Telefoni muti da due settimane all’istituto comprensivo “Mariano Rossi” di Sciacca

Le scuole si trovano spesso alle prese con difficoltà che riguardano l’approvvigionamento idrico, le manutenzioni e, da un paio di settimane, l’istituto comprensivo “Mariano Rossi” con i telefonini che non funzionano.

Un disagio enorme per la scuola, guidata dalla dirigente Paola Triolo, che ha più volte sollecitato il Comune di Sciacca ad intervenire.

Dalle ultime notizie che sono arrivate a scuola, nei prossimi giorni, forse già domani, i telefoni dovrebbero tornare a funzionare.

Una scuola senza telefoni per due settimane, però, è un disagio enorme per le attività.

La protesta al Consorzio di bonifica 3 Agrigento, lavoratori senza stipendi e convocazione per i sindacati (Video)

Le segreterie territoriali di Flai Cgil e Filbi Uil hanno proclamato lo stato di agitazione del personale del Consorzio di Bonifica 3 Agrigento. La decisione arriva dopo l’assemblea del 14 novembre a Ribera, in cui i lavoratori hanno denunciato “una irregolare corresponsione delle retribuzioni” che sta creando “rilevanti difficoltà economiche per i dipendenti e per i rispettivi nuclei familiari”.

Nel comunicato sindacale si sottolinea che l’ente non ha partecipato all’incontro autoconvocato il 12 novembre e che, allo stato attuale, i dipendenti attendono ancora il pagamento delle mensilità arretrate. Informazioni interne farebbero prevedere la liquidazione degli stipendi arretrati “nel corso della prossima settimana”, ma le somme “sembrerebbero idonee a garantire esclusivamente la copertura delle mensilità arretrate, senza assicurare il pagamento delle spettanze residue fino al termine dell’anno”.

I sindacati avvisano inoltre che, da oggi, “il personale non è nelle condizioni economiche di utilizzare mezzi di trasporto propri per lo svolgimento delle attività lavorative”.

La vicenda viene seguita con grande attenzione da un ampio fronte sindacale di cui fa parte anche Giuseppe Lauro, dello Snacob.

Intanto, il Consorzio di bonifica Sicilia Occidentale ha convocato le organizzazioni sindacali per il 24 novembre a Palermo, alla presenza del commissario straordinario Baldassare Giarraputo.

In un’intervista a Risoluto.it, Franco Colletti, della Flai Cgil Agrigento, conferma la gravità della situazione. Lunedì i sindacati saranno ricevuti dal Consorzio: “Affronteremo tutta questa vicenda – dice Colletti – per capire come intendono fare fronte al pagamento degli emolumenti”.

A preoccupare ulteriormente è “un nuovo pignoramento e  non sappiamo – dice Colletti – se è stato iscritto al ruolo”. Il sindacalista segnala inoltre la pubblicazione di “due decreti, uno di 900 mila e un altro di circa 500 mila euro”, e riferisce che “almeno una mensilità è certa” se la procedura regionale andrà a buon fine.

Sul perché il problema si ripresenti periodicamente, Colletti è netto: “Tutto parte dal trasferimento delle somme da parte della Regione. Il contributo oggi non riesce più a coprire le spese del personale”. Ne derivano debiti accumulati di anno in anno e “una serie di azioni giudiziarie da parte di terzi” che hanno portato ai pignoramenti.

I lavoratori, aggiunge Colletti, dopo mesi senza stipendio “non sono più in condizione neanche di mettere a disposizione il proprio mezzo” e chiedono da tempo una soluzione.

Licata, arresti per sfruttamento della prostituzione

I carabinieri della Compagnia di Licata, supportati dai militari di Catania Piazza Dante, hanno eseguito all’alba un’ordinanza di misura cautelare nei confronti di quattro persone: tre uomini licatesi e una donna di origine domenicana.
I quattro sono indagati nell’ambito di un’inchiesta sul presunto sfruttamento della prostituzione ai danni di donne straniere. Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Agrigento su richiesta della locale procura della Repubblica.

