Il premio letterario Giuseppe Tomasi di Lampedusa tra i grandi eventi della Regione Siciliana

Il premio letterario internazionale Giuseppe Tomasi di Lampedusa entra ufficialmente tra i grandi eventi di richiamo turistico della Regione Siciliana per il biennio 2026-2027.

La manifestazione, promossa dal Comune di Santa Margherita di Belìce, si conferma così tra gli appuntamenti culturali di maggiore rilievo nel panorama regionale, consolidando il proprio ruolo nella valorizzazione della letteratura e del territorio.

L’edizione 2026 del premio si svolgerà sabato 1 agosto nell’ambito del Festival del Gattopardo, in programma a Santa Margherita di Belìce dal 31 luglio al 2 agosto 2026. L’evento rappresenta uno dei momenti centrali del festival dedicato alla figura e all’eredità culturale di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.

“Siamo orgogliosi che il premio letterario Giuseppe Tomasi di Lampedusa sia stato nuovamente riconosciuto dalla Regione Siciliana tra i grandi eventi di richiamo turistico. Un risultato che conferma il prestigio della manifestazione e l’impegno del Comune di Santa Margherita di Belìce nella promozione della cultura e del territorio”, dichiara l’assessora al Turismo, Deborah Ciaccio.

I bimbi di Cine Micron sul palco con “Battiti” per un viaggio nelle emozioni

Una serata intensa e ricca di significato quella andata in scena ieri con “Battiti“, lo spettacolo che ha saputo coinvolgere spettatori di ogni età attraverso una riflessione delicata e profonda sul mondo delle emozioni.

La rappresentazione ha accompagnato il pubblico in un percorso che ha messo al centro sentimenti, fragilità e stati d’animo che accompagnano ogni fase della vita.

Un racconto capace di ricordare come gioia, entusiasmo e serenità convivano naturalmente con paura, malinconia e momenti di difficoltà, elementi che contribuiscono alla crescita personale e alla costruzione della propria identità.

Attraverso un linguaggio semplice e immediato, adatto ai più giovani ma allo stesso tempo coinvolgente per gli adulti, lo spettacolo è riuscito ad affrontare temi importanti senza rinunciare alla leggerezza.

Un equilibrio che ha rappresentato uno dei punti di forza dell’intera messa in scena, permettendo al messaggio di arrivare con efficacia a tutto il pubblico presente.

A sorprendere particolarmente è stata la prova delle giovanissime protagoniste, bambine e ragazze tra i 5 e i 12 anni, che hanno saputo interpretare il proprio ruolo con sensibilità, naturalezza e maturità. ra le giovani interpreti si percepivano affiatamento, collaborazione e una forte sintonia, elementi che hanno contribuito a rendere credibile e coinvolgente ogni momento dello spettacolo.

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I diversi quadri scenici si sono alternati tra passaggi più riflessivi e momenti di maggiore leggerezza, mantenendo sempre viva l’attenzione degli spettatori.

Particolarmente significativo il finale, che ha regalato uno dei momenti più emozionanti della serata. Accanto ai maestri Ignazio e Simone è salito sul palco anche Luca, tredicenne del gruppo, protagonista di un percorso personale maturato nel corso dell’anno.

Il tredicenne Luca alla regia durante lo spettacolo

Se inizialmente il suo interesse era rivolto principalmente alla recitazione, con il passare dei mesi Luca ha scoperto una forte curiosità per tutto ciò che accade dietro le quinte. L’osservazione del lavoro di regia, dell’organizzazione scenica e dei meccanismi che permettono a uno spettacolo di prendere forma lo hanno portato ad avvicinarsi sempre più a questo ruolo.

Da qui la scelta di affiancare i suoi insegnanti come aiuto regista, esperienza che ha accolto con entusiasmo. Il suo intervento conclusivo, caratterizzato da parole semplici e sincere rivolte ai compagni e ai maestri, ha suscitato un forte coinvolgimento emotivo tra il pubblico.

La serata ha evidenziato come il teatro possa rappresentare molto più di un’esperienza artistica: un luogo di crescita, scoperta e condivisione, capace di aiutare bambini e ragazzi a conoscere meglio sé stessi e a valorizzare le proprie inclinazioni.

