Le indagini sul tentato omicidio ad agosto a Ribera, in due ai domiciliari per rissa


I carabinieri hanno eseguito una misura cautelare di arresti domiciliari per rissa a carico di due palermitani, residenti a Sambuca. La vicenda è quella che ha portato, la scorsa estate, all’arresto di Mario Caternicchia, di 45 anni, agricoltore di Ribera, indagato per tentato omicidio. Caternicchia è accusato di avere sparato, il 17 agosto scorso, con una pistola detenuta legalmente, ferendo un altro riberese estraneo a una lite nel quartiere Rinascita del centro crispino.

I due palermitani ai domiciliari sono Antonino e Francesco Rizzuto, di 42 e 22 anni, padre e figlio. Il loro interrogatorio di garanzia, dinanzi al gip del Tribunale di Sciacca, Dino Toscano, che ha disposto la misura, è previsto domani. I due sono assistiti dall’avvocato Francesco Giambalvo.

Mario Caternicchia, assistito dall’avvocato Sergio Vaccaro, è stato interrogato in carcere nelle scorse settimane dal sostituto procuratore Brunella Fava e avrebbe detto di essere stato picchiato all’esterno della propria abitazione da alcune persone che poi sarebbero entrate nella sua casa. Avrebbe aggiunto di avere sparato, quando era in casa, per difendersi. Il riberese, intanto, resta in carcere, indagato oltre che per tentato omicidio anche per rissa. Domani anche per lui è previsto l’interrogatorio di garanzia.

Caternicchia è accusato di avere sparato un colpo di pistola che ha raggiunto un trentottenne di Ribera, estraneo alla vicenda, colpito a una spalla, mai in pericolo di vita e poi dimesso dall’ospedale Fratelli Parlapiano.

Nella foto, gli avvocati Sergio Vaccaro e Francesco Giambalvo

RC Auto, stop all’obbligo per auto d’epoca e mezzi stagionali: cosa prevede il nuovo decreto in arrivo

Sta per cambiare ancora una volta la disciplina sulla RC Auto. Il Governo ha approvato in via preliminare un nuovo decreto legislativo che introduce regole più flessibili sull’obbligo assicurativo, con particolare attenzione alle auto d’epoca, ai mezzi stagionali e ai veicoli utilizzati in competizioni sportive.

Il provvedimento mira a chiarire in quali casi l’assicurazione è realmente necessaria e quando, invece, può essere evitata o sostituita da coperture più leggere, adeguate al rischio effettivo del veicolo.


Auto d’epoca: assicurazione non più obbligatoria in forma annuale

Una delle principali novità riguarda i veicoli di interesse storico o collezionistico.
Secondo il decreto, per le auto d’epoca non sarà più necessario stipulare una polizza RC Auto annuale tradizionale, soprattutto quando il mezzo:

  • viene utilizzato solo sporadicamente;
  • resta esposto in collezioni private o musei;
  • non circola abitualmente su strada.

Il Governo giustifica la scelta evidenziando che il rischio assicurativo delle auto storiche è nettamente inferiore rispetto a quello dei veicoli di uso quotidiano, proprio perché la circolazione è rara o inesistente.

In questi casi, restano possibili coperture assicurative flessibili, spesso definite “a rischio statico”, che garantiscono una tutela minima con costi più contenuti.


Veicoli fermi: quando l’assicurazione non è dovuta

Il decreto chiarisce un punto che negli ultimi anni aveva generato dubbi e sanzioni: non tutti i veicoli fermi devono essere assicurati.

🚫 Nessun obbligo di RC Auto se:

  • il veicolo è materialmente impossibilitato a circolare;
  • manca il motore;
  • è ridotto a rottame o privo di parti essenziali non facilmente ripristinabili.

Obbligo assicurativo ancora presente se:

  • il mezzo può tornare a circolare con interventi minimi;
  • è sufficiente sostituire una batteria o riparare un guasto semplice.

