L’ex segretario regionale del Pd Giuseppe Lupo è stato eletto capogruppo del partito all’Ars. Su 11 parlamentari sono stati sei quelli che hanno votato per lui. “Lavorerò per l’unità del gruppo parlamentare e del Partito Democratico all’Ars”, ha dichiarato Giuseppe Lupo. Secondo cui gli elettori hanno chiesto unità. Hanno preferito non votare, in netta polemica, Antonello Cracolici, Giuseppe Arancio, Giovanni Cafeo, Luisa Lantieri ed Anthony Barbagallo. Cracolici, che parla di “patto fra traditori e traditi”, ha denunciato che a votare per Lupo sarebbero stati i franchi tiratori che qualche giorno fa hanno fatto convergere inopinatamente i loro consensi su Gianfranco Miccichè. Tra chi ha votato per Lupo, dunque, c’è anche il saccense Michele Catanzaro, che aveva comunque smentito di aver votato per Micciché. Getta acqua sul fuoco delle polemiche il leader di Sicilia Democratica Nuccio Cusumano, per il quale “l’elezione di Lupo a presidente del gruppo parlamentare del Pd è una scelta rassicurante e di alto profilo e assicura una guida autorevole ai parlamentari democratici. L’auspicio – osserva l’ex sottosegretario saccense – e’ che si sappia cogliere il valore di una scelta super partes ,al di fuori delle rigide logiche numeriche ,direi quasi “istituzionale, per i ruoli ricoperti nel partito e nelle istituzioni”. A giudizio di Nuccio Cusumano, infine, “l’esperienza e il vissuto di tanti parlamentari democratici induce a sperare in una ricomposizione ragionata senza scadere in un clima da ultimi giorni di Pompei alla vigilia di importanti appuntamenti elettorali e ad inizio di una legislatura regionale che misurerà le capacità, nel ruolo di opposizione, di un autorevolissimo gruppo parlamentare”.
Rendiconto 2015 e Bilancio 2016: la Corte dei conti invoca misure severe al comune di Sciacca
Misure severe in favore del risanamento dei conti del comune di Sciacca. A invocarle, ancora una volta, è stata la Corte dei conti, nella tradizionale udienza di fine anno riservata a tutti i comuni dopo che i magistrati contabili hanno esaminato le relazioni dei rispettivi collegi dei revisori. In merito ai documenti finanziari analizzati, la Corte dei conti ha ribadito la necessità di ridurre i debiti fuori bilancio e recuperare i crediti vantati. A rappresentare l’amministrazione è stato l’assessore Paolo Mandracchia. Il direttore di ragioneria Filippo Carlino ha rassicurato i magistrati contabili, evidenziando che rispetto ai dati che si potevano esaminare la situazione è già migliorata, soprattutto in ordine ai debiti fuori bilancio, e che in ordine al recupero dei crediti è stata attivata una task-force tendente proprio ad effettuare in termini tempestivi gli accertamenti necessari. Sulla base delle notizie fornite alla Corte dei conti, alla prossima udienza annuale la situazione del comune di Sciacca sarà migliore.
Ex assessore regionale condannato per danno erariale: pur di non pagare aveva costituito un fondo in un paradiso fiscale
Danno erariale: l’ex parlamentare regionale Santi Formica, messinese, dovrà restituire alle casse pubbliche 378 mila euro. A deciderlo è stata la Corte dei conti, nell’ambito di un contestato danno erariale causato con i fondi extrabudget assegnati ad alcuni enti di formazione professionale, settore a lui noto per essere stato in passato assessore della Regione. Ma non finisce qui. Si è scoperto, infatti, che l’esponente politico, insieme alla moglie, quattro anni fa aveva costituito un fondo blindato in un paradiso fiscale della Manica, inserendovi terreni, fabbricati, mobili, quadri, elettrodomestici e perfino un’auto di lusso, una Porsche Carrera. Per i magistrati contabili il suo obiettivo era quello di sottrarre il patrimonio dagli obblighi fiscali. Per la Corte dei conti già nel momento in cui il fondo era stato costituito Formica era già stato raggiunto da un invito a dedurre e da un atto di citazione. Avrebbe dunque avuto percezione del rischio imminente di dover restituire un ingente somma all’erario.
