“Asi Fest 2025”, stasera in piazza Scandaliato a Sciacca

Show questa sera organizzato dal Comitato Provinciale di Agrigento con le associazioni affiliate e con il patrocinio del Comune, che si terrà a Sciacca stasera ore 21 in piazza Angelo Scandaliato.
Ginnastica aerobica, kickboxing, canto, twirling, calisthenics, danza sono alcune delle discipline che metteranno in mostra le eccellenze delle associazioni provenienti dalle province di Agrigento, Trapani e Palermo.

L’evento è alla prima edizione e vuole anche essere un momento di festa per i sodalizi che in gran parte in questo periodo concludono temporaneamente le loro attività per abbracciare la stagione estiva.
Vi prenderanno parte le seguenti Asd: Sakura, Discobolo, Skene’ Academy, Sipario 4, Xacca Sport, La Excelencia, Creazioni sotto le Stelle, The Mambo King’s, Sport For Fun Bisacquino, Body Planet Castelvetrano, Sciacca Experience, Cento per cento Bici.
“Abbiamo voluto unire diverse discipline per uno spettacolo unico e coinvolgente – commenta il Presidente del Comitato Provinciale Asi di Agrigento – unite nella condivisione di quello che è il nostro obiettivo primario, ovvero mettere lo sport al centro dei progetti di socializzazione e inclusione. L’Asi provinciale promuovere nel corso dell’anno numerose attività in tutto il territorio ed è punto di riferimento nel mondo dello sport e del terzo settore. Presenteranno lo show Olga Galluzzo e Joe Prestia.

Gemellaggio Pueblo Lucca Sicula, un legame che attraversa l’oceano

Si è tenuto a Lucca Sicula un incontro significativo che potrebbe segnare l’inizio di un gemellaggio tra Pueblo, cittadina del Colorado, e il piccolo centro agrigentino. Joey Gavato, giovane rappresentante di un’organizzazione non-profit americana, Sister City Commission, ha fatto visita al paese d’origine della sua famiglia per rafforzare le radici e costruire un ponte tra passato e futuro.

La visita è stata organizzata con l’obiettivo di avviare un dialogo tra la comunità siciliana e quella di Pueblo, in Colorado, dove vivono attualmente oltre 5.000 persone di origine lucchese, più di quante ne risiedano oggi nel comune agrigentino.

Una rete di città sorelle

L’impegno della società americana

Joey Gavato è ambasciatore di una società non-profit che opera nell’ambito delle relazioni internazionali fra città gemellate. L’associazione ha sede a Pueblo e si occupa di promuovere scambi in ambito culturale, ambientale, industriale ed economico, con particolare attenzione alle nuove generazioni. Il gemellaggio Pueblo Lucca Sicula rappresenta un’opportunità per creare collaborazioni concrete e durature.

Il sindaco Dazzo: “Un momento di festa e speranza”

Il sindaco Salvatore Dazzo ha accolto calorosamente Gavato, definendo l’incontro “un momento di festa, gioia e speranza”. Durante la visita, il giovane americano ha portato in dono alcuni prodotti tipici di Pueblo, mentre l’amministrazione comunale ha consegnato lo stemma ufficiale del Comune.

“È un onore – ha dichiarato Dazzo – accogliere un rappresentante di questa comunità e lavorare fin da subito per concretizzare il progetto di gemellaggio. Io e la mia giunta ci impegneremo affinché questo legame cresca e si rafforzi nel tempo.”

Prospettive per il futuro

Il sindaco ha anche espresso il desiderio di visitare Pueblo personalmente, auspicando che la trasferta possa avvenire già entro l’anno, o al più tardi nel 2026. L’iniziativa è aperta a tutti i cittadini lucchesi con parenti o legami con la comunità statunitense, in un’ottica di condivisione e partecipazione attiva.

