Immobile ricevuto in donazione: quando può essere pignorato e come proteggersi legalmente

Ricevere un immobile in donazione, specialmente da un familiare, è un gesto frequente e carico di significato. Tuttavia, questo trasferimento gratuito può nascondere insidie legali, in particolare se il donante ha debiti pregressi. In alcuni casi, infatti, il bene donato può essere oggetto di pignoramento da parte dei creditori.

Donazione immobiliare: cos’è e come funziona

La donazione immobiliare, disciplinata dall’art. 769 del Codice Civile, è un atto con cui una persona trasferisce gratuitamente un bene a un’altra per spirito di liberalità. Per essere valida, deve avvenire mediante atto pubblico notarile, alla presenza di due testimoni.
Il notaio verifica:

  • la titolarità piena del bene da parte del donante,
  • l’assenza di vincoli come ipoteche o pignoramenti,
  • la conformità urbanistica e catastale dell’immobile.

Donazioni tra familiari: rischi legati ai debiti del donante

Anche se la donazione avviene tra genitori e figli, non è automaticamente esente da rischi. Se il donante ha debiti anteriori alla donazione, il creditore può tentare di recuperare il proprio credito rivalendosi sull’immobile donato. In tal caso, il donatario potrebbe essere coinvolto in una procedura esecutiva, pur non avendo responsabilità dirette.

In quali casi il bene può essere pignorato

Il pignoramento dell’immobile donato è possibile solo se:

  • il debito è anteriore alla donazione;
  • il creditore agisce entro un anno dalla data di donazione con un titolo esecutivo valido (es. sentenza o decreto ingiuntivo), notificando il precetto e trascrivendo il pignoramento nei registri immobiliari.

Se, invece, il debito è successivo alla donazione, il creditore non potrà pignorare l’immobile, salvo casi di frode.

L’azione revocatoria entro 5 anni

Oltre al pignoramento diretto, il creditore può ricorrere all’azione revocatoria entro cinque anni dalla donazione. Si tratta di una procedura giudiziale con cui si chiede di dichiarare inefficace l’atto nei confronti del creditore.
Per ottenerla, deve essere dimostrato che:

  • il debitore era già insolvente al momento della donazione;
  • l’atto ha compromesso la garanzia patrimoniale, rendendo più difficile il recupero del credito.

Immobili già pignorati o ipotecati

  • Se l’immobile è già pignorato al momento della donazione, l’atto è inefficace: il notaio deve rifiutarsi di stipularlo.
  • Se è ipotecato, la donazione è possibile, ma l’ipoteca segue l’immobile: il creditore può agire esecutivamente anche nei confronti del nuovo proprietario, per un periodo di 20 anni.

Il rischio penale: la sottrazione fraudolenta al fisco

Qualora la donazione sia fatta con l’intento di evitare il recupero fiscale da parte dell’Agenzia delle Entrate, si può configurare il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte (art. 11 D.Lgs. 74/2000).
In questi casi, il donante rischia fino a 4 anni di reclusione.

Come tutelarsi prima di accettare un immobile in donazione

Per evitare sorprese, è fondamentale:

  • chiedere al donante una dichiarazione scritta sulla propria situazione debitoria;
  • far eseguire visure ipotecarie e catastali aggiornate dal notaio;
  • consultare un legale esperto in diritto civile o esecuzioni immobiliari.

Accettare un immobile in donazione è un atto importante, che merita di essere valutato con attenzione anche sotto il profilo patrimoniale e giuridico. In presenza di debiti, il rischio di pignoramento non può essere escluso a priori e richiede opportune verifiche preventive.

Accoltella un uomo per un parcheggio a Partanna, a casa coltivava marijuana


Dai primi accertamenti e dalle dichiarazioni della vittima e dei testimoni i Carabinieri si sono messi sulle tracce dell’uomo che lo avrebbe attinto poco prima con

Un ventisettenne avrebbe sferrato una coltellata al petto contro un altro uomo al culmine di una lite che sarebbe scaturita per problemi di parcheggio in una via del centro abitato a Partanna.
In poco tempo i militari dell’Arma della stazione di Partanna, grazie alle testimonianze delle persone sul posto, sono riusciti a rintracciare ed identificare il 27enne nella propria abitazione dove, a seguito di perquisizione, sono stati rinvenuti circa 150 grammi di marijuana confezionata in involucri, 5 piante e semi della stessa sostanza nonché materiale per il confezionamento e lampade per la coltivazione delle piante, motivo per cui l’uomo e’ stato tratto in arresto.

