PARMA (ITALPRESS) – La Juventus espugna il Tardini, battendo il Parma per 4-1 nella 23esima giornata della Serie A. Nel poker bianconero c’è la firma di Bremer (doppietta), McKennie e David; mentre è un autogol di Cambiaso l’unico punto nel tabellino dei padroni di casa. Nella formazione dei ducali novità Nicolussi Caviglia, che esordisce dal 1′ contro la squadra nella quale è cresciuto. Spalletti conferma interamente la formazione che una settimana fa ha battuto il Napoli. Bianconeri subito aggressivi, prima con il tiro di Conceicao neutralizzato da Corvi, poi con la traversa centrata dallo stesso portoghese. L’assedio continua, e il meritato vantaggio bianconero arriva al 15. Angolo di Conceicao, pallone sul primo palo dove Bremer salta di testa e mette la sfera alle spalle di Corvi. Tanta intensità al Tardini, con qualche momento di Tensione. Fourneau ammonisce tre bianconeri in dieci minuti, e sul giallo a McKennie i padroni di casa chiedono il rosso (entrata pericolosa, che forse meritava una sanzione maggiore).
Al 37′, però, ecco il raddoppio ospite proprio con lo statunitense, che con una rovesciata spedisce in rete un cross di un ottimo Kalulu. Si va all’intervallo sul risultato di 0-2. Al 51′ si dimezza momentaneamente lo svantaggio dei ducali, quando Cambiaso spinge nella sua porta un pallone messo in mezzo da Circati. Un autogol che la Juve digerisce rapidamente, perchè al 54′ scappa sull’1-3. Sugli sviluppi di una punizione, Corvi respinge un colpo di testa di McKennie. La palla arriva a David che prova a buttarla in porta, ma è di Bremer il tocco decisivo per la doppietta personale. David si consola al 64′, quando Corvi è imperfetto su un tiro innocuo di Conceicao, mandando la sfera tra i piedi del canadese, che la spinge in rete per l’1-4. Nel finale Openda trova la manita, ma Fourneau annulla per fuorigioco. Finisce così con la Juve che torna a -1 dal Napoli e vede il Milan lontano due lunghezze, in attesa del match dei rossoneri. Il Parma resta fermo a quota 23, a +6 dalla zona retrocessione. Preoccupazione in casa bianconera per le condizioni fisiche di Yildiz, uscito nell’intervallo, dopo aver chiesto il cambio.
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Poker della Juve, vince 4-1 a Parma con doppietta di Bremer
L’Inter vince anche a Cremona, 2-0 con Lautaro e Zielinski
CREMONA (ITALPRESS) – L’Inter non stecca nemmeno allo “Zini” e vince per 2-0 contro la Cremonese di Nicola, ormai in crisi di risultati. I ragazzi di Chivu chiudono la pratica già nel primo tempo, grazie alle reti di Lautaro Martinez e di Zielinski. In attesa del match del Milan (in campo martedì a Bologna), i nerazzurri volano così a otto punti di vantaggio sulla seconda della Serie A. Il risultato non è mai stato in dubbio, anche per via di un atteggiamento troppo remissivo della Cremonese che solo nel finale ha avuto un sussulto d’orgoglio. Attimi di paura al 49′, quando un petardo lanciato dal settore ospiti è scoppiato vicinissimo ad Audero. L’Inter gioca un primo tempo di alto livello, prendendo sin dai minuti iniziali il possesso della metà campo avversaria. La partita è già in discesa al 16′, quando, su angolo di Dimarco, Lautaro approfitta della troppa libertà concessagli dai difensori di casa e schiaccia di testa la palla delll’1-0. Il raddoppio, invece, è cosa fatta al 31′ ed è l’ennesimo gioiello stagionale di Zielinski. Luis Henrique converge verso il centro e serve il polacco che, dalla distanza, scocca un sinistro ad effetto che inganna un Audero poco reattivo e si infila sotto l’incrocio.
