Sindrome delle apnee notturne, l’associazione “A Cuore Aperto” del professore Ruvolo impiega un nuovo apparecchio sanitario

Un nuovo apparecchio sanitario è stato acquistato dall’associazione onlus A Cuore Aperto per essere utilizzato nell’ambito delle iniziative di volontariato per la prevenzione delle malattie cardiovascolari. Si tratta di un polisonnigrafo portatile che serve a vedere se il paziente soffre di sindrome delle apnee notturne che possono essere considerate fattore di rischio per aneurisma e dissezione dell’aorta. La sindrome delle apnee notturne è un disturbo in cui la respirazione del paziente si interrompe una o più volte, oppure rallenta eccessivamente, durante il sonno. Fare diagnosi di sindrome di apnee notturne con la polisonnografia significa in sostanza prevenire anche la dilatazione dell’aorta. Tra gli apparecchi sanitari acquistati di recente da A Cuore Aperto, oltre a diversi defibrillatori, anche un monitor multiparametrico per ambulanza donato alla Croce Rossa di Sciacca e un software per cure dei bimbi talassemici donato all’ospedale saccense “Giovanni Paolo II” nell’ambito di un’iniziativa promossa in collaborazione  con il Kiwanis club Sciacca Terme  e l’associazione Fasted. “Grazie ai nostri sostenitori che con le loro donazioni ci hanno consentito di acquistare uno strumento importante che ci permetterà – ha spiegato il cardiochirurgo Giovanni Ruvolo, presidente dell’associazione onlus A Cuore Aperto – di rilevare parametri fisiologici fondamentali, come la respirazione, i livelli di ossigeno e altro su pazienti che soffrono della sindrome di apnee notturne ritenuta tra i fattori di rischio per patologie cardiovascolari gravi”.

 

A Muciare c’era cibo ogni giorno e senza fatica. Ecco perché tutti questi cani in un luogo tutt’altro che accogliente

