Randagismo. Oggi il comune spende 270 mila euro per i canili. L’Anta disponibile a realizzare (a proprie spese) un rifugio sanitario
Ieri durante il convegno dal titolo “Oltre il randagismo”, l’associazione Anta ha rilanciato la propria proposta per realizzare, “a costo zero”, un rifugio sanitario per cani su un terreno di proprietà del Comune. Un’operazione che permetterebbe di evitare il ricorso sistematico al canile (pubblico o privato che sia) come impostazione culturale. In tale direzione l’Anta (Associazione Nazionale Tutela dell’Animale) che ha in Anna Maria Friscia la sua rappresentante sul territorio, si propone di intervenire con un investimento per il quale al comune non si chiederebbe un solo centesimo di compartecipazione, ma la possibilità, per un certo numero di anni, di gestire la struttura attraverso il riconoscimento di una quota per singolo cane ospite, fino alla copertura delle spese. Successivamente il rifugio diventerebbe di proprietà del comune. Un’ipotesi promossa già da qualche anno, ma che ha visto il comune di Sciacca ancora incerto. Ieri l’assessore Paolo Mandracchia, presente in Sala Blasco, ha detto che questa ipotesi verrà esaminata. Nei luoghi dove i rifugi sanitari funzionano (ieri sono state illustrate le esperienze nelle Marche e in Abruzzo) il fenomeno del randagismo si è drasticamente ridotto. L’obiettivo dell’Anta, infatti, è quello di pianificare un ampio programma di sterilizzazione dei cani, e di favorire le adozioni, anche a livello internazionale. Il veterinario Roberto Scarcella ha detto che occorre distinguere tra cani “randagi” e cani “vaganti”. Questi ultimi hanno regolarmente un padrone, il quale li lascia liberi per tutto il giorno per poi riaccoglierli in casa alla sera. Il randagio da solo non è nemmeno pericoloso, perché normalmente è diffidente. Ma quando si formano i branchi, incentivati anche da coloro che nutrono questi animali, allora il pericolo è più concreto. “Chi pensasse che tenere 50 cani in un ambiente domestico, al chiuso di un appartamento, non ama gli animali, anzi, li fa stare male”, ha detto infine Bruno Mei Tommasi, presidente nazionale dell’Anta.
Inaugurato l’anno giudiziario. Tra i dati della relazione del presidente Frasca: il raddoppio degli omicidi
E’ raddoppiato nel 2017 il numero di omicidi nel distretto della Corte d’appello di Palermo. Sono cento quelli commessi rispetto ai 44 dell’anno precedente, mentre quelli tentati, sempre in aumento, subiscono un incremento più moderato (+30%). Il dato emerge dalla relazione del presidente della Corte d’appello di Palermo, Matteo Frasca, che verrà presentata durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario domani. “L’incremento – ha sostenuto Frasca – si fa ancora più rilevante se si concentra l’attenzione sul femminicidio: 11 i casi di omicidio consumato (3 nel 2016) e 19 i casi di omicidio tentato (7 nel 2016) nel distretto”.
Sono raddoppiate anche le denunce per omicidi colposi per violazione delle norme antinfortunistiche (+112%), mentre risultano diminuite quelle riguardanti gli omicidi colposi per violazione delle norme sulla circolazione stradale (-19%) e quelli di lesioni colpose (-16%).
Sulla mafia Frasca scrive: “Quale necessaria conseguenza logica dell’elevata resilienza sin qui manifestata dall’associazione Cosa nostra, si può affermare che sarebbero sufficienti un paio di anni di ‘minore attenzione’ nei confronti del fenomeno da parte dello Stato per consentire all’associazione medesima di ripristinare l’inaudita forza criminale manifestata sino agli anni 90, con la consapevolezza che, sebbene non siano mancati e non manchino, nell’ambito del sodalizio, atteggiamenti di fastidio o, addirittura, di rifiuto nei confronti di una politica di aggressione esplicita agli organi dello Stato, non sarebbe, in tal caso, possibile escludere una nuova stagione di inaudita violenza”. Frasca ricorda il pericolo rappresentato dal ritorno in libertà di “diverse figure storiche o, in ogni caso, di sicuro prestigio criminale nell’ambito associativo”, fenomeno che riguarda diversi “mandamenti” di Palermo e la scelta di diversi clan di “accordarsi” tra loro per la gestione di singoli problemi: come quelli relativi ai traffici di droga.