Una Cremonese spenta e in evidente deficit di fiducia non riesce nemmeno a sfruttare un paio di ripartenze pericolose, concesse colpevolmente dalla formazione ospite. Prima Vardy e poi Bonazzoli non prevalgono nell’uno contro uno in campo aperto contro Bisseck. Al 4′ della ripresa la partita, sino a quel momento corretta sia sul campo che fuori, viene purtroppo macchiata da un brutto episodio. Un petardo proveniente dal settore ospiti, infatti, è scoppiato a pochi centimetri da Audero: il portiere grigiorosso, inizialmente a terra intontito, si è rialzato dopo qualche secondo, fortunatamente senza riportare conseguenze. Il resto del secondo tempo è di totale gestione per i nerazzurri che rischiano di subire gol solo al 84′, quando Zerbin dal limite colpisce il palo. Non male anche l’ingresso dalla panchina del neoarrivato Djuric, bravo a portare scompiglio in area avversaria. Nel recupero il tiro del possibile 3-0 di Dimarco viene murato provvidenzialmente da Folino. Per l’Inter arriva così l’undicesimo risultato utile consecutivo in Serie A (con il quarto successo di fila). Continua, invece, il momento nero della Cremonese, che non vince dal 7 dicembre.
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Cina, al via l’esodo del Capodanno lunare 2026
PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Scatterà lunedì l’annuale esodo per il Festival di Primavera in Cina, con i viaggi interregionali attesi a un record di 9,5 miliardi.
L’impennata è trainata dalla sovrapposizione tra la domanda di ricongiungimenti familiari e il turismo per una vacanza più lunga, hanno spiegato gli analisti.
Secondo le autorità, gli spostamenti su strada con auto private dovrebbero restare dominanti, rappresentando circa l’80% dei viaggi interregionali.
I volumi di passeggeri su ferrovie e aviazione civile sono previsti rispettivamente a 540 milioni e 95 milioni, con traffico totale e picchi giornalieri destinati a superare i precedenti record.
Il Festival di Primavera, o Capodanno cinese, cade quest’anno il 17 febbraio. La festività ufficiale dura nove giorni, mentre il periodo di massima mobilità proseguirà fino al 13 marzo.
Poichè il festival è una delle occasioni più importanti per i ricongiungimenti familiari nel Paese, le autorità stanno aumentando la capacità, in particolare nei principali nodi dei trasporti, per garantire viaggi sicuri e scorrevoli a tutti i passeggeri.
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L’Atalanta resiste in dieci per oltre 80 minuti, 0-0 a Como
COMO (ITALPRESS) – Termina 0-0 il derby lombardo tra Como e Atalanta. Tante le occasioni non sfruttate dalla squadra di Cesc Fabregas, compreso un rigore fallito da Nico Paz nel recupero; buon punto per i bergamaschi, rimasti in inferiorità numerica dopo 8 minuti di gioco a causa dell’espulsione di Ahanor e salvati a più riprese da Carnesecchi. La distanza in classifica tra le due rimane invariata, con cinque punti di vantaggio per il Como: nel prossimo turno il team di Fabregas ospiterà la Fiorentina. Giovedì l’Atalanta sfiderà la Juventus nei quarti di finale di Coppa Italia; poi avrà il match di campionato contro la Cremonese.
Gara subito in salita per gli uomini di Raffaele Palladino, Ahanor è stato espulso subito per condotta violenta nei confronti di Perrone, che aveva provocato il difensore dei bergamaschi. Nonostante l’uomo in meno, il tecnico ha schierato un giocatore offensivo come Sulemana – entrato al posto di Scamacca -, i nerazzurri hanno provato a limitare il possesso continuo da parte dei padroni di casa.
Nella prima frazione i lariani hanno sprecato diverse occasioni, Douvikas da due passi ha sfiorato la rete del vantaggio. Al 36′ Nico Paz ha avuto un paio di opportunità nel giro di pochi secondi, ma entrambe le conclusioni sono state intercettate da Carnesecchi.
Nella ripresa i bergamaschi hanno provato ad alzare il proprio baricentro, De Ketelaere ha innescato in campo aperto Sulemana, ma Butez ha deviato in corner la conclusione dell’ex Southampton. Col passare dei minuti i nerazzurri hanno accusato l’uomo in meno, Ramon ha sfiorato la rete con un’azione personale, ma il diagonale dello spagnolo è uscito per questione di centimetri. Al 38′ ancora Ramon ha avuto un’altra grande occasione, ma Carnesecchi è stato abile ad uscire coi tempi giusti. In pieno recupero è stato assegnato, dopo l’on field review, un calcio di rigore in favore del Como per un fallo di mano di Scalvini in area. Dal dischetto si è presentato Nico Paz, ma Carnesecchi ha parato il tiro dagli undici metri dell’argentino.
