Giura l’assessore Neri e Bellanca è il vice sindaco, completata la giunta Valenti

Nel pomeriggio di oggi, l’architetto Giuseppe Neri ha prestato giuramento e la sindaca ha affidato a lui le deleghe che erano state pensate per l’ingegnere Michele Buscarnera, prematuramente scomparso qualche settimana fa. Al dirigente del comune di Montevago sono state affidate: infrastrutture e parcheggi, protezione civile, trasporti, lavori pubblici e sistemi informativi e innovazione. Il giuramento ormai del neo assessore si aspettava a giorni. La sua nomina era avvenuta lo scorso venerdì a seguito dell’indicazione fatta dal gruppo di Sicilia Futura e come la sindaca aveva annunciato, con celerità si è proceduto. L’architetto Neri ora si appresta da domani ad iniziare l’attività da amministratore. A sorpresa, con la delibera di giunta che ha nominato l’architetto, la sindaca Francesca Valenti ha anche assegnato la carica di vicesindaco che è andata a Filippo Bellanca, già assessore al turismo e allo spettacolo e che adesso, diventa il numero due della giunta Valenti. La nomina di Filippo Bellanca pare così assestare con un ulteriore riconoscimento, l’area cusumaniana nell’ambito della coalizione del centro sinistra che ha portato alla vittoria la sindaca Francesca Valenti.

Spento l’incendio tra Cutrone e San Calogero, pomeriggio di intenso lavoro per i vigili

Sono state spente le fiamme completamente in contrada Cutrone soltanto nel tardo pomeriggio, dopo le 15,30 era scattato il primo allarme nella zona, in una prima fase sembrava tutto gestibile ma poi il vento caldo ha allargato la zona interessata dalle fiamme. Alcune abitazioni sono state lambite ed è stato necessario fare allontanare alcuni residenti nelle villette immerse nel verde. Sul posto, fin dai primi minuti, i vigili del fuoco che per tutto il pomeriggio hanno cercato di contenere l’incendio, ma è stato particolarmente difficile intervenire per l’impervietà della zona. La squadra dei vigili del fuoco, in una seconda fase è stata supportata da una squadra proveniente da Agrigento.

E ora il centrodestra teme che la Valenti si “impossessi” di importanti successi politici

È difficile da spiegare all’uomo della strada il timore, tutto politico, che Francesca Valenti raggiunga in quattro e quattr’otto gli obiettivi pronunciati in campagna elettorale: dalla possibile risoluzione del contratto con Girgenti Acque alla gestione del patrimonio delle Terme. Il centrodestra probabilmente si sta rendendo conto che questi risultati, aldilà degli scenari successivi, possano rafforzare l’immagine pubblica del sindaco, premiando la coalizione di centrosinistra che l’ha sostenuta alle recenti elezioni. E così ha chiesto (ottenendola) una conferenza dei capigruppo alla presenza della Valenti, in programma domani mattina. Perché su questi argomenti si pretendono risposte ufficiali, oltre le indiscrezioni stampa e le interviste. Perché si teme che la percezione dell’opinione pubblica sia che ci voleva il nuovo sindaco per raggiungere quei risultati che sono il frutto di un lungo lavoro preparatorio, su cui la precedente amministrazione si è indubitabilmente spesa. Come, per esempio, sulle stesse Terme. Il timore è che la nuova amministrazione concluda, solo con una firma, tutto quello che è stato fatto prima. Si ha la sensazione che non si vogliano scongiurare i successi per la città. Si ha paura, però, che ad intestarseli sia solo il nuovo sindaco. Alla quale, stando a quanto apprendiamo, verrà rimproverato l’avere già declinato l’invito a presiedere la SRR, carica che dunque andrà ad un altro sindaco.

Scattata l’exit strategy da Girgenti Acque. Ma non c’è alcun “piano B”. Non sarebbe il caso di elaborarlo?

