Movimento 5 Stelle: Di Giovanna annuncia candidatura a “regionarie”

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“Dopo un lungo travaglio interiore ho deciso di presentare la mia candidatura alle Regionarie del M5S” Si apre così, sul suo profilo Facebook, un lungo post dell’ingegnere Mario Di Giovanna, attivista pentastellato, già protagonista di numerose battaglie civili, dall’acqua pubblica alla campagna contro le trivelle nel Canale di Sicilia. “La mia candidatura – scrive Di Giovanna – ha il preciso scopo di creare un dibattito politico costruttivo per fare crescere il M5S nei territori e farlo tornare protagonista nelle battaglie che gli sono proprie ( Ambiente, Acqua, Mobilità sostenibile, sviluppo, connettività), ed in particolare riprendere con slancio la caratteristica del M5S degli albori, la partecipazione dal basso”. Una critica tutt’altro che velata, quella del figlio dell’ex ingegnere capo del Comune Peppino Di Giovanna. “È innegabile – sostiene – che a livello di rapporti col territorio qualcosa nel M5S sia andato storto. Le ultime amministrative – prosegue – ci hanno visto sostanzialmente perdenti e ritengo che la motivazione principale sia che negli ultimi anni abbiamo perso i legami ed i rapporti con la società civile, legami che spesso sono stati ben interpretati da una serie di liste civiche formate da ragazzi entusiasti e ben motivati. Occorre cambiare verso e per farlo serve ammettere gli errori e creare un dibattito serio e costruttivo tra gli iscritti. La mia candidatura ha quindi questo preciso scopo, ho intenzione di fare diventare patrimonio comune del M5S i mie 13 anni di azioni continue a supporto del territorio e far tornare le nostre associazioni nel territorio volano della vita civica delle città”. Di Giovanna corre per una candidatura a Palazzo dei Normanni, che tra gli inquilini eccellenti degli ultimi cinque anni ha avuto anche Matteo Mangiacavallo. A lungo di Di Giovanna si era parlato anche per una possibile candidatura a sindaco di Sciacca.

Chi si salva, chi ritorna e i “trombati”

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L’elezione di Francesca Valenti caratterizzerà anche la nomenclatura del nuovo consiglio comunale che ha determinato l’attribuzione del premio di maggioranza alla coalizione del centrosinistra e dunque, ha permesso “in corner” di accedere in consiglio comunale anche ad ex consiglieri uscenti che senza la vittoria della propria candidata, sarebbero rimasti fuori dall’aula. Si tratta di Cinzia Deliberto, la consigliera uscente, ritorna in aula con l’ulteriore seggio nella lista “Uniti per Sciacca” e ancora Santo Ruffo, anche lui consigliere di opposizione che viene “ripescato” nella lista “Sciacca democratica”. Vincenzo Bonomo,invece è il ripescato nella lista del Pd che ritornerà in consiglio comunale dopo la sua esperienza in opposizione. Ezio Di Prima fa invece il suo esordio in consiglio comunale, anche se in passato si è seduto sugli scranni del consiglio provinciale. Di Prima, cognato della sindaca Valenti, viene eletto con l’attribuzione di un seggio in più proprio alla lista della candidata “Nostra Sciacca”. Farà il suo ingresso, sempre per la stessa lista, anche Alberto Sabella, l’ex assessore della giunta Bono, con la vittoria della Valenti ha ottenuto lo scranno. Non era stato eletto a primo turno, invece Simone Di Paola, l’esponente del Pd che per pochi voti non aveva centrato l’obiettivo subito, ma che ora riconferma il posto in consiglio comunale. Entra in consiglio anche Fabio Leonte, l’ex assessore comunale, ritornerà nuovamente dopo aver fallito nella precedente elezione di Di Paola quando per pochi voti, a sorpresa, rimase escluso.  Ora, per lui si parla anche di un possibile impegno come presidente del consiglio comunale. Ma se da un lato ci sono i ripescati e chi ritorna, dall’altro ci sono volti noti che  speravano nella vittoria di Calogero Bono per essere salvati e tornare in consiglio comunale ed invece, sono rimasti come si dice nel gergo politichese “trombati” come Filippo Falautano, l’ex consigliere della lista “Progetto Sciacca”; Salvatore Alonge, capogruppo durante il mandato Di Paola dell’ex Ncd, ora Alternativa Popolare che resta fuori nonostante il risultato di oltre 400 voti. Altra esclusione vistosa quella di Vittorio Di Natale, il designato assessore al primo turno poi sostituito dalla quota rosa, Angela Casciaro, tra i più votati in Forza Italia, è rimasto fuori dall’assemblea consiliare. Infine, altri tre esclusi eccellenti: sono tutti ex assessori, David Emmi, Maria Antonietta Testoni e Ignazio Bivona, l’ex amministratore che ha ricoperto la carica di assessore per tre volte in tre diversi mandati, assessore per circa 14 anni nell’ultimo ventennio, con la sonora sconfitta di Bono, resterà per la prima volta fuori dal ricoprire incarichi politici.  

