Controlli su una ditta di trasporto acqua a Sciacca, multa da 5 mila euro per irregolarità amministrative

Controlli dei Carabinieri sul servizio di trasporto di acqua per uso domestico nel territorio comunale di Sciacca. I militari della locale Stazione hanno effettuato un’ispezione presso una ditta operante nel settore e convenzionata con l’Azienda Idrica Comuni Agrigentini.

L’attività ispettiva è stata svolta congiuntamente al personale del Dipartimento regionale del Genio Civile – Servizio di Agrigento e del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica dell’Asp di Agrigento, Polo di Sciacca, nell’ambito di verifiche finalizzate al rispetto della normativa sulla gestione delle risorse idriche e delle condizioni igienico-sanitarie.

Nel corso degli accertamenti sono emerse irregolarità di natura amministrativa. In particolare, è stata riscontrata la realizzazione di due pozzi trivellati in assenza delle prescritte autorizzazioni, oltre a carenze relative ai requisiti igienico-sanitari dei locali e alle procedure di prevenzione contro la presenza di agenti infestanti.

A seguito delle violazioni riscontrate, gli enti competenti hanno proceduto nei confronti del titolare della ditta, un 46enne saccense, all’irrogazione delle previste sanzioni amministrative per un importo complessivo di circa 5 mila euro. Il Genio Civile provvederà inoltre all’emissione di un’ordinanza di demolizione delle opere realizzate senza autorizzazione.

I controlli, svolti in sinergia tra l’Arma dei Carabinieri e gli enti preposti, proseguiranno anche nei prossimi mesi con l’obiettivo di garantire la tutela della salute pubblica, la corretta gestione delle risorse idriche e il rispetto delle norme a salvaguardia dei cittadini.

Virus provoca la morte di decine di gatti a Sciacca, al lavoro Comune e Asp (Video)

C’è apprensione tra gli animalisti per la Panleucopenia felina che ha causato la morte, in città, di decine di gatti. Il Comune ha già scritto all’Asp “recependo questo allarme – dice l’assessore al Randagismo, Agnese Sinagra –. Al momento non c’è un vero e propria allarme, ma una registrazione di decessi che può essere ascritta superiore alla media. All’interno delle colonie registrate, gestite da volontari, non si registra una situazione anomala che c’è, invece, per i gatti che vegano per il territorio”.

L’assessore aggiunge di “una situazione che sta rientrando. Con le associazioni ed i responsabili di colonia abbiamo accertato attraverso ambulatori veterinari di che tipo di virus si tratta. I referti li abbiamo già inviati all’Asp a cui ho chiesto anche un passaggio presso l’Istituto Zooprofilattico”.

Per Donatella Cacciatore, veterinario dell’Asp, “queste virosi, nei gatti, soprattutto di colonia, se non sono correttamente gestite, provocano grandi mortalità. Il Comune, di concerto con le associazioni, deve gestire queste colonie per la profilassi, la vaccinazione degli adulti”.

Ultimi tentativi di riconciliazione nel Pd a Sciacca, slitta il giuramento dei 3 assessori

Se la ricomposizione della giunta Termine sembrava cosa fatta ieri dopo l’annuncio ai colleghi dell’assessore Fabio Leonte in conferenza dei capigruppo, le ultime ore raccontano uno scenario agitato e in fibrillazione che ha perfino fatto slittare a domani il giuramento dei tre nuovi assessori.

Il trio dei nuovi incaricati di Fabio Termine per la fine del mandato, i prossimi 18 mesi, sarebbero Ludovico Moreno Luna, Maria Grazia Cascio e Pippo Termine: tutti professionisti indicati per sostituire i tre licenziati senza tessere di partito che comunque sarebbero stati prescelti in virtù del carattere fiduciario tra il primo cittadino e l’assessore Leonte che appare come il vero “deus ex machina” delle trattative degli ultimi giorni che avrebbero portato alla chiusa sui tre. Lo stesso che avrebbe ieri con la sua dichiarazione comportato una spinta in avanti rispetto invece, le interlocuzioni ancora in atto nel Pd.

