Furti in due librerie mentre era ai domiciliari, 27enne arrestato nel Ragusano

Un giovane di 27 anni è stato arrestato dai Carabinieri di Modica in esecuzione di un provvedimento che dispone la detenzione in carcere, dopo essere stato ritenuto responsabile di due episodi di furto commessi all’interno di altrettante librerie della città.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il giovane avrebbe dapprima visitato gli esercizi commerciali per osservare l’ambiente e studiare le abitudini del personale.

Successivamente sarebbe tornato nei negozi mettendo in atto una strategia finalizzata a distogliere l’attenzione delle commesse dalla postazione di cassa.

Approfittando di quei momenti, l’uomo si sarebbe impossessato dei portafogli custoditi all’interno dei locali.

Nel primo episodio il denaro sottratto ammonterebbe a circa 100 euro, mentre nel secondo caso il valore complessivo del bottino sarebbe stato vicino ai 1.000 euro.

L’indagato, che al momento dei fatti si trovava agli arresti domiciliari, era già stato condannato per reati analoghi a una pena di due anni e otto mesi di reclusione, oltre al pagamento di una sanzione pecuniaria. Con il nuovo provvedimento dovrà ora scontare in carcere il periodo residuo della condanna.

Mafia, verso la sentenza il processo d’appello a Derelitto e Provenzano di Burgio

Si avvia alla sentenza d’appello il processo per mafia a carico di Giovanni Derelitto, di 74 anni, e Alberto Provenzano, di 59, entrambi di Burgio. La sentenza è prevista nella prossima udienza da parte dei giudici della Corte di Appello di Palermo.

Hanno completato la discussione le difese dei due imputati con l’avvocato Vincenzo Castellano (nella foto) secondo il quale le condotte contestate a Derelitto sono insufficienti per estrapolare una responsabilità dello stesso solo perché era stato condannato per mafia in sentenze precedenti. Così per la difesa di Derelitto, per il quale aveva già discusso l’avvocato Teo Caldarone, l’imputato va assolto.

Anche la difesa di Alberto Provenzano, con gli avvocati Vincenzo Giambruno ed Alessandro Martorana,, ha chiesto l’assoluzione.

Si tornerà in aula solo per eventuali repliche e sentenza.

La Procura generale di Palermo in una precedente udienza aveva chiesto la conferma della condanna inflitta in primo grado a Derelitto e Provenzano. Per il primo 14 anni di reclusione e per il secondo 10 anni e 8 mesi in continuazione con altre sentenze.

Il processo è quello scaturito dall’operazione antimafia condotta dai carabinieri a Burgio, Lucca e Villafranca Sicula e i due imputati sono stati giudicati in primo grado dal gup del Tribunale di Palermo, Ivana Vassallo.

Per altri imputati è in corso il giudizio di primo grado dinanzi al Tribunale di Sciacca.

Parto lungo la Statale 121, bimba nasce prima dell’arrivo in ospedale

Momenti di apprensione ma anche di grande gioia lungo la strada statale 121, dove una donna incinta ha dato alla luce la propria bambina prima di riuscire a raggiungere l’ospedale.

La futura mamma era diretta con i familiari verso l’ospedale Garibaldi di Catania quando le doglie si sono intensificate improvvisamente durante il tragitto.

La famiglia è stata così costretta a fermarsi e a richiedere l’intervento urgente del 118.

Sul posto è arrivata un’ambulanza proveniente da Paternò.

Quando i soccorritori hanno raggiunto la donna, il parto era già in fase avanzata. A prestare assistenza sono stati il medico Massimiliano La Spina, l’infermiere Benedetto Conigliello e l’autista soccorritore Patrizia Salvà.

Determinante anche il contributo di due cittadini presenti nei pressi di un distributore di carburante della zona, che si sono fermati per offrire aiuto e sostegno alla famiglia nell’attesa dei sanitari.

Poco dopo è arrivato il lieto evento: la neonata è venuta al mondo in buone condizioni di salute, regalando un momento di grande emozione a tutti coloro che hanno assistito alla nascita.

Conclusi i primi interventi di assistenza, mamma e figlia sono state trasferite all’ospedale Garibaldi di Catania per gli accertamenti e le cure previste dopo il parto.

