A Palermo si ribalta una gru, muoiono due operai

Tragedia in via Ruggero Marturano a Palermo. Due operai sono caduti da una gru e sono morti. I lavoratori sono caduti dal carrello che si è ribaltato.


Nell’incidente è rimasto ferito anche un dipendente del negozio di pneumatici Gammicchia. Il cestello su cui stavano lavorano gli operai deceduti è caduto finendo sulla tettoia del gommista e ha colpito anche il lavoratore dell’esercizio commerciale.

Gli operai stavano lavorando alla ristrutturazione del palazzo. Sarebbero caduti dal decimo piano. Stanno intervenendo i vigili del fuoco, i sanitari del 118 e gli agenti della polizia.

In via Marturano si sono riversati in centinaia. Oggi non distante dal luogo dell’incidente c’è un mercatino rionale molto affollato.

Sciacca, relazione annuale del sindaco ma l’opposizione attacca su omissioni e sanzioni

Torna al centro del dibattito la mancata redazione della relazione annuale del sindaco relativa all’annualità 2023-2024. A sollevare la questione sono alcuni consiglieri comunali, che parlano di “grave pagina di inadempienza amministrativa” e puntano il dito contro il protrarsi del silenzio da parte dell’amministrazione.

Secondo quanto si legge nella nota, l’obbligo previsto dalla normativa non sarebbe stato rispettato, replicando una situazione già verificatasi in passato e che aveva comportato per il Comune una sanzione da 36.000 euro, già sostenuta dalla collettività.

Al centro delle contestazioni anche una circolare regionale dell’ottobre 2025 che prevede, in caso di omissione, l’applicazione di sanzioni dirette a carico del sindaco tra cui una decurtazione pari al 10% dell’indennità mensile per quattro mesi. A distanza di circa sei mesi, tuttavia, tale misura non risulterebbe applicata.

I consiglieri evidenziano come, nonostante interrogazioni e richieste di chiarimento in consiglio comunale, non siano arrivate risposte né dal sindaco né dal segretario comunale. Da qui le domande sollevate sull’origine della mancata applicazione delle sanzioni: “una dimenticanza, un’omissione consapevole o la volontà di evitare conseguenze personali”.

Nel comunicato si richiama inoltre la necessità di garantire trasparenza amministrativa e rispetto delle norme, sottolineando come eventuali inadempienze non debbano ricadere sui cittadini.

Sulla vicenda, i firmatari (Bono, Catanzaro G., Catanzaro C., Grassadonio, Maniscalco, Bellanca, Bivona, La Bella, Santangelo, Mandracchia) annunciano che manterranno alta l’attenzione, chiedendo chiarimenti e l’accertamento delle responsabilità.

Incidente mortale nel Messinese, due morti e due feriti

Un tragico incidente mortale nel Messinese si è verificato nella serata di ieri lungo la strada statale 113. Il violento scontro tra due auto ha provocato la morte di due persone e il ferimento di altre due, in un bilancio particolarmente grave.
L’impatto ha coinvolto una Volkswagen Golf e un’altra vettura dello stesso marchio. La dinamica dell’accaduto è ancora al vaglio delle forze dell’ordine intervenute sul posto.

Le vittime e i feriti

A perdere la vita nel drammatico incidente sono stati Giuseppe Criscì, di 54 anni, e Domenico Gerbino, di 25 anni. I due viaggiavano a bordo della Golf, condotta dal più giovane.
Gravemente ferita anche una ventenne, figlia del 54enne e fidanzata del 25enne, che si trovava nello stesso veicolo. La ragazza è stata trasportata d’urgenza all’ospedale di Sant’Agata Militello.
Il conducente dell’altra auto coinvolta nello scontro ha riportato traumi e contusioni non gravi.

I soccorsi e gli interventi

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i sanitari del 118, che hanno prestato i primi soccorsi ai feriti e constatato il decesso delle due vittime.
Presenti anche i carabinieri della stazione locale, impegnati nei rilievi per ricostruire la dinamica dell’incidente, e i vigili del fuoco del distaccamento di Sant’Agata Militello, che hanno collaborato nelle operazioni di messa in sicurezza.

