A Menfi dopo 37 anni lo slalom automobilistico memorial “Dorino Fratantoni”

Il rombo dei motori torna a far vibrare la costa agrigentina. Domenica 14 giugno, a partire dalle 9, la strada provinciale 79 – Sp 40 che collega Menfi a Porto Palo si trasformerà in un circuito automobilistico per il 1° Slalom Automobilistico Memorial “Dorino Fratantoni”.

Un appuntamento storico per il territorio e per gli appassionati di motorsport. La competizione sportiva rinasce infatti dopo 37 anni di assenza, riportando sulle strade menfitane una manifestazione attesa da decenni.

L’evento si inserisce nel programma dei tradizionali festeggiamenti in onore di Sant’Antonio, patrono di Menfi, ed è organizzato dalla GS Racing Team, MSP Italia e Team Pisano Corse. Sulla griglia di partenza sono attesi numerosi piloti locali e provenienti da altre province.

“È un sogno che si realizza dopo oltre tre decenni di stop”, spiegano gli organizzatori. “Vogliamo che sia una festa dello sport, ma anche un momento per onorare la memoria di Dorino Fratantoni, una figura indimenticabile per la nostra comunità motoristica”.

Per consentire lo svolgimento della gara in sicurezza, la Sp 79 – Sp 40 Menfi-Porto Palo sarà chiusa al traffico veicolare ordinario dalle ore 7 alle 15 di domenica 14 giugno.

Francofonte, uomo ferito a coltellate durante una lite: ricoverato in gravi condizioni

Momenti di forte tensione ieri mattina nel centro di Francofonte, nel Siracusano, dove un uomo di 47 anni è rimasto gravemente ferito al termine di una violenta discussione.

Secondo una prima ricostruzione dei fatti, ad aggredirlo sarebbe stato un novantenne che, nel corso del litigio, avrebbe impugnato un coltello colpendo il quarantasettenne più volte nella zona addominale.

L’allarme è stato lanciato immediatamente e sul posto sono intervenuti i soccorritori, che hanno prestato le prime cure al ferito prima del trasferimento in ospedale. Le sue condizioni sono considerate serie e i medici hanno disposto il ricovero con prognosi riservata.

Le indagini condotte dai carabinieri, con il supporto della polizia municipale, sono in corso per chiarire con esattezza quanto accaduto e accertare le responsabilità dei soggetti coinvolti.

Dalle prime informazioni emerse, l’episodio si sarebbe verificato all’interno di una modesta abitazione al piano terra. Gli investigatori stanno approfondendo il contesto in cui è maturata la lite, anche in relazione alla presenza nell’immobile di una donna trentenne, compagna della vittima.

Gli accertamenti proseguono per ricostruire la dinamica dell’aggressione e definire tutti gli elementi della vicenda.

Misilmeri ricorda Sara Campanella: scuola intitolata alla giovane studentessa, inaugurato anche un murale

Una giornata di forte valore simbolico quella vissuta a Portella di Mare, frazione di Misilmeri, dove è stata ufficialmente intitolata una scuola a Sara Campanella, la giovane universitaria uccisa a Messina il 31 marzo 2025 in un tragico episodio di femminicidio.

Alla cerimonia ha preso parte anche il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, insieme alle autorità locali e ai rappresentanti istituzionali del territorio.

Nel corso dell’iniziativa è stato inoltre svelato un murale dedicato alla memoria della giovane, realizzato per mantenere vivo il ricordo di Sara e per sensibilizzare la comunità sui temi della violenza di genere e del rispetto della persona.

Presenti all’evento il sindaco di Misilmeri e diversi primi cittadini dei comuni del comprensorio, che hanno voluto partecipare a un momento di raccoglimento e riflessione condivisa.

L’intitolazione dell’istituto scolastico e la realizzazione dell’opera artistica rappresentano un segno concreto della volontà della comunità di custodire la memoria di Sara Campanella e di trasformare il suo ricordo in un messaggio rivolto soprattutto alle nuove generazioni.

Mancata risposta all’accesso agli atti, Bono torna ad attaccare

Il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Calogero Bono torna ad intervenire sulla vicenda dell’ex Convento di San Francesco, denunciando quella che definisce una mancata risposta all’accesso agli atti richiesto per fare chiarezza sulle iniziative adottate dagli uffici comunali e dagli enti coinvolti nella gestione della problematica.

