello AP92, calibro 8, risultata essere un’arma giocattolo modificata, quindi clandestina e potenzialmente letale.
Le armi sono state poste sotto sequestro. Sono attualmente in corso ulteriori attività investigative per risalire ai soggetti che avevano la disponibilità e l’uso degli armamenti rinvenuti.

Commissioni consiliari e giunta: “Nessuna istanza per un mercato alla Perriera” (Video)

Il mercato settimanale di San Michele non si tocca e soprattutto va valorizzato mentre e’ diventato un vero caso la presunta nuova fiera della Perriera da svolgere in via dei Platani, una iniziativa privata della quale si è vociferato nei giorni scorsi ma della quale non è per venuta alcuna istanza al Comune di Sciacca come ha precisato il neo assessore Ludovico Moreno Luna convocato insieme al collega Salvino Patti questa mattina dalle commissioni consiliari Bilancio e Urbanistica convocata in seduta congiunta sul tema.

I lavori della seduta sono stati guidati dai due rispettivi presidenti Ignazio Bivona e Filippo Bellanca mentre le commissioni sono composte e hanno visto la partecipazione dei consiglieri Lorenzo Maglienti, Calogero Bono, Alberto Sabella, Paolo Mandracchia e Giuseppe La Bella.

Durante la seduta delle commissioni si è parlato e discusso di nuove fiere e di nuovi mercati. Per quanto riguarda le fiere, per la caratteristica di essere temporanee, hanno visto esprimere un parere positivo dei due componenti della giunta presenti mentre diversa la valutazione di nuovi mercati come quello della Perriera sulla quale l’assessore Luna ha idee abbastanza chiare sul fatto che sono situazioni che vanno valutate e ben studiate tenendo conto del contesto e dei suoi effetti economici e commerciali.

Il consiglio comunale di Sciacca proroga l’entrata in vigore del nuovo regolamento dehors, Bivona: “Ora va rivisto” (Video)

Nel corso dell’ultima seduta del consiglio comunale di Sciacca, e’ stata approvata la proroga al nuovo regolamento dehors del Comune di Sciacca.

Oggi il presidente della commissione consiliare Bilancio, Ignazio Bivona spiega i motivi della proroga al 31 dicembre 2026 e della necessità di intervenire nuovamente sullo stesso per dei limiti che pone alle strutture in centro storico.

Per il consigliere comunale, il tempo della proroga, deve essere sfruttato per meglio predisporre tale aspetto.

A parte la proroga ieri sera in consiglio comunale, si sono trattate tre comunicazioni urgenti: una presentata da Carmela Santangelo sul mercato di San Michele, una presentata da Lorenzo Maglienti sul crollo nei quartieri Marinai, quella del campo Giuffrè portata in aula da Alessandro Curreri.  Votato dall’aula poi il sostegno ad un documento di Coldiretti che chiede modifiche alle norme recentemente introdotte in modo da sostenere il Made in Italy e le produzioni agroalimentari locali.  

Infine, e’ stato approvato il regolamento consiliare che permette lo svolgimento delle sedute delle commissioni anche in modalità online. Ieri sera non era presente ai lavori il sindaco Fabio Termine.

Mostra della Madonna del Soccorso, fede e memoria a Sciacca (Video)

Nella serata di ieri ha avuto luogo l’allestimento per  la mostra della Madonna del Soccorso, un’esposizione di grande valore spirituale e comunitario inserita nel programma ufficiale delle celebrazioni per il Quarto Centenario della liberazione dalla peste per intercessione della Madonna del Soccorso. L’iniziativa, curata da Giusy Ingenito Calafatello, rappresenta un momento significativo di condivisione e partecipazione collettiva.

La mostra della Madonna del Soccorso come espressione di fede domestica

Protagoniste dell’esposizione sono le famiglie di Sciacca, che con profondo sentimento hanno consegnato alcuni tra i loro oggetti più cari legati al culto della Madonna del Soccorso. Immagini sacre, quadri, dipinti e altre opere di devozione privata, custodite nelle case e tramandate di generazione in generazione, diventano testimonianze preziose di una fede vissuta nel quotidiano.

La mostra della Madonna del Soccorso nasce proprio da questo patrimonio intimo e silenzioso, fatto di gesti semplici ma carichi di significato. Ogni oggetto racconta una storia familiare e contribuisce a comporre un racconto collettivo che unisce spiritualità, memoria e identità cittadina.

