Ribera approva il Bilancio di previsione 2026/2028

La comunale comunale guidata dal sindaco Matteo Ruvolo ha approvato lo schema di bilancio di previsione a Ribera relativo al triennio 2026/2028. Si tratta di un passaggio amministrativo significativo che arriva in una fase particolare della vita politica cittadina, a meno di due mesi dalla scadenza del mandato elettorale.
L’approvazione del documento finanziario rappresenta uno degli atti più rilevanti nella gestione amministrativa di un ente locale, poiché consente di programmare le attività e la gestione delle risorse negli anni successivi. Con il via libera della giunta, il bilancio di previsione Ribera avvia quindi il proprio iter istituzionale verso l’approvazione definitiva.
Secondo quanto dichiarato dal sindaco Matteo Ruvolo, l’obiettivo dell’amministrazione è stato quello di garantire stabilità amministrativa e continuità nella gestione dell’ente anche nella fase conclusiva della legislatura.

Il bilancio di previsione a Ribera approvato dalla Giunta

L’amministrazione comunale ha scelto di portare avanti il lavoro fino alla conclusione del mandato, proseguendo l’attività amministrativa nonostante l’imminente tornata elettorale.
«Lavoriamo fino all’ultimo giorno con lo stesso impegno del primo», ha dichiarato il sindaco Matteo Ruvolo. «Approvare il bilancio a ridosso delle elezioni è la prova tangibile della nostra capacità gestionale e del rispetto che nutriamo verso l’ente e i cittadini».
Nel suo intervento, il primo cittadino ha sottolineato come il bilancio di previsione rappresenti uno strumento operativo che consentirà alla futura amministrazione di essere immediatamente operativa.
L’approvazione anticipata del documento, infatti, permetterà di evitare i rallentamenti amministrativi legati all’esercizio provvisorio, una fase che spesso limita la possibilità per i Comuni di programmare interventi e utilizzare pienamente le risorse disponibili.

L’iter del bilancio di previsione 2026/2028

Dopo il via libera della giunta comunale, il documento seguirà ora i passaggi istituzionali previsti prima della sua approvazione definitiva.

Il parere dell’Organo di revisione

Il primo step sarà il parere dell’Organo di revisione contabile, chiamato a esprimersi sullo schema del bilancio di previsione.

Il passaggio nelle commissioni consiliari

Successivamente il documento sarà esaminato dalle commissioni consiliari competenti, dove verranno analizzati i contenuti tecnici e finanziari del bilancio.

L’approvazione in Consiglio comunale

L’ultimo passaggio sarà il voto del consiglio comunale, che renderà esecutivo il bilancio di previsione relativo al triennio 2026/2028.
Secondo quanto evidenziato dall’amministrazione, questo percorso consentirà di consegnare alla prossima amministrazione una struttura amministrativa già operativa, permettendo di programmare interventi, attivare servizi e utilizzare le risorse disponibili fin dai primi giorni di attività.

Danneggiato tubo del gas a Sciacca, evacuata una scuola e adesso situazione sotto controllo

Attimi di apprensione nella tarda mattinata Sciacca. Intorno alle 13 si è verificato il danneggiamento accidentale di un tubo del gas durante alcuni lavori per la posa di un cavo telefonico nel quartiere di San Michele.

L’incidente è avvenuto mentre erano in corso interventi di scavo nella zona, probabilmente con l’ausilio di mezzi meccanici, che hanno danneggiato la conduttura.

Per ragioni di sicurezza è scattato immediatamente il protocollo di emergenza.

In via precauzionale è stata disposta l’evacuazione della scuola Loreto, con alunni, insegnanti e personale scolastico fatti allontanare dall’edificio. La decisione è stata presa per evitare qualsiasi rischio legato alla possibile concentrazione di gas nell’area.
Contestualmente i vigili del fuoco hanno provveduto a chiudere al traffico alcune strade del quartiere di San Michele, delimitando la zona interessata e impedendo l’accesso ai veicoli e ai pedoni non autorizzati.

La misura ha consentito di agevolare le operazioni di messa in sicurezza e di ridurre ulteriormente i rischi per i residenti.
Sul posto sono intervenuti rapidamente i vigili del fuoco, che hanno avviato le verifiche tecniche e le operazioni di controllo dell’area, affiancati dai tecnici della società del gas incaricati di individuare il punto esatto della rottura e procedere alla riparazione della conduttura danneggiata.

