Erice, torna la Processione dei Misteri: tradizione e devozione nel Venerdì Santo (Video)

La Processione dei Misteri di Erice e’ uno dei riti più suggestivi e importanti della Sicilia occidentale. Un appuntamento che anche quest’anno è tornato a testimoniare la ricchezza di una comunità che custodisce le sue radici.
I Misteri di Erice rappresentano un patrimonio artistico e storico, più piccoli rispetto a quelli della vicina Trapani, i gruppi settecenteschi si sono conservati intatti.

Le vare conservano la loro struttura originale: più piccole e dai piedi bassi per affrontare le viuzze del borgo.

E’ il suono delle ciaccule a comandare la partenza e la sosta dei gruppi.

Alle ciacculle si affiancano quello ritmico delle forcelle, strumenti fondamentali che accompagnano l’incedere del passo e sostengono le aste durante le soste.

Il corteo ha preso il via alle 14.30 dalla Chiesa di San Giuliano.

I quattro gruppi scultorei sono preceduti dai processionanti in tunica bianca e mantello rosso che rappresentano: Gesù nell’Orto del Getsemani, la Flagellazione, la Coronazione di spine e l’Ascesa al Calvario.

Concludono la processione i simulacri del Crocifisso, di Gesù nell’urna (portata dai giovani ericini) e dell’Addolorata (affidata al popolo).

Il rientro, è previsto per le 19.30.

Postazione taxi al terminal bus di via Lioni? I tassisti: “Sarebbe inutile” (Video)

Alla proposta dell’associazione Sciacca Turismo di spostare la postazione del radiotaxi di Sciacca da via Figuli al terminal bus di via Lioni replica il tassista saccense Calogero Perconte che elenca una serie di motivi che rendono non percorribile l’ipotesi lanciata da Ezio Bono.

“I turisti che arrivano in città con un bus di linea, e’ un’utenza che non ricerca – afferma Perconte – solitamente un taxi. A parte che esiste gia’ la possibilità di telefonare e richiedere un taxi sul posto.

I nostri mezzi poi sono così voluminosi che andremmo a sottrarre spazio al parcheggio già striminzito dei pendolari.

Inoltre, da questo accesso alla città arrivano i turisti dell’Aereoviaggi di Mangia e Roccoforte. Spesso siamo noi ad accompagnarli al rientro. Vorremmo farla noi una proposta fattibile: perché non spostare momentaneamente il capolinea dei bus tornando alla sosta al Viale delle Terme?”.

Armi illegali, droga e acqua non tracciata: blitz dei carabinieri nell’Agrigentino

Controlli mirati dei carabinieri della compagnia di Licata nei territori di Licata e Palma di Montechiaro, con un arresto e due denunce nell’ambito di attività finalizzate al contrasto della detenzione illegale di armi, dello spaccio di sostanze stupefacenti e di condotte potenzialmente pericolose per la salute pubblica.

A Palma di Montechiaro, i militari della locale stazione hanno arrestato un uomo di 74 anni, ritenuto responsabile di detenzione illegale di armi comuni e munizioni. Nel corso di una perquisizione domiciliare sono state rinvenute tre carabine, di cui una ad aria compressa priva di matricola, una pistola modello Walther P38, sei coltelli a serramanico, un pugnale e 149 munizioni di vario calibro, tutto materiale non denunciato. Le armi sono state sequestrate. Su disposizione dell’autorità giudiziaria, l’uomo è stato condotto presso la casa circondariale “Di Lorenzo” di Agrigento.

A Licata, i carabinieri hanno denunciato in stato di libertà un ventenne del posto, sorpreso in via Appennini in possesso di circa sei grammi di cocaina, contenuti in un unico involucro e ritenuti destinati allo spaccio. La sostanza è stata sequestrata.

