A Piero Lentini il riconoscimento storico dalla Fijlkam

Un riconoscimento di grande valore è stato conferito a Piero Lentini dalla Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali nel corso del Corso di aggiornamento insegnanti tecnici svoltosi a Catania. Lentini ha ricevuto la qualifica di “Maestro Benemerito”, diventando il primo in assoluto in provincia di Agrigento a ottenere questo titolo.

Si tratta di un riconoscimento onorifico di altissimo prestigio, assegnato a tecnici federali che hanno dedicato un’intera vita allo sport, distinguendosi per competenza tecnica, dedizione educativa e impegno etico. In particolare nelle arti marziali, come Judo e Karate, il titolo di maestro benemerito rappresenta l’apice di una carriera costruita su oltre quarant’anni di attività, un contributo formativo costante e un ruolo sociale significativo nel territorio di appartenenza.

La qualifica, conferita per meriti particolari, è a vita e non rappresenta un semplice grado tecnico, ma il riconoscimento del maestro come educatore e guida, capace di trasmettere valori sportivi e umani a generazioni di atleti.

Dopo Caravaggio arriva Goya al Samona’, Mediterranea Arte: “Ci abbiamo creduto” (Video)

Sciacca si prepara ad accogliere un nuovo appuntamento di rilievo nel panorama culturale siciliano. Mediterranea Arte ha annunciato stamattina l’arrivo al Teatro Popolare Samonà di una mostra dedicata a Francisco Goya, che offrirà al pubblico la possibilità di ammirare da vicino 80 incisioni realizzate dall’artista spagnolo e pubblicate nel 1799. Il venti dicembre prossimo e’ fissato il vernissage della mostra.

Si tratta di opere in acquaforte e acquatinta, celebri per la loro forza espressiva e per la carica satirica con cui Goya mette in discussione il potere dei reali di Spagna e le contraddizioni della società del suo tempo.

Un corpus di lavori di straordinario valore storico e artistico, che giunge in Italia per la prima volta. Accanto alle incisioni, la mostra presenterà anche quattro oli in miniatura, tra cui spicca l’“Apoteosi di Santa Caterina”, testimonianza di un diverso registro pittorico dell’artista.

L’iniziativa si inserisce nel solco del percorso già avviato da Mediterranea Arte al Teatro Samonà. Proprio ieri si è conclusa la mostra “Caravaggio tra l’oscurità e la luce”, curata da Denis De Paoli con Giulia d’Achille ed Elia Pilati, inaugurata lo scorso 2 agosto.

Un progetto che ha superato le aspettative degli organizzatori, i quali avevano scelto fin dall’inizio di scommettere su uno spazio complesso come il Teatro Popolare Samonà, di proprietà della Regione, che ad aprile scorso versava in condizioni critiche come ha ricordato Gaetano Sanfilippo intervenuto oggi in conferenza stampa a nome di Mediterranea Arte mentre Tania Spitaleri della stessa società ha voluto ricordare come lo scetticismo iniziale verso la mostra di Caravaggio è stato ampiamente superato con i numeri di visitatori in netto aumento nelle ultime settimane.

Il programma culturale non si ferma però a Goya. Mediterranea Arte ha già annunciato che, dopo l’esposizione dedicata al maestro spagnolo, Sciacca ospiterà anche la mostra sugli Impressionisti. Un evento che ha già riscosso grande successo al Castello Maniace di Ortigia, a Siracusa, e che al Samonà porterà anche lavori inediti, rafforzando ulteriormente il ruolo della città come punto di riferimento per l’arte di livello nazionale e internazionale.

La mostra di Goya è affidata alla curatela Mery Scalisi e Alessia Zanelli.

