Resistenza a pubblico ufficiale, cinquantenne di Sciacca prima ai domiciliari e poi con obbligo di presentazione alla pg

I carabinieri sono intervenuti in centro a Sciacca dove stavano litigando un uomo e una donna. I militari avrebbero voluto riportare la calma, ma alla vista dei carabinieri l’uomo si sarebbe scagliato contro di loro. Vincenzo Picone, di 50 anni, operaio,  è stato arrestato e posto ai domiciliari per resistenza a pubblico ufficiale.  I due carabinieri hanno riportato lievi contusioni, giudicate guaribili in pochi giorni. Dopo la convalida è stato disposto nei suoi confronti l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.  
 

Anche Maria Grazia Cucinotta sostiene scende in campo per Santa Margherita Belice: “Riconoscere dopo mezzo secolo i diritti negati”

Anche la siciliana Maria Grazia Cucinotta condivide la causa della protesta promossa dagli amministratori di Santa Margherita di Belice. A poche ore dalla seduta del consiglio comunale che si terrà questa mattina, a Roma, in piazza Montecitorio, con i consiglieri e gli amministratori margheritesi, sul suo profilo ufficiale, che conta oltre 500 mila lettori, scrive: “Dopo 51 dal terremoto, una ferita ancora aperta! Il Belice continua ad essere dimenticato. A Santa Margherita di Belice circa 200 famiglie vivono ancora senza opere di urbanizzazione e in attesa di abitazioni. Per questo il Consiglio comunale si riunirà a Roma in piazza Montecitorio dalle 10.30. È giunta l’ora di lottare con forza e tenacia per vedere riconosciuti dopo oltre mezzo secolo i nostri diritti negati”. E il sindaco di Santa Margherita Belice, Franco Valenti, ringrazia e scrive “Una siciliana vera”

Branco di cani e “Branco” di cassonetti stracolmi in via Lioni, a Sciacca, a pochi passi dall’ospedale

Gli effetti della sospensione delle sterilizzazioni e della microchippatura dei cani, da parte del servizio veterinario, non hanno tardato a farsi sentire. Il sindaco di Sciacca, Francesca Valenti, ha già chiesto alla Regione di disporre degli interventi da mettere in atto, in città, ma il problema non accenna a diminuire.  “Un cane che si morde la coda”. Un tunnel dal quale, Sciacca, non riesce ad uscire. Insomma non c’è tregua. L’allarme randagismo continua a farsi sentire in maniera preponderante e non si riesce a venirne a galla. Stasera, in via Lioni, si è verificato un vero e proprio assalto, da parte di un branco di cani randagi, ai numerosi cassonetti e all’innumerevole quantità di rifiuti e oggetti che, indiscriminatamente, continuano ad essere gettati in un’area prossima al Giovanni Paolo II e alle altre attività che gravitano nella zona. Un degrado ambientale che comporta, altresì, un degrado igienico-sanitario non indifferente specie se si pensa che tale scempio avviene a pochi metri da un ospedale e da un supermercato. A Sciacca, com’è noto, il numero dei cani nei branchi è aumentato e, nel corso del 2018, sono stati soltanto 15 quelli reimmessi nel territorio. L’abbandono di tanti cuccioli da parte di privati cittadini e la somministrazione continua di cibo ai randagi, che richiama cani da ogni parte, sono tra le cause scatenanti dell’aumento del fenomeno. Quella del randagismo, ad oggi, rappresenta, per Sciacca, un’emergenza infinita.

Sospese a Sciacca sterilizzazioni e microchippature dei cani, necessari lavori di manutenzione nell’ambulatorio veterinario

Il Servizio Veterinario ha sospeso, a Sciacca, le sterilizzazioni e la microchippatura dei cani. I locali dell’ex mattatoio comunale non sono più idonei perchè, probabilmente a causa delle ultime piogge, si sono registrate infiltrazioni di acqua. C’è la muffa al tetto. Un problema molto grave e il sindaco, Francesca Valenti, ha già chiesto agli uffici di provvedere con celerità ai lavori necessari ed alla Regione di disporre un intervento per Sciacca.  Piove sul bagnato in una città sempre alle prese con l’emergenza randagismo e dove la sterilizzazione comunque consente di creare un argine. Al momento può essere effettuata soltanto presso le strutture convenzionate secondo quanto si apprende a palazzo di città.

Alle 20:00 su Risoluto.it i commenti sulla partita Sciacca-Fulgatore

0
Questa sera, alle 20:00, su Risoluto.it, Enzo Dimino condurrà la seconda puntata della trasmissione “Speciale Unitas Sciacca Calcio” con i commenti alla partita disputata ieri dalla squadra saccense contro il Fulgatore. Interverrà in studio il Presidente dello Sciacca, Gaspare Bonsignore, e sarà possibile interagire attraverso la diretta Facebook ponendo domande e facendo commenti sul dibattito in studio.

Musumeci: “Al sindaco di Santa Margherita tutta la mia vicinanza”

«La Regione Siciliana è al fianco dei cittadini di Santa Margherita di Belìce. Al sindaco del Comune agrigentino Franco Valenti e a tutto il Consiglio comunale va la vicinanza del mio governo, con l’impegno a fare, nell’ambito delle nostre competenze, tutto ciò che sarà possibile a difesa delle loro legittime aspettative in una battaglia di civiltà e giustizia sociale».
Lo dichiara, in una nota, il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, in merito all’iniziativa del Consiglio comunale di Santa Margherita che, per protestare contro la mancata ricostruzione del paese a 51 anni del terremoto che distrusse la Valle del Belìce, si riunirà domani in piazza Montecitorio a Roma.