Moscatt (Pd) escluso dalle candidature si sfoga su Facebook: “È andata così, sono sereno, guardo al futuro con fiducia”
“Sono rimasto anch’io travolto dallo tsunami siciliano, e per dignità e rispetto dei territori ho rifiutato qualsiasi altro posto in Sicilia, anche se considerato potenzialmente in bilico”. Affida alla sua pagina Facebook lo sfogo per l’esclusione dalle candidature Tonino Moscatt, agrigentino, deputato uscente del Partito Democratico. “È andata cosi – ragiona Moscatt – e affronto con serenità e senza rimpianti questo giro di boa, con la consapevolezza di aver messo, in questi anni tutta la mia passione e tutte le mie energie. È stato un onore ed un privilegio per me poter servire il Paese. Sento di aver avuto una causa giusta ed una ragione di lotta e di impegno”. Moscatt poi aggiunge: “È solo la fine di un lungo inizio delle tappe della mia vita. Adesso guardo al futuro con fiducia, perché rimango fottutamente convinto che questo appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni, ed io non smetterò mai di sognare ed esserci”.
Inaugurazione anno giudiziario, Scarpinato: “Costituzione ancora sotto attacco”
“Il tentativo di modificare i contenuti della Costituzione, respinto in sede referendaria, viene continuato con leggi come quella sulla precarizzazione del lavoro. Una lavoro talmente sottopagato da assicurare solo una sopravvivenza ai limiti della povertà”. Lo ha detto il procuratore generale di Palermo, Roberto Scarpinato, nel suo intervento all’inaugurazione dell’anno giudiziario che è stato lungamente applaudito dai partecipanti e dal pubblico. “Una decostituzionalizzazione strisciante – ha proseguito – che passa da politiche economiche che hanno determinato un’ascesa vertiginosa delle diseguaglianze sociali. Ogni giorno viene tradito il solenne impegno preso con il principio sancito dal’articolo 3 della Costituzione, secondo il quale compito della Repubblica è rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana”. “Le sfide che ci attendono – ha concluso- vanno quindi ben al di là dall’assicurare la produttività della giustizia, ma è il senso stesso del nostro essere comunità che dobbiamo migliorare”.
Lotta alla mafia. A Santa Margherita di Belice l’Albero della Legalità che non fu possibile piantare a Lucca Sicula
È avvenuta ieri a Santa Margherita di Belice la piantumazione dell’albero della Legalità che la Pro Loco di Lucca Sicula avrebbe voluto collocare lo scorso 17 dicembre, in occasione dei venticinque anni dall’omicidio di Giuseppe Borsellino, l’imprenditore lucchese ucciso mentre
cercava di scoprire la verità su un altro assassinio, quello del figlio Paolo, avvenuto qualche tempo prima. Entrambi, poi, sarebbero stati riconosciuti “vittime di mafia”. Una vicenda da cui era scaturita una accesa contrapposizione tra gli organizzatori e l’amministrazione comunale. Il sindaco di Lucca Sicula Giuseppe Puccio, infatti, non accolse la richiesta di piantare l’albero, eccependo la necessità di rispettare specifici tempi burocratici. I ragazzi della Pro Loco, allora, tra i quali c’è anche il giovane artista Salvatore Giarratano, colui che ha realizzato il busto di Pio La Torre inaugurato lo scorso anno all’Università di Palermo, hanno deciso di chiedere di potere realizzare il loro gesto simbolico contro la mafia e in memoria di Giuseppe e Paolo Borsellino a Santa Margherita.
