Vento forte e calo delle temperature, allerta gialla in tutta la Sicilia

Continua il maltempo in Sicilia. La Protezione civile regionale ha diramato l’allerta gialla per rischio meteo-idrogeologico e idraulico su tutto il territorio regionale per la giornata di domani, martedì 7 gennaio.

È atteso un netto peggioramento delle condizioni meteorologiche già nelle prossime ore, con precipitazioni sparse, anche a carattere di rovescio o temporale. I quantitativi cumulati previsti saranno generalmente deboli o moderati. Le nove province siciliane sono tutte interessate dall’allerta.

Le temperature subiranno un generale calo, in alcuni casi sensibile o marcato nei valori massimi. Le massime oscilleranno tra i 7 e i 17 gradi: sono previsti 7 gradi a Enna, 9 a Caltanissetta, 10 a Ragusa, 11 ad Agrigento, 12 a Palermo e Trapani, 13 a Messina, mentre valori più miti si registreranno a Catania e Siracusa con 17 gradi.

Attenzione anche a mari e venti. Lo Stretto di Sicilia sarà agitato o localmente molto agitato dal pomeriggio; molto mossi gli altri bacini, con Tirreno e Ionio meridionali in tendenza ad agitati. I venti soffieranno forti dai quadranti occidentali, con rinforzi fino a burrasca.

Quattro arresti nel weekend dell’Epifania nel Palermitano, catturato un evaso nascosto sotto il letto

Quattro arresti in flagranza di reato sono stati eseguiti dai Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo nell’ambito di un più ampio dispositivo di servizi straordinari di controllo del territorio, predisposto in occasione del weekend dell’Epifania. L’operazione ha interessato il capoluogo e diversi centri della provincia, con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza dei cittadini e dei numerosi visitatori.
Le attività, condotte in tre distinti interventi, hanno portato all’arresto di soggetti responsabili di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, furto aggravato ed evasione.
Nel centro storico, in Vicolo della Stecca, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Piazza Verdi hanno arrestato un 26enne palermitano, già noto alle forze dell’ordine, per detenzione ai fini di spaccio. Il giovane, fermato mentre si muoveva a bordo di una bicicletta, è stato notato mentre prelevava piccoli involucri dal bauletto del mezzo e li occultava addosso. La successiva perquisizione personale ha consentito di rinvenire e sequestrare 28 dosi di crack.
In via Castellana, invece, i militari del Nucleo Radiomobile hanno arrestato un 17enne e un 19enne per furto aggravato. I due sono stati segnalati al numero unico di emergenza 112 da due Carabinieri liberi dal servizio, che li avevano notati mentre armeggiavano vicino a un’autovettura poi risultata rubata. I giovani si sono dati alla fuga a bordo di una bicicletta elettrica ma, grazie alle informazioni fornite in tempo reale alla centrale operativa e al supporto della Sezione Volanti della Questura di Palermo, sono stati intercettati e bloccati dopo aver tentato di allontanarsi utilizzando anche un’altra auto rubata.
Infine, i Carabinieri della Stazione di Brancaccio, con il supporto dei colleghi delle Stazioni Centro e Palermo Villagrazia, hanno arrestato un 27enne palermitano per evasione. L’uomo, sottoposto agli arresti domiciliari nel Comune di Salemi, si era allontanato lo scorso dicembre facendo perdere le proprie tracce. Rintracciato presso il suo domicilio, ha tentato invano di sfuggire al controllo nascondendosi sotto il letto.
Tutti gli arresti sono stati convalidati dall’Autorità Giudiziaria. Per il 17enne, la Procura per i Minorenni ha disposto il trasferimento presso l’Istituto Penale Minorile “Malaspina” di Palermo

Etna in attività: flussi lavici nella Valle del Bove, allerta aerea arancione

L’Etna continua a mostrare una fase di attività vulcanica con la presenza di flussi lavici attivi nella Valle del Bove.

Secondo quanto comunicato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, il fronte lavico più avanzato si attesta attualmente a circa 1.360 metri di quota, mentre a livelli superiori, tra i 1.400 e i 1.600 metri, sono presenti altri flussi sovrapposti.
I dati di monitoraggio indicano valori elevati del tremore vulcanico, un segnale che suggerisce la risalita del magma all’interno dei condotti dell’edificio vulcanico.