Tutto il materiale e la somma contante di 800 euro sono stati sottoposti a sequestro mentre sono ancora in corso le indagini dei militari dell’Arma per far luce sull’accoltellamento.

La vittima ha riportato lesioni giudicate guaribili in 30 giorni.
Il 27enne dopo l’udienza di convalida dell’arresto per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio è stato sottoposto alla misura dell’obbligo di dimora nel comune di Partanna con il divieto di allontanarsi dalla propria abitazione durante le ore notturne.

Sciacca, torna l’inciviltà alla colonna votiva

Nonostante i recenti interventi di restauro alla colonna votiva delle Terme l’area è tornata ad essere oggetto di comportamenti incivili da parte di alcuni cittadini.

Ciò che dovrebbe essere un luogo di rispetto e memoria storica, continua a essere utilizzato come una toilette a cielo aperto.

Inciviltà alla colonna votiva: un attacco alla memoria storica

La colonna votiva è un simbolo identitario che testimonia il passato della città. L’inciviltà alla colonna votiva, con il suo uso improprio e offensivo, restituisce un colpo al patrimonio storico e all’immagine della comunità.

Come contrastare l’inciviltà

Per fermare questo fenomeno servirebbero un mix di azioni: l’installazione di telecamere, pattugliamenti regolari, cartellonistica esplicita e sanzioni severe oltre che un po’ di buon senso da parte dei cittadini.

Inoltre, una campagna di educazione civica potrebbe prevenire nuovi episodi di inciviltà alla colonna votiva e salvaguardare il valore dell’opera.

Per i lavori alla colonna votiva delle Terme, monumento dedicato alle vittime del dirigibile Diximude, sono stati spesi 60 mila euro.

Maturita’ 2025, nelle tracce Giuseppe Tomasi di Lampedusa e il giudice Borsellino


Al via oggi la prima prova scritta di italiano: oltre 524mila gli studenti che affrontano il tema, prima tappa dell’Esame di Stato.

Sette le tracce proposte, suddivise tra analisi del testo, testo argomentativo e tema d’attualità. I plichi sono stati aperti alle ore 8,30 e questi gli argomenti sui quali saranno chiamati a confrontarsi gli studenti italiani:

Pier Paolo Pasolini e Giuseppe Tomasi di Lampedusa per l’analisi del testo, tema di tipo A.
Piers Brendon, Riccardo Maccioni e Telmo Pievani, gli autori per il testo argomentativo di tipo B.

“I giovani, la mia speranza”: un messaggio del giudice Paolo Borsellino e il mondo social per la tipologia C.

Pensione 2025: come recuperare i contributi INPS mancanti grazie alla rottamazione-quinquies

La rottamazione-quinquies è una proposta legislativa attualmente in discussione in Parlamento che potrebbe offrire una nuova opportunità ai contribuenti con debiti fiscali e contributivi, in particolare a coloro che rischiano di non maturare i requisiti necessari per la pensione. Il disegno di legge, presentato dalla Lega il 27 novembre 2024, è all’esame della Commissione Finanze del Senato dal 25 febbraio 2025.

Cos’è la rottamazione-quinquies e cosa prevede

La misura rappresenta un’evoluzione delle precedenti definizioni agevolate dei debiti fiscali. L’obiettivo è quello di favorire il rientro graduale nella legalità fiscale e previdenziale, attraverso condizioni di pagamento più sostenibili. Tra le novità principali introdotte dalla proposta figurano:

  • Rateizzazione fino a 120 mesi (10 anni), in luogo delle 18 rate trimestrali previste in passato;
  • Nessun acconto iniziale, rendendo l’accesso più agevole anche per chi ha difficoltà di liquidità;
  • Decadenza più tollerante, con esclusione solo dopo 8 rate non pagate (non necessariamente consecutive), rispetto alle 5 delle precedenti versioni;
  • Ambito potenziale di applicazione esteso ai debiti affidati all’Agenzia delle Entrate Riscossione fino al 31 dicembre 2023.

