Raffica di controlli dei carabinieri nella località balneare di San Leone, ad Agrigento con controlli anche sui tetti prima di fare scattare un’attività contro i parcheggiatori abusivi. Pensavano di passare inosservati tra le numerose file di auto in sosta sul lungomare della nota località balneare San Leone di Agrigento. Ma ad osservarli dai tetti invece vi erano carabinieri in borghese che sono riusciti a documentare il “lavoro” degli abusivi, sorprendendo complessivamente tre parcheggiatori irregolari. I Carabinieri di Agrigento, infatti, avevano raccolto già da qualche giorno alcune segnalazioni da parte di cittadini residenti ed hanno perciò intensificato i controlli nella zona. I risultati non si sono fatti attendere. Dopo essersi mimetizzati tra le numerose persone che affollavano il lungomare ed essersi appostati sui tetti, è scattato il blitz. I militari hanno pizzicato i tre parcheggiatori proprio mentre stavano aspettando di ricevere del danaro da alcuni automobilisti che avevano parcheggiato l’auto in zona. L’attività di controllo, svolta da una quindicina di Carabinieri del Comando Provinciale di Agrigento, ha portato ad una vera e propria stangata nei confronti dei tre. Per loro sono scattate infatti multe salatissime. 3.900 euro in tutto. Anche il gruzzolo racimolato, oltre 100 euro, è stato sequestrato. Ai parcheggiatori abusivi, inoltre, i carabinieri hanno notificato il verbale di allontanamento, come previsto dalla normativa in vigore. Sono stati inoltre effettuati in zona numerosi posti di blocco, al fine di prevenire ogni forma di illegalità ma anche controlli per verificare il rispetto del codice della strada.
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Droga. Arresti dei tre giovani convalidati, il giudice dispone l’obbligo di presentazione alla P.G.
Il Gip del Tribunale di Sciacca Alberto Davico ha convalidato gli arresti di Pasquale Caruso e Vincenzo Bufalo di Lucca Sicula e di Calogero Grillo di Villafranca Sicula. Erano finiti ai domiciliari nell’ambito di alcuni controlli scaturiti da un posto di blocco lungo la Palermo-Sciacca, all’altezza di Santa Margherita di Belice, dopo essere stati sorpresi in possesso di duecentocinquanta grammi di marijuana e 250 euro in contanti. Il giudice ha disposto nei loro confronti la misura dell’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria.
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Stabilizzazione di 44 unità lavorative al Comune di Montevago
Via libera dalla giunta comunale di Montevago alla stabilizzazione del personale precario. Su proposta del sindaco Margherita La Rocca Ruvolo, è stato approvato il Piano del fabbisogno 2018/2020 che prevede, per l’anno in corso, la stabilizzazione di 44 unità lavorative (categorie A, B e C). Sono previste, inoltre, le assunzioni, tramite concorso pubblico, di un assistente sociale (cat. D1) e di un ingegnere o architetto (cat. D1).
Per il 2019 il piano occupazionale prevede la procedura di assunzione ordinaria a tempo indeterminato di un istruttore direttivo contabile (cat. D1); un istruttore direttivo di vigilanza (cat. D1); la verticalizzazione di due istruttori full-time (da cat. B a cat. C). Per il 2020 è prevista la procedura di assunzione ordinaria a tempo indeterminato di un istruttore amministrativo (cat. C1) a 24 ore per turn over.
Le procedure di reclutamento saranno effettuate nei modi e nei termini previsti dalla normativa di riferimento (D.Lgs. n. 75/2017 e circolare applicativa) e nel pieno rispetto dei vincoli di carattere economico-finanziario in materia di assunzione di personale.
“Con questo provvedimento – dice il sindaco Margherita La Rocca Ruvolo – cerchiamo di dare serenità ai lavoratori precari che svolgono un ruolo fondamentale per il comune e che ormai da molto aspettano risposte da parte delle istituzioni. Applicando la riforma Madia della Pubblica amministrazione stiamo riuscendo a stabilizzare tutti i precari storici con l’obiettivo di rendere più efficiente la macchina amministrativa e di garantire il diritto al lavoro a queste persone di cui non si può fare a meno per poter assicurare i servizi essenziali ai cittadini”.
Nella foto,il sindaco, Margherita la Rocca RuvoloDetenzione di marijuana, arrestati giovani di Lucca e Villafranca Sicula
Carnevale estivo a Sciacca, otto carristi lavorano a un’ipotesi di gestione
Per il Carnevale estivo a Sciacca spunta l’ipotesi di una gestione da parte dei carristi. A quanto pare otto rappresentanti di associazioni culturali che realizzano opere in cartapesta starebbero lavorando a un accordo in questa direzione. Chiaramente, dovrebbero avanzare una proposta al Comune entro il 3 giugno prossimo. Le proposte che perverranno all’ente saranno poi esaminate ai fini della fattibilità, delle modalità attuative, delle capacità tecnico-giuridiche, della convenienza economica. Quella ritenuta più conveniente per l’ente, previo confronto con il proponente, sarà accolta, finanziata e inserita nel programma delle manifestazioni dell’Estate Saccense 2018. Il Comune, infatti, è pronto ad intervenire economicamente, ma senza la gestione diretta sarebbe sgravato di molte incombenze ed i privati avrebbero una maggiore facilità di manovra anche per le sponsorizzazioni. Come data di svolgimento, il Comune indica un fine settimana di luglio con 3 o 4 giorni alla presenza dei carri allegorici classificatisi ai primi tre posti in occasione dello scorso Carnevale di Sciacca 2018. Per la sistemazione dei tre carri allegorici primi classificati c’è una previsione di spesa di 12.500 euro per ogni struttura. E sarebbe soltanto una delle spese previste.
Era accusato di bancarotta fraudolenta, assolto rappresentante di un’azienda di San Giovanni Gemini
E’ stato assolto dal Tribunale di Palermo e visto che la Procura della Repubblica non ha impugnato è già passata in giudicato la sentenza di assoluzione di Antonino Lupo, di 47 anni, di San Giovanni Gemini, che era accusato di bancarotta fraudolenta. La vicenda, che risale al 2009, scaturiva dal fallimento della “Gemini srl”, società che operava nel settore caseario. Secondo l’accusa Lupo avrebbe omesso di tenere i libri e le scritture contabili prescritti dalla legge nei tre anni antecedenti la dichiarazione di fallimento. Era accusato di avere distratto, in pregiudizio dei creditori, a fronte di attività e passività accertate per circa 15 milioni di euro, beni di pertinenza della società e in particolare 60 capi di bestiame che sarebbero stati ceduti, secondo l’accusa, senza alcuna documentazione comprovante la cessione. Il pubblico ministero aveva chiesto la condanna di Lupo a 5 anni di reclusione. Il Tribunale lo ha scagionato da ogni accusa come sollecitato dal difensore, l’avvocato Antonino Tornambè, secondo il quale Lupo è estraneo alle accuse formulate nei suoi confronti.
Nella foto, l’avvocato Antonino Tornambè