Catania. Frode fiscale, sequestrati beni di istituto di vigilanza
Militari della guardia di finanza di Catania, in esecuzione di un provvedimento del Gip di Caltagirone, hanno sequestrato per frode fiscale beni mobili e immobili nella disponibilità dei soci (fino al 13 luglio 2016) dell’istituto di vigilanza ‘La Sicurezza Srl’. Ai due indagati, Giuseppe Sberna, 56 anni, e Angela Serafina Paterniti, di 52, sono contestati l’omesso versamento di ritenute certificate e di Iva, tra imposte e sanzioni, di oltre 2,8 milioni di euro. Secondo l’accusa dopo una notifica di accertamenti fiscali da parte dell’Agenzia delle Entrate avrebbero trasferito a terzi quote sociali e l’immobile sede dell’attività. Sigilli sono stati posti all’unità immobiliare sede dell’istituto di vigilanza a Raddusa e costituita da 27 vani catastali, le somme giacenti in 19 conti correnti intestati o riconducibili agli indagati, 2 depositi bancari e dossier azionari accesi presso diversi Istituti di credito.
Botti illegali: maxisequestro a Licata
1140 confezioni di prodotti pirotecnici, 62 batterie di supporti per il lancio dei fuochi, inneschi di vario genere e pericolosissime bombe carta sono stati ritrovati dai Carabinieri all’interno di due edifici situati a Licata. In tutto oltre tre quintali di giochi pirotecnici proibiti. E’ stato necessario l’intervento degli artificieri antisabotaggio, unità speciale dei Carabinieri, per mettere in sicurezza l’esplosivo. Un uomo di 33 anni è stato arrestato per detenzione illegale di esplosivi.
Catania. Ventunenne ucciso nella notte. Fatale un colpo di pistola che lo ha colpito all’addome
Aveva solo 21 anni Enzo Valenti, un incensurato di Catania, ucciso la notte scorsa per la ferita riportata da un colpo di pistola. Il giovane è morto poco dopo essere arrivato nell’area di emergenza dell’ospedale Vittorio Emanuele. Il proiettile lo ha colpito all’addome. A soccorrerlo alcuni passanti. Il padre di Valenti in passato era stato coinvolto nell’ambito dell’operazione antidroga “Atlantide”. Ed è quello uno degli ambienti che la squadra mobile di Catania, che indaga, sta scandagliando nelle sue indagini. La dinamica, un solo colpo esploso lateralmente, porterebbe a escludere il coinvolgimento della criminalità organizzata, e a fare credere maggiormente all’ipotesi di una lite o di una ‘lezione’ da dare a qualcuno.
Anche Striscia La Notizia sulla vicenda inquinamento da molitura dei fiumi agrigentini, l’impegno del sindaco Pace
Il servizio di Striscia La Notizia si è concluso con l’impegno solenne sancito davanti alle telecamere del notiziario satirico del sindaco di Ribera, Carmelo Pace di convocare i titolari degli olefici del territorio e di invitarli ad un corretto smaltimento delle acque e di disporre la chiusura di tutte le attività ogni volta che l’acqua diventa nera per incombente rischio della salute pubblica.
L’invita di Striscia, Stefania Petyx, ha mostrato l’inquinamento che riguarda i fiumi Naro, Verdura e Magazzolo, interessati dalle acque nere che vengono smaltite dagli oleifici accompagnata dalla spiegazione dell’ambientalista Claudio Lombardo di Mareamico che da anni denuncia quanto avviene ad ogni stagione olearia in provincia.
La Petyx, inoltre ha fatto un giro dei diversi oleifici per chiedere spiegazioni circa la pratica illegale e incivile di eliminare gli scarti delle acque di lavorazione.
Al termine del servio, l’impegno di Pace di passare alle maniere forti con l’ordinanza di chiusura per salvaguardare la fauna e alla flora dei fiumi e del mare ed evitare l’ingente danno ambientale prodotto dalla pratica scorretta degli operatori del settore.
(Per chi se lo fosse perso, riproponiamo in integrale il video del servizio andato in onda ieri sera)
Netta ripresa per il Burgio Sport, ci si attende un 2018 positivo
Il Burgio Sport, dopo l’ultima sconfitta a Fontanelle contro il Brother Casa Amica, recupera con un netto 2 a 0 giocato con la difficile Quisquinese Santa Rosalia allo stadio comunale ‘Barone Musso’ di Villafranca Sicula.
Si tratterebbe della quarta vittoria su sei delle partite disputate, tre delle quali giocate dentro le mura amiche, posizionandosi al quarto posto in classifica.