Riscatto contributivo e accesso alla pensione

Uno degli aspetti più rilevanti riguarda le implicazioni previdenziali. Molti lavoratori autonomi, artigiani, commercianti e professionisti presentano posizioni debitorie aperte con l’INPS, che rendono non riconosciuti alcuni anni di contribuzione. Questo compromette il raggiungimento dei requisiti minimi per:

  • la pensione di vecchiaia (20 anni di contributi);
  • le pensioni anticipate (35 o 38 anni, in base alla forma prevista).

Con la rottamazione-quinquies, il versamento integrale dei contributi mancanti permetterebbe il riconoscimento pieno dei periodi scoperti, contribuendo in modo decisivo al raggiungimento della pensione. Tuttavia, l’INPS riconoscerà gli anni sanati solo dopo il saldo completo del debito: il conteggio ai fini pensionistici non avviene con la sola adesione, né durante il piano rateale.

Rischi e copertura finanziaria

Il principale ostacolo alla realizzazione della misura resta la copertura economica. Secondo le stime, il provvedimento avrebbe un impatto sul bilancio pubblico pari a circa 5,2 miliardi di euro. Già in passato un emendamento simile era stato bocciato nel Decreto Milleproroghe proprio per mancanza di fondi. Per questo motivo, oggi la proposta è presentata come disegno di legge autonomo, per facilitarne la valutazione e l’eventuale approvazione.

Un cambio di paradigma nella riscossione

Se approvata, la rottamazione-quinquies potrebbe segnare una svolta nelle politiche di recupero fiscale, spostando l’approccio da punitivo a più collaborativo e sostenibile. L’obiettivo è incentivare l’adempimento spontaneo, supportando chi vuole regolarizzare la propria posizione ma è stato penalizzato da situazioni economiche complesse.

In attesa della definizione ufficiale e dell’approvazione parlamentare, la proposta sta già suscitando attenzione tra i contribuenti che intravedono nella misura un’opportunità concreta per rientrare nella legalità contributiva e riattivare il proprio percorso verso la pensione.

Cocaina in una scarpa a Ribera, condannato


Il Tribunale di Sciacca, in composizione monocratica, ha condannato a un anno e 4 mesi di reclusione e 5.500 euro di multa Amri Badreddine, di 46 anni, marocchino, accusato di avere occultato cocaina in una scarpa nella casa in cui viveva, nel 2019, a Ribera.

Nei pressi del letto, è stata rinvenuta una busta in plastica contenente 13 involucri di cocaina per un peso complessivo di 5,28 grammi. Sul materasso c’erano 1.050 euro e un bilancino di precisione.

Nei confronti del marocchino, che non aveva stabili fonti di reddito, anche un secondo capo d’imputazione perché un giorno dopo il rinvenimento dello stupefacente, nonostante l’arresto e in attesa di convalida, sottoposto alla detenzione domiciliare a Ribera, si allontanava da casa senza autorizzazione.

Menfi, giovane operaio muore folgorato da una scarica elettrica

Un incidente sul lavoro si è verificato oggi pomeriggio a Menfi causando la morte di un operaio di 26 anni, originario di Caccamo, provincia di Palermo.

Il giovane è morto folgorato da una scarica elettrica mentre stava lavorando presso un impianto fotovoltaico, di proprietà di una società privata in contrada Genovese, a Menfi.

I primi ad intervenire sono stati gli stessi colleghi del giovane che hanno provato a prestargli immediatamente soccorso, ma inutilmente.

Sul posto i carabinieri, il magistrato di turno della procura di Sciacca e il medico legale.

Rizzuto: “Niente cellulari in classe, l’uso eccessivo rende i ragazzi incapaci di ragionare” (Video)

“L’uso eccessivo dei cellulari rende i ragazzi incapaci di ragionare”. Lo dice Daniela Rizzuto, dirigente dell’istituto Arena di Sciacca, che plaude all’iniziativa del ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara che vieta i telefonini in classe. Il divieto di utilizzarli viene esteso anche agli studenti delle superiori.

Dopo averli vietati fino ai 14 anni con una circolare dell’11 luglio dello scorso anno, adesso il ministro ha diffuso una nota ai dirigenti scolastici del secondo ciclo di istruzione nella quale vieta l’utilizzo del telefonino sia durante lo svolgimento dell’attività didattica che, più in generale, nell’orario scolastico.