A causa della copertura nuvolosa, le telecamere di sorveglianza non consentono una visione diretta dei crateri sommitali; tuttavia, gli operatori dell’Ingv hanno segnalato la percezione di boati riconducibili ad attività esplosiva.
Non si registrano al momento variazioni significative nei dati della rete Gnss il sistema satellitare utilizzato per rilevare eventuali deformazioni del suolo. Resta invariato anche il livello di allerta per l’aviazione che si mantiene su arancione, il terzo livello su una scala di quattro.
L’attività dell’Etna, pur monitorata con attenzione, non ha al momento ripercussioni sull’operatività dell’aeroporto internazionale di Catania, che continua a funzionare regolarmente.
La situazione rimane sotto costante osservazione da parte degli esperti, pronti a segnalare eventuali evoluzioni del fenomeno.

Agricoltura e risorse idriche, le criticità sul tavolo: riunione al Verdura (Video)

Questa mattina si è tenuta una riunione al Verdura dedicata alle principali problematiche che affliggono il comparto agricolo lungo l’asse che va da Ribera al comprensorio limitrofo. Al centro del confronto, le criticità legate alla gestione delle risorse idriche e alle infrastrutture, con particolare riferimento alle dighe di Prizzi e Castello. E’ intervenuta la parlamentare nazionale del Pd Giovanna Iacono. C’era anche l’ex deputato regionale dei Dem Giovanni Panepinto.

Per quanto riguarda la diga di Prizzi, è stato ricordato come già nel febbraio 2025, a seguito di un sopralluogo effettuato con l’allora assessore regionale Di Mauro, fosse emerso un problema strutturale sull’affluente Margi. Una parte consistente dell’acqua non confluisce nel lago ma si disperde. Nonostante l’impegno assunto in quella fase e l’individuazione delle somme necessarie per intervenire, la situazione risulta ancora irrisolta. Attualmente, secondo quanto riferito dagli agricoltori, nella diga entrerebbe solo il 30% dell’acqua disponibile, impedendo il raggiungimento della massima capienza. Una condizione che penalizza non solo il territorio locale ma anche l’area di Ribera e gli usi civici del Palermitano.

Altro nodo critico è quello della diga Castello, dove si continuerebbero a perdere circa 500 litri d’acqua al secondo nonostante il fiume sia in piena. Gli agricoltori hanno definito “paradossale” una gestione che riesce a reperire fondi per interventi emergenziali, come l’installazione di motopompe, ma che poi si arena su problemi amministrativi e burocratici legati alla viabilità di accesso, rendendo di fatto inutilizzabili le opere realizzate.

Nel corso dell’incontro è emersa con forza la richiesta di una programmazione strutturata a breve, medio e lungo termine, ma anche la necessità di intervenire immediatamente sulle criticità già note, a partire dal ripristino della piena funzionalità dell’affluente Margi e dal recupero delle ingenti quantità d’acqua attualmente disperse.

Si attende anche l’attivazione delle motopompe sul Verdura per evitare che importanti risorse idriche continuino a finire in mare. Alla riunione hanno partecipato rappresentanti e agricoltori provenienti da Ribera, Bivona, Burgio e Villafranca Sicula. Presente anche l’assessore all’Agricoltura di Sciacca, Francesco Dimino, accompagnato da Nino Ciaccio, impegnato con una nuova associazione di agricoltori.

L’influenza mette in ginocchio gli ospedali siciliani, l’allarme di Cimo Sicilia

L’influenza mette in ginocchio gli ospedali siciliani. Nelle ultime due settimane l’incidenza delle sindromi influenzali ha registrato in Italia un deciso aumento, con un picco coinciso con le festività di Natale e Capodanno. Nell’ultima settimana la Sicilia è risultata la regione con il maggior numero di casi.

Secondo Giuseppe Bonsignore, segretario regionale di Cimo Sicilia, “la nostra Regione quest’anno è stata quindi particolarmente bersagliata dal virus influenzale che, unitamente ad una scarsa adesione alla campagna vaccinale e ad una elevata virulenza, manifesta oggi tutti i suoi effetti negativi con un numero inusitato di pazienti con disturbi respiratori anche gravi che si sono riversati in un periodo ristretto nei già sofferenti ospedali siciliani e, ovviamente, nei pronto soccorso che sono letteralmente andati in tilt e che hanno tenuto solo per la consueta abnegazione di tutto il personale impegnato nell’emergenza, al lavoro con doppi e tripli turni mentre altri festeggiano e brindano”.