L’indagine, avviata nell’ottobre 2024 e coordinata dalla procura di Agrigento, si è sviluppata fino al settembre 2025, delineando un presunto sistema articolato di sfruttamento della prostituzione. Secondo quanto emerso, gli indagati avrebbero operato in concorso tra loro mettendo a disposizione delle donne tre appartamenti, già sottoposti a sequestro preventivo il 22 ottobre scorso.

Le donne coinvolte, secondo la ricostruzione degli investigatori, avrebbero versato tra 50 e 60 euro al giorno per l’utilizzo degli immobili.

A queste cifre si sarebbero aggiunti ulteriori pagamenti compresi tra 10 e 40 euro per servizi supplementari come trasferimenti dalla fermata dell’autobus, accompagnamenti per l’acquisto di beni di prima necessità e assistenza per effettuare ricariche PostePay o Mooney Transfer necessarie alla pubblicazione degli annunci su siti specializzati.

Il presunto sistema organizzato

Il quadro che emerge dalle attività d’indagine suggerisce un’organizzazione strutturata, nella quale gli indagati avrebbero gestito gli appartamenti e fornito una serie di “servizi extra” che aumentavano ulteriormente il guadagno. Le donne straniere, secondo gli inquirenti, sarebbero state costrette a sostenere spese quotidiane rilevanti per poter continuare a esercitare nei locali messi a disposizione.

Le tecniche investigative impiegate

L’inchiesta è stata condotta attraverso intercettazioni telefoniche, sistemi di videosorveglianza, appostamenti, pedinamenti e consultazione di portali dedicati agli annunci d’incontro. Questi elementi avrebbero permesso di ricostruire il funzionamento del presunto sistema di sfruttamento della prostituzione e di identificare i ruoli dei singoli indagati.

Le misure cautelari

Per i tre uomini licatesi è stato disposto il regime degli arresti domiciliari. Per la donna domenicana, invece, il gip ha emesso il divieto di dimora nei territori dei Comuni di Licata, Palma di Montechiaro, Campobello di Licata, Ravanusa, Butera e Gela.

Consiglieri e assessori “dissidenti” convocano la stampa, non ci sarà l’onorevole Michele Catanzaro

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I consiglieri comunali della coalizione di centro-sinistra, Giuseppe Ruffo, Giuseppe Ambrogio, Gabriele Modica, Daniela campione e Alessandro Curreri e gli ex assessori, Simone Di Paola, Valeria Gulotta e lo stesso Alessandro Curreri hanno indetto conferenza stampa per sabato prossimo al pub “La Skalunata”. Un incontro con la stampa atteso da giorni fa quando i tre assessori sono stati revocati da Fabio Termine.

Sono quindici giorni che i tre hanno evitato il rilascio di dichiarazioni alla stampa osservando il silenzio rispetto le vicende che li vedono protagonisti nella crisi politica in atto.

La conferenza stampa sarà pochi giorni prima dell’altro atteso appuntamento: la convocazione del direttivo del PD saccense quando ci sarà il confronto tra le due anime del partito. Al tavolo dei vertici dei “dem” anche alla possibile mozione di sfiducia a Termine che i tre consiglieri comunali hanno più volte paventato. Vedi nostra intervista a Giuseppe Ambrogio di ieri.

Da annotare che all’incontro con i giornalisti non e’ prevista la presenza del parlamentare regionale Michele Catanzaro che dall’inizio della crisi politica a Sciacca, ha preferito non commentare e rilasciare dichiarazioni pubbliche rigettando l’ipotesi di una sua regia nella frattura in corso.

