Maltempo, oggi il picco e nella Sicilia orientale evacuate 190 persone

Il Dipartimento Regionale della Protezione Civile, a seguito dell’ondata di maltempo che ha interessato la Sicilia e oggi vedrà il picco nella fascia jonica etnea e nella Sicilia orientale, prosegue l’attività di monitoraggio e di coordinamento delle operazioni di protezione civile sull’intero territorio regionale.

Presso la Sede di San Giovanni La Punta il direttore generale, Salvo Cocina, ha istituito e dirige il Centro Operativo Avanzato per il coordinamento degli interventi e il collegamento costante con prefetture, comuni, Vigili del fuoco, 118, Anas, Rete ferroviaria, Enel e tutte le strutture operative, seguendo l’evoluzione dei fenomeni meteorologici tramite il Centro funzionale del Dipartimento a Palermo.

Il Presidente della Regione, Renato Schifani, segue l’evolversi degli eventi in costante contatto con il direttore generale.

Le attività di prevenzione, avviate già a partire dalla giornata di sabato scorso e comprensive di misure volte a limitare la mobilità e il traffico veicolare, hanno contribuito a ridurre l’esposizione della popolazione ai rischi idrogeologici, idraulici e mareggiate. Al momento non si registrano feriti né criticità di particolare rilievo.

Già dalla giornata di domenica, e prima dell’avvio dell’emergenza, centinaia di volontari di protezione civile sono stati impegnati a supporto dei Comuni, nel presidio del territorio e nelle operazioni di rimozione di rami, lamiere e altri elementi potenzialmente pericolosi non adeguatamente ancorati, mitigando i rischi connessi al forte vento e alle precipitazioni intense.

A titolo precauzionale, il Drpc ha sollecitato ai sindaci di emettere ordinanze di evacuazione in diversi territori, per un totale complessivo di 190 persone:
• Giampilieri Marina (ME):
evacuati 32 ospiti della RSA Villa Aurora, situata in area fronte mare. Nel dettaglio:
• 12 persone trasferite nel Comune di Itala;
• 6 persone accolte in altra struttura comunale;
• 14 ospiti sistemati presso parenti.
• Acireale (CT). il Sindaco ha disposto l’allontanamento di 95 residenti nelle frazioni costiere di:
• Capo Mulini: 42 persone in via Rapallo e 52 persone in via Garitta;
• Santa Maria La Scala: evacuata 1 persona con disabilità.

•Riposto (CT):

evacuate 3 persone da abitazioni in aree costiere.

•   Pachino, Marzamemi e contrada Granelli (SR)

Il Sindaco ha disposto lo sgombero di abitazioni:
40 persone si sono allontanate volontariamente da Marzamemi e altre n.20 da c.da Granelli. gli ulteriori evacuati dopo l’ordinanza saranno comunicati ad operazione conclusa.

Possibili eventuali ulteriori evacuazioni sono in corso.

Nelle province di Ragusa, Siracusa e Palermo non si segnalano criticità strutturali rilevanti; sono stati effettuati interventi puntuali per la rimozione di alberi caduti e per il ripristino di muretti a secco danneggiati dal vento e dai temporali.

Circa 200 Comuni della Sicilia hanno attivato i Centri Operativi Comunali al fine di garantire il coordinamento delle forze in campo, il rafforzamento delle azioni di prevenzione e il monitoraggio costante dei punti a rischio idraulico, così da individuare tempestivamente eventuali esondazioni e adottare le necessarie misure di mitigazione. Di essi circa 150 hanno emanato ordinanze di chiusura delle scuole.
Ammontano a circa 200 le unità il personale del Dipartimento di Protezione Civile impegnato, circa 1000 i volontari e circa 5000 le unità di personale dei comuni, dei vvf, della forestale e delle altre strutture operative regionali e statali.

La Protezione Civile Regionale rinnova infine l’invito alla cittadinanza alla massima cautela, a rispettare scrupolosamente le ordinanze e le indicazioni delle autorità locali, con particolare riferimento al divieto di circolazione e sosta nella aree a rischio come anche individuate dai comuni e che nella giornata di domani saranno interessate da fenomeni più gravi.

Impedire alla compagna di parlare è maltrattamento: la Cassazione chiarisce che la violenza non è solo fisica

Non servono percosse, minacce o aggressioni fisiche per configurare il reato di maltrattamenti in famiglia.
Impedire sistematicamente alla propria compagna di parlare, esprimere opinioni o manifestare il proprio pensiero costituisce violenza domestica a tutti gli effetti.