Il gemellaggio tra Pueblo Lucca Sicula è quindi molto più di un accordo formale: è un progetto che nasce dalla memoria, cresce con la collaborazione e guarda con ottimismo al futuro.

Valerio Fini: dalla stella Michelin in Croazia alla missione di fare impresa in Sicilia

C’è un momento, nella carriera di ogni professionista, in cui il talento incontra il coraggio. Per Valerio Fini, quel momento è arrivato quando ha deciso di lasciare una posizione di prestigio nella ristorazione internazionale per tornare in Italia, a Sciacca, e dare vita – insieme ad Alice, Giada e Francesco – a un progetto che avesse il profumo del Mediterraneo e la forza di un’idea autentica. Oggi è il Restaurant Manager e Sommelier di Vela. E questa è la sua storia.

Da Rovigno a Sciacca: quando l’esperienza diventa visione

La carriera di Valerio ha attraversato luoghi e culture, ma uno dei capitoli più intensi si è scritto in Croazia. A Rovigno, ha partecipato all’apertura del ristorante Agli Amici, dove in appena 72 giorni è arrivata la prima stella Michelin. Un’impresa titanica: nuova lingua, nuovo team, nuove sfide. “È stata una prova durissima – racconta – ma anche l’esperienza che mi ha insegnato che con la squadra giusta non esistono limiti”.

In quell’avventura ha imparato a costruire l’identità di un ristorante da zero, a guidare una brigata, a leggere le persone prima ancora del menù. Ma soprattutto ha capito che la vera eccellenza non è solo tecnica, è umanità, attenzione, empatia.

L’emozione di un cliente felice

Chi lo conosce lo descrive come estremamente esigente e altrettanto empatico. Per Valerio, il successo non si misura nei piatti vuoti, ma negli occhi di chi esce da Vela con un’espressione sospesa tra stupore e gratitudine.

“Un gesto, un abbinamento inaspettato, un’attenzione che il cliente non si aspettava… ecco, lì capisco che abbiamo fatto centro. Quando qualcuno si alza da tavola con gli occhi che brillano, vuol dire che non è stata solo una cena, ma un’esperienza”.

Fare impresa in Sicilia: sfida e scelta

Dopo l’esperienza all’estero, Valerio ha scelto Sciacca. Una scelta controcorrente, coraggiosa. “Qui non è tutto semplice – dice – ma proprio per questo ha un valore doppio. Lavorare con una materia prima straordinaria, in un contesto spesso dimenticato dai grandi circuiti, è una responsabilità e un’opportunità insieme”.

Fare impresa in Sicilia, per lui, significa credere in un potenziale spesso sottovalutato. È una missione che va oltre il lavoro: creare occupazione, restituire dignità al mestiere, dare spazio ai giovani talenti, valorizzare produttori locali. È anche questo che rende speciale Vela: il desiderio di fare la differenza, non solo per chi si siede a tavola, ma anche per chi lavora ogni giorno dietro le quinte.

Il valore della squadra

Nella gestione di Vela, Valerio incarna il ruolo di chi guida senza mai imporsi, di chi ascolta prima di parlare, di chi sa quando fermarsi a osservare e quando dare la spinta giusta. La sua leadership è fatta di rigore e calore, attenzione al dettaglio e cura per le persone. “Voglio che ognuno si senta parte di qualcosa, che riconosca il valore del proprio ruolo e cresca con noi, passo dopo passo”.

Ogni servizio, ogni briefing, ogni scelta condivisa con Alice, Giada e Francesco è il tassello di un mosaico che non vuole solo puntare in alto, ma restare vero.

Un ristorante che racconta una terra

La visione di Valerio è chiara: Vela deve essere un luogo che racconta la Sicilia contemporanea, fatta di tradizione e sperimentazione, di rispetto e innovazione. Un ristorante dove il cliente si sente accolto, compreso, coccolato. Dove il vino non è solo abbinamento, ma racconto. Dove ogni dettaglio – dalla mise en place alla luce in sala – è pensato per creare armonia.

