I parlamentari La Rocca e Catanzaro sulla mancata Stroke Unit a Sciacca

“La disposizione dell’assessorato regionale alla sanità che priva improvvisamente il presidio ospedaliero “Giovanni Paolo II” di Sciacca di un servizio salvavita come lo “Stroke Unit”, a suo tempo inserito in un’apposita rete regionale, rappresenta un altro passo falso del governo della Regione Siciliana in tema di servizi sanitari essenziali”.

Lo dice oggi Michele Catanzaro, parlamentare regionale del PD, dopo la opportuna denuncia del Comitato Civico Sanità di Sciacca in merito ad un programma regionale che penalizza l’offerta sanitaria in un comprensorio molto ampio come quello del versante occidentale della provincia di Agrigento.

“Stiamo facendo le opportune verifiche – dice Catanzaro – riteniamo possa trattarsi di una svista, di un problema che attraverso opportune azioni si potrà risolvere. La disposizione sarebbe collegata all’assenza a Sciacca di un’unità di neurologia che potrebbe ancora realizzarsi. Resta la gravità di una gestione assolutamente approssimativa della politica sanitaria, orientata fino ad oggi soltanto su manifestazioni propagandistiche sia da parte di chi ha responsabilità di governo, sia da parte di chi ha deciso di sostenere Musumeci e non ha pensato a garantire e salvaguardare, come avrebbe dovuto fare, il territorio di cui è rappresentante”.

Anche Margherita La Rocca Ruvolo interviene sullo stesso argomento.

“L’unità Stroke Unit dell’ospedale Giovanni Paolo II di Sciacca potrà essere operativa quando sarà attivato il reparto di Neurologia”. Ha scritto in una nota la presidente della commissione Salute dell’Ars.

“L’assessorato regionale per la Salute – spiega – ha già previsto tre anni fa con apposito decreto, dopo un confronto con la sesta commissione dell’Ars, l’inserimento del nosocomio saccense nella rete regionale Stroke Unit. Faccio appello all’Asp affinché tenga conto di questo e che l’ospedale di Sciacca è considerato nella rete ospedaliera come un Dea di I livello e dobbiamo lavorare perché tale sia, quindi non può essere considerato allo stesso modo degli altri ospedali della provincia, semmai come quello di Agrigento. E’ dunque indispensabile garantire a Sciacca i posti letto per la degenza e la riabilitazione delle persone colpite da ictus.

Nel 2019 sono intervenuta personalmente affinché venisse modificato il decreto già pubblicato in Gazzetta ufficiale e fosse inserito l’ospedale di Sciacca nella rete regionale Stroke Unit. Pur comprendendo le difficoltà legate a questi anni pandemia che non hanno reso possibile l’attivazione di nuovi reparti, auspico che vengano messe in atto nel più breve tempo possibile tutte le procedure amministrative che portino all’apertura del reparto di Neurologia e all’attivazione dell’unità Stroke Unit”.

Renato Modica presenta “I reclusi di via Cimabue” (Video)

Renato Modica presenta il suo libro “I reclusi di via Cimabue” come un manuale di sopravvivenza della scuola 2.0. Ha iniziato a scrivere il libro quando era ancora in servizio e adesso, da pensionato, lo ha mandato in stampa e domenica 7 agosto lo presenterà alla Badia Grande di Sciacca conversando con Alice Titone. Descrive le troppe riforme della scuola Superiore negli ultimi quarant’anni, la sanatoria per i precari, le modifiche continue degli esami di maturità e le variazioni sul tema della didattica. “La pandemia da Covid 19 ha inasprito il carico di incombenze burocratiche e gli insegnanti, nel frattempo, sono divenuti sempre più anziani – scrive Modica – e costretti a sperare di potersi pensionare con qualsiasi modalità che li faccia sfuggire dal «traguardo» dei 67 anni. Il rapporto sempre più conflittuale fra insegnanti e alunni, fra insegnanti e genitori, l’Autonomia, l’Alternanza scuola-lavoro, la carriera, gli esami di Stato sono qui rappresentati con scanzonata ironia”. Non manca qualche proposta che Modica sottolinea anche in un’intervista a Risoluto.it.

