Infedeltà coniugale: quando il tradimento dà diritto al risarcimento

Cosa devi dimostrare, differenze con l’addebito e come avviare la causa

Il tradimento non è solo una ferita emotiva. In alcuni casi può trasformarsi in una vera e propria lesione di diritti fondamentali, tanto da consentire al coniuge tradito di chiedere un risarcimento del danno. Ma attenzione: non ogni infedeltà è risarcibile e non basta dimostrare che il coniuge abbia avuto una relazione extraconiugale.

La giurisprudenza italiana, negli ultimi anni, ha chiarito in modo sempre più netto quando il tradimento può diventare un illecito civile e quali prove siano necessarie per ottenere un risarcimento economico.

Vediamo cosa dice la legge e cosa serve dimostrare.


Tradimento e separazione: non sono la stessa cosa

Nel nostro ordinamento, il matrimonio comporta precisi doveri coniugali, tra cui:

  • fedeltà;
  • assistenza morale e materiale;
  • collaborazione;
  • coabitazione.

La violazione di uno di questi doveri può portare all’addebito della separazione, ma solo se viene dimostrato che:

  1. il comportamento è stato consapevole e imputabile al coniuge;
  2. proprio quella condotta ha causato la crisi matrimoniale.

In altre parole, non basta provare il tradimento: occorre dimostrare che sia stato la causa determinante della rottura del rapporto. Se la relazione era già compromessa da tempo, l’addebito può non essere riconosciuto.


Risarcimento per infedeltà: quando è possibile

Un punto centrale, spesso frainteso, è questo:
👉 addebito della separazione e risarcimento del danno sono due cose diverse.

  • L’addebito produce effetti tipici del diritto di famiglia (perdita del mantenimento, diritti successori).
  • Il risarcimento tutela la persona quando vengono lesi diritti costituzionalmente protetti, come:
    • salute;
    • dignità;
    • onore;
    • reputazione;
    • equilibrio psico-fisico.

Non ogni tradimento genera automaticamente un diritto al risarcimento. Serve qualcosa in più.


Serve l’addebito per chiedere il risarcimento?

No.

La Corte di Cassazione, con la sentenza 7 marzo 2019 n. 6598, ha chiarito un principio fondamentale:
la violazione del dovere di fedeltà può dar luogo a risarcimento del danno non patrimoniale, anche in assenza di addebito della separazione, se il comportamento supera la soglia della normale tollerabilità e provoca una lesione concreta di diritti fondamentali della persona.

In sintesi, il coniuge tradito può chiedere il risarcimento anche:

  • in caso di separazione consensuale;
  • se l’addebito non è stato pronunciato.

Ma solo a precise condizioni.


Cosa bisogna dimostrare per ottenere il risarcimento

Perché il giudice riconosca un risarcimento per infedeltà, è necessario provare che:

  1. Il comportamento del coniuge ha violato un diritto fondamentale
    Non basta il dolore emotivo: servono conseguenze gravi su salute, dignità o reputazione.
  2. Il danno è reale, serio e oggettivamente accertabile
    Ad esempio:
    • disturbi d’ansia;
    • depressione;
    • stress post-traumatico;
    • umiliazioni pubbliche;
    • lesione della reputazione sociale o lavorativa.
  3. Esiste un nesso causale diretto
    Il danno deve essere la conseguenza diretta del comportamento infedele.
  4. La condotta è stata consapevole e non occasionale
    Tradimenti reiterati, umiliazioni sistematiche o comportamenti vessatori rafforzano la domanda risarcitoria.

Un esempio tipico: tradimenti ripetuti accompagnati da offese, esposizione pubblica o umiliazioni che sfociano in patologie certificate.


Come e dove si chiede il risarcimento

Un altro aspetto fondamentale:
il risarcimento non può essere richiesto nel giudizio di separazione.

La separazione segue un procedimento speciale che non consente domande risarcitorie.
Chi intende ottenere il risarcimento deve quindi:

  • avviare una causa civile ordinaria autonoma;
  • provare fatti, danno e nesso causale.

Anche se i fatti sono gli stessi, le due cause restano distinte.


