Mazara del Vallo, anziana scippata e ferita: arrestato un 19enne

A Mazara del Vallo i Carabinieri hanno arrestato un giovane di 19 anni di origine straniera, ritenuto responsabile di uno scippo ai danni di una donna anziana, rimasta gravemente ferita durante l’aggressione.
Il provvedimento è stato eseguito dai militari della Compagnia locale su disposizione del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Marsala, che ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per i reati di furto con strappo e lesioni personali gravi.
L’episodio risale a qualche tempo fa ed è avvenuto in una strada del centro cittadino.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il giovane avrebbe avvicinato alle spalle una donna di 77 anni mentre camminava, afferrando con forza la sua borsa e strattonandola fino a farla cadere a terra. La vittima, a causa della caduta, avrebbe riportato lesioni di una certa gravità.

Subito dopo lo scippo, l’aggressore si sarebbe allontanato rapidamente.
Le indagini condotte dai Carabinieri hanno consentito di risalire all’identità del presunto responsabile grazie all’esame dettagliato delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza presenti nella zona, sia pubblici che privati.
Una volta rintracciato, il 19enne è stato arrestato e trasferito nel carcere di Trapani, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria.

ExtraBar compie 30 anni: la storia dei fratelli Ingrao e di un sogno nato nel 1996

Tre decenni di lavoro, crescita e fiducia della città. ExtraBar celebra i suoi 30 anni di attività e lo fa con un ringraziamento speciale a chi ha reso possibile questo percorso.

«Vogliamo dire grazie alla nostra clientela e a tutti i collaboratori che ogni giorno si impegnano con noi per portare avanti questa realtà», raccontano i titolari.

Un traguardo importante per un’attività che nel tempo è diventata parte della quotidianità di Sciacca.

Un sogno nato da due fratelli ventenni

La storia di ExtraBar inizia nel 1996, quando Massimo ed Edoardo Ingrao, allora poco più che ventenni, decidono di aprire un piccolo bar in Corso Miraglia 56.

Il locale è minuscolo, appena 28 metri quadrati, e all’inizio a gestirlo sono davvero in pochi: i due fratelli e Lilly, fidanzata di Massimo.

Non c’è ancora un laboratorio di pasticceria, ma c’è tanta voglia di lavorare e costruire qualcosa che possa crescere nel tempo.

In quegli anni, ricordano i titolari, è stato fondamentale anche il supporto del padre che, pur non appartenendo al settore, ha dato un grande aiuto nella fase iniziale dell’attività.

I primi passi e il laboratorio

Dopo circa sei mesi arriva la prima svolta: l’apertura di un piccolo laboratorio di pasticceria.

Da quel momento il bar comincia ad evolversi. Accanto alla caffetteria prende forma una produzione sempre più ricca, con dolci e specialità che nel tempo diventeranno parte dell’identità del locale.

Il trasferimento nella sede attuale

Circa sei anni dopo l’apertura, ExtraBar si trasferisce nella sede attuale di Corso Miraglia 46, dove si trova ancora oggi.

Con il trasferimento entra stabilmente nell’attività anche Eleonora, fidanzata di Edoardo.

Da quel momento il progetto cresce sempre più come impresa familiare, iniziando ad assumere i primi dipendenti e ampliando progressivamente la produzione.

Una realtà costruita nel tempo

Negli anni ExtraBar continua a crescere.

Il locale amplia la propria offerta, si arricchisce di nuove proposte e diventa sempre più conosciuto in città.

Anche la produzione si evolve: se agli inizi i prodotti erano pochi e semplici, oggi il banco propone una vasta varietà di specialità, tra innovazione e richiami alla tradizione.

Il legame con la città

In trent’anni di attività si è creato un rapporto speciale con Sciacca, fatto di fiducia reciproca e presenza costante nella vita della città.

Un legame che i titolari ricordano con gratitudine.

