Servizio idrico a Sciacca, Fiorino: “Più squadre operative, ma serve intervento radicale sulla rete” (Video)

«Il 2026 si apre con un cambio di passo nella gestione del servizio idrico a Sciacca». A tracciare il quadro è Francesco Fiorino, direttore generale di Aica e braccio destro della presidente del Cda Danila Nobile, in un’intervista rilasciata a Risoluto.it.
Il dato più significativo riguarda il potenziamento delle attività di manutenzione: oggi sono tre le squadre operative sul territorio, un numero nettamente superiore rispetto al passato, quando spesso era attiva una sola squadra o, in alcuni periodi, non vi era alcuna reale possibilità di intervenire per le manutenzioni.
«È un segnale importante – ha spiegato Fiorino – perché consente di affrontare con maggiore tempestività le emergenze e le criticità quotidiane». Tuttavia, lo stesso direttore generale chiarisce che tre squadre non sono ancora sufficienti a risolvere in modo definitivo i problemi strutturali della rete idrica cittadina.
«La vera soluzione – sottolinea – resta un intervento radicale di rifacimento dell’intera rete, che in molti tratti è obsoleta e soggetta a continue rotture». Un obiettivo complesso, ma necessario per garantire un servizio efficiente e stabile nel tempo.
Nel frattempo, Aica annuncia interventi mirati sulle zone più critiche.

«Si partirà sicuramente dai tratti che presentano maggiori problemi – ha dichiarato Fiorino – a cominciare da via Bivattureddra, dove la situazione richiede un’attenzione immediata».
L’obiettivo, conclude il direttore generale, è quello di ridurre i disagi per i cittadini e porre le basi per una gestione del servizio idrico più moderna ed efficace, in attesa di poter avviare un piano complessivo di rifacimento delle infrastrutture.

Il riberese Giuseppe Neri compie 109 anni, un traguardo che segna la storia siciliana

Giuseppe Neri compie oggi 109 anni ed è ufficialmente l’uomo più anziano della Sicilia, nonché vice-decano d’Italia. Un compleanno che va oltre il dato anagrafico e assume il significato di una testimonianza vivente di oltre un secolo di storia nazionale, attraversata con forza, lavoro e dignità.
A raccontare il valore di questo traguardo è l’Associazione Italia, che tutela i diritti delle persone anziane e di cui Neri è associato. Secondo l’Associazione, il compleanno di Neri rappresenta un momento di orgoglio non solo per la sua comunità, ma per l’intera Sicilia.


Una vita lunga 109 anni tra lavoro e resilienza

Nato il 5 gennaio 1917 a Ribera, Giuseppe Neri ha attraversato alcune delle fasi più complesse della storia italiana. Agricoltore di professione, ha dedicato la sua vita al lavoro della terra, mantenendo sempre una condotta improntata al rispetto, alla determinazione e alla dignità personale.
Nel corso della sua esistenza ha resistito anche alle intimidazioni mafiose, rifiutando di pagare il pizzo. Una scelta che racconta un carattere fermo e coerente, maturato in un contesto storico e sociale spesso difficile.
Rimasto vedovo nel 2014 della moglie Concetta, Giuseppe Neri ha due figlie e una storia familiare che si intreccia con quella del territorio. Oggi, mentre Giuseppe Neri compie 109 anni, la sua vita diventa simbolo di continuità e memoria.

Giuseppe Neri compie 109 anni, testimone di un secolo di cambiamenti

Nel corso dei suoi 109 anni, Neri ha vissuto il passaggio dal Regno d’Italia alla Repubblica, ha attraversato due guerre mondiali e tre pandemie: la spagnola, la Sars e il Covid. Ha visto succedersi dieci Papi e numerosi capi di Stato e di governo, osservando in prima persona i profondi cambiamenti politici, sociali ed economici del Paese.