Ventiquattro ore fa, dunque, l’ATI ha tracciato il solco per addivenire alla famigerata risoluzione del contratto con Girgenti Acque. Ma, come se dieci anni di dibattito non fossero bastati, occorre produrre tutto il carteggio riguardante le presunte inadempienze. Insomma: ci vogliono le prove. Com’è giusto che sia, ci mancherebbe altro. Prossimo step: a settembre. Ma la questione intanto rileva sotto profili diversi. Non solo perché l’Italia è il Paese dove non è bastato un referendum con una valanga di no alla gestione privatistica dell’acqua (che, almeno formalmente, è sempre “pubblica”), ma perché, di fatto, se addio a Girgenti Acque sarà, gli scenari successivi saranno piuttosto complicati. Sciacca, per fare un esempio, deve valutare per tempo l’ipotesi di un “piano B”. Che, diciamocelo con tutta franchezza, al momento, non esiste. Perché il rischio che si passi dalla padella alla brace è alto. Il Comune non ha un ufficio idrico come, per esempio, Menfi. Perché, a differenza di Menfi, qui le risorse venivano gestite dall’EAS. E allora? Se, putacaso, domani si tornasse in possesso degli impianti, chi aprirebbe il rubinetto? Chi farebbe la manutenzione degli impianti? Chi riparerebbe le perdite idriche? Non è per fare i bastian contrari, ma sarebbe il caso che si cominciasse ad occuparsi anche di questi problemi. Perché altrimenti quella che si “rischia” di vincere, è una battaglia che aprirebbe un fronte problematico. È immaginabile una società mista pubblico-privata? Ma non si era detto che sull’acqua non si doveva lucrare? Il privato che ruolo avrebbe, se non quello di conseguire un guadagno? Tutte risposte che, oltre alla battaglia politica, il sindaco Valenti dovrà cominciare a trovare, pur continuando a combattere la battaglia di civiltà contro ogni sopruso, soprattutto su quelli che si sono verificati sulla gestione delle risorse idriche.

Girgenti Acque replica all’ATI: “Risoluzione contrattuale? Un pretesto dei comuni inadempienti”

“La riunione indetta dall’Ati, con l’obiettivo di avviare la procedura per la risoluzione contrattuale con il Gestore, parrebbe essere un pretesto per i Comuni inadempienti”. È questa la replica di Girgenti Acque Spa affidata ad una nota. “Comuni – scrivono i dirigenti dell’ente gestore – che dovevano trasferire le reti idriche, per come previsto dalla legge e dal recente pronunciamento della Corte Costituzionale, e che invece hanno arbitrariamente deciso di non ottemperare ai dettami normativi danneggiando l’intera collettività, privandola della risorsa idrica che per legge sarebbe dovuta essere distribuita tra tutti i Comuni del territorio. È strano  – per Girgenti Acque – che l’Assemblea sia stata convocata per decidere su una condanna, e soltanto ex post ricercare le prove del reato!”. A giudizio della società di Aragona “tale atteggiamento da parte dell’ATI non tiene, neanche minimamente, conto di tutti gli investimenti effettuati dal Gestore, ma, anzi, tende a paralizzare quegli investimenti pubblici che potrebbero finalmente far partire il rifacimento delle vetuste reti idriche e la realizzazione di nuovi depuratori per un miglioramento globale del servizio idrico integrato nell’intera Provincia di Agrigento”. Un’autodifesa, quella di Girgenti Acque, che evidenzia anche come “la verifica dell’adempimento delle attività di gestione del Servizio Idrico Integrato da parte del Gestore è uno specifico obbligo dell’Autorità d’Ambito (prima Ato oggi Ati), che finora è stato regolarmente svolto, com’è noto, prima dall’ATO composta dai Sindaci, poi da diversi Commissari “tecnici” che si sono succeduti alla guida dell’ATO, e che certamente non sono stati teneri con la Girgenti Acque”. Ancora, Girgenti Acque evidenzia che in temi di controlli ha superato indenne le verifiche straordinarie a cui è stata sottoposta, e che, alla luce dei recenti provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria, ha volontariamente richiesto, e sollecitato, all’ATI una ricognizione generale sugli impianti di depurazione gestiti dalla Società, sugli interventi di manutenzione eseguiti, nonché sul funzionamento del processo di depurazione, al fine verificare l’effettivo operato posto in essere dalla Girgenti Acque nel rispetto della convenzione di affidamento”.

Formazione e donazione, l’associazione Capurro e la Croce Rossa continuano la loro azione per diffondere la cultura della prevenzione

Vi hanno preso parte diversi componenti delle associazioni sportive che operano nelle due strutture sportive che sono state oggetto della prossima donazione dell’associazione “Orazio Capurro Amore per la vita” che dopo aver saputo della chiusura dello stadio comunale di Sciacca e del campo alternativo Giuffrè a causa della mancata dotazione dei dispositivi salvavita ora obbligatori per legge, ha deciso di acquistare i due apparecchi e donarli al Comune di Sciacca in difficoltà nel reperire le risorse necessarie per l’acquisto. Oltre però alla dotazione dei due defibrillatori, l’associazione saccense ha provveduto oggi in collaborazione con la Croce Rossa Italiana, alla formazione e al rilascio della certificazione degli operatori sportivi che ogni giorno utilizzano i due campi. Il corso inoltre, che si è tenuto stamane era aperto a tutti quelli che volessero approcciarsi con le nozioni e le tecniche di primo soccorso che gli istruttori della Croce Rossa hanno dispensato durante l’intera mattinata con la possibilità di simulazioni di casi di emergenza

Mercurio: “Lo Sciacca calcio ha possibilità di ripescaggio in Promozione”

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Lo Sciacca calcio ha perfezionato l’iscrizione nel campionato di Prima Categoria, ma ha buone possibilità di ripescaggio in Promozione. Lo ha detto Enrico Mercurio, presidente della società, questa mattina, a margine di una riunione in Comune con il sindaco Francesca Valenti per discutere della gestione dello stadio Gurrera. Mercurio si è detto soddisfatto delle risposte ricevute dal sindaco e soprattutto dello sblocco della situazione che consentirà alla società di presentare in Lega la documentazione riguardante l’impianto sportivo.