Sempre a Licata, un cinquantottenne è stato denunciato per aver conferito acqua da un’autobotte di sua proprietà presso due abitazioni private, destinandola al consumo umano senza la necessaria documentazione di trasporto, autorizzazione igienico-sanitaria e tracciabilità. Il mezzo è stato sottoposto a sequestro. L’uomo dovrà rispondere di vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine e commercio di sostanze alimentari nocive.

Ingiunzione da oltre 450mila euro annullata: nulla dovuto dall’ospedale Villa Sofia

Si chiude con un annullamento totale l’ingiunzione di pagamento che pendeva sull’Azienda ospedaliera Villa Sofia – Cervello di Palermo.

La decisione, formalizzata con sentenza del 3 aprile 2026, mette fine – almeno per ora – alla pretesa economica avanzata nei confronti della struttura palermitana, che riguardava l’utilizzo di terreni riconducibili alla Croce Rossa.

La vicenda trae origine da un precedente contenzioso: il Tribunale di Palermo aveva già riconosciuto un risarcimento di circa 137mila euro per il periodo compreso tra il 2008 e il 2012. Successivamente, però, l’ESACRI aveva richiesto un ulteriore pagamento per gli anni dal 2012 al 2023, notificando nel 2024 un’ingiunzione per oltre 426mila euro, poi incrementata fino a superare i 454mila con spese e accessori.

L’azienda ospedaliera, assistita dall’avvocato Girolamo Rubino, ha impugnato il provvedimento, contestando la legittimità della richiesta.

Secondo i giudici romani, la pretesa avanzata dall’ente creditore non poteva essere sostenuta in assenza di un titolo esecutivo riferito al periodo successivo al 2012. La precedente pronuncia del Tribunale di Palermo, infatti, riguarda un arco temporale limitato e risulta inoltre ancora oggetto di giudizio in appello.

Il Tribunale ha chiarito che, per procedere con un’ingiunzione ai sensi di un Regio Decreto del 1910, sarebbe stato necessario ottenere una nuova decisione giudiziaria che accertasse in modo specifico il credito per gli anni successivi.

In mancanza di tale presupposto, le somme richieste sono state ritenute prive di un valido titolo esecutivo.

Da qui la decisione di annullare l’ingiunzione.

Niscemi, il procuratore Vella: “Dalla frana del ‘97 nulla è stato fatto per la sicurezza”

A quasi trent’anni dalla frana che colpì Niscemi nel 1997, le misure previste per la messa in sicurezza del territorio non sarebbero mai state attuate. È quanto emerge dalle parole del procuratore capo di Gela, Salvatore Vella, che coordina l’indagine sulla frana verificatasi lo scorso gennaio e che ha cancellato un’intera area del centro storico.

“A distanza di quasi trent’anni dalla frana di Niscemi del 1997, in sostanza, nulla è stato fatto rispetto a ciò che era stato previsto per mettere in sicurezza il territorio”, afferma il magistrato.

L’inchiesta, affidata a un apposito “pool frana”, è attualmente in corso e si concentra sull’analisi di documenti e dati tecnici. “Stiamo conducendo un lavoro attento e serio – assicura il procuratore capo – analizziamo i documenti e i dati tecnici. Non ci stiamo risparmiando come Procura, insieme ai poliziotti della squadra mobile di Caltanissetta, a quelli del commissariato di Niscemi, al servizio centrale operativo di Roma e ai nostri consulenti”.

Al momento il fascicolo non riporta nomi di indagati, ma l’attività investigativa prosegue. “Ritengo che qualcosa di ancor più concreto ci sarà nei prossimi mesi. Sono ottimista”, aggiunge Vella.

Sono già numerose le audizioni svolte dagli inquirenti: tecnici, funzionari e dirigenti sono stati ascoltati come persone informate sui fatti, nell’ambito di un’indagine che punta a chiarire eventuali responsabilità legate alla mancata prevenzione del rischio idrogeologico.