La distinzione chiave è tra:

  • veicolo fermo per scelta,
  • veicolo realmente inidoneo all’uso.

Non basta più, quindi, parcheggiare l’auto in un’area privata per evitare l’obbligo assicurativo.


Mezzi stagionali: arrivano le polizze infrannuali

Un’altra novità rilevante riguarda i mezzi utilizzati solo in determinati periodi dell’anno.
Il decreto apre ufficialmente alle polizze RC Auto infrannuali, che consentono di assicurare il veicolo solo nei mesi di effettivo utilizzo.

Una soluzione pensata per:

  • motoscafi e imbarcazioni da diporto;
  • veicoli ricreazionali;
  • mezzi che restano inutilizzati per lunghi periodi.

In questo modo, l’obbligo assicurativo viene commisurato all’uso reale del veicolo, evitando costi inutili nei mesi di inattività.


Competizioni sportive: assicurazioni su misura

Il decreto interviene anche sul settore delle competizioni sportive, prevedendo schemi assicurativi personalizzati per i veicoli da gara.

In questi casi:

  • non sarà più necessario stipulare polizze pensate per la circolazione ordinaria;
  • le coperture potranno tener conto del rischio specifico del contesto agonistico;
  • si distingue nettamente l’uso sportivo dall’uso stradale.

Ivass e attestati di rischio: più controlli e banche dati aggiornate

Accanto alle novità sull’obbligo di RC Auto, il decreto rafforza il ruolo dell’Ivass, che avrà una funzione centrale nella gestione e supervisione delle banche dati elettroniche sugli attestati di rischio.

L’Autorità potrà:

  • mantenere aggiornati i database;
  • introdurre criteri aggiuntivi rispetto agli standard europei;
  • garantire maggiore trasparenza e uniformità nel sistema assicurativo.

RC Auto: verso un sistema più flessibile e aderente alla realtà

Il nuovo decreto segna un passaggio importante verso una RC Auto più proporzionata all’uso reale dei veicoli, riducendo gli oneri per:

  • collezionisti;
  • proprietari di mezzi stagionali;
  • appassionati di sport motoristici.

Una riforma che punta a semplificare le regole, ridurre i costi inutili e chiarire definitivamente quando l’assicurazione è davvero obbligatoria.

Cani randagi in centro e nelle periferie di Sciacca (Video)

La presenza di cani randagi continua a destare preoccupazione a Sciacca. Due diverse segnalazioni, arrivate alla nostra redazione, raccontano una situazione che non riguarda solo le periferie ma interessa ormai anche zone centrali della città.

La prima segnalazione arriva da via Cappuccini, dove cinque cani randagi sono stati avvistati in branco su un marciapiede, in un’area abitualmente frequentata da pedoni e residenti. Una scena che ha generato timore ad un uomo che con figlio al seguito, si è ritrovato il branco a pochi metri. soprattutto. Anziani e famiglie, costrette a modificare percorsi e abitudini per evitare possibili incontri ravvicinati nelle zone adiacenti, episodi già segnalati.

La seconda segnalazione proviene invece dal quartiere Perriera, dove un altro branco di cani randagi è stato visto muoversi lungo una strada della zona.

Un giovane che sabato sera stava portando a passeggiare il proprio cane, si è ritrovato dinnanzi il branco immortalato nel video. Solo l’intervento della moglie che lo ha raggiunto in auto, ha evitato il peggio. In questo caso ha raccontato il giovane, il branco era guidato da un maremmano molto aggressivo accompagnato dai cuccioli.

Anche in questo caso, i cittadini parlano di una presenza costante che crea disagio e senso di insicurezza.

Due episodi distinti, ma accomunati da un dato evidente: il fenomeno del randagismo è diffuso e interessa l’intero tessuto urbano, dalla periferia al centro. Una situazione che inquieta e spaventa i residenti, soprattutto alla luce di precedenti segnalazioni che parlano anche di comportamenti aggressivi.

