Porto Palo, affidati i lavori di rimozione della posidonia e dei rifiuti

È ufficiale l’affidamento dei lavori di rimozione della posidonia nel porto di Porto Palo, un intervento atteso da tempo e considerato prioritario per la tutela ambientale e il miglioramento della fruibilità dell’area portuale. Il Comune di Menfi ha formalizzato l’avvio delle operazioni, che riguarderanno sia la Posidonia accumulata sia i rifiuti di origine antropica presenti nello scalo.

L’intervento rappresenta un primo passo concreto verso il recupero del decoro e della piena funzionalità del porto e dell’intera borgata di Porto Palo, uno dei punti di riferimento turistici e produttivi del territorio menfitano.

Un primo stralcio da 73 mila euro

Il primo intervento, già affidato, prevede un investimento di 73 mila euro ed è finalizzato alla rimozione del materiale che negli ultimi mesi ha compromesso l’accessibilità e l’operatività del porto. La rimozione della posidonia a Porto Palo consentirà di liberare gli spazi portuali, migliorare la sicurezza della navigazione e restituire condizioni più decorose a un’area strategica per la comunità locale.

Si tratta di un’operazione necessaria, soprattutto in vista delle stagioni di maggiore afflusso, durante le quali il porto diventa un nodo centrale per la pesca, la nautica da diporto e il turismo.

Un investimento complessivo che supera i 270 mila euro

Al primo affidamento seguirà un secondo stralcio da 198 mila euro, già programmato dall’Amministrazione comunale. Questo ulteriore intervento consentirà di completare le operazioni e di affrontare in maniera più strutturata le criticità legate all’accumulo di posidonia e rifiuti nel porto di Porto Palo.

La rimozione della posidonia nel porto di Porto Palo, infatti, non è solo una questione di decoro urbano, ma incide direttamente sulla vivibilità della borgata, sull’economia locale e sull’immagine complessiva del territorio.

Controlli e rispetto dell’ambiente

L’Amministrazione comunale di Menfi, insieme al Rup, l’ingegnere Sario Arbisi, seguirà passo dopo passo l’esecuzione dei lavori. L’obiettivo dichiarato è garantire tempi rapidi di realizzazione e, al contempo, il pieno rispetto delle normative ambientali vigenti.

La gestione della Posidonia, considerata un elemento naturale prezioso per l’ecosistema marino, avverrà secondo procedure controllate, evitando impatti negativi sull’ambiente costiero.

Un intervento strategico per Porto Palo

La rimozione posidonia Porto Palo si inserisce in un più ampio percorso di valorizzazione del porto e della borgata, con l’intento di migliorare la qualità degli spazi pubblici e rafforzare il legame tra tutela ambientale e sviluppo locale.

Un segnale concreto che va nella direzione di una gestione più attenta e programmata delle risorse costiere, restituendo a cittadini, operatori e visitatori un porto più sicuro, ordinato e funzionale.

Maltempo a Sciacca, danneggiato un arredo natalizio della piazza Scandaliato

Il forte vento che nelle ultime ore ha interessato la città ha provocato danni a uno degli arredi natalizi installati accanto all’albero di Natale in piazza Angelo Scandaliato. La struttura decorativa di luminarie collocata a ridosso dell’area pedonale, è stata divelta e abbattuta al suolo dalla raffica, finendo accartocciata sulla pavimentazione.

L’albero di Natale, invece, ha retto alle sollecitazioni del maltempo, rimanendo integro e in posizione. La struttura portante non avrebbe riportato danni, segno di un ancoraggio adeguato nonostante le condizioni meteo avverse.

L’area è stata transennata per motivi di sicurezza, in attesa dell’intervento per la rimozione dell’arredo danneggiato e per le verifiche tecniche necessarie. Nessuna persona è rimasta coinvolta.

Un episodio analogo si era verificato lo scorso anno. Quella volta e’ stato l’albero ad essere danneggiato in una giornata di pioggia e burrasca come quella odierna.

Nelle prossime ore si valuterà se procedere al ripristino dell’arredo o alla sua sostituzione.


Natale nei siti culturali, eventi e aperture in Sicilia

Il Natale nei siti culturali della Regione Siciliana diventa un’occasione concreta per riscoprire musei, parchi archeologici e gallerie attraverso un ricco calendario di iniziative pensate per le festività. Un programma diffuso che coinvolge l’intero territorio regionale e che unisce cultura, tradizione e intrattenimento, rivolgendosi a pubblici di tutte le età.