Assegno di Inclusione 2026, chi lavora in nero rischia grosso: revoca immediata e obbligo di restituzione delle somme

Stretta senza precedenti: sei punti in meno per i datori di lavoro e sanzioni automatiche per i beneficiari

Dal 1° gennaio 2026 entreranno in vigore nuove e severe regole contro il lavoro nero dei beneficiari dell’Assegno di Inclusione.
Con il Decreto Sicurezza sul lavoro (D.L. 159/2025), infatti, chi impiega o lavora irregolarmente rischia sanzioni immediate, revoca del beneficio e restituzione delle somme percepite.

La novità principale riguarda i tempi di applicazione delle penalità: non sarà più necessario attendere sentenze o ricorsi.
Basterà il verbale unico di accertamento dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro per far scattare la sanzione, come previsto dal nuovo comma 7-bis dell’articolo 27 del D.Lgs. 81/2008.


⚠️ Sei punti in meno per ogni lavoratore irregolare

Il decreto introduce un meccanismo di penalità immediata per le imprese che impiegano beneficiari dell’Assegno di Inclusione in modo irregolare.
Per ogni lavoratore “in nero”, vengono decurtati sei punti dalla patente a crediti:

  • 5 punti per la violazione base legata al lavoro irregolare;
  • 1 punto aggiuntivo come aggravante specifica per l’impiego di percettori del sussidio.

Considerando che la patente a crediti parte da 30 punti e che sotto i 15 punti è vietato operare nei cantieri, bastano due lavoratori irregolari per compromettere l’attività dell’impresa.
Una misura pensata per colpire duramente le aziende che sfruttano manodopera non dichiarata e per dissuadere pratiche scorrette che danneggiano il mercato del lavoro regolare.


🧍‍♂️ Conseguenze anche per i beneficiari dell’Assegno

Chi percepisce l’Assegno di Inclusione e viene sorpreso a lavorare in nero subisce una revoca immediata del sussidio.
L’INPS disporrà anche l’obbligo di restituire tutte le somme ricevute indebitamente, che possono ammontare a migliaia di euro, se l’attività irregolare è durata nel tempo.

Nei casi più gravi, il beneficiario rischia la denuncia per truffa ai danni dello Stato, reato che comporta conseguenze penali pesanti.
Il messaggio è chiaro: chi riceve un aiuto pubblico non può contemporaneamente svolgere un’attività non dichiarata.


🧱 Un colpo durissimo per il lavoro sommerso

La nuova disciplina nasce da un obiettivo preciso: contrastare l’abuso dei sussidi pubblici e tutelare i lavoratori onesti.
Per anni, il Reddito di cittadinanza e l’attuale Assegno di Inclusione sono stati oggetto di polemiche per l’alto numero di beneficiari che, secondo le stime, continuavano a lavorare in nero, soprattutto nei settori dell’edilizia e dei servizi.

Dal 2026 non ci sarà più alcun margine di tolleranza: la tolleranza zero diventa legge.
Le imprese dovranno verificare con attenzione la posizione dei propri dipendenti e collaboratori, mentre i percettori del sussidio dovranno scegliere tra lavorare regolarmente o rinunciare al beneficio.


🏁 L’obiettivo: più equità e meno abusi

Il Governo punta così a ripulire il sistema di inclusione sociale, assicurando che gli aiuti economici arrivino solo a chi ne ha davvero bisogno.
Allo stesso tempo, la stretta mira a rafforzare la trasparenza nel mercato del lavoro e a ridurre la concorrenza sleale tra imprese oneste e chi impiega personale senza contratto.

Termine “come l’orchestra del Titanic”, ieri sera in consiglio comunale più inviti a dimettersi

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Tutti ieri sera hanno capito in aula che “il dialogo” al quale il primo cittadino continua a fare riferimento rispetto il Pd, ormai e’ compromesso e va in un’unica direzione. E’ stato lampante nel momento in cui si è aperta la fase di discussione generale sulla relazione annuale che poco prima il sindaco Fabio Termine aveva illustrato in venti minuti.