«Siamo grati alla città e a tutte le persone che in questi anni hanno scelto ExtraBar. Senza la fiducia dei nostri clienti e l’impegno quotidiano dei collaboratori non saremmo arrivati fino a qui».

Dopo trent’anni di lavoro, la storia di ExtraBar continua la sua attività, con lo stesso spirito con cui tutto è iniziato nel 1996.


Palermo, in arrivo 3 cantieri da 4,5 milioni per strade e marciapiedi a Borgo Nuovo, San Filippo Neri e Sperone

Il Comune prepara tre nuovi cantieri di manutenzione e riqualificazione urbana.

Gli interventi riguarderanno i quartieri Borgo Nuovo, San Filippo Neri e Sperone.
Per ogni area è previsto un investimento di 1,5 milioni di euro.

Le risorse arrivano dai programmi di recupero urbano finanziati con i fondi ex Gescal.
La giunta comunale aveva già dato il via libera amministrativo ai progetti nel mese di dicembre. Adesso l’amministrazione può avviare le procedure di gara per affidare i lavori.
I bandi dovrebbero essere pubblicati entro la fine del mese.

Se ne occuperà l’assessorato ai Lavori pubblici guidato da Totò Orlando.
Gli interventi interesseranno soprattutto la viabilità e i percorsi pedonali.

Previsti lavori diffusi di manutenzione ordinaria e straordinaria.
In programma il rifacimento dell’asfalto nelle strade più rovinate.

Saranno sistemati anche i marciapiedi danneggiati o irregolari.
I cantieri serviranno inoltre a sostituire le pavimentazioni ormai deteriorate.

Previsti interventi per eliminare buche, avvallamenti e cedimenti del manto stradale.
Saranno ripristinati cordoli e allineamenti delle carreggiate.

L’obiettivo è migliorare la sicurezza degli attraversamenti e dei percorsi pedonali nei tre quartieri cittadini.

Perché alcune persone tornano dai viaggi diverse da come sono partite

Ci sono periodi della vita in cui le giornate sembrano tutte uguali.

Sveglia, lavoro, impegni, telefonate, scadenze.
Il tempo passa veloce, ma quando proviamo a ripensare agli ultimi mesi ci accorgiamo di una cosa: ricordiamo poco.

Non perché non sia successo nulla.
Ma perché spesso viviamo dentro una routine che lascia poche esperienze davvero memorabili.

È per questo che molte persone, a un certo punto, sentono il bisogno di staccare davvero.

Non solo di fare una vacanza.

Ma di vivere qualcosa che rimanga dentro.

Il vero problema non è il lavoro. È la routine

Molte persone aspettano le ferie per mesi.

Quando finalmente arrivano, scelgono una meta, prenotano un hotel e partono.

Eppure capita spesso che, tornati a casa, la sensazione sia questa:

  • qualche foto sul telefono
  • qualche giornata di relax
  • ma poche emozioni davvero forti da ricordare nel tempo

Il problema non è la vacanza.

Il problema è il modo in cui viaggiamo.

Quando il viaggio diventa solo uno spostamento da un luogo all’altro, rischia di trasformarsi in pochi giorni che scorrono via velocemente.

Esistono viaggi che cambiano il modo di guardare il mondo

Non tutti i viaggi sono uguali.

Ci sono viaggi che servono semplicemente per cambiare aria.

E poi ci sono viaggi che diventano esperienze che rimangono dentro per anni.

Sono quei viaggi che raccontiamo agli amici.
Quelli che ricordiamo a distanza di tempo.

Quelli che, in qualche modo, ci fanno tornare a casa diversi da come siamo partiti.

Il segreto dei viaggi che restano nella memoria

Dietro le esperienze di viaggio più belle c’è quasi sempre una cosa:

una progettazione attenta dell’itinerario.

Un viaggio ben costruito non è casuale.