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Torino-Lecce 1-0, decide un gol di Adams
TORINO (ITALPRESS) – Il Torino torna al successo dopo quasi un mese. I ragazzi di Marco Baroni superano 1-0 il Lecce nel match dell’Olimpico Grande Torino, valevole per la ventitreesima giornata di Serie A 2025/2026: decide un gol di Che Adams. La formazione ospite si rende subito pericolosa dopo appena 2′ con un insidioso cross di Sottil, su cui Gandelman non arriva per un soffio. La risposta della squadra granata non si fa attendere, tanto che all’8′ Falcone è costretto ad un grande intervento sul colpo di testa di Adams: in seguito, però, viene ravvisata la posizione irregolare dell’attaccante. I padroni ci casa continuano a spingere sulle fasce con Lazaro che al 16′ lascia partire un ottimo traversone, ma nessun compagno riesce ad avventarsi sulla palla. Dopo un momento di difficoltà, il Lecce torna a fare la voce grossa con ben quattro conclusioni nell’arco di 3′: Cheddira, Coulibaly e Ramadani, però, ottengono solo una serie di corner. Al 29′, nel momento migliore dei salentini, è il Torino a passare in vantaggio grazie alla rete di Che Adams: delizioso cross sul secondo palo di Vlasic per lo scozzese, che batte Falcone con un sinistro al volo. Dopo una doppia occasione fallita da Zapata, i piemontesi vanno vicini al raddoppio con un destro di Casadei, che viene respinto da Falcone. Al termine dei 3′ di recupero, le due squadre vanno a riposo sul parziale di 1-0. In apertura di ripresa un altro miracolo di Falcone sull’incornata di Zapata tiene vivo il Lecce, che al 54′ si fa vedere dalle parti di Paleari con una conclusione imprecisa di Danilo Veiga. Al 59′ Ilkhan serve Pedersen, il quale tenta un diagonale che si spegne sul fondo. Nonostante i giallorossi si spingano in avanti alla ricerca del pareggio, è sempre il Torino a rendersi maggiormente pericoloso, con Adams che al 67′ si divora il raddoppio da buona posizione. Qualche minuto più tardi Maripan sfiora il gol sugli sviluppi di un corner, ma Falcone si supera e dice no. All’80’ prova a salire in cattedra Banda, ma il suo destro si stampa sul palo. Nel finale i granata casa riescono ad amministrare il vantaggio fino al triplice fischio, che sancisce il ritorno alla vittoria dopo quasi un mese; quinta sconfitta nelle ultime sei, invece, per i salentini. In virtù di questo successo il Torino si porta a 26 punti in classifica, mentre il Lecce resta fermo a quota 18. I piemontesi torneranno in campo mercoledì sera al Meazza per affrontare l’Inter negli ottavi di Coppa Italia; i pugliesi, dal loro canto, domenica 8 febbraio ospiteranno l’Udinese al Via del Mare.
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Sciacca centro al buio, corsa contro il tempo per riparare il danno
Sono in.molti ad aver notato che da diversi giorni le strade del centro di Sciacca restano al buio prive di illuminazione pubblica. Una situazione che si ripete con tutti i disagi e i pericoli per chi si trova in strada.
Stessa cosa anche nell’area portuale che anche ieri sera era al buio.

Un guasto insisterebbe all’impianto nel centro storico di Sciacca dove i tecnici del Siat sarebbero al lavoro per cercare di riparare al danno. Una corsa contro il tempo visto la processione e i festeggiamenti per la Patrona di oggi.
Cosa diversa al porto di Sciacca dove il black out si consuma con la pioggia. Subito dopo le precipitazioni, l’area portuale resta al buio e occorrono diversi giorni per il ripristino
Risarcimento per errore medico: l’ASL paga anche se il paziente era già grave. La Cassazione cambia le regole
Una nuova decisione della Corte di Cassazione segna un punto fermo nella responsabilità sanitaria: l’ASL (o l’ospedale) deve risarcire il danno anche quando l’errore medico si somma a condizioni preesistenti del paziente. In altre parole, la fragilità del malato non può più diventare un “alibi” per ridurre o azzerare il risarcimento.
