Ribera: “impianti sportivi abbandonati”. Protestano tre Consiglieri comunali di Opposizione
La pulizia e la manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti sportivi di Ribera. È questa la richiesta avanzata all’Amministrazione Pace dai Consiglieri comunali di Opposizione Emanuele Li Voti, Claudia Lupo e Margherita Farruggia. A loro giudizio “è strano e anomalo che a Ribera, un paese con tantissimi sportivi, le frequentatissime strutture sportive comunali siano così trascurate e abbandonate”. L’accusa a Carmelo Pace è di ricordarsi degli impianti sportivi soltanto in occasione di manifestazioni commemorative e di intitolazioni ad illustri atleti e sportivi che non sono più tra noi, che tanto lustro e visibilità hanno dato allo sport riberese. “I nostri impianti sportivi comunali – spiegano Li Voti, Lupo e Farruggia – hanno urgente bisogno di cura, sistemazione e manutenzione per essere decorose, sicure e fruibili da quanti amano e praticano attività sportiva ogni giorno”. I tre consiglieri sottopongono così all’Amministrazione il promemoria con l’elenco di tutti gli impianti che necessitano di un intervento: dal campo di calcio “Nino Novara” alla struttura polivalente “Spataro”; dal rifacimento (o sistemazione decorosa) della recinzione, sistemazione, pulizia e manutenzione dei campetti “Maestro Tonino Corso” di Seccagrande all’assegnazione (o incremento) di personale comunale addetto alla pulizia e alla custodia dei predetti campi sportivi. Chiesta infine la manutenzione ordinaria e straordinaria delle palestre scolastiche. Emanuele Li Voti, Claudia Lupo e Margherita Farruggia auspicano che tutti i lavori e gli interventi necessari vengano effettuati durante le prossime vacanze estive, in modo di non intralciare le normali attività sportive degli alunni durante l’anno scolastico ed il regolare svolgimento dei vari campionati di calcio, basket e pallavolo. “Dobbiamo purtroppo constatare – concludono gli esponenti dell’Opposizione – che in 7 anni di amministrazione Pace le strutture sportive di Ribera sono state dimenticate e abbandonate, e il Sindaco Pace non ha saputo trovare finanziamenti pubblici per la loro ristrutturazione e il loro potenziamento”.
Piantagione di marijuana scoperta a Licata, arrestato bracciante agricolo di 23 anni
I carabinieri di Licata lo hanno scoperto a coltivare una piantagione di marijuana, in particolare 800 piante di “cannabis indica” del peso complessivo di 6 quintali. È così che un bracciante agricolo del luogo di 23 anni è stato arrestato con l’accusa di produzione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Il fondo agricolo coltivato a marijuana si trovava in località Casalicchio. Le piante erano perfettamente fiorite e in ottimo stato di vegetazione, con un’altezza variabile fino a un metro. Lo stupefacente è stato sequestrato in attesa delle successive analisi qualitative e quantitative. L’arrestato, dopo le formalità di rito, veniva tradotto presso la Casa Circondariale di Agrigento, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Amministrative 2017, stasera “Forum live” di Risoluto.it con i candidati a sindaco di Sciacca
Risoluto.it aprirà stasera un ciclo di forum in redazione con i candidati a sindaco di Sciacca. Un’occasione per ascoltare dalla viva voce degli sfidanti i loro programmi e la loro visione della città.
Primo ospite del ciclo “Amministrative 2017” sarà il candidato sindaco del centro destra, Calogero Bono. Per la prima volta, Risoluto.it sarà in diretta streaming sul proprio sito attraverso il proprio canale youtube. Il primo appuntamento live è fissato per stasera alle ore 19.
I candidati che di volta in volta saranno ospiti della redazione, saranno intervistati dai giornalisti Massimo D’Antoni, Giuseppe Pantano e Giovanna Venezia. Per tutti gli utenti e i lettori di Risoluto.it, è possibile già da adesso porre dei quesiti che saranno sottoposti agli ospiti durante gli incontri inviando le domande all’indirizzo email redazione@risoluto.it, mentre chi seguirà i live avrà la possibilità di interagire tramite chat con i cinque protagonisti che si contenderanno la guida di Palazzo di città.
Francesco Montenegro nella terna per la presidenza della CEI, ora deciderà il Papa
C’è anche il nome del Cardinale Francesco Montenegro nella terna dei tre nomi individuati dall’Assemblea generale della Conferenza episcopale italiana che è in corso dallo scorso 22 maggio a Roma.