A sottolineare il valore dell’iniziativa è l’assessore regionale ai Beni culturali e all’Identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato, che evidenzia come una proposta ampia e diversificata rafforzi l’attrattività dei siti regionali e favorisca un approccio inclusivo alla cultura, soprattutto nel periodo natalizio.

Un’offerta culturale diffusa per il Natale nei siti culturali

Musei aperti, eventi tematici, concerti, laboratori per bambini, visite guidate e installazioni artistiche rendono il Natale nei siti culturali un’esperienza immersiva e accessibile. L’iniziativa punta non solo a incrementare la fruizione dei luoghi della cultura, ma anche a trasformarli in spazi vivi, capaci di dialogare con le comunità e con i visitatori.

Per conoscere il calendario completo delle attività è possibile consultare la sezione “Eventi” del portale regionale Sicilia Archeologica o i siti web delle singole istituzioni culturali.

Palermo e Trapani: musei, musica e tradizioni

Palermo, tra didattica e dialogo interculturale

Nel capoluogo siciliano, il Museo archeologico Salinas propone visite didattiche, laboratori creativi e approfondimenti tematici, mentre la Galleria regionale di Palazzo Abatellis presenta al pubblico il prezioso corredo equestre dei Viceré, ampliando l’offerta del Natale nei siti culturali palermitani.

Trapani e provincia, tra presepi e archeologia

Dal concerto al Museo Pepoli al presepe vivente della Grotta Mangiapane di Custonaci, passando per i voli in mongolfiera e il Natale al Tempio nel Parco archeologico di Segesta, la provincia di Trapani si conferma uno dei territori più dinamici del Natale culturale siciliano.

Messina, Catania ed Enna: tra memoria e contemporaneità

A Messina, l’apertura straordinaria della mostra sul terremoto del 1908 e i progetti culturali del Parco di Tindari uniscono memoria storica e valorizzazione territoriale.
Nel Catanese, concerti di beneficenza, installazioni artistiche e mostre di arte contemporanea arricchiscono il Natale nei siti culturali, con orari festivi ampliati nei principali luoghi archeologici.
A Enna, concerti di musica classica nei musei di Piazza Armerina e Aidone completano l’offerta natalizia.

Siracusa e Agrigento: mostre e fotografia

A Siracusa, la Galleria regionale di Palazzo Bellomo ospita mostre fotografiche e tematiche legate alla Natività, mentre ad Agrigento le Fabbriche Chiaramontane accolgono una prestigiosa esposizione fotografica a ingresso gratuito.

Cultura e identità al centro delle festività

Il Natale nei siti culturali si conferma così un progetto strategico per la Regione Siciliana: non solo intrattenimento, ma un investimento sulla conoscenza, sull’identità e sulla partecipazione culturale, capace di rendere il patrimonio dell’Isola protagonista anche durante le festività natalizie.

Salvataggio migranti nel mare Egeo, la Guardia Costiera di Palermo in azione

La Guardia Costiera di Palermo ha partecipato con successo all’operazione J.O. Greece 2025 coordinata da Frontex, salvando 178 migranti in difficoltà nel mare Egeo, a sud dell’isola di Creta. L’intervento ha visto protagonista una motovedetta italiana con 12 membri dell’equipaggio, tra cui 2 soccorritori marittimi specializzati nel salvataggio migranti in condizioni critiche.

Coordinamento internazionale per il salvataggio migranti

L’operazione, condotta insieme alle autorità greche, portoghesi e lettoni, ha avuto come obiettivo principale la tutela delle vite umane in mare e la gestione dei flussi migratori. Gli interventi di soccorso si sono svolti anche durante giorni di riposo dell’equipaggio, evidenziando l’impegno costante della Guardia Costiera di Palermo per il salvataggio migranti.

Condizioni estreme in mare: la sfida del soccorso

Il primo intervento significativo ha richiesto il soccorso di 75 migranti a 55 miglia nautiche a sud di Creta, in condizioni meteo estreme: mare forza 4 e raffiche di vento superiori ai 35 nodi. La motovedetta italiana, ritenuta la più adatta per affrontare tali emergenze, ha completato con successo l’operazione, salvando tutti i naufraghi. Questo intervento ha sottolineato l’importanza della preparazione e della specializzazione dell’equipaggio nel salvataggio migranti.