Diamo per definitivo che quello che è accaduto a Muciare è un reato da perseguire, e che la mattanza di cani uccisi dalle polpette avvelenate ha generato scalpore anche sul livello della stessa sensibilità generale. Nessuno, però, in questa fase così concitata della vita pubblica di Sciacca, si è domandato come fosse possibile che un gruppo talmente numeroso di cani randagi si fosse concentrato tutto proprio in località Muciare. Che non è certamente un “salottino”. Cercheremo di ragionare su questo. Stiamo parlando di un’area assolutamente degradata, circondata da vecchi capannoni industriali, ricettacolo di rifiuti e sporcizia varia. Un luogo tutt’altro che ospitale, dunque. Sia per l’uomo, sia per l’animale. Un’area dalla quale, normalmente, perfino i cani se ne sarebbero scappati. Eppure non l’hanno fatto. Al contrario: hanno eletto quella zona a luogo di ritrovo privilegiato. Perché? Non è così difficile dare una risposta alla domanda. È stato qui, infatti, che per lungo tempo i cani randagi che vagavano per la zona hanno potuto soddisfare il loro bisogno principale: nutrirsi. È stato qui che, giornalmente, un’attivista animalista, persona molto sensibile e che merita ogni rispetto, intendiamoci, ha portato da mangiare a questi animali. Un’abitudine, la sua, che però a poco a poco ha popolato l’area di cani randagi, inevitabilmente attratti dalla disponibilità quotidiana di cibo. L’animale per sua natura va a cercare il cibo. Se glielo portano è chiaro che non si muove più. È questo l’ambito nel quale il criminale di turno ha avuto gioco facile a fare questa incetta di randagi, uccisi con l’insetticida. La stessa concentrazione di cani, come a Muciare, è avvenuta, e potremmo dire che continua ad avvenire, anche in altre aree della città, tra cui a San Calogero. Che, a differenza di Muciare, non è certo un luogo degradato, anzi. I cani sono randagi perché dovrebbero vagare per il territorio. Se, invece, scelgono una zona dove fissare la propria dimora, smettono di essere randagi. E se scelgono una zona dove fissare la propria dimora è perché c’è chi porta loro da mangiare. Tutti i giorni, encomiabilmente, perché questa attivista il cibo per gli amici animali lo compra coi suoi soldi. Eppure anche questo genera e alimenta il fenomeno del randagismo e della concentrazione di un numero a dir poco spropositato di cani. Da tempo il servizio veterinario pubblico pone al centro dell’attenzione proprio questo problema. Ma non c’è una norma che impedisca al privato cittadino di sfamare i randagi, e Sciacca non ha nemmeno un’ordinanza. Anche perché ordinanze emanate in altre parti d’Italia (ad esempio in Puglia) sono state oggetto di ricorsi presentati (e vinti) alla giustizia amministrativa da alcune associazioni animaliste, che contestavano i predetti divieti. Siamo dunque al punto. Il randagismo è un fenomeno che deve tornare a livelli fisiologici, sia attraverso un potenziamento dell’anagrafe canina (quanti proprietari di cani non hanno mai microchippato né sterilizzato i loro animali?) sia per mezzo dell’intensificazione delle sterilizzazioni. Ma per fare le sterilizzazioni i cani bisogna pur “catturarli”, e si sa che la stessa attività di accalappiacani, per quanto pietosa, non è solo difficile, ma talvolta sarebbe stata oggetto di forti contestazioni da parte di taluni animalisti. Sono temi, questi, che non sfuggono certo agli animalisti veri, quelli rappresentati da quelle associazioni che cercano di capire il problema, e che studiano le soluzioni migliori, come ha mostrato di fare la stessa Associazione Nazionale Tutela Animali, che recentemente in un convegno che si è svolto al Comune di Sciacca è tornata ad avanzare la proposta di costruire, a zero spese per l’ente pubblico, un rifugio sanitario che organizzi e gestisca l’ospitalità dei randagi raccolti sul territorio attraverso un programma di sterilizzazioni che riduca sensibilmente, nel rispetto della dignità dell’animale, il fenomeno del randagismo. Ecco perché la campagna diffamatoria e denigratoria sia contro i singoli, sia contro l’intera popolazione di Sciacca dopo quanto successo a Muciare, è ingiusta e indecorosa. Se invece di insultare si potesse discutere, ci si potrebbe confrontare. Ma l’obiettivo è complicato da atteggiamenti e approcci al problema fondati sull’ideologia. A ciascuno le sue responsabilità.

L’avvelenamento dei cani a Sciacca, indagini a tutto campo dei carabinieri

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Un gruppo di carabinieri della compagnia di Sciacca e della squadra di polizia giudiziaria presso la Procura della Repubblica ormai da giorni e’ in piena azione con perquisizioni e altre attività finalizzate a dare un nome a chi ha collocato il veleno in contrada Muciare, a Sciacca, avvelenando 27 cani. Intanto, si aprono nuovi scenari per affrontare la questione randagismo, a Sciacca, grazie alla collaborazione tra il Comune e le associazioni animaliste.

Sassi contro le auto sulla 115, denunciati cinque minorenni

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Sono stati sorpresi lungo la statale 115 mentre erano intenti a lanciare sassi sulle auto in transito dagli agenti del locale Commissariato di Palma di Montechiaro. Si tratta di un gruppo, tutto di minori tra i quindici e i sedici anni, che sono stati successivamente denunciati alla Procura presso il tribunale per i minorenni di Palermo, sono stati bloccati ed identificati. Il lancio delle pietre sulla carreggiata ha messo in pericolo la sicurezza dei passanti lungo la bretella stradale.

