Caltanissetta, maxi sequestro antimafia: sottratti beni per circa un milione di euro

Importante operazione della Polizia di Stato a Caltanissetta, che ha portato al sequestro di un ingente patrimonio riconducibile a un pluripregiudicato ritenuto vicino agli ambienti di Cosa nostra nissena.

Il provvedimento, disposto dal Tribunale di Caltanissetta – Sezione Misure di Prevenzione, è stato eseguito con il supporto della Direzione Centrale Anticrimine di Roma, su proposta congiunta della Procura della Repubblica e del Questore.
Il sequestro ha riguardato non solo i beni formalmente intestati all’uomo, ma anche quelli che, secondo gli investigatori, sarebbero stati schermati attraverso intestazioni fittizie a familiari e persone a lui vicine.

Le indagini, condotte dalla Divisione Polizia Anticrimine della Questura, hanno fatto emergere una spiccata pericolosità sociale e una notevole capacità di accumulare ricchezze nel tempo, a partire soprattutto dal 2005.
Grazie all’analisi incrociata delle più avanzate banche dati in uso alle forze dell’ordine, è stato ricostruito un patrimonio ritenuto sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati. Secondo quanto accertato, le entrate ufficiali non sarebbero state sufficienti a sostenere né lo stile di vita dell’indagato né quello del suo nucleo familiare.
Nel dettaglio, sono stati sottoposti a sequestro quattro immobili ad uso abitativo e commerciale, due nel territorio nisseno e due nelle Marche, una società operante nel commercio e nel noleggio di autovetture e nella vendita online di bevande, una ditta individuale di tabacchi con ricevitoria del Lotto, due attività di bar e dieci rapporti finanziari bancari e postali. Il valore complessivo dei beni è stimato intorno al milione di euro.
Gli investigatori ipotizzano, nel rispetto della presunzione di innocenza, che i capitali utilizzati per tali investimenti provengano da attività illecite, in particolare dal traffico di sostanze stupefacenti e da altre condotte criminali, oltre che da fenomeni di evasione fiscale. Parte delle risorse sarebbe stata reinvestita in immobili e attività economiche per ostacolare le verifiche patrimoniali.
L’uomo, nel corso degli anni, è stato coinvolto in numerosi procedimenti penali per reati contro il patrimonio, estorsioni, danneggiamenti e spaccio di droga, alcuni dei quali aggravati dall’agevolazione dell’organizzazione mafiosa locale e conclusi con sentenze di condanna.
Un’operazione che conferma l’attenzione delle istituzioni nel colpire i patrimoni illeciti, considerati uno degli strumenti principali per contrastare il radicamento della criminalità organizzata sul territorio.

Operazione Nirvana a Trapani: scattano 13 misure cautelari


Operazione Nirvana a Trapani che ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 13 persone, emessa dal gio del Tribunale di Trapani su richiesta della Procura della Repubblica. L’attività è stata delegata ai carabinieri del Nucleo Investigativo di Trapani.
Nel dettaglio, il provvedimento ha disposto la custodia in carcere per 9 indagati, gli arresti domiciliari per altri 3 e la misura interdittiva dai pubblici uffici nei confronti di una persona. L’ordinanza segue la notifica degli inviti a presentarsi per rendere interrogatorio, eseguiti nei giorni precedenti.


I reati contestati nell’Operazione Nirvana a Trapani


Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di numerosi reati: trasferimento fraudolento di valori, evasione, ricettazione, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, violazioni della normativa sugli stupefacenti, falso ideologico commesso da pubblico ufficiale e da privato in atto pubblico, corruzione, favoreggiamento, peculato e invasione di terreni ed edifici.
Le indagini si sono sviluppate in un arco temporale compreso tra marzo 2022 e luglio 2023 e avrebbero consentito di far emergere un quadro articolato di presunte condotte illecite.


Beni, intestazioni fittizie e attività commerciali


Secondo quanto ricostruito gli indagati avrebbero attribuito fittiziamente beni e attività commerciali al fine di eludere la normativa in materia di prevenzione patrimoniale e reimpiegare proventi illeciti.
Tra i beni figurano un ciclomotore e sette autovetture, tra cui una Ferrari F430, una Maserati Ghibli e un’Alfa Romeo 4C. Sarebbero inoltre coinvolte due attività di somministrazione situate all’interno dell’area portuale di Trapani, attualmente non operative, e una rivendita di tabacchi.
Nel corso dell’esecuzione delle misure sono state sequestrate l’Alfa Romeo 4C, del valore stimato di circa 140 mila euro, e la Ferrari F430, valutata circa 160 mila euro.