Al centro della questione vi è il transennamento che interessa l’area dell’ex convento dal marzo 2021, quando la caduta di alcuni calcinacci da un cornicione rese necessarie limitazioni alla viabilità e il restringimento della carreggiata. Una situazione che, a distanza di oltre quattro anni, non avrebbe ancora trovato una soluzione definitiva.

Ex Convento di San Francesco, una vicenda ancora irrisolta

Nel suo intervento, Bono evidenzia come il caso rappresenti uno dei problemi che continuano a incidere sulla vivibilità del centro storico cittadino. L’area interessata dal transennamento si trova infatti in una zona particolarmente frequentata e il protrarsi della situazione continua a suscitare interrogativi sulle attività svolte per arrivare alla messa in sicurezza definitiva del sito.

Proprio per ottenere chiarimenti, il consigliere ricorda di avere presentato, insieme al collega Gaetano Cognata, un’interrogazione consiliare a risposta scritta il 13 ottobre 2025, chiedendo contestualmente la trasmissione di documentazione relativa alla vicenda.

Dall’interrogazione alla richiesta di accesso agli atti

Secondo quanto riferito da Bono, soltanto il 25 marzo 2026 sarebbe arrivata una risposta orale durante una seduta di question time, giudicata però insufficiente rispetto alle questioni sollevate. Inoltre, la documentazione richiesta non sarebbe stata trasmessa.

Per questo motivo il consigliere ha deciso di presentare il 30 marzo 2026 una formale richiesta di accesso agli atti, finalizzata ad acquisire note, corrispondenza e documenti utili a ricostruire le attività svolte dall’Amministrazione comunale e dagli uffici competenti per affrontare il problema dell’ex Convento di San Francesco.

L’istanza è stata indirizzata al Segretario comunale e trasmessa per conoscenza anche all’Ufficio Ispettivo dell’assessorato regionale delle Autonomie Locali.

Mancata risposta all’accesso agli atti, la protesta di Bono

Il punto centrale della denuncia riguarda proprio la mancata risposta all’accesso agli atti. Bono sostiene infatti di non avere ricevuto alcun riscontro alla richiesta presentata, nonostante il tempo trascorso dalla sua protocollazione.

Una circostanza che il consigliere considera particolarmente grave, in quanto ritiene che il diritto di accesso alle informazioni e ai documenti sia una prerogativa riconosciuta dalla legge ai consiglieri comunali per consentire il corretto svolgimento del proprio mandato istituzionale.

Nel comunicato viene richiamato anche l’articolo 43, comma 2, del Dl 267 del 2000, norma che disciplina il diritto dei consiglieri di ottenere dagli uffici tutte le informazioni necessarie all’esercizio delle proprie funzioni.

Nuova segnalazione all’Ufficio Ispettivo regionale

Alla luce della persistente mancata risposta all’accesso agli atti, Bono annuncia l’intenzione di rivolgersi nuovamente all’Ufficio Ispettivo dell’assessorato delle Autonomie Locali.

L’obiettivo è quello di sollecitare l’amministrazione comunale a fornire le risposte richieste e la documentazione relativa alla vicenda dell’ex Convento di San Francesco, oltre a garantire il rispetto delle prerogative riconosciute ai consiglieri comunali.

Ribera, stop all’irrigazione: agricoltori sul piede di guerra, Pace chiede un intervento urgente

La mancata erogazione del servizio irriguo nel comprensorio di Ribera accende la protesta degli agricoltori e riporta al centro dell’attenzione la difficile situazione dei lavoratori del Consorzio di Bonifica 3 Agrigento.

L’Associazione Liberi Agricoltori ha denunciato che nella giornata di oggi, 8 giugno, non sarebbe stato garantito alcun servizio di distribuzione dell’acqua per le campagne del territorio riberese. Secondo quanto riferito dall’associazione, il blocco sarebbe legato allo stato di agitazione del personale, che rivendica il pagamento delle retribuzioni arretrate.

Il presidente dell’associazione, Dino Giovanni D’Angelo, ha sottolineato come il diritto dei lavoratori a manifestare per la tutela delle proprie spettanze sia pienamente legittimo, evidenziando però che anche gli imprenditori agricoli hanno il diritto di ricevere regolarmente un servizio essenziale per le attività produttive.