Avviata al Giovanni Paolo II la Neurologia, Capodieci: “Primo passo verso la stroke unit” (Video)

“Quello compiuto oggi a Sciacca è un primo passo verso la stroke unit che ha bisogno di personale. Trovarlo è difficile. Noi abbiamo trovato due bravissime dottoresse che dal 16 novembre hanno preso servizio. Abbiamo investito in apparecchiature e riadattato alcune aree dell’ospedale intanto come consulenza ai reparti e all’esterno. Appena avremo, fra un paio di mesi, altro personale attiveremo la stroke unit in entrambe le strutture. Per la Neurologia ci sarà una rete azienda che gestirà da vicino il Pronto soccorso di Sciacca e quello di Agrigento e da remoto quelli degli altri ospedali della provincia.”. Lo ha detto questa mattina al Giovanni Paolo II di Sciacca Giuseppe Capodieci, direttore generale dell’Asp di Agrigento.

Il manager ha inaugurato l’attività della Neurologia e il Centro di pronta accoglienza di salute mentale.

“Per Sciacca penso al cento per cento – dice Capodieci – per Ribera non li so, la proposta di ospedale zona disagiata è un’esclusività di valutazione del ministero. Speriamo che la nostra proposta possa passare”.


Questa mattina ha aperto i battenti il Centro di pronta accoglienza di salute mentale di Sciacca che è ospitato nei locali prima destinati alla foresteria del Giovani Paolo II. Quando l’ospedale di comunità che si trova al Giovanni Paolo II sarà trasferito a Santa Margherita Belice questo centro andrà in quei locali.

“I nostri pazienti, in particolare tossicodipendenti, trovano qui uno spazio tregua dove fermarsi e ricevere l’assistenza sociale, psicologica e medica”. E’ quanto ha detto Leonardo Giordano, direttore del Dipartimento salute mentale dell’Asp di Agrigento.

Quanto realizzato dall’Asp si muove in ossequio alla legge 26 del 2024 sulla rete diffusa per il contrasto alle dipendenze patologiche.

Quella di Sciacca è “una struttura residenziale – dice Giordano – in particolare per utilizzatori di crack, anfetamina e cocaina che vivono un momento di crisi e non possono essere gestiti a livello ambulatoriale”.

Rimarranno a Sciacca per un tempo massimo di quattro settimane e poi svolgeranno un programma terapeutico riabilitativo in una comunità o a livello ambulatoriale riaffidandoli al Sert o alla famiglia.

“Il fenomeno è in progressivo aumento – dice Giordano – e quello che rileviamo negli ultimi anni nella nostra provincia è un consumo sempre più massiccio di crack, cocaina e stimolanti in genere”.

Bilancio della Polizia di Stato nell’Agrigentino, oltre 51 mila migranti sbarcati e migliaia di controlli sul territorio

Oltre mille sbarchi, decine di migliaia di persone identificate, centinaia di arresti e sequestri, un’intensa attività di prevenzione e contrasto al crimine. È il quadro che emerge dalla relazione sull’attività della Polizia di Stato nella provincia di Agrigento nel periodo compreso tra il 1° dicembre 2024 e il 30 novembre 2025, presentata in occasione della conferenza stampa tenuta stamane dal questore Tommaso Palumbo ad Agrigento.

Un anno segnato soprattutto dalla gestione del fenomeno migratorio, che continua a rappresentare una delle principali sfide per l’ordine e la sicurezza pubblica nel territorio agrigentino, con particolare riferimento all’isola di Lampedusa.

Nel periodo considerato sono stati registrati 1.042 sbarchi, per un totale di 51.120 migranti approdati sulle coste della provincia. Un impegno costante che ha coinvolto tutti gli uffici della Questura, dalle operazioni di sbarco alle procedure di identificazione, fino ai trasferimenti e ai rimpatri.

Sul fronte dell’immigrazione irregolare, sono stati eseguiti 95 provvedimenti di espulsione, 172 trattenimenti nei Centri di permanenza per il rimpatrio e 55 accompagnamenti. Parallelamente, l’attività investigativa ha portato all’arresto di sette soggetti per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e allo smantellamento di organizzazioni dedite alla permanenza irregolare sul territorio nazionale attraverso contratti di lavoro falsi.

