Mutuo per costruire i capannoni del Carnevale, ecco le opinioni dei saccensi (Video)

E’ stato inserito tra le voci dell’imminente bilancio che si prepara nelle prossime settimane ad approdare al consiglio comunale di Sciacca il mutuo ventennale che l’amministrazione ha intenzione di contrarre per la costruzione dei capannoni del Carnevale di Sciacca.

Si tratta di un mutuo da tre milioni e mezzo di euro che più gli interessi, si aggira attorno ai cinque milioni e mezzo di euro che si ripagherà se avrà anche l’ok del consiglio, con una rata annuale da 250 mila euro prelevata dall’imposta di soggiorno. Un passo destinato a tenere banco nel dibattito politico con una opposizione che poi di fatto ha la maggioranza in aula, destinata a prendere posizione.

Intanto, in attesa che il consiglio comunale dia il suo via libera alla stipula del debito che graverà anche sulle prossime sindacature, abbiamo chiesto la loro opinione ai cittadini incontrati stamattina per strada.

Modifiche alla casa e controlli fiscali: quando aumentano le tasse

Con l’avvicinarsi della riforma catastale, cresce l’attenzione dell’Agenzia delle Entrate sulle modifiche agli immobili. Alcuni interventi, anche se apparentemente minori, possono comportare un aumento della rendita catastale e, di conseguenza, un incremento delle imposte dovute.

Ristrutturazioni e obbligo di comunicazione

Ogni ristrutturazione edilizia deve essere dichiarata. Alcune migliorie, pur non incidendo immediatamente sulle imposte dirette, possono determinare una variazione della rendita catastale, influendo su tributi come IMU, TARI e imposta di registro.

Piscine interrate e variazione della rendita catastale

La costruzione di una piscina interrata è uno degli interventi più monitorati. Pur non essendo considerata un bene di lusso secondo la normativa italiana, può far aumentare tra il 10% e il 20% la rendita catastale dell’immobile. In alcuni casi, questa variazione può determinare un cambio di categoria catastale, con la conseguente perdita dell’esenzione IMU anche per l’abitazione principale.

Pertinenze e impatto fiscale

Le pertinenze — come cantine, soffitte, garage e tettoie — possono comportare variazioni nella classificazione catastale e influire sul carico fiscale. Ai fini IMU, sono ammesse fino a tre pertinenze, purché appartenenti a categorie differenti (C/2, C/6, C/7). Tuttavia, strutture come terrazzi calpestabili, dependance, cantine comunicanti o posti auto coperti possono contribuire all’aumento della rendita, soprattutto se integrati fisicamente all’abitazione principale.

Verso la riforma del catasto

A partire dal 1° gennaio 2026 è prevista l’entrata in vigore della riforma del catasto, parte integrante del processo di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e inserita nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Il nuovo sistema prevede l’integrazione di strumenti tecnologici avanzati, come intelligenza artificiale e sistemi informativi geografici (GIS), per individuare:

  • immobili non censiti o con rendita non aggiornata;
  • terreni edificabili registrati come agricoli;
  • immobili abusivi.

Il Governo è inoltre chiamato a introdurre una doppia rendita catastale per ogni unità immobiliare: quella attualmente vigente e una nuova, attualizzata secondo i valori di mercato. Questo aggiornamento mira a garantire una maggiore aderenza del valore catastale alle caratteristiche reali degli immobili.

Controlli più mirati e scambio di dati tra enti

La digitalizzazione consentirà uno scambio più efficiente di informazioni tra Agenzia delle Entrate e Comuni. Verranno introdotti moduli telematici per la condivisione dei dati, favorendo la trasparenza e migliorando le attività di accertamento. È prevista anche una valorizzazione delle iniziative comunali volte a rilevare e correggere anomalie catastali, con incentivi specifici.

La nuova galleria Belvedere a Sciacca, Anas: “Prima la viabilità alternativa”


Il cantiere in via Alcide De Gasperi, a Sciacca, per i lavori di demolizione e ricostruzione della galleria Belvedere, sulla 115, è già stato allestito e l’intervento prevede la conclusione delle opere a settembre 2029. Anas, però, fa sapere che la fase che prevede la chiusura della statale “non avrà inizio finché non verrà completata e resa pienamente operativa la viabilità alternativa. La priorità – aggiunge Anas – è ridurre al minimo ogni impatto sulla viabilità della statale e di Sciacca e, di conseguenza, sulla vita quotidiana dei suoi cittadini”.

