Rigenerazione urbana, Siculiana punta al recupero di aree o immobili abbandonati

Il Comune di Siculiana ha avviato un’iniziativa di rigenerazione urbana finalizzata alla rinaturalizzazione dei suoli degradati e alla creazione di nuovi spazi verdi pubblici. Con un avviso pubblico emanato dal settore urbanistica, ambiente e lavori pubblici, l’amministrazione comunale invita i cittadini proprietari di aree o immobili in stato di abbandono a manifestare il proprio interesse alla cessione o vendita dei beni, che potranno essere riconvertiti in aree verdi.

L’iniziativa rientra nel percorso di partecipazione al bando regionale per la rinaturalizzazione dei suoli degradati promosso dall’assessorato regionale del Territorio e dell’Ambiente, con una copertura finanziaria complessiva di oltre 12 milioni di euro. L’obiettivo è migliorare la qualità ambientale, paesaggistica e sociale del centro storico e delle aree urbane di Siculiana, favorendo la valorizzazione del patrimonio cittadino e la creazione di spazi pubblici sostenibili. Le manifestazioni di interesse dovranno essere presentate entro il 24 novembre 2025. Tutte le informazioni sul sito istituzionale del Comune di Siciliana.

Dopo 4 anni dalla frana Scirica torna nella sua tabaccheria di Menfi: “Sono felice” (Video)

“Ringrazio tutti per l’aiuto che ho ricevuto e dopo quattro anni, finalmente, torniamo, io e mia moglie, nella tabaccheria che avevamo dovuto lasciare per la frana”. Proprio nel quarto anniversario della frana che, nel novembre 2021, ha sconvolto Porto Palo di Menfi, Giuseppe Scirica è tornato ad operare nella sua storica tabaccheria, lasciando il container nel quale ha lavorato per lungo tempo. Domani, domenica 9 novembre, alle ore 17, alzerà la saracinesca e incontrerà la gente che vorrà intervenire a questo momento di festa.

“Farò anche un breve discorso – dice Scirica – che non sarà divisivo. Bisogna guardare avanti e auspicare che tutti i problemi di Porto Palo vengano risolti”.

Scirica ha fatto lo sciopero della fame e in segno di solidarietà con il tabaccaio, nei mesi successivi alla frana, il territorio si è mobilitato anche con una fiaccolata.

Ci sono voluti quasi 4 anni, tante proteste e un’azione costante per raggiungere questo risultato che consente a Scirica di tornare nella sua tabaccheria e a una decina di famiglia di fruire delle case che erano state dichiarate inagibili.

Il Comune di Menfi è sempre stato in campo. I lavori sono stati finanziati dalla regione con 500 mila euro. E’ intervenuto il Commissario per il dissesto idrogeologico. Adesso è attesa una seconda fase di interventi a Porto Palo, per la messa in sicurezza di una fascia più ampia del costone, con una spesa di 7 milioni di euro. E’ già arrivato il primo finanziamento, di 3 milioni di euro, da parte della Protezione civile.

Caporalato a Ribera, la Flai Cgil chiede una riforma vera

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Dopo i controlli dei carabinieri che hanno portato a rintracciare 14 lavoratori stranieri a Ribera, la Flai Cgil di Agrigento interviene con un appello deciso: serve una riforma vera per contrastare il caporalato e restituire dignità al lavoro agricolo.

L’operazione, svolta dal Reparto Territoriale di Sciacca insieme ai reparti di Agrigento, Licata, Canicattì e Cammarata, ha messo in luce una condizione di grave precarietà abitativa e lavorativa, con 10 stranieri risultati irregolari sul territorio nazionale.

L’allarme della Flai Cgil Agrigento

Il segretario generale della Flai Cgil di Agrigento, Giuseppe Di Franco, ha espresso ringraziamento alle forze dell’ordine per l’impegno nel contrasto al caporalato a Ribera, ma ha anche sottolineato come questi episodi rivelino una realtà ormai cronica: mancano strumenti normativi, infrastrutture e percorsi di regolarizzazione che permettano ai lavoratori stranieri di vivere e lavorare in modo dignitoso e alle imprese agricole di assumere regolarmente.

