Falso e truffa: a giudizio l’ex direttore dell’ufficio postale di San Michele

Si avvia alle battute finali il processo nei confronti dell’ex direttore dell’ufficio postale di San Michele di Sciacca Michele Bobbio, imputato di falso in scritture private e truffa in danno di due anziani clienti. I suoi due coimputati nel procedimento, Maurizio Antonio Soldano e Lacramioara Olarasu erano già stati giudicati: il primo ha patteggiato 2 anni e 8 mesi di reclusione (oltre al risarcimento dei danni ed alle spese legali delle parti civili costituite e rappresentate dall’avvocato Serafino Mazzotta), mentre la  Olarasu è stata condannata, con il rito abbreviato, a 2 di reclusione ed al risarcimento ed alle spese in favore delle parti civili. Questi ultimi due soggetti sono stati condannati anche per il reato di circonvenzione di incapace. Secondo l’accusa, “i tre imputati, in concorso tra loro, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, con artifizi e raggiri consistiti nel falsificare o far falsificare numerose firme di due anziani fratelli, apposte su moduli di prelevamento da conto corrente postale, su deleghe alla riscossione di pensione, su atti di gestione del patrimonio dei due anziani detenuto presso l’ufficio postale”. Per l’accusa l’allora direttore dell’ufficio postale Bobbio avrebbe abusato della sua funzione permettendo prelievi e incassi del tutto irregolari sulla base di moduli firmati in bianco, di scritture false senza identificare chi materialmente effettuava l’operazione e senza far apporre le firme necessarie in sue presenza e senza seguire le normali procedure. Alla prossima udienza, fissata per il 6 marzo, si esaurirà la fase dell’istruzione dibattimentale con l’esame degli ultimi due testi della difesa e successivamente il giudice monocratico, il dottor Cucinella emetterà la sentenza.

Retinopatia diabetica, l’importanza di una diagnosi tempestiva

È una grave complicanza del diabete: colpisce la retina e, in età lavorativa, è la prima causa d’ipovisione e di cecità nei Paesi sviluppati. Si calcola che sia stata diagnosticata una retinopatia a circa un terzo dei diabetici. L’Organizzazione Mondiale della Sanita’ stima che i diabetici nel mondo siano 422 milioni. Secondo l’Istat, in Italia la prevalenza del diabete è stimata intorno al 5,5% della popolazione (oltre tre milioni di persone); colpisce soprattutto gli anziani e, in particolare, circa 20 persone su cento con più di 75 anni. Per la diagnosi della retinopatia diabetica l’osservazione del fondo oculare (oftalmoscopia diretta e indiretta) è un momento essenziale nella visita della persona con diabete mellito. Altre metodiche che permettono di studiare il microcircolo e scoprire le alterazioni dei vasi retinici sono:la retinografia (utile quando si debbano effettuare confronti nel tempo delle condizioni del fondo oculare) e la fluorangiografia (la digitalizzazione di tale metodica permette di elaborare le immagini in modo da evidenziare con grande nitidezza le più piccole alterazioni della rete capillare e fornisce informazioni utili per un eventuale trattamento laser). Invece, l’Oct è un esame diagnostico retinico non invasivo che consente di valutare l’eventuale presenza di liquido nei tessuti della retina (edema maculare diabetico) e la sua evoluzione nel tempo.

Interrogati stasera in carcere i tre romeni arrestati a Ribera per ricettazione

Il sostituto procuratore Michele Marrone ha chiesto la convalida del fermo e la misura cautelare in carcere per i tre romeni accusati di ricettazione dopo che i carabinieri hanno rinvenuto, a Ribera, refurtiva per circa 50 mila euro. Per il magistrato sussistono le esigenze cautelari: pericolo di fuga, di inquinamento probatorio e di reiterazione del reato.  Costalau Gheorghe di 24 anni, Ciobanu Mihaita Vladt di 22 anni e Costalau Neculaie Alexandru di 23 anni, questa sera sono stati interrogati nel carcere di Sciacca dal giudice Rosario Di Gioia e hanno risposto alle domande, difesi dagli avvocati Giovanni Forte e Luigi Pipitone. Gli inquirenti ritengono che possano esserci altri “magazzini”, a Ribera, all’interno dei quali ci sarebbe refurtiva oltre a quello scoperto in centro. Oltre agli attrezzi da lavoro ed apparecchiature di vario genere tra le quali tre costose selle da cavallo, casse musicali, canne da pesca, apparecchiature elettroniche varie, computers, taniche di olio e di gasolio, un fucile ad aria compressa, svariati trapani ed utensili da lavoro che sono già stati rinvenuti, mancherebbero ettolitri di olio, carburante agricolo e altro ancora, rubato nell’Agrigentino e nel Trapanese. Intanto, il giudice Rosario Di Gioia domani si pronuncerà sulla richiesta di convalida del fermo e di applicazione della misura cautelare in carcere avanzata dalla Procura a carico dei tre romeni.

