Solo sette ispettori per controllare la sicurezza del lavoro in Provincia, vertice ieri in Prefettura

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Incontro ieri sugli infortuni sul lavoro al palazzo del Governo presieduto dal prefetto Dario Caputo. A richiedere la convocazione del vertice, dopo l’incidente sul lavoro  nel quale perse la vita un operaio di 26 anni di Bagheria, sono state le sigle sindacali. Ciò che è venuto fuori è un quadro disastroso delle risorse impegnate per il controllo sulla sicurezza. Su 50 dipendenti dell’Ispettorato provinciale del lavoro, soltanto quattordici ricoprono il ruolo di ispettore e soltanto sette sono quelli che vengono utilizzati. Al tavolo tecnico di ieri hanno partecipato i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil; quelli dei datori di lavoro dei settori industria, commercio ed artigianato ma, soprattutto, i vertici degli enti che, a vario titolo, si occupano di sicurezza sul lavoro e di leggi in materia di lavoro: Inail, Ispettorato del lavoro, Spresal (Asp Agrigento), Inps, vigili del fuoco ed inoltre i vertici di polizia, carabinieri e guardia di finanza.

Controlli antidroga nella valle del Belice, giovane straniero arrestato a Santa Margherita

Con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, è stato arrestato dai carabinieri a Santa Margherita Belice, un 18enne originario del Gambia. Era appena sceso da un pullman proveniente da Palermo e il suo fare nervoso, ha insospettito gli agenti che lo hanno perquisito, scoprendo che portava con sè con un panetto di hashish nelle tasche.di circa un etto ed alcuni grammi di marijuana, subito sequestrati. La droga, ceduta al dettaglio – riferiscono i militari – avrebbe potuto fruttare circa mille euro.  L’attività rientra in una forte intensificazione del contrasto al fenomeno del consumo e spaccio di stupefacenti, disposta dal Comando provinciale di Agrigento. Negli ultimi tre mesi, sono stati frequenti i blitz effettuati, con numerosi pusher finiti in manette. Vasta la varietà di droghe sequestrate: dal “fumo” alla cocaina ed ultimamente, si è assistito anche al ritorno dell’eroina.
 
 

Continua la polemica tra l’opposizione consiliare del centro destra e i fratelli sindaci Valenti: “Ci scusiamo con la stampa, il consiglio non esiste più”