Il recente ricongiungimento tra l’area riformista e i progressisti dei “dem” sotto l’ala di Elly Schlein celebrata a Catania due giorni fa e in pratica, all’appianarsi in un solo colpo di quella frattura tra Michele Catanzaro e Fabio Termine, delfini delle due ex anime a Sciacca rispettivamente di Bonaccini e della segretaria nazionale, aveva imposto la possibilità di un ultimo disperato tentativo di riconciliazione che la segreteria regionale Pd aveva suggerito a Fabio Termine dopo le tribolate vicende saccensi che avevano portato all’esplodere del “caso Sciacca”.

Tentativo che a quanto pare, il primo cittadino avrebbe consumato con i suoi compagni di partito proponendo la nomina di un assessore da loro espresso al posto della eventuale fuoriuscita di Agnese Sinagra o di Salvino Patti, entrambi i due attuali assessori potrebbero e vorrebbero lasciare: una per ragioni personali e l’altro per motivi professionali. Una possibilità che non avrebbe però convinto “i catanzariani”. Termine avrebbe spiegato di non poter tornare indietro rispetto la nomina dei tre nuovi che avrebbero dovuto giurare stamane perché le trattative gia’ in una fase troppo avanzata per fare retromarcia senza non provocare una reazione di Fabio Leonte che invece, avrebbe lavorato per fare quadrato entro Natale e sempre più indispettito di dover subire i diktat di quel partito che ha sempre sofferto la sua presenza ingombrante in giunta e che ha più volte tentato di ridimensionarlo facendo pressing sulle sue dimissioni da consigliere per continuare a sedere in giunta.

Insomma, i giochi non sono per nulla chiusi e le ultime ore potrebbero regalare qualche colpo di scena finale.

Fabbriche clandestine di sigarette nel Lazio, scoperti due maxi stabilimenti

Un duro colpo al contrabbando di tabacchi arriva dal Lazio, dove la Guardia di Finanza ha smantellato due fabbriche clandestine di sigarette operative su larga scala nei comuni di Pomezia (Roma) e Ferentino (Frosinone). L’operazione, coordinata dalla Procura Europea, ha portato al sequestro di tonnellate di merce illegale e di impianti industriali dal valore superiore ai 2 milioni di euro.

L’indagine è stata condotta dai finanzieri del Comando Provinciale di Palermo, in collaborazione con i colleghi di Roma e Frosinone, e rappresenta una delle più rilevanti operazioni contro il traffico illecito di tabacchi degli ultimi anni.

Due fabbriche clandestine di sigarette con produzione industriale

Le fabbriche clandestine di sigarette erano dotate di due linee di produzione complete, in grado di realizzare fino a 4 milioni di sigarette al giorno. Gli stabilimenti occupavano un’area complessiva di circa 4.000 metri quadrati e comprendevano anche un magazzino destinato allo stoccaggio del prodotto finito.

Durante le perquisizioni sono stati sequestrati:

  • 27 tonnellate di sigarette già confezionate
  • 19 tonnellate di tabacco
  • 134 bancali di materiali e precursori per il confezionamento
  • imballaggi con loghi contraffatti di marchi noti come Marlboro, Camel, Winston e Rothmans
  • 4 autoarticolati utilizzati per il trasporto della merce

Indagine della Procura Europea e tecniche di elusione

L’inchiesta, coordinata dalla Procura Europea, ha permesso di individuare un’organizzazione strutturata e altamente specializzata. Nella lavorazione erano coinvolti sette cittadini di nazionalità bulgara e ucraina, denunciati per detenzione di tabacchi lavorati di contrabbando e contraffazione di marchi.

Jammer, droni e contromisure illegali

Per proteggere le fabbriche clandestine di sigarette, l’organizzazione utilizzava sofisticati sistemi di bonifica: jammer per inibire le comunicazioni radio e rilevatori di frequenze per individuare eventuali dispositivi di localizzazione satellitare installati dalle forze dell’ordine.

Secondo gli investigatori, l’individuazione dei siti è stata possibile grazie a una lunga attività di monitoraggio, che ha incluso videosorveglianza, appostamenti, pedinamenti e l’impiego di droni.