Anas aggiunge che “sta lavorando con il massimo impegno per rispettare le tempistiche previste dal cronoprogramma garantendo al contempo la sicurezza e la funzionalità del nuovo percorso”.

Anas assicura che “appena la viabilità alternativa sarà pronta darà tempestiva e ampia comunicazione” e che “l’obiettivo è assicurare che, prima di ogni chiusura, ci sia un’alternativa chiara e percorribile per tutti”.

Intanto, non ci sarà lo stop alle auto in quel tratto della 115 a stagione turistica già iniziata a Sciacca. Il 20 dicembre 2024 è stata formalmente effettuata la consegna dei lavori all’impresa incaricata, il 24 febbraio 2025 Anas ha preso possesso delle aree interessate per l’occupazione temporanea necessaria all’esecuzione dei lavori e il 17 marzo 2025 l’impresa si è insediata in cantiere e ha avviato le operazioni previste.

Con ogni probabilità a fine estate o comunque entro la fine del 2025 e dunque a circa un anno dalla consegna dei lavori si avvierà l’intervento di demolizione e ricostruzione della galleria, reso necessario per eliminare le criticità che sono emerse negli anni determinando anche infiltrazioni di acqua.

Cade nel 2013 sul ponte Verdura, assoluzione confermata per dipendenti Anas


Confermata la sentenza di assoluzione per tre dipendenti Anas da parte della Corte d’Appello del Tribunale di Palermo. Giuseppe Contino, Ignazio Calvaruso e Antonio Tumminello, tutti difesi dall’avvocato Giovanni Vaccaro, erano accusati di concorso in lesioni colpose e di omesso collocamento di segnali o ripari. Erano già stati assolti nel 2022 dal giudice monocratico del Tribunale di Sciacca, Fabio Passalacqua.

L’inchiesta ha riguardato la caduta rovinosa di un pedone, che aveva aggirato le transenne, subendo la frattura delle ossa nasali, il 12 marzo 2013, lungo il ponte Verdura, subito dopo il tratto pedonale, in fase di definizione, da parte dell’impresa incaricata della ricostruzione del noto ponte sulla 115, crollato nel febbraio precedente. In seguito alla querela del pedone il quale dal lato Sciacca aveva attraversato il ponte con alcuni collaboratori, per poi raggiungere Ribera, la procura di Sciacca, dopo aver chiesto e ottenuto l’archiviazione nei confronti del direttore dei lavori, aveva disposto la citazione a giudizio degli imputati.

Nel corso del lungo processo, istruito dal 2017 al 2022 da più giudici monocratici, sono stati sentiti la parte offesa, costituitasi parte civile e tanti testi di accusa pubblica e privata, nonché di difesa degli imputati e dell’Anas, citata e costituitasi quale responsabile civile. In sede di discussione, la procura aveva chiesto l’assoluzione degli imputati, come il difensore degli stessi e dell’Anas, avvocati Vaccaro e Gentile Alletto, mentre il difensore di parte civile aveva chiesto la condanna, depositando le conclusioni.

Il Tribunale aveva assolto gli imputati per non aver commesso il fatto. E’ stato proposto appello solo dalla parte civile. Adesso la sentenza di assoluzione è stata confermata.

Nella foto, l’avvocato Giovanni Vaccaro

L’allenatore del Bologna Vincenzo Italiano: “Ribera e la Sicilia sono casa mia” (Video)

Ha incontrato tanta gente che conosce fin da quando era bambino, ha ricordato chi, come Fofò Parisi e Tonino Corso, lo hanno avvicinato al mondo del calcio e poi ha ribadito: “Ribera e la Sicilia sono casa mia”. Vincenzo Italiano, allenatore del Bologna, ha ricevuto la tessera di socio onorario del circolo Buoni Amici di Ribera.

L’allenatore del Bologna ha ricordato anche le partite al Nino Novara di Ribera e quel calcio di una volta che per lui è stata la base per ottenere importanti risultati e, durante la scorsa stagione, anche la vittoria in Coppa Italia.

A fare gli onori di casa il presidente del circolo, Ignazio Mascarella. In sala un grande applauso quando Italiano, rispondendo a una domanda di Michele Ruvolo, ha ricordato Parisi e Corso: “Due grandi maestri – ha detto – due figure straordinarie del mondo sportivo riberese e per me due guide che hanno segnato quello che poi è successo nella mia carriera”.

