Ancora in crescita i dati in provincia. 53 i positivi agrigentini.

Cinquantatre’ i casi in provincia. Crescono ancora i contagi con la seguente distribuzione territoriale: Agrigento è passata da 6 casi a 7. Camastra ha 1 solo caso, Canicattì è rimasta ferma a 2, Favara è ferma a 3, Licata è ferma a 3, Menfi è a 4 rispetto, Montallegro è ferma ad 1, Palma di Montechiaro è ferma a 3 ed anche Raffadali è ferma ad 1. Resta ferma – con 6 contagiati – anche Ribera, così come Santa Margherita con 1 caso, ferma anche Siculiana con 1 e Sciacca con 18.
I dati, secondo i comunicati dell’Asp di Agrigento alla Prefettura (aggiornati alle ore 19 di martedì 25 marzo), registrano un aumento dagli ufficiali 50 di mercoledì (martedì 24 erano 45) ai 52 di ieri. Nel totale dei positivi è, inoltre, compreso un soggetto residente fuori dalla provincia e con il nuovo caso di Aragona che non e’ compreso nei dati di ieri, si ha certezza di 53 casi in tutto al momento.

Negli ultimi giorni, l’Asp sta fornendo anche una tabella con i ricoveri nelle diverse strutture ospedaliere.

Un ricoverato a Sciacca, mentre agrigentini infetti da Covid-19 risultano ricoverati: 1 a Partinico, 2 a Caltagirone, 5 a Caltanissetta, 1 a Marsala, 3 ad Enna (erano 2 il giorno prima) e 1 a Trapani. 

Morta Maria Ienna, la nonnina di Santa Margherita: aveva 106 anni

La nonnina, che aveva battuto ogni record di longevità, lascia tre figli Liborio, Caterina e Rosina Montalbano.

Classe 1913 e le tragedie delle due grandi guerre mondiali alle spalle. Maria Ienna si è spenta ieri nel suo paese, Santa Margherita Belice, circondata dall’affetto dei suoi cari. Casalinga con tre figli, Liborio, Caterina e Rosina Montalbano, Maria subì anche i danni del sisma del gennaio 1968, che le distrusse la casa costringendola ad abitare, per tanti anni, in una fredda baracca. Un esempio di grande forza e coraggio per tutti. Alla famiglia vanno le condoglianze della redazione di Risoluto.it

Si lavora al Giovanni Paolo II per adeguarlo ad area Covid, si procede celermente (Fotogallery)

Ditte gia’ convenzionate con l’Asp di Agrigento sono al lavoro dalle prime ore di questa mattina per adeguare il Giovanni Paolo II di Sciacca ad area Covid-19.

Il commissario ad acta, degli ospedali di Sciacca e Ribera, Alberto Firenze aveva gia’ annunciato che passata la giornata di pioggia di ieri, si sarebbe data un’accelerazione all’adeguamento della struttura dove venti giorni fa si e’ registrato il primo caso di positivo della provincia. L’ospedale di Sciacca e’ stato ritenuto idoneo tra quelle strutture che serviranno per l’assistenza Covid in Sicilia.

I lavori stanno interessando l’area del Pronto Soccorso, il secondo piano del corpo centrale del nosocomio e parte anche dei sistemi di areazione di reparti come la ginecologia.

I lavori porteranno all’individuazione di percorsi diversificati per pazienti Covid-19 e alla creazione nel secondo piano di un’area dedicata secondo le disposizioni del piano regionale per l’emergenza varato da Razza e dal governo Musumeci appena ieri.

Donazione anche a favore dei vigili del fuoco di Sciacca, mascherine dalla ditta “L’ago d’oro”

Una donazione e’ giunta a favore del comando dei vigili del fuoco di Sciacca. La ditta saccense “L’ago D’oro” ha recapitato quaranta mascherine idrorepellenti e lavabili ai vigili del fuoco di Sciacca che le indosseranno durante le loro attività in queste giornate.

Il comando saccense ha voluto ringraziare l’azienda saccense per la dotazione dei dispositivi dei quali erano sprovvisti.

Si allontanano da casa mentre erano ai domiciliari, arrestati dai carabinieri

Contrasto alla commissione di reati in tempo di coronavirus. Il diffuso obbligo di rimanere a casa inizia a farsi sentire anche sulle persone sottoposte a misure cautelari. Proseguono incessantemente i controlli dei carabinieri, impegnati nel far rispettare le prescrizioni di contrasto alla diffusione del coronavirus: nella giornata di ieri, tra le maglie serrate delle pattuglie dei militari, sono incappati tre pregiudicati, già sottoposti a misure cautelari. Per i tre è scattato l’arresto e maggiori restrizioni alla loro libertà.