Un danno milionario per lo Stato e l’UE

Se immesse sul mercato, le sigarette sequestrate avrebbero causato un mancato introito di 7,4 milioni di euro tra accise e IVA evasa. Il profitto illecito giornaliero è stato stimato in circa 700 mila euro, pari a oltre 240 milioni di euro l’anno, con un danno complessivo alle finanze pubbliche di circa 160 milioni di euro.

L’operazione conferma l’impegno delle autorità italiane ed europee nel contrasto alle fabbriche clandestine di sigarette, un fenomeno che alimenta l’economia criminale e sottrae risorse fondamentali alla collettività.

Terre Sicane, nuovo presidente il sindaco di Caltabellotta: “Punteremo su promozione e servizi”

È Biagio Marciante, sindaco di Caltabellotta, il nuovo presidente della Giunta dell’Unione dei Comuni Terre Sicane. L’elezione è avvenuta nel corso della seduta del 17 dicembre 2025, alla presenza di dieci componenti dell’assemblea.

Marciante è stato eletto all’unanimità, con voto espresso in forma palese, subentrando a Gaspare Viola, il cui mandato è giunto a naturale scadenza.

Marciante annuncia un programma ambizioso che conta di instaurare sinergia tra i piccoli comuni puntando su servizi in Comune che i piccoli enti locali non riescono più a garantire come polizia municipale e protezione civile. Sarà riservato spazio soprattutto ad una promozione strategica del territorio.

A partecipare alla votazione sono stati i consiglieri Irene Marciante, Anna Alongi, Maria Gagliano, Margherita Anna Maggio, Laura Montalbano, Irene Artale, Gaspare Valenti, Antonia Migliore, Giovanni Cutrera e Gabriele Saladino, che hanno espresso pieno sostegno alla nuova guida dell’Unione.

L’elezione di Marciante arriva in una fase delicata per l’Ucts, chiamata a rafforzare il coordinamento tra i Comuni aderenti e a rilanciare le politiche di sviluppo territoriale, servizi associati e progettazione sovracomunale.

Con la nuova presidenza, l’Unione dei Comuni Terre Sicane apre dunque una nuova stagione amministrativa, nel segno della continuità istituzionale e della collaborazione tra gli enti locali del comprensorio.

Aggiudicata la gara per la sicurezza dei ponti della provincia di Agrigento

Prosegue l’attività del Libero Consorzio Comunale di Agrigento per il miglioramento delle condizioni di sicurezza della rete stradale provinciale. È stata infatti aggiudicata la gara d’appalto per la messa in sicurezza dei ponti provinciali di Agrigento lungo la Strada Provinciale n. 29 Montallegro–Raffadali, con interventi programmati sui due tratti SP 29-A e SP 29-B.

L’intervento rappresenta un ulteriore tassello nel piano di manutenzione straordinaria avviato nel corso del 2025, anno che ha visto un significativo incremento della spesa destinata alla viabilità di competenza provinciale.

Ponti provinciali di Agrigento: interventi su SP 29-A e 29-B

I lavori interesseranno nello specifico i ponti e i viadotti presenti lungo:

la SP n. 29-A Montallegro–Cattolica Eraclea;
la SP n. 29-B Cattolica Eraclea–Raffadali.

Si tratta di tratti strategici per i collegamenti interni del territorio agrigentino, quotidianamente utilizzati da pendolari, mezzi agricoli e traffico locale. La messa in sicurezza dei ponti provinciali di Agrigento risponde all’esigenza di garantire standard più elevati di affidabilità strutturale e di prevenire criticità legate all’usura delle infrastrutture.

Gara telematica e aggiudicazione dell’appalto

La gara, svolta in modalità telematica con inversione procedimentale, ha visto la partecipazione di 34 imprese. Ad aggiudicarsi l’appalto è stata la Fenix Consorzio Stabile Scarl di Bologna, che ha presentato un ribasso del 31,8422%.

L’importo contrattuale complessivo ammonta a 490.000 euro più iva, comprensivi di 14.700 euro per oneri di sicurezza, non soggetti a ribasso. Il progetto è stato elaborato dallo staff del Settore Infrastrutture Stradali del Libero Consorzio.

Finanziamenti statali e tempi di esecuzione

Gli interventi sui ponti provinciali di Agrigento sono finanziati con fondi statali, nell’ambito del programma 2024–2029.

