Papa Leone XIV “La pace sia con voi, la Chiesa deve costruire ponti”

CITTA’ DEL VATICANO (ITALPRESS) – “La pace sia con tutti voi”. Queste le prime parole di Robert Francis Prevost, Papa Leone XIV, dalla Loggia delle Benedizioni, alla folla in Piazza San Pietro.
“Fratelli, sorelle carissimi, questo è il primo saluto del Cristo risorto. Il buon pastore che ha dato la vita per il gregge di Dio, anch’io vorrei che questo saluto di pace entrasse nel vostro cuore, raggiungesse le vostre famiglie, tutte le persone, ovunque siano, tutti i popoli, tutta la Terra. La pace sia con voi”, ha aggiunto il neo pontefice, acclamato dai fedeli al grido di “Prevost, Prevost” e “Leone, Leone”.
“La pace di Cristo risorto è una pace disarmata e disarmante, umile e perseverante. Proviene da Dio, che ci ama tutti incondizionatamente”, ha sottolineato il Papa, che ha ricordato i il suo predecessor: “Ancora conserviamo nelle nostre orecchie quella voce debole ma sempre coraggiosa di Papa Francesco che benediva Roma e il mondo intero la mattina del giorno di Pasqua. Consentitemi di dare seguito a quella benedizione, Dio ci vuole bene, Dio vi ama tutti, e il male non prevarrà. Siamo tutti nelle mani di Dio”.
“Senza paura, uniti, mano nella mano con Dio, andiamo avanti. Siamo discepoli di Cristo. Il mondo ha bisogno della sua luce”, ha aggiunto il pontefice, che ha molto insistito sui concetti di pace, unità e dialogo.
“Il mondo ha bisogno della luce di Cristo, l’umanità necessità di lui come il ponte per essere raggiunta da Dio e dal suo amore. Aiutateci anche voi, poi gli uni gli altri, a costruire ponti, con il dialogo, con l’incontro. Unendoci tutti per essere un solo popolo, sempre in pace”, ha proseguito.
“Grazie a Papa Francesco. Voglio ringraziare anche tutti i confratelli cardinali che hanno scelto me per essere successore di Pietro e camminare insieme a voi come Chiesa unita, cercando sempre la pace, la giustizia, cercando sempre di lavorare come uomini e donne fedeli a Gesù Cristo, senza paura, per proclamare il Vangelo, per essere missionari”, ha aggiunto.
“Sono un figlio di Sant’Agostino. Ha detto: “Con voi sono cristiano e per voi vescovo”. In questo senso possiamo tutti camminare insieme verso quella patria che Dio ci ha preparato”, ha sottolineato il pontefice, che rivolto “alla Chiesa di Roma un saluto speciale. Dobbiamo cercare insieme come essere una Chiesa missionaria, una Chiesa che costruisce ponti, il dialogo, sempre aperta a ricevere come questa piazza con le braccia aperte tutti coloro che hanno bisogno della nostra carità, presenza, dialogo e amore”.
“A tutti voi fratelli e sorelle di Roma, di Italia, di tutto il mondo: vogliamo essere una Chiesa sinodale, una Chiesa che cammina, che cerca sempre la pace, sempre la carità, sempre di essere vicina specialmente a coloro che soffrono”, ha detto ancora Leone XIV.

– Foto IPA Agency –

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Mattarella “Leone XIV manterrà acceso faro verso i più deboli”

ROMA (ITALPRESS) – “Nel partecipare al “gaudium magnum” annunziato pochi momenti fa alla cristianità e al mondo dal cardinale protodiacono, desidero far giungere, anche a nome del popolo italiano, fervidi auguri per un lungo e fecondo pontificato, oltre che per il benessere spirituale e personale di Vostra Santità. Gli italiani hanno vissuto in spirito di spontanea e profonda adesione il dolore per la scomparsa di papa Francesco. All’inizio di un nuovo cammino di servizio petrino all’unità della Chiesa, fin d’ora desideriamo accompagnare Vostra Santità, certi che a nessuna donna e a nessun uomo di buona volontà, mancheranno la preghiera e l’affettuosa vicinanza del Papa”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio a Papa Leone XIV.