Guasto alla condotta, a secco Foggia, Tabasi, Bordea e San Marco

Un nuovo guasto interessa la condotta idrica di Sciacca. Lo comunica oggi Girgenti Acque che  ha riscontrato il malfunzionamento  alla condotta di Contrada San Marco a Sciacca e la Società  ha predisposto la sospensione della fornitura idrica alle utenze delle contrade Foggia, Tabasi, Bordea e San Marco. “La momentanea sospensione – scrive Girgenti Acque – si è resa necessaria per consentire alla squadra operativa di effettuare i dovuti interventi, già in fase esecutiva, avviati già nella stessa giornata di domenica e che saranno conclusi nella prima parte della giornata di oggi”. Il gestore idrico rassicura tutti gli utenti che, una volta concluse le operazioni di ripristino della condotta, la distribuzione idrica tornerà a normalizzarsi, nel rispetto dei necessari tempi tecnici. Girgenti Acque inoltre, ribadisce l’estrema precarietà della rete idrica cittadina e che sta cercando di garantire il servizio e far fronte al maggiore fabbisogno idrico della cittadinanza. “E’ già stato programmato – conclude Girgenti Acque – un intervento di manutenzione straordinaria sull’adduttore principale verso la C.da San Marco e C.da Foggia, la parte di tubatura maggiormente soggetta a rotture, che consentirà  un più regolare e adeguato servizio alle zone interessate.

Forum a Risoluto.it con Francesca Valenti: “Chiamatemi pure sindaca”.

“Chiamatemi pure sindaca”. Così Francesca Valenti stamattina durante il Forum di Risoluto.it, rispondendo alle domande dei componenti della nostra redazione, poche ore dopo la conclusione dello spoglio delle elezioni che l’hanno vista trionfare alla carica più importante del Comune. Il Prefetto di Agrigento Nicola Diomede ha già telefonato alla nuova prima cittadina, complimentandosi con lei. “Non temo affatto l’onere di dover esercitare anche il ruolo di capo politico della coalizione che mi ha sostenuta”, ha aggiunto Francesca Valenti. Che, in ordine ai singoli argomenti, ha detto che gli assessori designati Michele Buscarnera e Gioacchino Settecasi (entrambi ingegneri) sono già al lavoro per verificare la stabilità del viadotto Cansalamone, ai fini di una sua possibile riapertura. “Faremo l’Estate Saccense”, ha poi aggiunto la sindaca, precisando che naturalmente si farà quello che sarà possibile fare, con le poche risorse a disposizione, in un’ottica di massima condivisione con la cittadinanza, quindi non necessariamente con spettacoli a pagamento organizzati col supporto di privati. La prima vera emergenza rimane il bilancio di previsione 2017, che va approvato al più presto. A breve ci sarà una riunione con i componenti della sua maggioranza e con gli assessori designati per la distribuzione delle deleghe. A proposito dell’indicazione del presidente del Consiglio comunale, Francesca Valenti ha detto che questa è una scelta che dovranno fare i consiglieri.   MASSIMO D’ANTONI

E ora a Francesca Valenti il compito di trasformarsi definitivamente in leader politico della coalizione