Evasioni, droga e gestione dall’interno del carcere


Le investigazioni hanno inoltre documentato la violazione della misura degli arresti domiciliari da parte di un indagato, che si sarebbe allontanato dal proprio domicilio in 39 occasioni tra marzo e giugno 2022.
Un ulteriore filone riguarda lo spaccio di sostanze stupefacenti. Secondo l’accusa, il sistema di gestione sarebbe stato definito durante un periodo di co-detenzione all’interno della casa circondariale di Trapani. In tale contesto, durante i colloqui, la moglie di uno degli indagati avrebbe ricevuto indicazioni operative poi trasmesse all’esterno per l’organizzazione delle piazze di spaccio.


Alloggi popolari e ipotesi di peculato


Nell’ambito delle indagini sarebbe emersa anche l’occupazione illecita, successivamente sanata, di un alloggio popolare a favore di due coniugi legati da vincoli di parentela con il principale indagato. La vicenda sarebbe stata agevolata da un dipendente dell’Istituto Autonomo Case Popolari, che avrebbe attestato falsamente il possesso dei requisiti previsti dalla legge, consentendo l’assegnazione irregolare di quattro alloggi in provincia di Trapani.
A margine, le attività investigative avrebbero documentato un’ipotesi di peculato a carico di un appartenente alla polizia locale di un Comune della provincia, che in un’occasione avrebbe utilizzato un mezzo di servizio per fini personali legati a una campagna elettorale.

Ribera, truffa del finto incidente: portati via 3 mila euro ad un’anziana

Un nuovo episodio di truffa ai danni di una persona anziana si è verificato nel territorio agrigentino. A farne le spese è stata una donna di circa ottant’anni, residente a Ribera, finita nella rete di un malintenzionato che si è presentato alla sua abitazione con una storia studiata nei minimi dettagli.
L’uomo le avrebbe raccontato che il figlio era rimasto coinvolto in un grave sinistro stradale, nel quale risultava ferita anche una donna in stato di gravidanza.

Per scongiurare conseguenze giudiziarie, le avrebbe chiesto un immediato sostegno economico. Sconvolta e in preda all’ansia, la pensionata ha consegnato monili e oggetti di valore per una somma stimata intorno ai 3 mila euro.
Solo successivamente la donna si è resa conto dell’inganno. A quel punto, accompagnata dal figlio, si è recata presso la caserma dei carabinieri per formalizzare la denuncia.

I militari della Tenenza di Ribera hanno avviato gli accertamenti per individuare il responsabile del raggiro.
Ancora una volta, le forze dell’ordine rinnovano l’invito alla massima prudenza, soprattutto nei confronti di richieste improvvise di denaro o preziosi avanzate da sconosciuti.

Menfitano in casa con una scacciacani modificata e munizioni, arrestato


I carabinieri hanno tratto in arresto Francesco Sabella, di 28 anni, di Menfi, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla procura della Repubblica di Marsala. Il giovane, indagato per truffa e spendita di monete false, durante una perquisizione domiciliare, da parte dei carabinieri di Petrosino e di Menfi, è stato trovato in possesso di una pistola “scacciacani” artigianalmente modificata e perfettamente funzionante.

La pistola era nascosta all’interno di un forno che si trova nel balcone pertinente al locale cucina della casa di Sabella. Dalla perquisizione a Menfi sono saltate fuori anche 23 banconote da 100 euro contraffatte. Nel forno c’erano pure 17 munizioni calibro 7,65 idonee al caricamento della pistola sequestrata. Sei delle munizioni si trovavano all’interno del caricatore della pistola.

Per il gip del Tribunale di Sciacca, Antonino Cucinella, c’è il pericolo di reiterazione del reato e ha convalidato l’arresto e applicato la custodia cautelare in carcere.

