ROMA (ITALPRESS) – “Il 2025 ha rappresentato un anno di consolidamento e accelerazione per l’innovazione italiana ed europea”. Lo afferma Gabriele Ferrieri, Presidente ANGI (Associazione Nazionale Giovani Innovatori). “Abbiamo registrato un incremento significativo negli investimenti in ricerca e sviluppo, con particolare enfasi sulla transizione digitale e green. Il Piano Transizione 5.0 ha offerto crediti d’imposta fino al 45% per progetti che riducono i consumi energetici, stimolando imprese e startup a investire in beni strumentali 4.0 e tecnologie sostenibili. In Europa, l’attenzione alla competitività e alla sovranità tecnologica ha aperto scenari favorevoli, con l’Italia che si posiziona come attore chiave in settori come l’intelligenza artificiale, la cybersicurezza e la transizione ecologica. Le sinergie pubblico-privato hanno attratto risorse cruciali, supportando PMI e startup innovative nel superare sfide globali”.
Guardando alle prospettive per il 2026, Ferrieri evidenzia opportunità e priorità strategiche: “Il 2026 segnerà la fase di maturità del PNRR, con l’Italia che ha già raggiunto risultati superiori alla media europea: oltre 101 miliardi di euro spesi al novembre 2025, con proiezioni a 110 miliardi entro fine anno, e l’erogazione di rate successive che porteranno a circa 153 miliardi ricevuti.
Particolare attenzione merita il comparto della difesa e della sicurezza nazionale, dove l’innovazione tecnologica – dall’IA alla cybersicurezza – diventerà pilastro per la resilienza.
L’intelligenza artificiale sarà driver di crescita economica, sociale e industriale, mentre la ricerca e sviluppo riceverà ulteriori impulsi per ridurre il divario con i partner UE. Elogiamo l’impegno del Governo guidato dalla Presidente Giorgia Meloni, che ha dimostrato visione strategica e determinazione nell’attuazione del PNRR, superando obiettivi e potenziando misure come Transizione 5.0 per investimenti green e digitali. Un riconoscimento va anche all’eredità di Mario Draghi, che ha progettato un Piano ambizioso, rendendo oggi l’Italia più resiliente e competitiva sul piano internazionale”.
In conclusione, Ferrieri lancia un appello dai giovani innovatori: “Come portavoce delle generazioni under 40, raccomandiamo al Paese di intensificare gli investimenti sui talenti giovanili, semplificando l’accesso a fondi per ricerca, startup e formazione in IA e cybersicurezza. E’ essenziale promuovere politiche che favoriscano l’imprenditoria giovane, la meritocrazia e l’open innovation, integrando etica e sostenibilità. L’Italia possiede tutte le potenzialità per emergere come leader europeo: poniamo i giovani al centro del cambiamento, governiamo la rivoluzione digitale con coraggio e visione, e continuiamo a costruire un futuro di prosperità, sovranità tecnologica e inclusione. ANGI è al fianco di istituzioni, imprese e stakeholder per tradurre questa visione in azioni concrete”.
Tra i successi più significativi del 2025, si legge in una nota, spiccano “la VIII edizione del Premio ANGI – Oscar dell’Innovazione, tenutasi il 3 dicembre presso la Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano della Camera di Commercio di Roma, che ha celebrato le eccellenze italiane in ambiti come intelligenza artificiale, cybersicurezza, agritech e sostenibilità; la IV edizione dell’AI & VR Festival Multiverse World a Torino, che ha trasformato il Museo Nazionale del Cinema in un hub internazionale per tecnologie immersive; la V edizione dell’Innovation Cybersecurity Summit che ha messo al centro il gotha del mondo della difesa e delle forze armate nella prestigiosa cornice di Palazzo Simonetti Odescalchi a Roma fino alla IV edizione dello Young Innovators Business Forum sull’economia digitale con i maggiori attori del mondo delle imprese al Meet Digital Culture Center di Milano.
Nonchè numerosi convegni e tavoli tecnici, tra cui quelli su sicurezza nazionale e trasformazione digitale, con il patrocinio di Parlamento Europeo, Intergruppi Parlamentari e principali ministeri”.