Come viene quantificato il risarcimento

Il giudice stabilisce l’importo in via equitativa, valutando:

  • durata e modalità del tradimento;
  • contesto (familiare, lavorativo, sociale);
  • intensità della sofferenza;
  • impatto sui diritti fondamentali.

Secondo il Tribunale di Treviso (sentenza n. 201/2025), non è corretto applicare tabelle standard:
il danno da infedeltà richiede una valutazione personalizzata, caso per caso.


In sintesi

✔ Il tradimento può dare diritto al risarcimento
✖ Non basta dimostrare l’infedeltà
✔ Serve provare una lesione grave e documentata di diritti fondamentali
✔ Il risarcimento si chiede con causa civile autonoma
✔ L’importo viene valutato su misura

Pronto soccorso al collasso in Sicilia: la denuncia del Codacons


Il Codacons lancia un nuovo allarme sulle condizioni sempre più critiche dei pronto soccorso in Sicilia. Una situazione che, soprattutto dopo le festività, non può più essere archiviata come emergenza temporanea, ma che assume i contorni di una crisi strutturale del sistema sanitario regionale.
Barelle nei corridoi, sale d’attesa sovraffollate e pazienti costretti ad attendere anche dieci, dodici o quindici ore prima di essere visitati sono ormai la normalità in molte strutture ospedaliere dell’Isola. Un quadro che mette a rischio la salute dei cittadini e mortifica il lavoro degli operatori sanitari.
Secondo il Codacons, il pronto soccorso dovrebbe rappresentare il primo e fondamentale presidio di tutela della salute nei casi di urgenza. In Sicilia, invece, è diventato il simbolo di una sanità in affanno, soffocata da una cronica carenza di personale, dalla progressiva riduzione dei posti letto e da una medicina territoriale incapace di svolgere efficacemente il proprio ruolo.
Le difficoltà della sanità di prossimità impediscono di intercettare e gestire i casi a bassa complessità, che finiscono così per confluire impropriamente nei reparti di emergenza, aggravando ulteriormente una situazione già al limite della sostenibilità.
Il Codacons chiede interventi immediati e strutturali, sottolineando come la gestione emergenziale non sia più sufficiente. Senza una riorganizzazione seria del sistema sanitario regionale, il rischio è quello di un collasso permanente dei pronto soccorso, con conseguenze sempre più gravi per cittadini e operatori.

Istruzione parentale, nuove regole per educare i figli a casa: esami annuali obbligatori e scuola informata

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha definito in modo puntuale le regole che disciplinano l’istruzione parentale, chiarendo obblighi, scadenze e responsabilità per le famiglie che scelgono di educare i figli a casa. Dalla comunicazione preventiva alla scuola fino agli esami di idoneità da sostenere ogni anno, il quadro normativo è ora più strutturato e uniforme su tutto il territorio nazionale.

Istruzione parentale: cosa dice la Costituzione

L’istruzione parentale, spesso indicata come homeschooling, trova fondamento diretto nella Costituzione.
L’articolo 30 riconosce il diritto e il dovere dei genitori di istruire ed educare i figli, mentre l’articolo 34 stabilisce l’obbligatorietà dell’istruzione inferiore. Questo significa che la scuola è obbligatoria come risultato, non come luogo: l’obbligo formativo può essere assolto anche al di fuori degli istituti scolastici tradizionali, purché siano rispettate le regole fissate dalla legge.

Il quadro normativo: cosa cambia con le nuove disposizioni

La disciplina di riferimento è contenuta nel decreto legislativo n. 62 del 13 aprile 2017, che ha introdotto due pilastri fondamentali dell’istruzione parentale:

  • l’obbligo di comunicazione preventiva annuale alla scuola del territorio;
  • l’obbligo per lo studente di sostenere un esame di idoneità ogni anno.

A queste norme si aggiunge il decreto ministeriale n. 218 dell’11 novembre 2025, che ha fornito indicazioni operative più dettagliate sulle modalità di svolgimento degli esami e sui compiti delle istituzioni scolastiche, con l’obiettivo di garantire uniformità e chiarezza.