Il principio è contenuto nell’ordinanza n. 760 del 14 gennaio 2026, che richiama il concorso di cause: se una condotta sanitaria sbagliata contribuisce al peggioramento, il nesso causale non viene meno solo perché c’erano già fattori naturali o patologie pregresse.
Errore medico e malattia preesistente: cosa dice la Cassazione
Nel contenzioso per malasanità, una difesa ricorrente delle strutture sanitarie è questa: “il paziente era già compromesso, l’esito negativo sarebbe arrivato comunque”.
Con questa ordinanza, la Cassazione chiarisce che:
- se l’errore sanitario ha contribuito anche solo in parte al danno, la responsabilità esiste;
- la presenza di condizioni naturali (pregresse o concomitanti) non cancella il dovere di risarcire.
Il riferimento è al principio dell’equivalenza delle cause: ogni fattore che concorre a produrre l’evento dannoso rileva come causa.
Il caso: la neonata prematura e le infezioni contratte in ospedale
La vicenda riguarda una bambina nata prematuramente, ricoverata subito dopo il parto. Durante la degenza avrebbe contratto due infezioni gravi, che hanno richiesto terapie antibiotiche aggressive. La minore ha riportato conseguenze importanti, tra cui una compromissione dell’udito con una invalidità permanente stimata intorno al 30%.
In primo grado e in appello, però, la richiesta di risarcimento era stata respinta: secondo i giudici di merito, l’immaturità del nervo acustico legata alla prematurità poteva essere una causa “assorbente” e non si riusciva a stabilire con certezza assoluta quanto avessero inciso le infezioni.
La svolta: differenza tra causalità materiale e causalità giuridica
La Cassazione ribalta l’impostazione e distingue due piani:
1) Causalità materiale
Serve a capire se la condotta (errore/omissione) ha contribuito al danno. Se sì, il nesso causale c’è, anche se esistono concause naturali.
2) Causalità giuridica
Arriva dopo: serve a stabilire quale parte del danno è imputabile all’errore e quale si sarebbe verificata comunque per la condizione preesistente.
Il punto chiave è questo: il giudice non può dire “non si può quantificare” e quindi negare tutto. Deve invece procedere a una stima ragionata della quota risarcibile.
Come si calcola il risarcimento: metodo differenziale e valutazione equitativa
Quando non è possibile una misurazione “scientifica” precisa, la Cassazione indica due strumenti:
- metodo differenziale:
si parte dall’invalidità complessiva e si sottrae la quota “naturale” (quella che sarebbe comunque derivata dalla patologia/condizione preesistente).
Quello che resta è il danno risarcibile, imputabile alla condotta sanitaria. - valutazione equitativa del giudice (art. 1226 c.c.):
se la sottrazione non è quantificabile con precisione, il giudice deve stimare in modo equo la quota risarcibile, motivando bene il percorso logico.
Perché questa sentenza è importante
L’effetto pratico è forte: le strutture sanitarie non possono più “scaricare” tutto sulla fragilità del paziente. Anzi, proprio i pazienti più vulnerabili (neonati prematuri, anziani pluripatologici, malati cronici) ottengono una tutela più concreta: la loro condizione non riduce l’obbligo di cura, lo rende ancora più stringente.
Per ASL e ospedali, questo significa maggiore attenzione su:
- prevenzione delle infezioni,
- protocolli e buone pratiche,
- gestione del rischio clinico,
perché anche una concausa naturale non elimina la responsabilità risarcitoria.
Multe Covid ai non vaccinati annullate: cancellate anche le cartelle esattoriali dall’Agenzia delle Entrate
Si chiude definitivamente il capitolo delle sanzioni per l’obbligo vaccinale Covid. Con la Legge n. 15/2025, lo Stato ha disposto l’annullamento totale delle multe da 100 euro previste per over 50, operatori sanitari e altre categorie soggette all’obbligo, anche nei casi in cui fosse già stata notificata una cartella esattoriale.
La norma segna la fine di un contenzioso durato oltre tre anni e mette al riparo i cittadini da qualsiasi azione di riscossione ancora pendente.