Venti sanzioni da 8 mila euro per natanti, stabilimenti balneari e moto d’acqua a Sciacca e Menfi (Video)

L’operazione “Mare Sicuro” impegna già da parecchi giorni il personale dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Sciacca guidato dal tenente di vascello Francesco Petrunelli. Sono stati elevati 20 verbali per un totale di 8 mila euro a unita’ da diporto, moto d’acqua e anche stabilimenti balneari. L’attività è tutta incentrata sul rispetto delle norme di sicurezza come sottolinea in un’intervista a Risoluto.it il comandante Petrunelli.

Cittadino russo potrà studiare a Sciacca: è quanto ha stabilito il Tar del Lazio

Un giovane cittadino russo, ottenuto il diploma di istruzione superiore in Russia e dopo aver frequentato un corso di cucina a Mosca, aveva deciso di perfezionare le competenze acquisite nel Paese d’origine frequentando il corso per adulti in Enogastronomia proposto dall’Istituto Tecnico e Professionale I.I.S.S. “Calogero Amato Vetrano” di Sciacca. Il Consolato d’Italia a Mosca, nel 2021, però, gli aveva negato il visto d’ingresso.


Il cittadino russo, lo scorso 31 agosto 2021, aveva presentato presso l’Autorità Consolare di Mosca la necessaria richiesta di visto d’ingresso sul territorio nazionale per motivi di studio, allegando la documentazione necessaria per comprovare la sussistenza dei requisiti previsti dalle vigenti disposizioni.
Tuttavia, con provvedimento del 20 ottobre 2021 il Consolato d’Italia a Mosca negava il visto d’ingresso poiché – secondo il Consolato – “l’accesso alla scuola italiana secondaria non si configura come un corso superiore di studio ed inoltre, nel programma scolastico in questione, non si rileva coerenza con la formazione acquisita in Russia, né rispondenza con le sue effettive esigenze formative e culturali”.
Avverso il suddetto diniego, il cittadino Russo proponeva ricorso innanzi al TAR del Lazio con il patrocinio degli avvocati Santo Botta (del foro di Sciacca) e Giacomo Cortese (del foro di Agrigento) contestando la violazione delle disposizioni riguardanti il rilascio dei visti in materia di studio nella parte in cui è possibile svolgere corsi di istruzione “tecnico-professionali” alternativi a quelli universitari, nonché il difetto di istruttoria in tema di coerenza tra il percorso formativo svolto in Russia e quello che si intende svolgere in Italia. Al ricorso veniva allegata una istanza cautelare, con la specifica richiesta di riesame del provvedimento impugnato.
Si costituiva in giudizio il Ministero degli Esteri e della Cooperazione internazionale in persona del Ministro Luigi Di Maio, con l’Avvocatura generale dello Stato. Il TAR del Lazio, tuttavia, rigettava l’istanza cautelare proposta dal cittadino russo ritenendo prima facie legittimo il provvedimento del Consolato. Il cittadino Russo, allora, proponeva appello cautelare al Consiglio di Stato che, questa volta, ne accoglieva l’istanza e disponeva la sollecita fissazione dell’udienza pubblica.
Infine, il Tar del Lazio, sezione quarta, ha ritenuto fondate le censure formulate dagli avvocati Botta e Cortese, annullando il diniego del visto per motivi di studio e condannando il Ministero degli Esteri e della Cooperazione internazionale, in persona del Ministro Luigi Di Maio, al pagamento delle spese giudiziali.

Nella foto: l’avvocato Santo Botta

Il Comune presenta il piano di sicurezza per la Processione della Madonna del Soccorso

E’ stato ultimato e presentato poche ore fa, il piano di sicurezza predisposto dall’Ufficio Tecnico del Comune di Sciacca per lo svolgimento della Processione della Madonna del Soccorso che si svolgerà il prossimo 15 agosto.

A causa della pandemia, la storica processione saccense non si svolge dal due febbraio 2019.