Ogni tappa, ogni visita, ogni momento è pensato per creare un percorso che unisce:

  • scoperta
  • emozione
  • cultura
  • bellezza

È questo che trasforma un semplice spostamento in un’esperienza che arricchisce davvero chi la vive.

Proprio partendo da questa idea negli ultimi anni alcune realtà del territorio hanno scelto di costruire la propria proposta di viaggio attorno al concetto di esperienza condivisa.

A Sciacca, ad esempio, l’agenzia Kalos Viaggi ha sviluppato una proposta centrata sui viaggi di gruppo accompagnati, pensati per permettere alle persone di vivere il viaggio con maggiore serenità, senza doversi occupare dell’organizzazione logistica e con la possibilità di condividere l’esperienza con altri viaggiatori.

Una formula che negli ultimi anni sta attirando sempre più persone, proprio perché consente di trasformare il viaggio in un’esperienza più rilassante e socialmente coinvolgente.

Perché sempre più persone scelgono i viaggi di gruppo accompagnati

Negli ultimi anni sta crescendo l’interesse verso i viaggi di gruppo accompagnati, una formula che unisce organizzazione professionale e dimensione sociale dell’esperienza.

Sempre più viaggiatori scelgono questa modalità perché consente di vivere la scoperta di nuovi luoghi con maggiore serenità, senza doversi occupare degli aspetti organizzativi più complessi come itinerari, spostamenti o prenotazioni.

Un altro elemento che sta contribuendo alla diffusione di questo tipo di viaggio è la dimensione della condivisione.
Viaggiare in gruppo permette infatti di incontrare nuove persone, condividere momenti ed emozioni e vivere l’esperienza in modo più coinvolgente rispetto a un viaggio completamente individuale.

Inoltre, la presenza di un accompagnatore o di un’organizzazione di riferimento offre un ulteriore elemento di tranquillità, soprattutto quando si visitano destinazioni lontane o si affrontano itinerari particolarmente ricchi di tappe.

Anche a Sciacca alcune realtà del settore turistico stanno puntando sempre più su questa formula, proponendo viaggi organizzati pensati per chi desidera scoprire il mondo senza lo stress della pianificazione e con il piacere della compagnia.

Il desiderio che molte persone stanno riscoprendo

Negli ultimi anni sempre più persone stanno cambiando il loro modo di viaggiare.

Non cercano più soltanto una destinazione.

Cercano esperienze che abbiano un significato.

Vogliono tornare a casa con qualcosa in più:

  • nuovi ricordi
  • nuove emozioni
  • nuove storie da raccontare

Perché alla fine ciò che resta davvero non sono i chilometri percorsi.

Sono le esperienze vissute lungo il cammino.

Quando il viaggio diventa un ricordo che dura tutta la vita

Alcuni viaggi si dimenticano dopo pochi mesi.

Altri diventano parte della nostra storia personale.

Sono quelli che, anche a distanza di anni, ci fanno sorridere quando riguardiamo le fotografie.

E spesso la differenza tra un viaggio qualunque e un viaggio speciale sta proprio in questo:

l’esperienza che viviamo lungo il percorso.

Se senti il desiderio di vivere un viaggio diverso

Se leggendo queste righe hai sentito nascere il desiderio di vivere un viaggio diverso dal solito, forse non è ancora il momento di scegliere una destinazione.

Spesso il primo passo è semplicemente capire che tipo di esperienza si sta cercando davvero.

I lettori che desiderano ricevere qualche suggerimento possono scrivere su WhatsApp indicando alcuni elementi utili:

• il periodo in cui vorrebbero partire
• la durata indicativa del viaggio
• il budget orientativo
• se viaggiano da soli, in coppia o con amici

Le informazioni raccolte potranno essere condivise con una realtà del territorio specializzata nell’organizzazione di viaggi accompagnati, come l’agenzia Kalos Viaggi, così da poter ricevere eventuali proposte coerenti con le preferenze indicate.

A volte il viaggio giusto non è quello che avevamo immaginato all’inizio, ma quello che scopriamo strada facendo.

