Ucciso con un colpo alla nuca: padre a processo per omicidio del figlio nel Messinese

Sarà processato davanti alla Corte d’assise di Messina un uomo di 64 anni accusato di aver ucciso il figlio 41enne.

Il giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto ha disposto il rinvio a giudizio, accogliendo la richiesta della Procura, e ha fissato la prima udienza per il 17 giugno.

All’imputato vengono contestati i reati di omicidio volontario e detenzione illegale di arma da fuoco. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’uomo avrebbe attirato il figlio con un pretesto in una zona rurale per poi esplodere un colpo di pistola alla testa.

L’indagato, difeso dal proprio legale, ha sempre negato ogni responsabilità.

Il corpo della vittima fu rinvenuto nelle campagne di Pace del Mela, in prossimità dell’autostrada A20 Palermo-Messina.

Sul posto venne trovato anche un bossolo calibro 7,65. Stando all’ipotesi accusatoria, dopo il delitto il cadavere sarebbe stato spostato oltre una recinzione autostradale, attraverso un varco, e successivamente trascinato in un canale di scolo vicino alla carreggiata.

Determinanti per le indagini sono stati gli accertamenti svolti dai carabinieri del nucleo investigativo, con il supporto dei militari del Ris di Messina, che hanno eseguito analisi tecniche, balistiche e biologiche utili alla ricostruzione dei fatti.

“Cacciatori di rame” in azione a Menfi, nel mirino la Settesoli

Colpo dei cosiddetti “cacciatori di rame” anche in un’azienda simbolo del territorio. Nel mirino è finita la Settesoli, la cantina di Menfi, realtà di riferimento per la produzione vinicola siciliana.

Il furto è stato messo a segno durante il fine settimana. Ignoti hanno tranciato e portato via i cavi dell’impianto di depurazione dell’azienda. La scoperta è avvenuta ieri mattina. Non è ancora stato quantificato con precisione il materiale sottratto, ma l’episodio è stato confermato.

È stata presentata denuncia contro ignoti alla stazione dei carabinieri di Menfi. I militari hanno avviato le indagini per risalire agli autori del furto.

Non si tratta di un caso isolato. Da mesi anche Sciacca è interessata da episodi analoghi. Resta da chiarire se dietro i colpi vi sia un’unica banda organizzata o più gruppi distinti.

Rigenerazione del verde a Montevago, finanziamento regionale di 50 mila euro

Il Comune di Montevago ha ottenuto un finanziamento regionale di 50.000 euro destinato alla riqualificazione delle aree verdi del centro urbano. A darne notizia è il sindaco Margherita La Rocca Ruvolo, che ha evidenziato l’importanza dell’intervento per il territorio.

Il contributo, concesso dall’assessorato regionale Territorio e Ambiente, rientra nelle misure previste per lo sviluppo e la valorizzazione del verde urbano ed extraurbano. Si tratta di un passo significativo nel percorso di rigenerazione del verde a Montevago, volto a migliorare la qualità degli spazi pubblici.

Riqualificazione ambientale e biodiversità

Il finanziamento sarà impiegato per la riqualificazione delle aree a verde del centro urbano, con obiettivi che includono la promozione della qualità ambientale, l’incremento della biodiversità e la mitigazione degli effetti climatici.

La rigenerazione del verde a Montevago prevede anche la realizzazione di percorsi didattici, pensati per sensibilizzare la comunità e favorire una maggiore consapevolezza ambientale. L’intento è quello di restituire alla cittadinanza spazi accoglienti, sostenibili e capaci di valorizzare l’identità naturale del territorio.

Un progetto ispirato alla macchia mediterranea

L’intervento si ispira ai principi della macchia mediterranea, privilegiando l’utilizzo di essenze vegetali autoctone e resistenti alle condizioni climatiche locali. Questa scelta consente di ridurre la necessità di manutenzione e di garantire maggiore sostenibilità nel tempo.

In questo contesto, la rigenerazione del verde a Montevago assume anche un valore culturale e ambientale, contribuendo a preservare le caratteristiche tipiche del paesaggio locale.