E’ stato il consigliere comunale del Pd, Gabriele Modica ad aprire gli interventi e il suo ha dato la misura del clima da “nave che imbarca acqua” che si è respirato per l’intera seduta.

“Assurdo” ha definito Modica l’atteggiamento del sindaco che ha parlato nella relazione di un grande lavoro portato avanti dall’amministrazione tranne poi revocare i tre assessori. “Assurdo, assurdo – ha continuato a ripetere – che lei non ha menzionato per i lavori pubblici l lavoro della Gulotta, per l’edilizia scolastica quella di Simone Di Paola che in soli sei mesi ha impresso grande qualità. Sindaco è assurdo così come e’ assurdo che lei li abbia revocati con una nota stampa, come è assurdo che il documento politico che abbiamo portato in aula sia stato letto come un affronto…Sindaco ma chi lo ha ricattato?”.

Ancor prima di Modica, Termine era stato pesantemente attaccato dai consiglieri di opposizione sui ritardi, le sanzioni e la mancata presentazione della relazione 2023-2024. Nella accesa contestazione con Calogero Bono e’ stato coinvolto anche il segretario generale Manlio Paglino. Termine ha dato le sue giustificazioni e poi ha provato ad attaccare: “E’ una legge folle – ha detto – la legge regionale che sanziona i sindaci dei piccoli comuni che hanno 1000 problemi ad amministrare e poi la stessa Regione non è solerte allo stesso modo per le 3000 inadempienze a suo carico”.

Nessuna apertura da quella parte del Pd che un tempo sosteneva il primo cittadino: Giuseppe Ruffo ha poi rincarato la dose del collega Modica rimarcando la necessità che il primo cittadino si dimetta prendendone atto. All’unisono ancora Daniela Campione. Duro poi l’intervento dell’ex assessore Alessandro Curreri che ha sottolineato che il suo posto resta vacante in giunta, ma lui continua a sedere in consiglio grazie alle centinaia di elettori mentre la collega Gulotta no.

Neanche a dirlo, le opposizioni in diversi interventi hanno rimarcato la fine del progetto politico Termine e la resa fallimentare del primo cittadino: Bono, Bivona, Maglienti, Cognata, Catanzaro, Bellanca.

“Sono contro i commissariamenti – ha detto Alberto Sabella al primo cittadino – ma se lei capisce che non ci sono i presupposti, stacchi la spina”.

L’unico consigliere rimasto tra le fila dell’amministrazione e’ Fabio Leonte che ha provato a smontare le accuse rimbalzate in aula: “Il mio avversario politico – ha detto – lo vedo tra i banchi dell’opposizione perché hanno idee politiche diverse dalle mie, ma non lo vedo tra i miei stessi banchi”. Poi ha dedicato parte del suo intervento a rimarcare “la gravita’ politica inaudita” del documento politico che ha aperto la crisi. “Questo – ha detto rivolgendosi a Modica- e’ stato l’inizio della fine”.

Termine nonostante la possibilità di replicare alla fine degli interventi, ha preferito non farlo.

Il relitto del Lombardo e la vera storia dei Mille con Mimmo Macaluso

Oggi, mercoledì 19 novembre, alle 16, l’auditorium Tusa di Villa Genuardi ad Agrigento ospiterà un convegno dedicato al relitto del Lombardo e alle nuove interpretazioni della spedizione dei Mille. Un appuntamento che riunirà studiosi, ricercatori e appassionati per fare il punto sulle ultime scoperte documentali e subacquee.

Il relitto del Lombardo e la spedizione dei Mille

Al centro del convegno ci sarà la storia del relitto del Lombardo, uno dei due piroscafi – insieme al Piemonte – che trasportarono i garibaldini da Quarto a Marsala il 10 maggio 1860. A raccontare la vicenda del ritrovamento sarà Mimmo Macaluso, il ricercatore che nel 1995 individuò il relitto nelle acque delle isole Tremiti, insieme alla sua squadra di subacquei.