Da dove nascono le multe per i non vaccinati Covid
Le sanzioni risalgono a gennaio 2022, quando venne introdotto l’obbligo vaccinale anti-Covid per:
- cittadini con almeno 50 anni;
- personale sanitario;
- altre categorie professionali considerate essenziali.
Per chi non risultava in regola era prevista una sanzione amministrativa di 100 euro, irrogata dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione sulla base degli elenchi trasmessi dal Ministero della Salute. Molti procedimenti, tuttavia, sono rimasti sospesi o non definiti.
La svolta con la Legge 15/2025: debiti cancellati
La svolta è arrivata con la conversione del Decreto Milleproroghe (D.L. 202/2024) nella Legge n. 15/2025, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 24 febbraio 2025.
La norma prevede il discarico automatico dei ruoli, cioè la cancellazione tecnica e giuridica dei debiti dai registri dell’ente di riscossione. In concreto:
- le multe non devono più essere pagate;
- le cartelle esattoriali già notificate perdono efficacia;
- tutti i procedimenti di riscossione vengono estinti.
Stop a pignoramenti e azioni esecutive
Con l’annullamento per legge:
- non possono essere avviati pignoramenti;
- decadono fermi amministrativi e misure cautelari;
- l’AdER non ha più un titolo valido per procedere.
Anche eventuali ricorsi o giudizi ancora pendenti si estinguono automaticamente, con compensazione delle spese tra le parti.
Nessun rimborso per chi ha già pagato: il paradosso
La legge introduce però una distinzione netta. Le somme già versate a titolo di sanzione non vengono restituite.
Chi ha pagato i 100 euro nel 2022 o nel 2023:
- non ha diritto ad alcun rimborso;
- le somme restano definitivamente acquisite al bilancio dello Stato.
Una scelta che crea una disparità di trattamento tra chi ha adempiuto subito e chi, invece, ha atteso l’intervento del legislatore.
Cosa deve fare il cittadino: nulla
Dal punto di vista operativo, il cittadino non deve presentare alcuna domanda:
- niente ricorsi;
- nessuna istanza di autotutela;
- nessuna comunicazione all’Agenzia delle Entrate o alla ASL.
L’annullamento è automatico e obbligatorio per legge.
Può capitare che arrivino ancora solleciti o avvisi legati a spedizioni automatiche programmate in passato: in questi casi, i documenti non hanno più valore legale e possono essere semplicemente conservati senza effetti.
Non solo over 50: chi riguarda l’annullamento
La cancellazione delle multe non riguarda solo gli over 50, ma tutte le sanzioni derivanti dagli obblighi vaccinali emergenziali, compresi:
- operatori sanitari;
- altre categorie professionali soggette all’obbligo.
Per una verifica formale della propria posizione, l’AdER ha attivato sul proprio portale una sezione informativa dedicata all’inosservanza dell’obbligo vaccinale, con il riepilogo degli effetti della legge.
In sintesi
- ✅ multe Covid annullate per legge
- ✅ cartelle esattoriali inefficaci
- ✅ riscossioni e giudizi bloccati
- ❌ nessun rimborso per chi ha già pagato
Con la Legge 15/2025, lo Stato mette la parola fine alle sanzioni Covid, archiviando definitivamente una delle misure più controverse dell’era pandemica.
Liberi Agricoltori di Ribera: “Per l’acqua grazie solo a Dio e alle piogge”
Dopo tre anni di siccità e di richieste rimaste senza risposte concrete, l’Associazione Liberi Agricoltori di Ribera torna a far sentire la propria voce sul tema del riempimento delle dighe in Sicilia.Con un comunicato dai toni amari e ironici, il presidente, Dino Giovanni D’Angelo, sottolinea come l’attuale disponibilità d’acqua negli invasi sia dovuta esclusivamente alle recenti piogge, definite simbolicamente come l’opera degli “onorevoli Padreterno e Pioggia”, piuttosto che a interventi programmati dalle istituzioni.
Un risultato che porta sollievo agli agricoltori, ma che allo stesso tempo evidenzia, secondo l’ associazione, anni di immobilismo nella gestione dell’emergenza idrica.
Le critiche alle istituzioni e al Consorzio di Bonifica
Nel comunicato vengono chiamati in causa la Presidenza della Regione, l’assessorato all’Agricoltura, la deputazione regionale agrigentina e i vertici del Consorzio di Bonifica AG3.Secondo Liberi Agricoltori, in questi tre anni segnati dalla siccità si sono susseguite solo promesse e dichiarazioni, senza che venissero attuate soluzioni concrete, nonostante fossero state proposte misure semplici e poco costose per contenere i danni.