Un impegno lungo quasi 4000 miglia

La missione complessiva ha visto la Guardia Costiera percorrere quasi 4000 miglia nautiche, portando in salvo 178 persone. L’operazione dimostra non solo l’efficienza delle unità italiane, ma anche la capacità di coordinamento internazionale in scenari complessi, con mezzi e personale altamente specializzati.

Pensionato di Sciacca non dovrà sostenere economicamente la figlia di 49 anni (Video)


“Il Tribunale ha posto in essere un atto che è di giustizia sostanziale. La signora ha già raggiunto l’età di 50 anni, con un propria famiglia, e chiedeva ancora l’assegno di mantenimento dal padre. Il giudice del Tribunale di Sciacca ha assolto il mio assistito perché non c’era più alcun bisogno che la signora venisse sostenuta economicamente dal padre”. Così l’avvocato Calogero Santangelo, difensore di un pensionato di 77 anni di Sciacca che non dovrà corrispondere la somma di 275 euro alla figlia quasi cinquantenne. Lo ha stabilito il giudice monocratico del Tribunale di Sciacca, Dario Hamel, assolvendo l’uomo perché il fatto non sussiste.

Il pensionato della pubblica amministrazione era accusato di essersi sottratto agli obblighi di natura economica previsti dalla sentenza riguardante il procedimento di separazione giudiziale dalla moglie. A quest’ultima, però, come ha fatto emergere al processo l’avvocato Calogero Santangelo, difensore del pensionato, il saccense ha continuato a corrispondere 275 euro. Il legale ha sottolineato che la figlia non vive a spese della madre, ma ha un proprio compagno con il quale convive e con un bambino.

Arsenale nascosto in un casolare abbandonato a Catania, sequestro della Guardia di finanza

Un vero e proprio arsenale occultato all’interno di un casolare abbandonato nel parco di Monte Po’. È quanto scoperto dalla Guardia di finanza del I Gruppo di Catania nell’ambito di un’operazione di controllo del territorio.

Durante una perlustrazione delle strade limitrofe all’area verde, una pattuglia ha notato in lontananza alcune persone aggirarsi nei pressi dei ruderi di un fabbricato. Alla vista dei militari, i soggetti si sono dati alla fuga lungo il pendio della collina, facendo perdere le proprie tracce.

I finanzieri hanno quindi proceduto a un’accurata ispezione dell’area e del casolare, rinvenendo tra le macerie numerose armi, munizioni e materiale vario, nascosti con ogni probabilità per un successivo utilizzo.

Nel dettaglio, sono stati sequestrati una pistola semiautomatica Bruni modello 92 calibro 9 mm, modificata con canna disostruita e completa di caricatore contenente sei colpi pronti all’uso; una pistola a canna lunga J. Gaucher; una pistola Beretta P4 con matricola abrasa; 39 proiettili calibro 9; una cartuccera con 123 cartucce da caccia; mezzo chilo di pallini per la ricarica di munizioni da fucile. Rinvenuti anche tre martelli frangivetro, bulloni, chiodi e 19,5 grammi di marijuana suddivisi in dosi.

Tutto il materiale è stato posto sotto sequestro e messo a disposizione dell’Autorità giudiziaria per gli ulteriori accertamenti, compresi gli esami balistici e le verifiche per l’eventuale rilevazione di impronte digitali, al fine di risalire ai responsabili.

L’operazione si inserisce nel più ampio dispositivo di controllo del territorio etneo e conferma l’impegno costante della Guardia di finanza nel contrasto alle attività illecite e nella tutela della sicurezza pubblica.

Atletica leggera, ottimi risultati per l’Agatocle Sciacca a Bagheria

Si è chiusa domenica a Bagheria la stagione 2025 dell’atletica leggera con il meeting “Natale in pista”. Presente la polisportiva Agatocle Sciacca che ha schierato 14 atleti nelle varie categorie ottenendo risultati di rilievo.

Da segnalare il terzo posto di Laura Prinzivalli alla sua prima gara. Tra gli esordienti ottima prova di Paolo Giorelando, capace di imporsi sia nella velocità sia nel salto in lungo. Nella categoria ragazze arriva il terzo posto di Aurora Battarino, mentre tra i ragazzi Marco Puleo, migliorando il proprio primato personale, conquista la terza posizione nel salto in lungo.

Prestazione di spicco per Mirko Tummiolo che si conferma il più veloce negli 80 metri, vincendo la gara con il tempo di dieci secondi netti.