Sabella, difeso dall’avvocato Calogero Santangelo (nella foto), nell’udienza di convalida si è avvalso della facoltà di non rispondere. La difesa si prepara ad avanzare richiesta di annullamento della misura al Tribunale del Riesame.

Bonus trasporti 2026: come viaggiare gratis o con forti sconti su bus e treni

Nel 2026 il sistema delle agevolazioni per il trasporto pubblico cambia volto.
Non esiste più un bonus trasporti nazionale universale, ma una rete articolata di sconti regionali, comunali e detrazioni fiscali che permette comunque di viaggiare gratis o a prezzo ridotto su autobus, metro e treni.

L’obiettivo resta invariato: alleggerire il costo degli abbonamenti per studenti, pendolari e famiglie, incentivando l’uso del trasporto pubblico locale e riducendo l’impatto ambientale della mobilità privata.


Bonus trasporti 2026: come funziona davvero

Il Bonus trasporti 2026 si articola in due grandi categorie:

1️⃣ Bonus regionali e comunali

Sono gestiti direttamente da:

  • Regioni
  • Comuni
  • Enti locali

Ogni territorio stabilisce:

  • requisiti ISEE;
  • importo del contributo;
  • platea dei beneficiari;
  • scadenze e modalità di domanda.

Questi bonus possono prevedere:

  • abbonamenti gratuiti;
  • voucher da spendere;
  • rimborsi parziali su abbonamenti già acquistati.

2️⃣ Detrazione fiscale statale

Resta valida su tutto il territorio nazionale:

  • detrazione del 19% sulle spese per abbonamenti ai mezzi pubblici;
  • fino a 250 euro annui per ciascun contribuente.

👉 Non serve alcuna domanda: basta conservare ricevute e inserirle nella dichiarazione dei redditi.


Come fare domanda per i bonus regionali

Per accedere alle agevolazioni locali è fondamentale muoversi per tempo.

Procedura standard

Nella maggior parte dei casi occorre:

  • accedere al portale della propria Regione o Comune;
  • autenticarsi con SPID o CIE;
  • caricare l’ISEE 2026 aggiornato;
  • compilare la domanda online.

A seconda del bando, il beneficio può essere:

  • uno sconto immediato sull’abbonamento;
  • un voucher digitale;
  • un rimborso successivo.

Attenzione alle scadenze

Molti bandi funzionano con il criterio:
👉 fino a esaurimento fondi

Questo significa che:

  • conta l’ordine cronologico delle domande;
  • chi presenta la richiesta in ritardo rischia di restare escluso anche se in possesso dei requisiti.

📌 I mesi più importanti sono gennaio e febbraio 2026.


Le principali agevolazioni regionali nel 2026

📍 Lazio: mezzi quasi gratis per gli under 19

Nel Lazio è confermata una delle misure più vantaggiose:

  • abbonamento Metrebus annuale a 50 euro;
  • riservato agli under 19 residenti a Roma e area metropolitana;
  • nessun limite ISEE.

Un incentivo pensato per studenti e famiglie, con un costo simbolico.


📍 Lombardia: Dote Trasporti e viaggi gratis per i bambini

La Lombardia punta su un sistema integrato:

  • contributi per abbonamenti Alta Velocità + Regionali/Suburbani;
  • due finestre di domanda:
    • 1–20 aprile 2026
    • 1–20 ottobre 2026

Molto apprezzato il programma “Io Viaggio in Famiglia”:

  • bambini fino a 14 anni viaggiano gratis;
  • se accompagnati da un familiare con titolo di viaggio valido.

📍 Piemonte: bonus TPL legato all’ambiente

Il Piemonte collega il bonus trasporti agli obiettivi ambientali:

  • contributo fino a 150 euro;
  • per abbonamenti studenti su bus, tram, metro e treni regionali.

⚠️ Attualmente i fondi risultano esauriti, ma:

  • i rimborsi già approvati verranno erogati entro maggio 2026.

📍 Umbria: sconto immediato sugli abbonamenti ferroviari

Con il Bonus Abbonati Umbria 2026:

  • sconto diretto del 20%;
  • su abbonamenti ferroviari integrati (mensili, annuali e scolastici);
  • riservato ai residenti umbri.