Saranno previste specifiche sanzioni disciplinari per coloro che dovessero contravvenire al divieto, mentre è rimessa all’autonomia scolastica l’individuazione delle misure per assicurarne il rispetto. La dirigente Rizzuto manifesta una sola perplessità: “Ci sono classi con alunni in numero superiore rispetto ai dispositivi in uso per attività didattica e questo potrebbe creare problemi. Contrastare l’uso smodato dei telefonini, però, mi trova favorevole”.

Assegno di mantenimento: non si perde con la nuova convivenza, lo stabilisce la Cassazione

Una nuova relazione affettiva non determina automaticamente la revoca dell’assegno di mantenimento. Lo ha ribadito la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 14358/2025, confermando un principio ormai consolidato: il diritto all’assegno può sopravvivere anche alla nascita di una nuova convivenza, purché sussistano determinati presupposti.

Cos’è l’assegno di mantenimento e quando si applica

L’assegno di mantenimento, previsto dall’articolo 156 del Codice Civile, è destinato al coniuge economicamente più debole in caso di separazione, in assenza di redditi propri. La sua funzione è assistenziale e compensativa: da un lato garantisce un sostegno economico; dall’altro riconosce il contributo fornito durante il matrimonio alla formazione del patrimonio familiare e personale dell’altro coniuge.

La nuova convivenza non annulla automaticamente il diritto

Nel caso esaminato dalla Prima Sezione Civile della Cassazione, un uomo aveva chiesto la revoca dell’assegno in favore dell’ex moglie, in quanto questa aveva avviato una nuova convivenza more uxorio. La Corte d’Appello aveva accolto la richiesta, ma la donna ha impugnato la decisione, ottenendo un esito favorevole in Cassazione.

Secondo la Suprema Corte, il diritto all’assegno non può essere revocato automaticamente solo in presenza di una nuova relazione. Serve una valutazione caso per caso, che tenga conto:

  • della durata del matrimonio precedente,
  • della condizione economica dell’ex coniuge nella nuova unione,
  • dell’eventuale contributo personale dato in passato alla vita familiare.

Funzione compensativa e obbligo di prova

La Cassazione ha precisato che, pur venendo meno la funzione assistenziale con la nuova convivenza, può restare intatta la funzione compensativa dell’assegno. Quest’ultima è giustificata dal contributo dato durante il matrimonio – ad esempio, la rinuncia alla carriera per occuparsi della casa o dei figli – e mira a bilanciare i sacrifici sostenuti da uno dei due coniugi.

Tuttavia, spetta all’interessato fornire prova del contributo offerto al patrimonio comune e personale dell’altro coniuge, nonché dell’impossibilità oggettiva di garantirsi mezzi adeguati in autonomia.

Quando l’assegno può essere mantenuto

Il diritto all’assegno non decade, quindi, se:

  • l’ex coniuge ha avviato una nuova convivenza stabile;
  • non ha raggiunto un’autonomia economica paragonabile a quella avuta durante il matrimonio;
  • riesce a dimostrare in giudizio il proprio ruolo determinante nella gestione familiare e nella rinuncia a opportunità lavorative.

Conclusione della Corte

La decisione della Cassazione si inserisce in un orientamento giurisprudenziale consolidato (Cass. SS.UU. 32198/2021 e Cass. SS.UU. 18287/2018), che distingue chiaramente tra sostegno assistenziale e funzione compensativa dell’assegno di mantenimento. La nuova convivenza, da sola, non è sufficiente a giustificare l’eliminazione del diritto, se non è accompagnata da un reale miglioramento della condizione economica.

Tragedia di Messina, morta la piccola Elisa e la mamma resta in prognosi riservata

Non c’e’ stato nulla da fare per Elisa, la neonata di tre mesi caduta dal primo piano insieme alla madre.

I medici del Policlinico hanno fatto di tutto per strapparla alla morte, ma la bambina è morta ieri in ospedale a causa delle gravi lesioni riportate.

La madre, casalinga di 40 anni, e’ invece è ricoverata in neurochirurgia nello stesso ospedale e dovrà anche essere operata per ridurre alcune fratture.

La donna è piantonata dagli agenti di polizia che indagano con il coordinamento della Procura per fare luce su quanto accaduto.

Pare che l’ipotesi di un gesto volontario: omicidio-suicidio, probabilmente legato a una depressione post parto, sia quella più avvalorata.