Dipendenti pubblici, in arrivo oltre 400 euro di arretrati e aumenti in busta paga: taglio al cuneo fiscale 2024

A partire da giugno 2024, milioni di dipendenti pubblici riceveranno una busta paga più ricca, grazie all’applicazione del taglio strutturale del cuneo fiscale. Dopo mesi di attesa e problemi tecnici, la piattaforma NoiPA è finalmente pronta: oltre agli accrediti ordinari, saranno erogati anche gli arretrati maturati nei mesi scorsi, che superano i 400 euro per molti lavoratori.

Cuneo fiscale: cosa cambia per i dipendenti pubblici

Il taglio del cuneo fiscale prevede una riduzione stabile dei contributi a carico del lavoratore, che si traduce in stipendi netti più alti, senza intaccare i contributi previdenziali. Non si tratta più di una misura temporanea come la decontribuzione 2024, ma di una riforma permanente a partire dal 1° gennaio 2025.

Grazie all’inserimento strutturale della misura, l’aumento in busta paga diventa parte integrante dello stipendio mensile. I dipendenti pubblici potranno così beneficiare di un incremento netto senza penalizzazioni future sulla pensione.

Più di 400 euro di arretrati in arrivo a giugno

Il ritardo nell’accredito è stato causato da interventi sulla piattaforma NoiPA, necessaria per garantire la sicurezza e l’affidabilità dei dati. Ora che gli aggiornamenti sono stati completati, gli arretrati saranno versati in un’unica soluzione, compensando i mancati benefici fiscali dei mesi precedenti (circa 83 euro al mese in media).

Indennità IVC già attiva da aprile

Oltre al taglio del cuneo fiscale, i lavoratori pubblici hanno iniziato a percepire da aprile l’Indennità di Vacanza Contrattuale (IVC). Si tratta di un aumento temporaneo previsto per compensare il blocco dei rinnovi contrattuali. Introdotta dall’art. 47 bis del T.U.P.I., l’IVC resta in vigore fino alla firma del nuovo contratto collettivo nazionale.

Per il triennio 2025-2027, l’IVC contribuirà a mantenere il potere d’acquisto dei dipendenti pubblici, in attesa di futuri adeguamenti salariali.

Contratto sanità 2022–2024: verso la firma

Resta ancora in fase di trattativa il rinnovo del contratto del personale del Servizio Sanitario Nazionale per il triennio 2022–2024. L’ultimo incontro tra le parti si è svolto il 29 aprile e un nuovo tavolo è fissato per il 22 maggio. Se si raggiungesse un accordo entro fine mese, l’entrata in vigore del contratto potrebbe avvenire a ottobre 2025.

Gli aumenti previsti:

  • Incremento medio mensile: 172,37 euro
  • Percentuale di aumento: +6,8% su 13 mensilità

Sanità pubblica: fondi già stanziati

Per sostenere la riforma del comparto sanitario, il Governo ha previsto un pacchetto economico da 1,784 miliardi di euro, così suddiviso:

  • 175 milioni per indennità specifica al personale dei Pronto Soccorso
  • 35 milioni per valorizzare la professione infermieristica
  • 15 milioni per interventi sulla sicurezza dei pazienti

💡 In sintesi

  • Da giugno 2024: arretrati oltre i 400 euro in busta paga
  • Taglio del cuneo fiscale: diventa strutturale dal 2025
  • IVC già attiva per compensare l’assenza di rinnovo contrattuale
  • Settore sanità: trattative in corso e fondi già disponibili

Incidente a Santa Margherita di Belice, falegname precipita da un balcone

Un falegname di 75 anni è precipitato da un balcone a Santa Margherita di Belice. L’uomo, secondo le prime e ancora frammentarie ricostruzioni, si trovava sul posto – presumibilmente per eseguire lavori – quando, per cause in corso di accertamento, è caduto nel vuoto. 

L’entità dell’incidente ha reso necessario l’intervento dell’elisoccorso, che ha trasferito l’artigiano all’ospedale di Caltanissetta. Al momento non sono note le condizioni cliniche del ferito, ma si apprende che al momento del soccorso era cosciente.