Le squadre hanno lavorato per contenere la dispersione e mettere in sicurezza la rete.
Secondo le prime informazioni la situazione è sempre rimasta sotto controllo fin dai primi momenti grazie alla tempestività degli interventi. Non si registrano feriti né particolari criticità, ma le operazioni di ripristino e di verifica stanno proseguendo per garantire la completa sicurezza della zona prima della riapertura delle strade e del rientro alle normali attività

Terme di Sciacca chiuse da undici anni, oggi il sit-in (Video)

A undici anni dalla chiusura delle Terme di Sciacca, cittadini e il Comitato patrimonio termale di Sciacca tornano davanti ai cancelli del complesso per un sit-in simbolico che richiama l’attenzione su una vicenda ancora irrisolta.

“È diventata quasi una tradizione per non far dimenticare questa data, il 6 marzo”, spiega Nino Porrello, presidente del Comitato patrimonio termale. L’iniziativa, sottolinea, serve a mantenere alta l’attenzione su una struttura che per la città rappresenta una risorsa storica ed economica. Due anni fa, ricorda, “circa 10.000 persone chiedevano a gran voce l’apertura del complesso termale di Sciacca”, ricordando il sit-in del 2024.

Il comitato guarda con attenzione alla prossima scadenza del 13 aprile, legata alla manifestazione di interesse per il rilancio delle terme. Nell’ultimo anno, osserva Porrello, “il presidente Schifani ha sicuramente preso in mano questa questione” e una delle novità è rappresentata dai “50 milioni di euro del Fondo Sviluppo e Coesione”. Tuttavia, resta la cautela: “Siamo fiduciosi, però, non privi di qualche preoccupazione per il tempo che passa, per il fatto che ancora non ci sono manifestazioni di interesse”. In caso contrario, avverte, “sicuramente sarà il momento di cambiare strada”.

Tra le preoccupazioni c’è anche la tutela del patrimonio termale. Pietro Mistretta richiama i rischi legati allo stato di abbandono delle strutture: “Il rischio è molto alto perché evidentemente una struttura come questa chiusa porta alle volte anche ragazzi ma anche adulti a entrare all’interno della struttura”. Per questo, aggiunge, l’obiettivo deve essere non solo riaprire ma anche garantire che gli interventi realizzati siano poi realmente utilizzati.

Alla mobilitazione civica si aggiunge anche la voce dei cittadini. “Io mi sento di rappresentare ogni cittadino e la forza di poter dire riapriamo questa porta deriva dalla città”, afferma Pippo Graffeo, ricordando la grande partecipazione popolare che negli anni ha accompagnato le iniziative per la riapertura.

Sul tema interviene anche il capogruppo del Partito democratico all’Ars, Michele Catanzaro, che parla di “una ferita aperta e di una lunga scia di promesse mancate” a undici anni dalla chiusura delle terme di Sciacca e di Acireale.

Catanzaro sottolinea come “nove degli undici anni trascorsi ricadono sotto governi regionali di centrodestra”, indicando responsabilità dell’ex presidente della Regione Nello Musumeci e dell’attuale governatore Renato Schifani. Quest’ultimo, afferma, “pur dichiarando impegno e redigendo bandi, tra continui rinvii non è ancora riuscito a trasformare gli annunci in un vero rilancio del turismo termale”.

Secondo Catanzaro, Sciacca e Acireale meritano “risposte chiare, tempi certi e un progetto credibile” che restituisca alle terme il loro ruolo di volano economico per i territori e per l’intera Sicilia.

Patti: “Sul piano Aro il Consiglio Comunale non ha mai voluto il confronto” (Video)

L’assessore comunale all’Ambiente, Salvino Patti, non nasconde il rammarico per la bocciatura del nuovo piano Aro che l’amministrazione aveva portato all’esame del consiglio comunale e per il mancato confronto delle parti. Adesso, sarà la Srr, così come prevede la normativa regionale, a redigere il piano mentre l’amministrazione tenterà una nuova fase di concertazione con il consiglio conunale.

Patti, inoltre, respinge le critiche sull’aumento dei costi del nuovo piano che, invece, secondo l’amministratore, avrebbe dato maggiori servizi e tra le altre cose coperti dagli introiti generato da maggiori conferimenti. L’assessore mostra una nota, inviata ai consiglieri, nella quale ripercorre, dal novembre 2024, tutti i tentativi operati per addivenire a un confronto sul piano Aro. Intanto, stamane i gruppi di opposizione in consiglio comunale sono tornati a criticare il nuovo piano Aro che era stato presentato, con una nuova nota stampa, nella parte in cui prevede l’introduzione di cinque mastelli per la raccolta differenziata.