Blitz dei Ros a Palermo, in manette “uomini d’onore” della famiglia di Santa Maria di Gesu’

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Ventisette gli arresti effettuati agli affiliati della famiglia mafiosa di Santa Maria di Gesu’ a Palermo. Il Blitz antimafia è stato eseguito dai carabinieri del Ros e da quelli del Comando provinciale di Palermo. I provvedimenti scaturiscono da una complessa indagine dei carabinieri del Ros nei confronti dell’organizzazione mafiosa di Santa Maria di Gesù, che ha consentito di accertare il processo di riorganizzazione interna della ‘famiglia’ e la sua “pervasiva capacità di infiltrazione del tessuto economico locale”, ricostruendo l’organigramma degli associati e individuando i capi attuali. I reati ipotizzati sono quelli di associazione mafiosa, estorsione, esercizio abusivo di attività di gioco e scommessa, traffico di stupefacenti, trasferimento fraudolento di valori.  

Chiesti quasi 20 anni di carcere per la strage delle Maccalube, “responsabilità solare” per la morte dei fratellini Mulone

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Per Carlo Cinque, pubblico ministero nel processo per la strage delle Maccalube di Aragona dove trovarono la morte i fratellini Carmelo e Laura Mulone di 9 e 7 anni, la tragedia poteva essere evitata ed è stata il frutto della negligenza umana e la responsabilità dei tre imputati e’ “solare” e per questo ha chiesto la pena a 8 anni di reclusione per il direttore della riserva Domenico Fontana, 5 anni per l’operatore del sito Daniele Gucciardo e 6 anni e 8 mesi per il funzionario della Regione Francesco Gendusa. I tre rispondono per l’accusa di omicidio colposo plurimo. I due fratellini si erano recati alle Maccalube di Aragona il 27 settembre del 2014 accompagnati dal papà quando furono travolti da una colata di fango. Il genitore rimase ferito mentre i due piccoli furono inghiottiti dal fango.

Mizzica sfida l’Amministrazione: “Nessuno resti indietro, le politiche sociali come scelta politica”

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C’erano anche i genitori dei bimbi disabili, stamattina, alla conferenza stampa di Mizzica.  Per ascoltare  quella che il movimento politico ha definito una “sfida propositiva” all’Amministrazione di Sciacca nel campo delle politiche sociali. Da due anni, queste famiglie non percepiscono il rimborso carburante. Somme per permettere il trasporto nei centri di riabilitazione più vicini del territorio, impantanate nel bilancio comunale. “Nessuno pensi che l’assessorato alle politiche sociali – ha detto Giuseppe Catanzaro – sia un assessorato di poco conto giusto per mantenere certi equilibri politici. Ci aspettiamo che quest’amministrazione non solo ascolti la nostra proposta, ma si metta in moto per non lasciare nessuno indietro”. “Il silenzio assordante – ha detto Daniela Campione, l’ex assessore oggi componente del gruppo – di questa amministrazione sulle politiche sociali è imbarazzante. Da genitore e da cittadino non posso tacere di fronte ad uno scollamento tra la politica, la burocrazia dei dirigenti e chi oggi rappresenta le fasce più deboli. Ora disabili, ora poveri”.

Lillo Firetto diffida Sky, il serial “Power” lesivo dell’immagine della Citta’ dei Templi

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Il primo cittadino di Agrigento, Lillo Firetto ha impugnato carta e penna e scritto una diffida ai vertici di Sky Italia a non trasmettere più la serie Tv “Power” perché lesiva dell’immagine della città. “Power”, il serial Tv americano, prodotto e interpretato dal rapper newyorchese Jackson Curtis, in arte “50 cent”, cita il nome della città chiamando nella finzione televisiva,  il locale di proprietà del protagonista, “James St. Patrick”, boss dedito ai traffici di droga, un locale  dove si incontrano i malavitosi per il controllo del traffico della droga. Inoltre, anche il simbolo della città viene ripreso come logo dello stesso locale, ossia tre giganti che sorreggono le torri merlate. La fiction già in programmazione negli Stati Uniti, adesso è stata inserita nella programmazione italiana del canale. “Si tratta di uno svarione incomprensibile –  ha dichiarato il sindaco di Agrigento Firetto – Si utilizza il nome della città ed il logo del nostro Comune facendone un uso deteriore con grave nocumento all’immagine della città”

Stasera consiglio comunale a Ribera e Pace recupera la maggioranza

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“Noi stasera andremo in consiglio, è stata avviata la verifica e saremo al nostro posto”. Lo dice, questa mattina, Davide Caico, uno dei consiglieri comunali di Ribera che ha determinato, con l’assenza in aula alla scorsa seduta, il forte scricchiolio della maggioranza Pace e indotto il sindaco a non escludere anche un azzeramento della giunta. Stasera il consiglio comunale di Ribera sarà chiamato a trattare un solo punto all’ordine del giorno, riguardante le società partecipate, ma Pace tornerà ad avere i numeri in aula, almeno secondo quanto dichiara Caico. Nei giorni scorsi l’opposizione ha pesantemente attaccato il sindaco di Ribera e Nenè Mangiacavallo, che ha perso con Pace nella corsa alla sindacatura, chiesto le dimissioni del capo dell’amministrazione comunale.