Macchinetta “mangiaplastica” installata a Sambuca

Il comune di Sambuca ha aderito al progetto: “RecoPET” promosso da COREPLA, il Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica.

Da oggi 26 giugno, è attivo sul territorio comunale il progetto RecoPET.
L’iniziativa prevede l’installazione di un eco-compattatore, noto anche come

Una macchinetta “mangiaplastica” e’ stata installata in Via S. Croce accanto la Caserma dei Carabinieri, a Sambuca di Sicilia.

Il dispositivo consente di conferire bottiglie in PET per uso alimentare, contribuendo al recupero della plastica nobile e alla riduzione dell’impatto ambientale.

L’eco compattatore e’ attivo da oggi per tutto il territorio comunale grazie al progetto RecoPET, un progetto rientra negli obiettivi della normativa europea Single Use Plastic (SUP), che impone target di raccolta del 77% entro il 2025 e del 90% entro il 2029.

Per facilitare l’utilizzo del macchinario, sono presenti operatori incaricati di assistere i cittadini e fornire tutte le informazioni necessarie.

Inoltre, aderendo all’iniziativa nazionale “Instant Win Corepla”, è possibile ottenere premi immediati e buoni digitali semplicemente registrandosi sull’app dedicata e utilizzando l’eco-compattatore.

Le attività commerciali inoltre, potranno aderire al progetto attraverso il rilascio di propri buoni sconto in cambio di promozione dei prodotti su tutto il territorio ove si estende il progetto.

L’Amministrazione comunale di Sambuca invita tutti a partecipare con responsabilità, contribuendo così a una raccolta differenziata più efficiente e a un futuro più sostenibile.

Violenza sugli animali: pene più severe e carcere fino a 4 anni. Le novità della riforma

Dal 1° luglio 2025 entra in vigore una riforma legislativa che segna una svolta decisiva nella tutela giuridica degli animali in Italia. Con la Legge n. 82 del 6 giugno 2025, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 16 giugno, viene riconosciuto per la prima volta il principio secondo cui gli animali sono esseri senzienti, capaci di provare dolore e sofferenza.

Le modifiche coinvolgono il Codice penale, il Codice di procedura penale e diverse leggi speciali, rafforzando in modo significativo il sistema sanzionatorio in materia di maltrattamenti, abbandoni e sfruttamento degli animali.

Un nuovo paradigma giuridico

La riforma supera il concetto di tutela “per sentimento umano” e riconosce gli animali come soggetti meritevoli di protezione in sé. Il titolo del Codice penale relativo ai reati contro gli animali viene riscritto per riflettere questa nuova visione.

Tra gli interventi principali:

  • Art. 544-bis c.p. – Uccisione di animali: la pena passa da 4 mesi-2 anni a 6 mesi-3 anni, fino a 4 anni in caso di crudeltà o sevizie, con multe fino a 60.000 euro.
  • Art. 544-ter c.p. – Maltrattamenti: reclusione da 6 mesi a 2 anni e multa fino a 30.000 euro, con aggravanti in caso di recidiva.
  • Art. 727 c.p. – Abbandono di animali: ora punito con arresto fino a 1 anno o multa da 5.000 a 10.000 euro.
  • Spettacoli e combattimenti tra animali: fino a 4 anni di carcere e fino a 160.000 euro di multa per organizzatori o partecipanti.

Nuove aggravanti e responsabilità per gli enti

La legge introduce anche l’art. 544-septies c.p., che prevede aggravanti specifiche nei seguenti casi:

  • Il reato è commesso in presenza di minori;
  • Sono coinvolti più animali contemporaneamente;
  • L’atto è diffuso tramite video o immagini.

Le pene in questi casi possono aumentare fino alla metà.

Inoltre, i reati contro gli animali entrano ufficialmente nel catalogo dei reati presupposto del D.Lgs. 231/2001, comportando responsabilità amministrativa per enti e aziende, con possibili sanzioni interdittive, come la sospensione dell’attività.

Novità sul sequestro e l’affidamento degli animali

Con l’introduzione dell’art. 260-bis c.p.p., si stabilisce che gli animali sequestrati non possano essere abbattuti né ceduti durante l’iter giudiziario. È inoltre prevista la possibilità di affidamento anticipato a enti o privati riconosciuti idonei, anche prima della sentenza.

Stop alle catene: vietato tenere animali legati

Tra le disposizioni più significative, viene introdotto il divieto di tenere animali alla catena, salvo casi temporanei legati a necessità sanitarie. La violazione comporta una sanzione amministrativa da 500 a 5.000 euro, contribuendo a migliorare il benessere degli animali nella quotidianità.

