Ribera: l’amministrazione comunale esprime cordoglio alla famiglia Gambino per la perdita del medico Liborio

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Il sindaco Carmelo Pace e l’amministrazione comunale si uniscono al dolore della famiglia Gambino per la morte del dottor Liborio ed esprimono ai familiari sentimenti di cordoglio. L’amministrazione ha anche voluto esprimere un sentito ringraziamento per il lavoro svolto da tutte le forze armate impegnate, per tre giorni, nelle ricerche dell’anestesista riberese.

“Esprimiamo un profondo cordoglio a tutta la famiglia Gambino per la morte del medico Liborio. Rivolgiamo anche un sentito ringraziamento – ha evidenziato il sindaco di Ribera Carmelo Pace – al Prefetto di Agrigento Dario Caputo, per la tempestività e la professionalità con cui ha agito, al Capitano della compagnia dei Carabinieri di Sciacca Marco Ballan e al Comandante della Tenenza di Ribera Fabio Proietti unitamente a tutti i Carabinieri, al Commissario della Polizia di Stato Luca Pipitone e la sua squadra, al Responsabile Provinciale Ricerca Persona dei Vigili del Fuoco Ignazio Calé e a tutto il personale dei Vigili del Fuoco, al Comandante dei Vigili Urbani di Ribera Nino Novara e la sua squadra, alla Protezione Civile regionale, provinciale e comunale, ai volontari della Protezione Civile comunale e a tutti i privati cittadini che hanno messo a disposizione i propri mezzi per aiutare le ricerche del dottore Liborio Gambino i cui funerali avranno luogo oggi, alle 16 e 30, nella Chiesa Madre di Ribera.

Il disprezzo per i due magistrati e il vanto di poter incontrare direttamente i padrini, dalle intercettazioni l’identikit agghiacciante di Nicosia (VIDEO)

 


Era stato coinvolto circa vent’anni fa, in una inchiesta giudiziaria per traffico di stupefacenti e per questo Antonello Nicosia conosceva il carcere. Dopo quella esperienza in cella e dopo aver scontato la sua pena, l’impegno per le condizioni dei detenuti era diventato uno scopo di vita tanto da essere diventato direttore dell’osservatorio internazionale dei diritti umani (Oidu).

Nicosia, pedagogista e laureatosi durante la detenzione in Scienze della formazione multimediale con una tesi proprio sul trattamento penitenziario viene accusato – dai magistrati della Dda di Palermo – di associazione mafiosa.

E’ stato eletto per due anni componente del comitato nazionale dei Radicali italiani. Per i pm sarebbe vicino all’ala di Cosa Nostra che fa riferimento al boss latitante Matteo Messina Denaro.
Nel curriculum allegato al sito dell’Oidu elenca esperienze nella formazione professionale in particolare nella progettazione di corsi per svantaggiati sociali e disoccupati. Sempre nel curriculum si dice “assistente parlamentare” e “docente a contratto nella scuola pubblica come esperto nei corsi Pon”. Nel 2011 è stato coordinatore del progetto “La tavola multiculturale” attività a favore della formazione e dell’integrazione degli immigrati.

Nicosia indica tra i suoi titoli quello di ricercatore presso l’Invalsi, istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione, e quello di insegnante di Storia della mafia nell’università della California.

Per i pm, oltre a portare all’esterno i messaggi dei mafiosi che incontrava durante le sue visite in carcere, avrebbe gestito gli affari del clan in America e riciclato denaro sporco.
E’ proprio lui l’uomo-chiave dell’intera operazione “Passepartout” insieme ad una vecchia conoscenza della famiglia mafiosa saccense, Accursio Dimino, detto “matiseddru”, arrestato e condannato per mafia nell’ambito di inchieste giudiziarie di un certo spessore, già quattro volte.

Nicosia avrebbe negli ultimi anni intensificato la sua attività e la sua battaglia per le condizioni nelle carceri italiane aderendo al gruppo dei Radicali e la sua collaborazione con la parlamentare Occhionero, oggi Italia Viva ed ex Leu, gli avrebbe consentito di incontrare diversi boss detenuti in istituti di pena di alta sicurezza, come quello di Tolmezzo.