Il piano di sicurezza e’ stato predisposto dai funzionari e tecnici del Comune di Sciacca e consegnato al Commissariato di Pubblica sicurezza, un piano aggiornato e predisposto con le relative prescrizioni. Tra quest’ultime, un cordolo di addetti alla sicurezza cingerà la vara e non sara’ possibile avvicinarsi in nessuna fase al simulacro da parte dei fedeli. Ci saranno anche postazioni presidiare dai volontari di Protezione Civile in cinque punti di accesso al centro storico.

La processione della Patrona di Sciacca e’ molto attesa dai tanti devoti e fedeli dopo il lungo stop pandemico.

Il Comune di Sciacca presenta domanda per tre comunità energetiche

Su iniziativa del sindaco e d’intesa con l’assessore allo sviluppo sostenibile Francesco Dimino è stata presentata all’assessorato regionale per l’Energia, la domanda di contributo per la costituzione di tre comunità energetiche nel comune di Sciacca.

La richiesta preparata dal dirigente e dagli uffici del VI settore è stata trasmessa nella mattinata di ieri. Il programma si pone l’obiettivo di promuovere l’istituzione di Comunità di energie rinnovabili, di promuovere l’autoconsumo e massimizzare il consumo dell’energia.

” L’istituzione di comunità energetiche nel territorio saccense – afferma l’assessore Francesco Dimino – permetterà di abbattere i costi della bolletta a famiglie, imprese, associazioni, e pubbliche amministrazioni che decideranno di farne parte. Cittadini, enti e imprese interessate, saranno favoriti, attraverso questa misura, per associarsi nella costruzione di impianti per la produzione di energia rinnovabile. Questo primo atto di costituzione delle comunità energetiche, finanziato da un avviso della regione siciliana, è un atto necessario che permetterà, nel prossimo futuro, di poter accedere ad altri finanziamenti per la costruzione di impianti per la sostenibilità energetica-ambientale”.

Criticità ospedale, Zappia: “C’è il sospetto di polemiche legate al periodo elettorale”

Criticità presso l’ospedale di Sciacca, nuovo e stavolta duro intervento del commissario ASP Mario Zappia. Sulle criticità era intervenuto anche il Comitato Civico Sanità di Sciacca.

Una nota nella quale il Comitato Civico ha ribadito che l’Ospedale di Sciacca
è diventato un DEA solo virtuale, stante che i reparti destinati alla
gestione delle emergenza, che ne dovrebbero costituire la struttura portante (PS e chirurgie innanzitutto) sono lungi dall’essere regolarmente e normalmente operativi.

Il Comitato ha ribadito che in una
situazione di crisi generale del SSN le scelte aziendali dovrebbero
concentrare le risorse di qualsiasi genere là dove si possono erogare. Prestazioni qualitativamente appropriate sulla base di bisogni reali. “Le scelte fin qui operate -scriveva nella nota – sembrano invece andare in una direzione opposta, ovvero la dispersione di personale che da Sciacca viene inviato presso
altri ospedali sulla base di criteri non sempre trasparenti. Ci si riserva di
richiedere formalmente i dati relativi ai bisogni alla base dello
spostamento di personale nei modi accennati nonché sui dati di attività
dei singoli ospedali nel periodo in cui sono stati disposti i trasferimenti
in questione. Appare sempre più chiaro che i disagi da tempo percepiti
anche dalle popolazioni di altri comuni del distretto, richiederanno azioni
più incisive di protesta che verranno discusse e concordate con i sindaci
in quanto destinatari delle segnalazioni dei cittadini e che dovranno
sempre più diventare protagonisti attivi di qualsiasi programma di
utilizzo delle risorse umane, strutturali ed economiche che l’ASP
dovesse accingersi ad adottare”.