E molto spesso i viaggi più belli iniziano proprio così: con una semplice conversazione.


Enna ottiene il riconoscimento di Comune Plastic Free 2026

E’ stato il sindaco di Enna, Maurizio Dipietro a ricevere ieri a Roma il premio assegnato alle amministrazioni che si distinguono nella lotta all’inquinamento da plastica.
Enna è l’unico capoluogo dell’Isola ad aver ricevuto il riconoscimento insieme a Caltanissetta.

In Sicilia sono stati premiati soltanto 20 comuni su ben 391


Il premio è stato attribuito per le politiche ambientali adottate dal Comune e per le iniziative messe in campo per ridurre l’uso della plastica e contrastare la dispersione dei rifiuti plastici.
“Voglio ringraziare tutta la cittadinanza per la collaborazione – ha dichiarato il sindaco Dipietro – la governance comunale, gli operatori della società EcoEnnaServizi e l’associazione Plastic Free di Enna”.
Il primo cittadino ha rivolto un ringraziamento particolare al referente provinciale Giuseppe Piazza e a tutti i volontari impegnati nelle attività di sensibilizzazione e tutela dell’ambiente

Barca a vela alla deriva al largo di Capo Milazzo: potrebbe essere quella usata per lo sbarco dei migranti ad Alicudi

Un’imbarcazione a vela trovata senza equipaggio al largo di Capo Milazzo.

Potrebbe essere collegata all’arrivo dei migranti approdati nei giorni scorsi sull’isola di Alicudi.
Il ritrovamento è avvenuto durante la notte nell’ambito delle consuete attività di monitoraggio e controllo del traffico marittimo condotte dalla Guardia Costiera.

A circa cinque miglia nautiche dalla costa di Capo Milazzo è stata individuata una barca a vela lunga circa quindici metri che procedeva senza governo.
Quando i militari hanno raggiunto il punto segnalato con una motovedetta, l’imbarcazione è risultata completamente vuota.

Le vele erano ancora spiegate e non c’era alcuna persona a bordo, circostanza che ha fatto subito pensare a un possibile abbandono recente.
Durante le prime verifiche effettuate in mare sono emersi diversi indizi che farebbero ipotizzare un utilizzo dell’unità da parte di più persone poco prima del ritrovamento.

Proprio questi elementi hanno portato a considerare la possibilità che la barca sia stata impiegata per trasportare i 19 migranti giunti nei giorni scorsi ad Alicudi, nelle isole Eolie.
Per evitare rischi alla navigazione e consentire ulteriori accertamenti da parte delle autorità, la Guardia Costiera ha quindi avviato le operazioni per il recupero dell’imbarcazione.

Saranno ora gli approfondimenti investigativi a stabilire se si tratti effettivamente del mezzo utilizzato per il viaggio dei migranti.

Ribera, Controcorrente a Pd e Società Civile: “Bene apertura, confrontiamoci sui programmi”

A Ribera la campagna elettorale per le amministrative entra nel vivo e dopo l’appello di Pd e Società Civile al movimento di La Vardera ed ai 5 Stelle “affinché si avvii un percorso politico condiviso per il futuro della città”, Francesco D’ Anna, responsabile del Faro 1 di Controcorrente, scrive di apprendere “con interesse” ed aggiunge: “Tendiamo una mano sulla nostra candidata sindaca che rappresenta una vera e concreta alternativa”.


“Pertanto, rimaniamo a disposizione – continua D’Anna – per un confronto sui programmi che possano rilanciare la nostra città nell’interesse del bene comune. Noi abbiamo messo in campo una proposta seria, siamo fiduciosi che possa essere accolta”.

Controcorrente e Movimento Cinque Stelle hanno presentato nei giorni scorsi la candidata a sindaco Eunice Palminteri. In campo a Ribera nella corsa per guidare il Comune ci sono anche Maria Rosaria Provenzano e Carmelo Pace.