A stabilirlo è la Corte di Cassazione, che con una recente sentenza ha tracciato un confine netto tra la normale conflittualità di coppia e la violenza psicologica penalmente rilevante.


La sentenza: il silenzio imposto è una forma di violenza

Con la sentenza n. 1287 del 13 gennaio 2025, la Cassazione Penale (Sezione VI) ha respinto il ricorso di un uomo condannato per maltrattamenti in famiglia, chiarendo un principio fondamentale:
👉 privare il partner del diritto di esprimersi equivale a una condotta vessatoria.

Secondo i giudici, non si può parlare di semplici litigi domestici quando:

  • una persona non viene mai ascoltata;
  • le sue idee vengono sistematicamente zittite, ignorate o ridicolizzate;
  • il confronto avviene su un piano non paritario, ma di costante sopraffazione.

Quando il conflitto diventa reato

La Corte distingue con precisione tra:

  • normale litigiosità familiare, anche accesa, ma basata sul reciproco riconoscimento del diritto di parola;
  • maltrattamenti, che emergono quando una parte impedisce all’altra persino di esternare il proprio pensiero.

Il reato di cui all’art. 572 del Codice Penale si configura quando vi è:

  • reiterazione di condotte vessatorie;
  • una pluralità di atti, anche non violenti in senso stretto;
  • un effetto di sofferenza morale e psicologica continua sulla vittima.

I segnali di violenza psicologica da non sottovalutare

La Cassazione individua alcuni indicatori chiave che permettono di riconoscere la violenza domestica anche in assenza di aggressioni fisiche:

  • assenza totale di ascolto dell’altro partner;
  • imposizione unilaterale delle decisioni;
  • sbilanciamento strutturale del potere nella relazione, spesso legato ai ruoli di genere;
  • umiliazioni, offese, svalutazioni costanti;
  • approfittamento di condizioni di vulnerabilità (età, gravidanza, salute, disabilità).

Questi comportamenti, se sistematici, generano uno stato di prostrazione psicologica permanente, incompatibile con una relazione sana.


Il caso concreto esaminato dalla Cassazione

Nel procedimento esaminato, i giudici hanno ritenuto pienamente provata una situazione di sopraffazione continuativa ai danni della donna.

La difesa aveva sostenuto che:

  • i fatti si erano concentrati in un periodo inferiore a un anno;
  • la vittima aveva successivamente ritirato la querela;
  • vi era stato un tentativo di ripresa dei contatti.

La Corte ha chiarito però che:

  • non esiste una durata minima per integrare il reato di maltrattamenti;
  • la ritrattazione della vittima, soprattutto se vulnerabile, non esclude la responsabilità penale;
  • anzi, può rappresentare un ulteriore indice di condizionamento psicologico.

Violenza psicologica e violenza fisica: entrambe punite

Nel caso specifico erano presenti anche episodi di aggressione fisica, ma la Cassazione sottolinea un punto decisivo:
👉 la condanna per maltrattamenti si fonda soprattutto sulla violenza psicologica.

Impedire a qualcuno di parlare, annullarne costantemente le opinioni, ignorarne la volontà:

  • mina l’identità personale;
  • distrugge l’autostima;
  • crea una relazione di soggezione duratura.

Una violenza spesso invisibile all’esterno, ma profondamente devastante per chi la subisce.


Perché questa sentenza è importante

La decisione rappresenta un passaggio cruciale:

  • amplia la tutela penale contro la violenza domestica non fisica;
  • riconosce la gravità del controllo psicologico;
  • rafforza la protezione delle vittime anche quando mancano segni evidenti di aggressione.

📌 In sintesi
Zittire il partner non è una lite di coppia: è maltrattamento.
La Cassazione lo dice chiaramente: la violenza non passa solo dalle mani, ma anche dal silenzio imposto.