A pochi giorni dalla conferenza stampa sulla gestione delle criticità in area di emergenza-urgenza e sul generale ammodernamento strutturale del pronto soccorso di Sciacca, il commissario Mario Zappia, torna a ribadire l’impegno direzionale per il costante miglioramento dei servizi ospedalieri dell’Azienda:
“Se, come spero – scrive oggi nella nota – le motivazioni di fondo che spingono le associazioni del comprensorio di Sciacca ad esternare proteste e malcontenti sono da considerare realmente ispirate dal desiderio di miglioramento e dall’attaccamento al territorio allora inevitabilmente coincidono in maniera proficua con quelle della direzione aziendale. In questo senso siamo pronti, come sempre fatto in passato, a recepire spunti, ascoltare consigli e accogliere istanze da parte del mondo dell’associazionismo riservando occasioni d’incontro e dialogo anche nelle opportune sedi collegiali.
Al contrario, vorrei rifiutare con forza il sospetto che dietro il susseguirsi di voci e dichiarazioni sui disagi ospedalieri ci sia l’intento artatamente costruito da qualcuno di ottenere una certa ribalta mediatica anche in funzione del periodo elettorale che ci separa dal prossimo rinnovo dell’Assemblea Regionale Siciliana. E’ abbastanza facile, specie in questo periodo estivo in cui la quantità di accessi aumenta vertiginosamente, puntare il dito contro una struttura complessa come un ospedale per individuare qualcosa che non va e suscitare consensi diffusi, ma ritengo che questo orientamento, lungi dall’essere animato da intenti costruttivi, finisca per nuocere alla collettività creando una costante sfiducia nei confronti delle istituzioni, esponendo gli operatori a evidenti rischi di aggressioni e generando episodi di procurato allarme sociale.
Da questo punto di vista l’Azienda, anche a tutela della propria immagine, sta valutando il ricorso alle vie legali nei confronti delle richiamate associazioni e di alcune testate giornalistiche. Vanno anche stigmatizzate alcune dichiarazioni, già annotate dai nostri uffici, in merito a presunte illegittimità nell’operato aziendale e mancanza di trasparenza delle procedure che, oltre ad essere rispedite al mittente, saranno oggetto di valutazione nelle sedi competenti”.

Concorso per 28 posti al Comune di Sciacca, assunzioni entro il 2022

Il Comune di Sciacca accelera per disporre al più presto delle 28 unità che saranno immesse in servizio grazie al concorsone le cui prove sono state avviate nei mesi scorsi. Impegno di spesa di 25 mila euro e nomina delle commissioni per il concorso è l’ultimo adempimento al quale si è proceduto.

Tutto in una determina del dirigente Venerando Rapisardi, responsabile del settore Sviluppo Economico del Comune. Con le somme necessarie per le commissioni e la nomina delle stesse si è data un’accelerazione all’iter. Per il dirigente Rapisardi entro l’anno si potrà svolgere l’ultima prova dei concorsi per definire l’iter con l’assunzione e l’immissione in servizio dei vincitori entro dicembre del 2022.

I componenti delle commissioni che valutano lo svolgimento delle prove previste dal bando è stato effettuato attraverso il sorteggio tra gli iscritti negli appositi elenchi predisposti dall’assessorato regionale agli Enti locali.

Sicilia, intesa tra Regione e Ispettorato del lavoro per garantire sicurezza e legalità

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La Regione Siciliana e l’Ispettorato nazionale del lavoro hanno firmato un protocollo d’intesa per garantire la legalità e la sicurezza sui luoghi di lavoro e contrastare gli infortuni.
Protagonisti della trattativa che ha condotto all’intesa l’assessore regionale al Lavoro, Antonio Scavone, il direttore dell’Ispettorato nazionale del lavoro, Bruno Giordano, il comandante del Nucleo carabinieri ispettorato del lavoro (Nil), generale di brigata Gerardo Iorio, e il dirigente della Direzione centrale tutela, sicurezza e vigilanza del lavoro dell’Inl, Orazio Parisi.