Il desiderio di farsi una passeggiata e di prendere una boccata d’aria è stato troppo forte per due licatesi, un 78enne ed un 49enne, che stavano scontando la detenzione domiciliare per resistenza e lesioni a Pubblico Ufficiale. I carabinieri di Ravanusa li hanno infatti sorpresi, durante un servizio di pattuglia per contrastare la diffusione del coronavirus e per vigilare sull’applicazione delle misure di contenimento disposte dal Governo, mentre si trovavano fuori dalla loro abitazione. I due non solo non hanno saputo giustificare la loro presenza fuori di casa, come previsto dai decreti del Presidente del Consiglio, ma avevano l’obbligo tassativo di rimanere dentro le mura domestiche perché stavano scontando la loro pena. Per loro il Tribunale di Sorveglianza ha ordinato la custodia in carcere. I due sono stati trasferiti alla casa circondariale di contrada Petrusa ad Agrigento.

Caso simile ad Agrigento dove un 28enne pregiudicato, sottoposto ad obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria è stato controllato a bordo della sua auto in piazzale Giglia a San Leone, in compagnia di un minorenne. Il ragazzo, mostrando segni di nervosismo al controllo, ha convinto i militari ad approfondire i controlli. Così, all’ interno del vano portaoggetti della macchina, sono sbucate dieci dosi di marijuana, già confezionate e pronte per essere vendute. In questa occasione l’autorita’ giudiziaria ha aggravato immediatamente la misura nei confronti del giovane, sottoponendolo agli arresti domiciliari.

Nei giorni passati numerose sono state le segnalazioni a carico di cittadini trovati ingiustificatamente al di fuori della loro abitazione, a fronte di altri, la maggior parte, che diligentemente in questi giorni stanno rimanendo a casa, nel rispetto delle direttive emanate.

Anche l’ospedale Giglio di Cefalu’ avra’ reparti Covid-19

Alcuni reparti dell’ospedale Giglio di Cefalù saranno trasformati in area Covid-19 per accogliere i pazienti positivi. L

La comunicazione ai cittadini e’ giunta dal sindaco di Cefalù Rosario Lapunzina nel corso di una diretta Facebook ieri pomeriggio.

In tutto, nella struttura per il Covid-19 saranno previsti 90 posti per la degenza, 9 posti di terapia intensiva e 4 di semi intensiva.

“Io speravano che il nostro ospedale restasse una struttura di servizio per tutta la provincia – ha affermato il sindaco – Questa scelta mi rende preoccupato come preoccupa tutti i cittadini. Siamo in una situazione di estrema gravità e bisogna accettare anche scelte dolorose”.

Altri due casi ad Agrigento, sono entrambi ricoverati. Crescono i casi in provincia

Entrambi sono ricoverati in ospedale. Sono ultimi due casi di positivi in provincia. A comunicarli il sindaco Giretto all’ esito dei tamponi positivi.

” Entrambi i concittadini – ha detto il sindaco Lillo Giretto – sono ricoverati perchè hanno la sintomatologia tipica del Covid-19. Uno è ricoverato a Malattie infettive di Caltanissetta e una seconda è a Malattie infettive di Enna.

Ad Enna è ricoverato un sessantenne, mentre a Caltanissetta è un 65enne. Nell’Agrigentino, complessivamente, con questi due nuovi casi si arriva dunque a 52 casi. 

Una terza annunciata oggi si trova in isolamento fiduciario.

Emergenza coronavirus, i gruppi consiliari di opposizione di Sciacca: “Le istituzioni restino ben salde”

E’ un messaggio di speranza e di augurio quello che stasera i gruppi consiliari di opposizione di centrodestra di Sciacca hanno diffuso e che abbiamo deciso di pubblicare in integrale e che vi proponiamo qui di seguito:

Bentornata!
Ci permettiamo, uniti, di augurare una prontissima guarigione al primo paziente medico dell’Ospedale di Sciacca che era risultata positivo al Corona Virus. Un augurio speciale al fine di tornare a sperare, a credere che, alle volte, il peggio può passare. Rivolgiamo parole d’affetto al medico del Nostro Ospedale che, dalle notizie assunte, sta meglio. Un augurio che estendiamo e rivolgiamo a tutti i medici ed a tutto il personale sanitario saccense colpito dal Covid-19. In questo momento di particolare difficoltà dove la tensione, l’ansia, la preoccupazione si uniscono in un turbinio di stati d’animo, siamo sicuri che tutto tornerà alla normalità. Ed è dunque un augurio, carico di buoni sentimenti, che rivolgiamo al medico ma anche a tutti coloro che, in questo preciso momento, soffrono a causa di questa piaga che sta tenendo l’intero globo con il fiato sospeso. Questa vicenda, carissima Dottoressa, deve unirci e non dividerci. Questa drammatica vicenda deve rinnovare quel senso di fratellanza e di rispetto che dovrebbe esistere in ogni comunità che si rispetti. Sebbene qualche parola sia stata di cattivo gusto, cosi come Lei stessa ha dichiarato ad una testata giornalistica, noi auspichiamo di alimentare, invece, quell’estremo bisogno di “Bene” per la nostra città, cosi come per tutta l’Italia e le altre nazioni. E’ difficile, è inspiegabile, è drammatico riuscire a ricostruire gli ultimi trenta giorni ma, consapevoli che alla fine del tunnel, probabilmente, c’è sempre la luce, Le auguriamo un proficuo recupero e diffondiamo questo augurio a tutti coloro che stanno soffrendo in silenzio, in preghiera e a riflettori spenti. Da un lato ci appigliamo, con gran forza, alla speranza; quel valore a tutti noi tanto caro ma, dall’altro lato, auspichiamo che ciascuno svolga il suo ruolo con dovere e professionalità al fine di tutelare noi ed i nostri cari. Il ringraziamento ai medici, infermieri, forze dell’ordine e volontari è d’obbligo. La politica, dal canto suo, dovrà rivestire un ruolo primario, centrale e di pieno controllo. Auspichiamo che non ci siano notizie velate o cose non dette. Lo chiediamo a gran voce e speriamo poter essere sempre informati, con relazioni dettagliate, su ciò che giornalmente accade nel nostro ospedale senza dover attendere, senza dover sollecitare. E’ un chiaro momento di difficoltà che attanaglia tutti ma le istituzioni devono rimanere ben salde, aggrappate al tricolore, aggrappate ai loro figli più volenterosi che, in questo momento, stanno lottando per ciascuno di Noi. In bocca al lupo dottoressa, in bocca al lupo a tutti coloro che stanno lottando! Insieme ce la faremo. Viva Sciacca, Viva la Sicilia, Viva l’Italia”.