“Il nostro sogno è lasciare un segno. Non per il premio in sé, ma per ciò che rappresenta: la conferma che si può fare alta ristorazione anche qui, a Sciacca, con passione, qualità e cuore.”

Una visione che Valerio ha costruito nel tempo anche grazie a modelli di riferimento forti. Tra tutti, Michela Scarello, responsabile di sala e anima del ristorante Agli Amici di Udine, è la figura che ha lasciato l’impronta più profonda. “Ho avuto la fortuna di lavorare al suo fianco per diversi anni – racconta – ed è stata una guida preziosa. Non solo per quello che mi ha insegnato a livello professionale, ma soprattutto per l’approccio umano e autentico che ha verso questo mestiere.”

Da Michela ha imparato che la cura vera si esprime nei dettagli, nei gesti mai rigidi, nella gentilezza forte che sa far sentire l’ospite accolto senza mai invaderlo. “Mi ha insegnato a credere in me stesso, a non mollare nei momenti difficili, a costruire l’eccellenza un giorno alla volta, con costanza e umiltà. Ma soprattutto – aggiunge – mi ha trasmesso l’idea che il nostro lavoro può davvero cambiare la giornata, e a volte persino la vita, di una persona. Se fatto con intenzione e cuore.”

Oggi, a Vela, Valerio porta con sé tutto questo. E se c’è un obiettivo che si rinnova ogni giorno, è proprio quello: onorare quegli insegnamenti dando a ogni ospite, oltre a un servizio impeccabile, un momento capace di emozionare.

Una filosofia che si intreccia perfettamente con quella che ha spinto l’intero team a fare di Sciacca la propria casa, come raccontato nel videoracconto pubblicato su Risoluto.
Un progetto narrato anche in questo approfondimento, dove si svela il cuore autentico di un ristorante nato per emozionare, innovare e durare.

Gettano rifiuti in strada, condanna penale per 9 agrigentini

Viale Sicilia, a Fontanelle, ma anche il bosco dell’Addolorata e quello di Fondacazzo: sono questi i posti dove i carabinieri delle stazioni di Agrigento e Villaseta, al termine di una indagine durata circa un mese, hanno individuato e notificato nove decreti penali di condanna nei confronti di altrettanti incivili.

Fondamentale l’impiego delle telecamere che ha permesso di cogliere in flagranza di reato le nove persone che sono state anche multate con sanzioni da 2000 a 3000 euro.

Bonifico bancario: quando non è reddito e non va dichiarato secondo l’Agenzia delle Entrate

Non tutti i bonifici ricevuti devono essere dichiarati come redditi. Tuttavia, in determinati casi, il Fisco può avviare controlli per verificare la natura delle somme accreditate. Se mancano prove concrete che ne attestino l’origine non reddituale, il contribuente rischia sanzioni e accertamenti.

Quando scattano i controlli dell’Agenzia delle Entrate

In base alla normativa vigente (art. 32 D.P.R. 600/1973 e art. 51 D.P.R. 633/1972), ogni versamento registrato su un conto corrente può essere considerato, in assenza di adeguate giustificazioni, un reddito non dichiarato. Si applica una presunzione legale per cui l’onere della prova ricade sul contribuente, il quale deve dimostrare in modo dettagliato che la somma ricevuta non costituisce reddito imponibile.

Cosa serve per dimostrare che un bonifico non è reddito

Una semplice dichiarazione verbale non è sufficiente. È necessario fornire documentazione scritta, con data certa, che colleghi il bonifico a una causa specifica non imponibile: prestito, donazione, rimborso spese, vendita di un bene già tassato, ecc. Le prove devono essere concrete, coerenti e tracciabili.

Donazioni tra familiari: attenzione a forma e sostanza

Se il bonifico rappresenta una donazione tra parenti, occorre distinguere tra piccoli importi, per i quali può bastare una documentazione bancaria e anagrafica, e somme consistenti, che richiedono un atto notarile per avere validità legale. È fondamentale anche dimostrare la capacità economica del donante.