Comunicazione alla scuola: cosa devono fare le famiglie

Le famiglie che scelgono l’istruzione parentale devono presentare ogni anno una comunicazione formale al dirigente scolastico di una scuola statale o paritaria presente nel territorio di residenza.
La comunicazione va effettuata entro i termini previsti per le iscrizioni scolastiche e deve contenere:

  • una dichiarazione di possesso della capacità tecnica o economica per provvedere all’istruzione del minore;
  • un progetto didattico-educativo di massima, coerente con le Indicazioni nazionali per il curricolo.

Non è richiesto alcun titolo di studio specifico dei genitori, né documentazione reddituale o professionale: la normativa tutela la libertà educativa e non prevede autorizzazioni preventive.

Il ruolo della scuola: vigilanza, non autorizzazione

La scuola individuata come “scuola vigilante” ha il solo compito di verificare l’adempimento dell’obbligo di istruzione.
Il dirigente scolastico non rilascia autorizzazioni e non può imporre percorsi didattici standardizzati. Può tuttavia segnalare eventuali incoerenze evidenti del progetto educativo rispetto alle Indicazioni nazionali, suggerendo eventuali adeguamenti.

La vigilanza si concretizza soprattutto attraverso il controllo sullo svolgimento degli esami di idoneità, che rappresentano lo strumento principale di verifica del percorso formativo seguito dallo studente.

Esami di idoneità: obbligatori ogni anno

Gli studenti in istruzione parentale sono tenuti a sostenere un esame di idoneità ogni anno fino all’assolvimento dell’obbligo di istruzione.
Le scadenze principali sono:

  • entro il 30 aprile la domanda per il primo ciclo di istruzione;
  • per il secondo ciclo, secondo le tempistiche stabilite dalla scuola scelta;
  • entro il 20 marzo la domanda per l’esame di Stato conclusivo del primo ciclo, necessaria anche per la partecipazione alle prove INVALSI.

Gli esami si svolgono in un’unica sessione annuale e devono concludersi:

  • entro il 30 giugno per il primo ciclo;
  • prima dell’inizio dell’anno scolastico successivo per il secondo ciclo.

Le prove sono predisposte dalla commissione d’esame sulla base del progetto didattico presentato dalla famiglia, tenendo conto del percorso effettivamente svolto dallo studente.

Dopo i 16 anni: cosa succede

Una volta compiuti i 16 anni, e quindi assolto l’obbligo di istruzione, non è più necessario sostenere gli esami annuali di idoneità, salvo che lo studente decida di rientrare nel sistema scolastico statale o paritario.
La normativa riconosce così una maggiore autonomia alle famiglie e agli studenti che hanno completato il percorso obbligatorio, lasciando aperta in ogni momento la possibilità di reinserimento nella scuola tradizionale.

Un sistema più chiaro, ma con obblighi precisi

Le nuove regole sull’istruzione parentale non limitano la libertà educativa, ma la inseriscono in un quadro di responsabilità chiaro e verificabile. Comunicazioni puntuali, esami annuali e coerenza con gli standard ministeriali sono oggi elementi imprescindibili per chi sceglie di educare i figli a casa, evitando il rischio di contestazioni e garantendo il pieno riconoscimento del percorso formativo.

A Sambuca ai domiciliari per rissa, il Riesame decide sulla revoca della misura


Sarà il Tribunale del Riesame di Palermo a decidere nelle prossime ore sulla revoca degli arresti domiciliari chiesti dalla difesa di Antonino e Francesco Rizzuto, di 42 e 22 anni, padre e figlio, residenti a Sambuca, indagati per rissa, autorizzati a recarsi al lavoro. Sono difesi dall’avvocato Francesco Giambalvo (nella foto).

Nell’ambito della stessa vicenda Mario Caternicchia, di 45 anni, di Ribera, si trova in carcere, indagato per tentato omicidio e rissa. Quest’ultimo nell’interrogatorio di garanzia avrebbe detto che, inseguito da alcune persone, per difendersi avrebbe sparato mirando verso l’alto. E’ quel colpo, però, che ha ferito un riberese estraneo ai fatti. La pistola era detenuta legalmente.