Il valore degli anziani secondo l’Associazione Italia

Per l’Associazione Italia, il fatto che Giuseppe Neri compie 109 anni richiama l’attenzione su un tema centrale: il ruolo degli anziani nella società contemporanea. «Il traguardo raggiunto da Giuseppe Neri è motivo d’orgoglio per la sua comunità e per l’intera Sicilia», sottolinea l’Associazione, ricordando come la tutela delle fasce più deboli sia un indicatore fondamentale della salute di uno Stato evoluto.
Dopo la pandemia, conclude l’Associazione, è indispensabile rafforzare la protezione delle persone anziane, riconoscendole come un patrimonio umano e morale imprescindibile per il futuro del Paese. Oggi a Ribera festeggerà assieme alla famiglia ed al sindaco, Matteo Ruvolo.

Devianza giovanile, dalla Regione 150 mila euro per un progetto ippico a Catania: “Interveniamo prima che sia troppo tardi”

Favorire l’inserimento sociale e lavorativo dei giovani a rischio devianza attraverso il lavoro, lo sport e la formazione nel settore ippico.

È questo l’obiettivo del progetto borsa-lavoro “Il cavallo e l’asino strumento d’inserimento sociale dei minori e giovani adulti per la prevenzione e il contrasto della devianza giovanile”, finanziato dalla Regione Siciliana con 150 mila euro e promosso dall’Istituto incremento ippico per la Sicilia.
Il finanziamento è stato disposto dall’assessore regionale all’Agricoltura, allo sviluppo rurale e alla pesca mediterranea Luca Sammartino e rientra in un ampio protocollo d’intesa che coinvolge numerosi enti istituzionali: l’Istituto incremento ippico per la Sicilia, la Federazione italiana sport equestri (Fise), la Procura della Repubblica, il Tribunale per i minorenni, l’Asp di Catania, l’Ufficio di servizio sociale per i minorenni, il Comune di Catania (Direzione Famiglia e politiche sociali) e l’Università di Catania.
«Questo protocollo va nella direzione giusta – ha dichiarato Sammartino – perché interviene dove più spesso lo Stato arriva tardi: prima che la devianza si cristallizzi o mentre è ancora reversibile.

Lavoro, sport e formazione non sono attività accessorie, ma strumenti concreti di giustizia educativa».
Secondo l’assessore, la centralità del lavoro rappresenta un elemento decisivo nei percorsi di recupero: «Imparare un mestiere, sentirsi utili e competenti può avere un effetto profondamente rivoluzionario nel destino di un minore, perché rompe l’idea di un futuro già scritto, soprattutto per chi ha conosciuto solo deprivazione e assenza di opportunità».
Soddisfazione è stata espressa anche dai vertici dell’Istituto incremento ippico. «Riteniamo molto importante l’iniziativa sostenuta dall’assessore Sammartino – hanno affermato il commissario straordinario Ignazio Mannino e il direttore Michelangelo Bentivegna – per dare un’opportunità concreta a tanti giovani volenterosi, tutelati dal Tribunale per i minorenni di Catania».
Il progetto permetterà ai ragazzi coinvolti di sperimentare percorsi culturali, relazionali e lavorativi legati al mondo ippico, con l’obiettivo di favorire un pieno recupero morale e sociale e offrire alternative reali ai circuiti della marginalità e dell’illegalità

Aeroporto della Piana di Licata, studi integrativi inviati all’Enac: “Superati i pregiudizi tecnici”