“Sono certo che la lunga esperienza nel sud del mondo che Vostra Santità ha maturato anche in veste di missionario manterrà accesso quel faro verso i più deboli e dimenticati che Papa Francesco aveva voluto illuminare fin dall’inizio del proprio pontificato – prosegue il capo dello Stato -. In questo momento storico, in cui tanta parte del mondo è sconvolta da conflitti inumani dove sono soprattutto gli innocenti a soffrire le conseguenze più dure di tanta barbarie, desidero assicurarLe l’impegno della Repubblica Italiana a perseguire sempre più solidi rapporti con la Santa Sede per continuare a promuovere una visione del mondo e della convivenza tra i popoli fondata sulla pace, sulla garanzia dei diritti inviolabili e della dignità e la libertà per tutte le persone”.

“Quella pace che Vostra Santità ha evocato con forza nel Suo primo messaggio dalla loggia di San Pietro e che è la speranza dell’umanità intera – conclude Mattarella -. Vostra Santità è chiamata ad un compito imprescindibile e oggi ancor più necessario. Le giungano i più fervidi e sinceri voti augurali miei personali e dell’intera Nazione italiana affinchè attraverso la Sua alta missione possano prevalere sempre dialogo, giustizia e pace”.

– Foto ufficio stampa Quirinale –

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Consiglio Supremo Difesa “Nato garanzia primaria per scongiurare guerra”

ROMA (ITALPRESS) – Si è riunito al Palazzo del Quirinale il Consiglio supremo di difesa, presieduto dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Alla riunione hanno partecipato: il Presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni; il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Antonio Tajani; il Ministro dell’interno, Matteo Piantedosi; il Ministro della difesa, Guido Crosetto; il Ministro dell’economia e delle finanze, Giancarlo Giorgetti; il Ministro delle imprese e del made in Italy, Adolfo Urso; il Capo di Stato maggiore della difesa, Generale Luciano Portolano.

Erano anche presenti il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri Alfredo Mantovano; il Segretario generale della Presidenza della Repubblica, Ugo Zampetti; il Consigliere del Presidente della Repubblica per gli Affari del Consiglio supremo di difesa e Segretario del Consiglio, Francesco Saverio Garofani.

Il Consiglio ha esaminato i contenuti del Libro bianco sulla prontezza europea nella difesa 2030 presentato dalla Commissione Europea e dall’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza per affrontare il quadro di sicurezza, le criticità ai confini dell’Europa e la fase attuale di trasformazione del panorama globale.

“Dopo l’aggressione russa all’Ucraina nuovi fronti di crisi si sono aperti, in una concatenazione che allarga l’area delle tensioni dall’Europa al Medio Oriente – si legge nella nota del Consiglio Supremo di Difesa -. Le gravi situazioni di conflitto che colpiscono il nostro vicinato, così come numerose altre regioni del mondo, pongono i temi della sicurezza e della stabilità al centro delle preoccupazioni europee. Il Consiglio ritiene che libertà e sicurezza della comunità nazionale siano bene primario da affermare, nel quadro dell’appartenenza all’Unione Europea e all’Alleanza Atlantica, che hanno sempre segnato la collocazione della Repubblica nello scenario internazionale. Il Consiglio ritiene che l’Alleanza atlantica resti la garanzia primaria per scongiurare lo spettro della guerra, in un contesto che ha visto evocare anche lo scenario nucleare. Si inquadrano in questa funzione di garanzia le missioni cui l’Italia partecipa a sostegno degli Alleati nell’Europa nord-orientale. In tal senso, il Consiglio ha sottolineato l’importanza dell’impegno dei nostri contingenti militari e della capacità e determinazione a rispondere alle minacce esterne, nonchè a concorrere alla difesa dello spazio aereo europeo dell’Alleanza. L’Italia raggiungerà il 2 per cento del PIL per le spese della Difesa, impegno sottoscritto, in ambito NATO, già nel 2014 e rinnovato dai successivi Governi”.