📍 Veneto: voucher fino a 200 euro

Il Veneto incentiva chi lascia l’auto privata:

  • voucher da 200 euro per abbonamenti annuali;
  • ridotto a 160 euro per chi ha già usufruito del bonus nel 2025;
  • valido su bus, tram e trasporto ferroviario regionale.

📅 Domande:

  • dalle 10:00 del 12 gennaio 2026
  • fino alle 12:00 del 31 agosto 2026
  • esclusivamente online.

Conviene ancora il Bonus trasporti nel 2026?

Sì, ma serve informarsi bene.
Il sistema non è più centralizzato, ma chi:

  • controlla i bandi locali;
  • presenta domanda nei primi giorni;
  • sfrutta la detrazione fiscale;

può ridurre drasticamente il costo degli abbonamenti o addirittura viaggiare gratis.


In sintesi

📌 Addio bonus nazionale unico
📌 Sconti e voucher regionali e comunali
📌 Detrazione fiscale del 19% sempre valida
📌 Fondamentale muoversi subito

Il Bonus trasporti 2026 resta uno strumento concreto per pendolari e studenti, ma richiede attenzione, tempismo e conoscenza delle opportunità locali.

Legge 104, più ore di assistenza agli alunni con disabilità: arrivano i LEP. Tutte le novità del 2026

Con la Legge di Bilancio 2026 arriva un rafforzamento concreto dei diritti degli studenti con disabilità.
Il legislatore introduce i Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) per l’assistenza all’autonomia e alla comunicazione, aumentando e rendendo più strutturate le ore di supporto personalizzato nelle scuole di ogni ordine e grado.

Un intervento che si inserisce nel solco della Legge 104 e che punta a garantire uniformità, qualità e continuità dell’inclusione scolastica su tutto il territorio nazionale.


Inclusione scolastica: da tutela frammentata a diritto garantito

Negli anni, il supporto agli alunni con disabilità è stato spesso condizionato da:

  • differenze territoriali;
  • carenza di personale qualificato;
  • incertezze sul numero di ore effettivamente garantite.

La Legge di Bilancio 2026 interviene proprio su questi punti, dando attuazione all’articolo 117 della Costituzione e rafforzando quanto già previsto:

  • dalla Legge 104/1992;
  • dai decreti legislativi 66/2017 e 96/2019 sull’inclusione scolastica.

Cosa sono i LEP e perché sono così importanti

I Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) definiscono gli standard minimi di servizio che devono essere garantiti in modo uniforme a tutti gli studenti con disabilità, indipendentemente dalla Regione o dal Comune di residenza.

Nel caso dell’assistenza all’autonomia e alla comunicazione, i LEP servono a:

  • evitare disparità territoriali;
  • assicurare un supporto adeguato e continuativo;
  • rendere effettivo il diritto allo studio.

Più ore di assistenza: il ruolo centrale del PEI

Il nuovo sistema ruota attorno al Piano Educativo Individualizzato (PEI), che resta lo strumento cardine dell’inclusione scolastica.

I LEP prevedono:

  • la determinazione progressiva delle ore di assistenza, in coerenza con il PEI;
  • interventi personalizzati sulle reali esigenze dello studente;
  • standard qualitativi definiti a livello nazionale.

Durante la fase transitoria (anni 2026 e 2027), gli enti territoriali dovranno garantire:

  • una media annua non inferiore a 50 ore di assistenza per studente certificato, se prevista dal PEI.

Chi è l’assistente all’autonomia e alla comunicazione (ASACOM)

Una delle novità più rilevanti riguarda il riconoscimento e la valorizzazione della figura dell’assistente all’autonomia e alla comunicazione (ASACOM).

Questa figura:

  • è distinta dall’insegnante di sostegno;
  • non coincide con il personale ausiliario;
  • svolge una funzione di mediazione educativa, relazionale e comunicativa.

L’ASACOM:

  • collabora alla progettazione del PEI;
  • favorisce l’autonomia personale;
  • sostiene la comunicazione, la socializzazione e la partecipazione alla vita scolastica;
  • lavora in raccordo con docenti, famiglie e servizi territoriali.

LIS e LIST: comunicazione come diritto fondamentale

Il rafforzamento dell’assistenza si collega anche al riconoscimento della Lingua dei Segni Italiana (LIS) e della Lingua dei Segni Italiana Tattile (LIST), avvenuto con l’art. 34-ter del decreto-legge 41/2021.