Aeroporto della Piana di Licata, studi integrativi inviati all’Enac: “Superati i pregiudizi tecnici”
Gli architetti di Agrigento: “Ora serve un impegno forte e unitario della politica per reperire le risorse”
Un nuovo passo avanti nell’iter per la realizzazione dell’aeroporto della Piana di Licata. Il Libero Consorzio Comunale di Agrigento ha trasmesso al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti gli studi integrativi richiesti dall’Enac, un lavoro definito “davvero impegnativo” e fondamentale per l’inserimento dello scalo agrigentino nel Piano nazionale degli aeroporti.
A esprimere soddisfazione è il presidente dell’Ordine degli Architetti di Agrigento, Rino La Mendola, che plaude all’operato dell’ente provinciale e guarda con fiducia al prossimo pronunciamento dell’Ente nazionale per l’aviazione civile. «Adesso aspettiamo il parere positivo dell’Enac – afferma – e il conseguente inserimento dell’importante infrastruttura nella programmazione nazionale».
Secondo La Mendola, la richiesta di approfondimenti avanzata dall’Enac già nel febbraio 2025 rappresentava di per sé un segnale significativo. «Richiedendo studi integrativi di carattere economico, tecnico e ambientale – spiega – l’Enac aveva di fatto ammesso l’adeguatezza del sito individuato dal Libero Consorzio, in particolare sotto il profilo geomorfologico e anemometrico».
Con la produzione e la trasmissione della documentazione richiesta, per il presidente degli architetti «dovrebbero cadere definitivamente tutti i pregiudizi tecnici sulla realizzazione dell’aeroporto nella Piana di Licata». Ma il passaggio tecnico, da solo, non basta.
«Adesso più che mai – sottolinea La Mendola – sarà necessario un forte impegno della politica e delle istituzioni competenti per stanziare le risorse indispensabili alla realizzazione dell’infrastruttura». Da qui l’appello ai parlamentari agrigentini, chiamati a lavorare insieme, al di là degli schieramenti: «È il momento di un’azione unitaria per dare una risposta concreta al sogno dei cittadini e favorire il rilancio socio-economico del territorio agrigentino e dell’intera Sicilia centro-meridionale».
Il progetto dell’aeroporto, rilanciato dal Decreto Sud grazie a un emendamento presentato dal deputato agrigentino Calogero Pisano, entra così in una fase cruciale.
Secondo la tabella di marcia elaborata dagli architetti, l’inserimento dello scalo nel Piano nazionale degli aeroporti chiuderebbe la prima fase dell’iter, aprendo la seconda: quella della progettazione esecutiva, dell’approvazione degli atti e dell’appalto dei lavori, una volta reperite le risorse finanziarie necessarie.
I tempi stimati indicano in circa 60 mesi, cinque anni dall’inserimento nel Piano nazionale, l’orizzonte per la posa della prima pietra, come riportato nella tabella aggiornata a gennaio 2026. Un percorso lungo, ma che – secondo i promotori – rappresenta una scommessa strategica per il futuro del territorio.

Traffico illecito di rifiuti, 20 misure cautelari e sequestri per 2 milioni di euro

Venti misure cautelari personali e il sequestro di beni per un valore stimato di circa 2 milioni di euro sono stati eseguiti dalla guardia di finanza di Caltanissetta nell’ambito di un’operazione contro il traffico illecito di rifiuti. L’attività, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura della Repubblica di Caltanissetta e supportata dal Reparto operativo aeronavale di Palermo, trae origine da un provvedimento del gip del Tribunale nisseno.

Le misure riguardano complessivamente 20 persone: per 17 soggetti sono state disposte misure restrittive della libertà personale, mentre per altri tre provvedimenti interdittivi. In particolare, è stata applicata la custodia cautelare in carcere nei confronti di un imprenditore di Niscemi e gli arresti domiciliari per un soggetto di Gela; per 12 persone è stato disposto l’obbligo o il divieto di dimora e per altre tre l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Secondo l’impostazione accusatoria, accolta dal gip all’esito dell’interrogatorio preventivo, gli indagati farebbero parte, a vario titolo, di un’associazione a delinquere dedita in modo sistematico e organizzato al traffico e alla gestione abusiva di ingenti quantitativi di rifiuti speciali. I reati contestati includono, tra gli altri, l’attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti, l’estorsione e la gestione non autorizzata di rifiuti.

Nel medesimo contesto è stato disposto il sequestro preventivo dei mezzi e dell’intero complesso aziendale di un’impresa operante nel settore della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti, riconducibile a un imprenditore niscemese, nonché il divieto di esercitare attività imprenditoriale per tre titolari e rappresentanti di società del comparto.

