Il Presidente del Tribunale di Sciacca: “Fondamentale il ruolo delle sedi giudiziarie minori”


Il nuovo Presidente del Tribunale di Sciacca, Bruno Fasciana, giudica fondamentale la prossimità delle sedi giudiziarie e sottolinea che “anche l’indirizzo politico adesso sta portando a rivalutare queste sedi e anzi ad istituirne altre. Il giudice di prossimità è molto importante”. E’ quanto riportato oggi dal Giornale di Sicilia.

Anche la presenza del fenomeno mafioso nel territorio di Sciacca ha inciso, nel passato, nella decisione di mantenere il presidio in occasione di revisione delle circoscrizioni giudiziarie.

“E’ stato un importante segnale di presenza dello Stato – ha dichiarato Fasciana – e sarebbe grave tagliare sedi giudiziarie. Altro aspetto importante è che si restauri il diritto nella sede in cui viene violato”.

Il presidente Fasciana si insedierà a Sciacca probabilmente già nel prossimo mese di aprile. Ad indurlo a scegliere la sede giudiziaria saccense rispetto ad altre, in grandi città, è stato anche il suo predecessore, Antonio Tricoli, con il quale ha operato, per circa 12 anni, al Tribunale di Palermo.

Deve scontare tre anni di reclusione, in carcere un sessantenne di Sciacca


I carabinieri hanno notificato un ordine esecuzione di pena a Calogero Diliberto, di 60 anni, di Sciacca, che, per un cumulo di pene, deve scontare tre anni di carcere per maltrattamenti, lesioni personali e invasione di terreni. Espletate le formalità di rito per Diliberto si sono aperte le porte del carcere.

Il sessantenne, difeso dall’avvocato Giuseppe Scorsone, è stato coinvolto negli ultimi anni in processi per incendio uno dei quali, quello sul rogo del luglio 2022 in via Dei Tonnaroti, a Sciacca, si è concluso, recentemente, con la definitiva sentenza di condanna da parte della Cassazione.

Quelle per le quali è stato disposto l’ordine di esecuzione di pena sono vicende che si riferiscono a circa dieci anni fa.

Racalmuto, droga e arma clandestina in casa: arrestato un uomo già ai domiciliari

Operazione della Polizia di Stato nel centro abitato di Racalmuto, dove un uomo originario del paese è stato arrestato con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione di arma clandestina.
L’intervento è stato eseguito dagli agenti della Sezione Antidroga della Squadra Mobile della Polizia di Stato di Agrigento insieme ai poliziotti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Canicattì, che hanno concentrato l’attenzione investigativa sul territorio di Racalmuto.
L’attività investigativa, supportata dal monitoraggio della zona e dalle informazioni raccolte, ha consentito agli investigatori di acquisire elementi ritenuti rilevanti su una presunta attività di spaccio riconducibile all’uomo.
Sulla base di tali risultanze, i poliziotti hanno effettuato una perquisizione domiciliare nell’abitazione del soggetto, che si trovava già sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari.

Durante il controllo è stato trovato un panetto di hashish del peso di 93,80 grammi, contrassegnato dall’etichetta “Adidas”, insieme a un bilancino di precisione.
Nel corso della perquisizione, all’interno della camera da letto, gli agenti hanno inoltre scoperto una pistola Beretta calibro 7.65 nascosta tra lo stipite della porta e un armadio.

L’arma era dotata di caricatore inserito con otto proiettili dello stesso calibro.

Dagli accertamenti successivi è emerso che la matricola non risultava catalogata, circostanza che ha portato a considerarla un’arma clandestina.
Nel corridoio dell’abitazione è stata inoltre rinvenuta una bicicletta elettrica risultata di provenienza furtiva dopo i controlli effettuati sulla punzonatura presente nella parte bassa della canna del mezzo.
L’uomo è stato quindi arrestato in flagranza per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione di arma clandestina.

È stato inoltre denunciato per ricettazione in relazione alla bicicletta elettrica.
Su disposizione del pubblico ministero di turno della Procura della Repubblica di Agrigento, l’indagato è stato inizialmente posto agli arresti domiciliari.

Successivamente il Gip del Tribunale di Agrigento ha convalidato l’arresto, disponendo nei suoi confronti la misura cautelare della custodia in carcere.
Le indagini sono ancora in corso e la responsabilità penale dell’indagato sarà accertata solo con eventuale sentenza definitiva.