“Il Consiglio ha condiviso la necessità, sottolineata anche in ambito europeo, di mantenere vigilanza sulla tutela delle infrastrutture critiche nazionali e nella difesa contro gli attacchi cyber e nello spazio cognitivo, che vede un crescente, insidioso e costante propagarsi di fake news; sulla sicurezza dell’ambiente sottomarino; sulla necessità di scongiurare l’occupazione e la militarizzazione dello spazio; così come ritiene decisivo il sostegno allo sviluppo delle nuove tecnologie e dell’Intelligenza Artificiale – prosegue la nota -. Il Consiglio ha preso in esame lo stato della prontezza ed efficienza delle nostre capacità militari, confrontandosi sugli interventi necessari per l’ammodernamento complessivo.
E’ stato affrontato inoltre il perdurante dramma dell’Ucraina, dove dopo tre anni di conflitto l’aggressività russa non accenna a diminuire, come dimostrano le recenti stragi di civili. Il sostegno dell’Italia per Kiev, fermo e determinato, ha l’obiettivo di una pace giusta e duratura, fondata sui principi e sui valori della Carta delle Nazioni Unite. Le garanzie di sicurezza, per essere solide e credibili, non potranno prescindere dalla cornice di unità euro-atlantica. In Medio Oriente, l’interruzione del cessate-il-fuoco a Gaza suscita forte preoccupazione. I feroci attacchi terroristici di Hamas contro inermi cittadini israeliani del 7 ottobre 2023 hanno innescato una spirale di inaudita violenza causando migliaia di vittime e una crisi umanitaria senza precedenti a Gaza, incendiando l’intera area, in un conflitto che si è esteso ben oltre il territorio palestinese e destabilizza l’intera area del Mediterraneo allargato”.

“L’Italia ritiene indispensabili il pieno rispetto del diritto internazionale umanitario e della legalità internazionale, la immediata e duratura cessazione dei combattimenti, la liberazione degli ostaggi ancora crudelmente nelle mani di Hamas, il ripristino urgente da parte di Israele delle condizioni che consentano l’assistenza umanitaria alla popolazione civile di Gaza. Occorre, con determinazione, lavorare ad una soluzione negoziata tra Israele e Palestina che, con il concorso della comunità internazionale, miri alla creazione di due Stati riconosciuti sovrani e indipendenti – si legge ancora nella nota -. Il Consiglio esprime forte allarme per il crescente livello di tensione tra India e Pakistan nella regione del Kashmir”.

“Il Consiglio condanna gli attacchi dei ribelli Houthi nei confronti di Israele e la minaccia portata alla sicurezza del traffico navale nel Mar Rosso e nello stretto di Bab el-Mandeb.
Il dialogo tra Washington e Teheran sul programma nucleare iraniano, ospitati recentemente a Roma ed avviati con la mediazione omanita, appare significativo per contribuire alla stabilità nell’intera area mediorientale. L’impegno italiano a sostegno della stabilizzazione dei Balcani prosegue con determinazione. In un contesto regionale in cui emergono forti tensioni, l’Italia rimane attiva a sostegno della sicurezza della regione”.
Il Consiglio ha espresso “la riconoscenza della Repubblica a tutte le organizzazioni di sicurezza, militari e civili per l’eccellente professionalità dimostrata nel corso delle molteplici attività conseguenti alla morte del Santo Padre. Il Consiglio, al termine dei lavori, ha espresso sentimenti di forte vicinanza e gratitudine per tutti i militari impegnati nelle varie operazioni in Italia e all’estero e, in particolare, ai militari italiani impegnati nella missione UNIFIL nel sud del Libano, area particolarmente critica, per l’esemplare professionalità dimostrata nell’assolvimento del mandato”.

– Foto ufficio stampa Quirinale –

(ITALPRESS).

Habemus papam, Leone XIV: ” La pace sia con voi”

E’ Robert Francis Prevost il successore di papa Francesco. E’ un cardinale, arcivescovo cattolico e missionario statunitense. Ha 70 anni.

La sua carriera e’ iniziata ufficialmente nel 1977, quando è entrato nel noviziato dell’Ordine di Sant’Agostino, nella città di Saint Louis. I voti solenni arrivano il 29 agosto 1981. Studente presso la Catholic Theological Union di Chicago, si è diplomato in Teologia.

E’ il 267esimo pontefice della storia. Il primo americano, figlio di una coppia di origini italiane, francesi e spagnole. Arcivescovo di Chicago, città in cui è nato.