Il tema torna dunque al centro dell’attenzione pubblica, rilanciando l’esigenza di interventi strutturali e coordinati.

Bollo auto 2026, esenzione totale per redditi bassi e auto elettriche o ibride: chi non lo paga più e come fare richiesta

Dal 1° gennaio 2026 il bollo auto cambia volto. Una nuova misura prevista dalla manovra di bilancio introduce un’esenzione totale dalla tassa automobilistica per alcune categorie di contribuenti, segnando una svolta significativa nella fiscalità legata ai veicoli.
L’obiettivo è duplice: da un lato alleggerire il carico fiscale per chi vive situazioni di difficoltà economica, dall’altro favorire la transizione ecologica, incentivando l’utilizzo di mezzi a basso impatto ambientale.

La riforma potrebbe tradursi in un risparmio di centinaia di euro all’anno per milioni di automobilisti, ma l’accesso al beneficio non è automatico e richiede il rispetto di precisi requisiti.


Esenzione bollo auto 2026 per chi ha un reddito basso

La principale novità riguarda i contribuenti con reddito annuo inferiore a 8.000 euro, che dal 2026 potranno ottenere l’abolizione completa del bollo auto.

Si tratta di una misura pensata per le fasce di popolazione economicamente più fragili, per le quali la tassa automobilistica può rappresentare un peso rilevante nel bilancio familiare, pur in presenza di un veicolo spesso indispensabile per lavoro o necessità quotidiane.

L’esenzione non è automatica:
per ottenerla sarà necessario presentare una documentazione ufficiale che attesti il reddito, come:

  • Certificazione Unica (CU);
  • dichiarazione dei redditi dell’anno precedente;
  • altra documentazione rilasciata dall’Agenzia delle Entrate.

L’introduzione del criterio reddituale rappresenta una novità assoluta per il bollo auto, che per la prima volta assume una forma di progressività fiscale.


Auto elettriche e ibride: bollo azzerato fino a 5 anni

Un secondo pilastro della riforma riguarda la mobilità sostenibile.
I proprietari di veicoli elettrici o ibridi potranno beneficiare dell’esenzione totale dal bollo auto per cinque anni a partire dalla data di immatricolazione.

La misura mira a ridurre il costo complessivo di possesso del veicolo (total cost of ownership), rendendo più conveniente la scelta di automobili a basse emissioni, in linea con gli obiettivi ambientali nazionali ed europei.

Per accedere all’agevolazione è necessario che:

  • il veicolo risulti ufficialmente registrato come elettrico o ibrido;
  • la tipologia di alimentazione sia correttamente indicata nelle banche dati del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

In questi casi, l’esenzione opera in modo pressoché automatico, poiché i dati del veicolo sono già disponibili nei sistemi informatici della Pubblica Amministrazione.


Veicoli immatricolati dal 2022: platea più ampia

La normativa prevede che l’esenzione si applichi anche ai veicoli immatricolati a partire dal 2022, ampliando notevolmente la platea dei beneficiari.
Resta invariata la scadenza ordinaria del bollo auto, fissata al 31 gennaio di ogni anno, ma chi rientra nei requisiti potrà evitare del tutto il pagamento.


Come fare richiesta per l’esenzione dal bollo auto

Per ottenere l’agevolazione è necessario seguire una procedura specifica, che varia in base alla Regione di residenza, poiché il bollo auto è un tributo di competenza regionale.

In generale, occorre:

  • compilare un modulo di richiesta dedicato;
  • presentarlo presso gli uffici regionali competenti o l’Agenzia delle Entrate;
  • allegare la documentazione richiesta (reddituale o relativa al veicolo).

In alcuni casi, come per:

  • over 65;
  • persone con disabilità;

potrebbero essere richieste certificazioni aggiuntive, come attestazioni sanitarie o ISEE.

È fondamentale rispettare i termini di presentazione e conservare copia della documentazione, poiché errori o ritardi possono comportare la perdita del beneficio.


