Cadono calcinacci dalla storica Porta Palermo, chiuso il transito veicolare

Sono caduti dei calcinacci dalla via Porta Palermo a Sciacca, storico accesso al centro storico dal lato ovest.

Il cedimento di parte di intonaco, ha comportato l’immediata chiusura al transito da via Licata e da via Gerardi verso via Morandi e piazza Belvedere per ragioni di sicurezza.

Nelle prossime ore verra’ effettuata una verifica per accertare il grado di pericolosita’ e poter assumere diverse disposizioni al fine, di poter alleggerire il traffico veicolare che con la chiusura della porta comporta gravi disagi alla cir colazione stradale saccense.

Ospedali di Sciacca, Ribera e Agrigento sporchi, arriva il commissario

Dopo l’ispezione dei Nas nelle tre strutture ospedaliere, l’assessore regionale Ruggero Razza ha deciso perfino di inviare un commissario. Le verifiche da parte del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità dell’Arma al “Giovanni Paolo II” di Sciacca, al “Fratelli Parlapiano” di Ribera e al “San Giovanni di Dio” di Agrigento, sono state effettuate il mese scorso e hanno portato al sequestro preventivo dell’impianto centralizzato di produzione e distribuzione dell’area medicale di Agrigento e Ribera, mentre al nosocomio saccense è stata chiusa la cucina della struttura. L’intervento dell’assessorato giunge dopo le “gravi situazioni critiche” accertate.

Il commissario ad acta inviato dalla Regione è Luigi Aprea, ex direttore sanitario del Policlinico di Palermo. Il commissario ad acta sarà operativo per 60 giorni o il tempo che sarà necessario per risolvere i problemi.

Palermo, una scultura in memoria del compianto archeologo Sebastiano Tusa

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Verrà presentata oggi pomeriggio alle 15 a Palermo, nel cortile interno a Palazzo dei Normanni, una grande scultura raffigurante degli occhiali da vista, realizzata dall’architetto Salvatore Gentile, in memoria dell’ex assessore regionale ai beni culturali Sebastiano Tusa, scomparso in un tragico incidente aereo in Etiopia il 10 marzo scorso.

La scultura commemorativa ricorda sia nella forma che nel colore gli occhiali gialli che caratterizzavano il famoso archeologo.

Alla cerimonia saranno presenti il presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè e la moglie del defunto Sebastiano Tusa.

Il nome di Pullara in una intercettazione del blitz “Assedio”, il deputato si autosospende dalla Commissione Antimafia

Inchiesta “Assedio”, nelle intercettazioni anche il nome di un deputato regionale

Anche il nome del deputato regionale Carmelo Pullara nel provvedimento di fermo delle sette persone indagate per mafia dai carabinieri nell’ambito dell’operazione antimafia “Assedio” scattata all’alba di oggi tra Licata e Campobello di Licata.

Il nome del parlamentare regionale, 48 anni, di Licata, eletto alle ultime regionali, è iscritto al Gruppo Popolari e Autonomisti e che fa parte della commissione regionale Antimafia, è spuntato in una intercettazione in cui il presunto boss di Licata Angelo Occhipinti definisce il deputato “a disposizione” del clan.

Dal comando provinciale dei carabinieri di Agrigento rendono noto, in merito, che loro non hanno notificato nessuna informazione di garanzia al deputato regionale.

Alla notizia del suo nome nell’intercettazione, il deputato ha diffuso una nota stampa con la quale si dichiara estraneo ai fatti e allo stesso tempo, si autosospende come componente della Commissione antimafia all’Ars.

“Apprendo dalla stampa – si legge nella nota di Pullara – quanto accaduto in merito al blitz dei Carabinieri avvenuto stanotte a Licata e Campobello di Licata. Nel ribadire, come ho sempre fatto, la piena e totale fiducia nella Magistratura, mi dispiaccio del tritacarne mediatico attivato nei miei confronti, completamente estraneo ai fatti che apprendo dai mass media stamane e lontano per cultura e agire quotidiano (privato e pubblico) ad ambienti e contatti mafiosi. Non ho ricevuto alcun avviso di garanzia, ne’ comunicazione alcuna da parte degli organi preposti alle indagini: leggo dalla stampa che si farebbe il mio nome in una intercettazione ove tale Occhipinti asserirebbe che il sottoscritto è a disposizione di questo o quel soggetto che non conosco ne’ ho mai incontrato”.