Macaluso, medico, ispettore ai Beni culturali e ricercatore subacqueo, presenterà immagini, documenti e aggiornamenti sulle indagini scientifiche più recenti condotte nel Mediterraneo.

Il documentario prodotto per la Presidenza del Consiglio

Tra i momenti più attesi dell’incontro vi sarà la proiezione del cortometraggio realizzato per la Presidenza del Consiglio dei Ministri da Mimmo Macaluso in collaborazione con il figlio Emanuele. Il film, oggi conservato tra gli ausili audiovisivi del Museo Garibaldino di Forte Arbuticci a Caprera, ricostruisce la storia del relitto del Lombardo attraverso riprese subacquee e un’accurata narrazione storica.

A moderare i lavori sarà Ettore Castorina, già coordinatore dei Poli territoriali decentrati dell’Università di Palermo. L’introduzione sarà affidata a Nenè Mangiacavallo, già sottosegretario di Stato.

Il libro “Mille? Quarantamila!” e le nuove ricerche

La seconda parte del convegno sarà dedicata alla presentazione del libro “Mille? Quarantamila!” di Salvatore Carreca, ingegnere aeronautico agrigentino. L’opera raccoglie anni di ricerca sullo sbarco garibaldino in Sicilia e documenta, attraverso un ricco repertorio di fonti e immagini, la crescita esponenziale delle forze garibaldine: dai mille iniziali a oltre quarantamila uomini arrivati in quattro mesi.

Documenti, sbarchi e battaglie

Carreca mette a confronto resoconti borbonici, piemontesi e garibaldini, ricostruendo tutte le spedizioni di uomini e armi dirette verso la Sicilia. Nel volume vengono mappati gli sbarchi, gli spostamenti delle truppe e i fronti delle battaglie di Calatafimi, Milazzo e Palermo. Ampio spazio è dedicato anche alle uniformi, alle bandiere e alle decorazioni borboniche, oltre al ruolo di mercenari magiari, britannici e francesi che affiancarono l’impresa garibaldina.

Oggi i lavori per sostituire 6 metri di rete idrica in via Ritacco a Sciacca

La pioggia ha frenato ieri l’inizio dei lavori per sostituire 6 metri di rete idrica in via Ritacco, a Sciacca. Aica ha fatto sapere che l’intervento verrà completato in una giornata e oggi, pertanto, condizioni meteo permettendo, non ci sarà più la strada allagata in una zona ad altissima densità di traffico.

In via Ritacco la condotta è scoppiata per la seconda volta in poche settimane, ma in zone diverse.

Nonostante una serie di interventi effettuati negli ultimi mesi da Aica a Sciacca la situazione rimane critica soprattutto in strade ad alta densità di traffico come la via Giotto e la via Catusi dove si trovano alcuni istituti scolastici e dunque molto frequentate anche da studenti in moto. In via Giotto sono state collocate le transenne al centro della strada.

Il sindaco, Fabio Termine, ha annunciato che dopo via Ritacco si interverrà in via Giotto e in via Giuseppe Licata.

Processo per droga e armi a Ribera, il pm chiede 11 condanne e 8 assoluzioni


Ci sono fatti di droga e altri di armi con posizioni ben distinte in un processo che si concluderà il 14 gennaio 2026 al Tribunale di Sciacca. Il pubblico ministero, Michele Marrone, ha chiesto la condanna di undici imputati e l’assoluzione di otto, anche per prescrizione.

L’inchiesta è particolarmente datata, si riferisce a fatti compresi tra il 2014 e il 2015, soprattutto a Ribera, e focalizza, definendo ruoli, attività e singoli episodi, l’arrivo di hashish e cocaina. Alcune posizioni erano state definite, in passato, con il giudizio abbreviato.

La gran parte degli imputati, però, vengono giudicati con il rito ordinario dal Tribunale di Sciacca in composizione collegiale.

