Gela, assolto 47enne accusato di abusi e maltrattamenti sui figli

Si è concluso con un’assoluzione piena il processo a carico di un uomo di 47 anni, originario di Gela, imputato per presunti abusi sessuali e maltrattamenti nei confronti dei due figli minorenni. La decisione è stata pronunciata dalla Corte d’assise di Caltanissetta al termine del dibattimento.

Nel corso dell’istruttoria, il quadro accusatorio si è progressivamente indebolito, fino a indurre la stessa Procura a chiedere l’assoluzione dell’imputato, ritenendo non sufficientemente fondati gli elementi inizialmente posti a base dell’accusa.

La difesa, rappresentata dagli avvocati Paola Turco e Antonio Gagliano, ha sostenuto fin dall’inizio l’assenza di qualsiasi condotta violenta o abusante. Anche le consulenze tecniche disposte durante il procedimento, sia dalla pubblica accusa che dalla difesa, non hanno evidenziato segnali riconducibili a episodi di abuso né condizioni di disagio compatibili con tali ipotesi.

Nel corso del processo, l’uomo ha sempre respinto ogni addebito, dichiarando di non aver mai posto in essere comportamenti lesivi nei confronti dei figli.

Nel procedimento si era costituita parte civile l’ex moglie, titolare della responsabilità genitoriale sui minori.

A seguito delle accuse, l’imputato aveva perso tale responsabilità e, secondo quanto riferito, non avrebbe più avuto contatti con i figli da circa otto anni.

Carnevale 2027, Sciacca Turismo propone di inserire nel bando l’edizione estiva

Inserire l’obbligo di un’edizione estiva del Carnevale di Sciacca nel prossimo bando per l’organizzazione della manifestazione. È la proposta avanzata dall’associazione Sciacca Turismo, che torna a sollecitare l’amministrazione comunale in vista del possibile affidamento per il 2027.

“Nel periodo compreso tra luglio e settembre Sciacca accoglie migliaia di visitatori, italiani e stranieri – dice il presidente Ezio Bono – ed è proprio in quei mesi che la città deve potere contare su un evento capace di valorizzare il Carnevale oltre i confini della sua edizione invernale, offrendo ai turisti un’esperienza culturale autentica e riconoscibile”.

“Un’edizione estiva, con caratteristiche proprie e distinte da quella tradizionale – aggiunge Bono – rappresenterebbe un volano di promozione: metterebbe in luce l’arte della cartapesta e il lavoro dei maestri saccensi; darebbe continuità alla narrazione identitaria della città; genererebbe immagini, contenuti e visibilità utili alla promozione nazionale e internazionale; rafforzerebbe il legame tra la festa e il tessuto economico locale”.

L’associazione sottolinea inoltre che “l’esperienza degli ultimi anni ha purtroppo dimostrato che il Comune non dispone delle condizioni per organizzare autonomamente un’edizione estiva di forte impatto”. Da qui la proposta conclusiva. Affidare l’organizzazione della versione estiva alla stessa società incaricata del Carnevale invernale, “garantendo così continuità progettuale, qualità artistica e una visione unitaria della manifestazione”.

Impianti di tennis gratuiti per la collettivita’ a Leonforte

Il Comune di Leonforte ha messo a disposizione della collettività i campi da tennis di contrada Mongiafora, gratuitamente e su prenotazione.

Un’iniziativa che punta a coniugare accessibilità e promozione dell’attività fisica.
La novità riguarda in particolare uno dei due campi presenti nell’impianto, che sarà fruibile senza costi nei giorni di mercoledì, sabato e domenica. L’accesso è consentito a tutti i cittadini, anche non tesserati, con l’obiettivo dichiarato di avvicinare al tennis un pubblico più ampio possibile, compresi coloro che vogliono praticarlo in modo amatoriale.

Grazie ad un accordo di collaborazione tra il Comune di Leonforte e il Tennis Club locale, è stata possibile la sinergia che ha consentito di riaprire gli spazi sportivi pubblici a una fruizione più inclusiva.

Un passaggio che valorizza, da un lato, il ruolo dell’associazionismo sportivo sul territorio e, dall’altro, la funzione sociale degli impianti comunali.

Processo “Mafia dei pascoli” a Santa Margherita, 4 condanne e un’assoluzione


Quattro imputati sono stati condannati per estorsione e illecita concorrenza con minaccia o violenza aggravati dal metodo mafioso e uno assolto da quest’accusa e condannato per tentata violenza privata nel processo a carico di margheritesi sulla cosiddetta “Mafia dei pascoli”.