Prestiti tra privati: necessaria la forma scritta

Un bonifico relativo a un prestito deve essere accompagnato da un contratto scritto, datato e documentato. È utile la registrazione all’Agenzia delle Entrate o l’invio via PEC. Anche la prova della disponibilità economica del prestatore è essenziale, specialmente se non vi è legame familiare tra le parti.

Rimborsi spese o restituzioni: la prova è fondamentale

Nel caso di rimborsi per spese anticipate, è importante dimostrare il motivo dell’anticipo, il destinatario finale e l’importo esatto. La causale del bonifico aiuta, ma non basta. Servono ricevute, fatture e documentazione coerente.

Vendita di beni personali

Le somme ricevute a seguito della vendita di beni (auto, opere d’arte, titoli) devono essere documentate con contratti, passaggi di proprietà o ricevute. Senza prove, il bonifico rischia di essere considerato un reddito non dichiarato.

Vincite, redditi esenti o già tassati

Se il bonifico deriva da vincite, interessi già tassati, borse di studio o assegni esenti, è necessario fornire la documentazione ufficiale che attesti la tassazione alla fonte o la natura non imponibile dell’importo.

Parcheggi e Ztl, Catanzaro: “Si migliori il trasporto pubblico per aiutare il commercio”

Il responsabile del Circolo di Fratelli d’Italia Ignazio Gallo oggi esprime perplessità e critiche sulla proposta del sindaco Termine di istituire un tavolo di confronto con tutto il Consiglio comunale per interloquire con la Regione sul futuro del vecchio ospedale di via Figuli.

L’architetto saccense ricorda con una nota che sin dal 2021 ha posto la problematica sull’ipotesi di realizzare un’area a parcheggio nel contesto termale.

Secondo Gallo, la proposta del sindaco evidenzia soltanto il tentativo di non portare avanti il progetto risalente al 2015 dell’allora amministrazione Di Paola. Un progetto , tuttora chiuso nei cassetti del comune, che prevedeva un parcheggio in via Figuli, all’interno della corte del convento di San Francesco.

Fratelli d’Italia è contraria dunque, all’ipotesi di un parcheggio nell’area tuttora occupata dall’ex ospedale di via Figuli così come invece il sindaco Fabio Termine ha riferito di avere appreso al tavolo tecnico sulle Terme.

A proposito di viabilità e parcheggi, oggi interviene sull’argomento anche il consigliere comunale della DC, Giuseppe Catanzaro che invoca un dibattito più pacato e meno ideologico sulla Ztl.

“Serve un approccio concreto – scrive in una nota il componente della Dc – che giustifichi il provvedimento, sin dal prossimo bilancio comunale. Servizi, chiaramente legati al trasporto pubblico, ma non solo. Nel prossimo bilancio servono proposte ed emendamenti concreti a supporto di quello che oggi è un sacrificio chiesto al commercio, per supportare una scommessa legata al domani.

Oltre al bilancio comunale, serve capire se rientra nella volontà di questa amministrazione investire davvero sul centro storico oppure no. Servono grosse infrastrutture che rendano fruibile il centro: serve collegare la parte bassa con quella alta e, come tutte le città in pendenza, questo lo si fa con infrastrutture moderne e costose. Questa amministrazione vuole davvero scommettere sul centro storico? Servono finanziamenti, progetti e perché no, mutui”.