Le nozze di Dua Lipa secondo il Telegraph nel “covo della mafia”, è polemica. Schifani: “Danno d’immagine enorme”

Una favola siciliana raccontata attraverso il più antico degli stereotipi. È il caso del titolo scelto dal quotidiano britannico Telegraph per raccontare le nozze di Dua Lipa e Callum Turner tra Palermo e Bagheria, una scelta che ha scatenato dure polemiche nell’isola e acceso un dibattito sul modo in cui la Sicilia continua a essere rappresentata all’estero.

“Il covo della mafia siciliana ospita il matrimonio dell’anno”, titolava inizialmente il giornale inglese riferendosi alla festa che da giorni vede i centri storici di Palermo e Bagheria blindati per l’arrivo della popstar britannica e dell’attore inglese. Il quotidiano ha riproposto uno stereotipo che continua ad associare l’isola esclusivamente alla criminalità organizzata.

Successivamente il Telegraph ha modificato il titolo sostituendo l’espressione “covo della mafia” con “ex covo della mafia”, ma la correzione non è bastata a spegnere le polemiche.

Nel testo dell’articolo, firmato dal corrispondente dall’Italia Nick Squires, il racconto appare infatti molto diverso dal titolo. Il giornalista ripercorre la storia di Bagheria, ricordando gli anni del cosiddetto “triangolo della morte”, ma descrive anche il percorso di rinascita della città, il contrasto alla criminalità organizzata, il rilancio turistico e culturale del territorio e il ruolo delle istituzioni nel processo di cambiamento.

“Il titolo non l’ho fatto io”, ha spiegato lo stesso Squires all’Agenzia Italia, contattato dopo le polemiche.

La polemica ha spinto a intervenire anche il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, che ha chiesto pubblicamente delle scuse ufficiali.

“Prendo atto che il Telegraph ha modificato il titolo del proprio articolo sulle nozze di Dua Lipa, sostituendo l’inaccettabile riferimento al ‘covo della mafia’ con l’espressione ‘ex covo della mafia’”, ha dichiarato Schifani.

“Si tratta di una correzione doverosa, che conferma come le critiche mosse dalla Sicilia fossero fondate”.

Per il governatore, tuttavia, il problema non è stato risolto dalla rettifica. “Questa modifica non basta. Il danno d’immagine arrecato alla Sicilia e ai siciliani è stato enorme, perché ancora una volta la nostra terra è stata associata a uno stereotipo che non la rappresenta e che ignora decenni di sacrifici, di lotta alla criminalità organizzata e di riscatto civile, culturale ed economico”.

Schifani ha sottolineato come le nozze di Dua Lipa abbiano acceso l’attenzione internazionale sulle eccellenze dell’Isola.

“Le nozze di Dua Lipa hanno acceso i riflettori internazionali sulle bellezze e sulle eccellenze della Sicilia. È quindi ancora più grave che una testata prestigiosa abbia scelto di richiamare un cliché che mortifica un intero popolo”.

Da qui la richiesta rivolta al quotidiano britannico. “Mi aspetto dal Telegraph delle scuse ufficiali alla Sicilia e ai siciliani. Il rispetto per la verità dei fatti e per la dignità di una comunità non può essere considerato un dettaglio editoriale”.

Intanto le celebrazioni per il matrimonio della cantante e dell’attore proseguono tra Palermo e Bagheria, trasformando per alcuni giorni la Sicilia in uno dei principali palcoscenici mondani internazionali.

Da Scicli a Santiago, Antonio Giannone entra in Francia dopo 2 mila chilometri a piedi

Partito a metà marzo da Scicli, nel Ragusano, con destinazione Santiago de Compostela, Antonio Giannone ha varcato il confine con la Francia dopo avere attraversato tutta l’Italia e percorso circa 2 mila chilometri.

Il ventiseienne, fotografo e videomaker, ha lasciato il proprio lavoro a tempo indeterminato per prendersi un anno sabbatico da dedicare al cammino. Giunto a metà del percorso, deve percorrere altri 2 mila chilometri circa per raggiungere la cattedrale di Santiago de Compostela, dove sono custodite le reliquie di San Giacomo.

