A Shanghai una mostra sul padiglione cinese della 60esima Biennale di Venezia

SHANGHAI (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – La mostra “Atlas: Armonia nella diversità – Il padiglione della Cina alla 60esima edizione della Biennale di Venezia (Shanghai Stop)” è stata inaugurata di recente al World Expo Museum ed è aperta gratuitamente al pubblico a Shanghai, nella Cina orientale.

Organizzata dal World Expo Museum e dalla Zhejiang University, la mostra è co-curata dal professor Wang Xiaosong della Zhejiang University e dal curatore indipendente Jiang Jun. Presenta otto nuclei espositivi suddivisi in due sezioni: “Collezionare”, composta da documenti visivi tratti da “Una raccolta completa di dipinti cinesi antichi”, e “Tradurre”, che espone opere di sette artisti cinesi contemporanei.

“Una raccolta completa di dipinti cinesi antichi” comprende 12.405 capolavori provenienti da oltre 260 musei e istituzioni di tutto il mondo; tra questi, 100 set sono stati selezionati e presentati tramite visualizzazioni di dati su schermi durante la mostra. L’esposizione fisica illustra 25 set di documenti e volumi pubblicati, offrendo ai visitatori una visione diretta delle ricerche e della provenienza di queste opere.

Nella sezione “Tradurre”, sette artisti contemporanei hanno realizzato nuove opere ispirate alla collezione. Spaziando tra scultura, installazioni e opere multimediali, questi lavori esplorano elementi quali l’architettura, i paesaggi, la calligrafia, i motivi floreali e ornitologici e le figure. La sezione mette in luce sia la cultura tradizionale dei “raduni dei letterati” (“Yaji”) sia la continuità tra tradizione e contemporaneità.

La 60esima edizione della Biennale di Venezia, nota anche come 60esima Esposizione internazionale d’arte, si è svolta dal 20 aprile al 24 novembre 2024. Il tema del padiglione della Cina, “Atlas: Armonia nella diversità”, poneva l’accento su incontro, scambio e integrazione, con l’obiettivo di trasmettere i valori cinesi dell’inclusività e della coesistenza armoniosa.

Secondo Wang, queste opere hanno riscosso grande popolarità al loro debutto a Venezia. “Shanghai è una città di grande inclusività”, ha dichiarato. “Attraverso questa mostra speriamo di mostrare al pubblico, soprattutto alle generazioni più giovani, come l’arte contemporanea cinese fonde il patrimonio culturale con la diversità globale. Usando forme espressive moderne, riflette gli aspetti vivaci ed eterogenei della vita urbana”.

La mostra resterà aperta fino al 31 maggio 2026.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-

Calamonaci piange Giusy Mirabile, morta a 34 anni dopo una lunga battaglia contro la leucemia

Si è spenta a soli 34 anni, nel giorno del venerdì Santo, Giusy Mirabile, al termine di una lunga battaglia contro la leucemia durata sei anni. Una coincidenza carica di significato per chi la conosceva e ne ha seguito il percorso.

Originaria di Calamonaci, Mirabile si era trasferita a Pisa per studiare Servizi sociali. La diagnosi era arrivata a 27 anni, all’ospedale Santa Chiara, con prospettive iniziali estremamente ridotte. Nonostante ciò, aveva affrontato la malattia con una convinzione che non ha mai abbandonato:

“A 30 anni non posso pensare che una malattia possa uccidermi, sono io che devo ammazzare lei”.

Negli anni successivi, tra ricadute e nuove cure, aveva scelto di raccontare la propria esperienza anche sui social. Su TikTok aveva costruito una community di oltre 10 mila persone, condividendo la quotidianità della malattia con sincerità e senza mai cercare compassione.

Nel dicembre 2024 aveva promosso un’iniziativa concreta a favore del reparto che l’aveva seguita, creando una lista di materiali necessari. La risposta dei suoi follower era stata immediata, con donazioni complete per l’ospedale.