Scippo a Licata, intervento dei carabinieri che denunciano un giovane

Uno scippo si è verificato a Licata dove una donna di 80 anni è stata vittima di un furto con strappo mentre rientrava a casa. Due individui, con rapidità, le hanno sottratto la borsa prima di allontanarsi.

Scippo a Licata, denunciato un 19enne

La tempestiva attivazione del dispositivo di pronto intervento, anche grazie alle segnalazioni dei cittadini, ha consentito ai militari dell’Arma di intercettare uno dei sospettati pochi minuti dopo il fatto.
Si tratta di un giovane di 19 anni, residente in zona, che è stato denunciato in stato di libertà per furto con strappo.
Durante il controllo, il ragazzo è stato trovato in possesso di sostanza stupefacente del tipo hashish. Per questo motivo è stato segnalato alla Prefettura di Agrigento quale assuntore.

Assistenza alla vittima e indagini in corso

Dopo lo scippo, la vittima ha ricevuto immediata assistenza dai carabinieri ed è stata successivamente affidata alle cure dei sanitari del Presidio Ospedaliero “San Giacomo d’Altopasso” per gli accertamenti del caso.
Le indagini sono ancora in corso per risalire all’identità del secondo soggetto coinvolto e per recuperare la refurtiva sottratta alla donna.

L’intervento conferma la capacità di risposta immediata delle forze dell’ordine e l’attenzione costante sul territorio per contrastare episodi di criminalità diffusa.

Intrusione in pista all’aeroporto di Palermo, uomo denunciato

Momenti di tensione nella notte tra mercoledì e giovedì presso l’Aeroporto Falcone Borsellino, dove si è verificata una grave intrusione in pista. Un uomo originario dell’Est Europa ha scavalcato la recinzione dello scalo, riuscendo ad accedere all’area delle piste senza essere immediatamente intercettato.

Secondo quanto ricostruito, l’uomo avrebbe percorso di corsa una parte della pista, attirando l’attenzione del personale addetto alla sicurezza e degli operatori della torre di controllo. La situazione ha fatto scattare l’allarme, attivando tempestivamente le procedure di emergenza.

Allarme sicurezza e voli in ritardo

L’episodio di intrusione all’aeroporto di Palermo ha avuto ripercussioni immediate anche sul traffico aereo. Alcuni voli, nelle prime ore del mattino, hanno subito ritardi sia in partenza che in arrivo, a causa delle verifiche necessarie per garantire la sicurezza dello scalo.

Le autorità hanno avviato le operazioni di ricerca, mentre l’uomo si era nel frattempo nascosto tra le sterpaglie presenti nell’area aeroportuale. La sua presenza è stata monitorata per diverse ore prima del ritrovamento.

Ritrovamento e denuncia dell’uomo

Dopo ore di ricerche, l’uomo è stato individuato nell’area dedicata alle partenze e agli arrivi. Al momento del fermo, gli agenti della polizia di Stato hanno accertato che fosse in possesso di un coltello.

La sua posizione è ora al vaglio della procura, mentre restano ancora da chiarire le motivazioni del gesto. Non è infatti noto quali fossero le reali intenzioni dell’uomo..

Parallelamente, è stata avviata un’indagine interna per comprendere come sia stato possibile l’accesso non autorizzato all’area sensibile dello scalo. Al momento, non è stato chiarito da quale punto l’uomo sia riuscito a entrare in pista senza essere notato.

Sicurezza aeroportuale sotto osservazione

L’episodio riaccende l’attenzione sui sistemi di controllo e sicurezza dell’aeroporto palermitano. Il fatto che un individuo sia riuscito a introdursi in pista e a restarvi per diverse ore senza essere immediatamente bloccato solleva interrogativi importanti.

Le autorità competenti stanno ora lavorando per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e individuare eventuali criticità nei sistemi di vigilanza, al fine di evitare il ripetersi di situazioni simili.