Il ringraziamento dell’amministrazione

Il sindaco ha voluto ringraziare l’ufficio tecnico comunale e la presidente del consiglio Antonella Migliore per aver seguito l’iter progettuale e per l’impegno profuso nel percorso di valorizzazione urbana e ambientale.

Un ringraziamento è stato rivolto anche all’assessore regionale al Territorio e Ambiente, Giusy Savarino, per aver promosso l’iniziativa a sostegno dei Comuni siciliani.

L’intervento si inserisce in una strategia più ampia portata avanti dall’amministrazione comunale, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita dei cittadini e promuovere una cultura della sostenibilità e del rispetto del territorio.

Mafia-appalti, Procura Caltanissetta: “Concausa della strage di Via D’Amelio”

La gestione del procedimento “mafia-appalti” è stata una “sicura concausa” della strage di via D’Amelio. Lo ha affermato il procuratore di Caltanissetta, Salvatore De Luca, nel corso della sua audizione davanti alla Commissione antimafia.

“Abbiamo concreti, plurimi e univoci elementi per dire che la gestione del procedimento mafia-appalti sia stata una sicura concausa della strage di via D’Amelio e forse in misura leggermente minore di quella di Capaci”, ha dichiarato il magistrato.

Le parole del procuratore si inseriscono nell’ambito delle indagini della Procura nissena sui possibili moventi e sulle dinamiche che hanno portato agli attentati mafiosi del 1992.

Terremoto nel Trapanese, scossa di magnitudo 3.7 lungo la costa sud-occidentale

Una scossa di terremoto è stata registrata nel pomeriggio di oggi lungo la costa sud-occidentale della Sicilia, in provincia di Trapani.

Il sisma, di magnitudo ML 3.7, si è verificato alle ore 17:08

Secondo i dati forniti dall’Istututo Nazionale di Vulcanologia, l’evento sismico ha avuto epicentro in mare, a una profondità di circa 5 chilometri.

La scossa è stata localizzata dalla sala sismica di Roma dell’istituto nazionale.

Al momento non si segnalano danni a persone o cose, ma il movimento tellurico è stato avvertito in alcune aree della costa trapanese e nei centri abitati limitrofi soprattutto marsalese.

Incidente in via Cappuccini a Sciacca, traffico in tilt

Disagi alla circolazione nel pomeriggio all’incrocio tra via dei Cappuccini e via Toscana, dove si è verificato un incidente che ha coinvolto due autovetture, una Fiat Panda e una Citroen.

Pesanti le ripercussioni sulla viabilità. Lunghe code si sono formate lungo tutta via dei Cappuccini e rallentamenti anche in via Lioni. La circolazione procede a rilento, con disagi per automobilisti e residenti della zona.