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“Purtroppo siamo costretti ad utilizzare il metodo della nota stampa per rappresentare le nostre posizioni politiche”. Così la nota del gruppo del centrodestra rispetto la reazione della sindaca Valenti e del fratello collega, primo cittadino di Santa Margherita, in risposta alla nota stampa dei gruppi di opposizione al centrodestra sulla vicenda delle tariffe idriche. “Il dibattito politico in consiglio comunale non esiste più – commentano –  oscurato già da tempo nonostante i diversi inviti avanzati all’amministrazione. Il Sindaco ci accusa di essere patetici e ridicoli, ma a prescindere dall’offesa che rispediamo al mittente, le cose non stanno proprio così. Ci scusiamo con la stampa locale, sede ormai di un dibattito politico che andrebbe trattato nella dimenticata aula “Falcone Borsellino” – luogo attualmente non in uso. Siamo costretti giornalmente a procedere alla stesura di comunicati stampa. Hanno forse – si chiedono provocatoriamente –  abolito il consiglio comunale e noi non lo sappiamo?” Nella nota l’opposizione infine chiarisce: “E’ falso quanto riferito dal Sindaco (di Sciacca) sulla questione tariffe in quanto l’unica verità è che il disequilibrio che ha portato i nostri concittadini a pagarle così alte, è dovuto esclusivamente alla particolarità tutta agrigentina di comuni che non hanno consegnato le reti. Su questo tema ad oggi nulla è stato fatto per ottenerne la riduzione”. Il componente della famiglia Valenti, Sindaco di Santa Margherita Belice ci chiede cosa abbiamo fatto noi? Quando si creò l’ATI, i Sindaci consegnatari delle reti, hanno più volte evidenziato il problema relativo alla circostanza che la tariffa che veniva sostenuta dai comuni era una tariffa molto onerosa, anche perché non tutte le fonti di approvvigionamento della provincia di Agrigento erano utilizzate nel principio della solidarietà che avrebbe dovuto presiedere al lavoro dall’ATO prima e dell’ATI poi; le fonti dei comuni non consegnatari servivano esclusivamente ai comuni non consegnatari e quindi non all’intero territorio. Questo chiaramente determinava un incremento tariffario perché Girgenti acque doveva acquistare l’acqua da “Sicilia Acque” quando invece se avessimo avuto tutte le fonti di approvvigionamento della provincia di Agrigento il costo poteva calare almeno del 40%, questo sulla base di uno studio che è agli atti dell’ATI. Durante le assemblee dell’elezione del presidente dell’ATI i comuni non consegnatari, compreso quello di Santa Margherita, sostenuti dal sempre attento partito democratico, hanno fatto cartello ed hanno eletto un presidente che fosse non consegnatario in modo tale che nessuno potesse mettere in discussione il fatto che questi potessero gestire il “sistema dell’acqua” nei propri comuni.Questa è la storia, rispetto alla quale chiediamo al Sindaco (di Sciacca) di fare chiarezza, senza trincerarsi in pericolose ambiguità parentali”. “Il Sindaco (di Sciacca) – rimarcano i consiglieri –  è componente del direttivo ed è, insieme ad Agrigento, uno dei comuni più grandi della provincia che fanno parte di tale organismo ed avrebbe dovuto partecipare a questa importante riunione. Sarebbe stato un suo dovere istituzionale a prescindere dall’invito e dal tappeto rosso e dai petali di rose al suo passaggio. Bastava sentire il Sindaco di Menfi e recarsi comunque a Palermo. Ma, purtroppo per noi, il Sindaco Valenti (quello di Sciacca) non gode in provincia della fama di essere un sindaco “presente”. Quanto poi al sindaco  Franco Valenti, rispondo i consiglieri: “Ha tutto il diritto di intervenire in quanto tirato in ballo.Ma se le sue argomentazioni si spostano sulla politica saccense e sulle ragioni del risultato della campagna elettorale delle amministrative dello scorso anno, allora noi, consiglieri comunali di Centro destra, siamo pronti ad un pubblico confronto, a questo punto con entrambi, per ribadire le nostre ragioni e per raccontare le falsità, queste si ai limiti della diffamazione, dette dall’attuale Sindaco (di Sciacca) e dai suoi compagni di viaggio in piena campagna elettorale. In merito alle riflessioni politiche, avanzate da Franco Valenti, siamo ben lieti di rispedirle al mittente. Noi ribadiamo la nostra presenza nel centro destra. Quel centro destra che non apprezza la sinistra del malgoverno e che soprattutto non si reca ai festeggiamenti per i risultati ottenuti dal Movimento Cinque stelle alle ultime politiche. Comprendiamo bene che la dinastia Valenti voglia, ancora una volta, abbracciare tutto il territorio: da Sciacca a Santa Margherita passando per Palermo. Forse le aspirazioni politiche superano, di gran lunga, la voglia di far crescere lo sviluppo nella nostra amata città di Sciacca”.    

Un gatto prima rischia di essere sbranato da due cani, a Menfi, e poi viene adottato

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E’ passato in poche ore dal rischio di essere sbranato da due rottweiler all’adozione da parte di Edmondo Piazza e Clorinda Guzzardo un gattino di appena un mese. La vicenda è stata raccontata da Chiara Calasanzio, la giovane che gestisce un’oasi per cani a Santa Margherita Belice. Qualcuno ha lanciato due gattini nel giardino di una villetta, a Menfi, dove si trovano i rottweiler. La proprietaria dei cani ha fatto in tempo ad intervenire per salvarne uno. Per l’altro non c’è stato niente da fare. Il gattino che si è salvato è stato affidato a Chiara Calasanzio che poi ha favorito l’adozione.

Nella foto postata su facebook da Chiara Calasanzio, il gattino con Edmondo Piazza e Clorinda Guzzardo

In libertà due giovani coinvolti nell’operazione antidroga “Fast Food” nel Belice

Sono tornati in libertà due dei giovani coinvolti nell’operazione antidroga “Fast Food” che si trovavano ai domiciliari. In libertà Kevin Governale, di 23 anni, di Santa Margherita Belice, difeso dall’avvocato Francesco Di Giovanna, che verrà giudicato con il rito abbreviato, e Giovanni Pilo, di 22 anni, di Menfi, assistito dall’avvocato Ninni Giardina,  che ha patteggiato la pena di 2 anni e 6 mesi. Pilo è sottoposto all’obbligo di dimora a Menfi. Soltanto due dei sei indagati in quest’operazione rimangono in custodia cautelare: Giuseppe Sanzone, di 40 anni, di Menfi, che si trova in carcere e verrà giudicato con il rito ordinario; Daniel Tabbone, di 23 anni, di Menfi. Sono stati tre i patteggiamenti e un altro imputato, già libero, viene giudicato con il rito ordinario.