-foto ufficio stampa ANGI –
(ITALPRESS).
Ferrieri (ANGI) “I giovani innovatori tracciano la roadmap per Italia del futuro”
In aula i 3 nuovi assessori tra il rovente dibattito politico, torna l’ipotesi mozione di sfiducia
Nervi a fior di pelle nella seduta del consiglio comunale di Sciacca di ieri sera in un clima non per nulla disteso e da benvenuto ai tre nuovi assessori. La seduta ha retto giusto il tempo del dibattito politico per poi infrangersi tra il fuggi fuggi dell’aula con i consiglieri del Pd per primi ad annunciare di farlo e a trovare l’uscita.
Nel suo intervento d’apertura, il sindaco Fabio Termine ha svolto il compitino non cambiando il succo di quanto già aveva spiegato alla stampa al momento del giuramento dei tre nuovi assessori Termine, Cascio e Luna. Una ricomposizione senza i partiti e aperta alla società civile.
Durissimi gli interventi di Modica e Ruffo per il Pd, nella stessa lunghezza d’onda delle dichiarazioni dell’onorevole Michele Catanzaro nella stessa giornata. Per il primo il vero motivatore dell’incontro di Termine con il centrodestra è l’attaccamento alla poltrona, per il secondo: unica via le dimissioni del primo cittadino.
Ma i veri colpi di scena della serata sono arrivati dal centrodestra, entrato in aula con l’accusa di essere la stampella dell’amministrazione per via dell’incontro tra primo cittadino e alcuni consiglieri, e uscito con la nuova ombra di una mozione.
Su quest’ultimo punto chi ha mostrato di non avere alcun dubbio e’ stata Daniela Campione “Le mozioni di sfiducia – ha detto sibillina – non si annunciano, si fanno”.
Diretto, chiaro e fermo Calogero Bono che dopo aver elencato una serie di episodi a suo dire imbarazzanti sulle incapacità del sindaco, ha poi rivolto un appello al suo centrodestra ad uscire gli attributi.
Di fatto, l’ipotesi mozione di sfiducia è ricomparsa come tema in aula Falcone – Borsellino. “Potrei sostenerla – ha dichiarato Carmela Santangelo.
“Per tre anni e mezzo sono stato responsabile – ora ha detto Filippo Bellanca – non lo sarò più”.
“Perché non sono stato invitato alla riunione alla sede sportiva – ha chiesto con ironia Bivona?. Lei è un virus – ha poi aggiunto – che ha distrutto il Pd e che ora vuole distruggere il centrodestra”.
Con la prima carrellata di interventi, la seduta si sospende per consentire nel “retro dell’aula” ai consiglieri del centrodestra di riunirsi. Non lo facevano da anni.
Alla ripresa dei lavori e’ un’altra storia. Nessuno si sente di votare anche i debiti fuori bilancio, punti che era all’ ordine del giorno. Viene meno il numero legale. Termine non regge già la prima uscita con la nuova giunta: tutto da rifare.
Bollo auto 2026, esenzione per ibride ed elettriche e stop al pagamento per chi ha redditi bassi: tutte le novità
Dal 2026 il bollo auto cambia volto, con un sistema di esenzioni più selettivo che tiene conto sia dell’impatto ambientale del veicolo sia della situazione economica del proprietario. Le novità, inserite nella manovra di bilancio e nella riforma dei tributi locali, puntano a ridurre i costi per famiglie e automobilisti, favorendo la mobilità sostenibile e tutelando i redditi più fragili.
Esenzione bollo auto 2026 per veicoli elettrici e ibridi
Una delle misure più rilevanti riguarda i veicoli elettrici e ibridi. Per le auto immatricolate dal 2022 in poi viene confermata l’esenzione totale dal bollo auto per cinque anni consecutivi dalla data di prima immatricolazione.