L’organizzazione agricola ha quindi rivolto un appello ai vertici del Consorzio affinché venga ripristinata la normalità nel più breve tempo possibile.

In assenza di una soluzione immediata, l’associazione valuta il ricorso alle vie legali, ipotizzando possibili iniziative giudiziarie legate all’interruzione del servizio.

Sulla vicenda è intervenuto anche il deputato regionale Carmelo Pace, che ha espresso preoccupazione per le condizioni in cui versano i dipendenti del Consorzio di Bonifica 3 Agrigento.

«La situazione è ormai insostenibile – afferma Pace –. Occorre individuare una soluzione immediata che garantisca certezze ai lavoratori e alle loro famiglie, consentendo al tempo stesso il regolare avvio della stagione irrigua per gli agricoltori».

Il parlamentare ha rivolto un appello al Governo regionale affinché la questione venga affrontata con la massima urgenza, ribadendo che i dipendenti non possono continuare a subire le conseguenze di ritardi e criticità amministrative.

Pace ha inoltre ringraziato il Prefetto di Agrigento per l’attenzione mostrata sulla vicenda e per la disponibilità a contribuire alla ricerca di una soluzione condivisa.

Pur manifestando vicinanza ai lavoratori, il deputato ha invitato tutte le parti a mantenere un atteggiamento responsabile per evitare ulteriori ripercussioni sul comparto agricolo, già fortemente penalizzato dalle difficoltà del momento.

La vertenza resta dunque aperta, mentre agricoltori e dipendenti attendono risposte concrete per scongiurare ulteriori disagi in una fase cruciale della stagione.

Il commissario, Baldo Giarraputo nelle ultime ore ha pero’ rilasciato dichiarazioni che tendono a minimizzare: “Da ciò che mi risulta l’attività viene svolta regolarmente. I dipendenti hanno riscosso la mensilità di marzo e stiamo facendo il possibile per pagare tutto l’arretrato”.

Traffico di droga tra Palermo, Calabria, Campania e Lazio: sei misure cautelari eseguite dalla Guardia di Finanza

Nuovo colpo al traffico di sostanze stupefacenti nel Palermitano. I militari della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Palermo hanno dato esecuzione a un’ordinanza cautelare nei confronti di sei persone, ritenute coinvolte a vario titolo in un’organizzazione dedita alla commercializzazione di droga.

Il provvedimento è stato emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. L’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica e condotta dagli specialisti del GICO del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, ha consentito di ricostruire l’attività di un gruppo operante nel capoluogo siciliano e collegato a fornitori attivi in diverse regioni italiane.

Le indagini hanno fatto emergere una rete di approvvigionamento che avrebbe permesso agli indagati di reperire cocaina dalla Calabria e dalla Campania, mentre l’hashish sarebbe arrivato dal Lazio.

Gli accertamenti sono stati sviluppati attraverso attività tecniche, servizi di osservazione e monitoraggio sul territorio, oltre all’impiego di sistemi di videosorveglianza.

Nel corso dell’attività investigativa sono stati effettuati numerosi interventi che hanno portato complessivamente all’arresto in flagranza di nove persone e al sequestro di circa 80 chilogrammi di sostanze stupefacenti. Secondo quanto emerso, gli indagati avrebbero preso parte a diversi episodi di acquisto e distribuzione di droga.

L’operazione si inserisce nell’ambito delle attività di contrasto ai traffici illeciti di stupefacenti, considerati una delle principali fonti di finanziamento della criminalità organizzata. Resta ferma, per tutti gli indagati, la presunzione di innocenza fino all’eventuale sentenza definitiva.

Lavoro irregolare e carenze sulla sicurezza: due imprenditori denunciati tra Caltabellotta e Menfi

Controlli mirati dei Carabinieri nelle campagne dell’Agrigentino hanno portato alla denuncia di due imprenditori agricoli per presunte violazioni in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro e per irregolarità nell’impiego della manodopera.

L’attività ispettiva, svolta in un’azienda agricola di Caltabellotta e in un fondo situato nel territorio di Menfi, rientra nell’ambito delle verifiche finalizzate a contrastare il lavoro sommerso e il fenomeno del caporalato.