Secondo la Flai Cgil, il sistema attuale — regolato ancora dalla legge Bossi-Fini — rappresenta un ostacolo concreto alla regolarizzazione di chi lavora onestamente nei campi siciliani.

Superare la Bossi-Fini e costruire percorsi di legalità

“È tempo di superare definitivamente la legge Bossi-Fini – afferma Di Franco – e di costruire un percorso chiaro, trasparente e umano che consenta alle aziende agricole di reperire lavoratori extracomunitari legalmente, superando l’ipocrisia di un sistema che parla di sicurezza ma tollera lo sfruttamento”.

Per la Flai Cgil Agrigento, occorre un nuovo modello di incontro tra domanda e offerta di lavoro, che avvenga in luoghi pubblici e trasparenti, potenziando gli uffici di collocamento agricolo e restituendo così ordine e dignità al settore.

La manodopera straniera, risorsa per le aree rurali

Nella provincia di Agrigento — e in particolare nelle aree interne colpite dallo spopolamento — la manodopera straniera rappresenta ormai una risorsa indispensabile. Le attuali campagne di raccolta delle olive e delle arance lo dimostrano chiaramente: senza l’apporto dei lavoratori stranieri, interi comparti produttivi rischierebbero il collasso.

Tuttavia, la precarietà e le condizioni di vita spesso indegne alimentano diffidenza e paura, ostacolando l’integrazione e il rispetto reciproco.

Legalità e inclusione per combattere il caporalato

La legge sul caporalato, pur avendo introdotto strumenti di contrasto efficaci, non basta da sola.

Per la Flai Cgil, è necessario affiancare alla repressione una vera politica di inclusione e legalità che riconosca diritti e dignità a chi lavora nei campi, “a prescindere dal colore della pelle o dalla nazionalità”.

Solo attraverso percorsi regolari, strutture di accoglienza dignitose e un sistema trasparente di incontro tra lavoratori e imprese sarà possibile combattere davvero il caporalato a Ribera, non solo a parole ma con azioni concrete.

Brucculeri e Blò chiedono alla Dc di Sciacca una presa di distanza dai vertici coinvolti nell’inchiesta a Palermo

Una richiesta formale e diretta ai consiglieri comunali del centrodestra e, in particolare, ai sei rappresentanti della Democrazia Cristiana a Sciacca. È quella avanzata dai consiglieri comunali Raimondo Brucculeri (Movimento Controcorrente) e Maurizio Blò (Uniti e Liberi), che con un documento politico chiedono una chiara presa di posizione riguardo alle recenti inchieste giudiziarie che coinvolgono i vertici regionali e nazionali del partito.

I due esponenti di opposizione richiamano l’attenzione sulla necessità di «trasparenza e chiarezza» da parte dei rappresentanti locali, ritenendo che le vicende giudiziarie che toccano i dirigenti della Dc impongano una risposta politica immediata e inequivocabile. Chiedono ai sei consiglieri della Democrazia Cristiana di dichiarare se intendono condannare le condotte contestate a Cuffaro e Pace o, al contrario, prendere le loro difese assumendosi la responsabilità politica di sostenere un partito i cui dirigenti risultano indagati per reati gravi.

Secondo i firmatari, la risposta non può essere rimandata: “La politica – scrivono nel documento – ha il dovere di dare esempi chiari”. I due, infine, auspicano che i consiglieri della Dc e del centrodestra rispondano pubblicamente all’appello, assumendo una posizione ritenuta necessaria per tutelare “’onore delle istituzioni” e il corretto rapporto con i cittadini.

Domenica di pioggia e vento su tutta la Sicilia, scatta l’allerta gialla

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Sarà una domenica di pioggia e instabilità quella di domani, 9 novembre, in Sicilia. La Protezione civile regionale ha emesso un’allerta gialla valida per l’intera giornata, a partire dalla mezzanotte, a causa delle condizioni meteo avverse che interesseranno l’intero territorio dell’isola.