Entrambe stanno bene e sono state affidate al personale sanitario per i controlli di routine.

Tragedia in mare a Siracusa, sub perde la vita durante un’immersione in apnea

Dramma nelle acque della baia di Siracusa, dove un uomo di circa 70 anni ha perso la vita mentre praticava un’immersione in apnea nella zona di Santa Panagia.

Secondo le prime informazioni, l’uomo si era immerso in mare ma, trascorsi diversi minuti, non è più tornato in superficie.

La mancata riemersione ha fatto scattare immediatamente l’allarme, mobilitando i soccorsi.

La Guardia Costiera di Siracusa è intervenuta con una motovedetta, dando il via a un’intensa attività di ricerca sia in mare sia lungo il tratto di costa interessato.

Le operazioni hanno coinvolto anche il controllo della scogliera circostante nel tentativo di individuare il disperso nel più breve tempo possibile.

Le ricerche sono proseguite per diverse ore. Il corpo dell’uomo è stato individuato e recuperato poco prima delle 13.

Sulla vicenda sono in corso gli accertamenti della Capitaneria di Porto di Siracusa, che dovrà ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e chiarire le circostanze che hanno portato alla morte del sub.

La notizia del tragico episodio ha suscitato profondo cordoglio. Il caso di questo sub morto a Siracusa riporta l’attenzione sui rischi legati alle immersioni in apnea e sull’importanza delle misure di sicurezza durante le attività subacquee.

Sicilia, arriva il caldo con temperature oltre i 32 gradi

La Sicilia si prepara a un deciso anticipo d’estate. A partire da mercoledì, le temperature al centro-sud saliranno fino a 4 gradi oltre la media stagionale, con un aumento particolarmente marcato nelle zone interne dell’Isola.

Secondo Claudio Tei, meteorologo, il caldo sarà più intenso nelle aree interne di Puglia, Sicilia e Sardegna, dove già oggi si registrano valori superiori di circa 2 gradi rispetto alla media del periodo. Sulle coste, invece, la ventilazione contribuirà a contenere le massime, che non dovrebbero superare i 30 gradi.

Tra le città interessate dall’aumento delle temperature figura anche Catania, dove da mercoledì si prevedono valori oltre i 32 gradi.

A determinare questa fase di caldo anomalo saranno, spiega l’esperto, “gli effetti congiunti dell’Anticiclone delle Azzorre e di quello africano, cui si aggiungono i venti non particolarmente intensi e una base di partenza con temperature più alte a causa del cambiamento climatico”.

Nel frattempo, il nord Italia vivrà gli ultimi due o tre giorni di maltempo, prima di un graduale miglioramento atteso da mercoledì.

Per quanto riguarda le previsioni, la giornata di oggi, domenica 7 giugno, sarà caratterizzata da sole prevalente su tutta la Sicilia. Lunedì 8 sono attese condizioni stabili e un ulteriore aumento delle temperature. Martedì 9 il sole continuerà a prevalere sull’intera regione.

Rissa a San Leone, giovane in ospedale con trauma cranico ed edema oculare

A San Leone una violenta rissa tra gruppi di adolescenti ha trasformato una tranquilla serata estiva in una scena di caos e paura.

L’episodio, avvenuto nell’area di piazzale Giglia, ha provocato diversi feriti e richiesto l’intervento delle forze dell’ordine e dei sanitari del 118.
Secondo le prime ricostruzioni, il confronto sarebbe degenerato rapidamente coinvolgendo numerosi ragazzi.

Tra spintoni, pugni e momenti di forte concitazione, diversi scooter parcheggiati sono finiti a terra mentre molti presenti si sono allontanati nel timore di essere coinvolti.
Ad avere la peggio è stato un minorenne colpito al volto durante la colluttazione.

In un primo momento si era temuto un grave danno all’occhio, ma gli accertamenti medici hanno successivamente evidenziato un trauma cranico e un edema oculare, con una prognosi di dieci giorni. Il giovane sarà comunque sottoposto a ulteriori controlli specialistici.
Le indagini della polizia hanno già portato all’identificazione e alla denuncia di due quindicenni.