Negli ultimi mesi si era trasferita a Portogruaro, assistita dalla zia, che ne ha annunciato la scomparsa ricordandone la dignità e la forza.

I funerali si terranno venerdì 10 aprile, alle ore 16, nella chiesa di San Vincenzo Ferreri a Calamonaci. Il sindaco, Pino Spinelli, ha annunciato il lutto cittadino.

Augusta, apiari nello stabilimento Sasol: al via il progetto per la biodiversità

Sono stati presentati oggi, nel sito di Sasol Italy ad Augusta, tre nuovi apiari realizzati nell’ambito del progetto “Adottare gli alveari in azienda”. Un’iniziativa che porta la presenza delle api all’interno del polo industriale siracusano, con l’obiettivo di rafforzare le politiche ambientali e la tutela della biodiversità.

Lo stabilimento di Augusta, punto di riferimento a livello europeo nella produzione di materie prime per la detergenza, produce alcoli, normal paraffine e olefine. In un’area dedicata del sito sono state installate le arnie e le attrezzature necessarie per ospitare gli alveari.

“Si tratta di un ulteriore passo avanti coerente con i nostri valori in tema di ambiente e sostenibilità – ha spiegato Guglielmo Arrabito, site manager di Augusta –. La natura procede per passaggi e oggi ne celebriamo uno importante. La sostenibilità è un percorso e le api rappresentano un indicatore significativo della qualità dell’ambiente, perché non sopravvivono in presenza di inquinanti”.

L’iniziativa nasce dall’adesione di Sasol Italy a Apicoltura urbana, realtà attiva da quasi vent’anni nella promozione di progetti di apicoltura in collaborazione con aziende, scuole e parchi.

Il progetto non si limita all’installazione degli alveari, ma prevede anche attività formative e visite guidate rivolte ai dipendenti, con l’obiettivo di diffondere una maggiore consapevolezza sul ruolo delle api e sull’importanza della sostenibilità.

“Dopo le esperienze positive negli stabilimenti di Terranova dei Passerini, in provincia di Lodi, e Sarroch, nel Cagliaritano – ha aggiunto Guglielmo Allibrio, managing director di Sasol Italy – completiamo l’attuazione del progetto in tutti i siti produttivi italiani. Un impegno concreto per ambiente e biodiversità, affinché i luoghi di lavoro possano diventare esempi di sviluppo sostenibile e inclusivo”.

Gli Allievi dello Sciacca anni Sessanta di Giuffrè a cena con Antonio Verde (Video)

Tutti hanno superato i 70 anni, qualcuno abbondantemente, ma sono riusciti a mantenere grande vitalità, amore per il calcio e ricordano sempre gli anni nei quali, all’Agatocle, sono stati in campo con la squadra Allievi allenata da Francesco Giuffrè. Questa sera si sono riuniti a Sciacca ed hanno cenato nella trattoria di Lillo Rosa, altro appassionato di calcio ed ex dirigente dello Sciacca.

Enzo Dimino ed Eugenio Sclafani sono riusciti a riunire tutta la squadra, dal portiere, Gianni Lo Giudice, all’attaccante, Vincenzo Ciulla, passando per il centrocampista di qualità, Antonio Verde, che in quegli anni ha sfiorato il calcio professionistico.

Verde ha lasciato Sciacca da molti anni, mantenendo, però, un grande legame con i suoi ex compagni di squadra. “Antonio Verde tecnicimente era il migliore”, sentenzia Enzo Dimino.

Tanti ricordi da parte di questi ex calciatori e tutti hanno avuto un pensiero per Giuffrè, “che curava tanto la tecnica – dicono – quello che adesso manca a molti in un calcio che privilegia la corsa”.

Palermo, bene confiscato alla mafia diventa centro per l’autismo

Un immobile sottratto alla criminalità organizzata torna alla città con una nuova funzione sociale.

A Palermo, in via Messina Marine, è stato inaugurato un Centro Socio Educativo dedicato a persone con disturbi dello spettro autistico e alle loro famiglie.