Secondo i consiglieri, il sistema sarebbe troppo complesso per i cittadini e potrebbe far calare l’attuale percentuale dell’80% di differenziata raggiunta con il piano del 2017. Viene inoltre contestata l’assenza di benefici sulla Tari, nonostante un maggiore impegno richiesto alle famiglie. L’opposizione propone, invece, di mantenere l’attuale modello introducendo il “multimateriale leggero”, con la raccolta separata del vetro.

L’obiettivo, spiegano, è migliorare la qualità dei rifiuti raccolti senza complicare il sistema. Infine, viene rivolto un appello all’amministrazione affinché si apra al confronto. Nell’accesso dibattito tra amministrazione e opposizione, si inserisce anche la posizione molto critica del neo gruppo “Libertà è Democrazia” che con il segretario Ignazio Lauro ritiene “positiva la bocciatura della proposta che avrebbe avuto una ricaduta immediata e diretta sugli utenti”. Infine, il gruppo dei cusumaniani si chiede “come è pensabile che Termine possa andare avanti rispetto ad un rapporto ormai conflittuale su tutto con il consiglio comunale”.

Agrigento, sede Ens chiusa: protesta della comunità sorda

Un grido di preoccupazione e di protesta arriva dalla comunità sorda della provincia di Agrigento. Al centro delle richieste c’è la situazione della sede Ens chiusa ormai da oltre un anno, una condizione che sta creando forti difficoltà alle persone sorde del territorio.

Il tema è stato discusso nel corso dell’assemblea dei sordi della provincia di Agrigento, che si è svolta il 27 febbraio 2026 nei locali di una parrocchia della città. All’incontro hanno partecipato numerose persone sorde che hanno preso parte al dibattito, manifestando forte preoccupazione per la mancanza di una sede locale dell’Ente Nazionale Sordi e per le gravi carenze nei servizi di accessibilità.

Assemblea dei sordi ad Agrigento

L’assemblea del 27 febbraio rappresenta il secondo momento di confronto per la comunità sorda agrigentina.

Il primo incontro del 2025

Il primo appuntamento si era svolto il 27 settembre 2025, sempre ad Agrigento. In quella occasione il dibattito era stato particolarmente intenso e partecipato, segnato da sentimenti di rabbia e delusione per una situazione che, secondo i partecipanti, si protrae da mesi senza soluzioni concrete.

Anche durante il secondo incontro è emersa con forza la preoccupazione per la sede Ens chiusa, considerata un punto di riferimento fondamentale per l’assistenza, l’orientamento e l’accesso ai servizi dedicati alle persone sorde.

Sede Ens chiusa da oltre un anno

Nel corso dell’assemblea è stato evidenziato che la sede ns chiusa ad Agrigento rimane inattiva da un anno e tre mesi. Secondo quanto denunciato dalla comunità sorda, nel frattempo non sono arrivati interventi risolutivi da parte dei vertici dell’Ente Nazionale Sordi né dalle istituzioni competenti.

La mancanza di una sede operativa rappresenta un problema significativo per le persone sorde della provincia, che si ritrovano senza un punto di riferimento territoriale per l’assistenza e per l’accesso ai servizi.

Appello alle istituzioni e possibili azioni legali

Durante l’incontro la comunità sorda ha lanciato un appello alle istituzioni affinché vengano adottati interventi urgenti per ripristinare i servizi e garantire i diritti delle persone sorde nel territorio agrigentino.

Tra le iniziative annunciate c’è anche la volontà di organizzare una manifestazione pubblica, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e richiamare l’attenzione delle istituzioni sulla situazione della sede Ens chiusa.

Non viene inoltre esclusa la possibilità di ricorrere alle vie legali per tutelare i diritti della comunità sorda della provincia di Agrigento.

Ancora nessun commissario straordinario

Un ulteriore motivo di preoccupazione riguarda la governance locale dell’ente. Secondo quanto segnalato dalla comunità, non risulta ancora nominato il commissario straordinario dell’Ens di Agrigento, nonostante la nomina fosse attesa entro febbraio 2026.

Una situazione che contribuisce ad aumentare il senso di incertezza tra i cittadini sordi del territorio, che continuano a chiedere risposte e interventi concreti.

Caltabellotta celebra l’8 marzo con “Radici di Futuro”

A Caltabellotta l’8 marzo diventa occasione di riflessione, dialogo e partecipazione. In occasione della Giornata Internazionale della Donna, la Consulta delle Donne del Comune promuove la rassegna “Radici di Futuro: Caltabellotta celebra la donna e madre natura”, un programma di iniziative che intreccia memoria, ambiente, salute e diritti.