Emergenza irrigazione, stanziati 18 milioni e l’assessore Barbagallo domani a Ribera per un sopralluogo (Video) 

Oggi a Palermo un incontro tra una delegazione del Comune di Ribera, sindaci del comprensorio e l’assessore regionale all’Agricoltura, Salvatore Barbagallo, per affrontare l’emergenza irrigua che continua a mettere in ginocchio l’agricoltura nel comprensorio della bassa valle del Verdura. All’incontro è seguita la conferma di un sopralluogo che l’assessore effettuerà domani, 8 maggio, a Ribera.

“Si è fatto il punto della situazione ad oggi e si sono manifestate ancora una volta le richieste che arrivano dal mondo agricolo”, così il sindaco di Ribera, Matteo Ruvolo, in un video diffuso alla stampa. Tra i punti discussi, spiega Ruvolo, “il riposizionamento delle pompe a Poggio Diana per sollevare l’acqua che attualmente versa in mare per riempire la rimanente parte di laghetti che ancora devono essere riempiti nel comprensorio”. 

Altro punto critico riguarda le paratie della diga di Gammauta. “Si è chiesto anche – aggiunge Ruvolo – di rinviare il collaudo che la Direzione generale Dighe ed Enel devono fare delle paratie a Gammauta così da consentire la derivazione attraverso la conduttura per il riempimento ancora in altre zone di Villafranca, Calamonaci e il territorio di Ribera dei laghetti”. 

“Ci ha assicurato l’assessore che per quanto riguarda i ruoli 2023 e 2024 è stato confermato che sono stati stanziati 18 milioni di euro per annullare i ruoli a carico degli agricoltori. Per il 2025 è stata fatta medesima richiesta da parte dei sindaci. Ha preso l’impegno (l’assessore Barbagallo, ndr) intanto di fare una sospensione in attesa di inserire nella manovra le risorse necessarie per poter passare dalla sospensione all’estinzione delle stesse”.

“Un’altra richiesta – continua Ruvolo – che abbiamo fatto noi sindaci è stata quella di avere assegnati quanto prima i volumi di acqua per uso irriguo dalle varie dighe e dai vari invasi. L’assessore ha detto che entro la settimana molto probabilmente l’autorità di Bacino comunicherà al dipartimento quanta acqua dai vari invasi sarà assegnata per l’utilizzo agricolo”. 

“Un’altra cosa che ci ha comunicato l’assessore è che sono stati finanziati 5 milioni di euro nella manovra che verrà approvata entro fine maggio dal governo regionale da destinare ai consorzi di bonifica per tutte le riparazioni necessarie che nel frattempo si saranno evidenziate in questo periodo”.

A confermare la visita dell’assessore Barbagallo a Ribera è l’onorevole Carmelo Pace: l’appuntamento è per domani alle 11 in contrada Martusa, nel territorio di Caltabellotta, nei pressi dell’impianto di sollevamento della vasca bassa Martusa. In contemporanea, saranno riattivate le motopompe sul basso Verdura. 

“Ieri mattina – afferma Pace – il governo regionale ha deliberato la proroga dello stato di crisi e di emergenza. E domani, a distanza di 48 ore dal provvedimento, è in programma il sopralluogo dell’assessore all’Agricoltura”.

Bonus Sicurezza 2025: detrazione del 36% per rendere la tua casa più sicura

Installare un impianto di sicurezza nel 2025 può essere una scelta strategica: oltre a proteggere la tua abitazione da intrusioni, puoi accedere a un’interessante detrazione fiscale del 36% grazie al Bonus Sicurezza 2025. Ecco tutto ciò che c’è da sapere per non perdere questa opportunità.

Cos’è il Bonus Sicurezza 2025 e come funziona

Il Bonus Sicurezza è una detrazione IRPEF del 36% sulle spese sostenute per interventi volti a migliorare la sicurezza domestica, fino a un massimo di 48.000 euro per unità immobiliare. Ad esempio, per una spesa di 10.000 euro, si può recuperare un totale di 3.600 euro, distribuiti in 10 rate annuali da 360 euro.

Questa misura intende favorire l’adozione di strumenti efficaci contro furti e atti illeciti, in un periodo in cui la protezione degli spazi abitativi è sempre più sentita.