Accanto alla gestione dei flussi migratori, la Polizia di Stato ha garantito la sicurezza di numerose manifestazioni ed eventi pubblici, anche di rilievo nazionale, come quelli legati alla nomina di Agrigento a Capitale italiana della cultura 2025 e alla visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. In totale sono state gestite 1.163 manifestazioni ed eventi e 188 manifestazioni sportive, con l’impiego di oltre 5.400 operatori.

Capillare anche l’attività di controllo del territorio. Le volanti impiegate sono state 9.667, con 173.434 persone identificate, oltre 52 mila veicoli controllati e più di 7.600 posti di controllo. Gli interventi di soccorso pubblico sono stati 4.402, mentre quasi 49 mila sono stati i controlli su soggetti sottoposti a misure restrittive.

Sul piano della repressione dei reati, l’attività di polizia giudiziaria ha portato alla denuncia di 740 persone in stato di libertà e all’arresto di 208 soggetti, tra flagranze e provvedimenti dell’autorità giudiziaria. Significativi anche i sequestri di sostanze stupefacenti, pari a oltre 18 chilogrammi complessivi, frutto di un’azione costante contro lo spaccio su tutto il territorio provinciale.

Non è mancato l’impegno nei confronti dei reati contro le fasce più deboli: arresti per maltrattamenti aggravati, violenza sessuale, pornografia e prostituzione minorile testimoniano l’attenzione rivolta alla tutela delle vittime vulnerabili. In questo contesto si inserisce anche la sottoscrizione del “Protocollo Elios” tra Questura e ASP di Agrigento, finalizzato alla prevenzione e al contrasto della violenza di genere.

Rilevante l’attività della Divisione Polizia Anticrimine, che ha portato all’emissione di numerose misure di prevenzione, tra cui ammonimenti, avvisi orali, sorveglianze speciali e provvedimenti di Daspo e Dacur. Sul piano patrimoniale, è stato eseguito un sequestro di beni per un valore complessivo di circa 600 mila euro, comprendente aziende, veicoli, terreni e disponibilità finanziarie.

Sul versante amministrativo, nel periodo di riferimento sono stati rilasciati oltre 8.100 passaporti e svolti più di 230 controlli amministrativi, soprattutto nei confronti di esercizi commerciali e luoghi della movida, con sanzioni per oltre 258 mila euro. In questo ambito è stata anche scoperta un’attività di casa di riposo non autorizzata.

Importante infine l’attività delle specialità: dalla Polizia Stradale, impegnata nella prevenzione degli incidenti e nel controllo della circolazione, alla Polizia Ferroviaria e alla Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica, attiva sia sul fronte investigativo che in quello della prevenzione e dell’educazione alla legalità nelle scuole.

Un bilancio complessivo che restituisce l’immagine di una presenza costante sul territorio, riassunta nel motto che accompagna l’operato della Polizia di Stato: “Esserci sempre”, al fianco dei cittadini e delle istituzioni.

Riqualificazione piazzetta XXIV Maggio: partiti i lavori a Sciacca

Dopo anni di segnalazioni, sono finalmente iniziati i lavori di riqualificazione della piazzetta del Rione XXIV Maggio a Sciacca. L’area versava da tempo in condizioni critiche, con marciapiedi dissestati e sollevati dalle radici delle piante, creando un concreto rischio di cadute per i pedoni.

La situazione era stata più volte segnalata dal cittadino Michele Bobbio, che nel tempo aveva portato il problema all’attenzione delle istituzioni locali, in particolare dell’ex assessore Simone Di Paola e del consigliere comunale Isidoro Maniscalco.

Marciapiedi danneggiati e rischio per i pedoni

La riqualificazione della piazzetta XXIV Maggio si concentra principalmente sulla messa in sicurezza dei percorsi pedonali, compromessi dal deterioramento del manto e dall’affioramento delle radici. Una criticità che aveva reso difficoltoso e pericoloso il transito, soprattutto per anziani e persone con mobilità ridotta.