La struttura nasce dal recupero di un bene confiscato alla mafia e si propone come spazio stabile per attività educative, riabilitative e di inclusione, con l’obiettivo di offrire supporto concreto ai destinatari e creare occasioni di partecipazione attiva.

All’interno del centro saranno attivati percorsi mirati allo sviluppo dell’autonomia personale, affiancati da attività educative e riabilitative pensate per rispondere alle diverse esigenze degli utenti. Previsti anche spazi di aggregazione, con iniziative orientate alla socialità e all’integrazione.

Il progetto è il risultato di una collaborazione tra enti pubblici, realtà del terzo settore e soggetti imprenditoriali, che hanno contribuito anche all’allestimento degli ambienti, rendendoli funzionali e accoglienti.

L’iniziativa si inserisce nel percorso di riutilizzo sociale dei beni confiscati, trasformati in presidi di legalità e servizi per la collettività, con una particolare attenzione ai bisogni delle persone più fragili.

Menfi, finanziati 40 mila euro per la riqualificazione della passeggiata a mare di Porto Palo

Arriva un finanziamento da 40 mila euro per la manutenzione straordinaria della passeggiata a mare nella frazione di Porto Palo, a Menfi. Il contributo è stato disposto dalla Regione nell’ambito della legge regionale che prevede interventi di riqualificazione urbana e infrastrutturale.  

Il decreto del Dipartimento regionale delle Infrastrutture stabilisce il finanziamento, l’impegno di spesa e la liquidazione delle somme per un importo complessivo di 40 mila euro, destinato agli “interventi di manutenzione straordinaria dell’opera infrastrutturale denominata passeggiata a mare”.  

Secondo quanto comunicato, il provvedimento è stato reso possibile grazie a un finanziamento votato dall’Ars su proposta del vicepresidente della Regione Siciliana, onorevole Luca Sammartino, sollecitato dal consigliere comunale della Lega a Menfi, Salvatore Colletto.

L’intervento, atteso da tempo, riguarda uno dei luoghi più frequentati del territorio e punta a restituire piena fruibilità e sicurezza a cittadini e visitatori, in vista della stagione estiva. La riqualificazione consentirà infatti di rendere nuovamente accessibile la passeggiata a mare, migliorandone le condizioni e l’accoglienza.

Nel quadro economico allegato al decreto, oltre ai lavori per circa 30 mila euro, sono previste somme per Iva, oneri accessori e imprevisti, fino al raggiungimento dell’importo totale finanziato.

Randagismo a Sciacca, la V Commissione attacca: “Sistema fermo, costi alti e nessuna strategia”

Criticità diffuse nella gestione del randagismo in città. È quanto emerso durante l’ultima riunione della V Commissione consiliare (Igiene e Sanità), che ha tracciato un quadro severo sia sul piano organizzativo che su quello economico.

Secondo i consiglieri Antonino Venezia, Clelia Catanzaro, Gaetano Cognata e Daniela Campione, il problema non riguarda soltanto i ritardi nelle infrastrutture, ma soprattutto l’assenza di una linea chiara capace di incidere davvero sul fenomeno. Una situazione che, a loro avviso, continua a pesare sulle finanze comunali senza produrre risultati concreti sul territorio.

Nel corso dell’incontro, l’assessore Sinagra ha indicato come termine per la consegna dell’ambulatorio veterinario la fine di maggio 2026, riconoscendo uno slittamento rispetto alla precedente scadenza.

Per la Commissione, però, l’apertura della struttura non può essere considerata una risposta sufficiente: senza interventi strutturali su prevenzione e controllo, il rischio è che resti un intervento isolato.

Sul fronte economico, viene evidenziato un dato significativo: per il 2026 la previsione di spesa supera i 420 mila euro. Una cifra che, secondo la Commissione, non trova riscontro in un miglioramento della situazione.