Gli investigatori stanno proseguendo gli accertamenti per individuare tutti i partecipanti alla rissa e chiarire con precisione la dinamica dei fatti.
Un episodio che riaccende l’attenzione sul fenomeno delle violenze di gruppo tra giovani, sempre più spesso protagoniste delle cronache siciliane.

Un tema reso ancora più drammatico da quanto accaduto nei giorni scorsi a Marzamemi, nel Siracusano, dove una maxi rissa scoppiata nei pressi di alcuni locali pubblici ha avuto conseguenze tragiche.
È infatti deceduto il sessantenne che, durante quei momenti di tensione, era stato colto da un malore vicino alla propria attività commerciale.

L’uomo era stato soccorso immediatamente, ma le sue condizioni si sono aggravate nei giorni successivi fino al decesso.
Per quella vicenda la polizia ha denunciato nove persone, di età compresa tra 19 e 33 anni.

Secondo quanto emerso dalle indagini, tutto sarebbe nato da una banale discussione per la richiesta di un accendino, sfociata poi in una violenta aggressione davanti a numerosi testimoni.
Due episodi diversi, accomunati però da una crescente escalation di aggressività che continua a destare allarme tra cittadini e istituzioni, soprattutto quando a esserne protagonisti sono giovanissimi.

Villabate, trovato con hashish e migliaia di euro in contanti: fermato un 26enne


A Villabate, un giovane di 26 anni è stato arrestato con l’accusa di possesso di droga destinata alla vendita.
L’intervento è scattato durante una verifica effettuata presso l’abitazione del ragazzo, già sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno.

Nel corso dell’ispezione, i militari hanno individuato alcuni elementi ritenuti riconducibili all’attività di spaccio.
All’interno della cucina sono state rinvenute alcune dosi di hashish insieme a una bilancia elettronica e ad accessori utilizzati per la preparazione e la suddivisione della sostanza.

Gli accertamenti sono poi proseguiti con una perquisizione più approfondita che ha consentito di recuperare un ulteriore quantitativo di hashish, pari a circa un etto, nascosto tra gli effetti personali dell’indagato.
Durante le operazioni è stata inoltre sequestrata una somma superiore a 6 mila euro in banconote, denaro che gli investigatori ritengono possa essere collegato all’illecita attività di cessione della droga.
Il materiale stupefacente recuperato è stato affidato agli specialisti del Laboratorio Analisi Sostanze Stupefacenti per gli esami necessari a stabilirne composizione e caratteristiche.
L’arresto è stato successivamente esaminato dall’autorità giudiziaria.

Il giudice del Tribunale di Palermo ha confermato il provvedimento adottato dai Carabinieri, disponendo nei confronti del giovane l’obbligo di presentazione periodica agli uffici di polizia giudiziaria.

Padre spara al figlio dopo una lite: arrestato 80enne

Momenti di forte tensione nella tarda serata di ieri a San Cataldo, nel Nisseno, dove un episodio avvenuto all’interno di un contesto familiare si è concluso con un arresto per tentativo di omicidio.

Secondo quanto emerso, un uomo di 80 anni avrebbe esploso alcuni colpi di pistola contro il figlio di 49 anni al termine di una lite. Il ferito è stato raggiunto da un proiettile a una gamba.

Padre spara al figlio durante una lite familiare

L’episodio si è verificato intorno alle 22.30 in via Piave, a San Cataldo. Stando alla prima ricostruzione dei fatti, l’anziano avrebbe sparato attraverso la porta dell’abitazione al culmine di una discussione con il figlio.

Il colpo che ha raggiunto il quarantanovenne gli ha provocato una ferita a una gamba. Dopo aver esploso i colpi di pistola, l’ottantenne si sarebbe allontanato facendo perdere temporaneamente le proprie tracce.

La vicenda ha fatto scattare un’immediata mobilitazione delle forze dell’ordine, intervenute per ricostruire quanto accaduto e rintracciare il responsabile.

Le ricerche e il fermo dell’anziano

Subito dopo i fatti sono state avviate le ricerche da parte dei carabinieri e della polizia. Le attività si sono protratte per diverse ore fino a quando l’uomo è stato individuato e rintracciato intorno alle 2.45.

Al momento del ritrovamento, l’ottantenne sarebbe stato in un forte stato di agitazione. Per questo motivo è stato accompagnato al pronto soccorso per gli accertamenti del caso.