Tabacco, effetti delle accise Ue su consumi e contraffazione

ROMA (ITALPRESS) – Le politiche fiscali dell’Unione europea in materia di prodotti del tabacco, disciplinate principalmente dalla Direttiva sulle accise del tabacco (TED), rappresentano uno dei principali strumenti di regolazione del settore. La direttiva stabilisce livelli minimi comuni di tassazione su sigarette e prodotti correlati, lasciando tuttavia agli Stati membri ampi margini di discrezionalità nell’applicazione delle aliquote. Questa struttura, come evidenzia Euromonitor International, ha generato nel tempo significative differenze nei livelli di imposizione fiscale e nei prezzi finali al consumo, con un peso complessivo di accise e IVA che nel 2024 varia, ad esempio, dal 67,5% in Germania fino a oltre il 110% nei Paesi Bassi.
Questi disallineamenti, uniti alle proposte di revisione della TED che prevedono un aumento delle aliquote minime, hanno un impatto diretto sulle dinamiche di mercato. Incrementi rapidi della tassazione, prosegue Euromonitor International, “possono infatti tradursi in aumenti significativi dei prezzi al consumo e nell’ampliamento dei differenziali tra Stati membri, creando condizioni favorevoli allo sviluppo del commercio illecito e della produzione di prodotti contraffatti”.
A partire dai primi anni 2010, l’Unione europea ha progressivamente assunto un ruolo non solo come destinazione del contrabbando, ma anche come area di produzione e consumo di sigarette contraffatte. Tra il 2015 e il 2024, mentre il consumo complessivo di sigarette è diminuito, il volume dei prodotti contraffatti è aumentato in modo significativo, passando da circa 4,1 miliardi a 13,4 miliardi di unità. Oggi tali prodotti rappresentano circa un terzo del mercato illecito europeo del tabacco.In questo contesto, le reti criminali organizzate hanno sviluppato una produzione sempre più sofisticata all’interno dell’UE, ampliando rapidamente l’offerta di prodotti contraffatti.
Gli impatti complessivi del fenomeno sono rilevanti: nel 2024 si stimano perdite fiscali pari a circa 14,9 miliardi di euro nell’UE, oltre a effetti negativi sulla salute pubblica, sul lavoro e sulla sicurezza, spesso collegati alla criminalità organizzata. Risulta essenziale, si legge nella nota di Euromonitor International, “un approccio coordinato a livello europeo che bilanci gli obiettivi di salute pubblica con la sostenibilità economica della filiera e il rafforzamento delle attività di contrasto alla criminalità organizzata”.
Nel contesto europeo, anche l’Italia mostra dinamiche coerenti con queste tendenze. Secondo quanto emerge dall’indagine di Logista e Ipsos,
Nel 2025, il mercato dei prodotti da fumo e non da fumo vale circa 24,5 miliardi di euro nei canali ufficiali, con il tabacco tradizionale che rappresenta la quota principale (18,3 miliardi), seguito da stick per inalazione (4,4 miliardi) e sigarette elettroniche (1,8 miliardi).
Parallelamente, si rafforza il ricorso ai canali non ufficiali: nel 2025 il fenomeno coinvolge il 13,8% dei consumatori, pari a circa 1,8 milioni di persone, in crescita costante negli ultimi tre anni. Il valore del mercato illecito si attesta a circa 1,2 miliardi di euro, pari al 4,8% del mercato totale.
L’impatto economico per lo Stato è significativo: il consumo tramite canali non ufficiali genera mancate entrate erariali per circa 690 milioni di euro, una perdita di fatturato di circa 630 milioni e un potenziale impatto occupazionale stimato in circa 5.900 posti di lavoro. Le perdite fiscali risultano equamente distribuite tra tabacco tradizionale ed e-Cig, anche a seguito dell’aumento della tassazione nel 2025.
-foto Ipa Agency –
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Schlein “Solidarietà a Meloni, da Trump attacchi inaccettabili”

ROMA (ITALPRESS) – “E’ accaduta una cosa gravissima. Voglio esprimere la nostra più ferma condanna, che sono certa sarà unanime in quest’Aula, per l’attacco del presidente Donald Trump alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni per avere doverosamente espresso solidarietà a Papa Leone”. Così la segretaria Pd Elly Schlein intervenendo nell’Aula della Camera.

“L’Italia è un paese libero e sovrano e che la nostra Costituzione è chiara, l’Italia ripudia la guerra – ha aggiunto Schlein -. Nessun capo di Stato straniero può permettersi di attaccare, minacciare o mancare di rispetto al nostro Paese e al nostro governo. Siamo avversari in quest’aula ma siamo tutte e tutti cittadini italiani e rappresentanti degli italiani. Non accetteremo attacchi o minacce al governo e al nostro Paese. Chiediamo su questo davvero una condanna unanime”.

– Foto IPA Agency –

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Trump “Scioccato da Meloni, pensavo avesse coraggio”

ROMA (ITALPRESS) – “(A voi italiani) piace il fatto che la vostra presidente (del Consiglio, ndr) non stia facendo nulla per ottenere il petrolio? Piace alla gente? Non posso immaginarlo. Sono scioccato da lei. Pensavo che avesse coraggio, mi sbagliavo”. Lo ha dichiarato il presidente Usa Donald Trump in un’intervista esclusiva con il Corriere della Sera. Alla domanda se avessero “parlato di questo”, Trump ha replicato: “No. Dice semplicemente che l’Italia non vuole essere coinvolta. Anche se l’Italia ottiene il suo petrolio da là, anche se l’America è molto importante per l’Italia. Non pensa che l’Italia dovrebbe essere coinvolta. Pensa che l’America dovrebbe fare il lavoro per lei”.
E sulle dichiarazioni di Meloni, che ha definito “inaccettabili” le parole di Trump nei confronti del Papa, il capo della Casa Bianca ha replicato sempre al Corriere della Sera: “E’ lei che è inaccettabile, perchè non le importa se l’Iran ha una arma nucleare e farebbe saltare in aria l’Italia in due minuti se ne avesse la possibilità”. Alla domanda su Papa Leone e il suo appello per la pace, Trump ha detto che il Papa “non capisce” che l’Iran costituisce una minaccia nucleare. “Non capisce, e non dovrebbe parlare di guerra, perchè non ha idea di quello che sta succedendo. Non capisce che in Iran hanno ucciso 42mila manifestanti lo scorso mese”, ha dichiarato il presidente degli Usa.