Altre categorie già esentate dal bollo auto

La riforma conferma e rafforza anche alcune esenzioni già previste, tra cui:

  • veicoli intestati ad associazioni del terzo settore senza scopo di lucro;
  • mezzi utilizzati per servizi sociali o assistenziali;
  • veicoli storici di interesse collezionistico, se in possesso dei requisiti di legge.

Bollo auto 2026: una riforma tra equità sociale e sostenibilità

L’abolizione del bollo auto per redditi bassi e veicoli ecologici rappresenta un cambiamento strutturale che unisce equità fiscale e politiche ambientali.
Per chi rientra nei requisiti, informarsi per tempo e presentare correttamente la domanda sarà essenziale per non perdere un’agevolazione che può incidere in modo concreto sulle spese annuali.

Il 26 dicembre tra tradizione e gusto: il pranzo di Santo Stefano in campagna

Il giorno di Santo Stefano è, da sempre, un momento dedicato alla convivialità tra parenti e amici. Un’occasione per prolungare l’atmosfera festiva con un pranzo ricco, genuino e in pieno stile siciliano.
In questo contesto l’Agriturismo Giorno e Notte propone un menù dedicato al 26 dicembre, costruito intorno ai sapori della tradizione contadina.

L’iniziativa unisce buon cibo, un ambiente informale e, a partire dal pomeriggio, anche un momento musicale con DJ set dalle 14:00, per rendere la giornata ancora più piacevole.


Un menù che celebra la tradizione

Il menù di Santo Stefano prevede antipasti rustici, primi piatti corposi e una selezione di carni ideali per il periodo delle feste.
Tra le proposte annunciate:

  • bruschette e antipasti della tradizione,
  • primi ai porcini e ricette stagionali,
  • porchetta e tagliata,
  • dolce della casa e bevande incluse.

Il menù bimbi riprende le proposte semplici e apprezzate del giorno precedente.


Posti limitati e possibilità di richiedere il menù via WhatsApp

Trattandosi di una giornata festiva molto richiesta, i posti sono limitati.

👉 Clicca sul pulsante per ricevere il menù completo, i prezzi e i contatti dell’Agriturismo Giorno e Notte tramite WhatsApp.


Una giornata da vivere in compagnia e buona cucina

Il pranzo di Santo Stefano rappresenta un modo piacevole per chiudere le festività, unendo piatti della tradizione e un ambiente rilassato, con l’aggiunta di un intrattenimento musicale che rende l’esperienza ancora più conviviale.


Inchiesta sanità siciliana, intercettati Toto’ Cuffaro e l’assessore Amata

Emergono nuovi dettagli dall’inchiesta della Procura sul presunto comitato d’affari che avrebbe condizionato appalti, nomine e concorsi pubblici nella sanità siciliana.

Al centro degli atti depositati dai magistrati compare una conversazione intercettata nel gennaio 2024 all’interno dell’abitazione dell’ex presidente della Regione Totò Cuffaro.

All’incontro avrebbero preso parte, oltre allo stesso Cuffaro, anche l’attuale assessora regionale al Turismo Elvira Amata e il manager Alessandro Caltagirone, successivamente nominato ai vertici dell’Asp di Siracusa.

Secondo la ricostruzione dei pubblici ministeri, proprio quella riunione rappresenterebbe uno snodo rilevante nella vicenda che ha portato alla richiesta di arresti domiciliari sia per Cuffaro che per Caltagirone. Per l’accusa, dietro la designazione del manager ci sarebbe stata la volontà di collocare alla guida di un’azienda sanitaria un dirigente ritenuto affidabile e vicino a determinati ambienti politici, in grado di tutelare interessi specifici, in particolare nel settore degli appalti.

Il contenuto dell’intercettazione è confluito nell’atto di appello presentato dalla Procura contro la decisione del giudice per le indagini preliminari, che aveva respinto la richiesta di misura cautelare per Caltagirone e aveva riqualificato l’ipotesi di reato contestata a Cuffaro, passando dalla corruzione al traffico di influenze, pur disponendo comunque una misura cautelare nei suoi confronti.