“Proprio per il rispetto massimo – aggiunge il parlamentare – che ho per le istituzioni mi sospendo immediatamente dalla Commissione Antimafia della quale faccio parte in ARS, rammaricandomi ancora una volta della gratuità della pressa mediatica nella quale un uomo come me deve ritrovarsi senza accusa alcuna e senza condanna alcuna. Una gogna alla quale viene esposto (e non è la prima volta) un politico come me, che ha sempre servito le istituzioni pubbliche, da burocrate e da politico, con impegno e serietà costruendo un’immagine positiva e a tutt’oggi in crescita. Quindi mi metto a completa disposizione della Magistratura, come ho sempre fatto, qualora fosse necessario dare qualsiasi apporto da parte del sottoscritto”.

Arresti domiciliari per un ventottenne trovato a Sciacca con droga in auto e a casa

Personale della Polizia di Stato di Sciacca ed unità cinofila della Compagnia Guardia di Finanza di Agrigento, nel corso di programmati servizi orientati alla prevenzione e repressione dello spaccio di sostanze stupefacenti, fermava in questa via Cappuccini L.N. di anni 28 di Canicatti e domiciliato a Sciacca, a bordo di un’autovettura di grossa cilindrata.
Alla richiesta dei documenti, l’uomo asseriva di essere privo della patente di guida in quanto gli era stata revocata.
Gli Agenti, avendo il sospetto che in dosso al fermato potessero rinvenire dello stupefacente, lo sottoponevano a perquisizione personale.
L’atto di P.G. consentiva di rinvenire pochi grammi di sostanza stupefacente del tipo hashish.
A quel punto, i Poliziotti estendevano la perquisizione presso l’abitazione del giovane ove rinvenivano 32.00 gr di sostanza stupefacente del tipo hashish suddivisa in dosi e degli utensili per il taglio.
Lo stupefacente veniva sequestrato e L.N. dichiarato in stato di arresto e posto ai domiciliari.
Al giovane veniva anche contestato il reato per guida con patente revocata, con il consequenziale fermo amministrativo del veicolo per tre mesi.

Mafia, blitz dei carabinieri a Licata e Campobello di Licata e tra i fermati, per concorso esterno, anche un consigliere comunale

I Carabinieri del Comando Provinciale di Agrigento hanno eseguito sette fermi di indiziato di delitto emessi nei confronti di presunti vertici ed affiliati delle famiglie mafiose di “Cosa Nostra” di Licata e Campobello di Licata. L’imponente blitz, ordinato nella notte dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo con il nome in codice Assedio, è stato eseguito da oltre 100 militari, supportati da un elicottero e da unità cinofile.

L’operazione ha di fatto disarticolato le famiglie mafiose di Licata e Campobello di Licata. Arrestato per concorso esterno in associazione mafiosa un consigliere comunale in carica di Licata. Filmati summit ed incontri segreti fra gli elementi di vertice e gli affiliati della consorteria mafiosa. Sarebbe stata accertata persino un’estorsione per lavori edili realizzati in Germania. Documentati gli interessi del sodalizio nel settore delle slot machines, attraverso una compiacente società di distribuzione di apparati elettronici da gioco.

I particolari dell’operazione saranno resi noti  nel corso di una conferenza stampa presso il Comando Provinciale CC Agrigento.

Biagio Conte a Sciacca ringrazia per il sostegno alla Missione Speranza e Carità

Biagio Conte è stato ieri pomeriggio a Sciacca, nella Basilica di San Calogero, dove ha ricevuto i tappi raccolti, su iniziativa della Caritas Diocesana di Sciacca, per sostenere la Missione Speranza e Carità.

La Caritas parrocchiale di San Calogero ha collaborato attivamente. I tappi raccolti vengono venduti a una ditta specializzata nel riciclo della plastica e il ricavato della vendita devoluto alla missione Speranza e Carità di Biagio Conte.  Anche la Fidapa in primo piano nell’iniziativa. Un apporto all’iniziativa è arrivato anche da insegnanti, da attività commerciali e da cittadini di Sciacca.

Nella foto, Biagio Conte, accanto a Toni Montalbano, mentre regge il reliquiario che contiene tre ossa, il centrale e’ di Calogero e gli altri due di Demetrio e di Gregorio.

Mezzo milione di euro di finanziamento a Menfi per ristrutturare l’ex stazione ferroviaria di Porto Palo

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Rientra nel Psr Sicilia 2014/2020 il finanziamento, da mezzo milione di euro, destinato al Comune di Menfi, per ristrutturazione e recupero dell’ex stazione ferroviaria di Porto Paolo e del passaggio rurale.