I lavori dovranno essere completati entro 365 giorni lavorativi continuativi dalla data del verbale di consegna, secondo quanto previsto dal capitolato d’appalto.

Oltre otto milioni per la viabilità provinciale

Il presidente del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, Giuseppe Pendolino, ha sottolineato come l’aggiudicazione di questo appalto si inserisca in una più ampia strategia di rilancio della manutenzione stradale.

«Prossimamente – ha dichiarato – saranno pubblicati altri bandi di gara per la manutenzione straordinaria dei comparti stradali Est, Ovest e Centro-Nord, per i quali abbiamo impegnato complessivamente oltre otto milioni di euro».

Un segnale concreto che conferma la volontà dell’ente di investire in modo strutturato sulla sicurezza e sull’efficienza della rete viaria, con particolare attenzione ai ponti provinciali di Agrigento, infrastrutture fondamentali per la mobilità e lo sviluppo del territorio.

Non erano assenteisti, assolti due lavoratori in servizio al Comune di Calamonaci


Il Tribunale di Sciacca, in composizione monocratica, ha assolto due lavoratori in servizio al Comune di Calamonaci che erano accusati di avere attestato falsamente la loro presenza allontanandosi poi senza un permesso formale e senza la timbratura del badge in uscita.

Filippo Mauceri e Calogero Perricone, quarantenni, difesi dall’avvocato Giovanni Forte (nella foto), sono stati assolti per particolare tenuità del fatto.

La vicenda che li ha visti imputati, per fatti compresi tra ottobre 2018 e maggio 2019, e per la quale il pubblico ministero aveva chiesto la condanna di entrambi a un anno di reclusione, è scaturita da controlli antiassenteismo effettuati dai carabinieri attraverso pedinamenti.

A Mauceri venivano contestati sei episodi di allontanamento non autorizzato ed a Perricone quattro. Si tratta di lavoratori con mansioni di contrattista a tempo determinato che svolgono manutenzione e guardiania. Secondo l’accusa si sarebbero allontanati dal lavoro per dedicarsi ad attività del tutto estranee alle loro mansioni.

Di diverso avviso la difesa, con l’avvocato Giovanni Forte, secondo il quale trattandosi di lavoratori socialmente utili non si poteva applicare la stessa normativa prevista per i dipendenti comunali. In sostanza, secondo l’avvocato Forte il rapporto riguardava l’attività svolta dai lavoratori, pulizia, attività esterna al Comune.

Trascorre una notte alle Terme di Sciacca dopo avere forzato una finestra e fugge


Ancora un episodio spiacevole alle Terme di Sciacca. Qualcuno dopo avere forzato una delle finestre dello stabilimento ha trascorso la notte all’interno dell’immobile. E’ stato il custode ad accorgersi dell’accaduto informando la polizia.

E’ l’ennesimo episodio inquietate ai danni delle Terme di Sciacca chiuse da quasi 11 anni. Per entrare nello stabilimento hanno danneggiato una delle finestre del parco delle terme.

Più volte durante questi anni di chiusura le Terme di Sciacca sono state oggetto di furti e raid vandalici. Alcuni mesi fa per rubare i cavi in rame da poco collocati nello stabilimento, nell’ambito dei lavori di riqualificazione costati 500 mila euro, hanno lasciato senza luce per qualche tempo l’ex convento San Francesco e gli uffici che ospita.

Medicina, cambia l’accesso all’università: possibile ammissione anche senza aver superato tutte le prove. Ecco cosa prevede la nuova proposta

L’accesso alla facoltà di Medicina e Chirurgia potrebbe presto subire un nuovo e importante cambiamento. Dopo i risultati critici del cosiddetto semestre filtro, il Ministero dell’Università e della Ricerca sta valutando una revisione delle regole di selezione, con l’obiettivo di evitare l’esclusione massiva degli studenti e garantire l’utilizzo di tutti i posti disponibili negli atenei.

La nuova proposta allo studio aprirebbe la strada a una graduatoria unica, che potrebbe includere anche i candidati che non hanno superato tutte le prove, prevedendo però un sistema di recupero dei debiti formativi. Un’ipotesi che sta già alimentando un ampio dibattito tra studenti, università e istituzioni.