Il segretario regionale di Cimo interviene anche sul tema delle lunghe attese nei pronto soccorso: “Oggi ci si chiede il perché delle lunghe attese nelle aree di emergenza siciliane e di qualche ospedale in particolare – afferma Bonsignore -. Domanda lecita se a porla è il non addetto ai lavori, meno tollerabile quando il quesito viene posto da chi ci governa che dovrebbe conoscere perfettamente la situazione strutturale e le carenze degli ospedali siciliani, il puntuale venire meno dell’apporto del privato accreditato durante le feste natalizie e una insufficiente assegnazione di posti letto per acuti alle strutture pubbliche”.

Nel mirino anche la mancata riorganizzazione della rete ospedaliera regionale. “Si parla da quasi due anni della nuova rete ospedaliera – aggiunge Bonsignore – ma alla fine se ne sono perse le tracce. Ma proprio il grave disagio innescato e messo a nudo dall’influenza annuale dovrebbe fare seriamente riflettere sull’urgenza di aggiornare la rete con una distribuzione dei posti letto più confacente alle esigenze di salute dei cittadini e non alla spartizione di una torta che alla fine sembra risultare indigesta”.

Infine, l’appello a evitare polemiche strumentali. “Inutile oggi sparare nel mucchio o prendersela col capro espiatorio di turno. È un gioco di bassa politica – conclude Bonsignore – che forse cela altro tipo di esigenze non soltanto mediatiche, quando invece ci vorrebbe una grande dose di coerenza e serietà soprattutto quando si parla della salute pubblica”.

Calatafimi Segesta, incendio doloso di auto: arrestato un quarantenne

Un incendio doloso di auto verificatosi a Calatafimi Segesta lo scorso 22 ottobre ha portato all’arresto di un quarantenne del luogo. I carabinieri della Stazione di Calatafimi Segesta hanno eseguito un’ordinanza applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti dell’uomo, ritenuto il presunto autore del gesto.
Il provvedimento scaturisce da un’indagine condotta dai militari dell’Arma che, in tempi rapidi, ha consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza. L’attività investigativa ha permesso di ricostruire la dinamica dell’incendio doloso di auto, avvenuto nel centro abitato del Comune.

Le indagini dei carabinieri

Nel corso delle indagini si è rivelata determinante la tempestiva acquisizione dei filmati estrapolati dai sistemi di videosorveglianza installati nelle immediate vicinanze del luogo dei fatti e lungo alcune vie limitrofe della città. Le immagini, analizzate dai militari dell’Arma dei carabinieri, mostrerebbero l’uomo mentre versa del liquido infiammabile su due autovetture parcheggiate e appicca il fuoco, per poi darsi alla fuga.
Grazie a questi elementi, i carabinieri sono riusciti a individuare il presunto responsabile dell’incendio doloso di auto, delineando un quadro indiziario ritenuto sufficiente per l’adozione della misura cautelare.

Le autovetture coinvolte

Le autovetture colpite dall’incendio erano di proprietà di un 52enne residente nello stesso Comune. Secondo quanto emerso dalle indagini, l’autore del reato nutriva rancore nei confronti del proprietario dei veicoli a causa di dissidi privati verificatisi poco tempo prima.
Una delle due auto, una BMW, è stata completamente distrutta dalle fiamme. Il rogo, tuttavia, si è estinto in maniera fortuita prima di poter intaccare la seconda autovettura, che è rimasta illesa. L’episodio di incendio doloso di auto ha quindi provocato danni ingenti a uno dei mezzi, evitando per circostanze casuali conseguenze ulteriori.

La misura cautelare

Alla luce degli elementi raccolti, l’autorità giudiziaria ha disposto nei confronti del quarantenne la misura degli arresti domiciliari. L’indagine rappresenta un esempio di come l’analisi delle immagini di videosorveglianza possa risultare decisiva nell’individuazione dei responsabili di reati contro il patrimonio.

