Momenti di paura in via Regina Margherita a Ribera, dove una 89enne è stata immobilizzata sul letto da tre persone – due donne e un uomo – che hanno poi passato al setaccio armadi e cassetti alla ricerca di denaro e preziosi.
I tre sono entrati in azione scegliendo un momento in cui la pensionata si trovava completamente sola in casa.
Secondo la ricostruzione dei carabinieri della Tenenza, intervenuti subito dopo l’allarme, l’anziana sarebbe stata strattonata e ripetutamente picchiata nel tentativo di farle rivelare dove custodisse eventuali valori.
Il gruppo, però, non avrebbe trovato nulla da portare via, abbandonando l’abitazione a mani vuote. La vittima, molto scossa, ha comunque trovato la forza di chiedere aiuto.
L’episodio ha destato forte preoccupazione in città, anche perché negli ultimi mesi nell’Agrigentino si sono registrati diversi furti nelle abitazioni di anziani che vivono soli.
In questo caso, però, è stata utilizzata una violenza che segna un evidente salto di qualità nella pericolosità delle condotte.
Le indagini sono in corso per identificare i responsabili.
In una comunità dove il tema della sicurezza domestica è sempre più sentito, l’episodio rilancia il dibattito sulla tutela delle persone più fragili e sull’esigenza di garantire presidi più efficaci sul territorio.
L’INPS ha pubblicato un nuovo bando che prevede un contributo economico fino a 3.000 euro per i nuclei familiari in cui sia presente una persona con disabilità grave o affetta da patologie gravi certificate. Si tratta di una misura una tantum, selettiva e basata su graduatoria, destinata esclusivamente agli iscritti alla Gestione Fondo IPOST (dipendenti e pensionati di Poste Italiane ed ex-IPOST) e ai loro familiari.
Il sostegno, finanziato con risorse interne dell’Istituto, mira ad alleviare le spese assistenziali dei nuclei più fragili. Ecco nel dettaglio requisiti, modalità di domanda e importi.
🔵 A chi spetta il contributo INPS fino a 3.000 euro
Possono richiedere la prestazione:
iscritti alla Gestione Fondo IPOST (dipendenti e pensionati di Poste Italiane S.p.A. ed ex-IPOST);
titolari di pensione diretta, indiretta o di reversibilità;
familiari indicati nel bando:
coniuge o unito civilmente,
figli conviventi,
conviventi o soggetti domiciliati in strutture di cura/assistenza, purché rientranti nel nucleo ai fini ISEE.
🔵 Requisiti sanitari: quali patologie danno diritto al contributo
Per accedere alla misura è necessario che il beneficiario presenti una delle seguenti condizioni:
✔ Disabilità grave (Legge 104, art. 3 comma 3)
Il verbale deve essere già registrato nei sistemi INPS.
✔ Patologie gravi certificate, tra cui:
sclerosi multipla
Morbo di Parkinson
esiti invalidanti di ictus cerebrale
gravi cardiopatie e pneumopatie (es. scompenso cardiaco avanzato, BPCO)
patologie metaboliche e genetiche come fenilchetonuria
anemie ereditarie (talassemie, forme drepanocitiche)
La certificazione deve essere:
rilasciata da specialista SSN o convenzionato, oppure dal medico di base;
conforme alle indicazioni del bando;
con data non anteriore al 31 dicembre dell’anno precedente.
🔵 Importi: da 500 a 3.000 euro in base all’ISEE
Il contributo varia secondo la fascia economica del nucleo:
ISEE del nucleo
Importo contributo INPS
fino a 12.000 €
3.000 €
da 12.000 € a valori più alti
importo decrescente
senza ISEE valido
500 €
Il sistema della graduatoria attribuisce priorità ai nuclei con ISEE più basso. In caso di parità, prevale il beneficiario più anziano.
🔵 Come presentare la domanda: procedura online
La richiesta deve essere inviata solo in modalità telematica tramite:
SPID
CIE
CNS
All’interno della procedura occorre indicare un IBAN intestato o cointestato al beneficiario. Non sono ammessi libretti postali senza IBAN.
⏰ Scadenza
La domanda deve essere presentata entro le ore 12:00 del 31 dicembre dell’anno del bando.