Ancora in carcere perchè non indica un domicilio indagato per tentata truffa a Sciacca


Il giudice dopo l’udienza di convalida ha disposto i domiciliari per Roberto Oglialoro, di 35 anni, di Catania, indagato per tentata truffa a un’anziana di Sciacca. Lui, però, non è ancora riuscito ad indicare un domicilio e così è rimasto in cella.

Oglialoro arrivava da Padova e non è escluso che sia il terminale di un gruppo più vasto dedito a queste truffe.

L’intervento è scaturito dalla segnalazione di un’anziana di Sciacca che, telefonicamente, veniva informata di un presunto grave incidente stradale causato da un proprio familiare e della necessità di consegnare con urgenza denaro e preziosi per evitare conseguenze giudiziarie.

L’anziana ha avvisato i carabinieri, quelli veri, che, intervenuti, hanno arrestato Oglialoro.

Trasparenza salariale 2026: dal 7 giugno potrai scoprire quanto guadagna il tuo collega

Cosa cambia dal 2026 per i lavoratori italiani? Entro il 7 giugno l’Italia dovrà recepire la nuova direttiva europea sulla trasparenza salariale. Un cambiamento epocale che permetterà ai dipendenti di conoscere gli stipendi dei colleghi e vietera alle aziende di chiedere la retribuzione precedente ai colloqui. Scopriamo chi riguarda e perché è importante.

Il mondo del lavoro italiano si prepara a una vera e propria rivoluzione. Il Consiglio dei Ministri ha recentemente approvato in esame preliminare lo schema di decreto legislativo che recepisce la direttiva UE 2023/970. L’obiettivo è chiaro: garantire che a parità di lavoro corrisponda una pari retribuzione, riducendo definitivamente il divario retributivo di genere (il cosiddetto gender pay gap). La scadenza per l’adeguamento definitivo è fissata al 7 giugno 2026, data entro la quale le nuove regole diventeranno operative per tutti i datori di lavoro, sia pubblici che privati.

Il diritto di conoscere lo stipendio dei colleghi

La novità più dirompente della direttiva sulla trasparenza salariale 2026 riguarda il diritto all’informazione. I lavoratori subordinati, compresi i dirigenti e i dipendenti a tempo determinato, avranno il diritto di conoscere i criteri utilizzati dall’azienda per determinare la propria retribuzione. Ma non solo: nel pieno rispetto della normativa sulla privacy, ogni dipendente potrà richiedere e ottenere i livelli salariali medi dei colleghi che svolgono lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore, suddivisi per genere.

Questo strumento permetterà di far emergere eventuali disparità ingiustificate. Il decreto chiarisce infatti le definizioni di “stesso lavoro” e “lavoro di pari valore”, basandole su criteri oggettivi e neutrali. Qualora dovesse emergere un divario salariale di genere non giustificato pari o superiore al 5%, il datore di lavoro sarà obbligato a motivarlo e ad avviare una valutazione congiunta con le rappresentanze sindacali e l’Ispettorato del lavoro per individuare le necessarie misure correttive.

Cosa cambia per i colloqui e gli annunci di lavoro

Le nuove regole sulla trasparenza salariale 2026 interverranno pesantemente anche nella fase di selezione del personale, modificando le dinamiche storiche dei colloqui di lavoro. Gli annunci di ricerca del personale dovranno obbligatoriamente indicare la retribuzione iniziale o la relativa fascia salariale prevista per la posizione offerta. I candidati non dovranno più affrontare iter di selezione al buio, scoprendo l’offerta economica solo all’ultimo step.

Inoltre, viene introdotto un divieto assoluto per i datori di lavoro: non sarà più possibile chiedere ai candidati informazioni sulle retribuzioni percepite nelle precedenti esperienze lavorative. Questa misura mira a impedire che stipendi storicamente bassi (spesso a svantaggio delle donne) continuino a penalizzare il lavoratore nei successivi cambi di impiego, garantendo che l’offerta economica sia basata esclusivamente sul valore della posizione e sulle competenze del candidato.