Semestre filtro di Medicina: risultati inferiori alle attese

Il nuovo modello di accesso a Medicina, basato su un semestre filtro con prove di biologia, chimica e fisica, era stato pensato per rendere la selezione più graduale e meno affidata a un singolo test. Ogni prova prevedeva 31 quesiti, tra domande a risposta multipla e completamento.

Tuttavia, i dati del primo appello del 23 novembre hanno sorpreso tutti: solo circa il 15% dei candidati è riuscito a superare tutte le prove. Un risultato che ha immediatamente sollevato dubbi sulla difficoltà dei quesiti e sulla loro coerenza con la preparazione scolastica degli studenti.

Il quadro appare ancora più problematico se si considera il rapporto tra:

  • circa 54.000 iscritti al semestre filtro;
  • circa 19.000 posti disponibili nelle università statali.

Il rischio concreto è che, anche sommando i risultati del secondo appello del 10 dicembre (con esiti attesi il 23 dicembre), il numero degli idonei risulti inferiore ai posti programmati, creando corsi sottodimensionati e forti criticità organizzative.


Graduatoria unica Medicina: l’ipotesi del Ministero

Alla luce di questi numeri, il Ministero sta valutando una graduatoria unica nazionale, che rappresenterebbe una svolta rispetto all’impianto originario del semestre filtro.

Secondo le ipotesi circolate:

  • in cima alla graduatoria resterebbero gli studenti che hanno superato tutte le prove;
  • a seguire, i candidati con una sola insufficienza (stimati intorno al 22-23%);
  • successivamente, gli altri studenti, in ordine di punteggio complessivo.

L’obiettivo sarebbe quello di assegnare tutti i posti disponibili, evitando che migliaia di cattedre restino vuote e che l’intero sistema di selezione perda efficacia.


Recupero dei debiti formativi entro febbraio 2026

L’elemento più innovativo della proposta riguarda il recupero delle insufficienze. Gli studenti ammessi tramite graduatoria unica, pur non avendo superato tutte le prove, potrebbero immatricolarsi a condizione di colmare i debiti formativi entro febbraio 2026.

In concreto:

  • l’accesso non sarebbe definitivo;
  • le carenze andrebbero recuperate tramite prove integrative;
  • solo dopo il superamento dei recuperi sarebbe possibile accedere pienamente al secondo semestre.

In questo modo, la selezione non verrebbe eliminata ma spostata su un arco temporale più ampio, offrendo una seconda possibilità agli studenti senza abbassare il livello complessivo della formazione. Un modello che, però, comporterebbe un impegno organizzativo significativo per le università.


Accesso a Medicina: cosa può succedere ora

La ministra dell’Università Anna Maria Bernini ha chiarito che l’intento del Governo non è ridurre drasticamente il numero di aspiranti medici, ma ampliare l’accesso senza compromettere la qualità della didattica. Medicina resta una facoltà strategica per il futuro del Servizio Sanitario Nazionale e le scelte sulla selezione avranno effetti a lungo termine.

Nelle prossime settimane, dopo la pubblicazione dei risultati del secondo appello, il Ministero dovrà decidere se e come intervenire. Le decisioni attese entro la fine dell’anno potrebbero segnare una nuova svolta nel sistema di accesso a Medicina, incidendo sul percorso di migliaia di studenti e sull’organizzazione degli atenei italiani.


Nuovo Bonus bollette 2026: 55 euro in più per le famiglie, cumulabile con il bonus sociale. Requisiti e funzionamento

Il Bonus bollette 2026 si prepara a diventare una nuova misura di sostegno per milioni di famiglie italiane alle prese con il caro energia. Il contributo, previsto nell’ultima bozza del decreto energia, introduce uno sconto straordinario di 55 euro in bolletta, che si affianca e si somma al bonus sociale già esistente.

L’obiettivo del Governo è rafforzare la tutela dei nuclei familiari più vulnerabili, in un contesto in cui l’andamento dei prezzi dell’energia continua a incidere in modo significativo sulle spese domestiche. Vediamo nel dettaglio cos’è il nuovo bonus, a chi spetta e quali requisiti sono richiesti.