“La pace sia con tutti voi” – sono state le prime parole di Prevost – affacciandosi dalla loggia di San Pietro. Ha ricordato papa Bergoglio che ha conosciuto da missionario durante un viaggio del precedente pontefice in Perù.

Più forma, più energia: come prendersi cura di sé (e degli altri) prima dell’estate

Con l’arrivo di maggio, le giornate si allungano, il sole scalda di più e la voglia di muoversi torna a farsi sentire. È proprio in questo momento dell’anno che in molti iniziano a pensare alla forma fisica in vista dell’estate. Ma il vero motore non è (solo) l’aspetto estetico: è il desiderio di stare meglio, dentro e fuori.

Perché maggio è il momento giusto per ricominciare

Riprendere un’attività fisica regolare nel mese di maggio ha benefici che vanno ben oltre la prova costume.
In questa fase dell’anno, il metabolismo si riattiva naturalmente dopo i mesi più statici, l’umore migliora grazie alla luce e la motivazione tende a crescere, anche grazie agli obiettivi a breve termine (come le vacanze o le giornate al mare).
Allenarsi non significa solo “dimagrire”: vuol dire migliorare la qualità del sonno, aumentare i livelli di energia e rafforzare l’autostima.

Amarsi davvero significa anche ascoltare il proprio corpo

Prendersi cura di sé attraverso il movimento è uno dei gesti più concreti di amore personale.
Dedicare del tempo all’attività fisica — anche solo due o tre volte a settimana — può avere un impatto profondo su equilibrio psicofisico, postura, tono muscolare e benessere generale.
Non è mai troppo tardi per iniziare: l’importante è trovare un ambiente accogliente, professionale e capace di accompagnare il percorso senza giudizio, ma con entusiasmo.

Festa della Mamma: benessere da regalare (con il cuore)

Ci sono persone che mettono sempre gli altri al primo posto.
Le mamme sono spesso così: presenti, instancabili, capaci di tenere insieme casa, famiglia e – quando lavorano – anche orari, impegni e responsabilità.
Trovano il tempo per tutto e per tutti. Tranne, a volte, per sé stesse.

E allora perché non approfittare della Festa della Mamma per regalarle qualcosa che non sia un oggetto, ma un gesto di attenzione verso di lei?
Un modo per dirle: “Ti vedo, ti apprezzo e meriti anche tu del tempo solo per te.”

Space Gym, con sede a Sciacca e a Menfi,  ha pensato a un’idea speciale: una busta in edizione limitata, da prenotare in pochi semplici passaggi.
Dentro, una lettera regalo personalizzata e un VIP PASS che offre 21 giorni di benessere, tra movimento, energia e spazi tutti suoi.

Un regalo che unisce cuore e cura, da cogliere al volo.
Per prenotare subito la tua busta speciale, invia un messaggio WhatsApp Invieranno il seguente messaggio “Voglio riservare la busta per la Festa della Mamma!”

Un’opportunità concreta per iniziare subito

Parlare di benessere, motivazione ed energia è importante.
Ma nulla cambia davvero finché non si fa il primo passo.

E se maggio è il mese perfetto per rimettersi in moto, Space Gym ha deciso di renderlo ancora più stimolante:
chi si iscrive entro il 3 giugno, riceverà un KIT OMAGGIO pensato per accompagnare e rendere speciale l’inizio del proprio percorso fitness.

Non si tratta solo di un regalo materiale, ma di un segnale concreto: è il momento giusto per scegliere sé stessi, per cominciare a sentirsi meglio, un allenamento alla volta.

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Bando per i termovalorizzatori in Sicilia, Schifani: “Avanti con decisione”

E’ stato pubblicato da Invitalia il bando di gara per la progettazione di fattibilità tecnico-economica dei due termovalorizzatori da realizzare a Palermo e Catania. Lo riferisce il governatore della Sicilia, Renato Schifani.

“Secondo quanto previsto dalla convenzione che abbiamo stipulato lo scorso gennaio – afferma Schifani – abbiamo delegato alla struttura nazionale la gestione di tutta la procedura di gara per la realizzazione dei due impianti. Un altro passo avanti verso un obiettivo epocale che permetterà alla Sicilia di dire addio alle discariche ed evitare la costosa spedizione di rifiuti all’estero. Procediamo spediti secondo il cronoprogramma che ci siamo dati».