Se richiesto, l’invio della documentazione sanitaria originale ha una scadenza aggiuntiva (di solito entro il 31 gennaio dell’anno successivo).
🔵 Come avviene la selezione
L’INPS forma una graduatoria basata esclusivamente sul valore ISEE. La misura è una tantum e ogni beneficiario può presentare una sola domanda (vale l’ultima trasmessa).
🔵 Perché questo contributo è importante
La prestazione INPS non è rivolta a tutta la popolazione, ma ai soli iscritti alla Gestione IPOST. La misura:
aiuta concretamente le famiglie con condizioni sanitarie rilevanti;
valorizza l’accertamento della disabilità grave (Legge 104/1992);
sostiene nuclei esposti a costi assistenziali importanti;
introduce criteri di accesso basati su equità, trasparenza e priorità sociale.
Un intervento mirato, integrativo e utile per alleviare il carico economico delle famiglie più fragili.
Ancora un incidente lungo la strada statale 624 Palermo–Sciacca. Nella serata di oggi, in prossimità dello svincolo di Altofonte, si è verificato un nuovo sinistro che, secondo le prime informazioni, avrebbe coinvolto tre autovetture.
Sul posto sono intervenute le ambulanze del 118, i carabinieri e i vigili del fuoco. Pesanti le ripercussioni sul traffico con viabilità limitata e traffico.
La Fondovalle era già stata scenario di un precedente sinistro nelle prime ore della giornata. Un incidente, che secondo le prime ricostruzioni sembrerebbe autonomo, è avvenuto nei pressi dello svincolo per Gallitello, al chilometro 48 circa in direzione Palermo. Anche in quel caso è stato necessario l’intervento del 118. Si registrano solo feriti.
Le interlocuzioni tra il sindaco Fabio Termine e l’altra anima del Pd restano a zero. Tutto fermo, cristallizzato in posizioni inconciliabili e così la crisi politica di giunta appare senza fine: i riformisti di Catanzaro restano trincerati dietro il deliberato dell’ultima riunione del direttivo dello scorso 27 novembre che ha sancito nero su bianco la richiesta di azzeramento e dall’altra la posizione ferma di Termine proiettato invece, dal suo ultimo discorso in consiglio comunale verso al completamento della giunta con altre forze che vorranno sostenere il suo progetto politico.
Ma non sarà l’imminente festività dell’Immacolata a segnare la fine della crisi politica che accompagna ormai da mesi la giunta Termine.
Di volta in volta, di settimana in settimana, la possibilità di nomina della restante parte dell’esecutivo non si conclude e si rinvia ai giorni a seguire. Neanche il lungo fine settimana di festività, ha permesso a Fabio Termine di interrompere il silenzio di questi giorni approfittando della stasi amministrativa per intensificare la fase delle trattative nella cerca di nuovi assessori. Latitano anche rumors e indiscrezioni che di solito, accompagnano tali fasi.
L’unico nome che finora si era palesato, ovvero quello del segretario generale del comune di Montevago, Elia Maggio su indicazione del gruppo “Insieme per Sciacca” di Alberto Sabella e Nino Venezia, sembra essersi sfumato con il contatto per la proposta ufficiale del sindaco. Il super burocrate avrebbe tentennato nella possibilità di accettare l’incarico. Dunque, per Fabio Termine resta tutto in salita. Da ricercare vi sono sempre quattro assessori: due donne e due uomini. La quota rosa sarebbe maggiorata perché sarebbe intenzione del sindaco rinunciare ad Agnese Sinagra.
Tuttavia non è detto che le grandi difficoltà del primo cittadino possano portare ad ipotesi e scelte diverse. C’è chi gli avrebbe consigliato di aprire alla possibilità di una sorta di “governo di salute pubblica” per gli ultimi 18 mesi verso i gruppi consiliari che si mostreranno collaborativi, una scelta preceduta da alcune consultazioni pubbliche e palesi per ritrovare tramite una cabina di regia una nuova maggioranza in aula.
Possibilità che viene esclusa da chi invece, nelle more di questa lunga crisi politica, non vede altra via che la mozione di sfiducia.