Dalle intercettazioni emerge un identikit di Nicosia agghiacciante: nelle conversazioni intercettate, l’esponente Radicale sottolineava il vantaggio di entrare negli istituti di pena insieme alla deputata in quanto questo genere di visite non erano soggette a permessi. Da alcune intercettazioni emergerebbero anche progetti di omicidi. L’inchiesta, condotta da Ros e Gico, è coordinata dal procuratore di Palermo Francesco Lo Voi, dall’aggiunto Paolo Guido e dai pm Gery Ferrara e Francesca Dessì.

L’intercettazione choc viene fuori mentre Nicosia è in macchina con un esponente nazionale, come lui, dei Radicali e transitando nei pressi del “Falcone e Borsellino di Punta Raisi”, Nicosia diceva: “All’aeroporto bisogna cambiare il nome”. Perché? si chiedeva il suo interlocutore, Alessio Di Carlo, con non poco stupore. “Bisogna cambiarlo”, insisteva Nicosia. Di Carlo dissentiva. Credeva che Nicosia ne facesse un problema di immagine per la Sicilia: “Non va bene Falcone e Borsellino? Dici perché evocano la mafia…”.

Ma perché dobbiamo spiegare chi sono scusami, perché dobbiamo sempre mescolare la stessa merda”. A suo dire non si doveva neppure ricordare il magistrato vittima di un “incidente sul lavoro”: “Ma poi quello là non era manco magistrato quando è stato ammazzato Falcone. Aveva già un incarico politico”.

​I consiglieri di opposizione al sindaco Valenti: “Con noi sul piano amministrativo e programmatico non potrà esserci alcuna intesa”.

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I consiglieri comunali del centro destra continuano a mettere i puntini sulle “i” riguardo all’operato della giunta Valenti e chiedono, con insistenza, che venga ripristinata una condizione di regolare svolgimento delle sedute consiliari, con atti trasmessi per tempo e con questioni portate seriamente alla loro attenzione.

Duro attacco al sindaco Francesco Valenti da parte dei consiglieri di opposizione del centro destra che continuano ad additare l’amministrazione in carica, perchè manchevole di un concreto progetto politico.

“Abbiamo sempre evidenziato – affermano i consiglieri di opposizione – che la situazione di inesistenza di una maggioranza capace di supportare la Sua azione politica, non poteva più essere procrastinata oltre e che il pretendere dall’opposizione di derogare alle proprie prerogative, con proposte presentate ad arte all’ultimo momento, magari immaginando scenari catastrofici, nell’ipotesi di mancata approvazione degli atti, non sarebbe stata più tollerata.
Le abbiamo allora chiesto come lei intendesse risolvere tali problemi che sono di tenuta della sua maggioranza e della sua azione amministrativa e di corretto esercizio delle proprie funzioni da parte del Consiglio Comunale.
In questo contesto le sono state avanzate varie proposte, che però non avevano e non hanno il significato di una richiesta di coinvolgimento nella sua azione amministrativa, anche se è vero che da più parti, al fine di risolvere i suoi problemi, le è stato proposto un azzeramento totale della sua Giunta, al fine di consentirle una discontinuità con il recente passato ma che non aveva l’obbiettivo di vederci coinvolti bensì quello di certificare il fallimento del suo progetto politico con la nomina di una giunta di alto profilo distinta è distante dalle forze politiche presenti in consiglio comunale.
Ed è altrettanto vero, (anche se per lei è stato più comodo il giorno dopo negarlo) che da parte sua vi è stata la chiara affermazione di voler procedere in questo senso.
Ciò posto le ribadiamo, prima di ogni cosa, di ripristinare una condizione di regolare svolgimento delle sedute consiliari, con atti trasmessi per tempo e con questioni portate seriamente alla nostra attenzione. E ciò sia con riguardo agli atti da approvare che relativamente ai grandi temi che interessano la nostra città. Se ciò accadrà saremo pronti a fare la nostra parte in consiglio comunale, come sempre con spirito costruttivo, guardando agli interessi della città .