Il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani che è anche commissario straordinario per il completamento della rete impiantistica integrata per la gestione dei rifiuti, ha annunciato la pubblicazione da parte di Invitalia, sulla piattaforma digitale “InGate” e sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. La gara prevede anche l’opzione di affidamento dei servizi di direzione lavori e di coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione per ciascuno dei due impianti da realizzare a Bellolampo, a Palermo, e nell’area industriale di Catania, siti già individuati dal Piano regionale dei rifiuti.

L’importo dell’appalto per la progettazione ammonta a quasi 22 milioni di euro, mentre altri 22,4 milioni sono previsti per l’eventuale direzione lavori.

Le risorse complessivamente destinate alla realizzazione dei due impianti provenienti dall’Accordo per la coesione, stipulato a maggio 2024 tra il presidente della Regione Schifani e il presidente del Consiglio dei ministri Meloni, ammontano a 800 milioni di euro.

L’avviso pubblicato oggi indica i requisiti necessari per partecipare, sia di ordine generale sia di idoneità professionale, e fa riferimento ai protocolli di legalità, compresi quelli siglati lo scorso aprile con le Prefetture di Palermo e di Catania.

Il termine per la presentazione delle richieste di chiarimento è fissato al 2 giugno, quello di ricezione delle offerte alle ore 15 del 9 giugno, mentre l’apertura delle offerte avverrà alle 15,30 dello stesso giorno.

L’esecuzione della progettazione oggetto dell’appalto, che comprende anche le indagini geologiche e geotecniche sui terreni, dovrà essere consegnata dall’aggiudicatario entro 150 giorni naturali dall’avvio delle attività.

A seguire, sarà la volta delle gare per la progettazione esecutiva, la costruzione e la gestione dell’opera.

Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA) come strumento di cura, relazione e dignità: la visione dello psicologo scolastico Ivana Piazza

Nel percorso che ci conduce alla Summer School “AbbracCiAA la Cultura”, in programma a Sciacca dal 16 al 18 maggio 2025, le testimonianze degli operatori del territorio si intrecciano per comporre una visione condivisa e profonda dell’inclusione. A raccontarcelo oggi è Ivana Piazza, psicologo scolastico, che offre una lettura densa e significativa del ruolo della Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA) come strumento di relazione, autonomia e riconoscimento personale.

La CAA come leva psicologica e relazionale

“La CAA permette alle persone con disabilità comunicative di recuperare non solo il linguaggio, ma anche la percezione di sé come persone autonome, capaci, autoefficienti” – spiega la dottoressa Piazza.
“Significa potenziare risorse interiori, ridurre la frustrazione e costruire relazioni autentiche, in cui si è compresi e riconosciuti.”

Secondo lo psicologo, i benefici si estendono ben oltre il piano della comunicazione:

  •  autostima,
  •  identità personale,
  •  interazione sociale,
  •  valorizzazione delle competenze residue,
    diventano parte integrante di un processo che non colma solo una mancanza, ma fa emergere possibilità.

Un approccio che riguarda tutta la società

La CAA, per Ivana Piazza, non è una strategia riservata ai tecnici, ma un linguaggio della cura che dovrebbe coinvolgere l’intera comunità:

“Non basta che la persona con disabilità impari a comunicare. È la società che deve diventare capace di ascoltare, di accogliere, di riconoscere linguaggi alternativi e diverse forme di espressione.”

In questa visione, la relazione di aiuto diventa una responsabilità collettiva.
La CAA non è solo un mezzo per dire, ma uno strumento per essere:
una via per ricostruire dignità, autonomia e presenza nella società.

Una voce autorevole in vista della Summer School

L’intervento della dottoressa Piazza si inserisce nel quadro della Summer School “AbbracCiAA la Cultura”, promossa dalla rete nazionale “Scuole per Comunicare” e fortemente sostenuta dal Centro di Formazione Anaprof, che ha inserito l’iniziativa nel proprio programma formativo annuale.
Un’occasione per mettere in dialogo esperienze, pratiche e saperi attorno a un tema che tocca la scuola, la sanità, le famiglie e tutti i cittadini.