“Ho già consumato il primo paio di scarpe – racconta all’Ansa – ne ho dovuto comprare un altro. Al momento non sono particolarmente stanco, il corpo si sta abituando al cammino”.

Lungo il tragitto, che lo ha portato attraverso Calabria, Campania, Lazio, Toscana e Liguria, Giannone ha incontrato numerose persone e stretto amicizie. Tra queste quella con don Matteo, cappellano dei pellegrini liguri.

“A Genova ho incontrato il cappellano dei pellegrini Liguri – spiega – si chiama don Matteo. Lui stesso è un camminatore e mi ha dato un consiglio: una birra media al giorno ti reintegra i sali minerali. Grazie a lui sono entrato a far parte di un gruppo che ti mette in contatto con gente che può offrirti indicazioni e alloggi. Adesso inizia il percorso che dai Pirenei conduce a Santiago de Compostela. Dovrei arrivare ad agosto”, conclude.

Ribera, appello per il reparto Malattie Infettive: «Piano post Covid ancora inattuato»

Il piano regionale per la gestione di eventuali emergenze infettive, trasmesso alle aziende sanitarie siciliane, riaccende il dibattito sulla situazione sanitaria nell’Agrigentino. Al centro della riflessione del Comitato Zona Disagiata c’è la mancata attivazione del Reparto Malattie Infettive all’ospedale “Fratelli Parlapiano” di Ribera, indicato come presidio di riferimento per un ampio territorio provinciale e già utilizzato in passato come Covid Hospital.

Secondo il coordinatore del Comitato Zona Disagiata, Giovanni Montalbano, il territorio continua a fare i conti con carenze strutturali e organizzative che, a distanza di anni dall’emergenza pandemica, non sarebbero ancora state superate.

Reparto Malattie Infettive e piano regionale

La presa di posizione arriva dopo l’invio del piano regionale anti-Ebola alle aziende sanitarie siciliane. Un documento che richiama le strutture sanitarie alla massima attenzione nella gestione di eventuali casi sospetti o accertati di malattie infettive.

Per il Comitato, però, emerge una criticità evidente: nell’Agrigentino non vi sarebbero posti letto di Malattie Infettive ritenuti idonei, nonostante il presidio di Ribera sia stato individuato come punto di riferimento per il comprensorio.

Le criticità denunciate dal Comitato

Da anni, sostiene il Comitato Zona Disagiata, vengono segnalati ritardi nell’attuazione degli interventi previsti per l’ospedale di Ribera. In particolare viene evidenziata la mancata realizzazione del Reparto Malattie Infettive, considerato un tassello fondamentale del piano di rifunzionalizzazione post Covid programmato dalla Regione.

Secondo Montalbano, il nuovo piano sanitario regionale non avrebbe ancora trovato una concreta applicazione sul territorio, lasciando irrisolte problematiche che incidono direttamente sull’assistenza sanitaria e sulla capacità di risposta a eventuali emergenze epidemiologiche.

Il richiamo alla rifunzionalizzazione post Covid

Il Comitato richiama inoltre le recenti dichiarazioni dell’assessore regionale alla Salute, che ha escluso situazioni di allarme in Sicilia, pur confermando un elevato livello di attenzione da parte del Servizio sanitario regionale attraverso i Dipartimenti di Prevenzione delle Asp.

Pur condividendo l’approccio prudenziale adottato dalla Regione, il Comitato pone un interrogativo: come possa il territorio agrigentino affrontare in modo adeguato eventuali emergenze sanitarie senza il Reparto Malattie Infettive e senza la piena attuazione del piano di rifunzionalizzazione previsto per l’ospedale di Ribera.

«L’ospedale di Ribera merita rispetto»

Nel documento viene ribadita la richiesta di riconoscimento del “Fratelli Parlapiano” come Ospedale di Zona Disagiata e l’esigenza di dare seguito agli interventi programmati dopo l’emergenza Covid.

Per il Comitato, l’attivazione del Reparto Malattie Infettive rappresenta una misura indispensabile per garantire adeguati livelli di assistenza e sicurezza sanitaria a tutto il territorio. Da qui l’appello alle istituzioni affinché venga superato quello che viene definito un immobilismo non più sostenibile.