Presentato il progetto “Siculiana in the world” e restyling per la biblioteca comunale

È stato presentato il progetto “Siculiana in the world” ed è stata inaugurata, dopo un intervento di restyling, la biblioteca comunale “Gerlando Vasile”, ospitata all’interno del centro sociale di piazza Pio La Torre. L’iniziativa, promossa dal Comune in collaborazione con Siculiana Turistica e la Consulta Giovanile, nasce dal percorso culturale “Chiamata alle origini”, che ha riportato alla luce le radici siculianesi della bisnonna del campione di Formula 1 Ayrton Senna, Giovanna Magro, già protagonista della mostra-museo Astro.
Durante l’incontro è stata annunciata l’attivazione, presso il palazzo comunale, dell’Ufficio delle Radici, uno sportello dedicato ai siculianesi nel mondo e a quanti desiderano riscoprire la propria storia familiare e il legame con la terra d’origine. L’ufficio offrirà supporto nella ricerca genealogica, nella valorizzazione delle tradizioni e nella creazione di reti tra la comunità locale e i discendenti degli emigrati. Fa parte del progetto anche il “Premio alle eccellenze”, riconoscimento destinato a chi, originario di Siculiana o legato al territorio, si è distinto all’estero nei campi dell’arte, dello sport, del lavoro e dell’impegno sociale.
«Con il progetto Siculiana in the world – ha dichiarato il sindaco Giuseppe Zambito – il Comune intende rafforzare il senso di appartenenza e promuovere un dialogo continuo tra la comunità locale e quella internazionale, trasformando la memoria delle origini in un motore di identità, cultura, turismo e sviluppo condiviso».
A margine dell’incontro si è svolta la cerimonia di inaugurazione della biblioteca comunale intitolata a Gerlando Vasile, cittadino siculianese vittima delle foibe, cui è dedicata una sezione speciale. Completamente rinnovata negli spazi e negli arredi, la biblioteca si propone come un moderno centro di incontro e partecipazione. Il nuovo allestimento offre un’ampia selezione di opere, dai grandi autori siciliani alla letteratura del Novecento fino ai classici internazionali, con uno spazio dedicato anche ai più piccoli. Il lavoro di catalogazione è stato curato da Susy Gagliano Pisa, con il supporto di Alessia Iacono e Anna Palilla, volontarie del Servizio civile nazionale. La direzione scientifica del progetto è affidata alla professoressa Giuseppina Parisi, che curerà la programmazione culturale con presentazioni di libri, incontri e attività di ricerca.
Il percorso di valorizzazione culturale avviato dall’amministrazione comunale si inserisce in una visione più ampia di sviluppo del territorio che comprende anche il recupero e la tutela di beni immobili di valore storico e paesaggistico, recentemente autorizzata dal Consiglio comunale, da destinare a finalità pubbliche e culturali.

Cede hashish a un pensionato, arrestato 18enne a Caltanissetta

I Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Caltanissetta hanno arrestato un cittadino gambiano di 18 anni, senza fissa dimora, colto in flagranza di reato per spaccio di sostanze stupefacenti.
L’operazione è scattata nel cuore del centro storico, dove i militari hanno sorpreso il giovane mentre cedeva una dose di hashish a un pensionato. L’immediata perquisizione personale ha consentito di confermare l’attività illecita: l’acquirente è stato trovato in possesso di due dosi, mentre il presunto pusher deteneva ulteriori cinque confezioni della stessa sostanza, per un peso complessivo di circa 5 grammi.
Nel corso del controllo sono stati rinvenuti anche 90 euro in contanti, suddivisi in banconote di piccolo taglio, ritenuti provento dell’attività di spaccio. Sia lo stupefacente sia il denaro sono stati posti sotto sequestro.
Su disposizione della Procura della Repubblica di Caltanissetta, il 18enne è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso una comunità del territorio. Il giudice per le indagini preliminari ha successivamente convalidato l’arresto, disponendo nei suoi confronti l’obbligo di firma alla polizia giudiziaria.

Truffa da 100 mila euro in Liguria, tra i denunciati un agrigentino

Lo scorso settembre una donna di 65 di Noli, comune ligure, era stata raggirata nell’ambito di una truffa commessa tramite la tecnica dello spoofing, venendo quindi raggiunta telefonicamente da un numero apparentemente riconducibile alle forze dell’ordine. La vittima è stata indotta a effettuare alcuni bonifici per circa 100 mila euro su un conto corrente indicato dall’interlocutore, il quale le comunicava alcuni immaginari movimenti sospetti sul suo conto corrente principale.