Non abbiamo invece intenzione di discutere con la Sua parte politica di assetti e/o rimodulazioni di Giunta. Non ci interessano neanche i gridi di allarme di chi utilizza strategie politiche primitive dettate dai soliti appetiti politici.
Dovrà essere Lei allora a trovare la soluzione alla crisi della sua compagine politica e dovrà essere Lei a provare a ritrovare una maggioranza consiliare.
Con noi sul piano amministrativo e programmatico, ma soprattutto sotto il profilo di un coinvolgimento nella sua azione amministrativa, non potrà esserci alcuna intesa.
Va da se – concludono – che un ulteriore fallimento di questi tentativi, altri due anni di amministrazione senza maggioranza, di stallo ed inefficienza, di improvvisazione ed inadeguatezza, non potrà più essere sopportato dalla città. Quella stessa città che già da tempo l’ha sfiduciata. Rimaniamo a disposizione per un eventuale dibattito politico nella sede più appropriata, e cioè il consiglio comunale.

Sciacca: giovane ubriaco finisce fuori strada con l’auto in contrada Santa Maria

Il trentenne, di origine nordafricana, ha sbattuto con l’auto contro un muro finendo, poi, in un uliveto in contrada Santa Maria.
Portato al pronto soccorso è risultato essere ubriaco.

I carabinieri, all’interno dell’ auto guidata dal giovane nordafricano, hanno rinvenuto anche diverse bottiglie di alcol. Il ragazzo è rimasto ferito ma non è in gravi condizioni. E’ stato denunciato per guida in stato di ebbrezza e gli è stata ritirata la patente di guida.

Donna terrorizzata da un gruppo di ragazzi: calci e pugni all’auto di sua proprietà

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Alcuni ragazzi le hanno sbarrato la strada rivolgendole parole e battute pesanti. Poi, hanno preso di mira la sua auto scuotendola, più volte, sotto gli occhi dei colleghi di lavoro. La donna, proprietaria di un locale in via Atenea, ad Agrigento, si è letteralmente terrorizzata.

Momenti di puro terrore quelli vissuti da un’agrigentina, proprietaria di un locale nel centro di Agrigento. La donna è stata inseguita da un gruppo di ragazzi che l’hanno spaventata prendendo a calci e pugni la propria auto. La donna, naturalmente, ha sporto denuncia. “I miei colleghi che erano lì, hanno invitato i ragazzi a lasciami passare. Ho provato ad attraversare – racconta la donna -, ma i ragazzi si sono assiepati attorno alla mia auto, scuotendola con forza. Hanno dato calci e pugni. Sono stati momenti di puro terrore. Non voglio avere paura nella mia città”.

Fermo di Antonello Nicosia, la parlamentare Occhionero:” Collaborazione finita, ingannata dal suo falso curriculum”.

La collaborazione tra Antonello Nicosia, il saccense arrestato nell’ambito dell’operazione “Passepartout” compiuta oggi alle prime luci dell’alba, dai Carabinieri e dalla Guardia di Finanza, e la parlamentare di Italia Viva, Giuseppina Occhionero e’ durata solo quattro mesi, lo precisa la stessa parlamentare all’Ansa: “Ringrazio la magistratura e le forze dell’ordine per lo straordinario lavoro – ha dichiarato – di contrasto alla mafia. Da ciò che emerge dalle notizie riportate sui giornali quello che diceva e scriveva Nicosia era ben lontano dalla verità, arrivando a veicolare messaggi mafiosi per conto dei detenuti. Quello che si legge nelle intercettazioni e’ comunque vergognoso e gravissimo”.