Una versione nettamente diversa sarebbe stata fornita nell’interrogatorio di garanzia dai Rizzuto. I due avrebbero detto che non conoscevano Caternicchia, ma che quest’ultimo avrebbe aggredito Rizzuto con il figlio intervenuto in difesa del padre. Il tutto sarebbe stato determinato, il 17 agosto scorso, da futili motivi.

L’avvocato Giambalvo per i Rizzuto ha chiesto la revoca della misura degli arresti domiciliari al Tribunale del Riesame di Palermo dopo che il gip del Tribunale di Sciacca li ha autorizzati a recarsi al lavoro. Adesso si attende la decisione dei giudici di Palermo.

Camper bloccati in via San Cataldo, si paralizza traffico in via Licata (Video)

Due camper oggi pomeriggio hanno imboccato via San Cataldo a Sciacca rimanendo bloccati per la strada, passaggio obbligato quando scatta la Zona a traffico limitato in via Licata per chi si immette nel primo tratto.

Ci sono voluti diversi minuti per riuscire a far passare i due veicoli che non avrebbero dovuto percorrere tale itinerario. Sono intervenuti perfino i residenti della zona che hanno guidato nelle manovre al centimetro il guidatore in difficoltà.

Mentre i due camper tentavano di avanzare lungo via Santa Caterina e via San Nicolò, si formava una lunga coda di vetture in via Licata tra le strombazzate degli automobilisti spazientiti.

Una situazione che si viene a creare tutte le volte che mezzi pesanti o più ingombranti prendono le vie in questione che dovrebbero essere le vie di fuga della Ztl. A complicare il tutto, i veicoli posteggiati per le stesse vie già anguste. Senza controlli e senza rimozione, le scene vissute oggi pomeriggio si verificano con una certa frequenza.

Concerto dell’Epifania al Samonà: musica e solidarietà con Ivan Segreto, Pistolesi e Venuti (Video)

Sarà un vero e proprio viaggio in musica quello in programma il prossimo 6 gennaio al Teatro Samonà, dove andrà in scena il Concerto dell’Epifania promosso dal Rotary Club di Sciacca. Protagonisti sul palco Ivan Segreto e Roberto Pistolesi, duo acustico affiatato, con la partecipazione di Mario Venuti, artista con cui Segreto condivide da tempo un percorso di collaborazione musicale e che figura anche in uno dei brani del prossimo disco del cantautore saccense.

Per Ivan Segreto si tratta di un ritorno a casa dal forte valore simbolico. Nell’intervista rilasciata a Risoluto.it in vista dell’evento, l’artista ha ribadito il suo legame profondo con Sciacca, città di origine e punto di riferimento umano e artistico. Un legame che si intreccia con quello del Rotary Club, che proprio al Samonà ritrova uno spazio significativo della propria storia recente.

Il concerto si inserisce in un’iniziativa di beneficenza a sostegno della Rotary Foundation, con il coinvolgimento dei service Interact e Rotaract. Al centro dell’impegno rotariano resta il programma internazionale di eradicazione della poliomielite, avviato alla fine degli anni Settanta e sostenuto da partner di primo piano, tra cui la Bill & Melinda Gates Foundation, che triplica i contributi raccolti. Nonostante i risultati raggiunti, il percorso non è ancora concluso. La malattia è presente in alcune aree del mondo e le campagne vaccinali risultano particolarmente complesse in paesi segnati da conflitti come Afghanistan e Pakistan, con il rischio di nuovi focolai anche altrove.

Il Rotary di Sciacca ha un rapporto consolidato con il Teatro Samonà, riaperto nel 2015 proprio in occasione di un congresso rotariano durante il mandato del governatore Giovanni Vaccaro. Da allora, salvo le successive vicende che ne hanno determinato la chiusura, il concerto natalizio è diventato un appuntamento fisso.

Milazzo, trovato il corpo senza vita di un uomo sulla spiaggia

E’ stato rinvenuto il corpo senza vita di un uomo stamane sulla spiaggia di Ngonia del Tono di Milazzo.

A fare la scoperta è stato un passante che ha immediatamente allertato le autorità.
Il corpo si trovava sull’arenile; l’uomo era parzialmente svestito e indossava una camicia.