Quali interventi rientrano nel bonus

Il bonus copre una vasta gamma di installazioni e migliorie alla sicurezza, come:

  • Grate alle finestre (nuove o sostituite)
  • Vetri antisfondamento
  • Porte blindate
  • Sistemi antifurto e videosorveglianza (allarmi, telecamere, sensori)
  • Serrature rinforzate, spioncini, catenacci
  • Cancelli, recinzioni, saracinesche
  • Casseforti a muro
  • Rilevatori di gas o allagamenti

Se stai valutando l’installazione di un sistema di allarme con videosorveglianza, puoi rivolgerti a professionisti del settore che, oltre ad aiutarti nella scelta dell’impianto più adatto, possono offrirti supporto pratico nella gestione della documentazione necessaria per ottenere il bonus.

📩 Hai dubbi su come procedere o vuoi capire meglio quali soluzioni sono ammesse? Puoi richiedere informazioni a un’azienda specializzata in sistemi antifurto e videosorveglianza: un esperto saprà fornirti chiarimenti personalizzati senza impegno.

A chi spetta la detrazione

Possono beneficiare della detrazione:

  • Proprietari e inquilini
  • Familiari conviventi o uniti civilmente
  • Coniugi separati assegnatari dell’immobile
  • Non residenti in Italia
  • Titolari di comodato d’uso

L’importante è che chi sostiene la spesa sia anche intestatario delle fatture e dei bonifici.

Come richiederlo

La detrazione si ottiene tramite dichiarazione dei redditi (modello 730 o modello Redditi PF). Puoi presentarla in autonomia o con l’aiuto di un CAF o commercialista. Dovrai indicare:

  • Codice fiscale del beneficiario
  • Codice fiscale o P.IVA dell’installatore
  • Causale del bonifico parlante
  • Data e numero delle fatture
  • Totale della spesa sostenuta

In conclusione

Rendere sicura la propria casa non è solo una decisione prudente, ma anche un’opportunità concreta di risparmio fiscale. Con il Bonus Sicurezza 2025, puoi migliorare la protezione della tua abitazione e recuperare una parte importante dell’investimento.

🔍 Per maggiori informazioni su impianti antifurto, videocamere intelligenti e sistemi integrati, puoi rivolgerti a un’azienda specializzata nel settore: sarà in grado di aiutarti a individuare la soluzione giusta e a non perdere le agevolazioni disponibili.

Evasometro 2024: come funziona il nuovo strumento di controllo dell’Agenzia delle Entrate

Con la riforma fiscale introdotta dal Decreto Legislativo 108/2024, l’Agenzia delle Entrate dice addio al redditometro e introduce un nuovo strumento di verifica: l’evasometro. Più preciso, automatizzato e mirato, l’evasometro consente controlli fiscali basati su analisi incrociate e intelligenza artificiale. Ma chi rischia davvero e come funzionano i nuovi accertamenti?

Addio redditometro, arriva l’evasometro

Il redditometro, lo strumento che permetteva al Fisco di confrontare il reddito dichiarato con quello “presunto” in base a spese sostenute, è stato ufficialmente abolito. Non verranno più esaminati parametri come:

  • Acquisto di immobili
  • Mutui e assicurazioni
  • Spese mediche
  • Spese per animali domestici
  • Abbonamenti e consumi

Il nuovo strumento dell’Agenzia delle Entrate, però, non elimina i controlli: li rende più selettivi, mirati e legati al rischio reale di evasione.

Come funziona l’evasometro

L’evasometro si basa sull’analisi incrociata dei dati fiscali e finanziari del contribuente. Le fonti principali sono:

  • Common Reporting Standard (CRS)
  • Anagrafe dei rapporti finanziari
  • Segnalazioni degli intermediari finanziari
  • Banche dati patrimoniali internazionali (dal 2025 con la Silver Notice)

Questi dati, elaborati anche con sistemi di intelligenza artificiale, attribuiscono al contribuente un punteggio di rischio fiscale. Chi ha un profilo ad alto rischio può finire nelle liste selettive per gli accertamenti.