🔍 Scopri il programma completo della Summer School “AbbracCiAA la Cultura”

📅 16–18 maggio 2025 | Sciacca
📚 Formazione gratuita | 🔧 Laboratori esperienziali | 🌍 Educazione inclusiva
👉 Clicca qui per leggere il programma e partecipare

Formazione obbligatoria dopo l’orario di lavoro: legittima, ma sempre retribuita

Con l’evoluzione continua del mondo del lavoro, l’aggiornamento professionale è diventato una componente essenziale per molte categorie di lavoratori. Ma cosa accade se la formazione obbligatoria viene organizzata fuori dall’orario lavorativo? È una pratica legittima? La risposta è sì, a condizione che venga sempre retribuita e non comporti costi per il lavoratore, come ribadito anche dalla Corte di Cassazione.

Formazione fuori orario: cosa dice la legge

Due normative fondamentali regolano il tema:

  • Il D.lgs. 81/2008 (Testo unico sulla sicurezza), all’art. 37, stabilisce che la formazione in materia di salute e sicurezza deve avvenire durante l’orario di lavoro e non può comportare oneri per il lavoratore.
  • Il D.lgs. 104/2022 (Decreto Trasparenza), all’art. 11, estende il concetto di formazione obbligatoria anche a quella prevista da leggi e contratti collettivi, specificando che deve essere gratuita e, ove possibile, svolta durante l’orario di lavoro contrattuale.

Tuttavia, la normativa lascia spazio a eccezioni: in determinati casi, come la disponibilità limitata dei formatori o l’organizzazione su turni, la formazione può svolgersi anche al di fuori dell’orario ordinario, purché nel rispetto dei diritti del lavoratore.

La posizione della Cassazione

La Corte di Cassazione ha chiarito che il tempo destinato alla formazione, anche se svolto fuori dall’orario ordinario, va considerato a tutti gli effetti orario di lavoro. Ciò significa che deve essere retribuito, e se comporta il superamento dell’orario settimanale previsto dal contratto, deve essere trattato come lavoro straordinario, con le relative maggiorazioni.

Esempio: se un dipendente ha un contratto da 40 ore settimanali e partecipa a un corso di 4 ore in più, quelle ore vanno aggiunte al monte ore e retribuite come straordinario.

È possibile rifiutare la formazione fuori orario?

Dipende. Se la formazione è obbligatoria per legge, per contratto o per motivi di sicurezza, il lavoratore non può rifiutarsi, a meno che non vi siano violazioni nei propri diritti, come la mancata retribuzione o la richiesta di pagare il corso.

Diversamente, se il corso non è obbligatorio e non è concordato, il lavoratore ha facoltà di opporsi senza subire sanzioni.

Chi paga la formazione?

Mai il lavoratore. La legge è chiara su questo punto: i costi della formazione obbligatoria, incluse eventuali trasferte, materiali o strumenti necessari, devono essere completamente a carico del datore di lavoro.

Cosa rischia l’azienda in caso di omissioni

Il mancato rispetto dell’obbligo di formazione espone l’azienda a gravi responsabilità, soprattutto in ambito di sicurezza. La sentenza n. 15697/2025 della Cassazione ha confermato che, in caso di infortunio di un lavoratore non adeguatamente formato, la mancanza della formazione può essere considerata causa diretta del danno. In questi casi, il datore può rispondere anche per lesioni colpose.


📌 In sintesi

  • La formazione obbligatoria può svolgersi anche fuori orario, ma va sempre retribuita
  • Il lavoratore non deve mai pagare il costo della formazione
  • Se la formazione è obbligatoria, il rifiuto non è ammesso senza valide ragioni
  • In caso di omissione formativa, l’azienda è responsabile in caso di infortunio
  • La Cassazione riconosce il tempo di formazione come orario lavorativo, anche se svolto nel weekend o in orari serali

La polizia presidia piazza San Vito a Sciacca

Agenti del commissariato di polizia di Sciacca presidiano piazza San Vito, la zona nella quale, pochi giorni fa, si è verificata una rissa con tre tunisini dununciati , due quali hanno anche riportato ferite.