Interventi nel rispetto del verde

I lavori, avviati in questi giorni, vengono eseguiti con particolare attenzione al benessere delle piante presenti nella piazzetta. L’obiettivo è ripristinare la funzionalità e la sicurezza degli spazi senza compromettere il patrimonio verde esistente.

Una risposta alle segnalazioni dei cittadini

L’avvio della riqualificazione della piazzetta XXIV Maggio rappresenta una risposta concreta alle istanze dei residenti e un segnale di attenzione verso le problematiche di manutenzione urbana. Un intervento atteso da tempo, che restituisce decoro e sicurezza a uno spazio pubblico del quartiere.

Non si ferma all’alt e tenta la fuga: denunciato 34enne a Trapani

Non si è fermato all’alt dei carabinieri e ha tentato di darsi alla fuga. Un trapanese di 34 anni è stato denunciato per resistenza a pubblico ufficiale al termine di un intervento dei militari dell’Arma nel territorio comunale di Trapani.

L’episodio è avvenuto durante un normale servizio di controllo effettuato dai carabinieri della Stazione di Erice nei pressi del quartiere San Giuliano. I militari hanno notato l’uomo a bordo di un motociclo privo del casco protettivo e hanno intimato l’alt per procedere al controllo.

La fuga e le manovre pericolose

Il 34enne, invece di fermarsi, ha eluso il posto di blocco dandosi alla fuga e compiendo manovre particolarmente pericolose, mettendo a rischio la propria incolumità e quella degli altri utenti della strada. Dopo pochi metri, tuttavia, è stato raggiunto e fermato dai carabinieri.

La perquisizione e la segnalazione in Prefettura

Sottoposto a perquisizione, l’uomo è stato trovato in possesso di alcuni grammi di sostanza stupefacente del tipo cocaina e hashish. Per questo motivo è stato segnalato alla Prefettura come assuntore di sostanze stupefacenti.

La denuncia per resistenza a pubblico ufficiale

Per la condotta tenuta durante il controllo, il 34enne è stato denunciato all’autorità giudiziaria per resistenza a pubblico ufficiale. L’attività rientra nei servizi di prevenzione e controllo del territorio svolti quotidianamente dall’Arma dei carabinieri.

Acquedotto Favara di Burgio, La Vardera interroga la Regione: “Stop alla fatturazione di Siciliacque”

L’acquedotto Favara di Burgio finisce al centro di una interrogazione urgente presentata all’Assemblea regionale siciliana dal deputato Ismaele La Vardera. Nel mirino la fatturazione dell’acqua prelevata dai pozzi dell’acquedotto da parte di Siciliacque, ritenuta illegittima dall’Aica, gestore del servizio idrico integrato dell’Ambito Territoriale Ottimale di Agrigento .

Secondo quanto ricostruito nell’atto parlamentare, l’infrastruttura idrica di Favara di Burgio sarebbe alimentata esclusivamente da pozzi ubicati nel territorio agrigentino e destinata unicamente a soddisfare il fabbisogno idrico dei Comuni dell’Ato di Agrigento. Una circostanza che, se confermata, escluderebbe la natura “sovrambito” dell’acquedotto e rimetterebbe in discussione la legittimità della fatturazione operata da Siciliacque.

La questione non è solo tecnica, ma anche economica. La Vardera evidenzia come i costi addebitati ad Aica si riflettano direttamente sui bilanci comunali e, in ultima istanza, sulle bollette dei cittadini, già alle prese con disservizi e criticità strutturali del servizio idrico. Un aggravio che, secondo il deputato, rischia di colpire ulteriormente un territorio storicamente penalizzato sul piano dell’approvvigionamento idrico.

Nel documento si richiama anche l’articolo 147 del decreto legislativo 152 del 2006, che impone l’organizzazione del servizio idrico nel rispetto dei confini degli ambiti territoriali ottimali. Da qui la richiesta alla Regione Siciliana di chiarire formalmente se l’Acquedotto Favara di Burgio rientri nella competenza esclusiva dell’Ato di Agrigento e di intervenire per sospendere o rivedere la fatturazione contestata.