«La tutela della salute dei cittadini non può continuare ad essere rinviata», conclude il coordinatore del Comitato Zona Disagiata Giovanni Montalbano.

Agrigento torna alle urne, ballottaggio tra Sodano e Alonge

Saranno aperte nuovamente domani le urne ad Agrigento.

Attesa per il risultato che riguarda il capoluogo di provincia dove nessun candidato, nelle consultazioni di due settimane fa, è riuscito a superare la soglia necessaria per l’elezione al primo turno.

A contendersi la guida della città saranno Michele Sodano, sostenuto dall’area di centrosinistra, e Dino Alonge, candidato del centrodestra. Nel primo turno delle amministrative, Sodano ha raccolto il 39,10% dei consensi, risultando il più votato, mentre Alonge si è attestato al 34,7%.

I cittadini agrigentini saranno quindi chiamati nuovamente alle urne per scegliere chi amministrerà il capoluogo nei prossimi anni. La sfida finale vedrà confrontarsi i due candidati che hanno ottenuto il maggior numero di preferenze nella prima tornata elettorale.

Da un lato Michele Sodano, candidato di Controcorrente e del centrosinistra che riunisce Pd, Movimento 5 Stelle e Avs, non ha cercato apparentamenti dopo aver sfiorato la vittoria al primo turno.

Dall’altro lato Alonge che fa leva sulla maggioranza dei consiglieri in aula, sicuro di poter amministrare con un consiglio a suo favore.

Sodano, sostenuto nel suo lavoro da Ismaele La Vardera, continua a confermare invece, l’eccellenza della sua squadra di assessori.

Ultime ore prima del richiamo alle urne. Alla chiusura delle urne lunedì , lo spoglio e il risultato finale.

Paternò, tenta di liberarsi della droga lanciandola dal balcone: arrestato 21enne

Un giovane di 21 anni residente a Paternò è stato arrestato dai Carabinieri con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. L’operazione è stata condotta dai militari della Stazione di Santa Maria di Licodia, con il supporto dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Sicilia.

L’attività investigativa era stata avviata dopo che il giovane era già finito in passato sotto l’attenzione delle forze dell’ordine per vicende legate agli stupefacenti.

I militari sospettavano che avesse proseguito l’attività illecita e, dopo aver raccolto elementi ritenuti utili, hanno deciso di effettuare una perquisizione nella sua abitazione, situata in una zona rurale della periferia di Paternò e condivisa con i familiari.

Prima di entrare in azione, i Carabinieri hanno predisposto un servizio di osservazione attorno all’immobile per impedire eventuali tentativi di occultamento della droga. Una precauzione che si è rivelata determinante.

All’arrivo dei militari, infatti, il 21enne non si è presentato alla porta ma è stato notato affacciarsi dal balcone dell’abitazione e lanciare un contenitore nel terreno sottostante. Recuperato l’involucro, i Carabinieri hanno rinvenuto al suo interno 47 dosi già confezionate, tra cocaina e crack, pronte per essere immesse sul mercato.

La successiva perquisizione della camera da letto del giovane ha inoltre consentito di trovare 2.800 euro in contanti custoditi in un cassetto. Una somma sulla cui provenienza il ragazzo non avrebbe fornito spiegazioni ritenute plausibili.

La droga e il denaro sono stati sequestrati, mentre il 21enne è stato arrestato. Il provvedimento è stato successivamente convalidato dall’autorità giudiziaria.

Capaci, incendio nella notte in un distributore di carburanti: si segue la pista dolosa

Momenti di tensione nella notte a Capaci, dove un incendio ha interessato un impianto di distribuzione carburanti lungo il territorio comunale.

Le fiamme hanno provocato ingenti danni alla struttura, rendendo necessario un massiccio intervento dei soccorsi.
Secondo una prima ricostruzione, il rogo ha compromesso gravemente due punti di erogazione del gas GPL, mentre un’autovettura parcheggiata nell’area destinata all’autolavaggio è andata completamente distrutta.
Sul posto sono intervenute diverse squadre dei vigili del fuoco, provenienti dai distaccamenti di Carini e San Lorenzo, supportate dal nucleo specializzato Nbcr.