Nel dialogo captato dagli inquirenti si discute apertamente delle strategie da adottare per favorire l’inserimento di Caltagirone nella rosa dei candidati alla direzione generale di un’Asp, valutando il peso politico dei diversi interlocutori istituzionali coinvolti nel processo di nomina. I magistrati sottolineano come il manager fosse pienamente a conoscenza delle manovre in corso e parte attiva nelle interlocuzioni politiche finalizzate al suo incarico.

Per la Procura, Caltagirone avrebbe condiviso e sostenuto l’azione di intermediazione messa in campo da Cuffaro, su impulso di Saverio Romano, coordinatore di Noi Moderati, per ottenere la guida di una delle aziende sanitarie siciliane. Un’operazione che, secondo l’impostazione accusatoria, sarebbe stata condotta attraverso contatti diretti con figure di primo piano del panorama politico regionale e nazionale.

L’inchiesta prosegue e resta ora al vaglio dei giudici la valutazione sull’impianto accusatorio e sulle richieste avanzate dalla Procura, in una vicenda che continua a scuotere il sistema della sanità siciliana e il rapporto tra politica e gestione amministrativa.

Truffa del falso carabiniere ad Agrigento: anziana raggirata

Ancora una truffa ai danni di una persona anziana, ancora una volta con il collaudato copione del falso carabiniere. Questa volta è accaduto ad Agrigento, dove una pensionata di 75 anni è stata terrorizzata e indotta a consegnare tutti i gioielli custoditi in casa a uno sconosciuto, convinta di evitare gravi conseguenze giudiziarie.

Il raggiro è iniziato con una telefonata sull’utenza fissa dell’anziana. Dall’altro capo del telefono, un uomo che si è presentato come un militare dell’Arma dei carabinieri. Con tono rassicurante ma fermo, il sedicente carabiniere ha spiegato alla donna che la sua auto risultava “coinvolta” in una rapina, fornendo anche dettagli sul modello dell’utilitaria e, secondo quanto riferito, persino sulla targa.

Il copione del falso carabiniere: paura e urgenza

Come avviene in molti casi di falso carabiniere, alla comunicazione iniziale è seguita la fase decisiva del raggiro. All’anziana è stato spiegato che, per evitare guai giudiziari, era necessario consegnare una somma di denaro o beni di valore. Un passaggio che rientra in un copione ormai noto: creare un clima di urgenza, confusione e paura, soprattutto nelle vittime più fragili.

La pensionata, comprensibilmente scossa e incredula, ha accettato di collaborare. Poco dopo, al portone della sua abitazione si è presentato uno sconosciuto, indicato come “delegato” dal sedicente militare. Fidandosi di quella voce tanto accomodante quanto falsa, la donna ha consegnato tutti i gioielli che aveva in casa: ricordi di una vita, acquistati o ricevuti nel corso degli anni.

La scoperta della truffa e la denuncia

Solo successivamente la settantacinquenne ha scoperto la verità. La sua auto era esattamente dove l’aveva parcheggiata, non era stata spostata e, soprattutto, non era mai stata coinvolta in alcuna rapina. A quel punto, sconvolta e amareggiata, la donna si è recata presso la stazione dei carabinieri di Agrigento per raccontare quanto accaduto.

Formalizzata la denuncia, i veri militari dell’Arma hanno avviato le indagini. Il danno economico non è stato ancora quantificato, ma viene definito rilevante. Tra i primi accertamenti, secondo quanto trapela, vi sarebbe la verifica delle immagini di eventuali sistemi di videosorveglianza presenti nella zona centrale della città in cui vive la vittima.