L’obiettivo è andare oltre la celebrazione simbolica della ricorrenza, trasformando l’evento in un percorso condiviso che coinvolge scuole, istituzioni e comunità locale. Il titolo scelto per l’iniziativa richiama proprio questo legame tra passato e futuro, sottolineando l’importanza delle radici culturali e della partecipazione civica.

L’8 marzo a Caltabellotta: memoria e dialogo tra generazioni

Uno dei punti centrali della rassegna dedicata all’8 marzo è il dialogo tra giovani e anziani. Il programma si apre venerdì 6 marzo con una serie di incontri nelle scuole del territorio dedicati al tema “I canti e i cunti di una volta”.

Protagonisti saranno gli studenti della scuola di Sant’Anna, della scuola primaria Sant’Agostino e della scuola secondaria di primo grado “E. De Amicis”, che incontreranno le anziane del paese. Attraverso racconti, tradizioni e memorie orali, si creerà uno spazio di scambio culturale che permetterà alle nuove generazioni di riscoprire storie e usanze del passato.

Secondo gli organizzatori, l’intento è quello di valorizzare la memoria collettiva come strumento educativo e di crescita per la comunità.

Sapori della tradizione e impegno per l’ambiente

Il programma dell’8 marzo a Caltabellotta proseguirà sabato con la “Colazione solidale di una volta” in Piazza Fontana, un momento conviviale che unisce giovani e anziane nel segno dei sapori della tradizione.

Alle ore 11, presso Sant’Anna, è prevista la piantumazione di una mimosa insieme ai volontari di PiantiAMOla. Il gesto rappresenta un simbolo di crescita, impegno ambientale e attenzione verso il territorio. Durante la giornata saranno inoltre donati mazzolini di mimosa alle donne del paese.

L’8 marzo tra riflessione e sensibilizzazione

La giornata dell’8 marzo a Caltabellotta si aprirà alle ore 9 in via Colonnello Vita con un’altra colazione solidale, seguita alle 11 dalla piantumazione di una mimosa al campetto sportivo, sempre in collaborazione con i volontari di PiantiAMOla.

Il pomeriggio sarà invece dedicato alla sensibilizzazione e al confronto. Alle ore 16 è previsto l’incontro con la Consulta delle Donne di Menfi, mentre alle 17, nell’Aula Magna della scuola “E. De Amicis”, andrà in scena la performance di Francesca Licari con il monologo “Non mi dovevo fermare” di Gero Tedesco, un intenso momento di riflessione sulla violenza contro le donne.

Musica e salute: gli ultimi appuntamenti della rassegna

Le iniziative non si esauriranno con la giornata dell’8 marzo. Lunedì 9 marzo alle ore 16 la musica sarà protagonista con una lezione aperta dei docenti e degli alunni di strumento musicale.

La rassegna “Radici di Futuro”, che caratterizza l’8 marzo Caltabellotta, si concluderà venerdì 13 marzo alle ore 18 presso la Biblioteca Comunale. In questa occasione la dottoressa L. Bilardo guiderà l’incontro “La salute della donna nelle varie fasi della vita”, dedicato all’informazione e alla prevenzione.

Un programma articolato che mette al centro la comunità e che, attraverso cultura, memoria e consapevolezza, prova a costruire un ponte tra le generazioni guardando al futuro.

Sciacca, 50 interventi sulla rete idrica e fognaria negli ultimi giorni: il punto del sindaco Termine