Tra le proposte avanzate figura anche la stipula immediata di una convenzione tra Regione, Siciliacque e Aica, in grado di disciplinare in modo trasparente il prelievo e l’utilizzo della risorsa idrica, garantendone l’impiego esclusivo a favore dei cittadini agrigentini e senza ulteriori aggravi di costo. Non manca infine la richiesta di valutare meccanismi di restituzione o compensazione delle somme eventualmente già versate.

L’interrogazione, presentata con carattere d’urgenza, chiama il governo regionale a un intervento risolutivo per tutelare l’interesse pubblico e riaffermare il principio dell’acqua come bene comune, sottratto a logiche che rischiano di tradursi in un danno economico per i cittadini della provincia di Agrigento .

Allagato corso Miraglia, altra perdita idrica a Sciacca


E’ allagato il corso Miraglia, a Sciacca. Una copiosa perdita idrica ha bagnato la strada durante la giornata di ieri, domenica. E’ così anche in via Catusi. Sono strade ad alta densità di traffico nelle quali, ogni giorno, si riversano anche centinaia di studenti per raggiungere diversi istituti scolastici che si trovano proprio in quelle zone della città.

Durante lo scorso fine settimana Aica ha completato la riparazione di un tratto di condotta fognaria in vicolo Imbornone e adesso si rimette al lavoro per riparare la rete idrica di Sciacca che, in diversi tratti, necessità di interventi. Via Catusi, come confermano i tecnici Aica, è tra le priorità e già durante questa settimana potrebbero essere avviati i lavori.

In corso Miraglia, nei mesi scorsi, sono stati eseguiti interventi alla rete idrica. La condotta idrica, evidentemente, continua a saltare necessitando sempre lavori come già accaduto nella vicina via Ritacco.

Ieri in corso Miraglia si sono riversate anche tante auto di saccensi diretti allo stadio per la partita tra lo Sciacca e il Licata. Al momento si soffre anche in altre zone di Sciacca dove si registra il cedimento del manto stradale e nonostante siano stati esclusi problemi ai sottoservizi è scattata la chiusa al traffico. E’ così nella centralissima via Friscia Maglienti.

La riapertura al traffico dipenderà dalla fornitura dell’asfalto da parte di un impianto al quale si è rivolto il Comune di Sciacca. Nelle prossime ore si saprà se tra domani e mercoledì sarà possibile ottenere la fornitura. In caso contrario i lavori rischiano di slittare a dopo le festività Natalizie.

Aeroporto agrigentino: il 2025 si chiude senza via libera Enac

Il 2025 si chiude senza l’inserimento dell’aeroporto agrigentino nella programmazione nazionale degli aeroporti. Un risultato che lascia spazio a valutazioni contrastanti, come sottolineato dall’Ordine degli Architetti di Agrigento, che parla apertamente di un anno “dal sapore dolce-amaro” per il progetto dello scalo nella piana di Licata.

A fare il punto della situazione è il presidente dell’Ordine, Rino La Mendola, che ricostruisce l’iter seguito nel corso dell’anno e le interlocuzioni con l’Enac, l’Ente nazionale per l’aviazione civile.

Le richieste Enac e gli studi integrativi

Secondo quanto riferito da La Mendola, l’Enac aveva inizialmente richiesto un allungamento della pista e una serie di studi integrativi, tra cui quelli sulla sostenibilità economica dell’infrastruttura e sulla compatibilità con i venti dominanti nella piana di Licata. Il Libero Consorzio Comunale di Agrigento aveva risposto prontamente, trasmettendo la documentazione richiesta.

Un aggravio istruttorio inatteso

Nonostante ciò, l’Enac ha successivamente richiesto ulteriori studi integrativi di natura economica, tecnica e ambientale, ritenuti dall’Ordine degli Architetti eccessivi per una fase preliminare, il cui obiettivo era esclusivamente l’inserimento dello scalo agrigentino nella programmazione nazionale.