Truffe agli anziani: un fenomeno in crescita

Il caso del falso carabiniere si inserisce in un fenomeno purtroppo sempre più diffuso. Cambiano i pretesti – incidenti stradali, arresti imminenti, perquisizioni, rate non pagate – ma lo schema resta lo stesso: sfruttare la fiducia e la paura per colpire le persone più vulnerabili.

Le forze dell’ordine rinnovano l’invito a diffidare di telefonate sospette e a contattare immediatamente il 112 in caso di dubbi, ricordando che nessun carabiniere o funzionario chiede denaro o gioielli per telefono.

A Melilli la scuola pilota del progetto regionale contro le dipendenze giovanili

Torna anche per l’anno scolastico 2025-2026 il progetto sperimentale @Lab_School, l’iniziativa regionale pensata per promuovere tra gli studenti siciliani stili di vita sani e contrastare ogni forma di dipendenza, dalle sostanze stupefacenti alle nuove dipendenze comportamentali.

Il progetto potrà contare su una dotazione finanziaria di oltre 1,7 milioni di euro, stanziata dall’assessorato regionale dell’Istruzione e della formazione professionale, e sarà realizzato in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale, nell’ambito della rete SHE – School for Health in Europe.

Scuola capofila dell’iniziativa è l’istituto comprensivo statale “Giulio Emanuele Rizzo” di Melilli, nel Siracusano.

Nella sua prima edizione, @Lab_School ha coinvolto quasi la totalità delle scuole dell’Isola, rendendo protagonisti oltre 15 mila studenti e studentesse, confermandosi come uno dei principali strumenti regionali di prevenzione e sensibilizzazione nelle scuole.

L’iniziativa rientra tra gli interventi finanziati dal governo Schifani previsti dalla legge regionale per il contrasto alle dipendenze, approvata dall’Assemblea regionale siciliana nel 2024.

«Dopo la pandemia – afferma l’assessore regionale all’Istruzione Mimmo Turano – il consumo di droghe ha subito un’impennata in Sicilia, con un aumento preoccupante dell’incidenza nella fascia di età tra i 12 e i 14 anni. Le istituzioni hanno il dovere di fermare questa industria di morte, promuovendo la cultura della vita e attuando azioni mirate di prevenzione del disagio giovanile».

Secondo Turano, la legge anti-crack rappresenta oggi «un pilastro fondamentale della strategia regionale di lotta alle dipendenze», mentre @Lab_School consente ai dirigenti scolastici di attivare momenti strutturati di confronto e riflessione. «Il messaggio che vogliamo trasmettere ai ragazzi – conclude l’assessore – è chiaro: nei momenti di fragilità emotiva bisogna chiedere aiuto, per non correre il rischio di scivolare in trappole pericolose».

La prima edizione del progetto didattico “@Lab_School. Azioni a contrasto e prevenzione dalle dipendenze” si è articolata in quattro azioni trasversali, orientate a: sostenere studenti e studentesse nella costruzione equilibrata della propria identità; promuovere stili di vita sani; informare e sensibilizzare alunni, docenti e famiglie sui rischi legati al consumo di sostanze; prevenire le dipendenze comportamentali, come l’uso patologico del web, il gaming e il gioco d’azzardo.

Con il rifinanziamento per il 2025-2026, la Regione punta a rafforzare ulteriormente il ruolo della scuola come presidio educativo e sociale nella prevenzione delle dipendenze giovanili.

Ceramica di Sciacca e Burgio, mostra “Al tornio e a mano” al Fazello

Domenica 21 dicembre 2025, alle ore 17, sarà inaugurata al complesso monumentale Fazello di Sciacca, la mostra di ceramica dal titolo “Al tornio e a mano, forme della ceramica contemporanea tra Burgio e Sciacca”. L’esposizione è curata da Vito Ferrantelli, Sergio Intorre, Maria Reginella, Tony Russo e Francesco Volpe, ed è organizzata dall’associazione culturale Pro Muceb – Museo della Ceramica di Burgio, in collaborazione con il Comune di Sciacca e il Parco Archeologico di Agrigento.