Nuovi corsi dalla Romania al Consorzio Universitario di Agrigento

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Potrebbero essere già attivi dal prossimo anno accademico i nuovi corsi di laurea che saranno operativi al Cua, consorzio universitario di Agrigento, tramite una convenzione stipulata con l’università romena “Dunarea de Jos” di Galati nei mesi scorsi. L’ateneo romeno a fine giugno potrebbe iniziare i primi sopralluoghi tecnici per aule e laboratori,: tutti ospitati all’interno della struttura di via Quartararo, prima sede del Cupa fino a qualche anno fa con molti corsi di laurea attivi come sede decentrata dell’università palermitana. L’università romena attiverebbe subito il corso di Ingegneria Agroalimentare triennale, con tre specializzazioni biennali dedicate a singoli settori della branca. Intanto, l’ateneo palermitano per quest’anno ha confermato il corso in Servizio sociale. L’ università romena, oltre ai corsi accademici e le specializzazioni, ha iniziato anche  un’ interlocuzione con diverse aziende della provincia : dall’olio al vino, passando dalla raccolta e trasformazione degli agrumi alle imprese ittico-conserviere. Con tutte loro si lavorerà non solo destinando alle stesse gli studenti, che qui svolgeranno le attività di tirocinio e stage, ma anche ragionando in prospettiva con progetti di valorizzazione delle risorse locali.

Franco Valenti in difesa della sorella Francesca, ieri criticata dall’opposizione: «Io, “fratello” del sindaco, vi accuso di cattiveria e pessimo gusto»

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«Sono il “fratello sindaco” e mi rivolgo ai consiglieri comunali di Sciacca del centrosinistra Bono e Milioti e del centrodestra Caracappa, Cognata e Monte». È questo l’attacco (compresa la distinzione di collocazione politica, ricordando che gli amici di Marinello sono alleati del PD) di un lungo post firmato da Franco Valenti sulla sua pagina Facebook. Una replica più che piccata all’attacco di ieri dell’opposizione della sorella Francesca, sindaco di sciacca. Tema del dibattito: l’acqua pubblica, che hanno chiamato in causa Valenti nella sua qualità di “sindaco dissidenti”. «Foga e frenesia – dice Valenti – non portano nulla di buono». Franco Valenti difende così la sorella collega sindaco dall’accusa di avere delle responsabilità sull’assenza dell’ATI all’audizione in Commissione Sanità dell’ARS. «Cosa c’entra il sindaco di Sciacca – si domanda – se assente è l’ATI? Boh!». Franco Valenti chiarisce così che il sindaco di Sciacca era assente come tutti gli altri sindaci per il semplice e banale motivo che nessun primo cittadino era stato invitato. Ancora, il capo dell’amministrazione di Santa Margherita definisce “colpo basso e insinuazione subdola, cattiva, di pessimo gusto e grave, al limite della diffamazione, l’accusa che Francesca Valenti sarebbe “imbrigliata dalla testa ai piedi” con il riferimento a un fratello sindaco che è tra i dissidenti, cioè tra quei sindaci che non hanno consegnato le reti al gestore”. Dura e al tempo stesso ironica la replica di Valenti: «Perbacco! Vuoi vedere che alla fine sono io e non Girgenti Acque il responsabile dei continui disservizi, della mancata regolare erogazione dell’acqua, dei guasti della rete idrica, della mancata manutenzione e delle tariffe esose e inique»? Chiede, così, Valenti, come mai in passato l’attuale opposizione non avesse richiesto o sollecitato ai comuni definiti “dissidenti” la consegna delle reti idriche al gestore privato. « Eravate anche voi “imbrigliati dalla testa ai piedi” o magari eravate solo distratti»? «Secondo voi – chiede Franco Valenti – il sindaco della città di Sciacca si potrebbe lasciare condizionare nelle scelte amministrative dalla tutela di interessi diversi dalla trasparente, autonoma e sana gestione della res pubblica. E, sempre secondo voi, il sottoscritto, o se preferite “l’imbrigliatore”, potrebbe rendersi moralmente responsabile di chiedere al sindaco di Sciacca di danneggiare i cittadini della nobile città di Sciacca per garantire i propri? Che tristezza! Penso che vi sia necessario un pit stop». Valenti non riconosce nemmeno le attenuanti generiche dell’avere perso malamente le elezioni e la crisi di astinenza da poltrone possono giustificare tali gratuite e gravi affermazioni. Uno scontro politico che, dunque, allarga il raggio d’azione. Valenti, peraltro, conosce bene i protagonisti della polemica, avendo condiviso con molti di loro nel recente passato la stessa militanza nel raggruppamento politico di Giuseppe Marinello.