Si tratta di un beneficio economico significativo, considerando che il bollo rappresenta una delle principali spese fisse annuali per chi possiede un’auto. L’esenzione quinquennale contribuisce a ridurre il costo complessivo di utilizzo del veicolo e rende le soluzioni a basse emissioni più competitive rispetto ai modelli tradizionali a benzina o diesel, soprattutto nel medio-lungo periodo.
Come funziona l’agevolazione e cosa fare
Per accedere all’esenzione è fondamentale che il veicolo risulti correttamente classificato come ibrido o elettrico nelle banche dati ufficiali. Il bollo auto è un tributo regionale e, di conseguenza, le modalità di applicazione variano da Regione a Regione.
In alcune realtà l’esenzione viene riconosciuta automaticamente, mentre in altre è necessario presentare una domanda specifica tramite i portali regionali o presso gli uffici competenti. Verificare la corretta registrazione dei dati di immatricolazione è un passaggio essenziale per evitare addebiti non dovuti.
Bollo auto azzerato anche per chi ha redditi bassi
Accanto al criterio ambientale, dal 2026 entra in gioco anche un parametro economico. I contribuenti con un reddito personale annuo fino a 8.000 euro potrebbero beneficiare dell’esenzione totale dal bollo auto, indipendentemente dalla tipologia di veicolo posseduto.
L’obiettivo è alleggerire il carico fiscale per chi si trova in condizioni economiche più fragili, considerando che anche una tassa apparentemente contenuta può incidere in modo rilevante sui bilanci familiari. In questo caso, l’agevolazione non sarà automatica: per ottenerla sarà necessario dimostrare il reddito attraverso la dichiarazione dei redditi o la Certificazione Unica.
Superbollo invariato per le auto più potenti
Non cambiano, invece, le regole per il superbollo. I veicoli con potenza superiore a 185 kW continueranno a pagare l’imposta aggiuntiva pari a 20 euro per ogni kW eccedente la soglia. L’importo si riduce progressivamente con l’età del veicolo, ma resta comunque un costo rilevante per le auto di fascia alta.
Più autonomia a Regioni e Comuni sui tributi locali
Un’ulteriore novità contenuta nella manovra 2026 riguarda il rafforzamento dell’autonomia fiscale di Regioni e Comuni. Gli enti locali potranno introdurre, entro limiti definiti, forme di definizione agevolata sui tributi di propria competenza, bollo auto compreso.
Questa misura anticipa alcuni principi della riforma fiscale e consente agli enti territoriali di intervenire in modo più diretto per agevolare cittadini e imprese, soprattutto in situazioni di difficoltà economica o di contenzioso aperto.
Cosa cambia davvero dal 2026
In sintesi, il bollo auto 2026 si orienta verso un sistema più flessibile e mirato, che premia:
- chi sceglie veicoli a basse emissioni;
- chi ha redditi molto bassi;
- le amministrazioni locali che vogliono introdurre misure di alleggerimento fiscale.
Un cambiamento che potrebbe incidere in modo concreto sui costi annuali legati all’auto, soprattutto per chi rientra nelle nuove soglie di esenzione.
Bonus busta paga 2026: come aumentare lo stipendio netto con le agevolazioni attive
Elenco completo e aggiornato delle misure per lavoratori dipendenti
Il 2026 si apre con un pacchetto articolato di agevolazioni fiscali e contributive che permetteranno a milioni di lavoratori dipendenti di aumentare lo stipendio netto in busta paga. Tra riforma fiscale, manovra economica e proroga di misure già esistenti, il nuovo anno porta interventi concreti su Irpef, contributi, premi di produttività e benefit aziendali.
Si tratta di strumenti che non richiedono domande complesse, ma che incidono direttamente sul cedolino mensile, riducendo tasse e trattenute oppure aumentando le somme esenti. Vediamo nel dettaglio tutti i bonus busta paga 2026 attivi, chi può beneficiarne e come funzionano.
Taglio Irpef e riduzione del cuneo fiscale: più netto in busta paga
La misura più rilevante riguarda la riduzione dell’aliquota Irpef per la fascia di reddito intermedia. Dal 2026, per i lavoratori con redditi compresi tra 28.000 e 50.000 euro, l’aliquota scende dal 35% al 33%, con un risparmio fiscale che si traduce in decine di euro in più al mese.