– Foto IPA Agency –

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Insonnia cronica tema di sanità pubblica, una legge per risposte più adeguate

ROMA (ITALPRESS) – Promuovere una maggiore consapevolezza dell’insonnia cronica e dell’impatto sanitario, sociale ed economico che comporta per il Sistema Paese, al fine di riconoscerla per legge come patologia e priorità di salute pubblica. Questo l’obiettivo del Policy Paper sull’insonnia cronica, presentato nel corso di un evento al Centro Studi Americani a Roma promosso dall’Intergruppo Parlamentare per le Neuroscienze e l’Alzheimer con il contributo di Idorsia. Il documento, che getta delle solide basi affinchè questa priorità si concretizzi in misure preventive e di presa in carico efficaci dei pazienti, è stato redatto grazie al contributo del Comitato Scientifico del Gruppo di Lavoro su insonnia e altri disturbi del sonno, costituitosi recentemente all’interno dell’Intergruppo Parlamentare per le Neuroscienze e l’Alzheimer.
Il Comitato è composto da Andrea Fiorillo, Presidente EPA – European Psychiatric Association e Professore Ordinario di Psichiatria presso l’Università degli Studi della Campania ‘Luigi Vanvitellì; Gianmarco Marrocco, vicesegretario provinciale FIMMG Federazione Italiana Medici di Famiglia Roma; Claudio Mencacci, Presidente SINPF – Società Italiana di Neuropsicofarmacologia; Francesca Merzagora, Presidente Fondazione Onda ETS; Lino Nobili, Presidente AIMS – Accademia Italiana di Medicina del Sonno e Professore ordinario Dipartimento di neuroscienze, riabilitazione, oftalmologia, genetica e scienze materno-infantili presso l’Università di Genova; Giuseppe Plazzi, Presidente NAIT, Associazione Nazionale per la Narcolessia; Marco Rolandi, Presidente RLS Italia – Sindrome delle gambe senza risposo – APS; Alessandro Rossi, Presidente SIMG – Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie; Guido Di Sciascio, Presidente SIP – Società Italiana di Psichiatria e Direttore del Dipartimento di Salute Mentale della ASL di Bari; Antonio Vita, Presidente SIP – Società Italiana di Psichiatria e Professore Ordinario di Psichiatria presso l’Università degli Studi di Brescia e Mario Zappia, Presidente SIN – Società Italiana di Neurologia e Professore Ordinario di Neurologia presso l’Università degli Studi di Catania.
Il Policy Paper presenta i dati relativi alla patologia e analizza l’impatto sanitario, economico e sociale, i trattamenti, l’accesso alle cure e le criticità che i pazienti incontrano nel percorso diagnostico terapeutico e nella loro quotidianità. Dall’analisi della patologia e delle sue implicazioni per i pazienti, per la collettività e per il Sistema Paese, il Comitato Scientifico ha potuto elaborare una serie di raccomandazioni per la gestione dell’insonnia cronica.
“L’insonnia cronica è una patologia diffusa che incide in modo significativo sulla salute delle persone e sull’equilibrio della vita quotidiana, con ripercussioni che si estendono anche alla sfera sociale ed economica – ha detto il Ministro della Salute, Orazio Schillaci -. Per troppo tempo è stata considerata un disturbo secondario, mentre i dati mostrano con chiarezza che si tratta di un tema di sanità pubblica che richiede una maggiore consapevolezza e un approccio più strutturato. E’ quindi positivo il lavoro sviluppato nell’ambito dell’Intergruppo Parlamentare per le Neuroscienze e l’Alzheimer e il contributo della comunità scientifica, che attraverso questo Policy Paper, offrono elementi utili per una lettura più completa del fenomeno e per orientare il confronto istituzionale verso risposte sempre più adeguate ai bisogni dei cittadini”.