Terremoti nel Catanese, nuove scosse avvertite anche a Ragalna


La terra continua a muoversi nella provincia di Catania. Dopo lo sciame sismico registrato nella giornata di ieri, nelle ultime ore sono state rilevate nuove scosse di lieve intensità in diverse zone del territorio etneo.
Secondo i dati diffusi dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, alle 18:04 è stato registrato un evento sismico con magnitudo compresa tra 2.8 e 3.3 nei pressi di Militello in Val di Catania.

Poco prima, alle 17:39, un’altra scossa di magnitudo 2.6 era stata localizzata a circa due chilometri a sud-ovest di Ragalna, con un ipocentro a circa cinque chilometri di profondità.
Sebbene si tratti di fenomeni di modesta intensità, la sequenza di eventi sta alimentando l’attenzione dei residenti, soprattutto perché segue quanto accaduto nella mattinata di ieri.

Alle 7:05, infatti, la zona era stata interessata da un terremoto di magnitudo 4.5, il più forte della giornata, che aveva causato alcuni danni proprio a Ragalna, individuata come area epicentrale.
Nel corso della stessa giornata di ieri, la rete di monitoraggio dell’Ingv aveva registrato almeno quindici scosse nella stessa area, confermando una fase di attività sismica che continua a essere osservata con attenzione dagli esperti.

Salta la riunione sulla demolizione della galleria Belvedere, in municipio solo Blo’ e Brucculeri

Non si è svolta la riunione in programma oggi pomeriggio e convocata dall’amministrazione comunale sull’imminente apertura dei lavori per la demolizione e ricostruzione della galleria Belvedere.

All’incontro alla quale erano stati invitati tutti i consiglieri comunali, avrebbero dovuto partecipare anche l’ingegnere Salvatore Gioia e il comandante della Municipale, Salvino Navarra e presenziata dall’assessore ai Lavori Pubblici, Fabio Leonte che avrebbero dovuto riportare come la sospensione del tratto della 115 e il relativo cantiere, si intreccerà nella viabilità cittadina.

Un grosso e lungo cantiere che desta più di qualche preoccupazione per il percorso alternativo nel perimetro urbano che rischia di paralizzare pesantemente il traffico nella parte ovest della città. Stesse perplessità che ieri sera molti consiglieri comunali hanno espresso durante le comunicazioni sul tema nella seduta del consiglio comunale annunciando di non voler partecipare alla riunione dell’indomani trovandola manchevole dei rappresentanti Anas, veri interlocutori nella problematica.

Oggi pomeriggio alla riunione si sono presentati soltanto i due consiglieri comunali Raimondo Brucculeri e Maurizio Blo’ e pertanto si è deciso di rinviare l’incontro alla prossima seduta in programma lunedì 9 marzo alla presenza di tutti i consiglieri.

Imu, l’amministrazione replica a Santa Margherita Libera: “Nessun contribuente ha pagato l’aliquota dell’1,14% nel 2025”

A Santa Margherita di Belice arriva la replica dell’amministrazione comunale alla richiesta avanzata dal gruppo Santa Margherita Libera sull’attivazione delle procedure di rimborso o conguaglio dell’Imu.

In un comunicato diffuso dal sindaco e dalla giunta, l’ente precisa innanzitutto la situazione relativa all’annualità più recente. “Con riguardo all’annualità 2025 – si legge nella nota – si precisa che l’Imu è stata regolarmente versata dai contribuenti nel rispetto dell’aliquota vigente e che nessun contribuente ha corrisposto l’aliquota dell’1,14%. Pertanto, allo stato, non sussistono somme versate in eccedenza tali da giustificare l’attivazione di procedure generalizzate di rimborso”.

Il chiarimento riguarda quindi le richieste avanzate dagli ex consiglieri Giuseppe Scaturro e Salvatore Sciara, che avevano sollecitato l’avvio delle procedure per restituire ai contribuenti eventuali somme pagate in più.

Nel comunicato l’amministrazione richiama inoltre l’origine della misura contestata. Per le annualità 2023 e 2024 “l’aliquota in questione è stata deliberata dal Consiglio comunale con delibera n. 35 del 30 luglio 2023, con votazione che ha registrato anche il voto favorevole degli ex consiglieri oggi firmatari della richiesta Scaturro e Sciara”.