Denunciato un informatore scientifico palermitano, filmava donne nel bagno di uno studio medico

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Ha finto di dimenticare la borsa nella toilette ma all’interno aveva accuratamente collocato il cellulare in modalita’ rec. L’intento era quello di filmare le donne che avrebbero usufruito del bagno dello studio medico dove si trovava per la sua attivita’ di informatore scientifico. Cosi’ un quarantaquattrenne di Palermo, e’ stato denunciato dalla Questura di Agrigento per interferenza illecita nella sfera privata. E’ stata una delle pazienti dello studio ad insospettirsi per la presenza della borsa e a scoprire il cellulare posto al suo interno che registrava. L’informatore nel frattempo  si era velocemente allontanato, ma e’ stato intercettato e fermato dagli agenti delle forze dell’ordine.

Presenza di randagi questa mattina anche all’ingresso dell’ospedale di Sciacca

Randagi all’ingresso principale del “Giovanni Paolo II” di Sciacca. Questa mattina  diverse segnalazioni sono arrivate da chi si trovava a transitare dalla hall del nosocomio saccense. Alcuni cani randagi infatti,  stanziavano proprio dinnanzi le porte d’ingresso della struttura ospedaliera, spaventati dalla presenza, sono stati costretti ad accedere da altre entrate secondarie del nosocomio. Non e’ la prima volta che all’ingresso della struttura ospedaliera viene segnalata la presenza di randagi. Altri casi, si sono verificati anche la scorsa estate.  

Il prefetto riberese Nino Cufalo, nominato commissario di Terni

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Da ex vicecapo della polizia a nuovo commissario del Comune di Terni. Il prefetto Nino Cufalo è stato nominato oggi dal prefetto Paolo De Biagi dopo lo scioglimento del consiglio comunale per le dimissioni del primo cittadino. Si tratta di un altro incarico per il riberese che ha diretto anche il commissariato di Sciacca e il Centro Operativo della Dia di Palermo fino al 2000. A Roma, ha assunto la direzione del Dipartimento della pubblica sicurezza e l’incarico di direttore del Servizio centrale di protezione della Direzione centrale della polizia criminale. E’ stato anche questore di Siracusa, Lecce, Catania e Torino.
 
 

Ancora lezioncine di civiltà, stavolta da big della moda e dello spettacolo. Ma Lello Analfino ci difende: “Non si generalizza per colpa di una bestia”

Una delle ultime lezioni di “civiltà” che hanno popolato i commenti su Facebook, Instagram e Twitter è venuta dalla signora Elisabetta Franchi, stilista bolognese, nome piuttosto importante della moda italiana. Anche lei, nel commentare la strage di cani randagi di località Muciare, si è lasciata andare a considerazioni “piaciute” a migliaia di suoi seguaci. Alla sindaca Valenti l’animalista/stilista ha chiesto le dimissioni, annunciando di non avere intenzione di fermarsi fino a quando i colpevoli non salteranno fuori. Si è poi sbizzarrita commentando i commenti, continuando ad attaccare, sorbendosi “in cambio” una campagna di hashtag di orgogliosi saccensi contenenti inviti dall’inequivocabile senso idiomatico, da #vacacava a #anneati. È probabilmente l’ironia, infatti, il modo migliore di partecipare a questo dibattito, anche se siamo di fronte ad una vicenda piuttosto seria. Ma è difficile per un territorio come quello di Sciacca potersi difendere in maniera diversa, se è vero che quello che è successo qui accade, piuttosto, anche altrove, anche nel nord Italia. Eppure il caso è scoppiato qui. Per fortuna che, su Instagram, un’altra Elisabetta (ben più celebre), ossia l’ex velina Canalis, nell’esprimere sdegno per la mattanza di randagi a Muciare, scagiona (bontà sua) la collettività saccense e se la prende con coloro che commettono atti del genere, definiti “delinquenti da quattro soldi, rifiuti della società che non devono restare impuniti”. Ma a brillare di luce propria è soprattutto Lello Analfino, il cantante leader dei Tinturia, che esprime la sua solidarietà agli abitanti di Sciacca, città da lui definita “meravigliosa, fatta di gente meravigliosa che in queste ultime ore è stata oggetto di accuse generali sul trattamento degli animali. Io – spiega Lello – conosco bene questa comunità di uomini e donne di mare, sempre pronti all accoglienza e all integrazione di e penso che non si debba generalizzare su un’intera città a causa di una bestia che ha ucciso, avvelenandoli, 30 angeli pelosi, e che spero venga individuato e assicurato alle patrie galere nel più breve tempo possibile”. La lezione più vera è venuta da un siciliano straordinario, non a caso da un agrigentino.  