“L’insonnia cronica è un’emergenza sanitaria e sociale che coinvolge milioni di cittadini e genera un impatto economico paragonabile a quello di una Legge di Bilancio – ha sottolineato Annarita Patriarca, Segretario Ufficio di Presidenza della Camera dei deputati -. Continuare a considerarla un problema marginale significa ignorare costi enormi in termini di salute, sicurezza e produttività. Ho appena depositato, come prima firmataria, una proposta di legge per riconoscere l’insonnia cronica come patologia autonoma e invalidante, da gestire in modo prioritario attraverso una serie di azioni: la sua integrazione nei LEA e nel Piano nazionale della cronicità; l’istituzione di un Osservatorio per lo studio della patologia e, infine, garantendo maggiori tutele lavorative. Questo impegno politico non è solo un atto di responsabilità istituzionale, ma un investimento strategico che d’altra parte favorirà una riduzione dei costi diretti e indiretti che gravano sull’economia del Paese e rimetterà al centro i pazienti fornendo strumenti di tutela per un percorso di diagnosi e cura uniforme su tutto il territorio nazionale”.
“Questo evento rappresenta il primo appuntamento di un approfondimento sulle malattie del sonno che il Gruppo di lavoro interparlamentare su insonnia e altri disturbi del sonno intende portare avanti – le parole di Beatrice Lorenzin, Membro V Commissione del Senato -. Partendo dalle evidenze del Policy Paper, presentato oggi dal Comitato Scientifico, possiamo iniziare un’azione politica che parta da un intervento congiunto sull’igiene del sonno, attraverso la formazione dei clinici e la sensibilizzazione e informazione di tutti i cittadini. Da anni ho sostenuto con convinzione la necessità di integrare il sonno nelle politiche di prevenzione perchè è un ambito in cui la responsabilità pubblica è evidente, pensiamo solo al tema della sicurezza stradale e nei luoghi di lavoro”.
“Purtroppo l’insonnia cronica viene trattata in maniera molto approssimativa, con farmaci spesso privi di evidenze scientifiche e gravati da numerosi effetti collaterali. Oggi – ha dichiarato il presidente di EPA, Andrea Fiorillo – esistono trattamenti estremamente efficaci, che consentono non solo di migliorare la quantità del sonno, ma anche la qualità, andando ad agire sul sistema dell’ipervigilanza. Questi farmaci moderni, che possono essere definiti dei veri e propri game-changer, dovrebbero essere resi disponibili per tutte le persone affette dal disturbo da insonnia cronica, quando invece solo una piccola percentuale di pazienti possono farne uso. Inoltre, sempre facendo riferimento alle linee-guida ufficiali disponibili, il trattamento di elezione nei casi di insonnia cronica è rappresentato dalla terapia cognitivo-comportamentale, che però è disponibile solo in pochissimi centri ultraspecializzati”.
Si stima che l’insonnia cronica colpisca circa il 6% della popolazione adulta italiana; tuttavia, per diversi esperti la percentuale sarebbe maggiore, attestandosi tra il 10 e il 15%. I disturbi del sonno sono diffusi in tutte le fasce d’età, con una maggiore incidenza nelle fasce tra i 45 e i 54 anni e dai 65 anni in su. Il 70% dei pazienti affetti da insonnia cronica è di genere femminile. E’ significativo anche l’aumento di casi tra bambini e adolescenti, spesso legati all’uso eccessivo dei social e dello smartphone, con ricadute sul rendimento scolastico e sulle relazioni interpersonali.
Chi soffre di insonnia cronica lamenta una scarsa qualità e quantità del sonno che interessa almeno 3 notti alla settimana per un periodo di tre mesi consecutivi: i sintomi notturni, tra cui difficoltà ad addormentarsi o a mantenere il sonno prolungato, hanno delle ripercussioni sul benessere psico-fisico durante il giorno, perchè generano stanchezza, scarsa concentrazione, irritabilità. Questi naturalmente incidono sulla partecipazione attiva al mondo del lavoro, e sono un costo nascosto per il welfare collettivo. I costi stimati, difatti, sono circa 14 miliardi di euro l’anno, pari allo 0,74% del PIL, suddiviso tra costi diretti, che riguardano ricoveri, visite mediche, farmaci e costi indiretti, tra cui assenteismo e presenteismo e incidenti stradali.
