Tricoli sta per lasciare la guida del Tribunale di Sciacca e accoglie gli studenti al palazzo di giustizia (Video)

A distanza di qualche anno da quando gli studenti del liceo artistico Bonachia di Sciacca hanno realizzato l’iscrizione in ceramica “Palazzo di Giustizia”, questa mattina è stata scoperta una targa che ricorda quel momento e il Presidente del Tribunale, Antonio Tricoli, con la Procuratrice Maria Teresa Maligno, i magistrati che operano negli uffici giudiziari, il dirigente scolastico Leonardo Mangiaracina, il sindaco Fabio Termine, ha scoperto una targa che ricorda quest’iniziativa e il suo duplice significato, artistico e come messaggio di legalità.

Il Presidente Tricoli tra qualche giorno lascerà l’ufficio giudiziario di Sciacca dove ha operato per otto anni, anche in momenti difficili, durante la pandemia.

Lascia con un messaggio con rincuora sul futuro della sede giudiziaria di Sciacca: “L’attuale potere politico ha riaperto sedi che erano state chiuse e quindi non vedo perchè dovrebbe chiudere il Tribunale di Sciacca. Ci saranno provvedimenti favorevoli anche per i Tribunali della Sicilia”.

Sul dibattito in corso riguardante in particolare la riforma della giustizia con la separazione delle carriere la giudica “inutile e dispendiosa, che non accorcerà i processi di un solo giorno”.

Muore dopo essere stato dimesso dal pronto soccorso: l’Asp di Ragusa condannata a risarcire la famiglia

Un uomo di 78 anni, nella notte di Ferragosto, si era recato al pronto soccorso dell’ospedale Guzzardi di Vittoria accusando un malessere. Al suo arrivo era stato accolto da un infermiere che gli aveva eseguito un elettrocardiogramma e somministrato un antispastico e un diuretico. Dopo queste procedure, l’operatore sanitario lo aveva rassicurato sulle sue condizioni e dimesso, senza avvisare il medico di guardia né disporre ulteriori accertamenti diagnostici.

Poche ore dopo, l’uomo è deceduto a causa di un aneurisma dell’aorta addominale, patologia che non era stata individuata durante la visita.

La moglie e i due figli, assistiti dallo studio legale Seminara & Associati di Catania, hanno citato in giudizio l’Azienda sanitaria provinciale di Ragusa. Il Tribunale del capoluogo ibleo ha riconosciuto la responsabilità civile dell’ente per l’operato dei propri dipendenti, anche nel caso in cui questi abbiano agito con grave negligenza o oltre i limiti delle mansioni assegnate. L’Asp è stata così condannata a versare un risarcimento complessivo di quasi un milione di euro ai familiari della vittima.

Il giudice ha definito «gravemente negligente» la condotta dell’infermiere, ma ha respinto la richiesta dell’Asp di esercitare la rivalsa nei suoi confronti e in quelli del medico, ritenendola inammissibile perché subordinata al pagamento del risarcimento. Il Tribunale ha inoltre precisato che solo la parte danneggiata ha facoltà di decidere se citare o meno in giudizio anche i sanitari coinvolti.

L’Asp di Ragusa ha poi impugnato la sentenza davanti alla Corte d’appello di Catania. I giudici di secondo grado hanno confermato la condanna nei confronti dell’azienda, respingendo il ricorso contro gli eredi, ma hanno accolto la parte relativa all’infermiere, riconoscendo la possibilità per la struttura di rivalersi su di lui nello stesso procedimento.

In base alla Legge Gelli-Bianco, tuttavia, l’importo a carico dell’infermiere non potrà corrispondere all’intera somma riconosciuta ai familiari, ma sarà limitato a un massimo pari al triplo della sua retribuzione lorda o del reddito professionale più elevato percepito nell’anno in cui si è verificato l’episodio o in quelli immediatamente precedente o successivo.

Chiusura locali Agrigento, il questore sospende quattro bar

Il questore di Agrigento, Tommaso Palumbo, ha firmato quattro distinti provvedimenti di chiusura locali ad Agrigento e nei comuni di Raffadali e Favara.

Le misure, che prevedono sospensioni da due a quindici giorni, mirano a tutelare l’ordine e la sicurezza pubblica dopo gravi irregolarità riscontrate nel corso dei controlli di polizia e carabinieri.

Somministrazione di alcol ai minori a San Leone

Due esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, entrambi del tipo bar, situati nella zona di San Leone, sono stati raggiunti da provvedimenti di chiusura locali Agrigento rispettivamente di due e cinque giorni.

I controlli dei carabinieri di Agrigento hanno accertato la somministrazione di bevande alcoliche a minori, anche di soli 16 anni.

La decisione rientra nella politica di tolleranza zero verso condotte che mettono a rischio la salute e l’incolumità dei più giovani.