Non restano a guardare, invece i consiglieri Raimondo Brucculeri e Maurizio Blo’ che con una lettera aperta rivolta ai saccensi denunciano l’immobilismo dell’amministrazione comunale, aggravato dall’implosione della maggioranza e dall’assenza di una guida politica stabile. La mozione di sfiducia non viene firmata – osservano i due – il sindaco non si dimette e la città resta paralizzata mentre altre amministrazioni sfruttano le opportunità del Pnrr. Blo’ e Brucculeri accusano poi il consiglio comunale di ambiguità e tutela delle proprie posizioni e invitano, infine la citta a “svegliarsi e scegliere” per superare l’attuale stallo. Mentre si apre un’altra settimana importante per gli sviluppi che potrebbero maturare nelle prossime giornate, anche l’attività del consiglio comunale sembra aver subito un arresto. Non vi sono nuovi punti all’ordine del giorno, non vi sono stati da parte dell’amministrazione solleciti a tornare in aula e pare che per una nuova seduta bisognerà aspettare. Le opposizioni non hanno certo voglia di trattare tematiche importanti come Piano Aro e Pudm che si affacciano all’orizzonte con il clima dettato da una crisi politica senza precedenti. Crisi aperta ad Halloween con l’ultima riunione di quella che allora era la maggioranza e non ancora chiusa a ridosso ormai del Natale.
Una partita a senso unico quella tra l’Accademia Trapani e lo Sciacca con i verdenero padroni del campo e vittoriosi per 4-0. L’uomo della domenica in casa verdenero è stato Mattia Retucci, autore di una tripletta, al 12′ su rigore, al 16′ e al 57′. A 10 minuti dal termine dell’incontro è stato Moser a portare a calare il poker per la squadra di Totò Brucculeri.
A fine partita il tecnico dello Sciacca ha parlato di una partita che si è messa subito bene per la sua squadra, ma non sminuendo la forza degli avversari.
Adesso lo Sciacca, terzo in classifica, a 24 punti, in condominio con il Don Carlo Misilmeri, si prepara per la partita più importante della stagione, quella casalinga con la capolista Licata che battendo il Castellammare è salita a quota 35.
Domenica 14 dicembre, al Gurrera, Sciacca-Licata con i verdenero che puntano a riaprire il campionato.
Un violento sistema temporalesco ha colpito oggi il litorale tirrenico, generando una serie di criticità che confermano ancora una volta la fragilità idrogeologica dell’area. Il maltempo nel Messinese ha investito soprattutto Sant’Agata di Militello, dove le precipitazioni hanno trasformato molte strade in veri e propri canali di fango e detriti.
Le piogge torrenziali hanno travolto il centro abitato e le zone limitrofe, creando flussi di materiale che hanno invaso incroci, marciapiedi e tratti di viabilità urbana. Automobilisti e residenti sono stati colti di sorpresa dall’improvvisa intensificazione del temporale, che in pochi minuti ha reso impraticabili diversi punti strategici della cittadina.
Esondazione del torrente Carrubba
Il momento più critico si è verificato con l’esondazione del torrente Carrubba. L’innalzamento repentino del livello d’acqua ha provocato allagamenti in scantinati, garage e piani bassi delle abitazioni, costringendo i vigili del fuoco a numerosi interventi di soccorso. Anche la Protezione civile è stata mobilitata per mettere in sicurezza gli accessi alle zone più colpite e monitorare l’evoluzione del fenomeno.
In diversi quartieri si sono registrate difficoltà di transito e chiusure temporanee. L’episodio segna l’ennesima emergenza legata al maltempo nel Messinese, dove le piogge intense continuano a mettere alla prova infrastrutture e sistemi di deflusso non sempre adeguati.
Frana sulla statale 113
Il peggioramento delle condizioni meteorologiche ha causato anche una frana lungo la strada statale 113, nel tratto tra Acquedolci e Sant’Agata di Militello. Una massa di terreno e detriti si è staccata dal costone, invadendo una corsia e rendendo necessaria l’immediata chiusura della carreggiata per consentire gli interventi di rimozione e messa in sicurezza.
La presenza di fango e materiali instabili ha richiesto un’azione coordinata tra forze dell’ordine e tecnici specializzati, impegnati nel ripristino della viabilità. Il traffico è stato deviato su percorsi alternativi con inevitabili ripercussioni sulla circolazione locale.