Un ottimo 2017, dunque, per Mister Miceli e la sua squadra che per il 2018 ambiscono ad un proseguimento di campionato ancor più positivo candidandosi ad un ruolo da protagonista in questa stagione.
Due egiziani fuggiti dall’hotspot di Trapani bloccati dalla polizia al porto di Sciacca
Due egiziani fuggiti dall’hotspot di Trapani sono stati bloccati dalla polizia al porto di Sciacca. Li hanno individuati gli agenti del locale commissariato. Erano senza documenti e per identificarli c’è voluto un gran lavoro degli agenti. Uno dei due, minorenne, addirittura, aveva pure riferito ai poliziotti di essere maggiorenne. La polizia ha ricostruito il loro percorso nell’arco di alcune ore. Poi il maggiorenne, di 25 anni, è stato riportato presso il centro di Trapani. Il minore, invece, affidato a una struttura di Sciacca. Gli hotspot sono centri di prima accoglienza per i migranti giunti in Europa via terra o via mare senza regolare permesso.
La parabola di Roberto Di Mauro come quella dei casinò di Las Vegas, dove il banco vince sempre
L’ultima medaglia da lui conquistata è stata la prestigiosa elezione a vicepresidente di Sala d’Ercole. Certo, non ha fatto il rumore di quella a presidente di Gianfranco Miccichè, ma a lui sta bene così. Non è che ami molto i riflettori, giusto il minimo indispensabile, ma se potesse preferirebbe rimanere nell’ombra. Eppure, Giovanni Di Mauro (detto Roberto) continua ad essere un protagonista assoluto delle stanze dei bottoni. Magari non un protagonista di primissimo piano, ma sicuramente colui del quale le star hanno bisogno. Perché conosce equilibri e strategie, e perché ha dimostrato di riuscire ad attraversare i temporali rimanendo regolarmente asciutto.
Politico navigato, con un grosso fiuto per il potere, Roberto Di Mauro ha sette vite come i gatti. Lo dimostra lo stesso risultato delle ultime regionali. Il suo competitor nella lista Idea Sicilia Popolari e Autonomisti Carmelo Pullara ha preso quasi duemila voti più di lui, soffiandogli così lo scranno dell’Ars, a lui che era parlamentare uscente. Ma Di Mauro il pericolo l’aveva fiutato. Eccome se l’aveva fiutato. E così, non potendo varcare la porta, aveva già preparato il ritorno in aula entrando dalla finestra. Ha lavorato per mesi, forse per anni, pur di riuscire a farsi mettere nel listino del candidato presidente del centrodestra Nello Musumeci. Confermando che a lui le porte del potere si aprono sempre. Risultato: ha vinto ancora una volta. Come quando al casinò, il giocatore che si illude di aver battuto il banco scopre improvvisamente che il banco ha un punto in più di lui. Perché, si sa, il banco vince sempre.
D’altronde Roberto Di Mauro è uno dei pochi politici in Italia ad essere riuscito ad attraversare, con aplomb apparentemente britannico, il fiume che separava la prima dalla seconda repubblica. Ma negli anni ha perso un ber po’ di luogotenenti sul territorio. Nel 2009 esercitò un ruolo importante nella vittoria elettorale di Vito Bono. Tutti sanno come Sciacca gli fornisse regolarmente un bel pacchetto di voti. Le stesse Terme, non è un mistero, sono state un bacino elettorale per lui tutt’altro che trascurabile. Ma nel frattempo da Di Mauro si sono via via avvicinate e allontanate diverse personalità politiche: da Carmelo Brunetto a Michele Ferrara. A fargli campagna elettorale per le ultime regionali è stato solo Lorenzo Maglienti. E forse Sciacca non ha risposto per come sperava. Facendolo arrivare secondo.
Eppure Roberto Di Mauro è ancora centrale nella politica agrigentina e in quella regionale. Un riposizionamento invidiabile, giunto perfino dopo la tempesta della condanna (in primo grado) del suo leader Raffaele Lombardo per concorso esterno in associazione mafiosa (l’ex governatore sarà poi assolto in appello da quell’accusa e condannato a 2 anni per voto di scambio).E ora che ha confermato di essere lui il vero politico potente della politica agrigentina, Roberto Di Mauro è pronto a far pentire chi, per un motivo o per un altro, non ha più voluto credere in lui. Hanno sbagliato a dimenticare la regola d’oro: il banco vince sempre.