Un consorzio di progettisti e costruttori catanese realizzera’ i nuovi alloggi popolari di via Fani a Ribera

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L’Urega di Agrigento ha effettuato ieri sera l’aggiudicazione provvisoria della gara d’appalto riguardante la demolizione e la ricostruzione dei sessanta alloggi popolari di largo Martiri e via Fani. Le opere saranno realizzate dal consorzio Stabile progettisti e costruttori di Maletto in provincia di Catania, che ha ottenuto un punteggio complessivo di 99,41 ed offerto un ribasso di poco inferiore al 34 per cento sull’importo complessivo dell’appalto di otto milioni e mezzo di euro. I lavori dovranno essere realizzati in due anni. Il sindaco di Ribera, Carmelo Pace che oggi tira un sospiro di sollievo per lo sblocco dell’appalto che consentirà alle famiglie che sono state sgomberate per ordinanza dello stesso sindaco cinque anni fa, a causa della mancanza di agibilità e sicurezza delle strutture, di poter tornare ad avere una casa. Pace, dall’altro lato, analizza i costi del caso a carico del Comune di Ribera. Sedici mila euro al mese per cinque anni, è stato il costo che le casse comunali crispine hanno dovuto sopportare per garantire un’abitazione agli sfollati degli alloggi, dichiarati inagibili. Una vicenda burocratica dall’iter lunghissimo quello che ha riguardato gli alloggi dello Iacp. Ci vorranno altri due anni per la costruzione delle palazzine e adesso, Pace auspica che la ditta che si è aggiudicata i lavori, possa completare  anche prima del periodo  contrattuale.

Crocetta bacchettato dal ministro dell’ambiente Galletti sui rifiuti

Non si esclude il commissariamento, lo ha fatto chiaramente intendere il ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti dopo aver bacchettato il governatore siciliano Rosario Crocetta per la gestione dei rifiuti in Sicilia con una lettera di avviso. “Facendo richiamo alla correttezza e alla trasparenza che hanno connotato il nostro rapporto, – ha scritto il ministro al governatore – mi vedo costretto a rappresentarti che, se a breve la Regione non riuscirà ad intraprendere percorsi concreti e decisivi verso la soluzione delle problematiche esistenti nell’assetto ordinamentale, organizzativo ed impiantistico, ricondurrò l’azione del Ministero all’ordinario esercizio dei poteri di vigilanza e controllo, propri della consueta attività dello Stato” “Come ti è noto – gli scrive – secondo le disposizioni vigenti, ho concesso un’ulteriore intesa ad un’ordinanza regionale, per far fronte alle emergenze nella gestione dei rifiuti in Sicilia, che all’evidenza non lasciano intravedere facili ed immediate risoluzioni, allo scopo indicando, come nelle due precedenti ordinanze, specifiche prescrizioni”. “Come ti è altrettanto noto – prosegue il ministro – l’ordinanza in argomento allo stato è sospesa a seguito del provvedimento emesso dal Tribunale Amministrativo Regionale, a seguito del ricorso presentato da una impresa proprietaria di un impianto di trattamento che si ritiene lesa dall’atto della Regione”. “Comunque, in disparte le sorti giudiziarie dell’ordinanza in discorso, – dice – non posso non rilevare e sottoporre alla tua attenzione quanto continuano ad evidenziare i miei uffici in ordine alla sostanziale inadempienza alla gran parte delle prescrizioni da me indicate e alle quali è subordinata la mia volontà di intesa a provvedimenti che competono alla Regione”.

Largo Martiri di via Fani: dopo due anni l’Urega ha affidato i lavori

“Finalmente si inizia a vedere uno spiraglio di luce nel calvario di 60 famiglie riberesi”. È così che stamattina Carmelo Pace ha commentato la notizia che la Commissione dell’Urega, dopo una serie di rinvii, ha espletato la procdura di gara, affidando alla ditta aggiudicataria l’appalto delle palazzine popolari di Largo Martiri di via Fani. “Siamo stati informati ieri – ha detto Pace – che dopo due anni l’Ufficio Regionale Gare ha affidato l’appalto”. Oltre a ringraziare il Prefetto Diomede, che sin dall’inizio della vicenda ha rappresentato un punto di riferimento per le famiglie interessate, il sindaco di Ribera ha ringraziato anche le famiglie per la pazienza e forza d’animo che hanno dimostrato in questi anni, non perdendo la speranza in una risoluzione certa della problematica.