Situazione critica anche a Militello Rosmarino
Il maltempo nel Messinese ha interessato anche il territorio di Militello Rosmarino, dove si sono verificati smottamenti e allagamenti diffusi. Le squadre di emergenza stanno monitorando il livello dei corsi d’acqua minori e intervenendo nei punti più esposti.
La giornata odierna segna un nuovo campanello d’allarme per l’area tirrenica, più volte colpita da nubifragi improvvisi che evidenziano la necessità di interventi strutturali e di prevenzione.
Un episodio che riaccende l’attenzione sui controlli di sicurezza negli edifici giudiziari. Un uomo di 42 anni, bracciante agricolo di origini albanesi, è stato denunciato dopo essere stato sorpreso con un coltello al palazzo di giustizia di Sciacca mentre tentava di accedere nei locali.
Il controllo di routine all’ingresso ha impedito che l’uomo potesse oltrepassare la soglia dell’edificio. Il metal detector ha, infatti, segnalato immediatamente un’anomalia, spingendo gli agenti in servizio alla sicurezza ad effettuare una verifica più approfondita. In pochi istanti è stato trovato il coltello, dotato di una lama lunga circa 14 centimetri e idoneo, per caratteristiche e dimensioni, a configurare un oggetto atto a offendere.
L’intervento e la denuncia
Dopo l’allarme generato dalla presenza del coltello al tribunale, sul posto sono intervenute le forze dell’ordine. Si è proceduto all’identificazione del 42enne e al sequestro dell’arma bianca rinvenuta all’interno dei suoi effetti personali.
Terminati i controlli, l’uomo è stato denunciato per il reato di porto abusivo di armi o oggetti atti ad offendere, una violazione che punisce chi porta con sé strumenti potenzialmente pericolosi senza una valida giustificazione. La sua posizione sarà adesso valutata dall’autorità giudiziaria.
Sicurezza negli uffici giudiziari
L’episodio conferma l’importanza dei sistemi di sorveglianza installati negli ingressi degli uffici giudiziari, strumenti fondamentali per prevenire situazioni di rischio. Il rinvenimento del coltello al tribunale ribadisce il ruolo determinante dei controlli elettronici e del personale addetto, in grado di intercettare oggetti non consentiti ed evitare che vengano introdotti in ambienti particolarmente sensibili.
La giornata al palazzo di giustizia è poi proseguita regolarmente, mentre la polizia continua gli approfondimenti sull’accaduto e sulle ragioni che avrebbero spinto il 42enne a presentarsi in tribunale con un’arma al seguito.
Un tentativo di furto pianificato nei dettagli, una carica esplosiva piazzata per fare saltare lo sportello automatico e una fuga precipitosa senza bottino. L’esplosione del Postamat a Palermo avvenuta nella notte allo Zen, in via Gino Zappa, rappresenta l’ennesimo attacco agli istituti di credito in città. Anche questa volta, però, il piano dei malviventi si è concluso con un nulla di fatto.
Secondo le prime ricostruzioni, la banda ha posizionato dell’esplosivo per scardinare il Postamat e accedere ai contanti custoditi all’interno del macchinario. L’ordigno è stato innescato con estrema precisione, generando un boato che ha squarciato lo sportello e devastato l’intera area antistante l’ufficio postale.
Effetti dell’esplosione e danni allo sportello
La deflagrazione è stata così violenta da scagliare lamiere e detriti fino a 10-15 metri di distanza. L’esplosione del Postamat a Palermo ha provocato danni ingenti alla struttura, rendendo irriconoscibile lo sportello automatico e causando la dispersione di materiale su tutto il marciapiede.
Nonostante la potenza dell’esplosione, il sistema di sicurezza del Postamat ha resistito. La cassaforte interna è rimasta intatta, impedendo ai ladri di mettere le mani sul denaro e costringendoli a una fuga immediata.
Nessuna segnalazione al 112 e indagini in corso
Il boato ha svegliato diversi residenti della zona, ma sorprendentemente non è arrivata alcuna chiamata al 112. Le forze dell’ordine sono state informate solo in un secondo momento e hanno avviato gli accertamenti per chiarire la dinamica dei fatti.