Lazio a picco all’Olimpico, il Como domina per 3-0

ROMA (ITALPRESS) – La Lazio rischia di dover dire addio in anticipo all’Europa, mentre il Como rinsalda il proprio sesto posto, portandosi anzi a sole due lunghezze dal quinto della Juventus. E’ questo il verdetto della sfida tra biancocelesti e lariani, valida per la 21^ giornata di Serie A e che ha visto gli uomini di Fabregas vincere per 3-0 a Roma. Una serata che doveva essere speciale per la Lazio, sia per la presenza dell’ex presidente Sergio Cragnotti in tribuna ma anche perchè i neoacquisti Taylor e Ratkov giocavano la loro prima partita all’Olimpico, ed entrambi da titolari. Novità in attacco anche per Fabregas, che opta per il tridente leggero formato da Paz, Baturina e Rodriguez. E proprio il croato sblocca la partita già al 2′: lancio di Da Cunha per Valle, che in scivolata mette in mezzo per il 20, il cui tiro viene deviato da Romagnoli e diventa imprendibile per Provedel. La Lazio fa fatica, è lenta e imprecisa, come con Cancellieri, che al 20′ sbaglia il controllo e favorisce il recupero di Butez, vanificando una buona occasione. Il Como, da canto suo, continua a spingere e trova il raddoppio al 24′, quando Paz risolve una mischia in area dopo il cross di Baturina. Alla mezz’ora, Taylor, nel tentativo di rilanciare il pallone, colpisce Caqueret che lo aveva anticipato. Fabbri inizialmente non fischia ma viene richiamato all’on-field review, assegnando il calcio di rigore, accolto con ironia dalla Curva laziale, questa sera in aperta polemica con la classe arbitrale con tanto di cori e fischi nel prepartita. Dal dischetto va Paz, ma Provedel indovina l’angolo e para. A proposito di cori, oltre a quelli di contestazione per il presidente Lotito, la Curva, al 38′, ne intona uno a favore di Sarri, che dalla panchina ricambia. Nel finale di primo tempo, ecco la prima occasione da rete per la Lazio: cross basso di Cancellieri, Cataldi manca l’impatto e Butez è pronto a chiudere su Zaccagni. Potrebbe essere l’episodio che risveglia i capitolini, e invece al 49′ il Como chiude i giochi con i protagonisti dei primi due gol: Valle mette in mezzo per Baturina che appoggia di tacco per Paz, il quale ha gioco facile nel piazzare la palla sul palo lontano. A questo punto la partita è, di fatto finita: nella Lazio ci prova il solo Noslin con uno spunto solitario, ma gli uomini di Sarri sono ormai sfiduciati. Il Como gestisce ma, quando ha spazio, prova a colpire di nuovo, come al 73′ quando Paz e Da Cunha seminano il panico nella retroguardia di casa ma Provedel è bravo a chiudere lo specchio al capitano avversario. E’ l’ultima emozione della partita: la Lazio continua a non trovare continuità di vittorie, mentre il Como vola sempre più in alto.
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(ITALPRESS).

A Hong Kong gli arrivi turistici sono aumentati del 12% nel 2025

HONG KONG (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Nel 2025 le visite turistiche a Hong Kong sono state 49,9 milioni, con un aumento del 12% su base annua. E’ quanto emerge dai dati locali diffusi lunedì.

Secondo i dati dell’Hong Kong Tourism Board, solo nel mese di dicembre le visite alla città sono state 4,65 milioni, con un aumento del 9% rispetto allo scorso anno.

Le visite provenienti dalla Cina continentale sono aumentate dell’11%, raggiungendo le 37,8 milioni, mentre quelle provenienti dal resto del mondo sono cresciute del 15%, attestandosi a 12,1 milioni. Il Giappone e l’Australia sono tra i mercati di provenienza che hanno registrato gli aumenti più marcati, secondo i dati.

La durata media del soggiorno a Hong Kong per i viaggi con pernottamento è stata di 3,1 notti, secondo i dati di lunedì, che hanno anche mostrato come la soddisfazione dei turisti che hanno pernottato abbia raggiunto un punteggio di 8,9 su 10.

Il Capodanno cinese del 2026 cadrà il 17 febbraio. I turisti di tutto il mondo potranno partecipare a festeggiamenti come spettacoli di fuochi d’artificio, l’annuale International Chinese New Year Night Parade e le corse di cavalli a Hong Kong.
(ITALPRESS).
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Cremonese e Verona non si fanno male, pari senza reti allo Zini