Il sindaco di Santa Margherita Belice all’arrivo a Roma: “Lo Stato questa volta deve starci a sentire e completare la ricostruzione”

Il consiglio si riunirà domani mattina in piazza Montecitorio, davanti alla sede della Camera dei Deputati. Nel quartiere Pasotti mancano le opere di urbanizzazione: niente strade, marciapiedi, pubblica illuminazione, e 84 famiglie margheritesi attendono ancora di potersi costruire la prima casa, 42 proprio in questo quartiere. E’ questa la prinmcipale richiesta che viene avanzata da Santa Margherita Belice. Ad oltre mezzo secolo dal sisma della notte del 15 gennaio 1968 i massimi rappresentanti della cittadina del Gattopardo vogliono ribadire forte “ora basta a questa lunga attesa”. A 51 anni dal terremoto, che ha seminato morte e distruzione, si attende ancora la chiusura di questa triste pagina, mentre in varie parti d’Italia si aprono nuove ferite con i terremoti che segnano diverse popolazioni.

Amministratori comunali di Santa Margherita Belice pronti alla seduta consiliare davanti a Montecitorio, Ciaccio incontra Salvini

Si apprestano alla seduta del consiglio comunale di domani, in piazza Montecitorio, i consiglieri e gli amministratori di Santa Margherita. Questa mattina, appena arrivato a Roma, il presidente del consiglio, Francesco Ciaccio, ha incontrato, in centro, il vice premier Matteo Salvini. “Speriamo sia di buon auspicio per la nostra causa”, dice la delegazione margheritese. Santa Margherita è l’unico Comune del Belice che ha ancora un quartiere, Pasotti, con cinquecento abitanti senza opere di urbanizzazione e lo Stato deve starci a sentire.  Nel quartiere Pasotti mancano le opere di urbanizzazione: niente strade, marciapiedi, pubblica illuminazione, e 84 famiglie margheritesi attendono ancora di potersi costruire la prima casa, 42 proprio in questo quartiere. Ad oltre mezzo secolo dal sisma della notte del 15 gennaio 1968 i massimi rappresentanti della cittadina del Gattopardo vogliono ribadire forte “ora basta a questa lunga attesa”.

Processione del voto della Madonna del Soccorso dalla chiesa di Sant’Agostino, la Curia interverrà prima.

Sarà la Curia di Agrigento ad intervenire per garantire la sicurezza durante lo svolgimento della tradizionale processione del voto, del primo febbraio sulla chiesa di Sant’Agostino a Sciacca interessata da alcuni crolli della sua facciata centrale e pertanto, da alcuni mesi interdetta al passaggio.  Lo ha comunicato stamane l’amministrazione comunale, dopo aver accertato l’esatto stato relativo alla proprietà della Chiesa di Sant’ Agostino. L’inizio degli interventi necessari al fine di garantire la sicurezza e il normale svolgimento della processione di febbraio della Patrona della città dovevano iniziare oggi ma a causa delle cattive condizioni meteo sono stati rimandati a domani.

“Trivelle”, Greenpeace al governo: “Subito una norma per bloccare l’uso degli airgun nei nostri mari”.

0
Greenpeace Italia chiede al ministro dell’Ambiente Sergio Costa e al ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio una norma che vieti per sempre l’uso degli airgun nei nostri mari. Un provvedimento necessario per la tutela dell’ecosistema marino e per fermare ogni nuova attività di estrazione offshore di idrocarburi, come già fatto dalla Francia. “Se Di Maio e Costa sono davvero contrari alle trivelle e, come dichiarato a più riprese, non vorrebbero riportare l’Italia al Medio Evo economico e ambientale, facciano subito approvare una legge che vieti per sempre l’utilizzo degli airgun. È questo il modo più immediato ed efficace per allontanare per sempre la minaccia di nuove trivelle dai nostri mari“, dichiara Giorgia Monti, responsabile della campagna Mare di Greenpeace Italia. L’organizzazione ambientalista ricorda che “senza airgun, infatti, sarebbe praticamente impossibile effettuare attività di prospezione e ricerca idrocarburi in mare. Dunque, i fondali al largo delle coste italiane sarebbero protetti per sempre e non solo da una eventuale moratoria di tre anni, con il rischio che un Piano delle Aree definisca alcune porzioni di mare idonee alle ricerche petrolifere. Per la ricerca di un giacimento di idrocarburi in mare si impiegano decine di airgun che, per settimane, producono continuativamente violente detonazioni, ad intervalli di circa dieci-quindici secondi, dall’impatto sonoro almeno doppio rispetto a quello del decollo di un jet. Gli effetti dannosi delle esplosioni sull’ecosistema marino sono documentati in numerosi studi e potrebbero essere particolarmente rilevanti nel Mediterraneo, dove rischiano di interferire con i cicli biologici di organismi già seriamente minacciati da inquinamento, pesca eccessiva, cambiamento climatico e distruzione degli ecosistemi marini e costieri. Negli ultimi anni Greenpeace ha elaborato tre differenti rapporti che dimostrano come l’industria petrolifera – dall’Adriatico allo Ionio, fino ad arrivare allo Stretto di Sicilia – non abbia avuto nessuno scrupolo nel pretendere di bombardare aree di particolare pregio naturalistico, di notevolissima importanza per le risorse della pesca, o in cui si registra la presenza di tartarughe, balene o altri cetacei. “È ora che questa follia si concluda, non ha alcun senso continuare a bombardare il nostro mare per estrarre riserve limitate che non ci garantiscono nessuna indipendenza energetica, ma solo rischi ambientali ed economici“, continua Monti. “Chiediamo a chi in passato ha sostenuto la battaglia per fermare le trivelle, e che adesso è al governo del Paese, di agire in maniera coerente, vietando gli airgun. In mare nessuna area è idonea a questo tipo di attività“, conclude.