Le due soglie da non superare

Per far scattare un controllo con l’evasometro è necessario superare due soglie:

  1. Scostamento del 20% tra reddito dichiarato e reddito ricostruito dal Fisco;
  2. Scostamento di almeno 10 volte l’assegno sociale annuo (circa 70.000 euro).

Solo se entrambe le soglie sono superate, il Fisco potrà procedere con un accertamento fiscale.

Il ruolo dell’intelligenza artificiale

L’evasometro utilizza tecnologie avanzate per ridurre gli errori e migliorare la selezione dei contribuenti da controllare. Inoltre, il contribuente potrà difendersi dimostrando:

  • Che le spese sostenute sono state effettuate con redditi esenti o con ritenuta alla fonte;
  • Che le spese si riferiscono a redditi percepiti in anni diversi.

Focus sui debiti fiscali: chi è più a rischio

Una delle categorie sotto osservazione è quella dei contribuenti con debiti fiscali superiori a 50.000 euro. In particolare, sono a rischio coloro che:

  • Hanno disponibilità patrimoniali all’estero
  • Adottano comportamenti strumentali per aderire a rottamazioni o agevolazioni fiscali
  • Dichiarano poco ma spendono molto

Il monitoraggio mensile dei flussi finanziari, richiesto dalla Guardia di Finanza, rafforzerà ulteriormente il controllo a partire dal 2025.

Silver Notice: la collaborazione internazionale

Dal prossimo anno entrerà in funzione anche il sistema Silver Notice, un meccanismo di cooperazione con oltre 50 Paesi che consente di accedere ai dati patrimoniali all’estero. Questo permetterà al Fisco italiano di:

  • Verificare consistenze bancarie e investimenti fuori dall’Italia
  • Rintracciare trasferimenti di fondi
  • Rafforzare gli accertamenti contro l’evasione internazionale

📌 In sintesi

  • Il redditometro è stato abolito: ora i controlli sono più precisi grazie all’evasometro
  • Scattano accertamenti solo se si superano due soglie ben definite
  • L’intelligenza artificiale e i dati internazionali permetteranno verifiche più efficaci
  • I contribuenti con debiti superiori a 50.000 euro e fondi all’estero sono tra i più esposti

Al lavoro presidente e consiglieri del Libero Consorzio di Agrigento (Video)

Oggi insediamento ad Agrigento del Libero Consorzio Comunale. Insediato il nuovo presidente, Giuseppe Pendolino, e giuramento dei 12 consiglieri eletti a suffragio ristretto con l’elezione di II° livello svoltasi il 27 aprile scorso. Presenti il commissario straordinario, Giovanni Bologna, che ha governato l’ente negli ultimi due anni, che, ad inizio di seduta, ha ringraziato tutte le istituzioni del territorio e gli uffici del Libero Consorzio comunale per la proficua collaborazione ricevuta.

Si e’ poi passati al giuramento, davanti al segretario generale, dei 12 membri del Consiglio del Libero Consorzio comunale.

I primi impegni ha dichiarato il presidente Pendolino, subito dopo l’insediamento, saranno le strade, le scuole ed il territorio.

“Siamo consapevoli – ha detto – che dopo 12 anni si apre una nuova fase politica ed il mio impegno sarà quello di dare centralità al ruolo delle ex province in una dimensione moderna e innovativa.

“Pronti ad una battaglia comune per il territorio di Sciacca”, ha detto i consiglieri Alessandro Grassadonio e Giuseppe Ambrogio.

Questi i componenti del consiglio provinciale con i gruppi di appartenenza : “Forza Azzurri” Alessandro Grassadonio, di Sciacca, il presidente del consiglio comunale di Palma di Montechiaro, Domenico Scicolone, e Giovanni Cutrera, consigliere di Montevago; Democrazia Cristiana: il sindaco di Campobello di Licata, Vito Terrana, il consigliere di Favara, Rino Castronovo, e Anna Alongi, consigliera comunale di Menfi; “Uniti per Agrigento” con il presidente del consiglio comunale di Licata, Anna Triglia, assieme a Giuliano Traina, consigliere di Cammarata, e Antonino Amato di Agrigento; Fratelli d’Italia con i sindaci di Casteltermini e Bivona, Gioacchino Nicastro e Milko Cinà; “Insieme per la provincia” con il consigliere comunale di Sciacca Giuseppe Ambrogio.