Opinione completamente favorevole quella di Ezio Bono, presidente dell’associazione “Sciacca Turismo

“Il sistema – osserva Bono – comincia a funzionare e crescerà ancora, portando benefici concreti. ciacca Turismo si dice certa che l’attuale organizzazione della ZTL contribuirà in modo significativo
alla crescita sociale ed economica della città, come si evince dalle recensioni positive espresse dai clienti degli alberghi che fanno parte dell’associazione”

Liste d’attesa sanità, Pace: “Ancora difficoltà in provincia di Agrigento”

Cresce la preoccupazione tra i cittadini della provincia di Agrigento per i lunghi tempi delle liste d’attesa sanità. Nonostante le rassicurazioni ufficiali, i dati parlano chiaro: per una visita chirurgica generale occorrono 55 giorni, mentre per una colonscopia il tempo d’attesa arriva fino a 200 giorni. E’ quanto riferisce il deputato regionale e vice presidente della commissione Sanità dell’Ars, Carmelo Pace. Tutto ciò, a fronte di una prescrizione medica urgente con indicazione di effettuare entrambe le prestazioni entro 72 ore.

Questa situazione rappresenta solo l’ultimo esempio di una serie di segnalazioni sempre più frequenti, che denunciano gravi disservizi nel sistema sanitario locale.

Emergenza liste d’attesa: tra annunci e realtà

Le promesse fatte nelle scorse settimane riguardo un presunto azzeramento delle liste d’attesa sanità si sono scontrate con una realtà ben diversa. L’impressione, diffusa tra i cittadini, è che tali annunci siano il risultato di tecnicismi contabili, più che di interventi reali e concreti.

Di fronte a una sanità che appare sempre più lontana dai bisogni delle persone, cresce la percezione di un diritto alla salute sempre meno tutelato.

La voce dei cittadini e l’appello alla responsabilità

Le continue lamentele raccolte dalle segreterie di associazioni e rappresentanti locali, raccontano una sanità agrigentina in forte affanno. I cittadini chiedono chiarezza, trasparenza e soprattutto azioni immediate per risolvere le liste d’attesa sanità, che rischiano di diventare una vera e propria emergenza sociale.

Pace: “Servono soluzioni in un’ottica di sistema”

Occorre intervenire in modo strutturale. Le criticità legate alle liste d’attesa sanità non possono essere affrontate con risposte frammentarie. È necessario, secondo Carmelo Pace, un approccio sistemico che valorizzi il lavoro di medici e operatori sanitari e punti a migliorare l’efficienza complessiva dell’intero apparato sanitario locale.

Il ringraziamento al personale sanitario non basta

Un ringraziamento sentito va certamente al personale medico e socio-sanitario, che ogni giorno affronta situazioni difficili con grande professionalità. Tuttavia, la buona volontà non può sostituire le carenze strutturali. Serve una strategia concreta per offrire ai cittadini cure in tempi certi e adeguati.

In sintesi, la sanità in provincia di Agrigento ha bisogno di interventi reali e duraturi. Le liste d’attesa sanità non devono più essere un ostacolo al diritto fondamentale alla salute. Solo con una visione d’insieme e azioni mirate si potrà ripristinare la fiducia dei cittadini nel sistema sanitario pubblico.

Condotta violenta anche fuori dal lavoro: legittima la doppia sanzione e la perdita della promozione

Una recente sentenza della Corte di Cassazione (n. 15027/2025) chiarisce un principio fondamentale nel diritto del lavoro: un dipendente che si rende responsabile di una condotta violenta può subire sia una sanzione disciplinare che la perdita del punteggio utile per l’avanzamento di carriera, anche se il comportamento si è verificato fuori dall’orario e dal luogo di lavoro.

Il caso: violenza extra-lavorativa e revoca della promozione

Un lavoratore, impiegato in un istituto bancario e prossimo a una promozione, è stato coinvolto in un episodio di violenza fisica e verbale nei confronti di un collega, avvenuto fuori dal contesto lavorativo. L’azienda, venuta a conoscenza dei fatti, ha adottato due misure: la sospensione disciplinare del dipendente e la revoca dei punti maturati per il passaggio di livello.