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Il centrosinistra di Sciacca, dunque, rinasce grazie a Francesca Valenti. C’è sicuramente questo tra i dati politici più significativi venuti fuori dalle urne nel turno di ballottaggio che ieri sera ha consegnato la città al primo sindaco donna della storia. Un elettorato che, ancora una volta, ha confermato di prediligere un sostanziale voto di protesta, punendo la coalizione di governo uscente, orientamento che Fabrizio Di Paola aveva subodorato da tempo. Voto di protesta che, peraltro, già al primo turno aveva premiato con il 40% le candidature di Termine e Mistretta, che però si sono neutralizzate, arginandosi vicendevolmente. Tutto questo fornisce alcune indicazioni significative. I dirigenti dei partiti che hanno sostenuto la Valenti hanno già sperimentato sulla loro pelle cosa significhi misurarsi con la rabbia della gente. D’altronde accadde nel 2012, quando Fabrizio Di Paola passeggiò sulle macerie politiche causate dalle dimissioni forzate di Vito Bono. La stessa cosa è accaduta adesso, a parti invertite. Centrosinistra che adesso, però, dovrà cercare di evitare di commettere gli stessi sbagli del passato, nel tentativo (tra cinque anni) di ripresentarsi al voto con risultati tali da indurre i cittadini a confermare la propria fiducia. Ci riuscirà? È qui che si gioca il valore di Francesca Valenti, che dovrà concretizzarsi nella sua leadership politica. Valenti che, già in campagna elettorale, ha dimostrato di avere un bel caratterino, ben aldilà dell’immagine apparentemente mite che l’ha accompagnata. Le prime prove di consolidamento del potere arriveranno con la scelta del vicesindaco e con la presidenza del Consiglio comunale. Non c’è molto tempo da perdere, perché c’è un bilancio di previsione (quello del 2017) da approvare al più presto. È evidente che, pur avendo inizialmente tentato di rifuggire dalla dimensione squisitamente politica, Francesca Valenti sia stata via via costretta a calarsi anche in quel ruolo, mostrando un interessante approccio. Sembra già aver compreso la necessità di dovere esercitare il ruolo di capo politico della coalizione, anche se privilegerà l’attività amministrativa. Non sarà facile ma, davvero, nessuno nello schieramento può avere interesse a complicarle la vita. L’elettorato ha dato ai partiti tradizionali l’ultima possibilità. Altrimenti la prossima volta la protesta si dirigerà altrove, indifferente a preparazione ed esperienza.

La vittoria di Francesca Valenti commentata in un post di Matteo Renzi

“I risultati delle amministrative 2017 sono a macchia di leopardo”. L’analisi del voto amministrativo è quello dell’ex premiere Matteo Renzi che così commenta in un post la vittoria dei sindaci del Pd, tra le quali è citata anche la vittoria di Francesca Valenti a Sciacca. “Come accade – scrive il segretario del Pd – quasi sempre per le amministrative. Nel numero totale di sindaci vittoriosi siamo avanti noi del PD, ma poteva andare meglio: il risultato complessivo non è granché. Ci fanno male alcune sconfitte, a cominciare da Genova e l’Aquila ma siamo felici delle affermazioni di Sergio a Padova, di Rinaldo a Taranto, di Carlo a Lecce. Ma più in generale da Ermanno a Cernusco sul Naviglio fino a Francesca a Sciacca, da Marco a Mira fino a Tommaso a Molfetta tutta Italia vede risultati belli e sorprendenti di alcuni dei nostri”. La bella vittoria di Francesca Valenti, si arricchisce così della dedica anche dell’ex premier, un’ elezione che Risoluto.it  ha seguito con una diretta live su Facebook che per cinquanta minuti ha raccontato dal comitato di Francesca Valenti e che qui cliccando sul video potete rivedere interamente in integrale. Dall’arrivo dei primi dati elettorali nel comitato della candidata di via Licata, gli iniziali entusiasmi e speranze dei simpatizzanti fino all’arrivo della neo sindaca Francesca Valenti e l’esplosione della festa per il nuovo primo cittadino: la prima intervista e i primi commenti rilasciati dal sindaco Valenti, l’abbraccio e il commento del padre Gaspare e del fratello Franco, collega di Santa Margherita e ancora la discesa in corteo insieme ai suoi sostenitori mano nella mano con il marito Giuseppe Di Prima fino all’improvvisato ringraziamento sul palchetto di piazza Scandaliato.

Calogero Bono: “Mi fa piacere che Francesca Valenti ha voluto usare toni distensivi, sarà anche il mio sindaco”

“Sarà anche il mio sindaco”. Bono ha commentato così la pesante sconfitta. Calogero Bono che entrerà in consiglio comunale grazie alla legge elettorale che assegna al candidato sindaco sconfitto un posto in aula Falcone-Borsellino, a tarda notte ha commentato la vittoria della rivale augurando un momento di pacificazione sociale alla città. “In passato, – ha detto  ci sono state troppe divisioni e steccati, troppe divisioni. Spero che questa città possa conoscere una nuova stagione”. Fabrizio Di Paola, sindaco uscente, che è rimasto accanto a Bono al comitato elettorale dove il clima era ovviamente di grande delusione, ha preferito non commentare la sconfitta, mentre Bono non si è sottratto ai commenti apprendendo con piacere dei toni distensivi usati dalla neo eletta Francesca Valenti con la quale vi era stato qualche screzio durante la campagna elettorale