“La collaborazione con me – prosegue – durata solo quattro mesi, era nata in virtù del suo curriculum, in cui si spacciava per docente universitario oltre che di studioso dei diritti dei detenuti. Non appena ho avuto modo di rendermi conto che il suo curriculum e i suoi racconti non corrispondevano alla realtà -spiega – ho interrotto la collaborazione. Le visite in carcere peraltro sono parte del lavoro parlamentare a garanzia dei diritti sia dei detenuti sia di chi vi lavora. Ora sono profondamente amareggiata, ma la giustizia farà il suo corso. Mi auguro nel più breve tempo possibile. Pur essendo del tutto estranea alla vicenda sono comunque a disposizione della magistratura per poter fornire ogni elemento che possa essere utile”.

Emergenza collegamenti aerei in Sicilia, l’assessore Falcone:”Il governo intervenga immediatamente”

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Marco Falcone, assessore alle Infrastrutture e alla Mobilità della Regione siciliana ha chiesto l’intervento del Governo nazionale, in quanto la situazione è diventata insostenibile provocando disagi ai passeggeri siciliani.

Le tariffe aeree sono diventate insostenibili. Troppi i voli spostati, troppe le rotte addirittura cancellate, in Sicilia, con continui disagi per i passeggeri. I prezzi sono alle stelle. Proprio ieri, un volo Ryanair Perugia-Catania è stato cancellato lasciando a terra moltissimi passeggeri che hanno dovuto subire numerosi disagi. I viaggiatori siciliani, insomma, sono costantemente penalizzati dal mal funzionamento dei collegamenti aerei. Per questo l’assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità, Marco Falcone, ha chiesto l’immediato intervento del Governo nazionale che, adesso, deve dare risposte concrete ai siciliani.



Danno fuoco ad una gioielleria per noia: riconosciute dalle videocamere di sorveglianza

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Sette ragazze, tra i 16 e i 17 anni, hanno appiccato il fuoco alla finestra di una gioielleria del centro storico di Gela, la “Agea gioielli”. Il danneggiamento è stato interamente ripreso dalle videocamere di sicurezza dello stesso negozio.

Hanno appiccato il fuoco, per noia, nella vetrina di una nota gioielleria di Gela, ma grazie alle videocamere di sorveglianza alcune di loro sono state riconosciute. Si tratta di sette ragazze, di età compresa fra i 16 e i 17 anni, che sabato sera, non avendo nulla di interessante da fare, si sono date a questo gesto “indegno” così come definito dalla proprietaria della gioielleria che ora, dunque, sporgerà denuncia.

L’operazione Passepartout a Sciacca con 5 fermi, i dettagli

Militari della Guardia di Finanza di Palermo e Sciacca e Carabinieri del R.O.S. e del Comando Provinciale di Agrigento, alle prime ore dell’alba, hanno dato esecuzione ad un provvedimento di fermo emesso dalla Procura della Repubblica di Palermo – Direzione Distrettuale Antimafia nei confronti di 5 soggetti, ritenuti appartenenti o comunque contigui alla famiglia mafiosa di Sciacca. Sono Accursio Dimino, Antonino Nicosia, Paolo e Luigi Ciaccio e Massimiliano Mandracchia.

Sono altresì in corso decine di perquisizioni su tutto il territorio di Sciacca, che vedono impiegati oltre 100 finanzieri e Carabinieri, supportati da mezzi aerei e unità cinofile, che riguardano abitazioni, uffici, aziende e negozi nella disponibilità degli indagati.

In particolare è emersa la figura carismatica di Accursio Dimino, detto “Matiseddu”, già condannato per associazione mafiosa – da ultimo nel 2010 – per il suo ruolo espresso in Cosa Nostra.

Dimino, negli anni ’90, per conto della famiglia di Sciacca, avrebbe avuto un ruolo centrale nello sviluppo di dinamiche associative ultra-provinciali, mantenendo contatti e veicolando “pizzini” con i corleonesi, in particolare con Salvatore Riina e Giovanni Brusc.   

In quegli anni, le attività investigative avrebbero, inoltre, accertato i contatti con il latitante mafioso Matteo Messina Denaro.