Lo ha deciso il gup del Tribunale, Carmen Salustro. La pena più alta per Pietro Campo, di 73 anni, a 9 anni di reclusione. Per Piero Guzzardo, di 46 anni, 8 anni e 4 mesi, e per Pasquale Ciaccio, di 59, 7 anni e 8 mesi.

Condannato a 5 anni e 4 mesi Domenico Bavetta, di 42 anni. Giovanni Campo, di 43 anni, per il quale il pm aveva chiesto 6 anni e 4 mesi di reclusione, è stato condannato a un anno e 8 mesi per tentata violenza privata e assolto dall’accusa di estorsione e illecita concorrenza con minaccia aggravati dal metodo mafioso.

Le indagini, condotte dallo Sco, dalla Sisco di Palermo e dalle squadre mobili di Agrigento e Palermo, avrebbero permesso di ipotizzare il pervasivo controllo e la gestione illecita delle attività agro-pastorali sul territorio di Santa Margherita Belice, Montevago e Sambuca di Sicilia fino al confine con Contessa Entellina. Sarebbe stato attuato un controllo sull’economica agro-pastorale dell’area e sull’utilizzo dei fondi agricoli. Proprietari e gestori di terreni agricoli sarebbero stati costretti a cedere la disponibilità di ampie aree di terreno da adibire al pascolo abusivo del bestiame, imponendo il pagamento di canoni irrisori che, in taluni casi, non sarebbero stati nemmeno corrisposti.

Le difese avevano chiesto l’assoluzione per tutti e annunciano appello. L’avvocato Carmelo Carrara difende i Campo e Pasquale Ciaccio. Quest’ultimo è difeso anche dall’avvocato Antonino Augello. Gli avvocati Giuseppe Giambalvo e Giuseppe Oddo assistono Guzzardo e l’avvocato Piero Abate è il difensore di Bavetta.

Iniziative di RiberaLab, comunità e scuola al centro

Le iniziative di RiberaLab si confermano un importante momento di partecipazione civica e sociale per la comunità di Ribera. Due i percorsi avviati: un’agorà dedicata al tema delle dipendenze e un progetto di collaborazione con l’IIS F. Crispi, orientato alla costruzione di una scuola sempre più partecipata.

Iniziative di RiberaLab: l’agorà sulle dipendenze

Sabato 28 marzo alle ore 17.30, presso la Sala Convegni del Comune di Ribera, l’associazione RiberaLab promuove un’agorà di comunità dedicata al tema delle dipendenze e al ruolo delle istituzioni e dei servizi.

Un confronto pubblico e condiviso

L’incontro nasce con l’obiettivo di aprire uno spazio di ascolto e confronto, attivare sinergie e generare consapevolezza. Le dipendenze vengono affrontate come una questione collettiva: non una colpa individuale, ma una responsabilità pubblica che coinvolge l’intera comunità.

Contrastare lo stigma sociale è uno degli elementi centrali. La dipendenza non è una debolezza privata da affrontare in solitudine, ma una condizione che richiede risposte coordinate, servizi adeguati e continuità negli interventi.

Il ruolo delle istituzioni e il supporto alle famiglie

Le famiglie, spesso sole nella gestione della prevenzione e della cura, necessitano di strumenti concreti e risposte tempestive. Quando un fenomeno si diffonde, non può essere letto come un fallimento individuale, ma come segnale di criticità del sistema e della comunità nel suo complesso.

Iniziative di RiberaLab: la scuola partecipata con IIS Crispi

Tra le iniziative di RiberaLab, assume particolare rilievo il progetto “La scuola che vogliamo”, sviluppato in collaborazione con l’IIS F. Crispi di Ribera.

Ascolto degli studenti e partecipazione attivaNegli ultimi anni, l’istituto ha promosso numerose collaborazioni con il territorio. In questo contesto, la disponibilità della dirigente scolastica ad aprire spazi e risorse per attività extrascolastiche ha rappresentato un ulteriore passo verso una scuola aperta alla comunità.

RiberaLab ha supportato un processo strutturato di ascolto degli studenti, coinvolgendo rappresentanti di istituto e classi attraverso questionari. L’obiettivo era individuare interessi, bisogni e proposte concrete.

I risultati: bisogni e nuove opportunità

Dall’analisi dei dati emerge un quadro chiaro: gli studenti chiedono maggiore socializzazione, attività sportive e opportunità creative e laboratoriali.