Viviana Rizzuto nuova direttrice della Fondazione di Comunità

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La Fondazione di Comunità di Agrigento e Trapani apre una nuova fase della sua storia: da maggio 2025 Viviana Rizzuto assume il ruolo di Direttrice Generale, subentrando a Giuseppe La Rocca che entra nel Consiglio di Amministrazione su nomina della Fondazione Peppino Vismara. Un cambio nel segno della continuità e della visione generativa che ha guidato la Fondazione sin dalla sua nascita.

Un cambio di guida generativo e strategico

Giuseppe La Rocca, dopo dieci anni di impegno nel coordinamento della Fondazione di Comunità, ha deciso di avviare un processo di transizione volto a favorire il rinnovamento. «Il compito autentico di un fondatore non è occupare uno spazio, ma avviare un processo» – ha dichiarato La Rocca – «Questo passaggio è per me un atto d’amore verso un’organizzazione che sento parte della mia storia».

La nuova direttrice, Viviana Rizzuto, ingegnere e imprenditrice sociale, vanta oltre vent’anni di esperienza nel campo dell’innovazione e dello sviluppo territoriale. Fondatrice della prima cooperativa di comunità riconosciuta in Sicilia, ha già presieduto il Comitato d’indirizzo della Fondazione ed è pronta a guidare la nuova fase evolutiva dell’ente.

I risultati della Fondazione di Comunità

Negli ultimi anni, la Fondazione di Comunità ha attratto oltre 2,5 milioni di euro per progetti e programmi attivati nelle province di Agrigento e Trapani. Tra i progetti di maggior rilievo:

  • • Programmi educativi su STEAM, Green Jobs e Youth Bank
  • • La prima Comunità Energetica a impatto sociale a Raffadali
  • • Uno spazio di co-working inclusivo a Trapani, gestito da cooperative sociali
  • L’ente ha sostenuto la nascita di 8 imprese sociali e ha erogato 4 microcrediti, contribuendo concretamente allo sviluppo locale sostenibile e all’attivazione delle comunità.

Le parole del Presidente Basiricò

Il Presidente Pietro Basiricò ha sottolineato che «Il passaggio di testimone avviene nel solco di un processo generativo che è nel DNA della Fondazione di Comunità». Ha inoltre ringraziato Giuseppe La Rocca per l’impegno e Gaetano Lucchese per il servizio offerto come consigliere uscente.

Una piattaforma per il futuro del territorio

La Fondazione di Comunità è un ente del Terzo Settore, laico e indipendente, che si impegna a promuovere lo sviluppo sociale, culturale ed economico nei territori di riferimento. La sua missione è quella di valorizzare il capitale sociale, sostenere progetti innovativi e rendere le comunità protagoniste del proprio futuro.

Costituita nel 2019 con il sostegno della Fondazione CON IL SUD, la Fondazione di Comunità di Agrigento e Trapani rappresenta oggi una piattaforma viva e inclusiva, dove istituzioni, imprese e cittadini collaborano per il bene comune.

Tre milioni di euro da restituire per la Casa Albergo per anziani, Blo’ e Brucculeri: “Danno colossale”

Il gruppo consiliare “Uniti e Liberi”, costituito dai consiglieri comunali Maurizio Blo’ e Raimondo Brucculeri, con un comunicato stampa denunciano la negligenza e la cattiva amministrazione
che grava pesantemente sulle finanze del Comune di Sciacca.

I due in particolare, evidenziano che la cartella esattoriale da quasi 3 milioni di euro che l’Assessorato ha notificato al Comune di Sciacca deve restituire per non aver mai realizzato il progetto della Casa Albergo per Anziani in Contrada Perriera, e’ un colossale danno economico per la città.