Oggi ha eletto a maggioranza assoluta, come primo eletto cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia, secondo eletto monsignor Franco Giulio Brambilla, vescovo di Novara e terzo eletto, cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento.
Ora, spetta a Papa Bergoglio scegliere secondo dispone lo statuto della Cei, la scelta sulla nomina della guida della Presidente della Conferenza.
Dedica dei magistrati palermitani al collega Giovanni Falcone nell’anniversario della Strage.
E’ visibile sul sito della Procura della Repubblica di Palermo, un omaggio da parte dei magistrati palermitani al collega ucciso venticinque anni fa dalla mafia. Un video con sottofondo la musica di “Fields of Gold”di Sting.
Così i magistrati della Procura di Palermo hanno voluto omaggiare Giovanni Falcone, a 25 anni dalla strage di Capaci. Il video contiene numerose foto private e di vita lavorativa del magistrato, il racconto di un uomo oltre che di un eroe morto ammazzato.
“Casetta dell’acqua” a Porta Palermo, acqua di qualità e risparmio ecologico
Nuovo servizio a disposizione dei cittadini tra qualche settimana a Sciacca dove una ditta privata sta montando una cosiddetta “casetta dell’acqua”. Sono in corso, in questo momento le operazioni di montaggio del punto che verrà posizionato a Porta Palermo.
Dal punto, ci si potrà rifornire di acqua di qualità, naturale o frizzante, refrigerata o a temperatura ambiente al costo di 5 centesimi al litro…
Sono sempre di più le famiglie italiane che scelgono di rifornirsi presso le Case dell’Acqua per compiere un gesto semplice e in questo modo diventare “Attori Responsabili” rispetto al bene comune che è l’ambiente. Questo gesto semplice, infatti, elimina la produzione e il trasporto su camion di milioni di bottiglie di plastica, riducendo così le immissioni nocive di CO2 in atmosfera, oltre il risparmio economico per le tasche dei cittadini.
Il servizio sarà attivato nella prima decade di giugno.
Condannato dalla Corte dei Conti l’ex maresciallo di Sambuca di Sicilia
Era finito nei guai nel 2013, dopo una denuncia contro di lui presentata da un imprenditore edile. Oggi anche la Corte dei Conti ha condannato Luigi Sapienza, 56 anni, originario di Terrasini, ex comandante della stazione dei Carabinieri di Sambuca di Sicilia, al pagamento di 40 mila euro per aver danneggiato l’immagine dell’Arma. Il Pm aveva chiesto una condanna al pagamento di 73 mila euro. Sapienza era stato arrestato dai suoi stessi colleghi mentre intascava 600 euro in contanti come pagamento di una sanzione amministrativa per presunte irregolarità riscontrate presso un cantiere edile. In realtà, però, non era stato stilato alcun verbale. Per quella vicenda Sapienza patteggiò la pena a 4 anni di reclusione, e l’anno successivo l’amministrazione militare ne decretò la perdita di grado.
Maioliche trafugate da una tomba gentilizia, la Gdf ritrova altri reperti nella casa del professionista saccense già denunciato
Le Fiamme Gialle avevano già sequestrato numerosi e pregevoli reperti archeologici di eta’ bizantina presso il domicilio del professionista saccense in pensione che era stato raggiunto il mese scorso da una denuncia. L’attività investigativa della Guardia di Finanza, guidata dal Capitano Luigi Carluccio, è proseguita e ha portato al ritrovamento di altri beni di interesse storico e artistico rinvenuti nell’abitazione dello stesso soggetto.
Le indagini sono partite da un furto avvenuto alcuni anni addietro nel cimitero monumentale di Burgio e attraverso un minuzioso lavoro di ricostruzione delle possibili destinazioni, i finanzieri sono pervenuti al rinvenimento di ulteriori 122 maioliche decorative della tomba gentilizia “Virgadamo” le quali, unite al materiale già sequestrato tre settimane fa, consentono la ricostruzione dell’intera facciata della sepoltura. I reperti in ceramica settecentesca, fungevano infatti in origine da mosaico ornamentale alla tomba ed erano stati asportati nel corso di un furto avvenuto nei primi anni 2000.
La tomba in questione, quale espressione unica di artigianato locale, era stata tutelata con decreto della sovrintendenza dei beni artistici e culturali di Agrigento poiché ritenuta di interesse storico-artistico ed etnoantropologico.