Una volta che si è resa conto della truffa la donna ha chiamato i carabinieri di Noli che, interloquendo con gli istituti di credito interessati, sono riusciti a ‘congelare’ circa 70 mila euro L’attività investigativa dei carabinieri di Noli ha permesso poi di identificare e denunciare tre italiani, dell’età di 20, 56 e 67 anni residenti nelle province di Agrigento, Napoli e Salerno, già noti alle forze dell’ordine e con precedenti specifici.

Scuola, arriva il congedo mestruale: fino a due giorni di assenza giustificata al mese per le studentesse

Il ciclo mestruale entra ufficialmente nel dibattito scolastico italiano. A Potenza, alcuni istituti superiori hanno avviato una sperimentazione del congedo mestruale scolastico, che consente alle studentesse di assentarsi fino a due giorni al mese in presenza di disturbi legati al ciclo, senza penalizzazioni sul percorso di studi.

Si tratta di una novità significativa, che segna un cambio di approccio nel rapporto tra diritto allo studio e tutela della salute, riconoscendo che alcune condizioni fisiologiche possono incidere concretamente sulla frequenza scolastica e sul rendimento.

Dove è stato introdotto il congedo mestruale a scuola

La sperimentazione è partita nel capoluogo lucano. Dopo il precedente del liceo musicale Walter Gropius, hanno adottato il congedo didattico mestruale anche:

  • il liceo classico Quinto Orazio Flacco
  • l’istituto Da Vinci–Nitti

L’introduzione è avvenuta tramite delibera degli organi collegiali, rendendo la misura parte integrante del regolamento scolastico interno.

Cos’è il congedo didattico mestruale

Il congedo mestruale scolastico è una forma di assenza giustificata riconosciuta alle studentesse che soffrono di disturbi mestruali particolarmente dolorosi o invalidanti.

Le caratteristiche principali sono:

  • fino a due giorni di assenza al mese
  • assenze regolarmente giustificate
  • nessuna penalizzazione ai fini della validità dell’anno scolastico
  • esclusione dal calcolo del monte ore minimo obbligatorio

L’obiettivo non è incentivare l’assenza, ma evitare che la tutela della salute si traduca in svantaggi scolastici.

Come funziona in concreto

Per accedere al congedo mestruale è necessario:

  • presentare una certificazione medica, generalmente all’inizio dell’anno scolastico
  • rispettare le modalità organizzative stabilite dall’istituto
  • utilizzare il congedo solo in presenza di reali condizioni di malessere

Le giornate di assenza vengono annotate come giustificate, ma non incidono sulla frequenza minima richiesta per l’ammissione all’anno successivo.

Un’iniziativa nata dagli studenti

A rendere particolarmente rilevante questa esperienza è il percorso che ha portato alla sua approvazione. La proposta è stata avanzata dalla Consulta provinciale degli studenti di Potenza, che ha avviato un confronto formale con dirigenti scolastici e consigli di istituto.

Il risultato è un esempio concreto di partecipazione studentesca alle politiche scolastiche, capace di tradursi in misure strutturate e condivise.

Salute, inclusione e diritto allo studio

Il congedo mestruale scolastico rappresenta un passaggio culturale importante. Riconosce che il ciclo mestruale, pur essendo un evento fisiologico, può in alcuni casi comportare dolori intensi, cali di concentrazione e disagio psicofisico, tali da rendere difficile la frequenza delle lezioni.

In questo senso, la misura rafforza il principio di eguaglianza sostanziale sancito dall’articolo 3 della Costituzione, adattando l’organizzazione scolastica alle esigenze reali delle persone.

Verso una disciplina nazionale?

Al momento, il congedo mestruale a scuola resta una sperimentazione locale. Tuttavia, i promotori auspicano l’adozione di linee guida ministeriali nazionali, per evitare disparità di trattamento tra studentesse di scuole e territori diversi.

Una regolamentazione uniforme consentirebbe di garantire certezza del diritto, equilibrio organizzativo e pari tutela su tutto il territorio nazionale.

Una scuola che si prende cura della persona

L’esperienza avviata a Potenza apre un dibattito più ampio sul ruolo della scuola contemporanea. Non solo luogo di apprendimento, ma ambiente attento al benessere fisico e psicologico, capace di riconoscere e gestire le fragilità senza trasformarle in ostacoli.

Il congedo didattico mestruale si inserisce in questa visione, come strumento di civiltà e inclusione destinato a far discutere – e forse scuola – in tutta Italia.