CREMONA (ITALPRESS) – Non si sblocca la Cremonese, non si sblocca il Verona. Lo scontro-salvezza si risolve in un nulla di fatto e in uno 0-0 che aiuta più i grigiorossi che la formazione ospite. Allo Zini si presenta un’Hellas in grandissima difficoltà: squalificato Unai Nunez, sono out Bella-Kotchap, Frese, Valentini, Belghali, Al-Musrati e Akpa-Akpro. Zanetti lancia così dall’inizio il neoacquisto Lirola, tra i migliori quest’oggi, e si gioca il tridente: Giovane con Sarr e Orban, mentre in porta c’è il vice Perilli e non Montipò. Risponde col duo Vardy-Bonazzoli e Vandeputte a ispirare, invece, lo squalificato Nicola in un match molto equilibrato. Si lotta su ogni pallone nel primo tempo e non c’è un reale padrone nel match, con le occasioni che latitano. Ebosse e Vardy sono i più pericolosi nei primissimi minuti, ma c’è una sola reale chance: Audero evita la rete di Giovane, il migliore dei suoi. Si va al riposo sullo 0-0 e la musica non cambia nella ripresa dove, nonostante un rischio in avvio su Grassi, il Verona domina. Giovane è il faro degli scaligeri, che non riescono a sfondare, anche perchè il brasiliano viene messo sempre in fuorigioco dalla linea a tre della Cremonese. L’ex Corinthians viene fermato in un’occasione da Audero, poi si muove con anticipo e si vede annullare il gol del potenziale vantaggio all’84’: aveva segnato in semi-rovesciata, ma è nulla di fatto. Nei minuti finali Zanetti non si gioca nessun attaccante, mentre i grigiorossi ritrovano Collocolo dopo l’infortunio e rischiano in mischia al 90′: salva tutto Terracciano. Non ci sono altre emozioni e la gara si chiude sullo 0-0, che consegna un punto a testa alle due squadre. La Cremonese non cancella il 5-0 subito dalla Juventus con una vittoria, ma sale a 23 punti e a +6 sulle terzultime (Fiorentina e Genoa). Verona, invece, ultimo in tandem col Pisa: 14 punti per i gialloblù, che trovano il primo clean sheet dopo nove gare.
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Cina, atterrata a Dongfeng la capsula di rientro Shenzhou-20

PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – La capsula di rientro del veicolo spaziale Shenzhou-20, senza astronauti a bordo, è atterrata lunedì alle 9:34 (ora di Pechino) nel sito di atterraggio di Dongfeng, nella regione autonoma della Mongolia Interna, nel nord della Cina. Lo rende noto la China Manned Space Agency (CMSA).

Un’ispezione effettuata sul posto ha confermato che l’esterno della capsula era nel complesso integro e che gli oggetti all’interno erano in buone condizioni, ha dichiarato la CMSA, sottolineando che la missione di rientro dello Shenzhou-20 è stata un completo successo.

Intanto il veicolo spaziale Shenzhou-23, che assumerà il compito di rolling backup, è arrivato al Centro di lancio satellitare di Jiuquan, ha aggiunto la CMSA.

La Cina aveva lanciato il veicolo spaziale con equipaggio Shenzhou-20 il 24 aprile 2025, inviando tre astronauti alla sua stazione spaziale in orbita per una missione di sei mesi.

Tuttavia, secondo la CMSA, lo Shenzhou-20, inizialmente programmato per riportare i tre astronauti sulla Terra il 5 novembre, non ha soddisfatto i requisiti necessari per garantire il loro rientro in sicurezza.

La CMSA ha riferito che, nella finestra di osservazione della capsula di rientro dello Shenzhou-20, sono state individuate minuscole crepe, probabilmente causate dall’impatto esterno con detriti spaziali.
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Conte “Partita decisiva, col Copenhagen bisogna vincere”

COPENHAGEN (DANIMARCA) (ITALPRESS) – “Queste sono partite importanti, decisive, domani sia noi che loro dovremo cercare la vittoria, perchè un altro risultato non sarebbe positivo”. Così il tecnico del Napoli, Antonio Conte, alla vigilia del match di domani in casa del Copenhagen e valido per la Champions League. L’allenatore dei campioni d’Italia, prova a scherzare sugli infortuni, spiega di aver portato “medicine per tutti”, ma poi ai microfoni di Sky Sport affronta seriamente la questione dell’emergenza con cui da ormai da tante settimane fa i conti il suo Napoli. “Dobbiamo pensare a chi c’è cercando di trovare sempre le soluzioni, lo stiamo facendo da inizio anno e non solo nell’ultimo periodo, i giocatori che sono qui sono i più importanti, quelli con cui dobbiamo cercare di fare un’impresa“, spiega Conte che sul rientro di Lukaku vuole fare chiarezza per non illudere i tifosi. “Romelu è in gruppo da appena due giorni, la settimana scorsa faceva una parte dell’allenamento con la squadra, ma solo pochi minuti, adesso si sta allenando con noi a ritmi più intensi, quando sarà pronto darà il suo contributo, ma già il fatto che sia con noi è importante”. Conte ritrova la battuta quando gli si chiede dei gol degli attaccanti. “Degli attaccanti? Dell’attaccante, ne ho solo uno – dice ridendoci su -. L’importante è far gol, poi che sia un giocatore o un altro poco conta”.