Valenti sindaco e ora si apre la corsa per la presidenza del consiglio comunale

Francesca Valenti è sindaco di Sciacca con il 54,03 per cento. Calogero Bono si è fermato al 45,97. La Valenti ha ottenuto 9.611, mentre Bono 8.177. I dati di Risoluto.it sono quelli ufficiali. Francesca Valenti, nelle prime dichiarazioni, ha affermato che sarà il sindaco di tutti anche di chi non l’ha votata. Durante i festeggiamenti, in piazza Scandaliato, il fratello, Franco, sindaco di Santa Margherita, ha assicurato nuove sinergie tra i due comuni. Tra i più vicini a Francesca Valenti, anche durante i festeggiamenti, il cognato, Ezio Di Prima, candidato al consiglio comunale con la lista Nostra Sciacca e che arriverà a palazzo di città, come secondo degli eletti, grazie all’attribuzione al centrosinistra del premio di maggioranza. Adesso si aprono i giochi per la presidenza del consiglio comunale. In pole position esponenti del Pd e di Sciacca Democratica. Potrebbero ambire Simone Di Paola o Vincenzo Bonomo per il Pd o Filippo Bellanca per Sicilia Democratica. Quest’ultimo dovrebbe rinunciare al posto in giunta. Nella foto, Francesca Valenti durante i festeggiamenti per la sua elezione a sindaco

Francesca Valenti festeggia in piazza Scandaliato e in tanti del centrodestra restano fuori dal consiglio

Grandi festeggiamenti, questa sera, nel centrosinistra saccense, per la vittoria di Francesca Valenti, la prima donna sindaco di Sciacca. Quando manca soltanto una sezione per il dato ufficiale definitivo la Valenti ha ottenuto 9.611 voti contro gli 8.177 di Calogero Bono. La percentuale del sindaco eletto è 54,04 e quella di Bono 45,97.  Francesca Valenti in questo momento si trova in piazza Angelo Scandaliato assieme ai suoi familiari ed a tanti sostenitori. Da Santa Margherita Belice è arrivato anche il padre, Gasparino, che è stato sindaco del comune belicino. Con la vittoria del centrosinistra tanti consiglieri uscenti restano fuori da Sala Falcone-Borsellino. Non ci saranno gli assessori della giunta Di Paola Ignazio Bivona e Maria Antonietta Testone. Fuori anche Salvo Alonge, Vittorio Di Natale Filippo Falautano. Tra i consiglieri che, invece, entreranno grazie al premio di maggioranza c’è Simone Di Paola, del Pd. Nella foto, Francesca Valenti mentre festeggia con il padre, Gasparino

Francesca Valenti a Risoluto.it: “Sarò il sindaco di tutti”

Francesca Valenti è il nuovo sindaco di Sciacca e sta festeggiando nel suo comitato elettorale di via Giuseppe Licata. Ha vinto con il 53,97 per cento quando mancano un paio di sezioni al completamento dello scrutinio. Ad attenderla, al comitato elettorale, anche il padre, Gasparino Valenti, che è stato sindaco di Santa Margherita Belice, comune ormai da cinque anni guidato da uno dei fratelli di Francesca, Franco. La Valenti ha dedicato la vittoria alla madre “che non c’è più”. Con la coalizione di centrosinistra la Valenti porterà in consiglio Filippo Bellanca, Giuseppe Ambrogio, Valeria Gulotta e Santo Ruffo di Sicilia Democratica; Paolo Mandracchia, Fabio Leonte e Cinzia Deliberto per Uniti per Sciacca; Carmela Santangelo ed Ezio Di Prima per Nostra Sciacca; Pasquale Montalbano, Vincenzo Bonomo e Simone Di Paola per il Pd; Elvira Frigerio e Alberto Sabella per Sicilia Futura. Per il centrodestra, gli eletti sono Lorenzo Maglienti e Silvio Caracappa di Forza Italia; Gaetano Cognata e Giuseppe Milioti per Alternativa Popolare; Salvatore Monte per Sciacca al Centro; Pasquale Bentivegna per Progetto Sciacca. E poi Calogero Bono. Per Mizzica eletto Fabio Termine e con i Cinque Stelle Teresa Bilello ed Alessandro Curreri.