Secondo il bollettino, dalle prime ore di domenica e per le successive 24-36 ore sono previste precipitazioni sparse, spesso a carattere di rovescio o temporale. I fenomeni potranno essere accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica e forti raffiche di vento.

Gibellina, Rosario Bruno inaugura la rinascita della chiesa di Santa Caterina al Cretto

Sarà inaugurata sabato 15 novembre alle 16:30 la mostra “Frammenti” di Rosario Bruno, prima esposizione ospitata nel nuovo spazio polifunzionale della chiesa di Santa Caterina al Cretto, a Gibellina. L’esposizione è visitabile fino al 31 dicembre e segna un momento simbolico per la città e per il suo rapporto con l’arte contemporanea, in continuità con l’eredità culturale e visionaria lasciata dal sindaco Ludovico Corrao e dai protagonisti della storica “chiamata alle arti” che rifondò Gibellina dopo il terremoto del Belice.

Il testo critico che accompagna la mostra è firmato da Sandra Tornetta, che individua nella scelta di aprire il nuovo spazio con le opere di Bruno “un’esigenza rimemorativa di questo territorio”, richiamando le parole di Leonardo Sciascia sul valore fondativo dell’arte come strumento di ricostruzione identitaria.

Rosario Bruno, tra i primi artisti a partecipare alla rinascita artistica di Gibellina, presenta un percorso che intreccia tecnica e filosofia, in una riflessione profonda sul tema del frammento. Le sue opere, realizzate attraverso un lungo processo di lavorazione della carta, si situano tra pittura e scultura, generando forme policrome stratificate che evocano la fugacità del tempo e la bellezza dell’effimero.

Come osserva Tornetta, l’artista “sceglie la carta come materia vivente, che muore, macera e rinasce al tocco del demiurgo”. Il risultato è un linguaggio poetico e materico in cui l’atto creativo diventa meditazione, e ogni frammento si fa testimonianza della transitorietà e della persistenza della memoria.

La mostra rappresenta anche il primo passo di un più ampio progetto di riqualificazione e recupero che ha restituito vita alla ex chiesa di Santa Caterina e agli attigui locali dell’Opificio. Lo spazio, che ospita anche il Museo del Cretto e sale polifunzionali, è curato dall’associazione “Percorsi a Morsi”, presieduta da Michele Benfari, con il sostegno del Comune di Gibellina.

Cuffaro si dimette da presidente nazionale della Dc

“Questa mattina ho rassegnato, nelle mani del presidente del partito, Renato Grassi, e del segretario organizzativo nazionale, Pippo Enea, le mie dimissioni da segretario nazionale della Democrazia cristiana”.
Lo scrive in una nota Totò Cuffaro, nei giorni scorsi indagato dalla procura di Palermo che ne ha chiesto gli arresti domiciliari.
“Ringrazio – aggiunge – coloro che hanno condiviso con me un percorso di impegno e di servizio al partito.
Il presidente ha convocato per il 20 novembre il Consiglio nazionale che sarà chiamato a esaminare e accettare le mie dimissioni irrevocabili e a definire le successive decisioni”.

Cancellare i debiti con il Fisco: se sei in difficoltà economica ma in buona fede, il giudice può azzerarli

Grazie alla procedura di “esdebitazione del debitore incapiente”, chi non ha più risorse per pagare può ottenere la cancellazione totale dei debiti fiscali. Ecco come funziona e chi può accedervi.

A volte, anche il Fisco deve fare un passo indietro.
Chi si trova in gravi difficoltà economiche, ma ha agito in buona fede, può ottenere la cancellazione completa dei debiti verso l’Agenzia delle Entrate grazie a una procedura legale specifica: l’esdebitazione del debitore incapiente.

È uno strumento previsto dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, che consente a cittadini e piccoli imprenditori sovraindebitati di ripartire da zero, liberandosi da obbligazioni impossibili da adempiere.