L’amministrazione comunale conclude ribadendo la disponibilità al confronto istituzionale sulla vicenda che “resta in ogni caso disponibile a fornire ogni chiarimento tecnico-contabile nelle sedi istituzionali competenti, nel rispetto della trasparenza amministrativa e della corretta informazione ai cittadini”.

Sciacca, undici anni senza terme: presidio del Comitato Civico davanti allo stabilimento

In occasione dell’undicesimo anniversario della chiusura del complesso termale di Terme di Sciacca, nella mattinata di domani — a partire dalle ore 10 — una rappresentanza del Direttivo del Comitato Civico Patrimonio Termale di Sciacca sarà presente davanti alla porta chiusa dello stabilimento termale.
L’iniziativa ha l’obiettivo di incontrare i cittadini e offrire uno spazio di confronto pubblico.

I rappresentanti del Comitato si renderanno disponibili a fornire informazioni, chiarimenti e aggiornamenti sui diversi aspetti della vicenda legata alle terme, illustrando anche le più recenti novità che riguardano il futuro del complesso.
Il presidio vuole essere anche un momento simbolico per ricordare una ferita ancora aperta per la città e per ribadire la necessità di restituire piena funzionalità a un patrimonio considerato strategico per il rilancio turistico ed economico di Sciacca

Intervento aorta toracica: primato nazionale grazie anche a medici di Menfi e Sciacca

Importante traguardo per la cardiochirurgia siciliana al Policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo, dove è stato eseguito il primo intervento aorta toracica in Italia con l’utilizzo di un navigatore endovascolare. La procedura è stata effettuata su una paziente di 77 anni affetta da dissezione aortica acuta di tipo B, una patologia grave che interessa l’aorta toracica discendente e che comporta un elevato rischio di complicanze potenzialmente mortali.

Il risultato ottenuto rappresenta un passo significativo nell’impiego di tecnologie avanzate applicate alla pratica clinica e rafforza il ruolo del Policlinico palermitano come centro di riferimento nel trattamento delle patologie aortiche complesse.

Un intervento sull’aorta toracica con tecnologia innovativa

L’intervento aorta toracica è stato eseguito con approccio percutaneo attraverso sonde endovascolari guidate radiologicamente. Durante la procedura sono state impiantate tre endoprotesi in successione grazie a un sistema avanzato di navigazione endovascolare.

Questa tecnologia consente di integrare le immagini della Tac preoperatoria con quelle acquisite durante l’operazione, permettendo ai cardiochirurghi di orientarsi con estrema precisione nella fase di posizionamento delle protesi e aumentando il livello di sicurezza dell’intervento.

L’équipe guidata dalla menfitana Linda Pisano

A guidare l’operazione è stata la professoressa Linda Pisano, direttrice dell’Unità Operativa Complessa di Cardiochirurgia del Policlinico e originaria di Menfi. Con lei hanno lavorato i cardiochirurghi Sebastiano Castrovinci, referente per il trattamento percutaneo delle patologie aortiche, e Antonio Segreto, medico di Sciacca.

L’équipe che ha portato a termine con successo l’intervento aorta toracica era composta anche dalla cardio-anestesista Concetta Milazzo, oltre che dagli infermieri del complesso operatorio, dai tecnici di radiologia e dai tecnici di perfusione, in un lavoro multidisciplinare fondamentale per la riuscita della procedura.

Le dichiarazioni dei protagonisti

La professoressa Linda Pisano ha commentato con soddisfazione il risultato raggiunto:

«Siamo particolarmente soddisfatti di questo primato nazionale nell’impiego del navigatore endovascolare per l’aorta toracica, finora utilizzato in Italia esclusivamente per le patologie dell’aorta addominale. Questo risultato rafforza il ruolo della nostra Unità Operativa come centro di riferimento nel trattamento delle patologie aortiche complesse, in continuità con la tradizione di eccellenza che contraddistingue la nostra Cardiochirurgia».

Anche il dottor Sebastiano Castrovinci ha evidenziato i benefici della tecnica utilizzata durante l’intervento aorta toracica:

«L’utilizzo di questa metodica ci ha consentito un rilascio delle endoprotesi sicuro e altamente preciso, con una significativa riduzione sia della dose radiante sia della quantità di mezzo di contrasto somministrato».