L’attivita’, coordinata dal procuratore della Repubblica Roberta Buzzolani e dal sostituto procuratore Christian Del Turco, si e’ conclusa così con il sequestro dei reperti in questione e con il deferimento del responsabile per i reati di ricettazione e impossessamento illecito di beni appartenenti allo stato.
Rapina a una farmacia e tentata rapina a una tabaccheria, fissato il processo per due riberesi
Subito il processo, saltando l’udienza preliminare. La richiesta della Procura della Repubblica di Sciacca è stata accolta dal giudice che ha disposto il giudizio immediato per Antonino Cardillo, di 27 anni, e Natale Catalano, di 48, entrambi di Ribera, accusati il primo di tentato omicidio di un tabaccaio e tentata rapina e il secondo di rapina a una farmacia. I due sono stati arrestati a novembre dello scorso anno dai carabinieri della compagnia di Sciacca e della tenenza di Ribera al termine di una brillante indagine coordinata dal capitano Marco Ballan. La rapina è quella a una farmacia di Calamonaci che ha fruttato 500 euro, mentre la tentata rapina e l’accusa di tentato omicidio a carico di uno dei due riguardano fatti avvenuti in una tabaccheria di Ribera. Per quest’ultima vicenda, secondo quanto emerso dalle indagini, Cardillo, pistola in pugno e con il volto travisato da un passamontagna, sarebbe entrato nella tabaccheria, dirigendosi verso la cassa. Il proprietario, approfittando di un momento di distrazione del rapinatore, lo ha colpito con una barra in metallo ed è questo punto che il rapinatore gli avrebbe puntato contro l’arma tentando più volte di sparare. Cardillo è difeso dagli avvocati Giovanni Forte e Maurizio Gaudio. Catalano è assistito dall’avvocato Francesco Di Giovanna. Prima udienza del processo il 19 luglio.
25 anni senza Giovanni Falcone: siciliano giusto nel drammatico spartiacque della storia d’Italia
La storia è fatta di spartiacque, quelli che separano il “prima” e il “dopo”. La data del 23 maggio di venticinque anni fa coincide con uno di questi momenti. Pur di uccidere Giovanni Falcone Cosa nostra non esita a far saltare in aria un tratto dell’autostrada Mazara del Vallo-Palermo, all’altezza dello svincolo di Capaci. Insieme al magistrato simbolo della lotta alla mafia, muoiono la moglie Francesca Morvillo e gli agenti di scorta Rocco Di Cillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani. È l’acme della nuova strategia della tensione che la criminalità organizzata ha adottato, attraverso attentati più che dimostrativi, nell’ambito di una lotta serrata contro quei servitori dello Stato che più di altri avevano capito finalmente quali fossero le porte giuste da abbattere alla ricerca dei mafiosi. Servitori dello Stato che hanno nomi eccellenti: quelli di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. I quali hanno un’intuizione straordinaria: istruire il maxiprocesso alla mafia, grazie alle rivelazioni del primo vero pentito, Tommaso Buscetta. Dal punto di vista giuridico anche il maxiprocesso è uno spartiacque della storia italiana. Lo dimostra anche il fatto che gli omicidi eccellenti e le autobombe cominciano a susseguirsi pochi mesi prima di Capaci, dopo che il pronunciamento delle sentenze. E, d’altronde, la revisione di quelle sentenze è, non a caso, il primo punto di quel celebre papello di Vito Ciancimino, quel documento contenente la piattaforma delle richieste della mafia allo Stato nell’ambito della presunta trattativa, tuttora oggetto di procedimenti giudiziari. Falcone non ebbe solo i mafiosi come nemici. No, ne ebbe anche tra i politici, ovviamente. Ma la cosa tragica è che di nemici Falcone ne ebbe anche tra i suoi stessi colleghi. Alcuni dei quali, nella migliore delle rappresentazioni possibili della miseria umana, furono accecati dalla gelosia per i successi investigativi conseguiti da Falcone, nella peggiore delle ipotesi dovevano impedirgli di andare avanti, nel quadro del retaggio di rapporti inconfessabili e l’azione di poteri forti contro quegli stessi successi investigativi. Giovanni Falcone non c’è più da 25 anni. Il suo cuore si fermò poco dopo l’esplosione su quel tratto dell’A29. Da 25 anni la Sicilia e il Paese interno devono fare a meno di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino. I loro insegnamenti, però, sono ancora vivi. A condizione però che la memoria trovi sempre le ragioni per rinnovarsi.