E’ una condizione che comporta un impatto sulla salute mentale e fisica di chi ne soffre, che non riguarda solo la notte e il sonno: infatti, oltre il 60% dei pazienti italiani con disturbi del sonno dichiara di subire un impatto negativo significativo sul benessere psicologico e il 43% dei pazienti riporta una compromissione della vita sociale.
La deprivazione di sonno è associata anche a un decadimento delle funzioni cognitive: il 62% dei pazienti riporta deficit di concentrazione e il 57% ha problemi di memoria.
L’insonnia cronica provoca ripercussioni importanti anche sulla vita lavorativa: infatti, circa l’82% delle persone con disturbi del sonno lamenta una diminuzione della performance professionale.
Le proiezioni economiche dimostrano che i costi indiretti causati dalla patologia raggiungono cifre significative: circa 5.500 euro pro-capite è il valore perso in termini di produttività, 1.580 euro è il costo medio per evento in caso di infortuni e incidenti correlati al sonno. Inoltre, l’insonnia cronica è la causa dell’aumento di ricoveri ed accessi al pronto soccorso, soprattutto nelle forme moderate e severe e dell’incremento degli incidenti stradali: uno studio su autisti affetti da insonnia ha infatti dimostrato un rischio 1.8 volte maggiore di essere coinvolti in incidenti automobilistici.
L’insonnia cronica non è un semplice disturbo del sonno ma è un importante fattore di rischio: chi ne soffre presenta con maggiore frequenza depressione, ansia e altre patologie psichiatriche, spesso con trattamenti insoddisfacenti, e ha un rischio significativamente più elevato di sviluppare depressione maggiore, disturbi d’ansia, disturbi da uso di alcol, rischio suicidario e psicosi. E’ una patologia ampiamente sottodiagnosticata e sotto-trattata; infatti, solo il 40% dei pazienti con insonnia cronica riceve una diagnosi e solamente il 21% viene trattato. Si stima che 4-5 milioni di persone in Italia non abbiano ricevuto una diagnosi o un trattamento adeguato per i disturbi del sonno di cui soffrono.
In Italia, l’approccio tradizionale porta talvolta a proseguire nel tempo l’utilizzo di soluzioni per favorire il sonno, una prassi che si è radicata nel tessuto culturale e che tende a essere percepita come normale. Una gestione non pienamente adeguata dell’insonnia cronica può però incidere sulla vigilanza, sull’attenzione, sulle funzioni cognitive e sulla produttività, con effetti sulla qualità di vita e sulla sicurezza delle persone.
Alla luce delle evidenze e dei dati, il Comitato Scientifico ha ritenuto necessario richiamare l’attenzione sulla necessità di riconoscere l’insonnia cronica come malattia invalidante e quindi priorità della sanità e della salute pubblica, che necessita di un piano diagnostico e assistenziale ben definito, di integrare l’insonnia cronica nella pianificazione sanitaria, di rafforzare la consapevolezza sulla patologia nella popolazione e di potenziare la formazione dei professionisti sanitari, al fine di garantire una diagnosi corretta e una gestione terapeutica basata sulle linee guida internazionali.
“Come industria, insieme a partner fondamentali come istituzioni, associazioni e classe medica, è nostro dovere collaborare per iniziare un percorso che ci permetta di riconoscere l’insonnia cronica come una patologia autonoma, che ha importanti ricadute su tutto il Sistema Paese. Il Policy Paper è un’evidenza, il primo passo concreto di questo percorso, che testimonia quali sono le azioni da intraprendere per incentivare sia gli operatori sanitari che i cittadini verso un cambio culturale nell’approccio alla malattia”, ha concluso Giovanni Girgenti, General Manager di Idorsia.

– foto mec/Italpress –
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