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Terme, l’opposizione di centrodestra: “La Valenti ha cercato di mettere la polvere sotto il tappeto, ora chieda scusa”
“Siamo allibiti e sconcertati”. E’ la reazione dei gruppi di opposizione del centrodestra in consiglio comunale alle dichiarazioni di ieri Gaetano Armao rispetto la vicenda Terme.
“Ieri – scrivono in una nota i gruppi – abbiamo avuto conferma che la vicenda “terme” è completamente all’opposto da come ci è stata rappresentata. Da chi? Dal sindaco Valenti ovviamente che dopo mesi e mesi è stata smascherata ed ha dimostrato di non tenere alle sorti di questa città. Sono state raccontate soltanto falsità. È stata tranquillizzata l’intera cittadinanza sperando di riuscire a celare il fatto che sulle terme non si era concretizzato nulla. Nulla! Altro che professionalità, qui si rischia seriamente di buttare la città nell’oblio più totale. Dopo cinque mesi si inizia soltanto due giorni fa la stesura del Verbale di consistenza. Una figuraccia mondiale”.
Secondo l’opposizione, le Terme sono state usate dal sindaco come pasto per ben tre competizioni elettorali: le amministrative, le regionali e le politiche. “Un buon pasto – ribadiscono – da servire a vari politici per accaparrarsi il voto dei saccensi speranzosi di rivedere le terme aperte. Baccei ha solo recitato una pessima parte. Ma è stato smascherato”.
Come anche questa mattina ribadisce nel corso dell’intervista rilasciata a Risoluto.it da uno dei componenti dell’opposizione, il consigliere Giuseppe Milioti, la colpa e la responsabilità non sarebbe solo in capo alla sindaca, ma anche in capo all’onorevole Catanzaro che accusa gli altri di voler vedere passare il cadavere sulla riva del fiume, ma che non ha ancora compreso che il cadavere nel fiume l’ha già buttato lui. Lui ed il partito che rappresenta.
“Che scivolone – conclude la nota – Francesca Valenti ha tradito la nostra città. La tradisce perché non la sente sua. Prova ne è stata il voler mettere la polvere sotto il tappeto per nascondere la verità: quella di Baccei fu soltanto propaganda-elettorale. Sarebbe più opportuno chiedere ufficialmente scusa all’intera città e tornare a svolgere la sua professione. Sciacca ha bisogno di gente diversa. Di amministratori diversi, a tempo pieno che si “prendano cura” di questa città”.
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Furti nei supermercati tra Cammarata e San Giovanni Gemini: ai domiciliari 6 persone
I Carabinieri Agrigento hanno arrestato presunta “gang” dei furti nei supermercati. In manette sei favaresi. Hanno tentato di giustificare l’enorme quantitativo di prodotti e merce in loro possesso nei modi più disparati. Spiegazioni che non sono riuscite però a convincere i militari che li avevano appena fermati ad un posto di blocco. E così, dopo aver richiesto, inutilmente, la prova di acquisto di tutta la merce trovata nella loro autovettura, i militari hanno effettuato subito una serie di accertamenti, visionando i filmati delle telecamere di sicurezza dei principali esercizi commerciali dell’area compresa tra Cammarata e San Giovanni Gemini, accertando quanto realmente accaduto. I filmati infatti immortalavano tutti i sospettati mentre – riferiscono i carabinieri – erano intenti a nascondere i vari prodotti sotto i cappotti o nelle loro tasche, eludendo il successivo controllo alle casse. Presso la Compagnia Carabinieri di Cammarata, inoltre, erano anche pervenute alcune segnalazioni di cittadini, relative a persone sospette, a bordo di un’utilitaria, che entravano ed uscivano in modo anomalo da alcuni negozi. L’autovettura fermata – concludono i militari – corrispondeva proprio al modello di quella in uso ai sei individui, cinque donne ed un uomo. Si tratta di Mario Bellavia, 26 anni, Carmelinda Cusumano di 35, Angela Pisciotto di 22, Maria Bellavia di 32, Elisabetta Giglia di 36 e Girolama Vella di 43. Sono così scattate subito le manette ai loro polsi ed ora dovranno tutti rispondere dell’accusa di furto aggravato in concorso. La merce rinvenuta è stata restituita agli esercizi commerciali che erano stati derubati. L’Autorità Giudiziaria ha disposto per tutti e sei gli arresti domiciliari, in attesa del giudizio direttissimo presso il Tribunale di Agrigento.