Stretta sul traffico illecito di animali da compagnia

Infine, viene rafforzata la disciplina relativa al traffico di cuccioli e animali da compagnia importati illegalmente o in condizioni di maltrattamento. Le pene previste sono più severe e mirano a contrastare un fenomeno spesso sommerso.

Sanità digitale in Sicilia, il piano di Schifani per un modello d’eccellenza

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Un nuovo paradigma di salute pubblica prende forma in Sicilia. Lo ha annunciato il presidente della Regione, Renato Schifani, durante il forum Logos&Téchne organizzato dalla Fiaso a Siracusa, ponendo al centro della visione futura la sanità digitale Sicilia.

Un ecosistema digitale per la salute

Nel corso dell’evento, Schifani ha sottolineato come la Regione stia investendo in modo strategico sulle potenzialità dell’intelligenza artificiale e dei big data. «Il futuro che vogliamo costruire in Sicilia passa da un’integrazione virtuosa tra tecnologia e competenze cliniche», ha dichiarato. Il progetto mira a rendere operativo il Fascicolo sanitario elettronico 2.0, destinato a diventare il perno di un vero ecosistema digitale della cura.

La sanità digitale Sicilia include anche il rafforzamento della telemedicina, con l’obiettivo di garantire servizi capillari, soprattutto nelle aree interne e nelle isole minori. Una trasformazione resa possibile grazie ai fondi del Pnrr, che stanno dando una spinta decisiva alla digitalizzazione della sanità regionale.

Intelligenza artificiale per ottimizzare i servizi

Tra le innovazioni in fase di sviluppo, il governo regionale guarda con attenzione all’uso dell’IA per gestire le liste d’attesa e migliorare l’organizzazione dei Pronto soccorso, riducendo sovraffollamenti e tempi di attesa. Strumenti predittivi e sistemi di richiamo avanzati saranno integrati per rendere la sanità digitale Sicilia sempre più efficiente e accessibile.

Schifani ha evidenziato come l’adozione della tecnologia debba servire a liberare tempo e risorse, restituendo centralità al rapporto umano tra medico e paziente.

Investimenti in strutture e personale

Accanto alla transizione digitale, la Regione Sicilia investe anche in infrastrutture fisiche e risorse umane. «Stiamo procedendo con i progetti per il nuovo ospedale di Siracusa, il policlinico di Palermo e un centro di eccellenza pediatrica – ha aggiunto Schifani –. Sono previste anche oltre 9.000 stabilizzazioni nel personale sanitario».

Questi interventi mirano a rafforzare la medicina di prossimità, anche attraverso le case e gli ospedali di comunità, strumenti fondamentali per una sanità più vicina e reattiva.

Con queste premesse, la sanità digitale Sicilia si candida a diventare un modello nazionale, capace di coniugare innovazione tecnologica, sostenibilità e umanizzazione della cura, a beneficio di tutti i cittadini.

Piano Casa 2025: in arrivo alloggi gratuiti o a basso costo per le famiglie in difficoltà

Il Governo ha presentato il nuovo Piano Casa Italia, una strategia nazionale per fronteggiare l’emergenza abitativa e rilanciare il settore edilizio. Con un investimento iniziale di 660 milioni di euro, il progetto mira a garantire abitazioni dignitose a prezzi accessibili, in particolare per le famiglie economicamente svantaggiate, ma anche per un ceto medio sempre più colpito dall’aumento dei costi immobiliari.

Crisi abitativa e intervento pubblico

Negli ultimi anni, l’accesso alla casa è diventato un problema crescente, non solo per le fasce più fragili, ma anche per lavoratori e famiglie con redditi medi. L’aumento dei prezzi, la scarsità di alloggi sociali e le rigidità del mercato hanno reso difficile trovare soluzioni abitative stabili e sostenibili.

Per rispondere a questa esigenza, il Ministero delle Infrastrutture ha lanciato il Piano Casa Italia, illustrato durante il quinto Tavolo Casa. Si tratta di un pacchetto di misure che intende coniugare rilancio dell’edilizia, innovazione normativa e giustizia sociale.

Fondi e fasi di attuazione

Il piano prevede una dotazione iniziale di 660 milioni di euro, suddivisi in due tranche:

  • 100 milioni di euro per progetti pilota nel biennio 2027-2028;
  • 560 milioni di euro per il triennio successivo, a partire dal 2029.