Il tema degli infortuni è al centro di ogni discorso. “La soluzione è molto chiara, stiamo cercando di tenere botta, lo stiamo facendo bene ma è invevitabile che siamo in grandissima difficoltà, questo è fuori dubbio, ora anche Neres si è fatto male al tendine, non è questione di campi o altre cose, sono annate strane, magari c’è anche tanta negatività che arriva da altre parti, ma noi dobbiamo pensare a fare il massimo. Maghi non siamo, non c’è gente che fa magie, cerchiamo di onorare al massimo la maglia che portiamo”, spiega Conte che sul suo cammino sulla panchina dei campioni d’Italia dice: “Stiamo facendo un percorso, siamo a metà del secondo anno, però per adesso viviamo il presente che è la cosa più importante, siamo concentrati nel cercare di fare del nostro meglio domani, poi guarderemo sempre il presente, perchè con il presente costruisci il futuro, non puoi guardare più in là se non fai bene nel presente”.

“E’ sempre un’emozione speciale tornare a casa” ha detto l’attaccante danese del Napoli Rasmus Hojlund. “Sarà un gran bel match, abbiamo gli stesso punti in classifica, loro hanno tanta qualità, sono molto uniti. Spero di tornare al gol domani, ma l’importante è segnare. Lukaku? E’ molto importante riaverlo in gruppo, è un grande giocatore, ha tanta esperienza, ha qualità”.

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Pensione anticipata, attenzione: puoi dover restituire un anno di assegno anche per pochi euro guadagnati

Chi accede alla pensione anticipata tramite Quota 100, Quota 102 o Quota 103 deve prestare la massima attenzione: anche un’attività lavorativa minima o occasionale può costare la restituzione dell’intera pensione annuale.
Il rischio è concreto persino quando si tratta di aiutare un parente per poche ore, con compensi irrisori.

Una rigidità normativa che negli ultimi anni ha acceso un forte dibattito, coinvolgendo tribunali, Corte Costituzionale e migliaia di pensionati.


Pensione anticipata e divieto di cumulo: cosa dice la legge

Le formule di uscita anticipata introdotte in deroga alla Legge Fornero prevedono un principio chiaro:
👉 divieto di cumulo tra pensione e redditi da lavoro subordinato.

È ammessa solo una eccezione:

  • lavoro autonomo occasionale, entro il limite di 5.000 euro lordi annui.

Il problema nasce nella qualificazione del rapporto di lavoro. Anche prestazioni brevi, informali o di aiuto familiare possono essere considerate lavoro subordinato, facendo scattare automaticamente la sanzione.


Anche pochi euro possono costare carissimo

La norma è particolarmente severa: non conta l’importo guadagnato, ma la tipologia di lavoro svolto.

Se l’attività viene qualificata come lavoro subordinato:

  • scatta l’incompatibilità totale con la pensione anticipata;
  • l’INPS può chiedere la restituzione dell’intero assegno annuo.

Il caso simbolo: 280 euro costano 19.000 euro

Emblematico il caso di un ex panettiere di Trento che, dopo aver lavorato circa 30 ore nella pescheria di un parente, percependo 280 euro, si è visto chiedere dall’INPS la restituzione di 19.000 euro, pari a tutta la pensione dell’anno.

Una sproporzione evidente tra:

  • il guadagno minimo;
  • la sanzione massima.

La svolta della Corte Costituzionale: serve proporzionalità

Inizialmente, anche la giurisprudenza di legittimità aveva confermato la linea rigorosa dell’INPS.
Il cambio di passo arriva con l’intervento della Corte Costituzionale.

La Consulta ha chiarito un principio fondamentale:

  • la sanzione è legittima in astratto;
  • ma la sua applicazione deve rispettare ragionevolezza e proporzionalità.

Secondo i giudici costituzionali, la perdita integrale della pensione può risultare eccessiva e incostituzionale quando:

  • l’attività è sporadica;
  • il reddito prodotto è del tutto marginale;
  • non c’è una reale ripresa dell’attività lavorativa.

