Crisi idrica, Schifani a Ribera: “Non ci dormo la notte” (Video)

Ieri a Ribera il governatore della Regione Sicilia Schifani ha parlato non solo delle Terme di Sciacca, ma al tavolo di confronto della “Festa dell’Amicizia” della Democrazia cristiana si e’ discusso anche di agricoltura e di come supportare il settore in questo momento difficile.

Il governatore ha accennato alle misure approntate dal suo Governo per la crisi idrica in atto nel territorio.

Schifani in particolare, ha elencato le misure economiche disposte in Finanziaria e votare giusto il giorno prima all’Ars.

“Non ci dormo la notte – ha confessato il governatore e stiamo portando avanti la riattivazione dei tre dissalatori di Porto Empedocle, Trapani e Gela. I problemi ci sono. Di carattere tecnico e di carattere amministrativo. Le somme ci sono, le abbiamo stanziate. Sta adesso al Commissario nazionale dell’Acqua accelerare e adottare provvedimenti urgenti perché lui ha i poteri noi no”.

Festa dell’Amicizia di Ribera, premio ai 3 bimbi della coppia tunisina morti sulla Fondovalle

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Una donazione per i 3 bambini tunisini rimasti orfani e feriti nell’incidente stradale alle porte di Palermo il 12 ottobre scorso quando nello scontro tra la Mercedes della famiglia e una Toyota persero la vita i genitori Walid Moussa e Zina Koski, residenti a Ribera. Durante la prima giornata di “Festa dell’Amicizia”, il sindaco Matteo Ruvolo ha consegnato un premio del valore di tre mila euro per i tre bimbi. Ti

Sempre a Ribera nelle scorse settimane era partita una campagna di solidarietà per i tre bambini che aveva coinvolto imprenditori, commercianti e associazioni cittadine.

Ieri la consegna dell’assegno ai bimbi. Consegnato, sempre ieri anche il premio “Libera e Forte”, nel quale è stato donato un assegno a Imane Hadrouj, la ragazza di origine nordafricana che ha studiato a Lercara Friddi, alla quale i genitori volevano impedire di continuare a frequentare la scuola; la ragazza ha ricevuto una donazione, da parte della DC, di 5.000 euro.

Sabrina Lattuca eletta presidente dell’assemblea dei sindaci di Aica

Sabrina Lattuca, sindaco di Realmonte, è stata eletta presidente dell’assemblea dei sindaci di Aica al termine di un lungo processo di mediazione politica, segnato da rinvii e tentativi di bilanciamento tra le varie anime del centrodestra. Lattuca, unica sindaca donna della provincia di Agrigento, ha ottenuto l’unanime appoggio dei colleghi primi cittadini, che hanno riconosciuto in lei la figura di equilibrio necessaria per il ruolo.

A sostenerla in questa carica sarà Salvo Di Bernardo, sindaco di San Biagio Platani, nominato vicepresidente. La nuova presidenza si pone l’obiettivo di coordinare in modo efficace la gestione del servizio idrico nei comuni affiliati ad Aica, rispondendo alle esigenze del territorio in materia di risorse idriche e infrastrutture.

L’elezione di Lattuca giunge tre mesi dopo la nomina di Giovanni Cirillo, sindaco di Montallegro, come presidente dell’Ati idrico, incarico per il quale era stata inizialmente considerata la stessa Lattuca. All’epoca, però, la proposta era stata ritirata per favorire un assetto stabile all’interno delle rappresentanze del centrodestra, promuovendo così Cirillo.

La nuova presidenza si trova ad affrontare sfide in una provincia in cui la gestione delle risorse idriche ha rappresentato a lungo un tema delicato e spesso oggetto di dibattito.

Nessun dossieraggio sull’ex genero, Gulotta assolto anche in appello

Così come in primo grado innanzi al Tribunale, pure la Corte d’Appello di Palermo ha disposto il non luogo a procedere nei confronti di Gaspare Gulotta, 72 anni, di Santa Margherita Belice, ex primario di Chirurgia del Policlinico di Palermo. Prosciolti anche la figlia Eliana, chirurgo, Maria La Rocca, originaria di Montevago, medico di famiglia, e Fiorella Sardo, medico del pronto soccorso del Policlinico. Secondo l’accusa, l’ex primario di Chirurgia avrebbe “confezionato” un dossier contro il genero, ex marito della figlia, per ripicca su questioni familiari e personali. Prosciolto sia dal Tribunale che dalla Corte di Appello.

Rischi della rete, doppio incontro per genitori e alunni dell’Inveges (Video)

Un doppio incontro destinato non solo ad alunni ma anche docenti e genitori quello tenuto oggi pomeriggio dall’avvocato Antonio Maria La Scala presidente dell’associazione “Gens Nova” nell’aula Abruzzo del complesso Fazello di Sciacca

L’incontro supportato da Anfi Sicilia e dalla dirigente dell’istituto comprensivo Inveges di Sciacca ha avuto l’intento di creare uno spazio di riflessione per genitori, studenti e insegnanti sul tema dell’utilizzo di internet e dei social network, al fine di prendere coscienza dei rischi e delle opportunità che questi ci offrono.