“Un danno – scrivono i due – causato da anni di inadempienze, ritardi, leggerezze, e
dalla scelta sciagurata di non assumere responsabilità politiche e gestionali.
Il Comune avrebbe dovuto revocare l’affidamento al soggetto privato non appena si sono evidenziate
le irregolarità nell’utilizzo dell’immobile. Invece, si è lasciato tergiversare la cooperativa
affidataria, che intendeva destinare la struttura a usi diversi da quelli previsti, esponendo il Comune
al rischio – oggi divenuto certezza – della revoca del finanziamento da parte della Regione.
Ma ciò che scandalizza di più è che, pur essendo prevista nel bando di gara una polizza
fideiussoria a garanzia del Comune, ad oggi non se ne trova traccia negli uffici, nonostante
ripetute richieste di accesso agli atti. Se esisteva, perché non è stata escussa? E se non esisteva, come è stato possibile procedere con l’affidamento?”.

Alla nota stampa di oggi dei due consiglieri, replica l’assessore al Bilancio Fabio Leonte che intanto, annuncia che la Giunta ha gia’ dato mandato al legale del Comune di Sciacca per presentare ricorso contestando la legittimità della cartella. Per quanto attiene all’aspetto della polizza fideiussoria, Leonte sottolinea che si tratta di un aspetto prettamente tecnico e che la procedura di gara era stata avviata dal Libero Consorzio comunale. Pertanto, la relativa documentazione potrebbe trovarsi in quegli uffici e non in quelli comunali.

Inoltre, evidenzia l’assessore la polizza assicurativa potrebbe riguardare il servizio e non la gara in sé.


Santa Margherita Belice, nuovo simbolo di identità territoriale

La città di Santa Margherita Belice conquista il prestigioso titolo di Ambasciatrice dell’identità territoriale, conferito dalla Rete Nazionale dei Borghi GeniusLoci De.Co. Il riconoscimento premia l’eccellenza del borgo belicino nella valorizzazione della cultura locale, dell’enogastronomia e del paesaggio.

Il titolo si inserisce nel più ampio contesto della proclamazione della Sicilia come Regione Europea della Gastronomia 2025, la prima in Italia a ottenere questo riconoscimento internazionale conferito dall’IGCAT (International Institute of Gastronomy, Culture, Arts and Tourism).

Il valore dell’identità territoriale

Durante la scorsa edizione del Premio Internazionale Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Santa Margherita Belice ha avviato il percorso ufficiale di candidatura con un Proloquio che ha posto le basi per la valorizzazione del territorio. Un lavoro istituzionale guidato con determinazione dall’Assessore al Turismo Deborah Ciaccio, che ha commentato con entusiasmo:

“Un risultato da condividere con la città e con tutti gli ospiti che vorranno conoscere il nostro territorio”.

La nomina ad Ambasciatrice dell’identità territoriale premia infatti il lavoro sinergico e continuo dell’amministrazione comunale, che anche nel susseguirsi delle giunte, ha mantenuto saldi gli obiettivi di promozione territoriale.

Palazzo Filangeri e le “siringate” del Gattopardo

Cultura, storia e sapori unici

Tra i motivi che hanno portato al riconoscimento, la commissione della Rete GeniusLoci De.Co., presieduta da Nino Sutera, ha sottolineato la straordinaria eredità culturale di Santa Margherita Belice. In particolare, il Palazzo Filangeri di Cutò, celebre dimora estiva di Tomasi di Lampedusa, rappresenta un emblema del territorio e della sua memoria letteraria.

Ma l’identità si gusta anche a tavola: Santa Margherita è patria delle “siringate”, dolcetti amati dalla principessa Filangeri, che continuano a rappresentare un tesoro gastronomico tramandato nel tempo.

Verso il 2025, tra turismo e sostenibilità

Il sindaco Gaspare Viola ha ricordato che “il cibo è identità e responsabilità”, sottolineando come questo riconoscimento rappresenti anche un nuovo approccio alla sostenibilità e promozione territoriale. L’audizione pubblica prevista nella prossima edizione del Premio Tomasi di Lampedusa rafforzerà ulteriormente il legame tra cultura, turismo e gastronomia locale.

Con questo riconoscimento, Santa Margherita Belice si conferma punto di riferimento nel panorama dei borghi italiani, pronta a raccontare – e far vivere – la sua storia attraverso eventi, sapori e paesaggi autentici, nel nome dell’ambasciatrice identità territoriale.