Sul posto sono intervenuti tempestivamente la Capitaneria di Porto e le Forze dell’Ordine, che hanno avviato gli accertamenti necessari.
Sono in corso le operazioni di identificazione della vittima, che, secondo le prime informazioni, avrebbe circa 40 anni.

Le autorità stanno lavorando per chiarire le circostanze del decesso e ricostruire quanto accaduto.

La Sicilia sul grande schermo, decine di produzioni in cantiere

Con l’arrivo del nuovo anno, la Sicilia si conferma uno dei set più ambiti del cinema italiano e internazionale. Sono decine i film in programma che vedranno protagonisti paesaggi e territori dell’Isola, in un momento però segnato da forti incertezze per il comparto audiovisivo. La crisi del cinema incombe e i possibili tagli al Fondo cinema e audiovisivo rischiano di incidere sui tempi e sulle dimensioni delle produzioni. Nonostante ciò, diversi progetti sono pronti a partire, con il primo ciak previsto già nelle prime settimane dell’anno.

Tra i titoli più attesi figura Anime trasparenti, opera del regista Luca Lucchesi. Siciliano d’origine, classe 1983, residente da anni in Germania, Lucchesi è considerato un pupillo di Wim Wenders, che ha prodotto il suo documentario A Black Jesus, dedicato al Cristo nero di Siculiana. Del nuovo film, il cui titolo internazionale è Echoes of Light, si sa ancora poco. Nei mesi scorsi è stato annunciato un casting per un bambino protagonista, ma trama e cast restano avvolti dal riserbo. La produzione è affidata ad Alción ed Eolo Film Productions, con il contributo del Ministero della Cultura e il sostegno della Sicilia Film Commission.

Nel corso dell’anno dovrebbe poi arrivare L’isola delle donne volanti, film di formazione prodotto da Citrullo International, anch’esso sostenuto dal Ministero della Cultura e dalla Sicilia Film Commission. La sceneggiatura è firmata da Marco Borromei, già collaboratore di Piccolo corpo di Laura Samani, mentre la regia è affidata al duo Gaia Formenti e Marco Piccarreda. Il progetto sembra ispirarsi, almeno dal titolo, alla leggenda di Alicudi, l’isola dove, secondo la tradizione popolare, donne misteriose sarebbero state capaci di volare fino a Palermo e ritorno.

All’orizzonte si profila anche Rem, serie ideata da Riccardo Cannella e prodotta da Indaco Film, prevista per la prima metà dell’anno. Cannella è un nome già noto nel panorama audiovisivo siciliano, tra regia, organizzazione e produzione esecutiva di opere recenti.

I documenti relativi ai finanziamenti della Sicilia Film Commission segnalano inoltre la richiesta della Family Film per La macchina dei sogni, progetto che, secondo indiscrezioni, potrebbe essere legato a un nuovo lavoro di Sandrone Dazieri, scrittore e sceneggiatore già affermato tra cinema e televisione.

Numerosi altri titoli restano per ora sulla carta: Astrea di Davide Manuli, produzione Dugong Film, che immagina un ritorno mitologico in chiave fantascientifica; Un soffio di vento della Movie Factory; e il possibile esordio alla regia di Maurizio Quagliana, professionista di lungo corso del cinema in Sicilia.

Resta ora da capire come evolveranno i tempi delle produzioni. I paventati tagli ai fondi potrebbero rallentare i progetti o, al contrario, accelerarne l’avvio nel tentativo di assicurarsi i contributi disponibili.

Buscemi rilancia l’impegno della Cgil a Sciacca: “Camera del Lavoro punto di riferimento” (Video)

La Cgil conferma e rilancia la propria presenza a Sciacca, facendo un bilancio dell’attività svolta nel 2025 e indicando le priorità per il territorio. A ribadirlo è Alfonso Buscemi, segretario generale della Cgil di Agrigento, intervenuto a margine di un’iniziativa sindacale in città.