Il sindaco Franco Valenti ha accolto la loro richiesta. Santa Margherita di Belice è il paese dove da anni risiede Antonella Borsellino, figlia di Giuseppe e sorella di Paolo, tra le animatrici più ferventi dell’associazione “Libera” di don Luigi Ciotti. Alla manifestazione di ieri c’era anche Ignazio Cutrò, responsabile dell’associazione dei “Testimoni di giustizia”. Domani il vertice Comitato Sanità-deputati regionali. Qualcuno avrebbe voluto che ci fosse anche Venuti. Ecco perché sarebbe stato un errore
C’è attesa per l’atteso confronto di domani pomeriggio, al Circolo di Cultura, tra i componenti del Comitato Civico per la Sanità e i tre parlamentari regionali di riferimento del territorio eletti lo scorso 5 novembre. Una riunione nel corso della quale gli animatori del Comitato (non ci sarà ancora Ignazio Cucchiara, reduce da un periodo drammatico della sua vita privata) chiederanno ai rappresentanti dell’Ars Michele Catanzaro, Matteo Mangiacavallo e Margherita La Rocca Ruvolo (quest’ultima presidente della Commissione Sanità) di impegnarsi nei confronti del territorio affinché non solo gli ospedali di Sciacca e Ribera, ma anche i servizi territoriali siano più funzionali rispetto alle esigenze del territorio. Si sperava che con il via libera alla rete ospedaliera (e al riconoscimento del Giovanni Paolo II e del Fratelli Parlapiano di “Spoke”) le cose potessero migliorare, a partire dallo sblocco delle assunzioni attraverso la stabilizzazione dei tanti lavoratori precari. E invece le cose non sono andate affatto così. Anzi, il nuovo Governo Musumeci ha intenzione di rielaborare la rete ospedaliera. Tutti temi centrali, come si può immaginare. Qualcuno avrebbe voluto che all’incontro di domani fosse invitato anche il commissario dell’Asp Gervasio Venuti. Ma sarebbe stato come ridurre il ruolo del Comitato ad una sorta di “mediatore” tra le parti, quando invece il sodalizio intende chiedere ai deputati di sostenere, attraverso il ricorso agli strumenti legislativi e di controllo, le rivendicazioni del territorio.
Renzi non mantiene la promessa con Crocetta. L’ex governatore escluso dalle candidature: “Me l’aspettavo, questo il ringraziamento per il mio sacrificio”
“Nessun risentimento, nessuna sorpresa: e’ andata come avevo previsto, non sarà certamente la vicenda delle candidature a farci rinunciare alla politica”. Così l’ex Governatore Rosario Crocetta ha commentato la sua esclusione dalle candidature per le elezioni Politiche. “Saremo presenti in campagna elettorale, con il nostro Megafono, nelle piazze di tutta la Sicilia per denunciare il processo di restaurazione in corso e di vera e propria epurazione di ogni dissenso. Faremo un’operazione verità. Se alle regionali il Pd è riuscito a presentare le liste lo deve al fatto che mi sono ritirato”, ha detto Crocetta all’ANSA. “Il giorno prima della presentazione, mi chiamò Renzi perché Micari (candidato alla presidenza della Regione, ndr) aveva deciso di non candidarsi se non si fossero ritirate le liste del Megafono (poi confluite in quella Arcipelago – Micari Presidente, ndr). Per senso di responsabilità nei confronti del partito mi sono sacrificato: questo è il ringraziamento. Ma me lo aspettavo”.
Pd. È ufficiale: Maria Iacono correrà all’uninominale per il Senato. Alla Camera l’ex deputato regionale Nino Oddo
È ufficiale: Maria Iacono sarà candidata al Senato nel collegio di Agrigento (Sciacca) all’uninominale. Rappresenterà il Partito Democratico. Il tentativo è quello di rientrare al Parlamento, passando dalla Camera a Palazzo Madama. Obiettivo difficile, ma è comunque la partita che l’ex sindaco di Caltabellotta potrà giocarsi, dopo essere finita solo quarta nel proporzionale (sempre Senato), in una lista capeggiata da Davide Faraone. Il candidato alla Camera dei Deputati nell’uninominale (Sciacca-Mazara del Vallo) sarà l’ex deputato regionale Nino Oddo. Nel proporzionale l’ha spuntata Daniela Cardinale, capolista del Pd.