Le indagini, avviate nell’ambito dell’attività istituzionale della guardia di finanza di Gela a tutela dell’ambiente, avrebbero consentito di individuare nel territorio di Niscemi un sito, in prossimità dell’agglomerato urbano, dove sarebbero state svolte attività di raccolta, stoccaggio e trasporto di rifiuti speciali, anche pericolosi, in totale difformità dalla normativa vigente. I rifiuti, secondo quanto rilevato, risultavano accatastati direttamente sul suolo, privi di protezioni o impermeabilizzazioni, con il concreto rischio di contaminazione del terreno e delle falde acquifere.

Tutto pronto per collocare le motopompe sul fiume Verdura

Sono stati completati i lavori per consentire il trasferimento delle motopompe sul fiume Verdure finanziati dal Comune di Ribera con 40 mila euro. Eseguiti i lavori di sistemazione in tre diversi tracciati per un totale di circa 2 chilometri. Si è proceduto alla sistemazione delle strade Boccavallone, Torre e Castello.

“Attendiamo – dice il sindaco di Ribera, Matteo Ruvolo – una convocazione in prefettura perché per uno dei tratti, quello di Boccavallone, c’è un provvedimento dell’Autorità di bacino che impedisce il passaggio. Adesso si potrà prendere atto che i lavori sono stati eseguiti e il Consorzio di bonifica disporre il trasferimento delle motopompe”.

L’obiettivo è recuperare, grazie alle motopompe, in un anno, almeno un milione di metri cubi di acqua da destinare all’agricoltura.

I lavori per la sistemazione di questi tratti di strade interpoderali sono durati pochi giorni. Un passo avanti concreto per garantire l’approvvigionamento idrico per uso agricolo al territorio è stato compiuto durante un vertice in Prefettura. Pochi giorni dopo sono partiti i lavori.

La strada “Acqua di Malati”, che è il tratto più breve per arrivare al fiume, non consente, come ripetutamente sostenuto, un intervento tampone. Per questo motivo, in tempi rapidi, è stato eseguito un intervento migliorativo sui percorsi alternativi rendendoli fruibile per il passaggio sia delle motopompe che del personale.

Parallelamente, prosegue l’iter per l’approvazione del progetto dei lavori di ripristino dell’altra arteria con i fondi già stanziati dalla Protezione Civile nazionale (2,8 milioni di euro), per superare definitivamente le criticità che da anni gravano su quella zona.

Fuga dal Comune di Sciacca, tra pensionamenti e dimissioni meno di 200 dipendenti


Sarà un 2026 ancora difficile per l’organico del Comune di Sciacca che scenderà sotto quota 200 dipendenti. Nel 1990 erano 524. Altri due dirigenti del Comune di Sciacca sono andati in pensione, Aldo Misuraca e Giovanni Bono, e nel 2026 lasceranno gli uffici comunali, per pensionamento, ulteriori 26 unità.

Una criticità sempre più grave alla quale l’amministrazione, come annunciato dal sindaco, Fabio Termine, e dall’assessore alla Risorse umane, Fabio Leonte, cercherà di porre rimedio.

“Saranno sostituite le posizioni apicali che vanno in pensione – dice il sindaco Termine – e andrà individuata una figura apicale anche per la polizia municipale. Per i funzionari, di categoria C e D, ci saranno procedure di mobilità o l’assunzione da altre graduatorie. Sicuramente recupereremo alcuni spazi”.

“A fronte di una cinquantina di unità che andranno via, 25 delle quali nel 2026 – dice Leonte – integreremo con mobilità o con graduatorie di altri Comuni, complessivamente 9. Per la prima volta 12 dipendenti di categoria C e uno di categoria D vedranno il loro contratto trasformato a tempo pieno. Poi avremo un tecnico e un amministrativo che a breve arriveranno con assunzione a carico dello Stato. La pubblica amministrazione, purtroppo, è stata svuotata da provvedimenti infelici perché non sono stati previsti reintegri”.