Chiusura di otto giorni a Raffadali

A Raffadali, un bar è stato sospeso per otto giorni dopo una segnalazione della locale Stazione dei carabinieri.Anche in questo caso è stata documentata la somministrazione di alcol a minorenni, uno dei quali sedicenne.

Il titolare è stato segnalato all’autorita’ giudiziaria e sanzionato, a conferma della linea ferma della questura nella repressione delle violazioni che coinvolgono minori.

Favara: droga e soggetti pregiudicati nel locali

Il provvedimento più severo, con chiusura di quindici giorni, ha riguardato un bar di Favara.

Durante un controllo congiunto dei carabinieri e della Questura, gli agenti hanno trovato nel locale diversi soggeti con precedenti penali, tra cui uno in possesso di hashish.

Nascosta accanto al registratore di cassa, è stata inoltre scoperta cocaina nella disponibilità del coniuge della titolare.

Per ulteriori irregolarità nella gestione, tra cui la conduzione del bar da parte di persona non autorizzata, sono state comminate tre sanzioni amministrative per quasi 4.000 euro.

Obiettivo: tutela della collettività

L’iniziativa risponde all’esigenza di proteggere la collettività e in particolare i giovani, sia dai rischi legati al consumo di alcol che dalla frequentazione di ambienti pericolosi.La questura ribadisce così l’impegno costante nel garantire ordine, legalità e sicurezza nei luoghi di aggregazione della provincia di Agrigento.

Il dirigente Cesare Castelli, a capo della Divisione Pasi, ha guidato l’attività.

A Porta Palermo tutti senza internet, i danni alla fibra ottica forse causati dai topi

Brutta mattinata a Sciacca per uffici e attività commerciali che si trovano nella zona di Porta Palermo. Il cavo della fibra ottica è fuori uso ed è stato necessario l’intervento dei tecnici che sono già all’opera.

Si sta cercando la causa del danno e anche di individuare il punto preciso nel quale il cavo risulta danneggiato. L’ipotesi è che potrebbero essere stati i topi.

I lavori da parte dei tecnici vengono seguiti con particolare attenzione dagli operatori della zona che sperano, naturalmente, in una celere soluzione del problema per evitare danni alle loro attività.

Acquisto casa 2025, tutte le novità dell’Agenzia delle Entrate: bonus, agevolazioni fiscali e guida aggiornata

È stata pubblicata la nuova guida ufficiale dell’Agenzia delle Entrate dedicata a chi vuole acquistare casa nel 2025. Il documento, aggiornato a ottobre, raccoglie tutte le imposte, le agevolazioni e i bonus fiscali attualmente in vigore, offrendo uno strumento chiaro e completo per cittadini, professionisti e operatori del settore.

Tra le principali novità spiccano l’imposta unica allo 0,5% sul contratto preliminare, il prolungamento a due anni del termine per vendere l’immobile precedente con il bonus prima casa, la conferma del bonus giovani under 36 e le regole del sistema prezzo-valore. Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Contratto preliminare: imposta unica dello 0,5%

Dal 1° gennaio 2025 cambia la tassazione sul contratto preliminare di compravendita: è prevista un’imposta di registro unificata pari allo 0,5%, sia per caparre confirmatorie sia per acconti non soggetti a IVA. La misura semplifica la burocrazia e riduce i costi per chi compra casa, rendendo più lineare il passaggio verso il rogito.

Bonus prima casa: più tempo per vendere l’immobile precedente

La legge di bilancio 2025 ha esteso da 1 a 2 anni il termine entro cui vendere la vecchia abitazione per mantenere il bonus prima casa. Il beneficio si applica anche agli atti stipulati nel 2024, purché il termine non sia ancora scaduto. Confermate le agevolazioni:

  • imposta di registro al 2%,
  • imposte ipotecaria e catastale fisse da 50 euro,
  • per acquisti con IVA, aliquota ridotta al 4% e imposte da 200 euro.

Prezzo-valore: meno controlli e più risparmio

Il sistema prezzo-valore consente di calcolare le imposte sul valore catastale anziché sul prezzo dichiarato. Il vantaggio? Minore rischio di accertamenti e spese notarili ridotte fino al 30%. Il calcolo avviene sulla rendita catastale aumentata del 5% e moltiplicata per 120 (prima casa) o 110 (altri casi).

Controlli catastali e ipotecari: attenzione prima di firmare

La guida invita a verificare la situazione catastale e ipotecaria dell’immobile prima di acquistare. Le visure possono essere ottenute online, spesso gratuitamente, e aiutano a evitare brutte sorprese su ipoteche, pendenze o errori catastali.