Resta confermata anche la no tax area fino a 8.500 euro annui, che garantisce l’esenzione totale dall’Irpef ai lavoratori con redditi più bassi.
Accanto a questo intervento, continua il taglio del cuneo fiscale, che riduce i contributi a carico del dipendente e dell’azienda. Il risultato è un incremento diretto del netto in busta paga, senza effetti negativi sulla pensione futura.
Quoziente famiglia: più detrazioni per chi ha figli o disabilità
Per i contribuenti con redditi superiori a 75.000 euro, entra a regime il quoziente famiglia, un meccanismo che consente di aumentare le detrazioni fiscali in base alla composizione del nucleo familiare.
Il coefficiente cresce con:
- numero di figli a carico;
- presenza di figli con disabilità;
- carichi familiari complessivi.
In pratica, più il nucleo è numeroso o fragile, maggiore sarà la quota di reddito detraibile, con un effetto positivo sull’imposta dovuta e quindi sullo stipendio netto.
Bonus per chi resta al lavoro: esonero contributivo “bonus Giorgetti”
Tra le misure più vantaggiose figura il cosiddetto bonus Giorgetti, rivolto ai lavoratori che, pur avendo maturato i requisiti per la pensione anticipata o flessibile entro il 2025 o il 2026, decidono di continuare a lavorare.
In questo caso:
- il lavoratore non versa più la quota di contributi IVS a proprio carico;
- l’importo che normalmente finirebbe all’INPS resta in busta paga;
- lo stipendio netto aumenta in modo strutturale.
L’agevolazione riguarda gli iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria e ai fondi sostitutivi ed esclusivi.
Bonus mamme lavoratrici: contributi azzerati e stipendio più alto
Viene confermato anche il bonus mamme, destinato alle lavoratrici madri, sia nel settore privato che nella Pubblica Amministrazione.
Il beneficio consiste in:
- esenzione totale dai contributi previdenziali a carico della lavoratrice;
- copertura dell’importo da parte dello Stato;
- incremento immediato dello stipendio netto mensile.
L’agevolazione può valere circa il 9,19% della retribuzione, una percentuale che incide in modo significativo sul reddito disponibile.
Fringe benefit: fino a 2.000 euro completamente esenti
Nel 2026 aumentano anche le soglie dei fringe benefit, cioè beni e servizi erogati dall’azienda al dipendente:
- fino a 1.000 euro per tutti i lavoratori;
- fino a 2.000 euro per chi ha figli a carico.
Queste somme sono totalmente esenti da Irpef e contributi, quindi entrano in busta paga (o sotto forma di benefit) senza alcuna trattenuta. Per i neoassunti che cambiano residenza oltre 100 km, i limiti possono essere ulteriormente innalzati.
Turismo e ristorazione: mance e straordinari più convenienti
Nel settore turistico-alberghiero restano in vigore importanti agevolazioni:
- mance tassate al 5%, fino al 75% del reddito complessivo;
- soglia di accesso innalzata a 75.000 euro;
- trattamento integrativo del 15% su lavoro notturno e straordinario festivo, da gennaio a settembre, completamente esente da tasse.
Il beneficio è riservato a chi nel 2025 ha avuto un reddito inferiore a 40.000 euro.
Premi di produttività tassati all’1%
I premi di produttività diventano ancora più convenienti: per il 2026 e il 2027 si applica un’imposta sostitutiva dell’1%, fino a un massimo di 5.000 euro.
Questo consente ai lavoratori di ricevere quasi integralmente il premio riconosciuto dall’azienda, evitando la tassazione ordinaria che può superare il 30%.
Pubblica Amministrazione e rinnovi contrattuali
Nel pubblico impiego, i dipendenti non dirigenti con redditi fino a 50.000 euro beneficeranno della detassazione dei trattamenti accessori fino a 800 euro, con aliquota sostitutiva al 15%.
Gli aumenti derivanti dai rinnovi contrattuali 2025-2026 potranno invece essere tassati al 5%, per i lavoratori con redditi fino a 28.000 euro che scelgono di aderire.