Palermo, controlli Nas sulla filiera ittica: sequestrati 450 chili di prodotti, multe per 11 mila euro

Blitz dei Carabinieri del Nas di Palermo lungo la filiera ittica, avviato anche alla luce dei recenti casi di epatite registrati in altre aree del Paese.

Nel corso delle verifiche sono stati sequestrati circa 4,5 quintali di prodotti ittici, successivamente avviati alla distruzione perché ritenuti non conformi agli standard di sicurezza.

L’operazione ha portato anche all’irrogazione di sanzioni amministrative per un importo complessivo di circa 11 mila euro.

Le ispezioni hanno fatto emergere numerose criticità, tra cui l’inosservanza delle procedure previste dal sistema Haccp, la mancanza di informazioni sulla provenienza del pescato e condizioni igienico-strutturali inadeguate nei locali destinati alla vendita e alla conservazione.

Nel corso dei controlli, effettuati in collaborazione con l’Asp, sono stati inoltre prelevati campioni per accertamenti sanitari, con particolare attenzione alla possibile presenza del virus dell’epatite A e di altri agenti patogeni.

Particolarmente rilevante l’intervento nel comparto dei molluschi, dove i militari hanno individuato un impianto di stabulazione in condizioni fortemente compromesse sotto il profilo igienico e strutturale. All’interno sono stati trovati ingenti quantitativi di ostriche e vongole non conformi alla normativa vigente.

L’attività è stata sospesa fino al ripristino dei requisiti richiesti.

Le verifiche hanno riguardato anche la grande distribuzione e alcuni esercizi di ristorazione. In un supermercato è stata accertata l’assenza di adeguati sistemi di refrigerazione per i prodotti ittici, mentre in due ristoranti è stato rinvenuto pesce privo di tracciabilità o conservato senza etichettatura.

In uno dei locali, inoltre, è stata posta sotto sequestro una porzione della struttura risultata realizzata senza autorizzazioni

Sparatoria a Sferracavallo, colpi contro una rimessa di auto

Ancora paura a Sferracavallo, frazione di Palermo, dove nella notte si è verificata una nuova e grave sparatoria. Un uomo, a bordo di una Fiat 500 nera, si è fermato davanti a una rimessa di auto aprendo il fuoco con una mitragliatrice Kalashnikov.

Sono stati esplosi circa trenta colpi contro il cancello a vetri della struttura e contro alcune automobili parcheggiate all’interno. L’azione è stata rapida e ben organizzata: un complice attendeva il responsabile a bordo dell’auto con il motore acceso, pronto a garantirne la fuga.

Colpi contro vetrate e automobili

La sparatoria a Sferracavallo ha causato ingenti danni. I proiettili hanno sfondato i vetri spessi del cancello e raggiunto anche le vetture parcheggiate nella parte più interna della rimessa, a circa 50 metri dal punto in cui è stato aperto il fuoco.

Alcuni colpi hanno colpito anche il gabbiotto dove dormivano due custodi, aumentando la gravità dell’episodio e il rischio per le persone presenti sul posto.

Intervento delle forze dell’ordine

Sul luogo della sparatoria sono intervenute le volanti del commissariato San Lorenzo, che hanno avviato i rilievi e le indagini per ricostruire l’accaduto e individuare i responsabili.

Un episodio che richiama precedenti recenti

La modalità dell’azione richiama un episodio simile avvenuto circa tre settimane fa nella stessa zona. In quell’occasione, il bersaglio era stato il deposito di Sicily by Car in via San Lorenzo.

Anche in quel caso furono esplosi circa trenta colpi di mitragliatrice contro alcune automobili. Gli autori erano tre: uno di loro aveva scavalcato il muro per aprire il cancello ai complici. Dopo l’azione, però, furono costretti a fuggire a piedi, non riuscendo a far ripartire l’auto rubata utilizzata per arrivare sul posto.

Sparatoria a Sferracavallo: cresce l’allarme

Il nuovo episodio di sparatoria a Sferracavallo conferma una dinamica preoccupante nella zona, caratterizzata da azioni violente e ben pianificate. La ripetizione di modalità simili in un arco temporale ristretto rafforza l’attenzione degli investigatori, impegnati a chiarire eventuali collegamenti tra i due episodi.

Le indagini sono in corso per fare piena luce sull’accaduto e individuare movente e responsabili di questi atti intimidatori.