Bonus prima casa under 36: agevolazioni confermate

Restano in vigore le esenzioni fiscali per chi ha meno di 36 anni e un ISEE inferiore a 40.000 euro. Per gli atti stipulati fino al 31 dicembre 2024, l’acquirente è esente da imposte di registro, ipotecaria e catastale. Se l’acquisto avviene con IVA, è previsto un credito d’imposta pari all’importo versato, utilizzabile in dichiarazione o compensazione.

Inoltre, per gli atti stipulati tra gennaio e febbraio 2024 è disponibile un credito d’imposta aggiuntivo da usare entro il 31 dicembre 2025.

Acquisto casa 2025: una guida utile per orientarsi tra bonus e tasse

La guida dell’Agenzia delle Entrate si conferma uno strumento prezioso per affrontare l’acquisto di un immobile con maggiore consapevolezza. Tra bonus, proroghe e regole aggiornate, è fondamentale restare informati per non perdere le opportunità fiscali e pianificare l’investimento più importante della vita con serenità

Tentato furto in un supermercato a Sambuca di Sicilia

Colpo fallito nella notte tra martedì e mercoledì a Sambuca di Sicilia, dove ignoti hanno tentato di introdursi in un supermercato di contrada Adragna. L’episodio di tentato furto al supermercato è stato sventato grazie al tempestivo intervento del sistema d’allarme che, una volta scattato, ha messo in fuga i ladri prima che riuscissero a portare via qualcosa.

I carabinieri della locale Stazione, giunti immediatamente sul posto, hanno constatato che i malviventi — verosimilmente una banda organizzata — erano riusciti ad accedere ai locali dopo aver mandato in frantumi una finestra laterale dell’esercizio commerciale.

Ladri messi in fuga a mani vuote

L’allarme, collegato con un istituto di vigilanza privata, ha attivato il pronto intervento delle forze dell’ordine. Al loro arrivo, i militari hanno trovato evidenti segni di effrazione ma nessuna traccia dei responsabili. Tutte le ricerche dei ladri avviate nell’immediato si sono rivelate infruttuose: i malviventi erano già riusciti a far perdere le proprie tracce.

L’episodio si inserisce nel più ampio fenomeno dei tentati furti ai danni di attività commerciali nella zona, dove i sistemi d’allarme e le telecamere di sorveglianza si rivelano sempre più determinanti nel prevenire i reati predatori.

Indagini sul tentato furto

I carabinieri hanno acquisito la denuncia per danneggiamento aggravato a carico di ignoti e avviato le indagini per risalire all’identità dei balordi. Gli investigatori stanno verificando la presenza di impianti di videosorveglianza nella zona, che potrebbero fornire immagini utili a ricostruire la dinamica e a individuare i responsabili del tentato furto al supermercato.

Gli accertamenti proseguiranno nei prossimi giorni per capire se il colpo fallito possa essere riconducibile ad altri episodi simili avvenuti in territorio saccense o nei comuni limitrofi.

Sicurezza e prevenzione dei furti

L’episodio conferma l’importanza dei sistemi di allarme e di videosorveglianza, ormai strumenti indispensabili per la tutela delle attività economiche. La collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine resta un elemento decisivo per garantire la sicurezza nei centri dell’hinterland agrigentino.

Sciacca, salta il consiglio comunale: Pd “in ammutinamento” e Termine in crisi

E’ saltata per mancanza del numero legale la seduta del consiglio comunale di Sciacca in programma ieri sera. La seduta verrà riaggiornata oggi in seconda convocazione, ma anche con l’abbassamento del numero legale, probabilmente la seduta non si riuscirà a svolgere: la difficoltà per la mancanza dei numeri in aula per Fabio Termine si è ulteriormente acuita.

Dai presenti di ieri sera in aula, e’ chiaro evincere “l’ammutinamento” del Pd: c’erano solo i consiglieri Fabio Leonte e Alessandro Curreri mentre ad accompagnare in giunta il sindaco c’erano l’assessore Agnese Sinagra, Salvino Patti e Francesco Dimino. I democratici che da settimane tenevano in pressing il primo cittadino sulla questione della rimodulazione delle deleghe e la sostituzione dell’assessore alle Politiche Sociali, Sinagra, sono in attesa di sapere dalla riunione di maggioranza in programma il 30 ottobre se effettivamente Fabio Termine darà seguito alle richieste che in precedenza con insistenza erano già state poste.

Dall’altro canto, l’opposizione non garantisce più alcun margine di manovra all’amministrazione tra scaramucce, polemiche e botte e risposta delle ultime settimane, gli appelli al “senso di responsabilità” degli esponenti del centrodestra non sortiscono più alcun effetto. D’altronde, i punti all’ordine del giorno dei lavori dell’aula di queste settimane come rendiconto e piano Aro sono troppo rilevanti per poter essere trattati senza quella parte di coalizione che dovrebbe sostenere il sindaco.