L’intervento riguarda il bando pubblico relativo alla sottomisura 7.6 “Sostegno per studi/investimenti relativi alla manutenzione, al restauro e alla riqualificazione del patrimonio culturale e naturale dei villaggi, del paesaggio rurale e dei siti ad alto valore naturalistico, compresi gli aspetti socioeconomici di tali attività, nonché azioni di sensibilizzazione in materia di ambiente”.

Scopo dell’intervento è quello della promozione del paesaggio rurale e della valorizzazione naturalistica dei luoghi con l’obiettivo di incentivare ed esaltare il territorio anche per fini turistici.

Bilancio di previsione del Comune di Ribera, proposta non ancora trasmessa ai consiglieri

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I consiglieri di opposizione al Comune di Ribera si sono rivolti al responsabile del dipartimento Economico Finanziario del Comune. E per conoscenza anche al sindaco, al prefetto, alla Regione e alla Corte dei Conti. Vogliono sapere perché non hanno ancora ricevuto la proposta del bilancio di previsione 2019/21.

Maria Angileri, Davide Caico, Fabio D’Azzo, Rossella Failla, Margherita Farruggia, Emanuele Li Voti, Claudia Lupo, Federica Mulè e Giuseppe Tramuta evidenziano che “il bilancio di previsione è da considerare non solo un importante atto di contabilità, ma anche un documento di elevato valore politico ed amministrativo, rappresentando uno strumento di programmazione annuale, nel quale l’ente individua, in un contesto organico e complessivo, le attività che intende promuovere a favore dei cittadini, nonchè le fonti di finanziamento a cui attingere”.

E poi che “secondo la normativa vigente il bilancio di previsione, con tutti i suoi allegati (individuazione di aree e fabbricati che possono essere ceduti con definizione del prezzo di cessione, individuazione delle tariffe e la percentuale di copertura finanziaria dei costi di gestione per i servizi a domanda individuale, etc), deve essere approvato dal Consiglio Comunale entro il 31 dicembre dell’anno precedente a quello cui il bilancio si riferisce”.

Aggiungono che “che nella seduta del 15 maggio 2019 nonostante la totale e manifesta inesistenza di un bilancio di previsione, il consiglio comunale di Ribera ha approvato una variazione al bilancio 2019/21 non ancora approvato. Premesso che entro il corrente anno potrebbero intervenire sentenze giudiziarie con eventuali ripercussioni sull’assetto economico e patrimoniale del Comune di Ribera” e che “l’annunciata stabilizzazione dei lavoratori precari del Comune di Ribera potrà passare alla fase realizzativa solo a bilancio di previsione approvato” e “considerato che la predisposizione della bozza di bilancio e dei suoi allegati da proporre alla giunta municipale rientra nelle competenze del responsabile della Ragioneria”.

I consiglieri chiedono “quale sia il motivo per il quale non è stato ancora trasmesso ai consiglieri comunali la proposta del bilancio di previsione 2019/21 del Comune di Ribera, nonché il livello di redazione nel quale si trova il documento”.

Processo “Opuntia” in abbreviato, assolti dall’accusa di mafia imputati di Menfi e Sciacca

Assolti quattro dei sei imputati nel processo di mafia “Opuntia”. Per un quinto, condanna, ma per favoreggiamento. Condannato con il riconoscimento delle attenuanti per la collaborazione il menfitano Vito Bucceri.

Assolti il medico di Menfi Pellegrino Scirica, difeso dagli avvocati Flavio Moccia, Nicola Madia e Angelo Polo; i fratelli Giuseppe e Cosimo Alesi, anche loro menfitani, assistiti dagli avvocati Luigi La Placa, Sandro La Placa e Nenà Alagna. Assoluzione anche per il saccense Domenico Friscia, assistito dagli avvocati Teo Calderano e Francesco Graffeo.

Per il menfitano Vito Riggio è stato riqualificato il reato di associazione mafiosa in favoreggiamento. E’ stato condannato a 2 anni e 6 mesi. Riggio è difeso dall’avvocato Calogero Lanzarone.

Per il collaboratore di giustizia Vito Bucceri condanna a 2 anni e 8 mesi con i benefici della collaborazione.

Il Pm aveva chiesto 12 anni di reclusione per Friscia, 10 anni e 8 mesi per Scirica, 10 anni per Riggio, 8 anni per Giuseppe Alesi e 6 anni per Cosimo Alesi.

Due anni in continuazione con una precedente sentenza e con i benefici della collaborazione erano stati chiesti dal pm per Bucceri.

Il processo è stato celebrato, con il rito abbreviato, davanti al giudice del Tribunale di Palermo, Ermelinda Marfia. Due imputati vengono giudicati, con il rito ordinario, dal Tribunale di Sciacca. Dopo la sentenza per Riggio è stata disposta la scarcerazione.