Le preferenze variano tra le sedi:nel biennio: sport, attività creative, cinema e teatro; nel triennio: spazi aggregativi, escursioni, fotografia e orientamento; nell’Ipia: laboratori tecnici, sport e attività professionalizzanti.

Dalle idee ai primi risultati concreti

Per avviare il progetto in modo sostenibile, è stata scelta un’attività iniziale semplice ma coinvolgente: un torneo di calcetto interno alla scuola. Lo sport, infatti, rappresenta uno degli ambiti più apprezzati dagli studenti.

Questo primo passo segna l’inizio di un percorso più ampio, che potrà svilupparsi con laboratori teatrali, attività culturali e ulteriori momenti di aggregazione.

Iniziative di RiberaLab: un percorso di comunità

Le iniziative di RiberaLab dimostrano come il coinvolgimento attivo della comunità e degli studenti possa generare processi virtuosi. Da un lato, l’agorà sulle dipendenze promuove consapevolezza e responsabilità collettiva; dall’altro, il progetto con l’IIS Crispi valorizza il ruolo degli studenti come protagonisti.

Più che singole attività, si tratta di percorsi che rafforzano il senso di appartenenza e partecipazione, ponendo le basi per una comunità più consapevole e una scuola sempre più vicina ai bisogni reali dei giovani.

Truffa del finto carabiniere a Sambuca ai danni di una novantenne

Ancora una truffa del finto carabiniere in provincia di Agrigento, a Sambuca, vittima una novantenne.
Il malvivente ha fatto credere all’anziana di avere uno sfratto in corso e che per evitare conseguenze avrebbe dovuto pagare 800 euro.

La donna, ricevuto in casa l’uomo, ha consegnato 500 euro e alcuni oggetti in oro. Quando, più tardi, si è resa conto di essere stata truffata ha presentato denuncia ai carabinieri della Stazione di Sambuca.

I militari hanno avviato le indagini nel tentativo di individuare il malvivente. Purtroppo, nonostante le attività di sensibilizzazione e anche gli arresti operati recentemente dai carabinieri in provincia, questo tipo di truffe continuano ad andare a segno.

Tentato omicidio a Sciacca, Di Benedetto si difende nell’interrogatorio in carcere

La sua linea difensiva è quella di dimostrare di essere stato aggredito in casa dal ventisettenne e che per difendersi lo ha accoltellato. E’ quanto ha detto oggi, nel carcere di Sciacca, durante l’interrogatorio di garanzia, Mario Di Benedetto, di 38 anni, indagato per tentato omicidio.

Di Benedetto, assistito dall’avvocato Mauro Tirnetta (nella foto), è stato interrogato dal gip del Tribunale di Sciacca, Dino Toscano, il magistrato che ha disposto la misura cautelare su richiesta della Procura della Repubblica.

Secondo la tesi dell’indagato il ventisettenne lo avrebbe aggredito nella sua abitazione. Poi Di Benedetto sostiene di essersi difeso fuori dalla casa colpendo il giovane saccense per difendersi. Il coltello con il quale lo ha colpito era in una fioriera.

Per il gip, come riportato nell’ordinanza, sussistono tutte le esigenze cautelari (pericolo di fuga, di inquinamento probatorio e di reiterazione del reato) e anche i gravi indizi di colpevolezza sulla base delle dichiarazioni della persona offesa e di altri presenti.

La lite, secondo la versione dell’indagato, perché il trentottenne avrebbe difeso, in precedenza, un’altra persona che sarebbe stata aggredita dal ventisettenne.

Nell’immediatezza del fatto, mentre il ventisettenne tentava di darsi alla fuga, sarebbe stato colpito dall’indagato nella zona dorsale della schiena con tre coltellate, una delle quali penetrava il polmone. Quando il ventisettenne è caduto a terra sarebbe stato bloccato e colpito ripetutamente con una pietra. 

Adesso la difesa sta valutando il ricorso al Tribunale del Riesame o una richiesta al giudice di annullamento o modifica della misura cautelare. Di Benedetto, intanto, resta in carcere.

Misterbianco, maltrattamenti in famiglia: arrestato 44enne dopo richiesta di aiuto figlia minore

I Carabinieri della Tenenza di Misterbianco, in provincia di Catania, hanno arrestato un uomo di 44 anni al termine di un intervento per un episodio di violenza domestica.

L’accusa è di maltrattamenti in famiglia, maturata a seguito degli accertamenti condotti con il supporto della Centrale Operativa.