Il dipendente ha impugnato entrambe le decisioni, sostenendo di essere stato sanzionato due volte per lo stesso comportamento. Tuttavia, dopo due gradi di giudizio sfavorevoli, la Cassazione ha confermato la legittimità della doppia sanzione.

Il principio del “ne bis in idem” e l’autonomia del datore di lavoro

Secondo la Suprema Corte, il principio del “ne bis in idem” — che vieta di essere giudicati due volte per lo stesso fatto — si applica esclusivamente all’ambito giurisdizionale. Nel caso in esame, invece, l’azienda ha agito sul piano contrattuale e organizzativo interno, esercitando due prerogative distinte:

  1. Sanzione disciplinare per la violazione del codice aziendale, che vieta espressamente comportamenti lesivi della dignità e dell’integrità delle persone;
  2. Valutazione meritocratica negativa, con conseguente perdita dell’opportunità di avanzamento, giustificata dal venir meno dei requisiti comportamentali richiesti per ruoli di responsabilità.

Le motivazioni della Cassazione

La sentenza sottolinea che, sebbene la condotta sia una sola, essa può determinare effetti diversi all’interno dell’organizzazione aziendale. La gravità del comportamento — peraltro incompatibile con il profilo di un futuro manager — giustifica l’interruzione del percorso premiale e disciplinare.

La decisione conferma che la tutela del benessere sul luogo di lavoro passa anche dal rispetto delle regole di condotta, che devono essere garantite non solo nei rapporti diretti, ma anche nella vita privata se questa incide sull’ambiente lavorativo.

Un messaggio chiaro per il mondo del lavoro

La sentenza n. 15027/2025 ribadisce che il datore di lavoro può legittimamente adottare misure differenziate per proteggere l’ambiente professionale, premiando comportamenti virtuosi e sanzionando quelli incompatibili con i valori aziendali. In un contesto sempre più attento alla qualità delle relazioni interpersonali sul lavoro, questo pronunciamento rappresenta un tassello importante verso ambienti professionali basati su rispetto, equità e responsabilità.

Estate a Santa Margherita, pubblicato il calendario 2025

Il Comune di Santa Margherita di Belìce ha svelato il Calendario delle Manifestazioni Estive 2025, dando ufficialmente il via a una Estate a Santa Margherita che si preannuncia intensa, ricca e variegata. Dal 6 luglio al 28 agosto, la cittadina dell’Agrigentino ospiterà oltre 20 eventi tra musica, teatro, gastronomia, cultura e intrattenimento, tutti a ingresso gratuito.

Una stagione pensata per valorizzare il patrimonio culturale e identitario del territorio, resa possibile grazie al finanziamento completo della Regione Siciliana, senza alcun costo per il Comune, attualmente in dissesto finanziario.

Un’estate gratuita, inclusiva e di qualità

“Abbiamo scelto di investire in cultura, comunità e bellezza”, ha dichiarato l’assessore al Turismo Deborah Ciaccio, sottolineando il valore sociale ed economico della programmazione.

Con un’attenta pianificazione e una visione a lungo termine, l’Estate a Santa Margherita punta a essere non solo occasione di svago, ma anche simbolo di resilienza amministrativa e identità locale.

Eventi da non perdere nell’Estate a Santa Margherita

Teatro, musica e cultura sotto le stelle

Tra i principali appuntamenti in programma:

Festival del Gattopardo (1–3 agosto), con la XX edizione del Premio Letterario Internazionale Giuseppe Tomasi di Lampedusa

Spettacoli teatrali come La famigghia difittusa, Novecento e A tavola non si invecchia

Format originali come MasterChef Margheritese e Salva la tua lingua locale

Musica per tutti i gusti

La musica avrà un ruolo da protagonista nell’Estate a Santa Margherita, con eventi che spaziano dal jazz al DJ contest, fino al suggestivo appuntamento “Batteristi sotto le stelle” del 7 agosto, con Angelo Spataro dei Tinturia.