“Con questo accordo – ha sottolineato l’assessore Scavone – si conclude una serrata interlocuzione che ci ha impegnati a fondo per risolvere la cronica carenza di personale ispettivo, per risolvere la cronica carenza di personale ispettivo, al momento ridotto a sole 64 unità. Oltre a prevedere la necessaria armonizzazione delle procedure e dei comportamenti, questa intesa consente agli Ispettorati regionali di utilizzare anche il personale già selezionato dall’Istituto nazionale del lavoro, in particolare i siciliani che così potranno rientrare a lavorare sul territorio regionale. Avremo così più risorse in campo e la Regione, che per Statuto ha competenza esclusiva in materia, potrà così garantire con maggiore efficacia controlli e vigilanza negli ambienti lavorativi”.

Nello specifico si è concordato che il dipartimento regionale del Lavoro, dell’impiego e dell’orientamento coordini l’attività degli ispettori del lavoro, sia regionali sia facenti capo all’Inl, ai carabinieri del Nil, all’Inps e all’Inail, nel rispetto degli orientamenti e delle direttive emanate dall’Ispettorato nazionale. Quest’ultimo fornirà supporto tecnico-giuridico e attività formative ai dipendenti regionali.

La Regione, inoltre, si impegna a favorire l’uso da parte dei propri dipendenti dei programmi di gestione e dei software già in dotazione al personale dell’Inl, così da avere flussi dati omogenei e condivisi. Prevista anche l’armonizzazione della programmazione delle attività di vigilanza. Il dipartimento regionale del Lavoro, infine, ha anche il compito di dare sistemazione logistica sul territorio siciliano al personale dell’Inl, che non ha sedi nell’Isola.

Per contrastare lo sfruttamento lavorativo e il fenomeno del caporalato, inoltre, l’assessorato ha avviato una maggiore sinergia con gli Ispettorati territoriali del lavoro e le forze dell’ordine per rafforzare le attività ispettive. Tramite il progetto “Su.pr.eme Italia” gestito dall’Ufficio speciale immigrazione è stato costituito un team – composto da un coordinatore regionale, 9 mediatori culturali distaccati nelle sedi degli Ispettorati e 3 operatori socio-legali – per supportare le azioni di controllo, la formazione e l’aggiornamento degli ispettori in servizio.

Musumeci si è dimesso, anche le Regionali in Sicilia il 25 settembre (Video)

Con un post su Facebook, Il presidente della Regione Nello Musumeci ha annunciato le proprie dimissioni.

“Il 25 settembre in Sicilia – scrive Musumeci – si voterà anche per le elezioni regionali, oltre che per le politiche, come avverrà in tutta Italia”. E’ una decisione sofferta, meditata che ho adottato alcuni minuti fa dopo averci pensato per alcuni giorni. Non c’è nessun motivo politico alla fonte di questa decisione”

“Sono almeno 4 i motivi perché si debba votare il 25 settembre in Sicilia – spiega Musumeci – la chiusura delle scuole, bisogna interrompere le lezioni. Una cosa è farlo soltanto per il 25 settembre, altro è farlo anche il 6 novembre quando scade la legislatura. Non ci possiamo permettere il lusso di tenere giornate intere le scuole chiuse. Secondo motivo: crescono i casi di contagio Covid. Lo abbiamo visto in queste settimane in estate – sottolinea – immaginate cosa possa succedere in autunno alla luce delle esperienze matutate nei due anni precedenti. Se aumentano i contagi non possiamo garantire a tutto il corpo elettorale di poter esercitare il diritto al voto. Terzo motivo – aggiunge – tre mesi in più di campagna elettorale, significa che i partiti mentre sta per concludersi la campagna elettorale per le nazionali debbono raccogliere le firme, preparare le liste, cercare i candidati, definire i simboli per le elezioni regionali. Assurdo. E’ impossibile. Uno sforzo sul piano organizzativo che crea soltanto disordine e non serve al buon andamento delle due campagne elettorali, non serve alla democrazia e non serve alla partecipazione della gente. Quarto motivo, credo il più importante e significativo, i costi che deve affrontare la Regione per garantire il diritto al voto, circa 20 milioni di euro. Se si dovesse votare due volte sarebbero 40 milioni di spese.Il buon senso dice di no. Sono questi i motivi essenziali che mi hanno indotto ad anticipare la conclusione di 40 giorni circa la legislatura”.