Un allestimento nel cuore della Basilica

I materiali raccolti sono stati accolti con cura e rispetto e successivamente benedetti dall’Arciprete Calogero Lo Bello. Dopo la benedizione, gli oggetti sono stati collocati negli altari delle due navate laterali della Basilica Maria SS. del Soccorso, luogo simbolo della devozione saccense e cuore pulsante delle celebrazioni.

La mostra della Madonna del Soccorso durante l’Ottavario

L’esposizione resterà visitabile fino alla conclusione dell’Ottavario, offrendo ai fedeli e ai visitatori la possibilità di vivere un percorso di raccoglimento e contemplazione. In questo contesto, la mostra della Madonna del Soccorso non solo impreziosisce ulteriormente il Duomo nel periodo delle celebrazioni centenarie, ma rafforza anche il legame tra la comunità e la propria Patrona.

Un patrimonio condiviso per l’intera comunità

La mostra rappresenta un momento di grande valore spirituale e comunitario. Mette in luce, in modo autentico e partecipato, il legame profondo e viscerale che le famiglie di Sciacca custodiscono verso la Madonna del Soccorso. Un amore discreto ma potente, che trova espressione nei segni della devozione domestica.

Grazie a questa iniziativa, la mostra della Madonna del Soccorso trasforma la fede privata in patrimonio condiviso, rendendo visibile un sentimento che appartiene all’intera comunità e che continua a vivere attraverso la memoria, la tradizione e la partecipazione collettiva.

Vittoria, incendio doloso di un’auto: denunciato un 23enne


È stato identificato e denunciato a piede libero il presunto autore dell’incendio che, nei giorni scorsi, ha distrutto parzialmente un’autovettura in una delle strade più conosciute di Vittoria.

Si tratta di un giovane del posto, 23 anni, ora chiamato a rispondere del reato di danneggiamento a seguito di incendio.
L’episodio ha provocato seri danni al veicolo, appartenente a una donna di 42 anni, rimasto in parte carbonizzato dalle fiamme. L’intervento delle forze dell’ordine ha consentito di avviare immediatamente gli accertamenti per chiarire la dinamica dell’accaduto.
Determinante per l’individuazione del responsabile è stata l’analisi dei filmati registrati dai sistemi di videosorveglianza presenti nella zona. Le immagini hanno permesso agli agenti del Commissariato di Vittoria di ricostruire quanto avvenuto e di risalire all’identità del presunto autore.
Conclusa l’attività investigativa, il giovane è stato denunciato in stato di libertà. Restano in corso ulteriori verifiche per definire con precisione il contesto e le motivazioni del gesto.

Caltanissetta, maxi sequestro antimafia: sottratti beni per circa un milione di euro

Importante operazione della Polizia di Stato a Caltanissetta, che ha portato al sequestro di un ingente patrimonio riconducibile a un pluripregiudicato ritenuto vicino agli ambienti di Cosa nostra nissena.

Il provvedimento, disposto dal Tribunale di Caltanissetta – Sezione Misure di Prevenzione, è stato eseguito con il supporto della Direzione Centrale Anticrimine di Roma, su proposta congiunta della Procura della Repubblica e del Questore.
Il sequestro ha riguardato non solo i beni formalmente intestati all’uomo, ma anche quelli che, secondo gli investigatori, sarebbero stati schermati attraverso intestazioni fittizie a familiari e persone a lui vicine.