La Regione Sicilia si prepara alla peggiore delle situazioni epidemiologiche, posti letto e terapie intensive

L’ipotesi prospettata nel piano approntato dalla Regione per l’emergenza e’ la strategia messa in atto dal governo Musumeci per garantire assistenza a circa settemila contagiati. La proiezione, tuttavia, si rifà alle condizioni di estremo sofferenza sul modello di quanto avvenuto in alcune aree del Nord Italia.
Un piano da circa 2.800 posti letto e 600 di terapia intensiva, tutti interamente dedicati all’epidemia Covid-19. E’ la strategia messa in atto dal governo Musumeci, nella peggiore delle situazioni epidemiolgiche, per garantire assistenza a circa 7mila contagiati.

Si procede per step come Ruggero Razza aveva gia’ annunciato. Al momento, sono attivi 213 posti di terapia intensiva e 800 posti letto di degenza ordinaria distribuiti su tutto il territorio regionale.
Questo il dato della distribuzione provinciale dei posti letto prevista entro il 10 aprile: Palermo, 298; Catania, 390; Messina , 334; Agrigento, 113; Caltanissetta, 139; Enna, 120; Ragusa, 130; Siracusa, 98; Trapani, 55.
Questo il dato della distribuzione provinciale dei posti letto entro il 20 aprile: Palermo, 674; Catania, 692; Messina, 458; Agrigento194; Caltanissetta, 155; Enna, 150; Ragusa, 170; Siracusa, 160; Trapani, 145.
Mentre il dato della distribuzione provinciale dei posti letto di terapia intensiva entro il 10 aprile sono: Palermo, 128; Catania, 112; Messina, 83; Agrigento, 15; Caltanissetta, 26; Enna, 20; Ragusa, 20; Siracusa, 20; Trapani, 35.
Questo il dato della distribuzione provinciale dei posti letto di terapia intensiva entro il 20 aprile: Palermo, 162; Catania, 128; Messina, 111 Agrigento, 23; Caltanissetta, 36; Enna, 22; Ragusa, 40; Siracusa, 30; Trapani, 35.
La Regione ha poi chiarito:” Laddove la Protezione civile nazionale dovesse ritardare nella consegna di tutte le componenti elettromedicali, le stesse potranno essere reperite attraverso l’utilizzo delle stesse tecnologie presenti nelle sale operatorie non utilizzate, così come sperimentato in Lombardia”.

L’imprenditore Paolo Licata dona un ventilatore polmonare da 12 mila euro all’ospedale di Sciacca

L’imprenditore saccense Paolo Licata dell’azienda Campo Oro ha donato un ventilatore polmonare per terapia intensia all’ospedale di Sciacca.

Il ventilatore polmonare elettronico, che ha un costo di 12 mila euro, è del tipo Siaretron 4000, carrellato ed equipaggiato con un monitor a colori Tft che permette di, visualizzare gli andamenti respiratori temporali e di misurare i parametri ventilatori.
È adatto alla ventilazione invasiva e non invasiva di pazienti adulti, bambini e neonati.
Grazie alla generosità dell’imprenditore Paolo Licata si potrà potenziare la terapia intensiva del nosocomio di Sciacca. L’apparecchiatura arriverà entro il prossimo mese di aprile.

<< E’ stato molto difficile riuscire ad acquistare questo ventilatore – dichiara l’imprenditore saccense – in quanto l’azienda Siare sta producendo a ritmo serrato ventilatori per la Protezione Civile italiana, ma alla fine sono riuscito a confermare l’ordine di questo ventilatore polmonare, concordando il tutto con il primario di Rianimazione, Franco Petrusa. I nostri medici e infermieri dell’Ospedale di Sciacca – conclude – stanno facendo un lavoro incredibile, mettendo a rischio la loro vita e per questo ho voluto dare il mio contributo alla nostra comunità con un piccolo gesto di generosità>>.