Obiettivo di incontri come quello di oggi, ha sottolineato la preside dell’istituto, è quello di delineare insieme  strategie educative e di intervento che mettano in primo piano la sicurezza dei minori, creando consapevolezza e formazione nei giovani e negli educatori.

Schifani alla festa della Dc a Ribera: “Per le Terme di Sciacca stiamo lavorando giorno e notte” (Video)

E’ stato il governatore della Regione Sicilia, Renato Schifani oggi a inaugurare la Festa della Democrazia Cristiana in piazza Duomo, a Ribera.

Dopo la fase inaugurale ha fatto seguito al Comune un dibattito sui temi legati all’agricoltura in presenza del presidente della Regione, Renato Schifani, e del segretario nazionale della Dc, Totò Cuffaro.

Il governatore ha rilasciato dichiarazioni in merito alle Terme di Sciacca e ha ribadito l’impegno massimo della Regione per licenziare entro dicembre il bando per poi individuare il provato con il quale la Regione in forma collaborativa puntera’ alla ristrutturazione, riapertura e gestione.

“Ci sono le risorse – ha detto il presidente – e stiamo lavorando giorno e notte perché puntiamo sul termalismo. C’è stato il sopralluogo dei dirigenti, ci sono pozzi e acqua che fuoriesce a 50 gradi, vogliamo ridarla ai siciliani, ai visitatori”.

Stupro di gruppo a Palermo, condannati tutti gli imputati

La seconda sezione del Tribunale di Palermo, presieduta dal giudice Roberto Murgia, ha emesso la sentenza per i sei imputati accusati di aver violentato una ragazza di 19 anni all’interno di un cantiere abbandonato nella zona del Foro Italico, a Palermo. I fatti risalgono alla notte tra il 6 e il 7 luglio dello scorso anno. Il processo si è svolto con il rito abbreviato, che prevede una riduzione di pena per gli imputati.

Il tribunale ha condannato Angelo Flores, Gabriele Di Trapani, Christian Maronia ed Elio Arnao a sette anni di reclusione ciascuno. Cristian Barone ha ricevuto una condanna di sei anni e quattro mesi, mentre Samuele La Grassa, al quale sono state riconosciute le attenuanti generiche, è stato condannato a quattro anni di carcere. Pene inferiori rispetto a quelle richieste dalla Procura che aveva invocato dodici anni di reclusione per tutti gli imputati, ad eccezione di La Grassa, per il quale erano stati chiesti dieci anni e otto mesi.

La vittima si è costituita parte civile, assistita dall’avvocato Carla Garofalo, e dovrà ricevere un risarcimento iniziale di 40 mila euro a titolo di provvisionale. Si sono costituiti parti civili anche il Comune di Palermo e alcune associazioni attive nella lotta contro la violenza di genere.

Parallelamente, un settimo imputato, R.P., minorenne al momento dei fatti e divenuto maggiorenne solo venti giorni dopo l’episodio, era già stato condannato, sia in primo che in secondo grado, a otto anni e otto mesi di carcere.

Posidonia a Porto Palo di Menfi, il sindaco si rivolge al prefetto 

Le spiagge siciliane, note per la loro bellezza, sono spesso teatro di fenomeni naturali che, pur essendo un segno di vitalità per l’ecosistema marino, creano disagi alla fruizione turistica e alla sicurezza. È il caso della posidonia oceanica, una pianta marina che, sebbene rappresenti una risorsa ecologica, si accumula lungo le coste formando le cosiddette “banquette”. Questi accumuli, per quanto siano essenziali per la protezione dell’ambiente costiero, sono spesso percepiti come un rifiuto dai cittadini e dai turisti.

A Porto Palo di Menfi, spiaggia Bandiera Blu, tra le più frequentate della Sicilia, la situazione sta diventando particolarmente critica, con una grande quantità di posidonia che ha invaso il porto, rendendolo parzialmente inutilizzabile per la navigazione. In risposta a questa problematica, il sindaco di Menfi, Vito Clemente, ha scritto una lettera al prefetto di Agrigento, Filippo Romano, per richiedere interventi urgenti.

Il sindaco, nella missiva, sottolinea le criticità che riguardano “il mare della fascia costiera di Menfi da 28 anni Bandiera Blu da parte della Fee, per il rispetto dei canoni ambientali e della tutela del mare”.