Consiglio comunale di Sciacca, “valzer” delle comunicazioni urgenti

Quattro ore di dibattito ieri sera durante l’ultima seduta del consiglio comunale di Sciacca che ha sfiorato la Mezzanotte senza esaurire l’elenco di comunicazioni urgenti presentate dai consiglieri di opposizione.

Ieri sera la seduta è partita laddove si era interrotta la precedente sulla delibera di affidamento per la partecipazione al bando per il titolo di Capitale del Libro 2027.

La lunga relazione del segretario generale, Manlio Paglino sulla legittimità della determina con cotanta indicazione della ditta non ha chiarito i tanti dubbi che diversi consiglieri hanno espresso nel corso dell’ intervento.

Altro punto e altra comunicazione. Stavolta si parte dall’attualissima vicenda dei lavori alla galleria Belvedere.

Dopo la visita del Prefetto con la convocazione del Comitato viabilità, la vicenda resta ancorata agli sviluppi sulla ultima possibilità in campo di utilizzo di un terreno privato per snellire le strade urbane coinvolte nel percorso veicolare alternativo proposto da Anas.

Spazio poi alla mozione d’indirizzo che stabilisce la tutela dell’unitarietà del progetto turistico di Monterotondo, in capo ad Invitalia, chiedendo chiarimenti sull’incontro dello scorso 27 marzo tra sindaco e alcuni rappresentanti di Invitalia. Primo cittadino che sull’appuntamento segnato sulla sua agenda si è limitato a riferire di averli indirizzati all’Ufficio Tecnico. Una risposta che non ha convinto molti consiglieri.

Infine, il dibattito si è spostato sul parcheggio di piazza Mariano Rossi dopo gli ultimi aggiornamenti dell’assessore Salvino Patti di pensare ad una gestione privata, lo stesso che ieri invece ha temporeggiato riferendo di una riunione in programma il prossimo venerdì per valutare i dati in possesso del Comune e scegliere tra i due tipi di gestione.

Approvata all’unanimità la pianta organica delle farmacie. Unico punto tecnico che il consiglio ha prodotto ieri.

La seduta è stata aggiornata al 16 aprile.

Risparmio energetico, Bernardo Fratello: “La mia associazione in campo con progetti concreti” (Video)

Il risparmio energetico è l’obiettivo di tante famiglie che si rivolgono anche alle associazioni dei consumatori. Bernardo Fratello, consulente energetico e delegato territoriale di Consumerismo, in un’intervista a Risoluto.it, fa il punto della situazione partendo dalla crisi internazionale che determina conseguenze anche nel territorio siciliano, caratterizzato da un sistema economico fragile.

“Abbiamo già proposto il trasporto pubblico gratuito, a livello nazionale, per almeno 6 o 12 mesi – dice Fratello – che aiuterebbe tanto le famiglie risparmiando carburante. Bisogna intervenire sulle accise per i carburanti e sulla tassazione delle bollette di luce e gas”.

Bernardo Fratello sottolinea che la “transizione ecologia procede a rilento con una eccessiva dipendenza dal gas. In Sicilia bisogna avviare tutti i progetti che favoriscono la transizione energetica e noi stiamo presentando – aggiunge – una serie di proposte alla Regione per fare in modo che si creino comunità energetiche e il consumatore possa produrre direttamente e inserire nella comunità energetica”

Sambuca di Sicilia, furto di rame: strada al buio dopo il taglio dei cavi pubblici

Un tratto di strada completamente senza illuminazione ha fatto scattare l’allarme a Sambuca di Sicilia, dove nella notte sono stati sottratti circa 1.500 metri di cavi della rete elettrica pubblica. L’episodio si è verificato in via Pandolfina e ha causato un danno economico stimato intorno ai 25 mila euro.

Secondo le prime verifiche, l’azione sarebbe stata condotta con modalità organizzate.

I responsabili avrebbero operato nelle ore notturne, rimuovendo i cavi dai pali dell’illuminazione e caricando il materiale su un mezzo in tempi rapidi. Non si esclude il coinvolgimento di più persone.

Il blackout è stato notato poco dopo da alcuni residenti, che hanno segnalato l’assenza di luce lungo la strada.