Decreto Salva Casa 2024: nuove altezze minime per ottenere l’agibilità

Il Decreto Salva Casa 2024 ha introdotto importanti novità per ottenere l’agibilità degli immobili, con particolare attenzione a mansarde, sottotetti e locali seminterrati. Tra le modifiche più rilevanti c’è la riduzione dell’altezza minima richiesta per gli ambienti abitabili. Ecco una guida completa e aggiornata per capire cosa cambia e come adeguarsi alle nuove norme.

Abitabilità e agibilità: attenzione alle differenze

I termini “abitabilità” e “agibilità” vengono spesso confusi. In passato, l’abitabilità si riferiva esclusivamente agli edifici residenziali, mentre l’agibilità era usata per tutte le altre destinazioni d’uso. Con il Testo Unico dell’Edilizia, in particolare con l’art. 24, oggi si parla di agibilità per qualsiasi categoria di immobile, purché siano rispettate le condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico e conformità progettuale.

Altezza minima per l’agibilità: le novità del Decreto Salva Casa

Una delle modifiche più significative riguarda l’altezza interna degli ambienti. Il decreto ha previsto una normativa transitoria che consente una deroga temporanea agli standard igienico-sanitari, in attesa di un decreto specifico del Ministero della Salute.

La deroga permette di ottenere l’agibilità nei seguenti casi:

  • Locali con altezza interna inferiore a 2,70 metri ma non inferiore a 2,40 metri;
  • Monolocali inferiori ai 28 m² per due persone, purché rispettino gli altri requisiti di salubrità.

Quali condizioni servono per beneficiare della deroga?

Per accedere a questa flessibilità, l’immobile deve rispettare alcune condizioni fondamentali:

  • Adattabilità e accessibilità: il progetto deve essere conforme alle norme sul superamento delle barriere architettoniche (DM 236/1989);
  • Recupero edilizio: l’intervento deve migliorare le condizioni igieniche e sanitarie preesistenti;
  • Soluzioni alternative: devono essere garantite condizioni equivalenti o migliorative, come una maggiore ventilazione naturale o una redistribuzione degli spazi.

Un tecnico abilitato può valutare se l’immobile rientra nei parametri richiesti e aiutare nella redazione della Segnalazione Certificata di Agibilità (SCA).

Le vecchie altezze restano valide in assenza di deroga

Se non si rientra nei casi previsti dalla normativa transitoria, restano in vigore le misure del Decreto Ministeriale 6 luglio 1975, che stabiliscono:

  • Altezza minima di 2,70 metri per i locali principali (2,55 nei comuni montani);
  • Altezza minima di 2,40 metri per bagni, disimpegni, corridoi e spazi accessori.

Superficie minima abitabile: i nuovi limiti

Oltre all’altezza, la superficie dell’alloggio è un requisito essenziale. Secondo le disposizioni aggiornate:

  • 28 m² per una persona;
  • 38 m² per due persone.

Tuttavia, grazie al Decreto Salva Casa, è possibile ottenere l’agibilità anche con 20 m² per una persona o 28 m² per due, a patto che siano garantite salubrità e sicurezza.

Le Regioni possono fissare limiti diversi?

Sì. Le Regioni italiane hanno facoltà di stabilire requisiti differenti rispetto a quelli nazionali. È quindi fondamentale consultare il regolamento edilizio locale prima di avviare lavori o presentare documenti per l’agibilità.

Come si ottiene l’agibilità: la procedura SCA

Per ottenere l’agibilità, il proprietario deve presentare la Segnalazione Certificata di Agibilità (SCA) al Comune. Il documento può essere redatto dal proprietario stesso, da un tecnico abilitato o da un delegato.

La SCA deve includere:

  • Attestazione di conformità del progetto;
  • Certificazioni degli impianti elettrici e idraulici;
  • Relazione igienico-sanitaria dell’immobile;
  • Planimetrie aggiornate.

Una volta inviata, l’agibilità si intende rilasciata automaticamente, salvo verifiche successive da parte dell’ente comunale.


🏠 Vuoi capire se il tuo immobile è conforme?

In caso di dubbio o di situazioni particolari come altezze ridotte, sottotetti o ristrutturazioni in corso, può essere utile consultare un tecnico abilitato. Il suo intervento è spesso fondamentale per verificare i requisiti e presentare correttamente la documentazione necessaria.