📜 Cos’è l’esdebitazione del debitore incapiente

L’esdebitazione è una procedura straordinaria che permette, in casi particolari, di azzerare i debiti residui quando viene accertato che il contribuente:

  • non ha alcuna possibilità reale di pagare, né ora né in futuro;
  • non ha contratto i debiti con dolo, frode o colpa grave;
  • collabora pienamente durante la procedura, fornendo documenti e informazioni;
  • non possiede beni, redditi o entrate sufficienti a soddisfare i creditori.

In pratica, il giudice può disporre — su richiesta del contribuente — la cancellazione totale dei debiti con il Fisco e con altri creditori, restituendo così una possibilità di ripartenza economica.
Questa misura, però, può essere concessa una sola volta nella vita, proprio perché produce effetti definitivi e irreversibili.


💰 Il caso concreto: debito di 90.000 euro cancellato

Un recente caso affrontato dalla magistratura siciliana ha mostrato come la legge possa realmente offrire una seconda possibilità.
Una donna, titolare di una piccola agenzia di scommesse, era stata accusata dall’Agenzia delle Entrate di non aver versato il Prelievo Erariale Unico (Preu) — l’imposta sulle somme giocate — nel periodo 2013-2015.

L’importo originario, sommato a sanzioni e interessi, era salito a quasi 90.000 euro.
Nel frattempo, l’attività era stata chiusa e la donna viveva un periodo di totale assenza di reddito, sostenuta solo dai familiari.
Impossibilitata ad accedere a piani di rateizzazione o a una definizione agevolata, aveva chiesto al tribunale di essere ammessa alla procedura di esdebitazione per debitore incapiente.

Il giudice, valutata la buona fede e la mancanza di risorse, ha disposto la cancellazione completa del debito fiscale, riconoscendo la sua condizione di insolvenza irreversibile.


⚙️ Come funziona la procedura

La richiesta di esdebitazione si presenta presso l’OCC (Organismo di Composizione della Crisi) competente per territorio.
L’OCC verifica la documentazione e predispone una relazione da inviare al giudice, che — se ritiene fondate le motivazioni — emette un decreto di cancellazione dei debiti.

La norma di riferimento è l’articolo 283 del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, che disciplina il caso del debitore incapiente, ossia chi non ha mezzi né prospettive per onorare i propri debiti, pubblici o privati.


🕒 Controllo triennale dopo la cancellazione

Il beneficio dell’esdebitazione non è privo di vincoli.
Nei tre anni successivi al provvedimento, il debitore deve comunicare ogni anno all’OCC eventuali nuove entrate o utilità economiche.

Se in questo periodo ottiene redditi superiori al minimo vitale, dovrà destinarne una parte ai creditori, nei limiti del possibile.
Se invece non emergono nuove risorse, l’esdebitazione resta definitiva e pienamente efficace.


⚖️ Una seconda chance per chi agisce in buona fede

La normativa, introdotta per evitare che i debiti si trasformino in una condanna a vita, riconosce che non tutte le situazioni di insolvenza derivano da dolo o cattiva gestione.
Chi è stato travolto da circostanze sfavorevoli — perdita del lavoro, crisi aziendale, malattia o crollo del mercato — ma ha sempre agito correttamente, può accedere a una nuova opportunità di riscatto.

Come ricorda la sentenza, lo Stato deve sì garantire il recupero dei tributi, ma anche tutelare i cittadini che non possono pagare, non quelli che non vogliono.
La legge, in questi casi, offre uno spiraglio di equità e dignità economica.

Come le aziende locali stanno trovando nuovi clienti su WhatsApp in meno di 24 ore

Senza sito web né competenze tecniche, sempre più attività sfruttano la visibilità del giornale online per entrare in contatto diretto con i clienti.

Hai mai pensato a quante persone leggono ogni giorno articoli online, scoprono nuovi servizi e si fidano di ciò che trovano su un giornale?
Molte aziende locali, invece, continuano a investire in pubblicità che non genera conversazioni reali.
Eppure oggi esiste un modo più semplice e naturale per essere scelti: far parlare di sé attraverso un articolo giornalistico.