Sul posto sono intervenuti i tecnici dell’ente gestore per accertare l’entità del danno e avviare le prime operazioni.

Parallelamente, i carabinieri hanno avviato gli accertamenti per ricostruire la dinamica e individuare eventuali responsabili.

È stata presentata denuncia contro ignoti. Una prima informativa è stata trasmessa alla Procura della Repubblica di Sciacca.

Gli investigatori stanno valutando anche l’eventuale conoscenza dei luoghi da parte degli autori del furto, considerata la mancanza di sistemi di videosorveglianza nell’area interessata.

Truffa del finto carabiniere a Burgio, portati via oggetti in oro a un’anziana


Il finto carabiniere ha colpito ancora in provincia di Agrigento e questa volta a Burgio dove un’anziana ha consegnato orologi e oggetti in oro. Aveva ricevuto una telefonata con la richiesta di pagamento per le spese legali riguardanti un incidente procurato dalla figlia a Palermo con ferimento di una persona. Nessun incidente, ma la donna non ha avuto neanche il tempo di riflettere perchè il finto carabiniere era già davanti alla porta della sua abitazione.

Al finto carabiniere l’anziana ha consegnato una busta orologi e oggetti in oro. La vicenda presenta aspetti particolari perché i malviventi, evidentemente, sapevano che l’anziana ha una figlia che si trovava a Palermo. Dalla telefonata all’arrivo a casa dell’anziana del finto carabiniere è passato poco tempo e quando l’ottantenne si è accorta di essere stata truffata non ha potuto fare altro che presentare denuncia ai carabinieri della locale stazione che hanno avviato le indagini.

Nonostante gli arresti operati nell’Agrigentino queste truffe vanno avanti e gli anziani devono prestare la massima attenzione.

Palermo, violenze sulla figlia: condanna a 18 anni e 4 mesi

Una condanna a 18 anni e 4 mesi di reclusione per un uomo di 38 anni, ritenuto responsabile di violenze sulla figlia iniziate quando la bambina aveva appena 9 anni. La sentenza è stata emessa dalla prima sezione penale della Corte d’Appello di Palermo, presieduta da Vincenzo Terranova.
Il pubblico ministero di Termini Imerese, Raffaele Cammarano, aveva chiesto una pena più severa, pari a 28 anni. I giudici hanno comunque riconosciuto la gravità delle violenze sulla figlia, maturate all’interno dell’ambito familiare.

Le violenze sulla figlia in ambito familiare

Secondo quanto emerso nel corso del processo, le violenze sulla figlia si sarebbero protratte per anni, all’interno del contesto domestico, in un comune della provincia di Palermo dove la famiglia viveva dal 2020.
Il quadro ricostruito dagli inquirenti evidenzia una situazione di forte disagio vissuta dalla minore, con segnali che hanno poi attirato l’attenzione della scuola.

La segnalazione della scuola

L’indagine è stata avviata nel febbraio del 2024 dopo una segnalazione della dirigente scolastica dell’istituto frequentato dalla bambina. Un passaggio determinante per far emergere i fatti.
La psicologa scolastica aveva notato alcuni tagli orizzontali sul braccio della minore, ritenuti compatibili con gesti autolesivi. Durante i colloqui, la bambina avrebbe manifestato un profondo disagio e un rapporto non sereno con il padre.

Il racconto della minore e il processo

È stata la stessa ragazzina a raccontare quanto accadeva tra le mura domestiche, contribuendo a delineare il quadro accusatorio sulle violenze sulla figlia. Il suo racconto è stato centrale nell’accertamento dei fatti.
Nel procedimento, la madre della minore si è costituita parte civile, assistita dall’avvocato Sergio Burgio. La vicenda si è sviluppata fino alla decisione della Corte d’Appello, che ha riconosciuto la responsabilità dell’imputato.

Il ruolo della scuola nell’emersione del caso

Il caso evidenzia il ruolo fondamentale delle istituzioni scolastiche nell’individuare situazioni di disagio. Senza la segnalazione iniziale, le violenze sarebbero potute rimanere nascoste più a lungo.
La ricostruzione dei fatti, basata sulle dichiarazioni della minore e sugli elementi raccolti durante le indagini, ha portato alla condanna in secondo grado, chiudendo una vicenda particolarmente delicata.