La polizia controlla la zona in particolare durante le ore in cui si registra la presenza anche di bambini che frequentano il plesso San Vito e delle loro famiglie. Adesso si attende un intervento di pulizia dell’area dove si trovano parecchie bottiglie abbandonate e altri rifiuti. A breve i rischi potrebbero aumentare in quest’area di via Licata con la Ztl che impedirà il passaggio delle auto.

Sanità, aumenti fino a 172 euro al mese per oltre 580mila lavoratori: i dettagli del nuovo contratto

Sono oltre 580mila i dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale interessati dal nuovo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) proposto da ARAN per il triennio in corso. L’ipotesi di accordo prevede aumenti fino a 172,37 euro lordi mensili per 13 mensilità, pari a un incremento medio del 6,8% sugli stipendi attuali.

Il fondo complessivo stanziato è di 1,784 miliardi di euro, destinato a valorizzare le diverse figure professionali del comparto, tra cui infermieri, operatori socio-sanitari, tecnici e personale amministrativo non dirigente.

Come sono suddivisi gli aumenti previsti

L’incremento economico si articola in diverse voci, così distribuite:

  • 135 euro per la maggiorazione dello stipendio base
  • 15,66 euro per l’indennità di specificità infermieristica
  • 6,52 euro per l’adeguamento dell’indennità di pronto soccorso
  • 15,52 euro per il salario accessorio

Oltre a queste voci generali, il piano include anche:

  • 175 milioni di euro per il personale dei Pronto Soccorso
  • 35 milioni di euro per valorizzare la specificità infermieristica
  • 15 milioni di euro per misure a tutela del paziente

Le critiche dei sindacati

Nonostante l’annuncio degli aumenti, i principali sindacati del settore sanitario non hanno accolto con entusiasmo la proposta. Cgil, Uil e Nursing Up hanno espresso dubbi sulla reale efficacia delle misure, soprattutto alla luce dell’inflazione degli ultimi anni che, secondo le stime, avrebbe eroso circa il 17% del potere d’acquisto dei lavoratori del comparto.

Particolarmente critico il presidente di Nursing Up, Antonio De Palma, che ha contestato la modalità di calcolo degli aumenti, accusando ARAN di “includere risorse destinate solo a categorie specifiche, come il pronto soccorso, nel conteggio degli aumenti medi, generando una percezione fuorviante del beneficio reale”.

Le richieste dei rappresentanti del personale sanitario

Oltre alle critiche sugli importi, i sindacati hanno avanzato una serie di proposte concrete per migliorare le condizioni di lavoro e riconoscere il valore delle professioni sanitarie. Tra queste:

  • 2 ore settimanali dedicate alla formazione ECM e ulteriori 24 ore annue per formazione non ECM
  • Esonero automatico dai turni notturni per il personale over 60 su richiesta
  • Accesso all’area di elevata qualificazione per tutte le professioni sanitarie
  • Revisione della figura dell’assistente infermiere, la cui introduzione è considerata priva di un confronto adeguato

Il ruolo del caregiver familiare secondo il D. Lgs. 29/2024

Un ulteriore elemento normativo che si inserisce nel contesto delle politiche sociali riguarda il riconoscimento del ruolo del caregiver familiare, come previsto dal Decreto Legislativo n. 29 del 15 marzo 2024. La norma stabilisce che l’attività di assistenza e cura prestata dal caregiver possa valere ai fini dell’accesso ai corsi per operatore sociosanitario (OSS), facilitando così l’ingresso o il reinserimento nel mondo del lavoro per chi ha dedicato tempo e competenze all’assistenza di un familiare anziano.


📌 In sintesi

  • Oltre 580mila lavoratori della sanità riceveranno aumenti fino a 172 euro al mese
  • Stanziati 1,784 miliardi di euro per il rinnovo contrattuale
  • Le indennità variano in base al ruolo e alle funzioni svolte
  • Critiche sindacali sugli aumenti e sulle modalità di calcolo
  • Avanzate richieste per formazione, esoneri e qualificazione professionale
  • Caregiver familiari riconosciuti ai fini dell’accesso a corsi OSS