Iniziato il “carro-mercato” del Carnevale di Sciacca, opere in cartapesta in vendita

E’ gia’ tempo di mercato. Archiviata da meno di una settimana l’ultima edizione del Carnevale di Sciacca, e’ iniziata la vendita dei carri allegorici, un fenomeno sempre piu’ frequente negli ultimi anni per le opere in cartapesta realizzate per partecipare al concorso che il Comune di Sciacca ogni anno bandisce per la realizzazione della festa. Un appuntamento ormai immancabile quello del commercio dei cosiddetti “pupi” come se fosse un bazar di suppellettili vari o la rivendita di auto usate. Basta, infatti  fare una semplice ricerca in rete su pagine Facebook a ciò dedicate per trovare annunci di questo tipo. Vasto l’assortimento nell’offerta: c’e’ il carro trionfatore dell’edizione, vi si trova pure chi viene considerato il vincitore morale dell’edizione, il terzo classificato e chi si e’ attestato agli ultimi posti della classifica. Il carro si può acquistare per intero oppure a pezzi, in singoli parti. Come ogni annuncio che si rispetti non mancano i contatti e info sul prezzo in privato. Ma il “carro-mercato” non si esaurisce solo con le offerte più fresche della stagione appena terminata. C’e’ anche il riciclo. Così non è difficile beccare la possibilità di acquisto di soggetti e personaggi di opere che hanno partecipato alle passate edizioni. Pezzi acquistati in precedenza e poi rimaneggiati in nuovi contesti allegorici e ora, di nuovo in vendita. Intanto, il carnevale  nella versione estiva di luglio che il vice sindaco Filippo Bellanca ha annunciato in chiusura della kermesse dal palco della manifestazione, sembra dipenderà proprio dall’esito della vendita. Se i pezzi dovessero andare a ruba, difficilmente i tre carri vincitori potrebbero rispettare l’innovativa clausola del bando comunale per la realizzazione che all’art.6 prevedeva la messa a disposizione dei tre allestimenti risultati migliori fino a settembre 2018 per attività promozionali.

Il prof Catanzaro nella puntata campione di ascolti del Commissario Montalbano

Il secondo episodio della nuova stagione del Commissario Montalbano, intitolato «Amore», ha incollato alla tv 10,8 milioni di telespettatori , 42,8% di share.

Nel cast di ieri sera, oltre al protagonista Luca Zingaretti anche il saccense Vincenzo Catanzaro, il professore attore e regista, appassionato da sempre di cinema e teatro che vanta anche la presenza in diverse produzioni televisive e cinematografiche nazionali. In passato, aveva partecipato anche al film “L’ora legale” di Ficarra e Picone.

Un episodio surreale, quello di ieri sera, malinconico e commovente, segnato dalla gelosia di Salvo, dalle mancate nozze con la sua Livia che non riesce a sposare neppure in sogno e  ovviamente, caratterizzato dalle indagini su una misteriosa morte, una tragica e folle storia d’amore che porta tutti a riflettere sui sentimenti.

L’episodio di ieri, le cui scene sono state girate a maggio e giugno dello scorso anno, ha chiuso il ciclo di quest’anno della fortunata serie nata nel 1999, tratta dai libri di Andrea Camilleri e prodotta dalla Palomar. I nuovi episodi, sono attesi per il 2019.