Al termine degli accertamenti, i militari dell’Arma hanno segnalato all’autorità giudiziaria un imprenditore di 80 anni, titolare dell’azienda agricola, e un uomo di 60 anni proprietario del terreno interessato dai controlli.

Durante le verifiche sarebbero emerse diverse inosservanze della normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

In particolare, i Carabinieri avrebbero riscontrato la mancata individuazione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, l’assenza del medico competente e la mancata predisposizione del Documento di valutazione dei rischi (Dvr). Contestata inoltre l’assenza delle figure incaricate della gestione delle emergenze, comprese quelle relative all’antincendio e al primo soccorso.

Nel corso dell’ispezione sono stati inoltre individuati tre lavoratori agricoli impiegati senza regolare assunzione.

Per le violazioni accertate sono state contestate sanzioni amministrative per un importo complessivo pari a 15 mila euro.

Le verifiche si inseriscono nelle attività di monitoraggio del territorio volte a garantire il rispetto delle norme a tutela dei lavoratori e della sicurezza nei luoghi di impiego.

Maxi blitz antimafia a Catania, oltre 200 poliziotti in azione: eseguite numerose misure cautelari

Una vasta operazione antimafia è in corso dalle prime ore della giornata a Catania, dove oltre 200 agenti della Polizia di Stato stanno dando esecuzione a un provvedimento emesso dall’autorità giudiziaria nei confronti di diversi indagati ritenuti legati a un’organizzazione criminale attiva nel territorio etneo.

L’intervento è coordinato dalla Squadra Mobile della Questura di Catania con il supporto del Servizio Centrale Operativo. Le attività si stanno svolgendo in diversi quartieri della città e in alcuni comuni della provincia.

A supportare gli investigatori sono impegnati anche gli equipaggi dei Reparti Prevenzione Crimine, le unità cinofile, il personale della Polizia Scientifica e un elicottero del Reparto Volo di Palermo, impiegato nelle operazioni di monitoraggio dall’alto.

I provvedimenti cautelari sono stati disposti dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catania su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.

L’operazione rappresenta uno dei più importanti interventi delle forze dell’ordine contro la criminalità organizzata nel territorio etneo.

Ulteriori dettagli sull’inchiesta e sulle accuse contestate agli indagati saranno resi noti nelle prossime ore dagli inquirenti

Il menfitano Sabella chiede di patteggiare e lascia il carcere per i domiciliari


Francesco Sabella, di 28 anni, di Menfi, che era finito in cella nell’ambito di un’indagine inizialmente coordinata dalla procura della Repubblica di Marsala, ha lasciato il carcere ed è stato posto ai domiciliari.

Il giovane, indagato per truffa e spendita di monete false, durante una perquisizione domiciliare, da parte dei carabinieri di Petrosino e di Menfi, è stato trovato in possesso di una pistola “scacciacani” artigianalmente modificata e perfettamente funzionante.

Il suo difensore, l’avvocato Lillo Santangelo (nella foto), ha avanzato un’istanza di patteggiamento al gip a 2 anni e 10 mesi che ha ottenuto il consenso del sostituto procuratore Valeria Pomara.

Il giudice, Dino Toscano, ha ritenuto che le esigenze cautelari si sono affievolite rispetto alla fase dell’ordinanza e sostituto la custodia in carcere con gli arresti domiciliari.

Dalla perquisizione erano saltate fuori anche 23 banconote da 100 euro contraffatte. Nel forno della casa c’erano pure 17 munizioni calibro 7,65 idonee al caricamento della pistola sequestrata.

Agrigento, affluenza al 31% al ballottaggio: partecipazione in netto calo rispetto al primo turno

Si chiude con un’affluenza del 31% la prima giornata di voto per il ballottaggio che deciderà il nuovo sindaco di Agrigento. Alle ore 23 si erano recati alle urne 15.894 cittadini sui 51.267 aventi diritto.

Il dato evidenzia una diminuzione significativa della partecipazione rispetto alla precedente consultazione del 24 maggio, con una flessione di circa 15 punti percentuali.

La sfida per la guida del Comune vede contrapposti Michele Sodano, sostenuto dall’area di centrosinistra, e Dino Alonge, candidato del centrodestra.

Le operazioni di voto riprenderanno nella giornata di domani. Al termine dello scrutinio sarà proclamato il nuovo primo cittadino della Città dei Templi.