Rimborsi 730 e altre misure
Restano confermati i rimborsi Irpef direttamente in busta paga dopo la presentazione del modello 730, consentendo di trasformare rapidamente il credito fiscale in liquidità.
Completa il quadro la flat tax per neo residenti, salita a 300.000 euro annui, destinata a contribuenti ad alto reddito che trasferiscono la residenza fiscale in Italia.
In sintesi
Il 2026 sarà un anno chiave per i lavoratori dipendenti: tra taglio Irpef, contributi ridotti, bonus mirati e benefit esenti, aumentare lo stipendio netto sarà possibile senza cambiare lavoro, ma semplicemente sfruttando le agevolazioni attive.
Enna, 77 ammonimenti per reati di genere nel 2025
Nel corso del 2025 sono stati 77 gli ammonimenti per reati di genere emessi a Piazza Armerina. Il dato è stato reso noto dal questore di Enna Salvatore Fazzino, che ha salutato la città in vista del nuovo incarico alla guida della Questura di Ragusa.
Il numero degli ammonimenti per reati di genere rappresenta uno degli indicatori più significativi dell’azione di prevenzione messa in campo dalla Polizia di Stato sul territorio, con particolare riferimento ai comportamenti persecutori e violenti all’interno dell’ambito familiare e domestico.
Ammonimenti per reati di genere: il dato di Piazza Armerina
Gli ammonimenti per reati di genere sono provvedimenti previsti dal codice di procedura penale e vengono emessi direttamente dal questore. Si tratta di uno strumento di prevenzione che interviene prima della fase penale vera e propria, rivolto a soggetti che abbiano posto in essere condotte persecutorie o violente nei confronti di familiari o conviventi.
Nel 2025, a Piazza Armerina, il ricorso a questo strumento è stato pari a 77 casi. Un numero che evidenzia l’attenzione rivolta al contrasto dei reati contro le donne e alla tutela delle vittime, attraverso misure immediate finalizzate a interrompere situazioni di rischio.
Attività della Questura di Enna nel 2025
Accanto agli ammonimenti per reati di genere, la Questura di Enna ha fornito un quadro complessivo dell’attività svolta nel corso dell’anno sul fronte della sicurezza pubblica.
Arresti, denunce e sequestri
Nel 2025 sono stati registrati:
- 69 arresti;
- 552 persone denunciate;
- 369,40 grammi di sostanze stupefacenti sequestrate;
- 8 espulsioni di cittadini stranieri.
Questi dati restituiscono l’immagine di un’attività di controllo costante e diffusa sul territorio provinciale, con particolare attenzione al contrasto dei reati e alla prevenzione delle condotte illecite.
Daspo e prevenzione della violenza
Sempre nel corso dell’anno sono stati emessi 3 Daspo sportivi e 6 Daspo Willy. Si tratta di strumenti utilizzati per prevenire episodi di violenza e disordini, in particolare durante eventi pubblici e manifestazioni, rafforzando il livello di sicurezza collettiva.
Sicurezza stradale: i numeri della polizia stradale
Un capitolo rilevante riguarda anche l’attività della polizia stradale. Nel 2025, in provincia di Enna, sono stati registrati:
- 178 incidenti stradali;
- 5.679 punti patente decurtati;
- 3.101 violazioni al codice della strada contestate.
Numeri che testimoniano un impegno costante sul fronte della sicurezza stradale, attraverso controlli e sanzioni finalizzati alla prevenzione degli incidenti e alla tutela degli utenti della strada.
Un bilancio che evidenzia l’impegno sul territorio
Il bilancio tracciato dalla Questura di Enna per il 2025 mette in luce, in particolare, il ruolo centrale degli ammonimenti per reati di genere come strumento di prevenzione e tutela, inseriti in un più ampio quadro di attività di controllo, contrasto alla criminalità e sicurezza stradale sul territorio provinciale.