Nonostante l’assenza di una nuova guida dopo la scomparsa di Franco Zammuto, il sindacato sottolinea la solidità della struttura locale. “Noi abbiamo un gruppo dirigente di alto livello a Sciacca, una Camera del Lavoro che ormai è diventata appunto di riferimento per Sciacca non solo per l’attività politica ma anche per i servizi”, afferma Buscemi, evidenziando anche il potenziamento logistico della sede e una presenza quotidiana sul territorio.

Restano però aperte diverse criticità, a partire dalle terme, considerate “volano dell’economia di una città”, e dal rilancio del turismo. Su questi temi, spiega il segretario, la Cgil “si impegna a esserlo ancora di più rispetto ai tanti temi e cerchiamo di dare risposta”.

Nel bilancio dell’azione sindacale provinciale, centrale è il capitolo della legalità. “Ne abbiamo fatto una ragione di vita la lotta alla mafia”, sottolinea Buscemi, ricordando che lo statuto della Cgil prevede “l’obbligo nostro morale di costituirci parte civile per ogni processo contro i mafiosi”. Un impegno tradotto in atti concreti anche nel 2025, con la costituzione di parte civile nel processo contro Matteo Messina Denaro. “Noi puntualmente siamo dentro perché i tribunali ovviamente ci riconoscono ad avere titolo a rappresentare la lotta alla mafia”, aggiunge, precisando che eventuali risarcimenti vengono destinati “a quelle associazioni che fanno la lotta alla mafia”.

Scioglimento del Comune di Paternò, il sindaco Nino Naso ricorre al Tar


Il sindaco di Paternò, Nino Naso, ha dato mandato al proprio legale, l’avvocato Luigi Casiraro, di presentare ricorso al Tar contro il decreto di scioglimento del Comune per presunte infiltrazioni mafiose.
A renderlo noto è lo stesso avvocato Casiraro, che annuncia una linea di difesa netta e articolata. «Siamo pronti a contrastare le tesi poste a fondamento dello scioglimento – afferma – chiedendo una verifica rigorosa del provvedimento. La legge richiede fatti specifici, attuali e gravi, direttamente imputabili all’amministrazione comunale. In questo caso, invece, la motivazione si fonda prevalentemente su valutazioni di contesto e su elementi non verificati da alcuna autorità giudiziaria».
Il legale sottolinea come l’attività della Commissione d’accesso abbia natura esclusivamente amministrativa e non giudiziaria. «Occorre essere molto chiari – osserva – le valutazioni della Commissione sono ipotesi, non accertamenti di responsabilità. Nel decreto non risultano provvedimenti penali né contestazioni a carico del sindaco. Il concetto di “condizionamento” resta una valutazione discrezionale dell’amministrazione, che dovrà ora essere esaminata nelle sedi giurisdizionali competenti».
Casiraro respinge con decisione qualsiasi accostamento tra l’amministrazione comunale e la criminalità organizzata.

«Deve essere smentita in modo categorico – evidenzia – ogni ipotesi di contatti, rapporti o favoritismi nei confronti della mafia da parte del sindaco o dell’amministrazione. Non vi è stato alcun comportamento, né risultano provvedimenti amministrativi, che abbiano favorito direttamente o indirettamente interessi criminali».
Secondo il legale, il procedimento di scioglimento presenta inoltre profili critici sotto il profilo delle garanzie. «Ci troviamo dinanzi a un procedimento amministrativo atipico – continua – che non consente alcuna forma di partecipazione o di contraddittorio al soggetto interessato e che si fonda su valutazioni unilaterali.

Si parla di “rapporti” in senso ampio, non di atti amministrativi concreti adottati per favorire qualcuno. Non risulta alcun provvedimento che abbia agevolato soggetti controindicati».
In merito al procedimento penale in corso, l’avvocato precisa che non rientra tra le basi del provvedimento di scioglimento. «Non entro nel merito – conclude – posso solo ricordare un dato oggettivo: la Corte di Cassazione ha annullato la richiesta di misura cautelare».
«Il mio assistito – aggiunge infine Casiraro – pur amareggiato, è sereno. Si è sempre mosso nel pieno rispetto della legge e confida che la sede giurisdizionale possa valutare i fatti con equilibrio, distinguendo tra ipotesi amministrative e fatti realmente provati».