Insomma, Fabio Termine vive un momento di grande empasse e deve necessariamente dapprima sbloccare la questione interna in atto se vuole tornare al dialogo con l’altra parte dell’ aula.

Menfi, otto indagati per l’incidente in cui perse la vita un operaio in un impianto fotovoltaico


Un’informazione di garanzia è stata notificata dalla Procura della Repubblica di Sciacca a otto persone nell’ambito delle indagini sulla morte di Samuel Scacciaferro, l’operaio di 26 anni di Caccamo folgorato da una scarica elettrica mentre stava lavorando in un impianto fotovoltaico. L’incidente sul lavoro si è verificato, il 17 giugno scorso, in contrada Genovese, lungo la strada tra Menfi a Santa Margherita Belice.

L’informazione di garanzia è stata notificata anche a due società, una appaltante e una committente. Gli accertamenti dei carabinieri riguardano sia la ricostruzione dell’incidente che l’osservanza delle norme riguardanti la tutela della salute e la sicurezza sul lavoro.

Destinatari dell’informazione di garanzia Marco Pulitano, di 53 anni, di Campobasso, datore di lavoro e legale rappresentante di una delle società; Fernando Lacaci Nuevo, di 54 anni, spagnolo, legale rappresentante di una delle società; Orlando Giglio, 36 anni, di Mazara del Vallo, responsabile dei lavori e coordinatore della sicurezza per una delle società; Vincenzo Giacinto, di 26 anni, di Sciacca, assistente del responsabile dei lavori per una delle società; Carmelo Ardizzone, di 53 anni, di Palermo, tecnico per la sicurezza sul lavoro di una delle società; Ivano Stanziani, di 42 anni, di Campobasso, preposto di cantiere per una delle società; Domenico Insogna, di 28 anni, di Campobasso, preposto di cantiere per una delle società; Riccardo Milano, di 33 anni, di San Giovanni Gemini, assistente del responsabile dei lavori per una delle società.

La famiglia di Samuel Scacciaferro ha nominato l’avvocato Giuseppe Canzone per seguire le indagini della procura, dei carabinieri, dei nuclei specializzati in tema di sicurezza e prevenzione sul lavoro dell’Asp e dell’ispettorato del lavoro che hanno effettuato sopralluoghi in contrada Genovese.

Nei giorni successivi all’incidente è stata eseguita l’autopsia sul corpo del giovane disposta dalla procura di Sciacca che nell’immediatezza dei fatti ha proceduto anche al sequestro di un’ampia area, di oltre 6 ettari.

“Evade dai domiciliari e danneggia l’auto dei carabinieri”, menfitana condannata


Il Tribunale di Sciacca, in composizione monocratica, ha condannato a un anno di reclusione per evasione dai domiciliari, resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento dell’auto dei carabinieri Concetta Palazzolo, di 43 anni, di Menfi. La donna, che è difesa dall’avvocato Calogero Lanzarone, a giugno del 2024, quando si trovava ai domiciliari, si sarebbe allontanata dalla propria abitazione senza alcuna autorizzazione, opponendo poi resistenza ai carabinieri intervenuti per il ripristino della misura e danneggiando l’auto di servizio dei militari.

In particolare, con le manette avrebbe danneggiato parte della carrozzeria e degli interni della vettura. Il pubblico ministero aveva chiesto la condanna della donna a un anno e 2 mesi.

La donna, mentre era in detenzione domiciliare per stalking nei confronti di un’assistente sociale del Comune di Menfi, più volte si sarebbe allontanata da casa.

Sciacca, piazza San Vito: degrado nel luogo dedicato alla memoria della Shoah

Un simbolo di memoria e di rispetto, oggi ridotto in condizioni di abbandono. In piazza San Vito, a Sciacca, la lapide commemorativa dedicata alle vittime della Shoah si presenta spezzata, mentre l’albero piantato come “albero della memoria” appare completamente seccato.

La targa, collocata anni fa dall’associazione La Nuova Primavera, recita:“L’albero della memoria – Ai caduti della Shoah” ed è datata 27 gennaio 2013, Giorno della Memoria.

Oggi, però, quel piccolo angolo di riflessione e ricordo versa nel degrado: il monumento è danneggiato, le piante trascurate e l’intera piazza mostra evidenti segni di incuria.

Si tratta di una situazione che suscita amarezza e preoccupazione tra i cittadini, che chiedono un intervento da parte delle autorità comunali per restituire dignità a un luogo di così alto valore simbolico.

La manutenzione e la tutela di questi spazi non rappresentano solo un atto di decoro urbano, ma soprattutto un dovere di memoria verso le vittime dell’Olocausto e un segno di rispetto per la storia collettiva.