Ancora cassette di polistirolo abbandonate al porto di Sciacca, una pessima immagine della città

I turisti che arrivano al porto e trovano le cassette di polistirolo in “bella mostra”. Un danno gravissimo per l’immagine della città, una pessima abitudine per la quale non si riesce a trovare una soluzione adeguata. La situazione era migliorata nelle scorse settimane, una nuova organizzazione del servizio alla quale ha lavorato anche il Circomare era riuscita a garantire un’immagine migliore dell’area portuale. La mattina di Pasqua non c’era un sacchetto di rifiuti, una cassetta di polistirolo o una rete abbandonata in tutta l’area portuale. Adesso sono tornate le vecchie abitudini e servono ulteriori controlli e sanzioni. Il porto non può dare quest’immagine così negativa della città.

Biblioteca comunale, silurata la Salamone. Chi ne prenderà le redini?

Si attende ancora la comunicazione ufficiale che riassegni alla dottoressa Evelina Salamone il suo incarico di coordinatrice dello Sportello Antiviolenza presso il Tribunale di Sciacca, mentre l’associazione “La Fenice” solo qualche giorno fa, aveva sottolineato il momento di stallo e disorientamento che le volontarie stanno vivendo a causa dell’assenza della funzione di indirizzo della psicologa che finora era riuscita a portare avanti l’importante rete di aiuto alle donne in difficoltà. A quanto pare, l’assenza giustificata del dirigente che avrebbe dovuto riassegnare la funzione ha provocato il ritardo. La Salamone non tornerà invece, sicuramente a guidare la Biblioteca comunale “Aurelio Cassar” di Sciacca così come per espressa volontà, è stato determinato dall’amministrazione comunale che ha effettuato una rimodulazione delle competenze per settori partendo proprio dai ruoli apicali. Intanto, la Salomone è stata preposta all’ufficio pubblica istruzione. La sua silurazione dalla biblioteca che ha provocato più di qualche polemica negli ambienti comunali e che ha visto  tra gli assertori scesi a difesa della dipendente perfino l’ex assessore Salvatore Monte, un tempo assai lontano dalle idee di gestione della biblioteca della Salomone, ma che oggi riciclato in altri ruoli e al di là dello steccato filogovernativo, si è riscoperto suo grande sostenitore, apre comunque la possibilità a scenari futuri assai incerti e dai contorni indefiniti. Così se la Salamone, come ha giustificato la sindaca non ha e non aveva alcun titolo per rimanere alla guida della biblioteca comunale essendo lei una psicologa, allo stesso tempo tra gli attuali dipendenti del Comune di Sciacca non vi è alcuno che possa vantare un titolo da bibliotecario. E a guardare anche le precedenti reggenze, nessuno mai ha potuto vantare titoli e competenze specialistiche per questo ruolo. Non lo aveva, ad esempio, chi ha passato il testimone alla Salamone come Giovanni Tagliavia, oggi pensionato, che ha ricoperto per anni, non si capisce bene secondo quali titoli, il medesimo ruolo e che oggi non manca occasione di prendere di mira proprio la collega destituita dall’incarico e criticarne l’operato. Si spera, comunque, che l’attribuzione della posizione possa arrivare al più presto. Non sarà facile perché occorrerà scorrere perbene i curriculum dei dipendenti per individuare nell’organigramma qualcuno che possa vantare titoli pertinenti per il ruolo in esame tali da motivarne l’individuazione, a meno di non voler indire per l’occasione un concorso per la ricerca, finalmente, di una figura di bibliotecario.  

Direttore piano Aro, la prossima settimana gli ingegneri Di Martino incontreranno a Sciacca l’ufficio Aro

Saranno a Sciacca per un incontro con il responsabile unico del procedimento, con il dirigente e i dipendenti che operano all’interno dell’ufficio Aro di Sciacca, l’ingegnere Giuseppe Di Martino, la figlia di questo, l’architetto Giulia, per conto della Delta Emme Srl con sede a Palermo, la società alla quale è stato conferito l’incarico di direttore del piano Aro di Sciacca. L’incontro dovrebbe avvenire lunedì o martedì prossimo. Un curriculum di tutto rispetto, specie quello dell’ingegnere ambientale Giuseppe Di Martino che conta la progettazione e direzione d’impianti di trattamento di rifiuti solidi in diversi comuni della Sicilia così come svariate consulenze per enti locali sempre nello stesso settore. Nel suo lungo cv da ben dieci pagine, spunta anche a pagina otto, la sua collaborazione per la redazione del Piano d’intervento dell’ARO di Sciacca nel 2014. Mentre lo scorso tre maggio, alla sua società, è stato conferito adesso il ruolo di Dec. Durante l’ incontro previsto per l’inizio della prossima settimana, l’ingegnere Di Martino riferisce che saranno gettate le basi propedeutiche per la fase operativa e di fatto, l’inizio dell’attività di controllo. (Nella foto, l’ingegnere Giuseppe Di Martino e la figlia Giulia della Delta Emme srl di Palermo)