Innovazione tecnologica e qualità delle cure

A sottolineare l’importanza del risultato è stata anche la direttrice generale dell’Azienda ospedaliera universitaria, Maria Grazia Furnari, che ha definito l’operazione un esempio concreto di innovazione tecnologica applicata alla pratica clinica.

Secondo Furnari, l’introduzione di sistemi avanzati come quello utilizzato in questo intervento aorta toracica conferma l’impegno dell’Azienda nel sostenere percorsi di alta specializzazione e nell’investire in tecnologie capaci di migliorare la sicurezza e la qualità delle cure offerte ai pazienti.

Il primato raggiunto dal Policlinico Giaccone rappresenta dunque un risultato significativo per la sanità siciliana, dimostrando come ricerca, competenze e innovazione possano contribuire a migliorare il trattamento delle patologie cardiovascolari più complesse.

Il consiglio comunale dice no al nuovo piano Aro per i rifiuti, Cognata e Modica: “Ecco perché” (Video)

Il piano Aro portato ieri sera in consiglio comunale dall’amministrazione ha ottenuto il solo voto favorevole, del consigliere e assessore Fabio Leonte.

Il resto dell’aula non ha avuto dubbi e ha bocciato il piano che avrebbe dovuto disciplinare per i prossimi otto anni il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani a Sciacca, un piano dal valore complessivo di quasi 50 milioni di euro, con una base d’asta annua che supera i 6 milioni.

L’opposizione ha sottolineato come il servizio attualmente in corso affidato alla società Teknoservice di Torino viene giudicato positivamente, un appalto basato sul precedente piano Aro costato circa 4 milioni e mezzo di euro l’anno e che ha previsto anche alcune migliorie rispetto al bando originario e che pertanto, potrebbe essere riproposto dopo la stroncatura appieno del nuovo piano Aro con un risparmio di denaro per l’ente.

Il nuovo piano bocciato prevedeva anche l’introduzione di un quinto mastello destinato alla separazione di carta e cartone. Il contenitore per il vetro, invece, è già stato programmato nell’attuale servizio: si utilizzera’ a partire dal primo aprile.

Oggi e’ il consigliere Gaetano Cognata, ex assessore e fautore del vecchio Aro, a spiegare le ragioni dello stop mentre Gabriele Modica, consigliere oggi del Pd, ex Mizzica e di maggioranza, sottolinea le ragioni politiche del voto contro.

Ieri sera in solitaria, Leonte aveva ribattuto che le opposizioni avrebbero comunque bocciato il piano a prescindere solo per un giudizio precostituito.
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Agrigento, finto corriere consegna il pacco: dentro 11 chili di hashish

Blitz antidroga nel quartiere di San Leone, ad Agrigento. Un giovane di 28 anni, agrigentino, è stato arrestato dalla Guardia di Finanza con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti finalizzata allo spaccio dopo aver ritirato un pacco che conteneva circa 11 chili di hashish.
Il provvedimento è stato successivamente convalidato dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Alberto Lippini, che ha disposto per l’indagato la misura degli arresti domiciliari. Il giovane è assistito dall’avvocato Arnaldo Faro.
L’operazione risale allo scorso 2 marzo ed è nata dai sospetti dei finanzieri su una spedizione in arrivo nella Città dei Templi da Rovigo.

Il pacco, destinato formalmente a un nominativo inesistente, conteneva un numero di telefono che ha attirato l’attenzione degli investigatori: gli accertamenti hanno infatti permesso di collegarlo proprio al ventottenne agrigentino.
A quel punto i militari hanno organizzato un servizio mirato.

Un ufficiale della Guardia di Finanza si è presentato all’indirizzo indicato fingendosi un corriere per effettuare la consegna. Il giovane ha ritirato il pacco e firmato la ricevuta, ma subito dopo ha capito che si trattava di un controllo delle forze dell’ordine.
All’interno della spedizione i militari hanno trovato circa 11 chilogrammi di hashish.

Per il ventottenne sono quindi scattate le manette con l’accusa di detenzione di droga destinata allo spaccio.

Dopo la convalida dell’arresto, il giudice ha disposto per lui la misura cautelare dei domiciliari mentre proseguono le indagini.