Le forze dell’ordine hanno quindi proseguito gli approfondimenti investigativi per definire con precisione la dinamica dell’accaduto e raccogliere tutti gli elementi utili alle indagini.

Tentativo di omicidio: scatta l’arresto

Al termine delle attività investigative, per l’uomo è scattato l’arresto con l’accusa di tentativo di omicidio.

Resta ancora da chiarire cosa abbia provocato la violenta escalation che ha portato all’episodio. Gli investigatori stanno lavorando per ricostruire le cause della lite e il contesto nel quale si è sviluppata la vicenda.

Emergenza idrica nell’Agrigentino, CNA: “Aziende penalizzate da ritardi e disservizi”

La crisi idrica continua a pesare sul tessuto economico della provincia di Agrigento.

A lanciare l’allarme è la Cna Territoriale di Agrigento, che raccoglie il malcontento di numerose attività produttive alle prese con difficoltà nell’approvvigionamento dell’acqua e con conseguenze sempre più rilevanti sulla propria operatività. 

Secondo l’associazione di categoria, la situazione appare ancora più difficile da comprendere alla luce delle abbondanti precipitazioni registrate durante la stagione invernale.

Nonostante ciò, imprese e cittadini continuano a fare i conti con una carenza che incide direttamente sulle attività che necessitano di risorse idriche per portare avanti i propri processi produttivi. 

Il presidente provinciale della Cna, Francesco Di Natale, insieme al segretario Claudio Spoto, ha accolto positivamente l’annunciato incremento delle erogazioni previsto per il mese in corso, sottolineando però la necessità di interventi strutturali e non limitati a soluzioni temporanee. Secondo la Confederazione, il rischio è che le difficoltà si ripresentino nei prossimi mesi, aggravando ulteriormente la situazione delle imprese già provate dalla crisi.

Alcune aziende, infatti, avrebbero già ridotto le giornate lavorative, con ripercussioni sia sui bilanci sia sui livelli occupazionali. 

Particolarmente critica, secondo la Cna, sarebbe la situazione nel capoluogo. Lillo Abbate, presidente della Cna di Agrigento e rappresentante del settore tintolavanderie, denuncia tempi troppo lunghi tra la richiesta di rifornimento e l’arrivo delle autobotti.

In diversi casi, riferisce l’associazione, le attività economiche avrebbero atteso anche oltre una settimana senza ricevere il servizio richiesto, trovandosi costrette a interrompere il lavoro, rinunciare a commesse o limitare l’accoglienza dei clienti. 

La CNA chiede quindi un intervento deciso da parte degli enti competenti per affrontare in maniera definitiva una problematica che continua a creare disagi alle imprese e alla popolazione. L’associazione annuncia inoltre che seguirà con attenzione l’evoluzione della vicenda e si riserva di valutare ulteriori iniziative a tutela delle aziende associate e dell’intero sistema economico locale. 

Messina, schianto tra auto e ciclomotore: muore un ragazzo di 15 anni

Tragedia ieri sera a Messina, dove un incidente stradale è costato la vita a un adolescente di appena 15 anni.

Il drammatico episodio si è verificato nella zona sud della città, lungo l’arteria che collega via degli Agrumi a via Guardia, nei pressi dello stadio San Filippo.

La vittima è Riccardo Coglitore, giovane studente dell’Istituto Verona Trento e residente nelle vicinanze del luogo dell’impatto.

Il quindicenne si trovava alla guida di un ciclomotore quando, per cause ancora in fase di accertamento, è entrato in collisione con un’autovettura.

Secondo le prime informazioni disponibili, il mezzo coinvolto sarebbe una Ford Fiesta di colore bianco condotta da un uomo.

L’urto è stato particolarmente violento e per il ragazzo non c’è stato nulla da fare, nonostante il tempestivo intervento dei soccorritori.

Sul posto sono giunti gli agenti della Polizia Municipale, che hanno avviato gli accertamenti necessari per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente.

Gli investigatori stanno effettuando i rilievi per chiarire le circostanze dello scontro e verificare eventuali responsabilità.

La notizia della morte del giovane ha profondamente colpito la comunità messinese, sconvolta dalla perdita di una vita così giovane