La LIS:

  • è una lingua a tutti gli effetti, con grammatica e sintassi proprie;
  • utilizza canali visivo-gestuali e componenti non manuali;
  • garantisce pari accesso alla comunicazione alle persone sorde.

La LIST è fondamentale per le persone sordocieche, che comunicano attraverso il tatto.
Il riconoscimento ufficiale ha segnato un passaggio storico per l’inclusione e l’allineamento dell’Italia agli standard europei e internazionali.


Registro nazionale del fabbisogno: stop alle disparità territoriali

Il comma 708 della Manovra 2026 istituisce un registro nazionale del fabbisogno relativo:

  • alle ore di assistenza all’autonomia e alla comunicazione;
  • al numero di studenti assistiti.

Il registro:

  • sarà operativo entro il 31 dicembre 2027;
  • è gestito dalla Presidenza del Consiglio – Dipartimento per le politiche in favore delle persone con disabilità;
  • utilizza i dati del Sistema Informativo dell’Istruzione (SIDI);
  • servirà a programmare meglio risorse e interventi sul territorio.

Come viene finanziato il nuovo sistema

La copertura economica dei LEP è garantita attraverso:

  • il Fondo unico per l’inclusione delle persone con disabilità;
  • il Fondo equità e livelli dei servizi (FELS);
  • le risorse di Regioni ed enti locali.

Il parametro delle 50 ore annue ha valore orientativo, non rappresenta un tetto rigido e può essere modulato in base alle risorse disponibili e alle esigenze effettive degli studenti.


In sintesi

📌 Più ore di assistenza per gli alunni con disabilità
📌 Arrivano i LEP, standard minimi validi in tutta Italia
📌 Ruolo centrale del PEI
📌 Valorizzazione dell’ASACOM
📌 Registro nazionale per superare le disuguaglianze

La Legge di Bilancio 2026 segna un passo decisivo verso una scuola davvero inclusiva, in cui il diritto allo studio delle persone con disabilità non dipende più dal territorio, ma è garantito come livello essenziale delle prestazioni.

Csm indica Bruno Fasciana nuovo Presidente del Tribunale di Sciacca

La quinta commissione per il conferimento degli incarichi direttivi del Consiglio superiore della magistratura ha indicato il magistrato Bruno Fasciana quale nuovo presidente del tribunale di Sciacca. La proposta è stata approvata all’unanimità.

Fasciana, 66 anni, originario di Palermo, è attualmente presidente della quarta sezione penale del tribunale del capoluogo. La designazione dovrà ora essere ratificata dal plenum del Csm.

Il magistrato subentrerà ad Antonio Tricoli, che nel luglio scorso ha concluso il ciclo di otto anni alla guida dell’ufficio giudiziario di Sciacca. In questa fase, il tribunale è retto come facente funzioni da Antonino Cucinella. Al momento sono 9 i magistrati in servizio al Tribunale di Sciacca.

Amante di Messina Denaro, la Cassazione cancella il verdetto d’appello


Resta aperta la vicenda giudiziaria di Lorena Lanceri, legata sentimentalmente a Matteo Messina Denaro durante la sua lunga latitanza. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza d’appello che aveva ridimensionato il quadro accusatorio nei confronti della donna, disponendo il rinvio del processo a un’altra sezione della Corte d’appello di Palermo.
In secondo grado, i giudici avevano riformato la decisione del gup che aveva riconosciuto Lanceri responsabile di concorso esterno in associazione mafiosa, condannandola a 13 anni e 4 mesi di reclusione. La Corte d’appello aveva invece riqualificato i fatti nei reati di favoreggiamento e procurata inosservanza della pena, infliggendo una condanna ridotta a 5 anni e 8 mesi.
Una qualificazione giuridica che non ha superato il vaglio dei giudici di legittimità. La Cassazione ha ritenuto necessario un nuovo esame del caso, limitatamente alla corretta individuazione dei reati contestati. Dal nuovo giudizio dipenderà anche la determinazione dell’eventuale pena.
È invece definitiva la condanna del marito dell’imputata, Emanuele Bonafede, noto come il “vivandiere del boss”. Per lui è passata in giudicato la sentenza a 4 anni e 4 mesi di reclusione per favoreggiamento aggravato.
Nel corso del processo, Lanceri ha ammesso la relazione con il capomafia di Castelvetrano, sostenendo di aver compreso solo in un secondo momento la reale identità dell’uomo. Secondo l’accusa, la donna avrebbe assistito Messina Denaro per anni, occupandosi anche della sua corrispondenza e agevolando i contatti con familiari e altri esponenti mafiosi, contribuendo così al mantenimento della sua rete di protezione.
In cambio, la coppia avrebbe ricevuto regali di valore, tra cui un orologio Rolex acquistato dal boss per il figlio. Emanuele Bonafede è inoltre cugino di Andrea Bonafede, il geometra di Campobello di Mazara che prestò la propria identità a Messina Denaro, consentendogli di proseguire la latitanza fino all’arresto.