“L’ambiente come laboratorio”, presentato il libro di Picone e Galvano

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E’ stato presentato nella sala conferenze del complesso monumentale Sant’Anna, a Sciacca, il libro “L’ambiente come laboratorio”, scritto da Maria Vittoria Picone e Patrizia Galvano, moderatrice dell’incontro è stata la dirigente scolastica Chiara Di Prima. Nel testo, rivolto a docenti della scuola primaria, le autrici propongono percorsi didattici, già sperimentati con alunni e docenti, su una delle aree di indagine più interessante delle scienze: “Leggere l’ambiente”. Il libro, ispirato agli indicatori di innovazione del Piano Insegnare Scienze Sperimentali del ministero dell’Istruzione, si configura come supporto metodologico-operativo nella didattica delle sciente naturali e sperimentali, con la finalità di promuovere la diffusione di un’educazione scientifica consapevole e significativa in piena coerenza con i documenti ministeriali. Il titolo, in particolare, esalta due degli indicatori di innovazione del piano, “contesti di senso” e “didattica laboratoriale”, che chiaramente vengono affrontati in modo integrato. Infatti, i recenti orientamenti pedagogico-didattici indirizzano l’azione dei docenti non solo sulla scelta di contesti formali, quali l’aula ed i laboratori strutturati, ma anche di contesti di senso informali, come siti naturali dell’ambiente vicino, in quanto motivanti e stimolanti, oltre che altamente formativi sia sul piano scientifico che trasversale. Gli itinerari tematici descritti sia nel testo che nell’allegato cd, prendono l’avvio dall’esplorazione del parco della città o del giardino della scuola, da una passeggiata sulla spiaggia o dall’escursione in un bosco, attraverso il coinvolgimento diretto degli alunni con la realtà empirica, in attività di osservazione e in esperienze laboratoriali già sul campo, prima ancora che in aula. Nel supporto multimediale sono, inseriti materiali di approfondimento tematico, sia di carattere progettuale che operativo. Il libro, edito da Aulino editore, è disponibile in libreria e on-line. L’evento è stato realizzato con il patrocinio gratuito del Comune, alla presenza dell’assessore alla Pubblica Istruzione, Annalisa Alongi.

Giulia e Domenico, i genitori del bimbo affetto da una rara malformazione, ringraziano i medici: “Sono stati la nostra forza”

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L’ultima operazione alla quale è stato sottoposto il piccolo, un intervento chirurgico molto complesso, è riuscito brillantemente. Ora Domenico e Giulia Venezia, i genitori del bambino, affetto da una grave e rara malformazione congenita, la schisi laringo tracheo esofagea, contano i giorni delle ultime settimane di degenza all’ospedale pediatrico “Di Cristina” di Palermo per fare ritorno nella loro casa di Sciacca dove porteranno anche il loro piccolino di cinque mesi che dal momento della nascita non è mai uscito dall’ospedale a causa della patologia di cui era affetto. Ora il piccolo sta bene, respira e si nutre autonomamente grazie all’intervento effettuato dall’equipe del reparto di chirurgia pediatrica della dottoressa Gloria Pelizzo. Il bimbo, in queste settimane che lo separano dal suo ritorno a casa, è sottoposto a fisioterapia e ad una serie di approcci riabilitativi. Mamma Giulia e papà Domenico, che hanno già una bimba di otto anni, entrambi saccensi, hanno saputo del problema del loro bimbo in gravidanza, ma con forza e tenacia hanno scelto di portare avanti la vita preparandosi al parto che è avvenuto in un altro ospedale palermitano, al “Buccheri La Ferla”, a giugno scorso, poi il trasferimento del piccolo nella struttura siciliana ad alta specializzazione dove in tutti questi mesi è stato ricoverato. «Il nostro piccolino  – ci riferisce dalle stanze del “Di Cristina” Giulia Lombardo dove si trova ancora insieme al figlio  – reagisce molto bene, fin da subito ha mostrato attaccamento alla vita e una grande forza. La nostra gioia è grande ed immensa e vogliamo ringraziare quanti, dagli infermieri al personale sanitario ai medici di questo ospedale efficiente, che sono diventati come una famiglia e che ci hanno supportato in questo percorso che non è stato sempre facile”. Il sito online “Il Sicilia.it”, nel video che vi proponiamo, ha raccontato l’intervento chirurgico effettuato all’ospedale pediatrico e intervistato i genitori. (Nella foto, i genitori del bambino operato Domenico Venezia e Giulia Lombardo)