Agricoltura, 2,9 milioni per secondo impianto nell’invaso di Lentini
Finanziato dalla Regione un secondo impianto di sollevamento nell’invaso di Lentini, in provincia di Siracusa. L’assessorato dell’Agricoltura ha, infatti, stanziato 2 milioni e 900 mila euro per potenziare la centrale di contrada Sigona e assicurare con certezza la distribuzione dell’acqua durante la stagione irrigua agli agrumeti dell’area sud della Piana di Catania.
Nell’attuale centrale di sollevamento, dopo anni di inattività, dal 2024 sono installate in via provvisoria due elettropompe con portata massima sollevabile pari a 550 litri al secondo ciascuna, per un totale di 1.100 litri al secondo, ed è in fase di completamento il progetto finanziato dal Cipess con 1,6 milioni di euro, per sostituire le quattro vecchie elettropompe da mille litri al secondo ciascuna così da ripristinare le condizioni iniziali dell’infrastruttura.
Il nuovo investimento regionale è stato pensato per garantire un approvvigionamento idrico continuo ed efficiente a supporto della centrale esistente, mediante l’impiego di un impianto di sollevamento costituito da quattro elettropompe, per un totale di 1.650 litri al secondo in esercizio ordinario.
«Questo progetto dimostra il nostro impegno costante e concreto per sostenere gli agricoltori e mettere fine ad anni di inattività e inadeguatezza», dichiara l’assessore regionale all’Agricoltura, Luca Sammartino.
La centrale di sollevamento consente di addurre le acque derivate dall’invaso Lentini alla vasca Sigona. Dalla vasca d’accumulo vengono servite le aree coltivate nel territorio di Lentini, Scordia e Palagonia.
Sanità, Catanzaro: “Enormi lacune e nessuna visione” (Video)
La sanità resta il principale terreno di scontro politico. Michele Catanzaro, capogruppo del Partito democratico all’Ars, non nasconde una posizione fortemente critica sull’azione del governo regionale, con particolare riferimento alla programmazione degli ospedali di Sciacca e Ribera.
Alla domanda sullo stato della sanità nel territorio, Catanzaro risponde manifestando delusione. Il tema, sottolinea, rappresenta “il primo punto” dell’azione del Pd all’opposizione, perché riguarda direttamente “il diritto alla salute e alla sanità”. Nella recente finanziaria, aggiunge, il gruppo dem ha contestato “le enormi lacune sulla sanità” di un governo che “va avanti con approssimazione” e nel quale “non c’è una visione”.
Il capogruppo dem richiama criticità strutturali diffuse, parlando di “un problema enorme” e di una situazione “davvero disastrata” negli ospedali siciliani. Nel suo intervento ricorda anche le vicende legate all’approvazione del piano sanitario regionale: “Dopo 11 volte di commissione Sanità pubblica per l’approvazione del piano regionale si è arrivati addirittura ad una cosa irricevibile”, con “deputati di maggioranza che giocavano sul cambio del piano regionale alla salute sui posti letto”, dinamica che, secondo Catanzaro, ha inciso anche sul caso di Sciacca e Ribera.
Sul futuro della rete ospedaliera, così come progettata a Palermo, il giudizio resta prudente e critico. “Io così per com’è – dice Catanzaro – ho profondi profondi dubbi per quanto riguarda l’ospedale di Sciacca e Ribera”, precisando di non voler impostare “una battaglia di campanilismo”. Per il capogruppo Pd, infatti, Sciacca e Ribera rappresentano “un unico ospedale” e devono essere considerati “come unica realtà”.
La linea indicata è quella del potenziamento complessivo: “Dobbiamo potenziare Sciacca e Ribera come ospedale riuniti”, riconoscendo che l’ospedale di Sciacca “deve essere di primo livello”, rafforzando i reparti e cercando di “portare più medici”. L’obiettivo dichiarato è evitare quella “passività” che, secondo Catanzaro, alimenta il fenomeno della mobilità sanitaria, con cittadini costretti “ad andare via dalla Sicilia per farsi curare”.
Un quadro severo, quello tracciato dal capogruppo del Pd, che rimette al centro il nodo della programmazione sanitaria e del ruolo strategico degli ospedali del territorio agrigentino nel sistema regionale.