Il “posto sicuro” in municipio non è neppure particolarmente ambito e dei 34 vincitori dell’ultimo concorso che è stato definito, con la seconda fase di assunzione, poco più di un anno fa, una decina hanno preferito lasciare rinunciare o lasciare in seguito palazzo di città.

Canicattì, sospetto botulismo dopo un aperitivo: cinquantenne in Rianimazione

Un uomo di circa 50 anni, residente a Canicattì, è ricoverato in gravi condizioni nel reparto di Rianimazione dell’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento per un sospetto caso di botulismo.

Il malore sarebbe insorto dopo un aperitivo consumato con amici in un locale della città.
Altri quattro partecipanti hanno accusato disturbi, fortunatamente in forma più lieve.

L’Asp di Agrigento ha immediatamente attivato il protocollo sanitario per risalire all’origine dell’intossicazione e verificare eventuali responsabilità.
Sull’episodio indagano i carabinieri. Le verifiche sono in corso.

Gabriele Carbone protagonista di “E venne la luce” al Samonà

Si è svolto questa sera al teatro Samonà lo spettacolo “E venne la luce”, nuova produzione teatrale scritta e diretta da Salvatore Monte, con protagonista il giovane Gabriele Carbone.

L’opera, di impianto contemporaneo, ha proposto un percorso scenico centrato sul confronto tra buio e luce come metafora dell’esperienza umana: fragilità, caduta e possibilità di rinascita sono stati i temi portanti di una narrazione che ha puntato su parola, corpo e atmosfera. Al centro della scena, l’interpretazione di Carbone, giovane dalle eccezionali doti canore, che ha guidato il pubblico lungo un viaggio emotivo scandito da silenzi, tensioni e momenti di apertura, sostenuto da una messa in scena essenziale ed evocativa.

Accanto a lui, un cast composto da Michele Cirafisi, Silvia Cianciolo, Antonio Friscia, Stefania Di Giovanna, Emanuele Verde e Roberta Caputo, con la partecipazione di Annalia Misuraca e altri ospiti.

“E venne la luce” si colloca nel solco di un teatro che mira alla riflessione più che al puro intrattenimento, sollecitando interrogativi sull’identità e sulla responsabilità individuale e collettiva.                                           

Al termine dello spettacolo anche qualche momento di riflessione sul teatro che, finalmente, è tornato ad essere la casa anche delle compagnie teatrali di Sciacca. Ma anche sulla necessità che si abbatta il muro e vengano realizzati i necessari lavori di ampliamento del palcoscenico.

Baby gang, 14enne pestato in pieno centro a Catania

Ancora violenza giovanile nel cuore della città. Un ragazzo di 14 anni è stato aggredito da una baby gang ieri sera in piazza Stesicoro, uno dei luoghi simbolo di Catania e tra i più frequentati da famiglie, giovani e turisti. Il minorenne è stato medicato in ospedale, mentre sul posto sono intervenute le forze dell’ordine.
La polizia ha avviato immediatamente le indagini, riuscendo a identificare due degli aggressori, entrambi minorenni. I ragazzi sono stati convocati insieme ai genitori e riaffidati alle rispettive famiglie, come previsto dalla normativa.
A denunciare pubblicamente l’accaduto è stato il padre del 14enne, che sui social ha raccontato quanto successo al figlio, parlando di un’aggressione avvenuta senza motivo apparente. Parole che hanno suscitato indignazione e rilanciato il tema della sicurezza nelle aree centrali della città.
Sull’episodio è intervenuta anche la coordinatrice del Mpa di Catania, Pina Alberghina, che ha richiamato l’attenzione sulla necessità di un maggiore presidio del territorio: «Piazza Stesicoro è un luogo di aggregazione quotidiana. Episodi come questo non possono essere sottovalutati».
Secondo Alberghina, è urgente rafforzare il controllo nelle zone più frequentate, anche attraverso una presenza stabile della polizia municipale, per contrastare la microcriminalità urbana e garantire sicurezza a cittadini e visitatori.