Il riempimento delle dighe in Sicilia, quindi, viene visto come un evento naturale piuttosto che come il frutto di una reale pianificazione pubblica.
Suggerimenti ignorati e gestione carente
Gli agricoltori ricordano di aver avanzato più volte proposte pratiche per migliorare l’efficienza del sistema idrico. Interventi che, se messi in atto per tempo, avrebbero potuto alleviare le difficoltà vissute dal settore agricolo durante la lunga crisi.
La mancanza di manutenzione delle infrastrutture viene indicata come una delle principali cause della dispersione dell’acqua e delle difficoltà di approvvigionamento.
Una nuova occasione per dimostrare serietà
Pur nella critica, l’associazione lascia aperta una possibilità di riscatto per le istituzioni.Gli agricoltori chiedono che, durante l’estate, l’acqua venga distribuita in tempi utili, evitando ritardi che possano portare le colture, in particolare gli agrumeti, in condizioni di stress idrico. Viene inoltre sollecitato l’avvio immediato delle opere di manutenzione ordinaria e straordinaria, per garantire che l’acqua accumulata negli invasi raggiunga effettivamente i terreni.
Il nodo della dispersione idrica
Il riempimento delle dighe in Sicilia rappresenta una risorsa fondamentale, ma senza una rete efficiente rischia di trasformarsi in un’occasione sprecata.
Secondo l’associazione, solo interventi concreti sulle infrastrutture potranno evitare che l’acqua venga dispersa prima di arrivare alle aziende agricole.
L’appello finale degli agricoltoriIl comunicato si chiude con un messaggio chiaro: gli agricoltori sono pronti a riconoscere meriti alle istituzioni, ma solo davanti a risultati concreti.
Dopo anni di attese e promesse, il riempimento delle dighe in Sicilia dovrà ora tradursi in una gestione efficace dell’acqua, capace di sostenere davvero il comparto agricolo e prevenire nuove emergenze in futuro.
Funerali dei tre cacciatori rinviati: le salme restano a disposizione dell’autorità giudiziaria
Sono stati rinviati a data da destinarsi i funerali dei tre cacciatori trovati morti lo scorso 28 gennaio in contrada Carìstia, sui monti Nebrodi, nel territorio di Montagnareale.
Alle famiglie è stato comunicato che l’autorità giudiziaria non ha ancora concesso il nulla osta, disponendo che i corpi restino a disposizione degli inquirenti per ulteriori accertamenti.
Nella mattinata odierna le onoranze funebri avevano già provveduto alla sistemazione delle salme all’interno delle bare e alla pubblicazione dei necrologi. Era stata annunciata per la tarda mattinata di domani la partenza dall’ospedale Papardo di Messina del feretro di Antonio Gatani, diretto a Patti, dove nel pomeriggio, nella chiesa Concattedrale, era prevista la celebrazione del funerale.
Non era stato invece ancora fissato il giorno delle esequie dei fratelli Giuseppe e Davis Pino, originari di San Piero Niceto. La nuova richiesta di tempo avanzata dagli inquirenti lascia intendere che l’inchiesta non sia ancora conclusa e che siano ritenuti necessari ulteriori approfondimenti per fare piena luce sulla vicenda.
Oltre agli esami effettuati sui cadaveri, le forze dell’ordine continuano a cercare elementi utili sul luogo del ritrovamento. L’area resta interdetta al pubblico, sorvegliata giorno e notte dai carabinieri che ne impediscono l’accesso. Tra le attività investigative in corso vi è anche l’analisi dei tabulati telefonici, per individuare i numeri di cellulare agganciati alle celle presenti nella zona e ricostruire chi si trovasse lì quella mattina.
Rimane inoltre da chiarire la posizione di A. S., compagno di caccia di Antonio Gatani. Secondo quanto trapela dagli ambienti investigativi, l’uomo avrebbe confermato di essere partito con la vittima per una battuta di caccia, sostenendo però di averlo successivamente lasciato da solo. Un dettaglio che continua a essere oggetto di approfondimento da parte degli inquirenti.