Concorsi Regione Siciliana, via libera a 322 assunzioni
La Regione Siciliana avvia una nuova fase di rafforzamento della propria macchina amministrativa con la pubblicazione di nuovi bandi di concorso e avvisi di progressione verticale.
Il dipartimento della Funzione pubblica e del personale ha infatti reso noti quattro avvisi di selezione che, insieme a quelli già pubblicati nei mesi scorsi, completano le procedure previste dal Piano integrato di attività e organizzazione (Piao) 2025.
I concorsi Regione Siciliana riguardano complessivamente l’assunzione di 322 nuovi funzionari a tempo pieno e indeterminato, oltre all’attivazione di 832 progressioni verticali riservate al personale già in servizio. L’obiettivo dichiarato è quello del rinnovo generazionale e del potenziamento delle competenze interne dell’amministrazione regionale.
Assunzione di 322 funzionari: profili e numeri
I bandi per i concorsi Regione Siciliana sono stati pubblicati nella sezione dedicata del sito istituzionale del dipartimento della Funzione pubblica. Le 322 unità previste, appartenenti all’area dei funzionari (ex categoria D), sono così distribuite:
Funzionari tecnici e ispettivi
Sessanta posti sono destinati al profilo di funzionario tecnico, con ambiti di ruolo che spaziano dalla tutela e valorizzazione delle risorse ambientali allo sviluppo produttivo, fino alla pianificazione e all’assetto territoriale (codice TECO).Sono inoltre previste 52 unità nei profili di ispettore del lavoro e funzionario ispettivo (codici ISPAM e ISPTEC), a supporto delle attività di vigilanza e controllo.
Archeologi e Centri per l’impiego
Dieci posti riguardano il profilo di funzionario tecnico per i beni culturali, con qualifica di archeologo (codice ARCH). Il contingente più numeroso, pari a 200 unità, è invece destinato al potenziamento dei Centri per l’impiego della Sicilia, considerati strategici nell’attuazione delle politiche attive del lavoro.
Le domande di partecipazione ai concorsi Regione Siciliana potranno essere presentate entro 45 giorni a partire dal giorno successivo alla pubblicazione sul portale InPA.
Progressioni verticali per il personale interno
Accanto ai concorsi Regione Siciliana, il dipartimento della Funzione pubblica ha pubblicato anche l’avviso relativo alle progressioni verticali interne, come previsto dal contratto collettivo regionale di lavoro del comparto.
L’avviso consentirà a 536 dipendenti dell’area dei coadiutori di accedere all’area degli assistenti e a 296 dipendenti dell’area degli assistenti di transitare in quella dei funzionari.
Le istanze potranno essere presentate tramite il Portale del dipendente dal 7 gennaio al 6 febbraio 2026.
Schifani: rafforzare la macchina amministrativa
Secondo il presidente della Regione, Renato Schifani, che ricopre anche l’incarico ad interim di assessore alla Funzione pubblica, i concorsi Regione Siciliana e le progressioni verticali rappresentano un passaggio centrale per rendere l’amministrazione più efficiente, moderna e adeguata alle sfide legate alla programmazione e alla gestione delle risorse.
Il percorso avviato con il Piao 2025 punta così a valorizzare il personale interno e a immettere nuove professionalità, considerate indispensabili per lo sviluppo del territorio e per il funzionamento dell’apparato regionale.
Rapina in casa a Realmonte, bottino da 10 mila euro
Una rapina in casa ha scosso la cittadina di Realmonte. La vittima è una casalinga sessantenne, che al rientro nella propria abitazione ha scoperto l’amara sorpresa e ha subito allertato le forze dell’ordine.
L’irruzione e il bottino della rapina in casa
Secondo quanto ricostruito, i ladri hanno forzato una porta-finestra per entrare nell’abitazione e hanno rovistato in tutte le stanze. Il bottino totale ammonta a circa 10 mila euro, tra cui 6 mila euro in contanti e un orologio di lusso.