Negli ultimi mesi, un numero crescente di imprese e professionisti ha iniziato a utilizzare una nuova strategia digitale che consente di ricevere contatti e richieste direttamente su WhatsApp, in meno di 24 ore.
Si tratta di un articolo giornalistico pubblicato su Risoluto.it, il quotidiano d’informazione online del territorio — con oltre un milione di pagine lette al mese e più di 200.000 utenti unici mensili — capace di trasformare un semplice lettore in un cliente.


Dal racconto giornalistico al messaggio diretto

A differenza della pubblicità tradizionale, questa formula si basa su un approccio più autentico e di valore: non si promuovono offerte o sconti, ma si affrontano i problemi reali che il pubblico vive ogni giorno, mostrando come l’azienda riesce a risolverli grazie ai propri prodotti o servizi.
L’articolo diventa così una vera e propria storia informativa, scritta in stile giornalistico, che mette in luce soluzioni concrete e casi reali.

Alla fine della lettura, i lettori possono contattare l’azienda direttamente su WhatsApp, con un solo clic, per chiedere maggiori informazioni, un preventivo o una consulenza.
Questo metodo semplice e diretto sta cambiando il modo in cui le aziende locali si fanno conoscere online, permettendo anche a chi non ha un sito web o competenze digitali di entrare in contatto con nuovi clienti.


Perché funziona

Essere raccontati da un giornale conferisce credibilità e visibilità immediata.
Un articolo su Risoluto.it è ottimizzato per Google, condiviso sui social network e letto da migliaia di persone del territorio, diventando così uno strumento di promozione efficace e accessibile.

Molte attività hanno già sperimentato questo metodo, ottenendo in poche ore le prime richieste dirette su WhatsApp.
In pratica, il giornale diventa un punto d’incontro tra lettori interessati e aziende del territorio.


Una strategia alla portata di tutti

Questa forma di comunicazione non richiede conoscenze tecniche né avere una presenza online forte, la redazione si occupa di tutto, dalla scrittura alla diffusione dell’articolo.
L’imprenditore deve solo condividere la propria esperienza e spiegare quali problemi risolve ogni giorno con il suo lavoro.
Da lì nasce un contenuto autorevole e informativo, capace non solo di raccontare, ma di stimolare conversazioni reali con persone realmente interessate.


Come richiedere un articolo su Risoluto.it

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Colonna votiva del Dixmude a Sciacca, Bellanca: “Perché non e’ stata inaugurata?”

La mancata inaugurazione della colonna votiva dedicata ai caduti del dirigibile francese Dixmude, prevista per il 5 novembre nell’ambito del programma dell’Estate Saccense, approda ufficialmente in consiglio comunale. Il consigliere Filippo Bellanca ha infatti presentato un’interrogazione a risposta orale indirizzata al Sindaco di Sciacca, Fabio Termine, e all’Assessore al Turismo, Francesco Dimino, chiedendo chiarimenti sulle ragioni dell’assenza dell’attesa cerimonia.

Nel programma diffuso dall’Amministrazione, l’inaugurazione avrebbe dovuto svolgersi alla presenza di rappresentanti istituzionali francesi, assumendo così un valore non solo commemorativo ma anche diplomatico. Tuttavia, alla data odierna, non è pervenuta alcuna comunicazione ufficiale da parte del Comune su eventuali rinvii, annullamenti o motivazioni che abbiano impedito la celebrazione.

Bellanca sottolinea come l’evento avrebbe costituito «un significativo momento di memoria condivisa» e un’opportunità per rafforzare i rapporti con la Francia. La totale assenza di aggiornamenti, soprattutto alla luce dei rapporti con interlocutori esteri, viene definita «inopportuna».

Nell’interrogazione, il consigliere chiede all’Amministrazione: perché la cerimonia del 5 novembre non si sia svolta; quali autorità francesi fossero state invitate e quali comunicazioni siano intercorse; se i lavori sulla colonna votiva siano stati ultimati e formalmente consegnati al Comune; se verrà fissata una nuova data per l’inaugurazion e quali procedure di comunicazione istituzionale siano state adottate per informare la cittadinanza dell’eventuale rinvio.