Il ruolo del Commissariato di San Lorenzo
Le indagini sull’esplosione del Postamat a Palermo sono affidate al Commissariato di San Lorenzo, che sta analizzando le immagini di videosorveglianza e ricostruendo i movimenti della banda prima e dopo l’assalto. Gli investigatori valutano anche eventuali collegamenti con altri colpi simili avvenuti nel capoluogo negli ultimi mesi.
Un assalto studiato ma fallito
La dinamica dell’episodio suggerisce l’intervento di un gruppo esperto, equipaggiato con strumenti professionali e capace di agire rapidamente. Tuttavia, l’efficienza del sistema di protezione del Postamat ha reso inutile il tentativo. L’assalto allo Zen lascia sul campo solo danni materiali e un quartiere scosso, mentre prosegue il lavoro degli inquirenti per risalire ai responsabili.
Un concerto come regalo alla città. È così che il consigliere comunale Isidoro Maniscalco presenta l’evento di domenica 14 dicembre, alle 21, in piazza Gerardo Noceto, nel quartiere San Michele, con protagonista Il Giardino dei Semplici.
Maniscalco racconta che l’iniziativa nasce da una collaborazione storica: “Mi aveva chiamato un mio amico che è il presidente della produzione dal vivo e mi ha detto, ho un regalo per te. Io lo regalo alla mia città, al mio paese che amo tantissimo”.
Sul rapporto fra spettacolo e politica, il consigliere non nasconde una preferenza: “Ad essere sincero preferisco lo spettacolo, la musica, perché lì di sicuro non mi arrabbio” mentre in Comune, ammette, “spesso sì”.
Riguardo alla situazione politica cittadina, Maniscalco esprime fiducia: “Finirà che il nostro sindaco arriverà fino alla fine del mandato perché commissariare un Comune non è la cosa giusta”. Conferma però la volontà di restare all’opposizione: “Voglio continuare ad essere opposizione, non lo farei mai rispetto a un’eventuale indicazione per un assessore”.
Un incidente sul tetto ha provocato gravi conseguenze per un operaio agrigentino di 55 anni che è precipitato da un’altezza di circa tre metri mentre stava effettuando lavori di manutenzione nel centro di Agrigento. L’uomo si trovava sul tetto di un’abitazione privata quando, secondo una prima ricostruzione, si sarebbe verificato il cedimento improvviso di una lastra in vetro.
La dinamica dell’incidente sul tetto
L’incidente sul tetto sarebbe stato innescato da un punto fragile della copertura: la lastra avrebbe ceduto sotto il peso dell’operaio, facendolo rovinare violentemente al suolo. Il tonfo ha immediatamente richiamato l’attenzione dei presenti, che hanno attivato la macchina dei soccorsi contattando il 118.
I sanitari, arrivati in pochi minuti, hanno prestato le prime cure e disposto il trasferimento urgente dell’uomo in ospedale. Le sue condizioni sono state giudicate gravi, con diverse fratture riportate nella caduta.
Gli accertamenti dei carabinieri
Sul posto sono intervenuti i carabinieri per effettuare i rilievi e ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente sul tetto. Gli investigatori stanno verificando la conformità delle condizioni di sicurezza dell’area di lavoro e accertando se fossero stati predisposti adeguati dispositivi di protezione e misure di prevenzione.
Possibili responsabilità e Sviluppi
Gli inquirenti stanno acquisendo testimonianze e documentazione tecnica per stabilire eventuali responsabilità dell’impresa o del proprietario dell’immobile. È allo studio anche la possibilità che il cedimento della lastra fosse legato a usura o mancata manutenzione.
Un nuovo caso che riaccende l’attenzione sulla sicurezza
L’episodio si inserisce nel più ampio tema della sicurezza nei cantieri, un ambito in cui – nonostante normative e controlli – continuano a registrarsi incidenti gravi. Le cadute dall’alto restano tra le principali cause di infortunio nel settore edile e richiamano l’urgenza di una maggiore sensibilizzazione sulle misure preventive.
L’operaio rimane ricoverato in prognosi riservata, mentre proseguono gli accertamenti per chiarire tutti gli aspetti di quanto accaduto.