L’obiettivo è sperimentare soluzioni innovative e raccogliere dati utili a definire politiche di lungo periodo. Parallelamente, il Governo avvierà una riforma del Testo Unico dell’Edilizia, con una legge delega attesa entro la fine di giugno 2025.

Una nuova visione dell’abitare

Il Piano Casa promuove un concetto di abitare centrato su accessibilità economica, inclusione sociale e sostenibilità. Le nuove politiche abitative punteranno su modelli flessibili e integrati, capaci di rispondere alle reali esigenze delle famiglie, delle comunità e del territorio.

Una delle sfide principali sarà il superamento della visione dell’immobile come puro investimento. Attualmente, una larga quota delle seconde case in Italia è considerata una riserva di valore. Il Piano intende ribaltare questa logica, promuovendo invece l’abitazione come diritto e strumento di coesione sociale.

Riforma normativa e digitalizzazione

Uno dei pilastri dell’intervento riguarda la semplificazione normativa. La revisione del Testo Unico dell’Edilizia mira a:

  • ridurre la frammentazione legislativa tra Stato e Regioni;
  • velocizzare le procedure autorizzative;
  • facilitare la rigenerazione urbana, privilegiando il riuso del patrimonio edilizio esistente;
  • integrare urbanistica, edilizia e tutela ambientale;
  • incentivare la digitalizzazione delle pratiche edilizie, per aumentare trasparenza e certezza dei tempi.

Verso una strategia abitativa nazionale

Il Piano Casa 2025 si colloca in una cornice più ampia, che guarda all’Europa e alle sfide sociali ed economiche del prossimo decennio. L’intento è costruire un sistema abitativo più equo, efficiente e resiliente, capace di rispondere in modo strutturale alla domanda di alloggi e di rilanciare un settore chiave per l’economia e il benessere collettivo.

Emergenza idrica, l’appello disperato degli agricoltori riberesi

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L’emergenza idrica si sta trasformando in una vera e propria crisi agricola. A lanciare l’allarme è l’Associazione Liberi Agricoltori, che ha inviato una lettera al prefetto di Agrigento, al presidente della Regione Siciliana e all’assessore all’Agricoltura.

La situazione, descritta come “drammatica”, è aggravata da un’irrigazione tardiva, da una rete idrica vetusta e da temperature che superano i 35 gradi.

Irrigazione in ritardo e guasti continui alla rete

Secondo l’associazione, il Consorzio di bonifica AG3 avrebbe avviato l’irrigazione solo il 23 giugno, nonostante le richieste avanzate già da maggio. Questo ritardo ha avuto conseguenze devastanti: la rete irrigua, in condizioni critiche, ha ceduto in diversi punti, causando rotture e interruzioni del servizio. Le colture, già provate dalla siccità, stanno subendo danni irreparabili.

L’emergenza idrica non è solo frutto del clima, ma, secondo l’associazione, anche di una gestione giudicata inadeguata.

Una crisi annunciata: l’appello inascoltato di maggio

L’Associazione Liberi Agricoltori aveva già previsto questa situazione, chiedendo l’avvio dell’irrigazione fin dal 15 maggio, quando l’Autorità di Bacino della Regione Siciliana aveva assegnato le quote d’acqua per l’uso irriguo. Se le istituzioni competenti avessero agito tempestivamente, sottolineano gli agricoltori, si sarebbero potute contenere le rotture della rete e i conseguenti disservizi.

La richiesta di una gestione più oculata

Il presidente dell’associazione, Dino Giovanni D’Angelo, evidenzia come un avvio anticipato tra fine maggio e inizio giugno avrebbe rappresentato una scelta più razionale e vantaggiosa per l’intero comparto agricolo. Invece, oggi l’emergenza idrica rischia di diventare una vera e propria catastrofe economica e sociale per le province coinvolte.

Chi paga il prezzo della mala gestione?

“Chi sta pagando il prezzo di tutto ciò sono esclusivamente gli agricoltori,” si legge nella lettera. Perdite importanti nei raccolti.

Conclusione

La richiesta dell’Associazione Liberi Agricoltori è chiara: interventi urgenti, assunzione di responsabilità e un cambio di passo nella pianificazione delle campagne irrigue. L’emergenza idrica Agrigento non può più essere ignorata, perché a rischio non c’è solo il lavoro di migliaia di agricoltori, ma la tenuta economica di interi territori.