A partire dalla sua scarcerazione, sarebbero stati documentati i rapporti intrattenuti da Dimino con soggetti mafiosi operanti nel territorio di Sciacca, di Castellammare del Golfo e con taluni personaggi ritenuti contigui alla famiglia mafiosa Gambino di New York.

Con riferimento a quest’ultima articolazione di Cosa Nostra,  si sarebbe in particolare relazionato con un soggetto con cui aveva pianificato un’attività criminale che successivamente non è stata portata a compimento a causa dell’improvviso omicidio – avvenuto a New York lo scorso 13 marzo – di Frank Calì (alias FrankieBoy), esponente di spicco della famiglia mafiosa italo-americana, evento questo immediatamente comunicato in Sicilia dagli Stati Uniti.

Fra i fatti contestati a Dimino nel provvedimento emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Palermo vi sono le pressioni su imprenditori locali per consentire a imprese riconducibili a propri sodali di ottenere appalti, l’attività di recupero crediti a beneficio di soggetti legati a uomini d’onore, propositi di danneggiamenti e altre attività criminali nei confronti di diversi soggetti per finalità estorsive.

Nell’ambito delle investigazioni è emersa la figura di Antonino Nicosia, detto Antonello, esponente di rilievo dei Radicali Italiani, pure lui destinatario del provvedimento di fermo in quanto ritenuto organico alla famiglia mafiosa saccense.

Gli approfondimenti investigativi effettuati nei confronti di Nicosia avrebbero consentito di documentare “il pieno inserimento nel contesto mafioso saccense, emerso con evidenza anche dalle conversazioni intercorse tra l’indagato e l’uomo d’onore Dimino Accursio”.

Per gli inquirenti si evincerebbero: “La richiesta finalizzata alla consumazione di eventi delittuosi cruenti in danno di proprio debitore rivolta da Nicosia a un soggetto gravitante nel panorama mafioso saccense che prontamente la accoglieva limitandosi a volerne decidere le modalità e i tempi di attuazione;

una riservata riunione effettuata a febbraio del 2019 a Porto Empedocle tra Nicosia e due pregiudicati per partecipazione ad associazione mafiosa di cui uno fidato sodale del latitante Matteo Messina Denaro, nel corso del quale i tre affrontavano alcuni argomenti di rilevante interesse investigativo, chiamando in causa direttamente il citato latitante al quale doveva essere destinata una somma di denaro che gli interlocutori si stavano prodigando a recuperare;

l’uso strumentale del rapporto di collaborazione instaurato da Nicosia con una Parlamentare della Repubblica Italiana, rapporto questo utilizzato per un periodo dall’indagato per accedere all’interno di diverse carceri del territorio nazionale ed avere contatti anche con altri esponenti reclusi di cosa nostra”;

I cinque destinatari del fermo sono:

DIMINO Accursio, nato a Sciacca il 14/10/1958;

NICOSIA Antonino (detto Antonello), nato a Sciacca il 26/07/1971;

CIACCIO Paolo, nato a Sciacca il 07/05/1986;

CIACCIO Luigi, nato a Sciacca il 07/05/1986;

MANDRACCHIA Massimiliano, nato a Sciacca il 06/01/1973.

Operazione Passepartout, cinque fermi disposti a Sciacca dalla Dda di Palermo

Militari della Guardia di Finanza di Palermo e Sciacca e Carabinieri del R.O.S. e del Comando Provinciale di Agrigento, alle prime ore dell’alba, hanno dato esecuzione ad un provvedimento di fermo emesso dalla Procura della Repubblica di Palermo – Direzione Distrettuale Antimafia nei confronti di 5 soggetti, ritenuti appartenenti o comunque contigui alla famiglia mafiosa di Sciacca.

Sono altresì in corso decine di perquisizioni su tutto il territorio di Sciacca, che vedono impiegati oltre 100 finanzieri e Carabinieri, supportati da mezzi aerei e unità cinofile, che riguardano abitazioni, uffici, aziende e negozi nella disponibilità degli indagati.