Per la polisportiva Agatocle Sciacca la stagione riprenderà nel mese di gennaio con l’avvio delle competizioni di corsa campestre.

Rapina in un panificio di Canicattì, paura nella notte

Paura e tensione nel cuore della notte a Canicattì, dove si è verificata una rapina in un panificio di Canicattì ai danni di un’attività artigianale del centro cittadino. Due malviventi, con il volto coperto da passamontagna e armati di mazze, hanno fatto irruzione nel laboratorio nel momento della riapertura notturna.

I rapinatori hanno sorpreso il titolare mentre stava avviando le operazioni di lavoro, minacciandolo per costringerlo a consegnare il denaro presente in cassa. Il bottino è stato piuttosto contenuto: appena 200 euro. Dopo aver preso i soldi, i due si sono allontanati rapidamente, facendo perdere le proprie tracce.

La dinamica della rapina

La rapina al panificio di Canicattì si è consumata in pochi minuti ma con modalità che hanno generato forte allarme. I due delinquenti hanno agito con decisione, utilizzando le mazze come strumento di intimidazione, senza però arrivare a colpire fisicamente il proprietario.

L’orario scelto non sembra casuale. L’azione è avvenuta proprio durante la riapertura del laboratorio, una fase particolarmente delicata per l’attività artigianale, quando il panificio è operativo ma con personale ridotto.

Indagini dei carabinieri in corso

Subito dopo la segnalazione, sul posto sono intervenuti i carabinieri. I militari hanno raccolto la testimonianza del titolare e avviato le ricerche nella zona del centro cittadino, estendendo i controlli anche alle vie circostanti.

Nonostante i sopralluoghi e le verifiche effettuate nelle ore successive, al momento nessuno è stato fermato. Le indagini sulla rapina al panificio di Canicattì proseguono senza sosta.

Telecamere decisive per risalire ai responsabili

Un ruolo fondamentale nelle indagini potrebbe essere svolto dai sistemi di videosorveglianza presenti nella zona. Le immagini delle telecamere installate nei pressi del panificio e lungo le possibili vie di fuga sono ora al vaglio degli investigatori.

I filmati potrebbero fornire elementi utili per identificare i responsabili e ricostruire con precisione i loro spostamenti prima e dopo il colpo.

Sicurezza e microcriminalità in città

L’episodio riaccende l’attenzione sul tema della microcriminalità e della sicurezza urbana a Canicattì. Sebbene il bottino sia stato limitato, l’uso di armi improprie e la violenza dell’azione destano preoccupazione tra commercianti e cittadini, in particolare tra chi lavora nelle ore notturne.

Le forze dell’ordine invitano chiunque abbia notato movimenti sospetti o disponga di informazioni utili a collaborare, con l’obiettivo di fare piena luce sulla rapina al panificio e assicurare i responsabili alla giustizia.

Policlinico di Palermo, salme “sbloccate” dietro compenso: chiesti 15 arresti

Un sistema illecito radicato e organizzato avrebbe trasformato una fase delicata come la consegna delle salme in una fonte di guadagno. È quanto emerge da un’indagine della Procura di Palermo, guidata dal procuratore Maurizio de Lucia, che ha portato alla richiesta di misure cautelari nei confronti di quindici persone.

Le accuse ipotizzate, a vario titolo, sono associazione per delinquere, corruzione e concussione. Al centro dell’inchiesta operatori della camera mortuaria del Policlinico del capoluogo e imprenditori del settore funerario, insieme a dipendenti delle stesse imprese. In totale sono 52 gli indagati.

Tra questi figurano anche due impresari funebri della provincia di Agrigento: un 62enne di Sambuca di Sicilia e un 37enne di Sciacca. Numerosi, secondo gli inquirenti, i casi che avrebbero coinvolto famiglie e operatori provenienti da diversi centri agrigentini, tra cui Cammarata, Favara, Ribera e Licata, costretti a subire richieste indebite.

La Procura ha notificato la richiesta di arresto e ora spetterà al giudice per le indagini preliminari fissare gli interrogatori preventivi. Solo dopo questa fase verrà valutata l’eventuale applicazione delle misure cautelari.

Le indagini avrebbero fatto emergere l’esistenza di un gruppo strutturato all’interno dell’obitorio del Policlinico, con ruoli definiti e regole precise per la distribuzione dei profitti. Secondo la ricostruzione degli investigatori, alcuni dipendenti ospedalieri, dietro pagamento, avrebbero favorito l’accelerazione delle procedure necessarie alla consegna delle salme o alla vestizione dei corpi, occupandosi anche degli adempimenti amministrativi.