Gli obblighi per le aziende e le sanzioni previste

Il decreto introduce obblighi differenziati in base alle dimensioni aziendali. Le imprese con almeno 100 dipendenti dovranno comunicare periodicamente dati specifici sulla trasparenza retributiva. Per le aziende più piccole, fino a 49 dipendenti, le modalità di accesso alle informazioni aggregate saranno definite con un successivo decreto del Ministro del Lavoro, per evitare oneri burocratici sproporzionati pur garantendo i diritti dei lavoratori.

Per vigilare sull’attuazione della normativa, verrà istituito un organismo di monitoraggio presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Le aziende che non rispetteranno le nuove regole andranno incontro a conseguenze severe. In caso di accertamento di discriminazioni, è prevista l’applicazione dell’articolo 41 del Codice delle pari opportunità, con sanzioni amministrative pecuniarie che vanno da 5.000 a 10.000 euro, oltre alla possibile revoca di benefici statali o contratti di appalto pubblico.

Conclusione

La direttiva sulla trasparenza salariale 2026 rappresenta un passo fondamentale verso un mercato del lavoro più equo e moderno. Come sottolineato dalla ministra del Lavoro Marina Calderone, valorizzare il talento di tutti è una condizione essenziale per l’inclusività. I lavoratori avranno finalmente gli strumenti per difendersi dalle discriminazioni retributive, mentre le aziende dovranno adottare politiche salariali trasparenti e oggettive. Un cambiamento culturale profondo che, dal 7 giugno 2026, renderà i luoghi di lavoro italiani più giusti.

Fonte: Brocardi.it – Lavoratore, dal 2026 puoi scoprire quanto guadagna il tuo collega

Casteltermini, pitbull legato tra rifiuti: denunciato il proprietario

Un pitbull legato tra rifiuti in un seminterrato e costretto a vivere in condizioni precarie. È la situazione riscontrata a Casteltermini durante un intervento delle guardie zoofile dell’associazione Stop Animal Crimes Italia.

L’operazione è partita dopo la segnalazione di alcuni turisti che, passando nei pressi dell’abitazione, hanno sentito i lamenti del cane. Insospettiti dalla situazione, hanno deciso di avvisare i volontari, permettendo così di avviare un controllo sul posto.

Pitbull legato tra rifiuti: cosa hanno trovato le guardie zoofile

Durante il sopralluogo, gli operatori hanno accertato la presenza di un pitbull legato tra rifiuti all’interno di un seminterrato buio. L’animale era tenuto con una catena fissa e circondato da sporcizia e materiali di scarto.Le condizioni in cui si trovava il cane hanno spinto le guardie zoofile ad avviare gli accertamenti previsti e a documentare la situazione riscontrata durante il controllo.

La denuncia del proprietario

A seguito delle verifiche effettuate sul posto, il proprietario dell’animale è stato denunciato. L’attività è stata condotta dalle guardie zoofile intervenute dopo la segnalazione dei turisti.

Nel corso dell’operazione sarebbero emerse anche difficoltà nella gestione dell’animale dopo l’intervento, in particolare per quanto riguarda l’individuazione di una struttura in grado di accoglierlo.

Un caso che riporta l’attenzione sul benessere animale

La vicenda del pitbull legato tra rifiuti a Casteltermini riaccende l’attenzione sul tema della tutela degli animali e sulle condizioni in cui possono essere tenuti in alcuni contesti privati.

In questo caso la segnalazione di cittadini di passaggio si è rivelata determinante. L’allarme lanciato dai turisti ha infatti permesso alle guardie zoofile di intervenire e di accertare la situazione dell’animale.

La vicenda è ora al vaglio delle autorità competenti, che dovranno valutare gli sviluppi della denuncia e gli eventuali provvedimenti conseguenti.