Le operazioni si sono concentrate sullo spegnimento delle fiamme e sulla messa in sicurezza dell’intera area, evitando ulteriori rischi per persone e strutture vicine.
Presenti anche i carabinieri, che hanno avviato gli accertamenti per chiarire l’origine dell’incendio.

Le prime verifiche farebbero propendere per un’azione di natura dolosa.
L’episodio si inserirebbe in un contesto già segnato da una serie di atti intimidatori registrati negli ultimi mesi tra la zona di Tommaso Natale e il comprensorio di Carini, circostanza che gli investigatori stanno valutando con particolare attenzione.

Sal Da Vinci al Cous Cous Fest 2026

Sal Da Vinci sarà uno degli appuntamenti più attesi del Cous Cous Fest 2026. Il cantante napoletano salirà sul Palco Spiaggia venerdì 18 settembre alle 22.30, arricchendo il programma della manifestazione internazionale che ogni anno anima San Vito Lo Capo con spettacolo, cultura e gastronomia.

Sal Da Vinci arriva all’evento dopo il successo ottenuto con la vittoria al Festival di Sanremo. La sua presenza rappresenta uno dei nomi di maggiore richiamo del cartellone.

Per chi desidera assistere allo spettacolo da una posizione privilegiata sarà disponibile l’area pit, allestita sotto il palco. I posti saranno limitati.

Il Cous Cous Fest è una delle manifestazioni più conosciute della Sicilia occidentale e richiama ogni anno migliaia di visitatori, turisti e appassionati grazie a un programma che unisce musica, spettacoli, incontri e sapori.

La manifestazione è dedicata all’integrazione culturale e gastronomica e trasforma San Vito Lo Capo in un punto d’incontro tra popoli, tradizioni e linguaggi diversi. Anche l’edizione 2026 punta su questo equilibrio, alternando gli appuntamenti dedicati al cous cous e alla cucina internazionale a concerti e spettacoli che rendono il festival un evento trasversale e molto seguito.

Per un’eredità i giudici tributari annullano a un saccense pignoramenti per 1,3 milioni di euro


Un uomo originario di Sciacca che vive a Roma rischiava di dovere pagate oltre 1,3 milioni di euro per un’accettazione ereditaria. Sono stati, invece, annullati due pignoramenti presso terzi per circa 670.000 euro ciascuno. I giudici tributari hanno accolto la linea portata avanti dal commercialista di Sciacca Antonino Calascibetta (nella foto) in materia di riscossione tributaria e tutela dei diritti del contribuente.

La controversia riguardava procedure esecutive avviate dall’agente della riscossione a seguito dell’accettazione di un asse ereditario. In questo contesto al saccense erano stati notificati i due distinti atti di pignoramento presso terzi che sono stati annullati.

Secondo quanto emerso nel corso della controversia, le principali censure formulate dalla difesa hanno riguardato la presunta carenza di potere dell’ente procedente, l’incompetenza territoriale dell’agente della riscossione che aveva promosso le azioni esecutive e, soprattutto, l’omessa o irregolare notifica degli atti, circostanze che incidono direttamente sulla validità e sulla legittimità dell’intera procedura di riscossione.

La strategia difensiva predisposta dal commercialista Calascibetta si è sviluppata attraverso una puntuale analisi della documentazione amministrativa e della sequenza procedimentale posta in essere dall’ente riscossore. In particolare, sono state evidenziate presunte violazioni in materia di modalità di formazione dei ruoli, competenze degli uffici della riscossione e dei presupposti necessari per l’avvio delle procedure esecutive. In pratica, i pignoramenti impugnati non costituivano episodi isolati, ma si inserivano all’interno di una più ampia e reiterata attività esecutiva promossa nei confronti del contribuente.

“Proprio questa circostanza – dice il commercialista Calascibetta – avrebbe imposto un rigoroso rispetto delle norme procedimentali e delle garanzie previste dalla legge, soprattutto in considerazione dell’elevato valore delle somme oggetto di riscossione e delle rilevanti conseguenze patrimoniali derivanti dall’esecuzione forzata”.