“Desidero ricordare – continua Clemente – che nei mesi estivi tantissimi turisti affollano le nostre spiagge e, quindi, risulta necessario prevenire eventuali emergenze igienico sanitarie che ne potrebbero derivare. L’attuale amministrazione comunale, sin dal suo insediamento avvenuto in data 1 giugno 2023, si è attivata per risolvere tale problematica, ma ancora non è riuscita ad ottenere gli interventi necessari da parte della Regione Siciliana, proprietaria di tutte le infrastrutture portuali”. 

Nella lettera vengono poi citati gli interventi attuati dall’amministrazione Clemente. A causa dell’assenza di risposte da parte “degli assessorati competenti a prevedere le relative somme nel bilancio Regionale o l’eventuale accesso ai fondi europei”, il primo cittadino chiede l’intervento del prefetto “per definire una vicenda che sta procurando gravi danni al litorale e alla normale navigazione del porto, che lede anche l’immagine di Porto Palo, considerato anche l’odore estremamente nauseabondo che si sprigiona nell’aria”.

In risposta alla lettera del sindaco, il prefetto si è rivolto  alla Regione e in particolare agli assessorati Territorio e Ambiente e Attività Produttive, evidenziando che ci sono ben tre progetti del Comune di Menfi finalizzati a dare soluzione alla problematica “che attenderebbero la copertura finanziaria” e sottolineando “la necessità di provvedere con celerità all’adozione di ogni utile iniziativa che possa consentire il superamento delle condivisibili preoccupazioni poste dal sindaco”.

Telemedicina per collegare le guardie mediche dell’area interna alla Cardiologia di Sciacca

Presentato questa mattina presso l’aula consiliare del comune di Bivona un importante progetto di telemedicina in grado di collegare i presìdi di continuità assistenziale dell’area interna sicana con l’unità di terapia intensiva cardiologica dell’ospedale di Sciacca.

Grazie alle nuove opportunità offerte tramite collegamento da remoto con il “Giovanni Paolo II” Sciacca, i cittadini del comprensorio che afferiscono alle guardie mediche del Distretto Sanitario di Bivona (Alessandria della Rocca, Bivona, Cianciana, San Biagio Platani, Santo Stefano di Quisquina) potranno fruire di una diagnosi tempestiva di eventuali problemi cardiaci acuti oltre alla possibilità di accedere con immediatezza alle cure più adeguate al caso. Superando le difficoltà logistiche e di collegamento del territorio montano, le nuove attrezzature renderanno possibile un canale diretto che, per patologie nelle quali il tempo d’intervento risulta di fondamentale importanza per il successivo decorso medico, si traduce in un fondamentale incremento della qualità dell’assistenza. 

“Non è accettabile – ha commentato il direttore generale ASP, Giuseppe Capodieci – che, a causa di difficoltà di collegamento viario, i cittadini dell’entroterra agrigentino siano penalizzati nei percorsi di assistenza. L’attivazione del progetto odierno, insieme ad altre importanti attività in corso, mira a colmare le distanze e ad assicurare alla collettività dell’entroterra il pieno diritto alle cure”.

Alla presentazione del progetto, durante il quale si è svolto un dibattito con i sindaci del comprensorio, hanno partecipato il direttore generale dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento, Giuseppe Capodieci, il direttore sanitario aziendale, Raffaele Elia, il direttore del Distretto Sanitario di Bivona, Giuseppe Lo Scalzo, il primario della cardiologia di Sciacca, Ennio Ciotta, ed il cardiologo UTIC di Sciacca, Giovanni Di Vita

Cimitero, bando per 1000 loculi e polemica Pd

C’è tempo fino al due dicembre per presentare istanza per la concessione di loculi al cimitero di Sciacca. La durata della concessione e’ di 99 anni secondo il regolamento di polizia mortuaria.

Ogni richiedente può ottenere al massimo due loculi. I componenti dello stesso nucleo familiare non possono presentare più di una istanza tranne se all’Interno del nucleo familiare vi sono dei soggetti con disabilità permanente grave certificata.

In questo caso si può inoltrare istanza per il numero di disabili presenti. Il costo di ogni singolo loculo e’ 2500 euro. Sarà cura del IV settore redigere una graduatoria e quella definitiva stabilira’ sulla base di un punteggio assegnato in base ad età e presenza di persone disabili nel nucleo familiare, gli assegnatari che dovranno entro 7 giorni versare un acconto del 30 per cento e tutto il saldo successivamente.

E’ pronto e si può presentare anche il modello per avanzare istanza con relativa attribuzione dei punti che pubblichiamo con questo articolo.

Sul fronte politico la vicenda però potrebbe lasciare qualche strascico anche nei rapporti interni alla maggioranza. Giuseppe Ambrogio, che ieri sera in consiglio ha detto che il Pd non era a conoscenza del bando, oggi rincara la dose: “Il sindaco non ci ha detto nulla, non mi pare un modo di amministrare all’insegna della condivisione”.