La pioggia blocca la Crocifissione al Calvario di Sciacca

A causa delle avverse condizioni meteo è stato annullato il tradizionale rito della Crocifissione di Gesù previsto al Calvario di Sciacca.

La decisione è stata assunta per motivi di sicurezza, alla luce del peggioramento del tempo che non consente lo svolgimento della celebrazione all’aperto.

La celebrazione liturgica si terra’ oggi pomeriggio alle 15,30 mentre si è svolta la Via Crucis all’interno della Chiesa Madre.

Una modifica necessaria che non ha interrotto il significato della ricorrenza.

Le previsioni sono in miglioramento nelle prossime ore e pertanto, la tradizionale processione dal Calvario per le strade del centro storico dovrebbe essere confermata alle ore 20.

Palermo, controlli della Guardia di Finanza: sequestrati oltre 200 mila prodotti non sicuri

ZLa Guardia di Finanza del Comando provinciale di Palermo ha condotto un’operazione mirata alla tutela dei consumatori, individuando e sequestrando più di 200 mila articoli ritenuti non conformi agli standard di sicurezza previsti dalla normativa vigente.

L’intervento è stato eseguito in un’attività commerciale di Campofelice di Roccella dai militari del Gruppo di Termini Imerese.

Durante le verifiche sono emerse diverse irregolarità legate, in particolare, all’assenza delle informazioni obbligatorie previste dal Codice del consumo.

Tra queste, la mancanza dei dati identificativi del produttore o dell’importatore, l’indicazione dell’origine dei prodotti e le istruzioni per un utilizzo corretto e sicuro.

Ulteriori violazioni hanno riguardato l’assenza della marcatura CE, elemento necessario per attestare la conformità agli standard europei in materia di sicurezza.

Tra la merce ritirata dal mercato figurano numerosi articoli legati alla Pasqua, soprattutto giocattoli destinati ai più piccoli e decorazioni, potenzialmente pericolosi per la salute dei consumatori. Tutti i prodotti sono stati sottoposti a sequestro amministrativo e immediatamente tolti dalla vendita.

A carico del legale rappresentante della società, cittadino di nazionalità cinese, sono state elevate sanzioni amministrative per un ammontare superiore a 35 mila euro.

Le violazioni sono state inoltre segnalate alle autorità competenti per gli ulteriori provvedimenti previsti.

L’operazione si inserisce nell’ambito delle attività di contrasto alla diffusione di prodotti non sicuri, fenomeno che, oltre a rappresentare un rischio per i cittadini, incide negativamente sulla concorrenza e sul corretto funzionamento del mercato

Posidonia a Porto Palo, si riattiva l’iter: richiesta di incontro urgente con l’assessore Aricò

Si muove sul piano istituzionale la questione legata alla presenza della posidonia a Porto Palo. Dopo la segnalazione indirizzata al presidente della Regione Siciliana per mano del sindaco Vito Clemente, il tema è stato preso in carico dagli uffici regionali competenti.

Il capo di gabinetto del presidente, anche a seguito dell’intervento della deputata Margherita La Rocca Ruvolo, ha infatti interessato il Dipartimento Infrastrutture affinché si possa procedere alla definizione di una soluzione.

L’obiettivo è quello di sbloccare una situazione che richiede un nuovo impulso amministrativo.

In questa direzione si inserisce l’iniziativa annunciata per i prossimi giorni: sarà inviata una nota all’assessore regionale alle Infrastrutture, Alessandro Aricò, per chiedere un incontro urgente.

Al centro della richiesta, la necessità di riattivare l’iter amministrativo e procedere con una nuova nomina del Responsabile Unico del Procedimento, passaggio ritenuto essenziale per poter portare avanti gli interventi.

La vicenda della posidonia a Porto Palo resta quindi aperta, ma registra un primo avanzamento sul piano istituzionale, con il coinvolgimento diretto degli organi regionali competenti.