È il bilancio tracciato dal sindaco Fabio Termine sull’attività di manutenzione effettuata dal gestore del servizio idrico integrato Aica sul territorio comunale.
Il primo cittadino parla di una “decisa accelerazione” nelle operazioni di riparazione, dopo le criticità registrate nelle settimane scorse anche a causa delle intense piogge che avevano rallentato diversi interventi programmati.
“Il cambio deciso nei vertici di Aica, per cui mi sono fortemente battuto – afferma Termine – aveva l’obiettivo preciso di imprimere una svolta concreta. Sciacca ha sempre adempiuto con puntualità ai propri obblighi e merita risorse adeguate. Su questo punto la mia posizione è stata e continuerà a essere ferma”.
Secondo quanto riferito dal sindaco, negli ultimi dieci giorni sono stati completati cinquanta interventi tra riparazioni di perdite idriche e sistemazioni di cedimenti fognari in varie zone della città. Operazioni che hanno consentito anche la rimozione di transenne e situazioni di potenziale pericolo, restituendo ai cittadini la piena fruibilità di diverse strade.
“Abbiamo concordato con Aica di agire su due fronti – spiega ancora Termine –. Da un lato con una programmazione strutturata degli interventi, definita sulla base di una mappatura preventiva della rete, e dall’altro con una gestione rapida delle emergenze”.
Il sindaco ha inoltre ringraziato i cittadini per le segnalazioni effettuate e per il senso di responsabilità dimostrato. “La collaborazione della comunità – sottolinea – è fondamentale per affrontare e superare problemi che ci trasciniamo da anni”.
Tra le zone interessate dagli ultimi interventi figurano: vicolo Puccio, via Empedocle, via delle Betulle, via Calabritto, contrada Raganella, via San Marco, via Ferdinando il Cattolico, via Caltanissetta, via Carlo V, via Laviano, corso Miraglia, via dei Cartaginesi, via Toscana, via Arenella, via Puglia, viale Siena, via Cappuccini, contrada Tabasi, via Lazio, via Pietro Germi, via Bengasi, via Vasco da Gama, via Orazio, via Alcide De Gasperi, rione Indipendenza, via Valverde, via Gaie di Garaffe e contrada Raganella.
L’amministrazione comunale ha annunciato che continuerà a fornire aggiornamenti periodici sullo stato degli interventi effettuati da Aica sulla rete idrica e fognaria cittadina

Installa Gps sull’auto dell’ex, ai domiciliari quarantasettenne

Ha installato un rilevatore Gps sulla auto dell’ex per poterla controllare. Così un 47enne è indagato per atti persecutori e lesioni aggravate e per lui sono scattati gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.

La Polizia di Stato, infatti, ha eseguito a Caltanissetta un’ordinanza emessa dal gip nisseno, su richiesta della Procura.

Dopo la fine della relazione con la propria compagna, secondo la ricostruzione degli investigatori della Squadra Mobile, l’uomo avrebbe iniziato a perseguitarla con reiterate molestie e minacce, attraverso chiamate telefoniche e messaggi, appostamenti nel luogo di lavoro e sotto l’abitazione.

L’arrestato è indagato anche per lesioni aggravate causate alla vittima, al fratello e al padre della donna, che avevano tentato di convincerlo a interrompere il comportamento persecutorio nei confronti della familiare.

Il 47enne, per avere il controllo totale sulla vita della vittima, si sarebbe spinto a farle installare un rilevatore Gps sull’auto, così da poterne controllare tutti gli spostamenti.

Il Presidente del Tribunale di Sciacca: “Fondamentale il ruolo delle sedi giudiziarie minori”


Il nuovo Presidente del Tribunale di Sciacca, Bruno Fasciana, giudica fondamentale la prossimità delle sedi giudiziarie e sottolinea che “anche l’indirizzo politico adesso sta portando a rivalutare queste sedi e anzi ad istituirne altre. Il giudice di prossimità è molto importante”. E’ quanto riportato oggi dal Giornale di Sicilia.

Anche la presenza del fenomeno mafioso nel territorio di Sciacca ha inciso, nel passato, nella decisione di mantenere il presidio in occasione di revisione delle circoscrizioni giudiziarie.

“E’ stato un importante segnale di presenza dello Stato – ha dichiarato Fasciana – e sarebbe grave tagliare sedi giudiziarie. Altro aspetto importante è che si restauri il diritto nella sede in cui viene violato”.

Il presidente Fasciana si insedierà a Sciacca probabilmente già nel prossimo mese di aprile. Ad indurlo a scegliere la sede giudiziaria saccense rispetto ad altre, in grandi città, è stato anche il suo predecessore, Antonio Tricoli, con il quale ha operato, per circa 12 anni, al Tribunale di Palermo.

Deve scontare tre anni di reclusione, in carcere un sessantenne di Sciacca


I carabinieri hanno notificato un ordine esecuzione di pena a Calogero Diliberto, di 60 anni, di Sciacca, che, per un cumulo di pene, deve scontare tre anni di carcere per maltrattamenti, lesioni personali e invasione di terreni. Espletate le formalità di rito per Diliberto si sono aperte le porte del carcere.

Il sessantenne, difeso dall’avvocato Giuseppe Scorsone, è stato coinvolto negli ultimi anni in processi per incendio uno dei quali, quello sul rogo del luglio 2022 in via Dei Tonnaroti, a Sciacca, si è concluso, recentemente, con la definitiva sentenza di condanna da parte della Cassazione.

Quelle per le quali è stato disposto l’ordine di esecuzione di pena sono vicende che si riferiscono a circa dieci anni fa.