Cos’è il nuovo Bonus bollette previsto dal decreto energia 2026

Il nuovo Bonus bollette consiste in un contributo annuo aggiuntivo di 55 euro, destinato ai clienti domestici residenti che rientrano nelle fasce di vulnerabilità economica.

Si tratta di uno sconto diretto in bolletta, pensato per:

  • integrare il bonus sociale luce già in vigore;
  • garantire continuità agli aiuti straordinari concessi negli anni passati;
  • rendere più sostenibile il costo dell’energia elettrica nel medio periodo.

Il meccanismo di erogazione è semplice: nessuna domanda da presentare. Lo sconto verrà applicato automaticamente in bolletta, seguendo il modello già collaudato del bonus sociale.

Le risorse stanziate per il provvedimento ammontano a circa 250 milioni di euro e saranno finanziate tramite la Cassa per i servizi energetici e ambientali, che gestisce gli oneri di sistema legati al settore energetico.


Bonus bollette 2026: a chi spetta e quante famiglie coinvolge

Secondo le stime contenute nella relazione illustrativa del decreto, il nuovo Bonus bollette interesserà circa 4,5 milioni di famiglie.

La misura è rivolta ai nuclei che si trovano in una condizione di vulnerabilità energetica, una situazione sempre più diffusa: famiglie che, pur non essendo in povertà assoluta, faticano a sostenere l’aumento delle spese fisse, in particolare quelle legate alle utenze domestiche.

Uno degli aspetti più rilevanti è la cumulabilità del contributo:

  • chi già beneficia del bonus sociale continuerà a riceverlo;
  • in aggiunta, potrà ottenere anche lo sconto straordinario di 55 euro.

In questo modo, l’impatto complessivo sulla bolletta risulta più consistente e mirato, soprattutto nei periodi di maggiore instabilità dei mercati energetici.


Requisiti per ottenere il Bonus bollette 2026: soglie ISEE

Per accedere al nuovo Bonus bollette sono previsti requisiti economici precisi, basati sull’ISEE del nucleo familiare.

Potranno beneficiare dello sconto:

  • famiglie con ISEE fino a 15.000 euro;
  • nuclei con almeno quattro figli a carico e ISEE fino a 20.000 euro.

Oltre ai requisiti reddituali, è necessario che:

  • la fornitura sia elettrica;
  • l’utenza sia domestica residente, quindi riferita all’abitazione principale.

Sono escluse, quindi, le seconde case e le utenze non domestiche.


Come viene erogato il bonus: nessuna domanda da presentare

Anche per il Bonus bollette 2026 il Governo punta sulla procedura automatica, già utilizzata per il bonus sociale dal 2021.

Il funzionamento si basa su:

  • incrocio dei dati ISEE presenti negli archivi INPS;
  • collegamento con le informazioni delle società di vendita dell’energia.

Se il nucleo familiare rispetta i requisiti, lo sconto verrà applicato automaticamente in bolletta, senza bisogno di compilare moduli o presentare richieste specifiche.

Questo sistema riduce il rischio di esclusione per motivi burocratici e garantisce che il beneficio arrivi effettivamente a tutti gli aventi diritto.


Bonus bollette e altre misure energia: interventi anche per le imprese

Il decreto energia non si limita alle famiglie. Parallelamente, il Governo sta valutando un intervento a favore delle piccole e medie imprese, attraverso la riduzione della componente Asos, legata al finanziamento delle fonti rinnovabili.

Secondo le stime tecniche, la misura potrebbe tradursi in un beneficio di circa 11,5 euro per MWh per le PMI connesse in bassa tensione. L’obiettivo è costruire un pacchetto coordinato di interventi, capace di sostenere sia i consumatori domestici sia il tessuto produttivo.


Bonus bollette 2026: un aiuto concreto contro il caro energia

Il nuovo Bonus bollette da 55 euro rappresenta un sostegno mirato e cumulabile, pensato per rafforzare la protezione delle famiglie più esposte all’aumento dei costi energetici.

In attesa dell’approvazione definitiva del decreto, il consiglio resta quello di verificare e aggiornare l’ISEE, passaggio fondamentale per non perdere l’accesso agli sconti automatici in bolletta previsti per il 2026.