Nonostante il numero di affidi registrato lo scorso anno – dato che sarà verificato con l’Asp – la presenza di cani randagi non accenna a diminuire. Da qui la richiesta di maggiore chiarezza sull’utilizzo delle risorse e sull’efficacia delle misure adottate finora.

Altro punto critico riguarda la gestione del servizio, ancora affidato tramite proroghe tecniche. L’annuncio di un ulteriore rinnovo temporaneo, il sesto consecutivo, viene considerato un segnale di immobilismo amministrativo che impedisce di rivedere criteri e standard.

La Commissione indica alcune priorità: attivare l’anagrafe canina e diffondere l’uso dei lettori di microchip per contrastare l’abbandono; realizzare una piattaforma online per le adozioni con schede dettagliate e procedure più rigorose; aggiornare il regolamento comunale sul benessere animale; intervenire sulla viabilità di accesso al canile, oggi ritenuta poco funzionale per operatori e volontari.

Per i componenti della V Commissione, la gestione del randagismo non può essere ridotta a una voce di spesa, ma deve diventare una priorità amministrativa. L’invito è a superare la logica delle soluzioni temporanee e avviare una pianificazione stabile, capace di tutelare sia gli animali sia la sicurezza della comunità.

Il documento è sottoscritto dai consiglieri Antonino Venezia, Clelia Catanzaro, Gaetano Cognata e Daniela Campione.

Spiagge siciliane, fondi regionali per pulizia e servizi: stanziati 8,8 milioni

La Regione Siciliana interviene in vista dell’estate con un piano di finanziamenti destinato a migliorare le condizioni delle spiagge libere e ad ampliare i servizi per cittadini e turisti.

Il Dipartimento Ambiente ha infatti avviato due procedure pubbliche rivolte ai Comuni e agli enti che gestiscono aree naturali protette.

Il primo intervento è finalizzato alla rimozione dei rifiuti presenti lungo il demanio marittimo, con l’obiettivo di garantire arenili più decorosi e fruibili. Il secondo, invece, punta a rafforzare l’offerta delle spiagge libere attrezzate, incentivando progetti orientati alla sostenibilità e alla qualità dell’accoglienza.

A commentare l’iniziativa è l’assessore regionale al Territorio e Ambiente, Giusi Savarino, che sottolinea l’entità delle risorse messe in campo: un milione di euro per le attività di pulizia e cinque milioni per l’implementazione dei servizi.

Gli enti locali potranno così programmare interventi su accessibilità, percorsi ecocompatibili, riduzione della plastica, oltre alla realizzazione di docce, servizi igienici, aree dedicate allo sport e spazi per bambini e animali.

Secondo l’assessorato, il miglioramento dell’offerta potrà incidere anche sull’ottenimento di riconoscimenti ambientali come le bandiere blu, verdi e lilla, con ricadute positive in termini di attrattività turistica e risorse.

Il piano si completa con ulteriori misure già attive: 800 mila euro destinati alla sicurezza balneare, attraverso l’impiego di personale addetto alla vigilanza, e un prossimo intervento che riguarderà l’accessibilità per le persone con disabilità.

Nel complesso, l’impegno del governo guidato da Renato Schifani ammonta a circa 8,8 milioni di euro.

I bandi pubblici sono consultabili sul sito istituzionale della Regione Siciliana, dove sono disponibili modalità di partecipazione e criteri di assegnazione dei fondi

Dalla Regione 108 milioni a Città metropolitane e Liberi Consorzi

La Regione Siciliana ha disposto un importante stanziamento destinato agli enti territoriali dell’Isola. Con un decreto firmato dal presidente Renato Schifani, nelle funzioni di assessore ad interim alle Autonomie locali, e dall’assessore all’Economia Alessandro Dagnino, sono stati assegnati complessivamente 108 milioni di euro.
Si tratta di risorse rilevanti nell’ambito dei fondi per gli enti locali, finalizzate a sostenere le attività e le funzioni principali degli enti di area vasta, garantendo una distribuzione equilibrata su tutto il territorio regionale.