Le indagini, condotte dalla Divisione Polizia Anticrimine della Questura, hanno fatto emergere una spiccata pericolosità sociale e una notevole capacità di accumulare ricchezze nel tempo, a partire soprattutto dal 2005.
Grazie all’analisi incrociata delle più avanzate banche dati in uso alle forze dell’ordine, è stato ricostruito un patrimonio ritenuto sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati. Secondo quanto accertato, le entrate ufficiali non sarebbero state sufficienti a sostenere né lo stile di vita dell’indagato né quello del suo nucleo familiare.
Nel dettaglio, sono stati sottoposti a sequestro quattro immobili ad uso abitativo e commerciale, due nel territorio nisseno e due nelle Marche, una società operante nel commercio e nel noleggio di autovetture e nella vendita online di bevande, una ditta individuale di tabacchi con ricevitoria del Lotto, due attività di bar e dieci rapporti finanziari bancari e postali. Il valore complessivo dei beni è stimato intorno al milione di euro.
Gli investigatori ipotizzano, nel rispetto della presunzione di innocenza, che i capitali utilizzati per tali investimenti provengano da attività illecite, in particolare dal traffico di sostanze stupefacenti e da altre condotte criminali, oltre che da fenomeni di evasione fiscale. Parte delle risorse sarebbe stata reinvestita in immobili e attività economiche per ostacolare le verifiche patrimoniali.
L’uomo, nel corso degli anni, è stato coinvolto in numerosi procedimenti penali per reati contro il patrimonio, estorsioni, danneggiamenti e spaccio di droga, alcuni dei quali aggravati dall’agevolazione dell’organizzazione mafiosa locale e conclusi con sentenze di condanna.
Un’operazione che conferma l’attenzione delle istituzioni nel colpire i patrimoni illeciti, considerati uno degli strumenti principali per contrastare il radicamento della criminalità organizzata sul territorio.

Operazione Nirvana a Trapani: scattano 13 misure cautelari


Operazione Nirvana a Trapani che ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 13 persone, emessa dal gio del Tribunale di Trapani su richiesta della Procura della Repubblica. L’attività è stata delegata ai carabinieri del Nucleo Investigativo di Trapani.
Nel dettaglio, il provvedimento ha disposto la custodia in carcere per 9 indagati, gli arresti domiciliari per altri 3 e la misura interdittiva dai pubblici uffici nei confronti di una persona. L’ordinanza segue la notifica degli inviti a presentarsi per rendere interrogatorio, eseguiti nei giorni precedenti.


I reati contestati nell’Operazione Nirvana a Trapani


Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di numerosi reati: trasferimento fraudolento di valori, evasione, ricettazione, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, violazioni della normativa sugli stupefacenti, falso ideologico commesso da pubblico ufficiale e da privato in atto pubblico, corruzione, favoreggiamento, peculato e invasione di terreni ed edifici.
Le indagini si sono sviluppate in un arco temporale compreso tra marzo 2022 e luglio 2023 e avrebbero consentito di far emergere un quadro articolato di presunte condotte illecite.


Beni, intestazioni fittizie e attività commerciali


Secondo quanto ricostruito gli indagati avrebbero attribuito fittiziamente beni e attività commerciali al fine di eludere la normativa in materia di prevenzione patrimoniale e reimpiegare proventi illeciti.
Tra i beni figurano un ciclomotore e sette autovetture, tra cui una Ferrari F430, una Maserati Ghibli e un’Alfa Romeo 4C. Sarebbero inoltre coinvolte due attività di somministrazione situate all’interno dell’area portuale di Trapani, attualmente non operative, e una rivendita di tabacchi.
Nel corso dell’esecuzione delle misure sono state sequestrate l’Alfa Romeo 4C, del valore stimato di circa 140 mila euro, e la Ferrari F430, valutata circa 160 mila euro.


Evasioni, droga e gestione dall’interno del carcere


Le investigazioni hanno inoltre documentato la violazione della misura degli arresti domiciliari da parte di un indagato, che si sarebbe allontanato dal proprio domicilio in 39 occasioni tra marzo e giugno 2022.
Un ulteriore filone riguarda lo spaccio di sostanze stupefacenti. Secondo l’accusa, il sistema di gestione sarebbe stato definito durante un periodo di co-detenzione all’interno della casa circondariale di Trapani. In tale contesto, durante i colloqui, la moglie di uno degli indagati avrebbe ricevuto indicazioni operative poi trasmesse all’esterno per l’organizzazione delle piazze di spaccio.


Alloggi popolari e ipotesi di peculato


Nell’ambito delle indagini sarebbe emersa anche l’occupazione illecita, successivamente sanata, di un alloggio popolare a favore di due coniugi legati da vincoli di parentela con il principale indagato. La vicenda sarebbe stata agevolata da un dipendente dell’Istituto Autonomo Case Popolari, che avrebbe attestato falsamente il possesso dei requisiti previsti dalla legge, consentendo l’assegnazione irregolare di quattro alloggi in provincia di Trapani.
A margine, le attività investigative avrebbero documentato un’ipotesi di peculato a carico di un appartenente alla polizia locale di un Comune della provincia, che in un’occasione avrebbe utilizzato un mezzo di servizio per fini personali legati a una campagna elettorale.