È questo l’aspetto che, secondo La Mendola, ha dato al 2025 il suo “sapore amaro”, rallentando un percorso già complesso e articolato.

Aeroporto agrigentino: riconosciuta l’idoneità dell’area di Licata

Accanto alle criticità, emerge anche un elemento positivo. Nell’argomentare la richiesta di nuovi studi, l’Enac ha infatti riconosciuto ufficialmente l’idoneità dell’area individuata nella piana di Licata sotto il profilo anemometrico e plano-altimetrico.

Un passaggio ritenuto fondamentale dall’Ordine degli Architetti, perché conferma la validità delle scelte tecniche operate nei documenti predisposti dal Libero Consorzio e rafforza la credibilità del progetto dell’aeroporto agrigentino.

L’auspicio per il 2026: il parere definitivo Enac

Lo sguardo adesso è rivolto al 2026. Il Libero Consorzio sarebbe pronto a trasmettere all’Enac tutti gli ulteriori studi integrativi richiesti, con l’auspicio che non emergano nuove criticità.

Secondo La Mendola, il prossimo anno potrebbe finalmente essere quello decisivo per ottenere il parere positivo necessario all’inserimento dell’aeroporto agrigentino nel Piano nazionale degli aeroporti, passaggio imprescindibile per avviare la fase realizzativa dell’infrastruttura.

La proposta dello scalo satellite di Punta Raisi

Nel frattempo, l’Ordine degli Architetti rilancia una proposta già avanzata in passato: quella di configurare lo scalo agrigentino come aeroporto satellite di Punta Raisi. Una soluzione che consentirebbe di concentrare amministrativamente le attività aeroportuali siciliane in due poli principali, uno occidentale e uno orientale, come previsto dallo stesso Piano nazionale degli aeroporti.

In questo schema, l’aeroporto agrigentino e quello di Birgi alimenterebbero il polo occidentale con capofila Punta Raisi, mentre lo scalo di Comiso sarebbe aggregato al polo orientale facente capo a Fontanarossa.

Riduzione dei costi e pianificazione più efficiente

Secondo l’Ordine, questa impostazione permetterebbe di superare le concorrenze territoriali, ridurre i costi di gestione e garantire una pianificazione più razionale dei voli, meglio calibrata sulle reali esigenze del territorio siciliano.

Una visione strategica che, se accolta, potrebbe rappresentare un punto di svolta anche per il futuro dell’aeroporto agrigentino.

Il margheritese Sanfilippo Tedoforo dei Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026

Il Comitato organizzatore dei Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026 ha scelto Giuseppe Sanfilippo, margheritese, presidente e capitano dei Leoni Sicani, come Tedoforo ufficiale del Viaggio della Fiamma Olimpica. Un riconoscimento che premia la sua storia, il suo impegno e i valori che da vent’anni porta avanti dentro e fuori dal campo.

La selezione è stata comunicata direttamente dagli organizzatori, che hanno riconosciuto in lui una figura simbolo della passione, della resilienza e dello spirito olimpico: 

“Sarai uno dei 10.001 protagonisti che attraverseranno l’Italia portando con sé l’energia, i valori e lo spirito dei Giochi Milano Cortina 2026. La tua storia rappresenta pienamente lo spirito dei Giochi.” 

Sanfilippo porterà la Torcia Olimpica ad Agrigento, in un evento attesissimo che vedrà la partecipazione di cittadini, scuole e realtà sportive del territorio. L’appuntamento è domani, martedì 16 dicembre, alle 18,26, con il passaggio in via Esseneto, ad Agrigento.

“Lo sport mi ha cambiato la vita. A vent’anni da quando tutto è iniziato, mai avrei immaginato che il destino mi avrebbe regalato un onore così grande. In queste ore sto comprendendo davvero cosa significhi essere Tedoforo: è un’opportunità che pochissime persone al mondo hanno avuto.” Queste le parole di Sanfilippo.