Indagini dei carabinieri
I carabinieri sono intervenuti immediatamente dopo la segnalazione della proprietaria, avviando le indagini per identificare i responsabili e ricostruire la dinamica della rapina in casa. Gli accertamenti puntano a chiarire come i ladri abbiano agito e a rintracciare eventuali complici.
Le autorità invitano i cittadini a segnalare comportamenti sospetti e collaborare attivamente con le forze dell’ordine.
Semestre filtro, Vivere Medicina propone una graduatoria unica nazionale per coprire tutti i posti
Dopo le criticità emerse con la prima sessione del cosiddetto semestre filtro, tra risultati giudicati deludenti, difficoltà operative e il rischio di posti non coperti, l’associazione studentesca Vivere Medicina dell’Università di Palermo, insieme a Vivere Ateneo e alla Confederazione degli studenti, ha trasmesso al Ministero una proposta di revisione per l’anno accademico 2025/2026. Al centro dell’iniziativa, l’introduzione di una graduatoria unica ponderata per l’assegnazione dei posti nei corsi di Medicina, Odontoiatria e Veterinaria e la garanzia di non perdere il posto per gli studenti che non abbiano superato alcuni esami.
“Non ci limitiamo a dire che qualcosa non funziona. Abbiamo scritto una soluzione applicabile e immediata – commenta Francesca Sciacca, presidente di Vivere Medicina – perché adesso la priorità è ridurre l’incertezza per i futuri colleghi e garantire la massima copertura dei posti banditi, evitando procedure farraginose e senza esami di recupero che comporterebbero la perdita del posto in caso di insufficienza. In questi mesi le università hanno dovuto riorganizzarsi e gli studenti del semestre filtro hanno vissuto fin troppe difficoltà. È giusto che almeno adesso abbiano delle garanzie e delle tutele”.
La proposta prevede l’adozione di una sola graduatoria nazionale, basata su un criterio di ranking definito e replicabile. La graduatoria unica ponderata includerebbe tutti i candidati che hanno sostenuto le prove del semestre filtro – biologia, chimica e fisica – con l’assegnazione dei posti attraverso lo scorrimento di un’unica lista nazionale, tenendo conto delle preferenze di sede espresse dagli studenti e della riassegnazione sui posti residui. Il meccanismo consentirebbe l’accesso anche a candidati che non abbiano superato tutte e tre le prove con un punteggio minimo di 18/31.
L’ordinamento della graduatoria avverrebbe tramite un punteggio unico, determinato dalla somma dei risultati conseguiti nelle tre prove, moltiplicata per un coefficiente legato al numero di esami superati. Le associazioni segnalano inoltre la necessità di valutare soluzioni aggiuntive per i casi in cui studenti risultati idonei al primo appello abbiano sostenuto una seconda prova per migliorare il voto, senza però superarla. Secondo i promotori, il sistema permetterebbe una copertura progressiva dei posti, mantenendo un’assegnazione nazionale, tracciabile e basata esclusivamente sul punteggio, evitando procedure che potrebbero generare ulteriori criticità.
Un altro punto centrale riguarda i debiti formativi. Per gli studenti assegnati che non abbiano superato una o più prove, la proposta prevede il recupero all’interno degli Atenei, tramite verifiche coerenti con i programmi del semestre filtro e strumenti didattici ordinari, come Ofa o verifiche interne. L’obiettivo è assegnare prima i posti e consentire successivamente il recupero dei debiti durante il percorso universitario, senza ricorrere a ulteriori appelli o procedure straordinarie e senza vincoli nazionali.
Sul tema, le associazioni registrano un’apertura da parte del Ministero. “Accogliamo con attenzione la disponibilità al confronto manifestata negli ultimi giorni dalla ministra Anna Maria Bernini, che si è detta pronta a interventi correttivi sul semestre filtro e ‘aperta a una valutazione’ delle proposte che abbiamo avanzato – conclude Sciacca -. Siamo pronti a un confronto tecnico immediato. L’obiettivo è uno solo, chiaro e misurabile: dare certezze ai candidati, coprire i posti banditi con una procedura trasparente e iniziare il prima possibile a dare il nostro contributo con proposte più a lungo termine”.