I Tribunali del Lavoro frenano le sanzioni INPS

Sulla scia dell’orientamento della Consulta, diversi Tribunali del Lavoro stanno ridimensionando le richieste di restituzione.

Il caso di Vicenza

Particolarmente rilevante la sentenza del Tribunale di Vicenza (n. 195 del 16 aprile 2024), che ha annullato una sanzione da 24.000 euro inflitta a un pensionato.

Il “lavoro” contestato?

  • una partecipazione come comparsa in una serie TV;
  • compenso percepito: 78 euro.

Secondo i giudici, si trattava di:

  • entrate irrisorie;
  • prestazioni occasionali e isolate;
  • non assimilabili a una vera attività lavorativa incompatibile con la pensione.

Cosa devono sapere i pensionati oggi

Il quadro resta delicato. In sintesi:

  • il divieto di cumulo resta in vigore;
  • l’INPS continua ad applicare la norma in modo rigoroso;
  • ma cresce il numero di decisioni che valutano la sostanza economica, non solo la forma.

👉 Chi percepisce una pensione anticipata deve evitare qualsiasi attività lavorativa non chiaramente autonoma occasionale, anche se svolta per solidarietà familiare.

In caso di contestazione, però, difendersi è possibile: la giurisprudenza sta aprendo spazi importanti contro sanzioni manifestamente sproporzionate.


📌 In sintesi
Con Quota 100, 102 e 103, anche pochi euro possono costare un anno di pensione. Ma grazie alla Corte Costituzionale e ai Tribunali del Lavoro, la rigidità del sistema inizia a incrinarsi. La parola chiave, oggi, è proporzionalità.

Transenne danneggiate a Menfi, denuncia dei carabinieri e rischia anche chi avrebbe istigato

E’ stato subito individuato dai carabinieri e denunciato il menfitano che ha danneggiato, sabato sera, due transenne in via della Vittoria, a Menfi. Si tratta di un soggetto fragile come era stato evidenziato nell’immediatezza dei fatti anche dal sindaco, Vito Clemente, che ha definito “grave e inaccettabile” quanto accaduto.

C’è anche un filmato su quanto accaduto sabato sera e dalle immagini potrebbe essere ricavati elementi utili per fare scattare una denuncia anche per chi avrebbe istigato il menfitano.

Il Comune di Menfi è in possesso del video che documenta quanto accaduto e procederà con la richiesta di risarcimento dei danni e con la denuncia nei confronti di chi avrebbe istigato.

Sono in corso anche le indagini da parte dei carabinieri.


Forte maltempo in provincia di Agrigento, il Libero Consorzio attiva la Protezione Civile

La Sicilia centrale, e in particolare la provincia di Agrigento, è interessata da un’allerta meteo di livello arancione emanata dal Dipartimento Regionale della Protezione Civile.
In risposta alle condizioni atmosferiche previste, il Libero Consorzio Comunale di Agrigento ha attivato la sala operativa di Protezione Civile, che sarà gestita dal personale dell’Ufficio comunale e coordinata con le associazioni di volontariato del territorio. La sala operativa garantirà il monitoraggio costante della situazione, anche attraverso il sistema di controllo del rischio idrogeologico attivato a fine 2025.
Le precipitazioni abbondanti, accompagnate da frequente attività elettrica, possibili grandinate e venti di burrasca dai quadranti orientali, potranno generare mareggiate di forte intensità lungo le coste.
La Protezione Civile invita la popolazione a prestare particolare attenzione negli spostamenti lungo le strade provinciali, soprattutto:
nei pressi di torrenti e valloni;
su ponti e attraversamenti a rischio esondazione;
in prossimità di cantieri stradali;
in presenza di fango o detriti sulle carreggiate.
Eventuali criticità potranno essere segnalate ai seguenti contatti:
Numero verde: 800-315555
WhatsApp: 3336141869
Il Libero Consorzio comunale conferma che il personale stradale effettuerà monitoraggi continui della rete viaria, ma raccomanda massima prudenza a cittadini e automobilisti.

Intanto, il vento finora contenuto nel territorio ha causato pochi danni, qualche albero caduto e un’ insegna in ceramica in Via Tresca a Sciacca.

In quasi tutti i comuni invece, i sindaci hanno disposto la chiusura delle scuole e di edifici pubblici per la giornata di domani dai più piccoli come Villafranca Sicula, Burgio, Bivona ai più grossi come Ribera, Agrigento e Sciacca.