L’iniziativa mira a valorizzare le due rinomate realtà ceramiche della provincia di Agrigento, Burgio e Sciacca, entrambe riconosciute dal Ministero dello Sviluppo Economico come Comuni di affermata tradizione ceramica ai sensi della legge 188/90. Entrambe fanno inoltre parte dell’Associazione Italiana delle Città della Ceramica con sede a Faenza.

Opere e artisti in esposizione

Nelle sale del museo, dove attualmente è esposta la statua bronzea fenicia del Melqart, saranno visibili circa cinquanta opere realizzate da ceramisti e artisti locali. La mostra propone un percorso che racconta l’evoluzione della ceramica contemporanea, capace di coniugare tecniche tradizionali e tendenze moderne, reinterpretando in chiave innovativa la tradizione secolare di Burgio e Sciacca.

Tradizione, innovazione e sperimentazione

La mostra di ceramica mette in luce come l’artigianato tradizionale possa dialogare con la ricerca artistica e la sperimentazione. Gli artisti esposti hanno saputo mantenere vivi i caratteri distintivi della ceramica siciliana, sviluppando al contempo nuovi linguaggi e tecniche. L’obiettivo è dimostrare come la materia ceramica resti un terreno fertile per la riflessione culturale, artistica ed economica, oltre che un patrimonio identitario per le comunità locali.

Date e orari di visita

La mostra sarà aperta al pubblico dal 21 dicembre 2025 al 21 gennaio 2026, con i seguenti orari:

Tutti i giorni: 9.00–13.00 e 15.30–18.30

Domenica: 9.00–13.00

Si tratta di un’occasione unica per ammirare la capacità creativa dei ceramisti di Burgio e Sciacca e per comprendere il valore della ceramica come espressione artistica e culturale della Sicilia contemporanea.

Sipario d’Inverno, al via prima stagione teatrale al Samonà (Video)

È ufficialmente iniziata la stagione teatrale e musicale del Teatro Popolare Samonà. Il Comune di Sciacca ha annunciato l’avvio della programmazione “Sipario d’Inverno”, un cartellone che accompagnerà la città fino al 30 gennaio con spettacoli di teatro, musica e comicità.

La nuova stagione segna un passaggio significativo per il Samonà, che torna ad essere un luogo stabile di produzione e fruizione culturale dopo un lungo periodo di attesa. La realizzazione del programma è stata possibile grazie alla collaborazione tra amministrazione comunale, associazioni culturali, operatori del territorio e realtà artistiche locali, che hanno contribuito alla costruzione di una proposta articolata e continuativa.

“Sipario d’Inverno” rappresenta la prima vera stagione teatrale strutturata del Teatro Popolare Samonà e si propone come un progetto capace di restituire centralità a uno spazio storico della città. Un calendario pensato per coinvolgere pubblici diversi, valorizzare le compagnie e offrire occasioni di crescita agli artisti del territorio.

Il Samonà torna così a svolgere la sua funzione naturale: essere uno spazio aperto alla creatività, alla sperimentazione e all’incontro. Un luogo che vive grazie al contributo di associazioni, operatori culturali, tecnici, volontari e di tutte quelle energie che credono nella cultura come strumento di sviluppo e coesione sociale.

Con l’avvio della stagione invernale, Sciacca riapre il sipario su uno dei suoi principali presìdi culturali, rilanciando l’idea di una città che investe nella cultura non come elemento accessorio, ma come parte essenziale della vita collettiva.

“Il Sipario d’Inverno – ha sottolineato l’assessore comunale Francesco Dimino– non è soltanto un cartellone di eventi, ma un segnale: il teatro torna ad essere un luogo vivo, frequentato, capace di generare comunità. Il nostro polmone verde torna a respirare”.

La stagione proseguirà fino alla fine di gennaio, accompagnando il pubblico saccense in un percorso fatto di spettacoli, musica e momenti di approfondimento culturale.