Un palcoscenico a cielo aperto

Piazze, cortili e luoghi simbolo della città si trasformeranno in scenari culturali dinamici e partecipativi. Saranno inoltre proposti eventi gastronomici e artistici pensati per attrarre sia residenti che visitatori.

Il calendario completo

Il programma dettagliato dell’Estate a Santa Margherita è consultabile anche sui canali istituzionali del Comune di Santa Margherita di Belìce. Tutti gli eventi sono ad accesso libero, rendendo l’esperienza estiva ancora più inclusiva.

Sciacca, quinto mastello e parcheggio alle terme “accendono” il consiglio comunale

Seduta del consiglio comunale segnata dall’assenza per svariati motivi dei dirigenti che non ha permesso di trattare le proposte di delibera che erano state programmate: Pudms, piano Asi e piano Aro. In compenso, tante fasi di discussioni con le comunicazioni presentate di volta in volta sulle continue emergenze che ormai caratterizzano le sedute. Una procedura quella delle richieste di comunicazione previste dal regolamento del consiglio comunale che andrebbe rivista perché di fatto, diluisce i lavori del consiglio estendendo il dibattito ma restringendo le fasi operative.

Ieri sera, la seduta si è aperta con le comunicazioni del sindaco sulla vertenza Terme durante le quali il primo cittadino ha riferito delle argomentazioni oggetto dell’ultima riunione del tavolo tecnico a Palermo. E’ spuntata fuori la vicenda del parcheggio da destinare a servizio dell’area termale con la partecipazione al tavolo dell’Asp, proprietaria dell’ex ospedale di via Figuli che vorrebbe essere adibito a parco auto.

Qualche consigliere comunale ha fatto notare che nella zona termale vi sono altre aree che potrebbero essere a ciò destinate ( lvedi Calogero Bono e Ignazio Bivona) proponendo un utilizzo diverso per l’ex ospedale, più in ottica di sviluppo e ampliamento dell’offerta turistica.

Spazio successivamente ad altre comunicazioni quelle di Maurizio Blo’ e di Raimondo Brucculeri che hanno chiesto sulla vicenda Aica e situazione idrica.
“Purtroppo – commentano oggi i due – il sindaco Fabio Termine ha deciso di non rispondere. Ha eluso ogni interrogativo, come se i problemi della città non lo riguardassero, passando la parola all’assessore Alessandro Curreri, che – lo diciamo con rispetto ma con onestà – ha tentato goffamente di prendere tempo, senza entrare nel merito delle domande che erano rivolte direttamente al primo cittadino.
Tra le risposte, un imbarazzato elenco di interventi qua e là su alcune vie cittadine e, quasi con stupore, un riferimento alla vasca di accumulo alla Perriera, costata 500.000 euro. Nessun piano, nessuna visione, nessuna risposta concreta”.

Mentre sul piano di alienazioni del piano Asi, si e’ deciso di trattare vista la presenza dell’ingegnere Mirasola, collaboratore dell’ingegnere Gioia, assente ieri invece per motivi personali, il punto sul prezziario dei lotti artigianali. Anche qui diverse le proposte dell’opposizione come quella di Filippo Bellanca di un incentivo della vendita dei lotti “ad un euro” sul modello Sambuca. Mentre Calogero Bono ha suggerito, intanto una modifica di estensione dei lotti e di puntare ad un contratto- programma con le associazioni di categoria per incentivarne l’alienazione.

La seduta si e’ conclusa con un confronto sul piano Aro. In particolare, al centro del dibattito il “quinto mastello” che sarebbe introdotto con il nuovo piano che non convince diverse esponenti di opposizione come Calogero Bono e l’ex assessore Gaetano Cognata che hanno suggerito invece, l’opzione di un ritiro del vetro in discarica con benefit per i cittadini. Ma sul piano Aro c’è ancora tutto da scoprire in aula quando il punto arriverà con proposta di delibera per la sua disamina al consiglio.