Sarebbe stato persino stabilito un listino informale per i “servizi”, mentre chi rifiutava di aderire al meccanismo veniva ostacolato o intimidito nello svolgimento della propria attività professionale.

L’inchiesta ha preso avvio da un’indagine condotta a Milano. Nel corso di intercettazioni, uno dei titolari di un’agenzia funebre palermitana, incaricato di curare il trasferimento al Nord della salma di una persona deceduta in Sicilia, avrebbe ammesso al telefono di aver versato denaro a un addetto della camera mortuaria, spiegando che si trattava di una prassi consolidata. Da lì gli approfondimenti che hanno portato alla scoperta di un sistema corruttivo stabile.

Sono almeno 49 gli episodi contestati nell’arco di poco più di un anno di attività investigativa. Le pratiche riguardavano pazienti deceduti all’interno della struttura ospedaliera o salme sottoposte ad accertamenti disposti dall’autorità giudiziaria.

Tra i quindici indagati per i quali è stata avanzata la richiesta di arresto figura anche Francesco Trinca, imprenditore noto nel settore funerario. Nell’elenco degli episodi esaminati compare inoltre la gestione della salma di Francesco Bacchi, il giovane ucciso all’esterno di una discoteca di Balestrate nel gennaio 2024.

L’indagine è tuttora in corso e le responsabilità degli indagati saranno valutate nelle sedi giudiziarie competenti, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.

Truffa dei Pacchi di Poste Italiane: come funziona il raggiro

Si presentano come pacchi smarriti, venduti a pochi euro e sigillati in buste con i colori e il logo di Poste Italiane. In realtà sono il fulcro di una truffa dei Pacchi di Poste Italiane che, nelle ultime settimane, sta circolando tra i mercati rionali di Catania e della provincia.

Le buste vengono proposte come “pacchi non recapitati”, acquistabili senza sapere cosa contengono. Nessuna ricevuta, nessuna garanzia, solo la promessa implicita di un affare. Un meccanismo semplice che sfrutta curiosità e fiducia nel marchio per trasformare un acquisto impulsivo in una delusione.

La posizione di Poste Italiane

Sulla vicenda è intervenuta Poste Italiane, che ha preso nettamente le distanze, dichiarandosi totalmente estranea a qualsiasi iniziativa di vendita di pacchi nei mercati rionali. L’azienda ha parlato di uso improprio delle buste con il proprio logo e ha annunciato azioni a tutela della propria immagine.

Un chiarimento importante, perché la truffa dei Pacchi di Poste Italiane si fonda proprio sull’apparente ufficialità del materiale utilizzato.

Dove avvengono le vendite

Dai mercati di Catania alla provincia

Una delle bancarelle segnalate è stata allestita al mercato rionale di piazza Eroi d’Ungheria, nel quartiere Nesima di Catania, una delle aree mercatali più frequentate della città. In mezzo a oltre cento stalli autorizzati, un venditore proponeva centinaia di buste marchiate Poste Italiane come presunti pacchi mai consegnati.

Il prezzo varia in base alla quantità:
una busta costa 3,50 euro, mentre tre vengono vendute a 10 euro.
Situazioni analoghe sono state segnalate anche a Randazzo, durante il mercato domenicale di piazza Loreto e delle vie adiacenti.

Cosa si trova dentro le buste

I social smascherano la truffa

A mostrare il reale contenuto della truffa dei Pacchi di Poste Italiane sono stati diversi video pubblicati sui social, in particolare su TikTok. In uno di questi, una donna apre la busta appena acquistata: all’interno trova centinaia di elastici da cancelleria.

Nei commenti emergono altre testimonianze: rosari, segnaposto, bomboniere riciclate, post-it, adesivi natalizi. Oggetti di scarso valore, spesso inutili, che smentiscono del tutto la narrazione dei pacchi smarriti.

Un raggiro basato sull’apparenza

La truffa dei Pacchi di Poste Italiane funziona perché non promette esplicitamente un premio, ma lascia intendere una possibilità. Packaging credibile, prezzo basso e contesto informale fanno il resto.

Un punto resta fermo: Poste Italiane non vende pacchi smarriti nei mercati rionali. Quando accade, non si tratta di un affare, ma di un raggiro.