Consorzio universitario, revocata la nomina di Mangiacavallo: Perino torna presidente

La giunta regionale ha revocato la nomina di Antonino “Nenè” Mangiacavallo alla presidenza del Consorzio universitario “Empedocle” di Agrigento. La decisione è stata assunta martedì 20 gennaio, ma – come chiarito dallo stesso Mangiacavallo – il provvedimento non gli è stato ancora formalmente notificato.
«Non mi è stato consegnato alcun atto ufficiale, l’ho appreso soltanto dalla stampa – ha dichiarato il medico riberese –. Appena riceverò il provvedimento e ne prenderò visione, deciderò come muovermi. Sono una persona calma e non intendo essere precipitoso. Rispetto il ruolo istituzionale della giunta regionale, ma al momento continuo a lavorare regolarmente».
Mangiacavallo ha inoltre sottolineato di non sapere se la revoca sia stata notificata agli altri destinatari istituzionali. Non esclude, comunque, eventuali azioni successive, che valuterà solo dopo aver letto il contenuto formale dell’atto.
Le ragioni della revoca
Secondo quanto spiegato dall’assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale, Girolamo Turano, la delibera di nomina di Mangiacavallo non era stata ancora recepita dall’assemblea dei soci del Consorzio. Questo passaggio ha consentito di accogliere la richiesta di revoca delle dimissioni presentata da Giuseppe Perino, funzionario dell’amministrazione regionale, garantendo così la continuità amministrativa dell’ente.
Perino era stato inizialmente nominato presidente del Consorzio il 26 aprile 2024. Dopo le sue dimissioni, la giunta regionale aveva proceduto, il 28 novembre 2025, alla nomina di Mangiacavallo, formalizzata con decreto assessoriale del 2 dicembre. Ora, con la revoca di tale nomina, Perino torna alla guida del Consorzio universitario Empedocle.
Cambiamenti nel Cda
Nel frattempo, il Consiglio di amministrazione registra anche un’altra novità: Raffaele Sanzo è stato nominato nuovo componente del Cda, subentrando a Giovanni Ruvolo, che si è dimesso dall’incarico di consigliere e vicepresidente in polemica proprio con la nomina di Mangiacavallo.
La vicenda resta aperta in attesa delle notifiche ufficiali e delle eventuali decisioni che Mangiacavallo potrebbe assumere nei prossimi giorni.

Sciacca campione regionale: impresa ai rigori 8-7 con il Modica

Ancora una volta lo Sciacca si conferma sul tetto del calcio regionale. Al termine di una finale intensa, combattuta e carica di tensione, i neroverdi superano 8/7 il Modica ai calci di rigore e conquistano il titolo, dimostrando carattere, lucidità e una straordinaria capacità di non arrendersi mai.

La partita, equilibrata sin dalle prime battute, ha vissuto continui ribaltamenti di fronte.

Il momento chiave arriva al 93’ quando tutto sembrava ormai compromesso, lo Sciacca trova il gol del 2-2 con Pisciotta che rimette tutto in discussione e trascina la sfida ai rigori. Nel primo tempo il vantaggio modicano era stato di Savasta e il pareggio saccense di Mangiaracina.

Nella ripresa rete del Modica con Bonanno prima del pari di Pisciotta. Alla fine trionfa lo Sciacca, che dal dischetto si dimostra più determinato, alza la coppa e si conferma campione regionale.