Ripartizione dei fondi per gli enti locali tra le Città metropolitane

Una quota significativa dello stanziamento, pari a circa 57,4 milioni di euro, è stata destinata alle tre Città metropolitane siciliane. La distribuzione dei fondi per gli enti locali vede in testa Palermo, con 22,6 milioni di euro, seguita da Catania con 19,6 milioni e Messina con 15,1 milioni.
Questa ripartizione riflette il peso amministrativo e territoriale delle principali aree metropolitane dell’Isola.

I criteri adottati per la distribuzione

L’assegnazione dei fondi per gli enti locali è stata effettuata sulla base di quattro criteri principali:
popolazione
superficie
lunghezza delle strade provinciali
numero delle sezioni o classi delle scuole provinciali
Indicatori che consentono di calibrare le risorse in funzione delle reali esigenze dei territori.

Liberi consorzi: come vengono distribuite le risorse

Ai sei Liberi consorzi comunali sono stati destinati poco più di 50,6 milioni di euro. Anche in questo caso, i fondi per gli enti locali sono stati distribuiti tenendo conto delle caratteristiche specifiche di ciascun territorio.
Nel dettaglio:
Agrigento riceve 10,4 milioni di euro
Siracusa 9,7 milioni
Trapani 9,6 milioni
Caltanissetta 7,4 milioni
Ragusa 6,6 milioni
Enna 6,5 milioni

Decreto e pubblicazione ufficiale

Il decreto con la ripartizione completa dei fondi per gli enti locali è stato pubblicato sul portale istituzionale della Regione Siciliana. La documentazione include la tabella dettagliata delle assegnazioni, garantendo trasparenza sull’utilizzo delle risorse.
L’intervento si inserisce nel quadro delle politiche regionali volte a rafforzare la capacità operativa degli enti intermedi, sostenendo servizi e infrastrutture su tutto il territorio siciliano.


Incidenti sul lavoro ad Agrigento, Cgil: “Senza prevenzione non si fermano gli incidenti”

Nuovo grave incidente sul lavoro nell’Agrigentino. A Camastra, all’interno di un cantiere edile, quattro lavoratori sono rimasti coinvolti in un infortunio, due dei quali risultano ricoverati in gravi condizioni. Secondo la Cgil, “solo per un caso fortuito oggi non stiamo parlando dell’ennesima tragedia mortale”.

La Camera del lavoro di Agrigento esprime “profonda preoccupazione e indignazione” per un episodio che, secondo il sindacato, conferma una tendenza ormai consolidata: in Sicilia gli incidenti sul lavoro sono in aumento, con una crescita superiore al 5%.

Nel mirino della Cgil finisce soprattutto il tema della prevenzione. “È vergognoso constatare come, nonostante la gravità del fenomeno, non si stia facendo abbastanza per invertire questa tendenza”, si legge nel comunicato. Il sindacato sottolinea come i controlli siano affidati all’Ispettorato del Lavoro e ai tecnici della prevenzione dell’Azienda sanitaria provinciale, entrambi però caratterizzati da una “cronica carenza di personale”.

Critiche anche alla gestione regionale delle risorse. Mentre vengono banditi concorsi in altri ambiti, secondo la Cgil non si rafforzano gli organici degli ispettori del lavoro. Viene citato in particolare il caso dell’Asp di Agrigento, dove un concorso per tecnici della prevenzione bandito nel 2022 risulta ancora bloccato.

A rendere più grave il quadro, la presenza tra gli infortunati di un lavoratore settantenne. “Una persona che dovrebbe già essere in pensione e godere dei propri diritti, non certo continuare a lavorare in condizioni di rischio”, evidenzia il sindacato.

La Cgil chiede quindi un intervento immediato tra cui più assunzioni negli organi ispettivi, sblocco dei concorsi, investimenti nella prevenzione e controlli più rigorosi nei cantieri. “La sicurezza sul lavoro deve tornare a essere una priorità assoluta”, conclude il segretario generale Alfonso Buscemi.