L’intervento è scattato dopo una richiesta di aiuto giunta al Numero Unico di Emergenza 112 da parte della figlia minorenne della coppia.

I militari, giunti nell’abitazione nel centro cittadino, hanno trovato la ragazza e i genitori: l’uomo appariva in evidente stato di ebbrezza, mentre la donna ha riferito di essere stata poco prima aggredita, prima verbalmente e poi fisicamente.

La vittima, visibilmente scossa e dolorante a un braccio, avrebbe raccontato di essere stata colpita con un calcio.

I Carabinieri hanno immediatamente attivato le procedure previste per la tutela delle vittime di violenza domestica, richiedendo l’intervento del personale sanitario del 118.

La donna è stata trasportata in ospedale, dove è stato attivato il “Codice Rosa” e le sono state riscontrate lesioni giudicate guaribili in trenta giorni.

In sede di denuncia, la donna ha riferito di maltrattamenti protratti nel tempo, indicando una situazione di violenza che si sarebbe ripetuta per circa 18 anni.

In particolare, ha raccontato che in due recenti episodi, avvenuti tra novembre e dicembre, sarebbe stata costretta ad allontanarsi dall’abitazione per rifugiarsi a casa della madre.

Alla luce degli elementi raccolti, i militari hanno proceduto all’arresto del 44enne, ora a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Maltempo in Sicilia, arriva il ciclone Deborah e allerta gialla

La primavera resta lontana dalla Sicilia. Freddo, temperature in diminuzione, venti forti di burrasca, temporali e anche nevicate. Complice l’arrivo del ciclone Deborah. Per la giornata di domani, venerdì 27 marzo, la Protezione civile regionale ha diramato un’allerta gialla per rischio meteo-idrogeologico e idraulico in cinque province: Palermo, Catania, Messina, Trapani e Agrigento. Condizioni di instabilità sono previste su tutto il territorio dell’Isola.

Le previsioni indicano precipitazioni sparse, anche a carattere di rovescio o temporale, soprattutto sui settori tirrenici ed orientali, con quantitativi generalmente moderati. Sul resto della regione i fenomeni saranno più isolati, ma comunque possibili, con accumuli da deboli a localmente moderati. Non si escludono rovesci intensi, grandinate e attività elettrica.

Torna anche la neve, attesa sui rilievi orientali al di sopra dei 700-900 metri, seppur con apporti al suolo generalmente deboli. Un miglioramento è previsto a partire dalla notte.

Sul fronte dei venti, la situazione resta critica: sono previste raffiche da forti a burrasca dai quadranti settentrionali, con conseguenti mareggiate lungo le coste esposte. I mari si presenteranno molto agitati nello Stretto di Sicilia e nello Ionio meridionale, mentre gli altri bacini saranno da molto mossi ad agitati, con moto ondoso in graduale attenuazione.

Le temperature risultano in diminuzione, ma senza crolli drastici come in altre regioni italiane. Le massime si manterranno comprese tra gli 8 e i 16 gradi: 15 a Palermo e Catania, 16 a Siracusa, 13 ad Agrigento e Trapani, 12 a Messina e Ragusa, 11 a Caltanissetta e 8 a Enna.

Le prossime 24-36 ore si confermano dunque all’insegna dell’instabilità, con condizioni meteo avverse che continueranno a interessare l’intera Sicilia.

Scicli, incendio a un banco ortofrutta: denunciati madre e figlio minorenne

I carabinieri della Tenenza di Scicli hanno denunciato all’autorità giudiziaria una donna di 32 anni e il figlio sedicenne, entrambi del posto, ritenuti gravemente indiziati di aver appiccato il fuoco.

L’intervento è scattato a seguito della segnalazione dell’incendio.

Sul posto sono giunti i militari, insieme all’aliquota radiomobile della Compagnia di Modica, mentre i vigili del fuoco erano impegnati nelle operazioni di spegnimento.

Le indagini, avviate nell’immediatezza, hanno consentito di ricostruire la dinamica dell’accaduto. Determinanti sono stati i filmati dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona, oltre ad ulteriori riscontri raccolti dai carabinieri, che hanno portato all’identificazione dei presunti responsabili.

I due sono stati denunciati per danneggiamento seguito da incendio in concorso.

Resta da chiarire il movente alla base del gesto: gli investigatori stanno verificando anche eventuali collegamenti con precedenti episodi di danneggiamento subiti dallo stesso commerciante. L’indagine è tuttora in corso