Per Vito Corrao, di 70 anni, di Burgio, il pm ha chiesto 4 anni e 6 mesi di reclusione; per Salvatore Cannella, di 51, di Villafranca Sicula, 4 anni e 3 mesi; per Giangregory Volpe, di 42, di Ribera, 4 anni e 2 mesi; per Luigi Porroni, di 63, di Ribera, 4 anni e un mese; per Simone Garufo, di 48 anni, di Belmonte Mezzagno, 4 anni e 3 mesi; per Agostino Giocondo, di 55 anni, di Belmonte Mezzagno, 4 anni e 2 mesi; per Antonino Caronia, di 58 anni, di Ribera, 4 anni e un mese; per Antonino Adelfio, di 58 anni, di Palermo, 4 anni e 2 mesi; Giuseppe Adelfio, di 47 anni, di Palermo, 4 anni e 2 mesi; per Giovanni Mazzara, di 56 anni, di Palermo, 4 anni; per Elena David Ecaterina, di 40 anni, romena, residente a Ribera, 4 anni.

Per Giuseppe Di Giorgi, di 48 anni, di Ribera, Gaetano Adelfio, di 34 anni, di Palermo, e Nejib Ben Kahala, di 37 anni, tunisino, residente a Ribera, il pm ha chiesto la riqualificazione del reato e l’assoluzione per prescrizione. Per Luigi Montana, di 61 anni, di Caltabellotta. l’assoluzione.

A giudizio, ma non per fatti di droga, Giuseppe Triassi, di 42 anni, e Francesco Cavalcante, di 45, entrambi di Ribera, accusati di avere detenuto illegalmente una pistola calibro 22 che avrebbero ceduto per 400 euro. Per loro il pm ha chiesto l’assoluzione per prescrizione.

Assoluzione perché il fatto non sussiste chiesta, invece, per Steve Giovinco, di 35 anni, di Ribera, accusato di detenzione illegale di un fucile.

Il pm ha chiesto l’assoluzione per prescrizione dall’accusa di favoreggiamento per Maria Lo Bianco, di 45 anni, di Belmonte Mezzagno.

Nella foto, il pm Michele Marrone

Giuseppe Sanfilippo scelto come tedoforo di Milano Cortina 2026

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Una lettera, ricevuta nelle scorse ore, conferma che Giuseppe Sanfilippo, dei Leoni Sicani, sarà tra i 10.001 tedofori del Viaggio della fiamma olimpica di Milano Cortina 2026. Il messaggio, firmato dal comitato organizzatore, lo invita a “entrare nella storia dei Giochi” e a prendere parte a “un racconto collettivo fatto di emozioni, condivisione e orgoglio italiano”.

Il margheritese ha commentato la notizia in un lungo post su Facebook, raccontando la portata personale di questo traguardo. “Lo sport come dico sempre mi ha cambiato la vita e a 20 anni, da quando tutto è iniziato, il destino, il buon Dio, mi ha regalato l’onore incredibile di essere fra i tedofori che porteranno la fiamma olimpica di Milano Cortina 2026”, ha scritto spiegando di star realizzando “solo in queste ore cosa significa, un’opportunità che pochi al mondo hanno avuto”.

Guardando ai vent’anni di attività sportiva che lo hanno portato fin qui, Sanfilippo ha ricordato: “20 anni di gioie, delusioni, pianti, sacrifici, sogni… lo sport mi ha aiutato a crescere sotto tutti i punti di vista… Ho imparato che la dignità personale vale più di qualunque premio”. E la lettera ricevuta – racconta – “mi ripaga delle delusioni, dei pugni in faccia, che quotidianamente ho preso in questi anni senza mai mollare o abbassare la testa”.

Il 16 dicembre ad Agrigento porterà la fiamma olimpica rappresentando, come scrive, “la mia terra, la mia squadra, lo sport che ho avuto il privilegio di praticare, promuovere e raccontare”.