Il saluto della CGIL al nuovo Prefetto: “Provincia difficile”. E nell’elenco delle vertenze aperte Massimo Raso cita anche le Terme di Sciacca
È un vero e proprio rapporto sulla situazione socio economica della provincia di Agrigento quello contenuto nella lettera con la quale il segretario provinciale della Cgil Massimo Raso ha formulato gli auguri di buon lavoro al nuovo Prefetto Dario Caputo, che ieri si è insediato nel Palazzo del Governo, prendendo il posto del destituito Nicola Diomede. “Lei arriva in una provincia difficile”, significa Raso. Aggiungendo che il tasso di occupazione sul territorio è del 39,1%, mentre il tasso di disoccupazione schizza al 24,3%. “Il settore di attività in cui riscontriamo più occupati è il settore dei servizi con poco più di 84 mila posti di lavoro. Negli anni della crisi, da cui non siamo ancora usciti, osservando le variazioni assolute 2008-2016 la provincia agrigentina perde 2.355 unità lavorative nel settore agricolo e una perdita sostanziale nel settore industriale con -7.280 posti, particolarmente “in ginocchio” il settore dell’edilizia che ha visto più che dimezzarsi attività ed occupati. L’unico comparto ad andare in controtendenza è il commercio, alberghi e ristorazione con un aumento di poco oltre 6 mila unità. Come nel resto del Paese – scrive Raso – in tutti questi settori si annidano fenomeni distorsivi che hanno conquistato gli onori della cronaca per fenomeni estorsivi in danni dei lavoratori costretti a firmare buste paga senza avere il corrispettivo. Tra le vertenze elencate da Massimo Raso non manca quella delle Terme di Sciacca, inserita in un listone che comprende anche la gestione dell’acqua, quella dei rifiuti, il caso Italcementi, l’Italkali e il Consorzio Universitario. “Vorremmo – osserva il leader della Cgil – riaprire tavoli di ragionamento e confronto su questioni che sono familiari al Prefetto, in ragione del suo precedente impegno, ovvero la questione dei beni e delle aziende confiscate e sequestrate alla criminalità organizzata, la stragrande maggioranza dei quali non utilizzati”. Riferimento espressamente fatto alla vicenda della Calcestruzzi Belice. Cgil che poi richiama l’attenzione di Caputo sulle questioni che attengono la messa in sicurezza del territorio in una terra che ha conosciuto il terremoto del Belìce, affrontando le emergenze ambientali che da anni il sindacato denuncia: dalle bombe ecologiche alla vicenda dell’amianto. E ancora: i temi dello sviluppo, la necessità di capire dove si inceppano i progetti ed i programmi di spesa, la sicurezza sul lavoro, la lotta alla mafia, l’accoglienza dei migranti, il ruolo della Pubblica amministrazione, il precariato, la sanità. “E’ vero – ammette Massimo Raso – non sono tutti compiti della Prefettura, tuttavia sosteniamo da anni, inascoltati, che la Prefettura, deve ritornare ad essere il luogo di composizione e raccordo dei conflitti che chiamano in causa i diversi livelli di governo; unica autorità e sede che autorevolmente può mettere insieme i Comuni. Non sempre ci siamo riusciti ed appaiono lontanissimi i tempi del Prefetto D’Agostino. Ma abbiamo bisogno di ritornare a respirare quel clima, di una Prefettura che sappia ascoltare il territorio e lo sappia rappresentare agli altri livelli di Governo, che sappia coordinare e controllare l’attività e l’efficienza della macchina amministrativa”. Massimo Raso non tralascia le cose belle e positive, alla luce della presenza di uomini e donne coraggiosi e che fanno il loro dovere: energie positive che vanno sostenute, incoraggiate e difese.
Sale a due il numero di saccensi candidati al Senato: dopo Rino Marinello (M5S) corre all’uninominale anche Franco Zammuto (LeU)
Due saccensi saranno candidati al Senato, in quel gigantesco collegio uninominale da cui scaturirà uno dei parlamentari di Palazzo Madama della Sicilia. Dopo Rino Marinello (MoVimento 5 Stelle), anche il segretario della Camera del Lavoro Franco Zammuto sarà candidato sempre per la camera “alta”, e rappresenterà Liberi e Uguali con Pietro Grasso. Una candidatura che una persona combattiva come Zammuto interpreterà con lo spirito battagliero che gli è congeniale, pur consapevole che l’eventuale elezione è un’impresa piuttosto ardua. Di certo c’è che Zammuto, tuttora portavoce del Comitato Intercomunale per l’Acqua Pubblica, imposterà la sua campagna elettorale sull’acqua pubblica. Il momento storico peraltro lo mette nelle condizioni di poter affermare il valore cocnreto di questa battaglia.



